Durex inventa Fundawear: ora il piacere è anche a distanza!

Durex inventa Fundawear: ora il piacere è anche a distanza!

“Amore, mi manchi tanto, vorrei sentirti …, vorrei toccarti … vorrei … ”. Ah quanto è brutta la distanza dal partner! Ma, tranquilli, d’ora in poi frasi del genere non avrete più motivo di pronunciarle: Durex ha colmato questo profondo vuoto lanciando Fundawear!

Il nome dell’invenzione … già la dice lunga. La vostra dolce metà, indossando gli speciali indumenti intimi di Durex (reggiseno e slip per lei e boxer per lui) potrà raccogliere delle sensazioni speciali, ovvero sentire delle vibrazioni che simulano il ‘toccare’ le parti che voi, tramite l’apposita App che riproduce il corpo del partner, sfiorerete con le dita proprio come se aveste davanti il vostro amore.

Insomma con Fundawear lo smartphone diventa un vero e proprio ‘telecomando del piacere’ garantendo il giusto divertimento che la lontananza nega a molte coppie.

Durex inventa Fundawear: ora il piacere è anche a distanza!

La biancheria intima di Durex è appositamente realizzata con dei piccolissimi sensori che tramite il collegamento ad Internet con App vengono attivati al tocco dell’utente.
Fundawear è quindi il futuro dei preliminari anche se la prima invenzione hi-tech dell’azienda non è ancora in commercio. Per i più temerari del sesso a distanza però è possibile partecipare ad un contest che il marchio leader dei preservativi ha lanciato sulla propria pagina Facebook australiana. Si possono vincere dei capi in anteprima!

Volete quindi scoprire le frontiere dell’eccitazione 2.0? Fatevi avanti e Durex potrà premiarvi. Nel frattempo prendete spunto dai video realizzati da Durex per presentare Fundawear:

La tecnologia di Fundawear:

Bambini armati, incubi e compleanni: ecco gli annunci stampa della settimana

La nostra rubrica sui migliori annunci stampa della settimana è un modo molto utile per dare uno sguardo su cosa proviene dalle agenzie creative di tutto il mondo. Questa volta cominciamo subito con una campagna di sensibilizzazione molto importante che nasce dall’iniziativa di mamme e bambini, fino ad arrivare a Mosca, passando per il Sunday Times.

Date un’occhiata e fateci sapere qual è il vostro preferito.

Moms Demand Action For Gun Sense In America

Dopo la sparatoria nella scuola elementare di Newton nel Connecticut, è nata un’azione da parte delle mamme americane.  Nel dicembre dell’anno scorso tutti sono rimasti inorriditi dall’uccisione di 18 bambini innocenti ed è per questo che Shannon Watts, madre di una delle vittime, ha deciso di fare qualcosa per promuovere misure più severe sul controllo delle armi negli Stati Uniti. La campagna mostra l’assurdità e l’incoerenza delle leggi americane: infatti, se da un lato le armi sono ancora (e purtroppo) facilmente accessibili, dall’altro alcune cose molto meno pericolose sono vietate.

 

 

SEAT: un incubo

Saranno contenti gli amanti dei fumetti! Per promuovere la nuova Seat Leon è stato scelto un accattivante annuncio stampa. Il payoff  recita: “Un sogno sulla strada è sempre un incubo. Ma con una macchina come questa è possibile uscire fuori dal pericolo”. Infatti, è stata dotata di un dispositivo intelligente che monitora la segnaletica orizzontale. Qualora si rilevi che l’auto sta per attraversare involontariamente la carreggiata perché il guidatore ha avuto un colpo di sonno ne corregge immediatamente la direzione. Sarà il veicolo a segnalarvi la necessità di fermarvi per una sosta rigenerante.

Advertising Agency: Grey, London, UK
Creative Directors: Aleix Bou, Bernat Motger
Copywriter: Aleix Bou
Art Directors: Bernat Motjer, George Holland
Illustrator: Drasik
Agency Producer: Giorgio Mugnai

 

The Sunday Times: Buon Compleanno ricchi!

Altro annuncio stampa vincente dell’agenzia Grey di Londra. In occasione della pubblicazione della Rich List 2013, giunta alla sua venticinquesima pubblicazione, il Sunday Times ha pubblicato una serie di annunci che ritraggono gli uomini più ricchi della Gran Bretagna e dell’Irlanda.

Advertising Agency: Grey, London, UK
Creative Director: Dave Monk
Creatives: Pauline Ashford, Mike Kennedy
Junior Creative Producer: Oliver Roberts

 

Shchusev State Museum: vieni a Mosca

Scopri tutta la storia“. Questo è l’invito rivolto al pubblico dal Shchusev State Museum of Architecture. La collezione del museo riflette la storia millenaria dell’architettura russa e l’annuncio è un chiaro invito a scoprire tutto quanto c’è dietro gli edifici storici di Mosca, come la Cattedrale di San Basilio nella Piazza Rossa.

Advertising Agency: Saatchi & Saatchi Russia, Moscow, Russia
Creative Director: Stuart Robinson
Art Director: Yuri Polonski
Copywriter: Anton Demakov
Agency producer: Ekaterina Pastukh
Production Company: Carioca Studio

 

Motorola: Video Baby Monitor

Guardali finchè sei ancora in tempo“. Molto originale la serie di annunci stampa realizzati dall’agenzia brasiliana Revolution per Motorola. Il nuovo Video Baby Monitor con tecnologia LCD permette ai consumatori di sfruttare tutte le potenzialità di uno schermo in un piccolo spazio. Il Baby Monitor permette ai genitori di ascoltare e vedere, con una telecamera ad infrarossi, il proprio bambino anche di notte.

 

Advertising Agency: Revolution, Brazil
Chief Creative Officer: Emerson Braga
Creative Director: Edson Rosa
Copywriter: Emerson Braga
Art Director: Edson Rosa, João Souza

 

Virtual Display Grocery: per la spesa prendi lo smartphone e lascia il carrello!

Virtual Display Grocery: per la spesa prendi lo smartphone e lascia il carrello!

Virtual Display Grocery: per la spesa prendi lo smartphone e lascia il carrello!

Prendete degli spazi urbani, luoghi di passaggio come l’ingresso della metropolitana dove migliaia di pendolari passano accorgendosi che per fare la spesa è veramente troppo tardi. Prendete poi un player della GDO, che vorrebbe aumentare i punti di contatto con i suoi clienti senza dover investire  in nuovi punti vendita o in estensioni dell’orario di apertura.

In questo scenario oggi c’è una possibilità extra per fare business e rendere un cliente in più soddisfatto: il Virtual Display Grocery!

Il Virtual Display Grocery è infatti un’innovativa modalità di commercio al dettaglio che prevede l’esposizione delle immagini dei prodotti in vendita, anziché dei prodotti fisici: si tratta appunto di scaffali virtuali in cui i prodotti vengono mostrati e associati a dei codici di riconoscimento per concludere un ordine farsi spedire la spesa a casa. Decisamente smart!

Per la spesa prendi lo smartphone e lascia il carrello!

Per avviare un’attività del genere i costi di start up sono relativamente bassi, occorrono spazi piccoli e pochi sforzi per convertire luoghi urbani, finora sfruttati solo per la pubblicità cartellonistica, in negozi virtuali.
Ai clienti basterà avvicinare lo smartphone ad un codice a barre per fare un ordine e ricevere gli acquisti all’indirizzo prescelto.

Vediamo alcuni esempi:

Philadelphia Peapod ha reso disponibili i suoi scaffali virtuali nei corridoi delle metropolitane e presso i binari dei treni. L’utente deve scaricare l’applicazione e scansionare i codici vicino alle immagini dei prodotti, dopodiché potrà richiedere la spedizione e concludere la transazione con una in app purchase. 

Virtual Display Grocery: per la spesa prendi lo smartphone e lascia il carrello!

  • Paypal mobile shopping

Il colosso del pagamento on line propone ai suoi utenti l’ordine e l’acquisto di merci tramite QR code. A Singapore Paypal ha creato in 15 stazioni  dei “mobile shopping wall” e tramite la propria app per la lettura dei QR code, permette ai suoi utenti il login nel conto e l’acquisto della merce.

In Cina è leader nell’e-commerce alimentare e sta aprendo 1000 punti vendita virtuali in zone utilizzate in molte città del Paese.
Yiahodian con una campagna di Guerrilla marketing, organizzata da Ogilvy & Mather Advertising/Shanghai, ha lanciato i suoi 3D stores in luoghi iconici della Cina di oggi.

L’aspetto interessante di questa azione massiva è l’intento di portare l’online nel mondo dell’offline: mentre tutti gli attori della GDO tentano di lanciare il proprio e-commerce, Yiahodian ha voluto prendere il meglio dello shopping on line abbinandolo alle caratteristiche della spesa tradizionale, incontrando il cliente nel momento in cui ha bisogno di fare acquisti, nel modo più conveniente e comodo possibile.

Virtual Display Grocery: per la spesa prendi lo smartphone e lascia il carrello!

Anche in questo caso ai clienti basta scaricare la Yihaodian Virtual Store App per poter completare gli acquisti e usufruire anche di promozioni dedicate a questo canale di vendita speciale.

E voi, nella vostra città ideale, davanti a quale tipo di scaffale vi fermereste?

5 trucchi per scrivere una newsletter efficace

5 trucchi per scrivere una newsletter efficace

Si fa un gran parlare di social media marketing, ma il disaccordo sulle metriche da utilizzare per misurarne il ROI è ancora grande. Sarà per questo che l’email marketing continua ad essere il miglior amico di chi si occupa di marketing sul web tanto che, secondo il B2B Email Marketing Benchmark Report, il 74% dei marketer che operano nel segmento B2B dichiarano che il direct marketing è determinante per il loro successo.

Se è così, meglio allora capire come fare a migliorare le proprie performance. L’unico modo per generare più lead e revenue con l’email marketing è migliorare il copy, il modo in cui è scritto il messaggio della newletter.

Ecco 5 semplici trucchi, ripresi dal corso della copywriter americana Roberta Rosenberg, per scrivere la nostra “killer-mail”.

Abbrevia l’oggetto

Le email con un oggetto conciso hanno un tasso di apertura considerevolmente più alto. Non è solo questione di rapidità di lettura, ma anche di completezza dell’informazione. Visto che la modalità di visualizzazione dell’oggetto nell’editor di posta cambia a seconda del device utilizzato (desktop, mobile, tablet), può capitare che esso venga tagliato; è importante quindi essere concisi e comunicare tutte le informazioni importanti all’inizio. Inoltre con un oggetto breve si ha spazio sufficiente per inserire il brand name e far leva sulla brand awareness.

Fai domande e metti fretta

Formulare una domanda nell’oggetto della mail è un modo molto efficace per catturare l’interesse del lettore e spingerlo ad aprire la mail. Promozioni a scadenza, countdown e deadline sono forti stimoli all’azione perché creano nel lettore il senso di essere “a debito di tempo”.

Non dire cos’è, ma come e perché

Le funzioni descrivono – raccomanda Roberta – i benefici vendono. Per far scattare la molla emotiva che conduce all’acquisto non bisogna dire “cos’è” un prodotto, ma “come e perché”. In altre parole bisogna andare al di là della semplice descrizione delle caratteristiche e spiegare i benefici. L’esempio che fa Roberta è curioso. Poniamo il caso della vendita di una cipolla. Se ti metti a descrivere le sue caratteristiche – la struttura, il gusto, etc. – non otterrai granché. Se inizierai a illuminarne i benefici – per esempio il fatto che ha un contenuto calorico basso a fronte della capacità di dare molto sapore – solleticherai il desiderio e diminuirai la diffidenza dell’utente.

Design è organizzare il contenuto

Il design non è un abbellimento esteriore, ma il modo in cui si mette in forma il messaggio. Il buon design rende il testo facile da leggere, crea le pause, calcola i pesi, stabilisce relazioni di subordinazione tra i paragrafi. Supporta il messaggio, non distrarre da esso. Usa foto accattivanti, font con colori a contrasto, evidenzia il prezzo, posiziona bene la call to action. E, in ultimo, inserisce le icone dei social network alla fine per evitare che gli utenti abbandonino la mail prima di aver letto il messaggio commerciale.

Scrivi per bene la call action

Usa una call to action chiara e ben centrata sui benefici. Evita di usare formule generiche e stereotipate del tipo clicca qui. Usane una che faccia intuire al lettore il passo che sta per compiere come per esempio Scarica il tuo ebook adesso! o Clicca per risparmiare subito il 10%!

Facebook stories: sopravvissuto ad Auschwitz ricerca fratello gemello

In “Ogni cosa è illuminata” Jonathan Safran Foer racconta di Jonathan, un giovane americano che va in Ucraina in cerca della donna che salvò la vita a suo nonno durante le deportazioni naziste. Il romanzo e l’omonimo film si dispiegano su una linea temporale di alcuni giorni e su chilometri di strada.

Nella linea temporale che è la Timeline di Facebook, invece, è affiorata un’altra storia che ha avuto origine in Ucraina più di settant’anni fa e che oggi gira il mondo attraverso la rete.

Il protagonista è Menachem Bodner, sopravvissuto ad Auschwitz, e la ricerca è rivolta a suo fratello gemello, dal quale è stato diviso dopo la liberazione, all’età di quattro anni.

Oggi il settantatreenne Menachem vive a Tel Aviv e, un anno fa, ha deciso di rivolgersi alla genealogista Ayana KimRon per cercare suo fratello Jeno, detto Jolli. Dopo molti vicoli ciechi e difficoltà, si sono resi conto che l’unico modo di identificare un superstite dei campi di concentramento è il marchio lasciato dai tedeschi su ognuno dei prigionieri.

Facebook ormai viene usato per fini di ogni tipo, così Menachem e Ayana hanno deciso di aprire una pagina intitolandola col numero tatuato sulla pelle di Jeno: A7734 (il successivo di Menachem, A7733). La speranza è che il passaparola e le condivisioni portino in qualche modo la notizia al gemello che, riconoscendo il numero, potrà così mettersi in contatto col fratello che lo cerca.

Nella pagina Ayana ha caricato le foto di Jeno che sono fortunatamente rimaste a Menachem e condivide aggiornamenti contenenti novità sulla ricerca.

La pagina sta facendo il giro del mondo e oggi conta più di 35.000 like.

Utenti da tutto il mondo lasciano messaggi, preghiere, auguri di riuscire in questa missione e aiutano a condividere la pagina perché l’informazione si diffonda a macchia d’olio.

La genealogista che ha deciso di aiutare Menachem nella sua ricerca e che ha avuto l’idea brillante di sfruttare il potenziale del social per farlo, ha affermato:

“Gli ho promesso di trovarlo e, vivo o morto, riuscirò a trovare suo fratello”

E anche noi auguriamo a Menachem di trovare Jeno dopo tutti questi anni. Speriamo che la potenza dei social network porti ad un lieto fine!

Niice: il motore di ricerca su misura dei designer

Qualunque creativo sa che l’ispirazione può nascondersi ovunque e, da brava primadonna, spesso fa i capricci e decide autonomamente quando saltare fuori per dar vita allo spettacolo. Nel frattempo il creativo non può far altro che aspettare… o no?

Se finora avete collezionato fonti e risorse da spulciare nei momenti di blocco creativo, riuscite a immaginare come sarebbe avere tutta l’ispirazione che vi occorre a portata delle giuste parole chiave?
Bene, risparmiate l’immaginazione perché dal connubio tra Behance, Dribbble e Designspiration prima, Fubiz e Minimalissimo poi e in attesa di altre new entry è nato Niice, il motore di ricerca su misura dei designer e di chiunque voglia nutrirsi di creatività a 360°.

Creato da Chris Armstrong e Pete Hawkins, unico scopo di Niice è ispirarvi, raggruppando tutte le principali fonti in un’unica e usabile interfaccia. E’ ancora in versione beta ma il progetto promette bene, tanto da essere stato nominato ai .Net Awards 2013 come “Side Project” dell’anno.

Niice è un’alternativa dal gusto raffinato a Google Immagini, poiché i risultati che otterrete dalla ricerca saranno solo progetti di altri creativi, in un’ottica di scambio di idee che come un grande brainstorming virtuale ben si integra nell’attuale era della condivisione.

Inserendo una o più keywords, Niice vi restituirà un mosaico di immagini cliccando sulle quali sarà possibile accedere al sito di origine, ospite del progetto in questione.
Non vi resta che cominciare a sperimentare il nuovo motore di ricerca dell’ispirazione inserendo le più svariate parole chiave e allenando il creativo che è in voi!

Woofun: l'app per il corteggiamento anonimo [INTERVISTA]

Il primo approccio è sempre il più difficile: imbarazzo, timidezza, rossore sul viso. Tutto questo deriva dal dubbio di non sapere se si è ricambiati o meno. Alvise de’ Faveri Tron, liceale bolognese di 17 anni, ha creato Woofun, un’applicazione per evitare di prendere buca. E potevamo non intervistare un ragazzo così giovane che ha già fatto parlare di sè anche sulle principali testate nazionali?

Ecco l’intervista!

Di cosa si tratta Woofun e come è nata l’idea?

L’idea è nata nell’estate del 2012 poi grazie a un team di amici, formatosi tra novembre e gennaio, da metà Febbraio l’app é disponibile per iPhone e Android in sei diverse lingue. Dal primo prototipo Java che creai non é passato neanche un anno e abbiamo già raggiunto i 6mila download. Incredibile!

 

@woofun.com

Woofun possiede un’interfaccia evoluta con una grafica accattivante, ma nello stesso tempo semplice. Se si vuole che un amico diventi qualcosa di più basta inviargli un Woo e l’interessato riceve una mail o un messaggio che segnala che qualcuno sta pensando a lui senza rivelare l’identità del mittente.

A quel punto, chi riceve la mail può cercare di scoprire chi lo sta corteggiando inviando a sua volta un altro Woo anonimo a chi é interessato tra i suoi contatti . Solo se due persone provano sentimenti reciproci le identità vengono rivelate e si può passare dal corteggiamento online a quello reale.

Quali sono le differenze e quindi i punti di forza di Woofun rispetto a altre applicazioni simili?

Ci sono molte applicazioni affini a Woofun nell’interfaccia e nel funzionamento, ma le divergenze sono tante. Prendiamo come esempio Bang with Friends: quest’app si basa sullo stesso meccanismo di Woofun, la principale finalità però e strettamente sessuale. La nostra applicazione vuole solo rompere gli indugi del primo contatto, aprendosi, possibilmente, a un mercato più ampio.

 A proposito di mercato, quali sono i vostri progetti futuri?

Noi crediamo molto nelle potenzialità di Woofun, soprattutto per la sua intuitività. I risultai, in effetti, sono ottimi pur non avendo investito in pubblicità, e questo ci da molta fiducia. Il prossimo passo è trovare il capitale per aggiungere nuove funzionalità e rendere più noto il prodotto. Ne abbiamo di strada da fare…

Zuckerberg ha annunciato all’inizio del 2013 il lancio di Graph Search, il motore di ricerca che potrebbe sconvolgere il mondo dei social network. Come potrebbe influenzare la vostra applicazione?

Il punto focale del Graphic Search risiederà nella capacità di mettere in contatto le persone che hanno interessi in comune tenendo in considerazione i like. Ci vorrà, perciò, una forte motivazione a voler condividere molte informazioni personali. Woofun é una semplice app per i più timidi che ricopre una fetta di utenti che il Graph Search invece esclude: chi si sente minacciato è il mondo dei siti di incontri, e noi in quello non centriamo.

Sei un ragazzo molto giovane che ha già creato un’applicazione da 6mila (per ora) download. Questa esperienza ti ha cambiato?

Da qualche anno, nonostante i miei studi classici, mi sono appassionato al mondo dell’informatica e della programmazione e la mia idea era quella di iscrivermi a Ingegneria Informatica: di certo ora non l’ho cambiata!

Beh che dire Alvise, in bocca al lupo! Abbiamo gli occhi puntati sul tuo futuro.

3Doodle, la penna che dà forma a qualsiasi oggetto

3Doodle, la penna che dà forma a qualsiasi oggetto

Realizzare un prototipo in 3D della Tour Eiffel solo disegnandolo o ancora creare qualsiasi oggetto semplicemente muovendo una penna nell’aria. Da oggi tutto questo è possibile grazie a Peter Dilworth e Maxwell Bogue della Wobbled Words di Boston che hanno inventato 3Doodle, la prima penna al mondo a scrivere in 3 dimensioni.

Il procedimento è semplice. Basta collegare la penna a una presa di corrente, tenere premuto un bottoncino e iniziare a disegnare. Il nuovo gadget hi-tech comincia quindi a emettere un sottile filo di plastica pian piano che la penna scrive sul foglio oppure nell’aria. La sostanza adoperata è la ABS Plastic, un materiale usato da diverse stampanti 3D che con la 3Doodle si trasforma in una sorta di inchiostro magico che, una volta asciutto, rende tridimensionale qualsiasi disegno.

3Doodle, la penna che dà forma a qualsiasi oggetto

Niente software o computer, quindi, ma solo tanta creatività, curiosità e voglia di sperimentare per poter avere oggetti veramente unici con uno strumento innovativo che è possibile finanziare su Kickstarter (ovviamente l’obiettivo di raccolta fondi è andato subito in porto).

La penna ha le dimensioni di 180×24 mm, pesa meno di 200 grammi ed è dotata di un alimentatore universale. Non è un giocattolo per bambini, il suo uso è consigliabile dai 12 anni in su, perché dotata di una punta in metallo che quando emettere il magico inchiostro può raggiungere anche i 270 gradi.

3Doodle, la penna che dà forma a qualsiasi oggetto

La penna è disponibile anche con l’inchiostro in PLA, materiale biodegradabile composto da mais, che fonde a temperature inferiori rispetto all’ABS.

Con la 3Doodle si può creare qualsiasi cosa: modelli in 3D, ciondoli e accessori, oggetti decorativi come i magneti per il frigo e si possono personalizzare tutti gli oggetti di uso quotidiano… dalla custodia dello smartphone o del tablet alle penne e ai quaderni.

Il particolare gadget hi-tech, infatti, funziona su qualsiasi superficie, plastica inclusa, e può essere usato anche per piccole riparazioni.

Volete quindi trasformare in realtà qualsiasi cosa voi immaginiate? Nel video che presenta 3Doodler troverete di certo qualche interessante spunto:

Come sorprendere gli utenti con una campagna di Email Marketing? Quattro chiacchiere con Marco Massara [INTERVISTA]

Marco Massara

Dal 6 al 17 maggio arriva il “Corso Online in Email Marketing: perché 1 € può rendere il doppio degli altri canali” con due docenti d’eccezione:

Marco Massara, Direttore Marketing di MailUp
Nazzareno Gorni, CEO di MailUp

L’email, utilizzata da quasi 3 miliardi di persone (sì, avete capito bene!), rimane ancora oggi la metodologia di comunicazione più diffusa su computer, smartphone e tablet grazie alla sua estrema semplicità ed efficienza. Ma avete mai pensato all’email come strumento altrettanto efficace anche in ambito Direct Marketing? Una strategia di emailing ben congegnata ha un potenziale pressoché infinito e dà la possibilità di coinvolgere maggiormente i vostri utenti e, di conseguenza, generare fatturato per la vostra azienda.

Il Corso Online vuole proprio trasferire ai Guerrieri Ninja le migliori tecniche per pianificare, gestire e misurare una campagna di Email Marketing creando liste di qualità, profilando il target e generando lead.

Aspettando il primo webinar (a proposito, lo SCONTO early booking è valido fino al 25 aprile!) ho pensato di fare quattro chiacchiere con Marco Massara che ci accompagnerà in questo (per)corso. Leggete un po’ cosa mi ha raccontato..

Ciao Marco. Presto sarà tempo di Email Marketing a Ninja Academy. Cosa devono aspettarsi i partecipanti? Puoi darci qualche anticipazione sul programma?

Non sarò geloso delle mie cose, non mi piace esserlo e penso che sia roba da stupidi (e calcolatori). Dovete aspettarvi di ricevere tutto il possibile, tutto quello che ogni giorno mi fa crescere nel lavoro. Niente di più (ma niente di meno!). L’Email Marketing deve servire per poter essere più sereni nel lavoro, per il bene della propria azienda, del proprio fatturato. Dovete sapere di avere “in pancia” una soluzione che, integrata e coltivata, vi sarà sempre utile. Insomma, un vostro salvacondotto digitale.

Tutto il resto lo ritengo infelice, noioso e sempre superfluo. Cercherò di fare in modo che alcuni criteri di comunicazione, che al 99% diamo per scontato nella pratica (ma non nella teoria), vi rimangano impressi mentre costruite le vostre “liste”: fra questi la pertinenza e l’atto di stupire sono per mia esperienza i più efficaci. Ma ce ne sono altri. Tenete a mente questa frase:

I miei amici ridevano quando dicevo che avrei seguito un corso di Email Marketing online. Ma quando fatturai il doppio di loro..

Perché, nonostante l’irrefrenabile crescita dei social network e della messaggistica online, l’email riesce ancora a sopravvivere?

Ormai è chiaro.. è l’unico posto digitale percepito come veramente privato: qui faccio le mie cose! Infatti, cosa vediamo? Che WhatsApp funziona (eccome), Facebook Messenger funziona, Skype direi che funziona, l’Email funziona e si tiene in disparte: qui (con le email) non si chatta. L’email è la tua ‘timeline (o timemail) privata”.

Coloro che vi danno il permesso di entrare nella loro timeline più intima, quella della posta elettronica, sono i vostri migliori fan. (G. Diegoli)

Quando avete il permesso, funziona almeno 2 volte in più degli altri canali.

Qual è il segreto per un Oggetto efficace in modo da “agganciare” sin da subito il lettore?

Se mia figlia desidera una caramella alla menta:
La caramella alla menta! […]  1 alla volta però!

Se mio figlio desidera una macchinina:
E quel negozio di macchinine? […] con 1€!

Se tua figlia vuole diventare grande:
Iniziare a scegliere? […] si diventa grandi!

Se un tuo amico ha l’età per prendere la patente:
La tua ragazza ti passa a prendere? […] in sole 2 settimane!

Ci scherzo un po’, ma non troppo: il centro “non conta”! Inizio e fine, il cuore della comunicazione, il nocciolo va trovato e va messo all’inizio e richiamato alla fine. Attenzione: siamo abituati a partire con calma e a svelare il segreto solo alla fine. Qui non stiamo scrivendo un romanzo, non abbiamo lettori già disposti a seguirci per 1 mese. Forse, se li tratteremo pensando a persone precise (figlie, figli, amici…), ci seguiranno anche per anni. Il nocciolo si trova togliendo quello che non serve, non con un pensiero di alto rango: un concetto accurato ma inutile resta pur sempre inutile  😉

Dalle prime email ad oggi di tempo ne è passato. Da un punto di vista più prettamente comunicativo, com’è cambiata l’intenzione del mittente? Come ci si relaziona al destinatario che, ricevendo mille input, potrebbe non dare attenzione al messaggio ricevuto?

Perchè non dà attenzione? Ce lo siamo mai chiesto? Perché se dici di essere unico non ci crede più nessuno? Perché si confondono le cose rare con le cose uniche? Perché ai nostri giorni la “sportività” non è più un argomento nobile? Pensate a:

“Ecco una bevanda sportiva!…” Perché un messaggio così espresso non attacca più?

Come si fa a far passare qualcosa nella timemail del destinatario? Lo vedremo.

Andando più sul personale, la newsletter che aspetti di ricevere impazientemente?

Davvero tutte (max 10). Perché mai? Per studiarle e mettere in pratica tecniche e criteri evinti da risultati di test miei e di altri. La cosa più deprimente è capire o leggere cose affascinanti e non praticarle. Cerco di evitarlo.

•••

Davvero interessante.. e questo è solo il preludio. L’appuntamento è per lunedì 6 maggio, primo webinar del Corso Online dove avrete anche la possibilità di interfacciarvi direttamente con i docenti durante le ore di Question Time. E se quel determinato giorno avete un impegno, nessun problema. La piattaforma e-learning di Ninja Academy dà la possibilità di rivedere tutte le lezioni anche in modalità on-demand.

Non dimenticate lo SCONTO EARLY BOOKING:
entro il 25 aprile il costo è di 199 € (anziché 249 €)!

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Knowledge for change.
Be Ninja!

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Viral Video Book. Il potere dell'online video adv [INFOGRAFICA]

Gli investimenti da parte di aziende nell’online video advertising hanno visto negli ultimi anni una crescita esponenziale, che da più parti e più volte ha fatto parlare di sorpasso del web sulla televisione, in termini di risorse disposte. Questa infografica di EBuzzing, tratta dal libro “Viral Video. Content is the King Distribution is the Queen” di Dario Caiazzo, Andrea Febbraio e Umberto Lisiero, ci mostra alcuni dati legati a scenari prossimi del settore.

Scopriamo dunque alcuni numeri interessanti legati all’utilizzo delle piattaforme di video sharing a scopo commerciale e alla loro efficacia in termini di brand awareness.

Come potete vedere, i video online sono stimati essere una delle leve di marketing su cui si investirà di più da qui ai prossimi anni, subito dopo l’attività di sponsorship e seguita dal banner advertising.

Ogni successo virale è il mix di una buona qualità di contenuto e attenta pianificazione di seeding. Gli elementi per un contenuto d’effetto?

  • Diamo spazio alle storie
  • Catturiamo l’attenzione dello spettatore nei primi 5 secondi
  • Costruiamo ‘montagne russe’ emozionali, con picchi consecutivi di engagement narrativo ed emotivo
  • Gli influencer sono importanti
  • Sorprendiamo, non sciocchiamo
  • Il tempo di diffusione tra il pubblico è un fattore critico
  • La dimensione non conta!

L’engagement si afferma come ingrediente magico per il successo di un video. Il punto critico di diffusione si attesterebbe attorno alle 350mila views nelle prime 24 ore. Non da tutti, insomma.

Infografica Viral Video by alessiobalbi