Choctone: Pantone e cioccolato per i geek golosi

Grafica e buona cucina sono le vostre passioni ?  CAZAPIX, uno studio di progettazione grafica svizzero (non a caso…) ha creato un catalogo Pantone perfetto per i più golosi.

Le varie tonalità di marrone sono infatti rappresentate da tavolette di cioccolata, da mangiare con gli occhi!

Glamping: la vacanza in campeggio senza rinunciare al lusso


La bella stagione sembra finalmente arrivata e così anche la voglia di vacanza. Se i soldi però non abbondano, il sogno di una comoda vacanza in hotel per molti svanisce e si fa strada l’ipotesi di una vacanza in campeggio costretti a dormire nel caldo di una tendina canadese mangiando tonno in scatola.

Da qualche anno c’è però una novità del mondo dei campeggi, che consente di conciliare comodità e risparmio. Si chiama “glamping” e prende il nome da “glamorous” e “camping”. Sono sistemazioni in campeggio confortevoli, ma molto più economiche di un hotel e altrettando facilmente prenotabili online in siti come naturalBOOKING.

Naturalbooking è una startup italiana che ha realizzato un portale di booking che integra un software di prenotazioni in grado di configurare i complessi listini di Campeggi e Villaggi e consentire ai viaggiatori di prenotare con facilità sistemazioni con tutte le comodità, dal wifi all’aria condizionata.

Facciamoci allora raccontare dal founder di naturalBOOKING, Cristian Capizzi, che nel mondo dei campeggi online ci lavora da più di un decennio, cosa sta cambiando in questo settore, proprio a partire dalla sua storia imprenditoriale.

Come hai cominciato ad interessarti al mondo dei campeggi online?

L’avventura è iniziata nel 2000. Allora ero un ventiduenne (sono del 1978) in cerca di un lavoro e in cerca di una strada mia. Infatti avevo lavorato per 3 anni per l’azienda di Famiglia, dove mi occupavo di strategie marketing per la ricerca di nuovi clienti, con risultati molto positivi. Frequentavo ancora la facoltà di Economia e Commercio (purtroppo mi mancano ancora 3 esami per laurearmi, ma il lavoro in questi anni ha preso il sopravvento).

Nel 2000 avevo realizzato qualche sito internet da autodidatta. Per questo motivo e per evitare il militare (dato che chi aveva una partita iva e un dipendente poteva esserne esonerato) ho aperto una partita iva nel 2000 (la CreatiWeb di Capizzi Cristian). I primi anni mi occupavo soprattutto di assistenza informatica e vendita hardware e software: lavoro stressante e poco remunerativo.

Mi sono detto: cosa posso fare su Internet che qualcuno non abbia ancora fatto? L’idea è stata quella di registrare www.guidacampeggi.it e di creare la prima guida dei Campeggi e Villaggi Italiani gestibile direttamente dal Gestore del Campeggio. Da quel momento il mio unico obiettivo è stato quello di diventare leader nel settore della Pubblicità per Campeggi e Villaggi.

Nel 2001 Google non era ancora cosi importante come oggi. C’erano molti motori di ricerca come Virgilio.it, Arianna.it e altri. L’intuizione è stata quella di capire che Google sarebbe diventato sempre più importante. Ho iniziato quindi a studiare il Seo e a cercare di comprendere come funzionava l’algoritmo di Google. Con gli utili di ogni anno (anziché usarli privatamente) li reinvestivo per comprare domini e siti internet già acquistati da altri. Ad oggi abbiamo oltre 30 domini di settore come www.campeggi.com, www.campeggi.it, www.campeggio.it, www.tuttocampeggio.it, www.camper.it, www.bungalow.it, www.casemobili.com etc.



Oggi, con i nostri portali, raggiungiamo oltre 5.000.000 di utenti unici l’anno da tutta Europa.



Inoltre la collaborazione avviata con la Faita FederCamping (associazione di categoria della Confcommercio) nel 2003 ci ha permesso di essere il referente informatico dell’associazione e di essere presenti in molte riunioni delle Associazioni Faita Regionali dove potevamo incontrare in una volta sola circa 100 gestori per regione nelle riunioni annuali. In questo modo, non avendo costi commerciali, potevamo offrire il nostro servizio a costi inferiori del 50% ai nostri clienti.

Oggi abbiamo una rete commerciale di 5 collaboratori molto esperti e che visitano quasi tutti i nostri clienti. Lo Staff della CreatiWeb S.r.l. (con sede a Nichelino) è composto da 15 dipendenti a tempo indeterminato e l’età media è di 26 anni. Il fatturato è di circa 1,2 Milioni di euro.

Nel 2006 abbiamo poi creato una nuova impresa sempre nel settore del camping online: naturalBOOKING S.r.l. L’obiettivo dei portali della CreatiWeb S.r.l. è di portare visibilità direttamente ai siti internet dei Campeggi e Villaggi Italiani. L’obiettivo di naturalBOOKING è quello di portare tramite www.campingitalia.it prenotazioni ai Campeggi e Villaggi Italiani.

Qual è la particolarità di Naturalbooking?

La particolarità di naturalBOOKING è che si occupa solo di prenotazioni per i Campeggi e Villaggi. Parliamo la stessa lingua del gestore. Inoltre il nostro software di prenotazioni (sviluppato in 5 anni) permette di configurare il listino di qualsiasi campeggio. Infatti, sebbene questo sembri scontato, la difficoltà più grande è quella di configurare i listini dei Campeggi che hanno molte sistemazioni (Bungalow, Casemobili, Piazzole per camper, piazzole per tende, sconti famiglia, sconti over 60 etc) e molte variabili.

Nel 2010 ci siamo avvicinati al mondo del Venture Capital. Il progetto è stato scelto da una società Milanese tra centinaia di richieste. Abbiamo però deciso di trovare un finanziatore nel settore del Turismo. Nel Luglio del 2012 abbiamo quindi avviato la società con un’azienda Olandese ed abbiamo costituito una nuova società con Sede in Olanda per la prenotazione dei Campeggi Europei (Campingbooking International Bv).

La strategia di Business è quella di portare prenotazioni ai Campeggi e Villaggi Italiani specialmente dal Mercato Europeo richiedendo una bassa commissione per l’utilizzo del servizio.

Per questo motivo oggi abbiamo collaboratori che parlano Tedesco, Olandese, Inglese e Francese.

Nel 2013 il nostro sistema ha gestito oltre 20.000.000€ di richieste di prenotazione. Siamo però una startup e il Break Even Point è previsto nel 2014.

Qual è stato l’impatto della crisi nel settore del booking online di campeggi?

Nel 2012 i Campeggi e Villaggi Italiani hanno avuto un incremento del 3,4% delle presenze. La Vacanza in Campeggio è una Vacanza per Famiglie. Spesso i Campeggi e i Villaggi Italiani sono direttamente sul mare, sul lago o nei luoghi più belli di Italia.

Ormai da qualche anno andare in Campeggio vuol dire soggiornare in sistemazioni dotate di qualsiasi comfort, vuol dire poter mangiare nel proprio Bungalow (a differenza dell’hotel e quindi risparmiare molti soldi per la propria vacanza), vuol dire poter regalare al proprio compagno/compagna e ai propri figli una vacanza secondo natura. Molti Campeggi hanno la piscina, animazione, wifi etc.

Per questo si è cominciato a parlare di glamping, ovvero del camping glamour. Una volta c’era il turista con zaino e tenda. Oggi chi va in Campeggio non è più costretto a dormire in un sacco a pelo. Infatti in numerosi Campeggi Italiani e Europei è possibile soggiornare in lussuosi cottage, tende attrezzate e bungalow dotati di ogni comfort (wifi, aria condizionata, doppio bagno, doppia cucina etc).

Quando è nato il fenomeno del glamping?

Il fenomeno è nato in America pochi anni fa. Oggi si è diffuso soprattutto tra i Turisti del nord Europa. Il 70% dei Campeggiatori ha abbandonato la classica vacanza in tenda. Oggi ci sono circa 2.000 strutture in tutto il mondo che offrono la vacanza “glamping”.

IPhone: ho diritto alla sostituzione al secondo anno di garanzia?

Eccoci di nuovo ad un altro appuntamento con i nostri amici di i iSpazio che grazie ad iGenius Corner rispondono periodicamente ai dubbi di tutti i possessori di device Apple.

Nel gennaio 2012 Apple è incorsa in una sanzione sanzione inflitta, da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per pratiche commerciali scorrette nei confronti dei consumatori: vi rimandiamo a proposito all’articolo di approfondimento di iSpazio sulla vicenda.

Qui di seguito analizziamo invece la garanzia e vediamo la responsabilità nel corso dei due anni del venditore e della casa madre.

 Oggetto della Garanzia

Con il D.Lgs. 206/2005 è stata data attuazione alla Direttiva Comunitaria 44/99 dettata in materia di vendita e garanzie dei beni di consumo. Ai sensi dell’art. 130, comma 2 “in caso di difetto di conformità, il consumatore ha diritto al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione, ovvero ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto”. Il difetto di conformità deve essere inteso nella sua accezione più ampia, comprensiva di vizi, mancanza di qualità e difetti in generale.

Soggetto tenuto alla Garanzia

Secondo l’art. 132, comma 1 “Il venditore è responsabile, a norma dell’art. 130, quando il difetto di conformità si manifesta entro il termine di due anni dalla consegna del bene”. Il responsabile nei confronti del consumatore è soltanto il venditore (in quanto sua unica controparte contrattuale), sicchè quest’ultimo non potrà certo pretendere (né durante il primo anno né mai) che il consumatore si rivolga direttamente al produttore per le riparazioni necessarie.

Venditore diverso da Apple

Quando si acquista un prodotto Apple fuori dagli store ufficiali (es. Mediaworld) è comunque possibile avere un contatto diretto con la casa madre.

Tale circostanza – che da un punto di vista giuridico rappresenta solo una facoltà – dipende nella volontà di Apple, da una parte, di fidelizzare il cliente, gratificandolo con un servizio di assistenza rapido, funzionale e privo di intermediari, e, dall’altra, di esaltare la propria immagine consolidando la reputazione di azienda efficiente anche nella delicata fase dell’assistenza.

La Apple, quindi, si fa carico nel primo anno dei guasti incorsi ai propri prodotti, concedendo una garanzia convenzionale (cioè non dovuta per legge) che si somma a quella legale dovuta dal venditore (per maggiori dettagli sull’AppleCare Protecion Plan leggete qui).

Dalle considerazioni appena riportate può comprendersi il motivo di tanta riluttanza da parte di alcuni rivenditori quando si tratta di sostituire/riparare un prodotto durante il suo secondo anno di vita: se unico responsabile nei confronti del consumatore è il venditore e la garanzia convenzionale del produttore è solo (nel migliore dei casi) di un anno, ecco che il primo si vedrà costretto ad accollarsi il costo degli interventi realizzati durante il secondo anno, salvo che dimostri con perizia che il difetto era di produzione/progettazione (facile immaginare le conseguenti perdite di denaro e tempo, soprattutto per gli esercizi commerciali più piccoli), e potendo così esercitare il diritto di regresso riconosciutogli dalla legge.

Conclusioni

Fermo restando confermata la durata di 2 anni della garanzia che copre i vostri dispositivi, in caso di guasto risulta necessario rivolegersi al venditore da cui avete acquistato il prodotto.

Nel caso in cui aveste acquistato l’iPhone direttamente da Apple, quest’ultima citando testualmente l’art. 132 , comma 1 “è responsabile, a norma dell’art. 130, quando il difetto di conformità si manifesta entro il termine di due anni dalla consegna del bene”.

Se, invece, l’acquisto è stato effettuato presso un soggetto terzo (es. Mediaworld o altro), è presso quest’ultimo che occorrerà rivolgersi per la garanzia. In entrambi i casi, la regola generale è che spetta al debitore (ossia al rivenditore) dimostrare di aver adempiuto o di non poter più adempiere per causa a lui non imputabile.

In questo senso si è espressa anche la Corte di Cassazione a Sezioni Unite (sancendo un principio che, di fatto, è legge), affermando che il creditore (cioè il consumatore), nel caso in cui agisca per ottenere l’adempimento e il risarcimento del danno, è comunque tenuto a provare esclusivamente la fonte del proprio diritto (ossia il contratto), mentre spetta al debitore l’onere di provare il fatto estintivo della pretesa del creditore (vale a dire di avere adempiuto).

Perché ci piacciono i cattivi dei telefilm?

Dexter il “buono”

Quando guardiamo un film o una serie tv, se il personaggio mette in atto un’azione immorale siamo più disposti a perdonarlo se ha una motivazione altruistica e il risultato è positivo (lieto fine). Dexter uccide i serial killer che potrebbero fare molte altre vittime nella società, per questo gli perdoniamo più facilmente i suoi massacri.

La ricerca

Queste considerazioni vengono fuori da uno studio dell’università del Colorado dal titolo “Cosa rende i cattivi comportamenti dei personaggi accettabili?” condotto per verificare che effetto abbiano le motivazioni e i risultati delle azioni immorali dei personaggi di fantasia su di noi: se e quanto li perdoniamo, se e quanto ci sentiamo legati a loro e quanta immoralità possiamo sopportare di vedere.

La cattiva azione

Ai partecipanti della ricerca viene fatta leggere una storia: Craig e John stanno scalando una montagna, John si fa male e Craig decide di lasciarlo lì e continuare.

A questo punto si introducono delle varianti della storia per vedere come reagiscono i lettori.

La motivazione:

–    altruistica: Craig sta andando a salvare un altro gruppo di scalatori.

–    egoistica: Craig vuole arrivare primo alla vetta della montagna

L’epilogo finale:

–    positivo: John comunque sopravvive.

–    negativo: John muore.

I risultati

Dall’analisi delle risposte del campione si comprende che entrambi gli aspetti sono importanti, ma la motivazione gioca un ruolo maggiore rispetto a come il lettore si sente nei confronti di Craig il “cattivo”; in altre parole non è tanto importante se John muoia o meno ma se Craig lo sta lasciando solo per una motivazione altruistica o egoistica.

Michael Blann/Digital Vision/Thinkstock

Fiction vs Realtà

Se una motivazione altruistica e un risultato positivo ci fanno scagionare e sentire più vicini ad un personaggio che compie una cattiva azione nella fiction…cosa succede nella realtà?

Fortunatamente non è così perché il nostro cervello sa distinguere la finzione dal mondo vero e ci permette di guardare con occhio molto più critico e morale quello che succede nella nostra quotidianità.

Il fascino delle ambivalenze

I registi possono allora gioire. Molti personaggi nello spettacolo si comportano in modo immorale; tuttavia le persone li amano e sostengono il loro successo.

Una delle ricercatrici afferma: “Superman è chiaramente un eroe e Darth Vader un cattivo. Ma i personaggi moralmente ambigui possono rientrare in entrambi i campi simultaneamente”.

E voi subite il fascino di questi affascinanti bastardi?

Devo proprio controllare l'email? Scoprilo facendo il test! [INFOGRAFICA]

Le email: eterna fonte di preoccupazione sia per i marketers che per gli utenti.

Quante volte vi siete trovati davanti al dilemma del controllo delle mail? Tra spam, promozioni indesiderate e mail inutili spesso aprire la casella mail diventa un vero e proprio incubo!
Alzi la mano chi, in veste di responsabile all’email marketing, non si è mai chiesto come realizzare al meglio una newsletter in modo che gli utenti la aprano e ne usino i contenuti?

Grazie a questo simpatico “schema di sopravvivenza allo stress della casella mail” creato dall’artista e illustratrice americana Wendy Macnaughton, forse gli appartenenti alle categorie sopra elencate riusciranno a trovare delle rapide soluzioni ai loro problemi! 🙂

Open Class: lunedì 15 appuntamento con Alex Giordano [EVENTO]

Etica ed estetica dei video virali. Questo il titolo dell’intervento di Alex Giordano di lunedì prossimo 15 aprile, all’interno del ciclo “Open Class“. Organizzato dall’Università degli Studi di Salerno, con il coordinamento scientifico del professore Alfonso Amendola, il progetto si sviluppa in cinque appuntamento di seminari e workshop, e vede la collaborazione di Unibeat, FLUSSI (Media Arts Festival) e MARTE (Mediateca Arte Eventi).

Cinque incontri con professionisti della comunicazione contemporanea, tesi ad intercettare gli orizzonti sperimentali dei nuovi processi di creazione delle arti, della musica, del cinema e della viralità.

Instagram: 5 consigli utili alle imprese per avere un profilo di successo

Instagram viene utilizzato dagli utenti per condividere momenti della propria giornata o cose che interessano anche ad altri appassionati (e socializzare con loro). Ma se sono le aziende, invece, ad utilizzarlo per fare business? Quali sono gli accorgimenti e i consigli per le imprese che vogliono rendere unico il loro modo di sfruttare il canale Instagram?

1. Lanciare nuovi prodotti e promuovere offerte uniche

Instagram può essere utilizzato dalle imprese per lanciare nuovi prodotti e nuove partnership, come ad esempio fa Starbucks con l’apertura del suo primo punto-vendita a Disneyland Paris. La formula “Vuoi sapere l’ultima novità? Seguici!” applicata alla presentazione di un nuovo prodotto utilizza l’informalità e una chiamata all’azione perfetti per Instagram.

Oltre ai prodotti, è possibile realizzare offerte personalizzate e limitate per gli utenti che vi seguono: gli utenti apprezzeranno e l’engagment è assicurato. Ma ricordate: evitate di utilizzare Instagram come semplice canale pubblicitario, i vostri follower potrebbero percepirlo come spam! E si sa, le persone odiano la pressione, e gli utenti quella pubblicitaria in particolar modo.

2. Utilizzare le immagini degli utenti

E’ sempre più comune che i brand includano tra i post pubblicati sul loro account ufficiale contenuti realizzati dai propri utenti. Immagini, fan-art e foto ispirate ai prodotti e all’uso che se ne fa ispirano i follower a creare qualcosa per l’impresa, e postandola sul proprio profilo Instagram si sfrutta la loro vanità a proprio vantaggio e – al contempo – li si gratifica.

Utilizzando sempre il grande engagement di Starbucks con i suoi utenti, eccone un esempio:


3. Mostrare i “dietro le quinte”

Se il format televisivo “Come è fatto” che mostra come si producono gli oggetti è tanto seguito esisterà una spiegazione. Molto semplice: gli utenti sono curiosi e le aziende che mostrano chi sono e cosa fanno durante l’orario di ufficio (e non) fanno contenti i propri follower.

E’ il caso di General Electric, che prima di lanciare il proprio contest ha svelato ai suoi utenti in anteprima le sue nuove strutture. O ancora, l’amatissimo luxury brand Tiffany&Co che mostra le proprie sedi e la lavorazione dei suoi prodotti.

4. Lanciare contest fotografici a tema

Come pianificare e gestire un contest fotografico su Instagram ve lo abbiamo già illustrato nella nostra checklist targata Ninja Marketing (per chi se la fosse persa ecco la prima e la seconda parte della guida!). Le aziende che scelgono di utilizzare questo strumento, infatti, creano engagement con la propria community facendo leva sulla competitività degli utenti.

Un contest ben riuscito è quello di Ford Fiesta: #Fiestagram. Una call-to-action collettiva che ha fatto vivere a chi partecipava a vivere un’esperienza divertente e coinvolgente proprio come ci si aspetta da un concorso a premi e ha fruttato all’azienda un sostanzioso ritorno in termini di visibilità e riconoscibilità.

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5. Sostenere iniziative di beneficenza

I brand stanno cercando di essere più buoni tutto l’anno, e non solo a Natale, utilizzando Instagram per promuovere e sostenere iniziative caritatevoli e di beneficenza, cercando di coinvolgere anche i propri utenti.

Si sa, salvare i Panda o le tigri bianche del Bengala dall’estinzione o aiutare i bimbi dagli occhi tristi del Terzo mondo scioglie – fortunatamente! – anche i cuori degli utenti più tosti.

Il coinvolgimento in opere benefiche, oltre ad aiutare chi ha realmente bisogno, incrementerà sicuramente la vostra brand image e il coinvolgimento con gli utenti. Prendete bene nota della lezione che ci fornisce Levi Strauss and Co che ha coinvolto i propri impiegati in attività di beneficenza, mostrandone i risultati su Instagram.

Quali sono invece i vostri trucchi per avere successo su Instagram? Avete già seguito qualcuno dei nostri? Fatecelo sapere! 🙂

Alla scoperta del personal branding con le Girl Geek Dinners Sicilia

Fin dal 2005, le Girl Geek Dinners creano momenti di condivisione e networking tra donne che lavorano nel settore dell’hi-tech e nei new media.
Le cene, organizzate in tutto il mondo, Italia compresa, sono, naturalmente “girls only”, così come prevede il format internazionale, ideato a Londra da Sarah Blow.

Il 13 aprile alle ore 17:00 a Catania, presso la Libreria Antiquaria Romeo Prampolini, le Girl Geek Dinners Sicilia ospitano l’evento speciale “The Geek Brand Theory – dai voce al brand che è in te” incentrato sul personal branding. Quali sono i segreti per “vendere” se stessi? Come presentarsi?

Gli speaker e Hootsuite, che parteciperà come partner tecnico, condurranno la discussione, servita in salsa geek e condita con web e hi-tech.

La serata è a numero chiuso, per partecipare è necessario registrarsi qui.
E se proprio volete, potete portare un partner di sesso maschie, ammesso solo se invitato da una donna!

Per seguire l’evento su Twitter e Instagram, l’hashtag ufficiale sarà #ggdsicilia3.

 

I dietro le quinte dei film più famosi di Hollywood

Lo Squalo

Immaginate i vostri film preferiti, o perlomeno quelli che hanno fatto la storia del cinema.

Scene roboanti, effetti spettacolari, pathos, suspense e grandi emozioni: sappiamo bene che ciò che ci tiene letteralmente legati davanti allo schermo è pura finzione, eppure per noi diventa ogni volta così reale.

Tuttavia, a volte accade che i fotografi di scena ci regalino scatti del backstage con una prospettiva radicalmente diversa, e la magia di un’atmosfera o un effetto speciale si trasformino in stupore e curiosità.

La domanda incredula è sempre la stessa: “Ma quella scena è andata realmente così?

Il portale The Photomag ha raccolto una collezione di affascinanti dietro le quinte di alcuni dei film più importanti di Hollywood, di cui abbiamo per la prima volta un punto di vista decisamente inedito.

E.T.

Ritorno al Futuro

Star Wars

Shining

Titanic

E così scopriamo James Cameron che chiacchiera amabilmente con Jack e Rose poco prima della tragedia finale, una Delorian e un E.T. in miniatura, le reali ambientazioni di Inception, un sorriso rilassato dalla bocca dello squalo (sì, quello squalo), Darth Vader sospeso su un tappeto di materassi, una sorta di walking dead direttamente da Il Padrino, i veri volti di Chewbacca e R2-D2, ironia sul set di Shining, una scimmia dietro una macchina da presa.

Star Wars

Il pianeta delle scimmie

Il Signore degli Anelli

Scatti all’insegna dell’ironia, che giocano sui concetti di straniamento e dissonanza per farci sorridere di quanto la realtà possa essere ancora più incredibile di quello che un film ci abbia fatto sognare.

Inception

Matrix

Ghostbusters

Il padrino

E voi amici ninja, ve li aspettavate così i backstage dei film che hanno fatto storia?

5 utili app per gestire le file

5 utili app per evitare la fila

In un mondo che ci vede sempre più impegnati e veloci ogni minuto è importante, e sebbene la tecnologia abbia reso ogni aspetto della nostra vita più efficiente, una delle sfide più importanti per l’uomo moderno è la gestione e l’ottimizzazione delle code (di ogni tipo).

Che sia agli sportelli pubblici, alle poste, dal medico o al banco macelleria, le lunghe file non aggiungono valore all’utente finale, il quale tuttavia deve prestare attenzione all’avanzare della coda ed è dunque costretto a passare molto tempo in attesa, sacrificando tempo ed attenzione ad altre faccende; le file annoiano così tanto le persone che i manager più attenti hanno ideato delle apposite tecniche di gestione.

Gli smartphone possono divenire dei validi strumenti per ottimizzare e gestire le code; oggi vi presentiamo 5 esempi vincenti su come il mobile può migliorare la “queue experience”: la nostra top 5 app per gestire le file!

Qurami – una App tutta italiana

5 utili app per evitare le file  5 utili app per evitare le file

Inventata dall’ingegnere Roberto Macina quando ancora era uno studente di Ingegneria informatica, Qurami è una app che assiste l’utente a 360°: selezionato il punto di interesse, l’app fornisce il percorso più veloce per arrivare a destinazione, dopodichè genera un e-ticket e segnala l’avanzamento della coda. Attualmente Qurami è utilizzata in punti di interesse cruciale: Trenitalia, la Provincia di Roma, le università La Sapienza, Rooma Tre e LUISS, il comune di firenze e la camera di commercio di Milano.

i-MiBAC top 40

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i-MiBAC, sviluppata dal Ministero Italiano dei Beni Artistici e Culturali, presenta i 40 siti culturali più visitati d’Italia. Tramite l’app è possibile leggere un sommario riguardo ai punti di interesse, avere indicazioni stradali tramite GPS e prenotare gli ingressi saltando la fila.

Ticktok – evita le code al ristorante

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Tramite un algoritmo che incrocia i dati di utenti, gestori e mistery client, Ticktok dà informazioni sul tempo stimato di coda nei ristoranti, permettendo di scoprire nuovi luoghi e accedere a sconti esclusivi. L’app, ancora nella sua fase iniziale, si fonda sul crowdsourcing e attualmente fornisce informazioni su più di 10.000 ristoranti in Singapore.

Qminder

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Tra tutte le app presentate, Qminder rappresenta la soluzione più poliedrica per il queue management. Qminder è un sistema multiverso che integra una App, una piattaforma internet, l’SMS ticketing ed il classico “numerino” analogico. Le prenotazioni per un dato luogo di interesse verranno filtrate in base all’ordine d’arrivo, a prescindere dal modo in cui si richiede il ticket. I dati vengono poi elaborati dal computer del punto di interesse e letteralmente messi in queue.

Uci Cinemas Italia

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L’app ufficiale di Uci Cinemas Italia permette di localizzare gli oltre 40 Multiplex della catena UCI, consultare la programmazione di ogni sala, prenotare e scegliere il posto a sedere per poi ritirare il biglietto con 30 minuti d’anticipo, o acquistarlo direttamente. L’app per iOS permette anche di guardare il trailer dei film.

5 utili app per evitare le file

Migliorare la queue experience sarebbe un bel passo avanti, ma il problema è che non tutti dispongono della stessa tecnologia ed implementare sistemi ibridi e totalmente accessibili come quello di Qminder ha alti costi di installazione.

La soluzione migliore,a nostro avviso è quella della Queue information: mantenendo attivo il sistema convenzionale, per le grandi catene sarebbe utile creare app che sullo smartphone dell’utente aggiungono informazioni sull’avanzamento delle code, o permettono di prenotare in anticipo il servizio/prodotto.