DIABLO III, testato ufficialmente su Alienware di Dell

Impressioni e giudizi del videogioco DIABLO III, testato ufficialmente su Alienware di Dell

DIABLO III, testato ufficialmente su Alienware di Dell

Il  videogioco online “Diablo III” è stato sviluppato dalla nota software house americana BLIZZARD Entertainment,  esattamente il 15 Maggio del 2012, conquistando nel giro di 24 ore il record di vendite mondiale tra i giochi per computer, vendendo fino al 31 Dicembre oltre 12 milioni di copie.

Per chi non lo sapesse già Diablo III appartiene allo specifico genere Action RPG / Hack’n Slash (videogioco d’azione con caratteristici elementi di gioco di ruolo) online ambientato nel mondo di Sanctuarium: un suggestivo e cupo contesto medievale dal carattere fantasy, caratterizzato da un’antichissima guerra chiamata l’Eterno Conflitto che ha contrapposto le schiere del Paradiso Celeste alle legioni degli Inferi Fiammeggianti.

Che cos’è Diablo III?

Vi suggerisco di guardarvi anche il video sottostante riguardo la storia dell’intera trilogia che fin’ora è stata realizzata.

Ed è di pochi giorni fa – Mercoledì 5 Giugno 2013 – la notizia della presentazione pubblica del nuovo Direttore ufficiale, Josh Mosqueira.
Un’ennesima dimostrazione dell’interessamento costante e continuo per questo gioco da parte di Blizzard.
Inoltre – Giovedì 6 Giugno 2013 – è stata annunciata l’attesa data di uscita per PS3 e Xbox 360: uscirà il 3 Settembre. Versioni console che saranno testabili, in questi giorni, come anteprima assoluta all’E3 di Los Angeles.

Vi parlerò quindi di una Recensione/Testing che alcuni di voi Ninja troveranno probabilmente lunga, ma non è stato assolutamente facile riassumere in un singolo articolo gli aspetti più importanti di un videogioco tanto complesso, atteso e discusso.

Specifiche Hardware / caratteristiche tecniche Alienware M17x-r4

Il display è un Full HD di 17.3 pollici (16:9), 1920×1080 pixel, con retroilluminazione LED.
Il processore è un quad-core Intel i7-3610QM (che può raggiungere i 3.30 GHz con tecnologia Intel Turbo Boost).
La memoria conta su 8 GB RAM di tipo DDR3 (1600 MHz).
La grafica è supportata da una AMD Radeon HD 7970M  con 2GB RAM di memoria video dedicata di tipo GDDR5.
La memoria d’archiviazione ha a disposizione un disco da 500 GB.
Il drive ottico è un masterizzatore DVD Super-Multi 8x.
La connettività wireless supporta gli standard Bluetooth 4.0 e Wi-Fi.
Il comparto audio è dotato di speaker stereo e microfono integrati, avvalendosi della tecnologia Creative Sound Blaster Recon3Di.
La batteria è agli ioni di litio a 9 celle ad alta capacità (90 Wh).
Tastiera retroilluminata 
a 82 tasti.

Obiettivi del  Testing Alienware

La verifica di piena compatibilità con la versione definitiva del gioco dopo la sua pubblicazione e l’uscita delle successive patch d’aggiornamento.

La verifica di stabilità della specifica configurazione hardware utilizzata al massimo delle opzioni video consentite.
La verifica di piena funzionalità con le meccaniche del gameplay.

Storia e Ambientazioni

A vent’anni di distanza, dagli avvenimenti dell’espansione “Il Signore della Distruzione”, ritroviamo ancora una volta Deckard Cain, insieme ad un nuovo pesonaggio Leah che conosceremo all’avvio del gioco all’interno della prima  sublime cinematica che precederà il menù di presentazione.

Tutto ha inizio nella vecchia ed inquietante cattedrale abbandonata di Tristram, che sarà di centrale importanza per l’intero primo atto.
Come in Diablo II anche in questo terzo capitolo dovremmo affrontare 4 Atti, ognuno caratterizzato da una specifica ambientazione, seguendo un serrato susseguirsi di eventi in cui saremo i protagonisti centrali con il nostro eroe giocante.

Rispettivamente avremo 5 classi a disposizione: il Barbaro, lo Sciamano, il Mago, il Cacciatore di Demoni e il Monaco.

Le Patch più importanti

Negli ultimi 12 mesi sono state tante le novità apportate in modo da bilanciare ulteriormente le classi e migliorare/prolungare ulteriormente l’esperienza di gioco.

[Patch 1.0.4]: Rilasciata rispettivamente a fine Agosto 2012:
– Un nuovo sistema: Livelli d’Eccellenza (Paragon Level)
Al raggiungimento del livello 60 incominceranno dei nuovi livelli d’esperienza. 100 livelli aggiuntivi in totale, conferendo dei bonus permanenti ai ritrovamenti magici e d’oro ed aumentando leggermente le statistiche base.
– Miglioramento degli Oggetti Leggendari:
Finalmente la più importante categoria d’oggetti del gioco viene resa realmente utile a dispetto di molte tipologie di Rari come le armi.

[Patch 1.0.5]: Rilasciata rispettivamente poco dopo la metà di Ottobre 2012:
–  Un nuovo sistema: Potenza dei Mostri (Monster Power)
Possibilità di personalizzare il grado di sfida delle proprie sessioni di gioco, impostando i danni inflitti e i punti vita dei mostri secondo diversi “livelli di potenza” da 1 fino a 10, ottenendo differenti bonus d’esperienza e incrementi ai ritrovamenti magici e d’oro.
–  Nuovo evento: Congegno Infernale
I giocatori di livello 60 potranno cimentarsi nel creare un congegno maledetto per avere la possibilità d’affrontare delle versioni potenziate di Boss di gioco. Ma sarà innanzitutto necessario munirsi (solo la prima volta) del Progetto in possesso di un custode in Atto IV e successivamente ottenere 3 differenti Chiavi (Distruzione, Odio e Terrore) in Atto I, II e III. Dopodiché sarà possibile da Nuova Tristram evocare dei rossi portali per affrontare 3 diverse combinazioni coppie di boss: Re Leoric e Maghda nel Regno della Discordia, Ghom e Rakanoth nel Regno del Caos, l’Obsessor e Zoltun Kulle nel Regno del Tumulto.
Da ciascuna coppia si potranno trovare, più o meno facilmente a secondo il livello di difficoltà, 3 parti di corpo demoniache (spina dorsale, zanna e occhio) per forgiare infine l’Anello del Fuoco Infernale. Oggetto davvero utile per il suo costante bonus di +35% all’esperienza.

[Patch 1.0.7]: Rilasciata rispettivamente poco prima della metà di Febbraio 2013:
–  Una nuova funzione: Schermaglia (“allenamento” PvP)
In un’apposita zona, creata ad hoc, è possibile scontrarsi da 2 a 4 giocatori tutti contro tutti.
– Nuove implementazioni all’Artigianato.
Aggiunta l’essenza demoniaca, una nuova materia prima recuperabile da mostri élite, goblin predoni e boss a difficoltà Inferno.
Aggiunti 4 progetti rari di metallurgia per il Fabbro: spallacci, guanti, corazza e bracciali.
Aggiunta una nuova ricetta rara per il Gioielliere: amuleto.
Aggiunta una nuova classe di gemme: marquise.

[Patch 1.0.8]: Rilasciata rispettivamente a Maggio 2013:
–  Miglioramenti per la cooperativa del Multiplayer .
Bonus del 10% all’esperienza, ritrovamenti magici e d’oro per ogni giocatore aggiuntivo e fino ad un massimo del 30% nelle partite multigiocatore.
Questi bonus dell’esperienza possono ovviamente sommarsi agli altri bonus derivanti dalla potenza dei mostri, da oggetti e valore dei Nefilim.
– Creazione di conversazioni private fino a 99 giocatori contemporaneamente.
– Aumento della frequenza dei mostri per Atto I, II e IV a difficoltà Inferno con Potenza dei mostri uguale o superiore a 1.

Impostazioni delle Opzioni Video

In Diablo III è presente una caratteristica visuale isometrica a 3/4 dall’alto (con possibilità di effettuare uno zoom) su grafica 3D che in questi ultimi mesi ho avuto modo di testare su diverse risoluzioni, settabili dal pannello delle opzioni video interno al gioco inclusi altri specifici parametri grafici:

– Visualizzazione : La modalità Schermo Intero è senz’altro una scelta ottimale.
Questa modalità predilige l’immersività: imprescindibile.
– Risoluzione : 1920X1080 (16:9 widescreen) è veramente obbligatoria per godersi il gioco in alta definizione Full HD offerto dal nostro Alienware di 17 pollici. Tale scelta non ha mai influito minimamente sulle prestazioni.
– Sincronia Verticale : Lasciatelo sempre abilitato in modo che il frame rate si sincronizzi ad una frazione ottimale della frequenza di aggiornamento sul proprio display con retroilluminazione LED.
– Qualità Texture : Questo parametro è importante per garantirci una visione dettagliata dei particolari nelle immagini. Alta.
– Qualità Ombre : Regolando la tipologia e la qualità delle ombre, non potevamo che scegliere Alta, in modo che potessimo godere di un costante dinamismo grafico di qualità.
– Qualità Fisica : Determina il realismo delle collisioni e della gravità, tale parametro si basa sul processore di sistema. Alta.
– Densità Elementi di Terreno : Regola la densità e la distanza in base alle quali vengono posizionati gli elementi decorativi sul terreno, come erba e fogliame. Alta.
– Anti-Aliasing : Opzione principe che aiuta a smussare nettamente i contorni dei modelli, ossia dell’aliasing (la scalettatura grafica).

Giudizi e voto complessivo

Grafica: 9.5
La definizione grafica raggiunta su D3 è qualcosa di veramente eccezionale per un gioco come “Diablo”
Un’accurata elaborazione di effetti visivi ambientali di gran pregio, gioco di luci che vanno a riflettersi anche sulle vesti e sul corpo del proprio personaggio.
Ma attenzione tali elogi verrebbero meno se proverete il gioco con settaggi grafici inferiori e risoluzioni più basse. Un ennesimo merito del gioco sta proprio nel fatto di poter farlo girare al minimo anche su computer veramente datati e senza avere una particolare scheda video dedicata, ma non può essere una scusa per criticarne (anche minimamente) l’impatto visivo che abbiamo potuto provare su questo Alienware con un’AMD Radeon HD 7970M. Tripudio straordinario di design visivo.

Sonoro: 8.5
La colonna sonora del menù principale risulta essere incisiva, bella ed immersiva.
Basteranno pochi minuti di game per accorgerci di stare a giocare proprio a Diablo.
Saremo investiti da strida ultraterrene, avvolti in una roboante cerchia di effetti sonori di altissima qualità.

Localizzazione: 9
Davvero ottima l’interpretazione italiana dei doppiaggi e la qualità dei dialoghi.
Si denota molto bene la cura anche per quei personaggi secondari che hanno saputo contribuire alla profondità della trama come i Seguaci: Templare, Incantatrice e Lestofante.
Perfetta l’impersonificazione del Cacciatore di Demoni maschio che rende un’enfasi magnifica alla caratterizzazione specifica del personaggio.

Gameplay: 8.5
Indiscutibilmente divertente nel poter spazzare, ghiacciare, trafiggere, maledire qualsiasi essere senziente che si pari dinanzi al nostro eroe.
Sarete abbastanza tenaci da completare il gioco per quattro volte con ciascuna classe, raggiungendo l’ardua sfida del livello eccellenza 100? 🙂

Cinematiche: 10
Semplicemente fantastiche.
Completando il gioco almeno una volta a difficoltà “Normale” potrete godere dell’intera serie di queste perle cinematografiche.

End Game (Patch 1.0.8): 8
Abbiamo assistito con piacere al continuo interessamento da parte degli sviluppatori nel rendere l’end game più interessante ed articolato.
Prima della patch 1.0.4 il mio giudizio non sarebbe andato oltre la sufficienza. Si era evidentemente sottovalutato questo importante aspetto. E nell’arco degli ultimi 12 mesi il gioco è stato nettamente migliorato, meritando adesso un otto pieno.

VOTO COMPLESSIVO: 8.5 su 10

La gaming experience è divertente.
Considero senza ombra di dubbio Diablo III come “il miglior Diablo di sempre”, nonostante l’attuale mancanza del tanto atteso PvP – Arena e nonostante le furibonde polemiche riguardo la Casa d’Aste a soldi veri.

Quest’ultimo Diablo ha introdotto diverse novità rispetto ai primi due capitoli, tra cui:
– La possibilità di usufruire della “Risorsa” specifica per classe, cioè quelle animate e colorate ampolle energetiche, a differenza dei capitoli precedenti in cui si aveva sempre e solo quella blu (statica) del Mana per tutte le classi.

– La semplificazione e immediatezza del gameplay grazie all’assegnazione automatica dei valori delle 4 caratteristiche: Forza, Destrezza, Intelligenza, Vitalità. Insieme all’opportunità di personalizzare a piacimento l’uso delle Abilità con lo specifico sistema delle Rune.
– La possibilità di scegliere il sesso del proprio personaggio, cosa impossibile nel magnifico Diablo II del 2000.
– La possibilità di socializzazione più accurata e marcata rispetto ai predecessori: Chat party, lista di amici reali e virtuali, chat di gruppo.
– Il baule condiviso per tutti i propri personaggi.
– Le monete d’oro veramente utili rispetto a D2.
– L’introduzione di 3 fantastici Seguaci. Molto “gderrici”.
– Una caratterizzazione approfondita per ciascuna classe giocante, grazie ad un sistema di video background dedicati.

In definitiva nel 2013  esistono parecchie alternative nel complessivo panorama videoludico, rispetto al decennio scorso del precedente capitolo, quindi verrà naturale stufarsi prima (e più facilmente) rispetto agli anni di fila trascorsi a giocare ai suoi due insigni predecessori.
Probabilmente parecchi “vecchi” giocatori di D2 non hanno più la pazienza di una volta. 🙂

Ma tutti i giocatori appassionati di Diablo sono sempre stati spinti da un costante spirito di ricerca nel perfezionamento competitivo dei propri personaggi, perfezionamento che sta alla base del PvE di Diablo III. Ecco perché andare a ripetere, quasi all’infinità, le medesime partite sui medesimi percorsi di gioco per avere più concrete possibilità di trovare l’oggetto desiderato.
Caratteristica del tutto identica con il “sempre-eterno-amato” predecessore D2, ma che i denigratori hanno singolarmente dimenticato, cercando d’imputare questo preciso aspetto esclusivamente nei confronti di questo terzo capitolo.

L’Atto IV è eccessivamente corto per essere rigiocato, ma del tutto simile come brevità al corrispondente atto di Diablo II.
E’ vero pure che manca ancora un PvP competitivo e strutturato, ma allo stesso tempo mancano solamente 2 patch al suo rilascio: la 1.1.

Per concludere mi sento di dirvi che vale davvero la pena acquistare questo gioco e provarlo nella sua migliore veste possibile su PC, sempre se non avrete la pazienza di aspettare ulteriormente la futura versione (già annunciata) per PlayStation 4.

Ringrazio DELL per questa grande opportunità nell’avermi concesso di testare Diablo III su un così bel notebook Alienware, in modo che potessi svolgere nel migliore dei modi questo speciale testing ufficiale.

Digital PR: come attivare una conversazione con clienti e influencer? Quattro chiacchiere con Giovanna Montera [INTERVISTA]

Digital PR & Brand Reputation

Ve lo abbiamo già anticipato all’interno del post di presentazione: i prossimi 28 e 29 giugno, in quel di Milano, Ninja Academy vi porta alla scoperta dei metodi che consentono alla marca di entrare in contatto diretto con utenti e influencer della Rete per dialogare con loro e coinvolgerli in maniera partecipativa con la finalità di gestire al meglio l’equity del proprio brand online.

Articolato in due giornate full immersion, il Corso in Aula in DIGITAL PR & BRAND REPUTATION MANAGEMENT – tenuto da Giovanna Montera e Matteo GP Flora, ha l’obiettivo di trasmettere ai partecipanti il valore del modello di marketing relazionale e le competenze necessarie ad attivare e gestire la relazione tra la marca e i suoi pubblici online attraverso i Social Media, così come quello di aiutare nella creazione e comprensione delle metriche di analisi quali/quantitative dei fenomeni, con la presentazione di best-practice per la gestione delle conversazioni in Rete.

Per l’occasione, ho avuto il piacere di confrontarmi direttamente con Giovanna Montera, Chief Marketing Officer di Viralbeat nonché docente della prima giornata, per svelarvi qualche chicca in anteprima.

Prima di leggere la sua intervista, ne approfitto per ricordarvi che lo SCONTO Early Booking è valido entro il 24 giugno (oltre alle ulteriori scontistiche di gruppo e ai bonus Ninja se avete già frequentato uno o più corsi Academy). Approfittatene!

Social Media Marketing

Giovanna Montera

Ciao Giovanna. Venerdì 28 giugno sarà tempo di Digital PR alla Ninja Academy. Quali tematiche verranno esplorate? Verrà presentata qualche case history?

Ciao Ilaria! Innanzitutto esploreremo il mondo del passaparola e i migliori modi per utilizzarlo a proprio vantaggio: l’ascolto e il monitoraggio sono fondamentali nella stesura di una corretta strategia di contenuti e diffusione.

Rubando le parole a Jeff Bezos: “Il brand è quello che si dice di noi quando usciamo dalla stanza”. Va da sé che prima di parlare è opportuno ascoltare, misurare i risultati e regolarsi di conseguenza. L’affermazione è sempre valida, dai contatti con utenti e influencer alla gestione di una crisi. Le case history presentate verteranno sugli argomenti principali e offriranno spunti di riflessione e di discussione.

Perché è importante gestire al meglio la relazione Persone-Brand sui Social Media?

Non è il consumatore che deve adattarsi alla vision aziendale ma l’esatto opposto: il marketing relazionale serve soprattutto a conoscere le persone (e quindi i potenziali clienti) in modo attivo e diretto, per capire e interpretare cosa pensano, quali sono le loro aspettative e le critiche che rivolgono al nostro prodotto/brand. Conoscere il consumatore e relazionarsi ad esso in maniera trasparente e proattiva, cercando di soddisfare le sue esigenze e richieste, può segnare l’inizio di una storia d’amore tra persone e brand.

In che modo è possibile apprendere dai consumatori e quindi “correggere il tiro” rispetto ai servizi o ai prodotti che offriamo?

Ci sono tanti modi di ascoltare: dai più semplici come ricercare il nome del prodotto o del brand per avere una prima idea di cosa si dice di noi online ai più elaborati come l’utilizzo di software specifici per la raccolta e l’analisi quali-quantitativa delle conversazioni, fino agli approcci “ibridi” e completi come quello netnografico.

Analizzare il percepito degli utenti rispetto ad un prodotto/brand ci consente di comprendere quali sono le motivazioni profonde, di natura commerciale e culturale, che sottendono alle scelte di acquisto e, quindi, come migliorare i nostri prodotti/servizi e le nostre attività di marketing e comunicazione perché rispondano ai desideri dei nostri clienti.

C’è un po’ di confusione su Giveaway e Contest, soprattutto rispetto ai limiti e alle regole da seguire: riesci a darci una panoramica veloce?

Bisogna fare una distinzione tra giveaway e contest, anche se per l’ordinamento giuridico italiano sono praticamente la stessa cosa: nel primo si estraggono a sorte i vincitori, nell’altro c’è un regolamento vero e proprio per deciderli. In entrambi i casi ci sono delle regole rigide da rispettare, che coinvolgono anche un notaio in qualità di garante.

Il miglior consiglio per una strategia di approccio vincente con gli influencer?

È necessario avere un contenuto o un’esperienza valida da proporre per catturare la loro attenzione prima e invogliarli ad attivarsi poi.

Chiedetevi sempre se fareste quello che gli state proponendo di fare e perché.

In generale un’esperienza entusiasmante da vivere o dei benefit interessanti possono stimolare gli influencer, come tutte le persone, a partecipare ad una campagna. Ritengo, al di là di tutto, che la capacità di coltivare relazioni sincere e la gentilezza ad ogni costo, siano degli ingredienti fondamentali per questo tipo di attività. Vi aspetto al corso!


SCONTO EARLY BOOKING

entro lunedì 24 giugno!  

Social Media Marketing

Knowledge for change. Be Ninja!

Digital PR & Brand Reputation

Leo Burnett crea il più aspro spot contro l'alcol alla guida [VIDEO]

Sta girando tantissimo in Rete e raccogliendo le reazioni di migliaia di utenti colpiti dalla sua potenza espressiva: “Pub Loo Shocker” è l’ultimo spot di sensibilizzazione contro l’alcool alla guida del Dipartimento dei Trasporti inglese, realizzato da Leo Burnett London. Sebbene concentrata in soi 52 secondi, al sua sceneggiatura è probabilmente una delle più forti pensate per questo genere di comunicazione.

Girato utilizzando angolazioni e telecamere che fanno pensare allo spettatore di trovarsi di fronte alla registrazione di una telecamera di sorveglianza di un locale, lo spot crea subito un efficace presupposto di verosimiglianza, preparatorio alla scena centrale, simile a quelli utilizzati nei più famosi blockbuster di genere horror degli ultimi anni.

Premessa scenica ed emotiva che viene subito soddisfatta: quando i tre uomini, entrati nei bagni del locale, si avvicinano allo specchio, il manichino di una donna impatta bruscamente contro lo specchio, che si frantuma con un fragore violento e genera in chi sta guardando più di una palpitazione.

Il filmato sembra inserirsi di diritto in quel filone comunicativo che viene chiamato “prankvertising” (di cui Massimo Sommella ci ha parlato nel suo post “I brand che amano prendersi gioco dei consumatori“) in cui i brand (o come in questo caso enti od associazioni) insceriscono dei soggetti inconsapevoli in frame finzionali che diventaranno intrattenimento per chi vedrà online il montaggio. Questa volta però i protagonisti sono tre attori, adeguatamente istruiti e preparati.

Precauzione assolutamente necessaria, se pensiamo che già in occasione della recente iniziativa di Nivea (“Nivea testa la resistenza allo stress dei viaggiatori“)in molti avevano sottolineato la possibilità che ad essere coinvolte avrebbero potuto essere persone di salute debole e facilmente impressionabili o messe in difficoltà.

Cosa ne pensate di questa iniziativa e della scelta di un registro così forte? Pensate sia efficace nel lungo termine?

Credits:

Creative agency: Leo Burnett
Copywriter: Phil Deacon / Sabina Kelly
Art director: Phil Deacon / Sabina Kelly
Creative Directors: Tony Malcolm, Guy Moore
Executive Creative Director: Justin Tindall

3 cliché mentali da utilizzare per innovare

Se i cliché esistono è perché di solito contengono un fondamento di verità.

Scegliere la strada più trafficata non è sempre una cattiva idea, almeno secondo un recente articolo di Fred Wilson, venture capitalist ed autore del blog AVC.

Di recente Wilson ha illustrato 3 situazioni nelle quali seguire il buon senso comune – la saggezza convenzionale insomma – è proprio la strada giusta.

1. Mirare è meglio che sparare nel mucchio.

Fare network per cercare fondi nel venture capital è difficile, ma puoi salvarti e salvare i tuoi investitori dal perdere tempo pensando accuratamente alle aziende a cui vuoi rivolgerti con il fundraising.

C’è una tendenza a costruire una lista di venture capitalist famosi da coinvolgere, come se fosse per forza necessario che una società dal nome conosciuto partecipi all’operazione.

I grandi brand sono spesso dei buoni investitori, ma la loro brand reputation non ne fa necessariamente investitori ideali per il tuo business.

Meglio fare una lista di aziende specifiche che hanno più possibilità e interesse di partecipare al progetto, e concentrare i tuoi sforzi su questi gruppi piuttosto che fare tentativi a caso con i grandi nomi.

2. Meglio chiedere perdono che chiedere il permesso!

Chiamiamolo effetto Napster: prima è stato creato il servizio poi si è discusso di come regolarlo!

La tecnologia si sta muovendo velocemente e gli imprenditori esperti dovrebbero focalizzarsi prima sull’innovazione per poi identificare l’insieme di regole di quel settore.

Wilson afferma “È per questo che YouTube vince alla grande. Ha costruito l’audience ed un valore aggiunto che rende i propri servizi divertenti da usare. Adesso può decidere se e quanto lasciare l’iniziativa ai proprietari dei contenuti caricati.” Ci siamo recentemente occupati  di Lean Advertising su Youtube.

Nei casi in cui si sta esplorando un territorio nuovo, la cosa migliore da fare è stare con i piedi per terra e fare degli aggiustamenti passo passo. Anche perchè i competitor possono reagire bruscamente!
Basta guardare ad aziende come Uber, di recente al centro di una polemica con i tassisti e sta chiedendo supporto ai propri clienti/fan. (cosa sta succedendo?)

3. Le persone hanno paura di ciò che non conoscono

Wilson cita una sua esperienza di investimento: “una volta avevamo nel mirino un’azienda creata da poco tempo. Li incontrammo brevemente, diventammo utenti dei loro servizi, li promuovemmo a molti dei nostri amici, conoscemmo approfonditamente la loro squadra di manager.

Quando arrivò il momento di considerare un investimento, facemmo ciò che tutte le buone società di venture capital fanno: prendemmo il telefono e chiamammo dieci persone che conoscevamo veramente bene e di cui ci fidavamo per ottenere il loro punto di vista sui servizi della compagnia.

Praticamente all’unanimità non avrebbero mai usato il servizio. Non facemmo l’investimentoMa fu un enorme errore. Entro sei mesi, tutte le persone che avevamo contattato divennero clienti dell’azienda a dispetto della loro iniziale titubanza.”

Aiutare il cliente a superare la paura del nuovo

Wilson pensa che sia stato proprio lui a piantare i semi di questo cambiamento: ha fatto conoscere i servizi dell’azienda e sebbene all’inizio i clienti fossero rimasti impauriti (dichiarando che non avrebbero mai usato quei servizi) poi nella realtà lo avevano cominciato a fare.

“Quando hai una reazione unanime come questa stai interfacciandoti con la paura, e la paura dovrebbe essere interpretata positivamente non negativamente. Significa che tutti i nostri amici non hanno capito i servizi offerti e ne hanno paura. Probabilmente perché quel servizio era veramente forte e innovativo.”

Diventa quindi necessario per i nuovi business innovativi trovare dei modi (innovativi e non)  per aiutare il cliente a fare i primi passi nei propri servizi!

Giornata mondiale della maglia in pubblico: Knitting is cool!

Torna la Giornata Mondiale della Maglia in Pubblico: preparatevi a vedere parchi e spazi pubblici invasi da knitters armati di uncinetti, ferri e coloratissimi filati!

Quella che sembrava un’arte ormai dimenticata e padroneggiata solo da nonne e vecchie zie, si è trasformata in un passatempo cool (ed un ottimo antistress): chiedete a Julia Roberts, Uma Thurman e persino all’insospettabile Russell Crowe.

Il WWKIpd è nato dall’idea di Danielle Landes, che nel 2005 ha chiamato a raccolta tutte le appassionate di lavoro a maglia, invitandole a riunirsi per sferruzzare insieme, tra una chiacchiera e l’altra.

L’evento si è subito diffuso in tutto il mondo, da allora nei due weekend centrali di giugno (quest’anno dall’8 al 16) ci si incontra per knittare tutti insieme, scambiarsi consigli e rilassarsi.

Gli appuntamenti italiani da non perdere?

Il Flash KNIT Mob organizzato all’Ikea di Catania, il coloratissimo yarn bombing di Tortona, i knit cafè di Trento e Viareggio. Gli eventi di knitting collettivo a Napoli, Trieste e Brescia saranno invece a contatto con la natura, e a Milano lo stitching collettivo accompagnerà l’inaugurazione del giardino condiviso isola Pepe verde.

Tutte le date italiane sulla pagina Facebook dell’iniziativa.

La startup italiana Staq.io acquisita da PlayHaven [BREAKING NEWS]

Quando li avevamo intervistati quattro mesi fa Massimo Andreasi, Luca Martinetti e Francesco Simoneschi, founder di staq.io, avevano appena concluso la loro esperienza nel programma Microsoft accelerator for Windows Azure a TechStars. Ora li ritroviamo a San Francisco ma non più da soli. Staq.io, la piattaforma che fornisce analytics in real time sui dati dei videogiocatori, è infatti stata acquisita da PlayHaven, società californiana che aiuta gli sviluppatori di videogame a monetizzare i loro utenti.

PlayHaven integrerà dunque le statistiche in real time sviluppate da Staq.io per fornire informazioni ai propri clienti aggiornate al secondo.



Facciamoci dunque raccontare dal team italiano qualcosa di più sull’acquisizione.

Come è nato il vostro contatto con Playhaven?

Abbiamo avuto un meeting con un noto VC della Valley, il quale aveva investito in PlayHaven. Si è innamorato del prodotto e ci ha messo immediatamente in contatto con Andy Yang, CEO di PlayHaven.

In che modo le due startup, PlayHaven e staq.io, possono essere complementari?

Fin dai primi incontri con Andy, abbiamo capito di avere una vision molto simile. Loro sono partiti sviluppando strumenti di promozione e marketing, ma senza le analytics. Noi siamo partiti dalle analytics ma non avevamo la parte di in-game promotion. Direi che siamo decisamente complementari!

Quali sono i vostri asset risultati interessanti per PlayHaven?

PlayHaven ha voluto assicurarsi sia il nostro talento che la nostra tecnologia. BigData e real-time sono decisamente i due aspetti chiave del nostro prodotto.

Avevate in precedenza avuto opportunità di acquisizione?

Abbiamo avuto altre proposte in passato, ma nessun altra compagnia ci ha dimostrato di volerci fortemente nel team come ha fatto PlayHaven.

Come sono recepite le startup italiani nel contesto della silicon valley? Vi sono pregiudizi (positivi o negativi)?

Non abbiamo trovato molti pregiudizi. La Silicon Valley è un ambiente multiraziale dove conta soltanto il talento e le proprie capacità personali. Come Italiani abbiamo una grande facilità di comunicazione che ci aggevola nei rapporti personali e professionali.

Cosa vi aspettate dell’acquisizione?

Il nostro desiderio è di portare la nostra esperienza e il nostro talento all’interno del loro team e realizzare la vision che sia noi che loro abbiamo in mente. La nostra teconologia verrà messa al servizio dei clienti di PlayHaven e Andy Yang ha dichiarato di voler dare acccesso alle prime funzionalità nel tardo Q3 o inizio Q4 di quest’anno.

La storia dei Levi's 501 a cavallo tra brand e consumatori [VIDEO]

Poco meno di un mese fa ricorreva il 140esimo anniversario della nascita di Levi’s e del suo più iconico prodotto, il jeans 501. Per celebrare questa significativa ricorrenza il brand ha rilasciato un video suggestivo e fortemente iconico.

The Story of the 501® Jean” ripercorre questo quasi mezzo secolo attraverso il susseguirsi dei momenti storici che hanno segnato la storia moderna, e in cui il prodotto viene rappresentato come accessorio dalla natura immutabile indossato da classi operaie e movimenti giovanili e di lotta sociale. Dal 1873, anno di registrazione del brevetto, ad oggi, passando per la guerra e per i movimenti degli anni ’70.

Il copy è quasi assente nello spot, limitato a due frasi che leggiamo in coda al video e che ci ribadiscono la chiave di lettura del video. “I Levi’s 501 sono l’uniforme del progresso dal 1873“.

Un messaggio fortemente evocativo sorretto da un montaggio veloce, sul ritmo di un basso incalzante e coinvolgente, che sopperisce con grande efficacia alla mancanza del parlato. Immagini di grande pathos, che uniscono sentimento storico alla nostalgia.

Dai più grandi ai giovani punk o prep, 501® è uno dei capi di moda più democratici mai creati, definiti dalle persone che li indossano. Il video mette in evidenza le più grandi evoluzioni neldesign dei 501® e la loro influenza sulla cultura lungo questi decenni.

Questo è quanto leggiamo in descrizione al video, questo è l’approccio intrapreso dall’azienda che vuole coinvolgere oggi i consumatori in una celebrazione del brand. E per farlo, è stato creato un contest sul sito Levi’s 501 – What’s your interpretation?, invitando gli utenti a caricare foto di loro stessi con indosso il loro paio di 501. Niente di più facile, nell’era di Instagram, dei fashion blog e delle selfie.

Ed è qui sembra essersi smorzato un pò quel brivido emozionante che il video voleva comunicare. In coda a quest’ultimo, su Youtube, troviamo diversi commenti di utenti che criticano un presunto cambiamento di politica dei prezzi del brand, il fatto che da capo accessibile a tutti siano diventati accessorio modaiolo. Insomma, il posizionamento del brand e il sentiment ad esso legato sono stati messi in discussione in una campagna che nasceva proprio per celebrare l’iconicità di un prodotto storico.

Voi cosa ne pensate?

Il film di Grumpy Cat, un contratto hollywoodiano per il micio più imbronciato del web

Chi non conosce il piccolo Grumpy Cat si faccia avanti! Ormai tutti hanno visto almeno una volta un meme dedicato al gattino Tardar Sauce, “Tard” per gli amici. La sua carriera nel web iniziò non molto tempo fa, quando la sua padrona, Tabatha Bundseen, decise di postare una foto del suo amico peloso su Reddit e, successivamente, di caricare un video su YouTube. Da quel momento tutti, almeno una volta, hanno iniziato ad aggiungere frasi irriverenti alla sua fotografia, facendolo diventare un meme.

Con la fama arrivarono anche le responsabilità: sito web dedicato, apparizioni in tv, spot e chi più ne ha più ne metta! Grumpy Cat ora ha anche un talent manager, tale Ben Lashes, che ha visto un futuro da stella del cinema per il piccolo micio. Il Wall Street Journal ha annunciato che presto Grumpy Cat avrà un suo film, quasi sicuramente una family comedy in cui dovrà recitare la parte di se stesso.

Il film verrà prodotto dalla Broken Road Production, la stessa casa che ha realizzato con Adam Sandler “Jack and Jill”, e vedrà un Grumpy Cat parlante alle prese con una visione pessimistica, ma divertente, del mondo e della società. Su Twitter già impazzano i meme con Tard in versione “Les Misèrables” e “Garfield”, voi come lo preferireste?

WWDC 2013: i rumour sulle novità targate Apple

La 24esima conferenza annuale degli sviluppatori del mondo Apple prenderà il via la prossima settimana: sono 7 mesi che la casa di Cupertino non fa un evento e tutti i pronostici sono per il momento clou della conferenza, cioè il keynote di lunedi, in cui Apple annuncia nuovi prodotti e servizi. Apple ha già svelato che parlerà agli sviluppatori delle nuove versioni dei software iOS e OS X , anche se dal web le aspettative sono molto più alte.

Cerchiamo qui di riassumere i rumours più importanti: vedremo anche quelli che noi crediamo meno probabili ma che continuano a girare sulla Rete da molti mesi.

iOS 7

Della nuova release di iOS si è molto discusso: si parla soprattutto di quei particolari sull’interfaccia trapelati dalle deduzioni di alcuni giornalisti e sviluppatori.

Ad esempio si immagina già che il nuovo sistema operativo avrà una grafica essenziale, dal momento che già l’app ufficiale del WWDC 2013 ha sostituito le texture di sfondo con una grafica pulita e piatta.

AppleInsider ha invece mostrato le immagini del nuovo aspetto delle icone delle app che non avranno più con gli angoli smussati e arrotondati. Infatti ultimamente nell’interfaccia per gli sviluppatori le icone appaiono squadrate, come quando vengono caricate: infatti è poi Apple stesso a trasformare le icone e ad arrotondarne gli angoli.

Altre notizie invece arrivano da 9to5Mac: il blog, che ha raccolto quello  che da tempo si mormora più o meno fondatamente sui progetti e i test in casa Apple, parla di nuovi filtri per le foto e del fatto che con il nuovo iOS l’interfaccia e le icone si sposteranno anche in base al movimento, utilizzando dunque i sensori del device. Infine per gli sviluppatori di app novità potrebbero esserci anche sulle API a disposizione: ad esempio la possibilità di sfruttare Siri e maggiori features per la gamification.

iRadio

Sebbene l’iTunes Store ormai domina da 10 anni il mercato della musica digitale, lo streaming mette Apple nella condizione di doversi velocemente adeguare ai nuovi competitor. Ecco perché si potrebbe nuovamente parlare di iRadio il 10 giugno, quel servizio di streaming radio che di cui si parla già dallo scorso settembre. All Things D ha appena dichiarato che Apple ha raggiunto un accordo con Sony, il che rende ancora più possibile il lancio. Apple ha già firmato con altre due etichette importanti: Warner Music Group e Universal Music Group.

In ogni caso, il blog ritiene che Apple non lancerà effettivamente iRadio al WWDC, ma lo mostrerà agli sviluppatori in anteprima. iRadio dovrebbe funzionare come una versione migliorata di Pandora e sarà uno streaming integrato ad iTunes. Sebbene All Thing D ritenga che iRadio sarà diverso da Spotify, da AdAge arriva la notizia che conterrà pubblicità, anche sonora, proprio come la sua concorrente.

OS X 10.9

A differenza di iOS 7, non ci sono troppi rumour su ciò che la prossima versione di OS X avrà. La cosa più probabile è che OS X 10.9 continuerà la tendenza di integrare iOS con OS X che ha avuto inizio con il lancio di 10.7 Lion, due anni fa. Si è solo parlato della possibilità che il Finder si aggiorni finalmente ad un’interfaccia a schede.

Come per iOS 7 si ipotizza che Apple diminuirà l’eccessivo scheumorfismo a cui ci ha abituato negli anni nella sua grafica: questa è un’altra delle considerazioni che è andata più in voga in questi giorni sulla rete e scommettiamo che in molti profani si siano chiesti “Scheu… che?”

Cerchiamo qui di spiegarvi meglio: un’interfaccia grafica scheumorfica è quella che emula gli oggetti del mondo reale. Facciamo un esempio: avete presente l’icona della Dashboard del vostro Mac? La bussola di Safari? L’icona con la macchina fotografica di iPhoto?

Nel 2012 Scott Forstall, considerato il più acceso fautore dello stile scheumorfico di Apple e capo del dipartimento del design della compagnia, ha dato le dimissioni e Jonathan Ive,il suo attuale sostituto, sembra invece un fautore dello stile opposto.

Ancora nessuna notizia invece su quale felino darà il nome al nuovo OS. Sempre che non si opti per un altro animale, o fiore, o cosa…

Una nuova linea per MacBook Air, ma nessun nuovo iPhone

Apple potrebbe aggiornarci sui nuovi modelli di tutti i suoi portatili durante l’evento, addirittura si mormora dell’arrivo di quattro nuove versione del MacBook Air.

Sempre da 9to5Mac la notizia di nuovi macBook Air con una più veloce scheda Wi-Fi 802.11ac e un nuovo processore Intel Haswell. Il nuovo processore potrebbe far salire le prestazioni della batteria: oltre 9 ore di autonomia a pieno utilizzo e un massimo di 13 giorni in standby. La scheda Wi-Fi 802.11ac supporterà i download dei file, i trasferimenti e lo streaming in alta definizione.

L’upgrade a livello hardware dovrebbe riguardare sia il modello di MacBook Air da 11 che da 13 pollici.

Il nuovo modello di MacBook Air dovrebbe includere anche un sistema a doppio microfono, per migliori risultati durante videochiamate e registrazioni audio.

Nuovo iPad: il mistero delle GumDrop Cases per iPad 5 già  in vendita

Avevamo perso ogni speranza di sentir parlare del nuovo iPad 5 ed ecco una notizia che rimette di nuovo tutto in discussione: CNet riporta il caso di GumDrop Cases, produttore di custodie per tablet, che ha già messo in vendita le nuove cover per iPad 5.

Questo perché il CEO e fondatore di Gumdrop Cases Tim Hickman si dice sicuro delle sue fonti che parlano del lancio di un iPad 5!

Una mossa azzardata o una strategia di marketing molto furba? Beh, il WWDC si avvicina e con esso anche le risposte!

Nessuna censura ai Chip Shop Awards: premiate le idee più irriverenti

 

 

È uno degli eventi più coraggiosi nella comunicazione: i Chip Shop Awards, premiazione internazionale che riconosce la creatività senza confini e senza regole premiando idee geniali ma censurate perchè politicamente scorrette.

Le categorie includono “Best Use of Shocking Copy,” “Best Use of Bad Taste,” and “Best Politically Incorrect.” I progetti scelti non devono essere stati per forza trasmessi, stampati o pubblicati, basta l’idea originale che viene valutata in base alla sua sfrontatezza.

Scopriamo così alcune tra le creatività più belle, ma che non vedremo mai…

 

L'annuncio creato da Marketecture fa riferimento allo scandalo della carne di cavallo.

Casalinghe, meritate di meglio di questa sporcizia. Daz Detersivi strizza l'occhiolino al bestseller '50 sfumature di grigio'.

"Best Use of Shocking Copy" categoria. Sempre in riferimento al romanzo.

Save The Children; "Miglior annuncio applicato su un supporto insolito"

Congratulazioni per la tua perdita.

Finalista per "Best Use of Plagiarism" "Lemon" riprende l'annuncio del 1960 per Volkswagen.

Vince il premio "Bad taste" l'annuncio che consiglia di mirare la propria fidanzata per fotografare... o per sparare?!

Questo annuncio per il servizio di consulenza matrimoniale Relate è stato nominato nella categoria "Bad taste".

Ideata da Aaron & Keely

Wonderbra, via emoticons.

"Best Business to Business Advert"

 

Premio per il più politicamente scorretto, ideato dagli studenti dell'Università di Salford

"Best Use of Copy Shocking"