The Funny Stories: le figuracce diventano social [INTERVISTA]

Cari Ninja, siete in cerca di un nuovo canale YouTube al quale iscrivervi per aliettare le vostre giornate? The Funny Stories è ciò che fa per voi!

Nato da un’idea di Nik Bello, il progetto è un condensato ironico di filmati in pillole da uno o due minuti, che vedono come protagonisti persone comuni ma anche personaggi dello spettacolo e dello sport. Il tema centrale? Le figuracce peggiori che ci si possa ricordare.

I momenti più intimi e a volte piccanti, quelli che accomunano tutti, quelli di cui ci vergogniamo e che invece vengono raccontati in prima persona dai protagonisti e condivisi con la rete.

Su YouTube come sulla pagina Facebook ufficiale di “The Funny Stories”, potete godervi questi concentrati di esilaranti racconti. Storie come quelle della Iena Matteo Viviani alla sua prima serata come stripper; il primo servizio di Valerio Staffelli di Striscia La Notizia alle prese con il giornalista Eugenio Scalfari. Ma anche tante storie di persone comuni.

Il progetto si accinge ad arrivare alle 100 mila visioni complessive dopo solo un mese dalla sua creazione. Con due video in uscita ogni settimana, The Funny Stories vuole diventare un grande Database di storie divertenti e gaffe.

Oggi ne parliamo proprio con il suo ideatore, Nik Bello!

Ciao Nick, grazie per questa intervista! Guardando i video colpisce subito la presenza di persone comuni tra gli ‘storyteller’. Da dove arriva la scelta di coinvolgere anche personaggi non noti al grande pubblico?

In realtà il progetto nasce proprio per dar voce alle persone comuni ed è la storia che viene raccontata a fare da protagonista. In questo progetto i VIP si mischiano alle persone comuni perché anche i personaggi famosi sono persone comuni. Presto arriveranno tante Youtube Stars che abbiamo coinvolto ed hanno accettato di buon grado.

Cos’è più virale? La figuraccia o il personaggio?

Il personaggio sicuramente è l’esca per attirare il pubblico, poi però ci dev’essere qualcosa di interessante da vedere. Quello che mi piace delle figure di mXX è che molte volte il racconto di altri lo rivediamo in noi stessi oppure ci è capitato qualcosa di simile e quindi ci porta a creare uno scambio di informazioni legate a questo argomento. Al giorno d’oggi si parla spesso di problemi in maniera tragica quindi trovo che sia bello anche parlare dei “piccoli” problemi della vita quotidiana con leggerezza e ridendoci su. C’è bisogno di sdrammatizzare!

Non basta però il video o il volto noto, c’è anche bisogno di strategia. Per questo ho deciso di collaborare con Daniele Montemale (@viralavatar), social media strategist e strategic planner. Da Berlino, dove vive, mi aiuta a pianificare le tattiche migliori per il progetto e abbiamo riunioni settimanali per coordinarci. La distanza non è davvero un problema.

Il web ha scalzato molti format televisivi, ma la candid camera, lo humour, la parodia, paiono indistruttibili. Cosa ne pensi?

Secondo me la televisione rappresenta la tradizione e il web l’innovazione; col tempo forse la televisione sarà soltanto uno “stile” e TV e internet si troveranno gomito a gomito sulla stessa piattaforma. Lo humour è forse il linguaggio più efficace per i video “virali” ovvero quelli trasmessi dallo scambio spontaneo tra gli utenti. È chiaro che se scopro un video divertente sul web lo condivido per far ridere anche i miei amici, in fondo ridere è bello e se posso con un click rendere più leggera la giornata ad altre persone non esiterò di certo a farlo…

Credi che un progetto del genere sarebbe trasportabile nei palinsesti televisivi?

Probabilmente sì, ma è l’ultima cosa che farei in questo momento. Mi piace l’interattività e la possibilità da parte degli iscritti di poter mandare loro stessi i contenuti e che li vedano messi online dopo pochi giorni. L’obiettivo di questo progetto è anche quello di creare una forma di intrattenimento facilmente fruibile, senza bisogno di concentrarsi troppo sull’immagine. Queste pillole di poco più di un minuto possono tenere compagnia anche in movimento, in situazioni in cui non abbiamo la possibilità di vedere bene lo schermo ma possiamo anche solo ascoltarne l’audio come in tram, in coda alle poste o in una pausa al lavoro. Per questo The Funny Stories, secondo le statistiche, sta funzionando molto bene sui dispositivi mobile.

Grazie a Daniele e Nik per la disponibilità!

Carlsberg rinnova la comunicazione sui social media

Carlsberg Group ha deciso di centralizzare tutto il suo Social Media Marketing in una sola piattaforma. Il suo scopo sarebbe quello di sfruttare storie di vita reale che coinvolgono tutti i marchi posseduti dal gruppo. Tale iniziativa è da reindirizzare al dichiarato intento strategico di implementare contenuti ispirati dai racconti dei suoi brand advocate che siano forti e validi anche per alimentare le attività above-the-line sui media tradizionali.

In pratica, il produttore di birra danese ha lanciato in 44 paesi una piattaforma sviluppata in partnership con il software developer Falcon Social, che permette ai suoi marketer di gestire la presenza sui principali social network come Facebook, Google+ e Twitter degli oltre 500 brand appartenenti al gruppo. Tale strumento è stato scelto per permettere di misurare in tempo reale quanto le campagne siano performanti, nonché di individuare le migliori strategie per il reclutamento dei fan. Il gruppo vuole che la piattaforma copra l’intero ciclo di vita delle sue campagne di marketing. Scopo ultimo è far crescere il customer engagement online.

Martin Majlund, responsabile del progetto, ha rivelato che tale scelta potrebbe dare a Carlsberg una migliore comprensione dei suoi programmi rivolti al coinvolgimento del consumatore sui social. Il Web 2.0, per quanto potente e low-cost, può facilmente danneggiare o distruggere la brand reputation di marchi globali. Sembra che Carlsberg lo abbia capito e voglia cercare di farlo diventare un suo punto di forza, piuttosto che una minaccia. Il manager ha anche affermato che la compagnia si stia concentrando sulla creazione di molte storie che siano facilmente condivisibili.

“Da parte nostra, si tratta di fare un passo indietro rispetto alle classiche storie product-oriented del passato, cercando di attingere a racconti di vita vissuta nei quali il nostro pubblico possa effettivamente sentirsi coinvolto. Stiamo guardando anche a come poter abbinare questo approccio alla nostra attività sui media classici”.

Il lancio è avvenuto in seguito a due anni che hanno portato alla riforma delle social page aziendali, le quali inizialmente si presentavano come profili global. Tuttavia, lo scorso anno il marchio è ritornato alla gestione di pagine personalizzate per ogni paese. Questo cambio è avvenuto soprattutto per rendere più efficaci i lavori del team interno e delle agenzie esterne all’azienda, che potranno anche coordinare meglio futuri impegni ed eseguire con più efficacia azioni mirate localmente.

Infine, sarà possibile dare una risposta tempestiva e coerente su tutti i fronti ai (buoni o cattivi che siano) feedback dei consumatori. Al momento, tutti i grandi produttori di birra sono in lotta in rete. In Carlsberg hanno le idee chiare. Loro vogliono semplicemente essere quelli più attivi e più “engaging”.

Uscire con il giusto messaggio ed un giusto timing sarà un gioco da ragazzi anche grazie alla collaborazione con Falcon Social. Proprio il CEO/Founder di Falcon Social, Ulrik Bo Larsen ha rivelato come sia diventato un complesso e probante compito per le multinazionali gestire i social media. Tuttavia il successo dei brand globali può dipendere anche da come si utilizzano queste funzioni.

“Il nostro lavoro con Carlsberg dimostra come ciò sia possibile e come la nostra piattaforma sia potente e permetta di curare facilmente i social media e gli strumenti necessari per un invidiabile customer engagement.

Napoli Comicon 2013

Napoli Comicon 2013: Ninja Report dal Salone del Fumetto

Napoli Comicon 2013

Sono state circa 60.000 le presenze registrate nei quattro giorni della quindicesima edizione del Napoli Comicon, il Salone Internazionale del Fumetto di Napoli. Tema conduttore di quest’anno il legame artistico tra fumetto e architettura, entrambe discipline creatrici di “mondi” da abitare, nella realtà come nella fantasia.

Napoli Comicon 2013

La mostra “Building Comics” nella sede della Mostra d’Oltremare ha visto la presenza delle tavole di tantissimi illustri artisti italiani e internazionali, a partire da due grandi ospiti, il fumettista belga François Schuiten e il fumettista e architetto olandese Joost Swarte per passare da Chris Ware, Attilio Micheluzzi e ancora alcune riproduzioni di Otomo, Moebius, Mazzucchelli, fino a bellissimi originali di Will Eisner e alcune tavole veramente storiche del “Little Nemo” di Winsor McCay e del “Krazy Kat” di George Herriman (parliamo dei padri del fumetto d’inizio novecento) senza dimenticare di passare per le serie Disney e Bonelli.

Napoli Comicon 2013

Joost Swarte

Napoli Comicon 2013

François Schuiten

Napoli Comicon 2013

Moebius

Napoli Comicon 2013

Will Eisner

Napoli Comicon 2013

Chris Ware

Napoli Comicon 2013

Otomo

Napoli Comicon 2013

Winsor McCay

E’ veramente complesso tentare di riassumere in poche righe gli stimoli e l’offerta artistica del Comicon, che non guarda solo al fumetto ma si spinge verso l’animazione i games, i cosplay e la musica. Per iniziare ricordiamo a tutti gli appassionati della nona arte la folta presenza di ospiti prestigiosi: Tanino Liberatore, Milo Manara, Giorgio Cavazzano, e ancora Lorenzo Mattotti, Igort, Giorgio Carpinteri, Alfredo Castelli, solo per citarne alcuni.

Non è passato certo inosservato il traguardo 3000 di Topolino, che ha festeggiato con il saggio Magica Disney – 3000 volte Topolino ed. Napoli COMICON e alcuni incontri, così come l’anniversario per i 30 anni dello storico gruppo Valvoline, l’avanguardia che nella Bologna dei primi anni Ottanta, tra le pagine della rivista Alter Alter, cambiò il volto del fumetto italiano.

 Napoli Comicon 2013

A Mino Milani, classe 1928, sceneggiatore di tante storie disegnate dei più grandi fumettisti come Pratt, Battaglia, Manara, Di Gennaro, Micheluzzi, Toppi, spaziando fra tutti i generi (dall’avventuroso al politico, dal poliziesco alla letteratura per l’infanzia con Corriere dei piccoli) é dedicata la mostra “L’inviato nel tempo”.

Napoli Comicon 2013

Napoli Comicon 2013

Avreste voluto fare un giro tra gli stand degli editori? Ecco cosa abbiamo trovato:

Napoli Comicon 2013

Zerocalcare, vincitore del premio Micheluzzi nella categoria Miglior fumetto con “Un polpo alla gola” e del Premio Speciale XL firma le copie del nuovo “Ogni maledetto lunedì su due” allo stand Bao.

Napoli Comicon 2013

Alessandro Baronciani, che gioca per qualche scatto con noi, presenta al pubblico la sua “Raccolta 1992-2012” allo stand Bao.

Napoli Comicon 2013

Davide Toffolo, autore (i suoi graphic novel sono tradotti in vari paesi del mondo) e musicista della band “Tre Allegri Ragazzi Morti”, ospite del Napoli Comicon che non dimentica il legame tra fumetto e musica, firma le dediche dopo l’incontro con i fumettisti di XL e il direttore Luca Valtorta.

Napoli Comicon 2013

Ironicamente si concede agli scatti il maestro del fumetto Tanino Liberatore (photo courtesy Paolo Campana). In mostra per il Salone Comicon OFF la sua opera cult, “Ranxerox”, uscita in libreria in una nuova edizione lo scorso autunno per COMICON Edizioni.

Napoli Comicon 2013

Allo stand Panini Comics nuovi titoli arricchiscono la giovane etichetta 9L (si legge “novel”), tra cui la biografia a fumetti “Freud”, dedicata al celebre padre della psicanalisi, delle autrici francesi Corinne Maier e Anne Simon (ospite al festival).

Napoli Comicon 2013

Manuele Fior ha presentato in anteprima il suo nuovo graphic novel “L’intervista”, che uscirà praticamente in contemporanea in vari paesi europei e firma dediche allo stand Coconino press – Fandango

Napoli Comicon 2013

Marco Galli, l’autore di “Oceania Boulevard”, graphic novel giallo-horror surreale e visionario alla David Lynch, firma dediche allo stand Coconino press – Fandango

Napoli Comicon 2013

Shane Davis, disegnatore DC di “Superman Terra Uno” Volume 1 e 2, dedica allo stand RW-Lion

Napoli Comicon 2013

Si presta ai flash Silvana Ghersetti, editrice di Grrrzetic, che annuncia l’uscita di “Le Fiabe Frattaglie” vol. 1 Gli occhi di Edna, di Tiziano Angri, Premio Nuove strade in quest’edizione del Napoli Comicon, insieme a Maicol, autore dell’autoproduzione “Gli scarabocchi di Maicol&Mirco”, i due libretti rossi a fumetti (“Blam!” e “Blorch.”) più irriverenti che ci siano in circolazione.

Napoli Comicon 2013

Pierz e Davide La Rosa dedicano le copie di “La Bibbia 2”, il dissacrante fumetto che si presenta ironicamente come il sequel del libro sacro più famoso al mondo, tra la satira sociale e un sano spirito trash, allo stand NPE.

Napoli Comicon 2013

Lucio Perrimezzi e Francesca Follini firmano le copie del loro nuovo “Il Sesto”, sempre allo stand NPE.

Napoli Comicon 2013

Luigi Ricca dedica le copie del graphic novel “Il tempo materiale”, tratto dal romanzo di Giorgio Vasta, da Tunué – editori dell’immaginario

Napoli Comicon 2013

Ultima novità allo stand Tunué la prima collana dal prezzo contenuto “Le Ali”, che fa il suo esordio con il classico “Rughe” dello spagnolo Paco Roca.

Ancora le mostre e gli incontri:

Napoli Comicon 2013

L’anteprima, con la mostra di alcune tavole e la conferenza di presentazione della prossima serie Bonelli a colori dal titolo “Orfani” ideata da Roberto Recchioni ed Emiliano Mammucari.

Napoli Comicon 2013

La mostra dedicata all’autore franco-serbo Enki Bilal e ai suoi “Fantasmi del Louvre”.

Napoli Comicon

I ragazzi e le ragazze di “Futuro Anteriore”: Laura Fuzzi, Eleonora Antonioni, Andrea Settimo e Lorenzo Palloni, sotto la guida di Michele Ginevra, in versione sperimentale hanno realizzato il loro progetto “Archireality” disegnando le tavole dei fumetti durante il Salone, in uno spazio posto al centro della mostra principale, a contatto con i visitatori.

Napoli Comicon 2013

E poi quella dedicata al lavoro di Paolo Castaldi che ha raccontato a fumetti la vita di Diego Armando Maradona.

Ma non dimentichiamo i cosplay:

Napoli Comicon 2013

Napoli Comicon 2013

Una nota inoltre per chi avesse perso i Premi Micheluzzi:

Miglior fumetto a Zerocalcare per “Un polpo alla gola” ed. Bao Publishing

Miglior serie dal disegno realistico a Luca Enoch per “Lilith” ed. Sergio Bonelli Editore

Miglior serie dal disegni non realistico a Bruno Enna e Fabio Celoni per “Dracula di Bram Topker” in Topolino n.2945-2946 ed. The Walt Disney Company

Miglior disegnatore a Andrea Accardi per “La Redenzione del Samurai”, Le Storie n.2, ed. Sergio Bonelli editore

Miglior sceneggiatore a Paolo Bacilieri per “Sweet Salgari” ed. Coconino Press

Miglior fumetto estero a Lanzac e Cristophe Blain per “I segreti del Quai d’Orsay-Cronache diplomatiche”, vol.2 ed. Coconino Press

Miglior serie a fumetti estera a Alejandro Jodorowsky e François Boucq per “Bouncer”, L’intergrale, vol.2, ed. Magic Press

Miglior edizione di un classico a fumetti è “Valentina Mela Verde”, vol.4, di Grazia Nidasio ed. Comicout

Miglior storia breve a Akab per “Era de Maggio”, in “Il Canzoniere Illustrato” autoproduzione-Daniele Sepe

Miglior Blog o webcomic a Makkox per il suo Makkox.it

Inoltre Zerocalcare vince anche il Premio Speciale XL, realizzato in collaborazione con La Repubblica XL, mentre il Premio Nuove Strade, in collaborazione con il Centro Fumetto Andrea Pazienza, è andato a Tiziano Agri.

L’ultimo giorno del Napoli Comicon ha visto poi una celebrazione dedicata proprio ad Andrea Pazienza. E’ stato infatti presentato ufficialmente il murales, completamente restaurato, che il genio del fumetto italiano aveva regalato alla città nel 1987, in una performance di cui ancora oggi è conservata la memoria in questo emozionante video.

Il Napoli Comicon chiude i battenti con l’anticipazione al tema portante del prossimo anno. Il 2014 infatti concluderà il ciclo “Il fumetto incontra le arti”, con l’esplorazione delle relazioni e influenze tra il fumetto e il cinema.

Vine sbarca al cinema: ecco i miniclip vincitori del Tribeca Film Festival

Twitter ci ha insegnato che 140 caratteri sono sufficienti per i fini di uno storyteller. Oggi dobbiamo riconoscere anche a Vine che

«Sei secondi sono un sacco di tempo. Puoi raccontare un’intera storia in sei secondi».

Con queste parole Robert De Niro, co-fondatore del Tribeca Film Festival, ha spiegato la scelta di introdurre una nuova categoria nell’edizione di quest’anno: #6secfilms.

Il festival, oggi all’undicesima edizione, è sempre stato aperto alle nuove tecnologie e alle nuove forme di espressione; motivo per cui l’organizzazione ha deciso di riconoscere il potenziale narrativo del neonato strumento lanciato da Twitter.

D’altronde, Vine stesso ha dimostrato il suo valore diventando in poco tempo lo strumento di condivisione video sociale più utilizzato in assoluto, anche grazie a Twitter.

La componente social ha coinvolto anche la modalità di candidatura dei “micrometraggi”. Ai concorrenti è bastato postare i propri Vine su Twitter accompagnati dall’hashtag #6secfilms seguito dalla sottocategoria per cui si candidavano.

Quattro, le sottocategorie dei #6secfilms:

#GENRE, se il Vine appartiene ad un genere particolare. Western, horror, commedia, fantascienza;

#AUTEUR, per un miniclip contenente un punto di vista unico, d’autore;

#ANIMATE, se si utilizzano i 6 secondi per cimentarsi con lo stop-motion;

#SERIES, quando 6 secondi non bastano e si vuole delineare la storia o il personaggio attraverso 3 microepisodi.

Degli oltre 400 presentati, sono stati scelti 40 clip finalisti e si è deciso di coinvolgere gli utenti permettendogli di commentarli sul sito del festival.

Lo scorso 26 Aprile sono stati nominati i vincitori della prima categoria completamente social del festival.

Eccovi i primi arrivati, mentre sul sito sono ancora presenti i 40 finalisti.

#GENRE

#AUTEUR

#ANIMATE

#SERIES

Ogni vincitore si è aggiudicato 600 dollari; 100 per ogni secondo.

E voi cosa pensate di poter raccontare in 6 secondi?

App of the Week: Stay Alight, libera il pianeta dai microbi!

App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili che il nostro Kenji Uzumaki scova nei market e testa per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week!

Questa settimana parlo di un bel gioco, con una grafica eccezionale! Si tratta di Stay Alight, un mondo ricoperto di spazzatura ed infestato da sporchi e fastidiosi microbi.

In questo spettacolare gioco intraprenderai una fantastica avventura, in cui il protagonista Mr. Bulb, un simpatico ominide con la testa a forma di lampadina, avrà l’arduo compito di eliminare tutti i mostri-microbi che hanno invaso i vari livelli del gioco e liberare così il tuo mondo inesorabilmente inquinato.

Il gioco sfrutta una tecnica di gioco simile all’ormai celeberrimo Angry Birds: non devi far altro che puntare con il dito il punto in cui scagliare il tuo proiettile di luce, grazie all’indicatore di potenza, determinandone in questo modo direzione e forza per ottenere colpi più precisi ed efficaci possibile.

Stay Alight! è basato su un sistema di fisica realistica, perciò dovrai essere molto bravo a calcolare traiettorie, potenza e rimbalzi che il tuo proiettile subirà dopo essere stato lanciato. L’obiettivo è quello di superare tutti i livelli, sterminando i microbi presenti in ognuno di essi con le sole munizioni che hai a disposizione. In base ai punti che realizzi, otterrai da 1 a 3 stelline per ogni livello.

La grafica è mozzafiato, la musica ben scelta ed incalzante. Inoltre, il gioco è pieno di oggetti interattivi, ambientazioni accattivanti, numerose varietà di nemici e tante sorprese nascoste nei suoi oltre 50 livelli.

Di seguito il simpatico trailer di Stay Alight!.

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Stay Alight!, disponibile su App Store per iPhone e iPad a € 0,89. Che aspetti a fare download?

Playstation 4: il controller traccerà i movimenti

Playstation 4: il controller traccerà i movimenti

Playstation 4: il controller traccerà i movimenti

La Sony punta forte sulla prossima Playstation 4, presentata lo scorso 20 febbraio a New York.

Le ultime voci parlano di un controller senza precedenti, in grado di tracciare i movimenti del giocatore e la sua posizione nella stanza, adeguando di conseguenza il contenuto del gioco in uso: ad esempio, durante una modalità multiplayer l’orientamento delle sezioni dello schermo si adatterà alla posizione dei giocatori. Non male, vero? A permetterlo sarà una Led light bar in cima al controller, di colore diverso per ogni giocatore. La light bar, oltre a tracciare i movimenti, sarà fonte di informazione per il giocatore.

Il controller è stato realizzato da Sony in collaborazione con altri partner. Oltre alla possibilità di seguire in tempo reale gli spostamenti dei giocatori, avrà un tasto Share per condividere con gli amici screenshot delle varie fasi di gioco. Infine, sarà dotato di touchpad.

Non resta che attendere la risposta di Microsoft: il prossimo 21 maggio la nuova Xbox sarà presentata al pubblico. La sfida fra i due giganti dell’intrattenimento videoludico è già entrata nel vivo!

Ecco un video per capirne di più sul nuovo controller:

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Google Now sbarca su iOS [BREAKING NEWS]

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E’ da poche ore disponibile un aggiornamento per i dispositivi iOS che trasforma Google Search in Google Now, il nuovo sistema di ricerca Google per smartphone.

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Attraverso una singola interfaccia, Google Now aggrega informazioni utili all’utente sulla base delle ricerche e della sua posizione. In questo senso, Google sfida Apple sul suo terreno di gioco: l’iPhone e l’iPad, rilasciando un sostituto di Siri direttamente nell’Apple Store.

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L’app può essere scaricata tramite aggiornamento di Google Search o direttamente da iTunes. La platea ovviamente si divide tra chi l’ha provato e dice che è addirittura meglio di Siri, e tra chi è troppo affezionato all’assistente vocale del suo iDevice. Quale sarà il migliore? I dati ce lo diranno tra qualche mese 😉

Stay tuned!

 

Il caso Zalando: una best practice nell' eCommerce di qualità [INTERVISTA]

Torniamo a parlare di eCommerce e, dopo la case history di vente-privee, oggi presentiamo Zalando, che a mio avviso ne costituisce un esempio comparativo.

Zalando GmbH è una società di eCommerce fondata in Germania specializzata nella vendita online di scarpe, vestiti e altri accessori.
Creata nel 2008, dal 2009 al 2012 l’azienda è riuscita ad entrare praticamente nei più importanti paesi europei.
Il fatturato dal 2010 al 2012 è cresciuto da € 101,2 milioni a 1 miliardo di euro.

Ho fatto commentare questi risultati da Giuseppe Tamola, country manager di Zalando Italia, e Felix Kreyer, regional manager di Zalando per l’area Sud Europa, che hanno risporto così alle mie domande.

Un miliardo di fatturato che ruota intorno ai servizi offerti ai clienti

1,15 miliardi di euro di fatturato netto e punto di pareggio nei mercati chiave: in che modo Zalando ha raggiunto questo successo in soli 4 anni dal momento in cui è stata fondata?

Felix Kreyer: “Il successo di Zalando poggia innanzitutto sull’attenzione rivolta alle necessità dei nostri clienti. Volevamo offrire un assortimento vasto e che potesse soddisfare ogni esigenza in ambito fashion, e per questa ragione abbiamo lavorato sull’espansione della gamma di prodotti e sull’estensione delle categorie trattate. Sempre in un’ottica di attenzione al cliente, sono stati fatti investimenti importanti per perfezionare il servizio: abbiamo recentemente inaugurato il nostro terzo magazzino e iniziato i lavori di costruzione di un quarto, così da ottimizzare la logistica e di conseguenza l’efficienza della distribuzione. Al contempo abbiamo concentrato i nostri sforzi nell’ottimizzazione della piattaforma, migliorandone le funzionalità e perfezionando ulteriormente l’user experience.

Abbiamo poi proseguito la nostra espansione a livello internazionale, aprendo in 7 nuovi mercati nel corso del 2012 e raggiungendo così un totale di 14 mercati europei. Per ciascun paese abbiamo creato un team dedicato, composto da persone che avessero competenze adatte a rispondere alle specificità del mercato in questione. L’internazionalizzazione è dunque avvenuta con successo e ci ha consentito di rafforzare la nostra posizione in Europa.

Siamo stati attenti a garantire che gli investimenti fossero sostenuti da una solida base finanziaria e abbiamo potuto contare su nuovi, importanti investitori (nel 2012 J.P. Morgan Asset Management, Quadrant Capital Advisors, DST Global), così come su un’aumentata quota di partecipazione di Investment AB Kinnevik, oggi investitore di maggioranza in Zalando. Nel corso del 2012 siamo riusciti a innalzare la nostra equity ratio al 50%, contro il 38% dell’anno precedente.

Tutto ciò ci ha portati a raggiungere il punto di pareggio nell’area DACH (Germania, Austria, Svizzera), dove continuiamo inoltre a crescere. E anche negli altri mercati il trend si conferma positivo: globalmente, il margine EBIT è passato dal -12% del 2011 al -8% del 2012″.

Giuseppe Tamola: “Per quanto riguarda la nostra crescita in Italia, possiamo individuare le ragioni del successo in tre macro-aree. Innanzitutto un forte focus sul cliente: questo significa sapere adattare il proprio servizio alle necessità del cliente italiano, offrendo supporto tramite servizi pensati per rispondere a esigenze specifiche. Ad esempio abbiamo rafforzato il nostro supporto pre-vendita, anche attraverso training specifici per i nostri operatori, venendo così incontro a quella che è una peculiarità del cliente italiano.

Secondo punto è stato un più generale adattamento del modello di vendita alle esigenze del mercato – che è poi quello che succede per ogni mercato in cui entriamo. Per fare un esempio concreto: sappiamo che i consumatori italiani hanno una bassa affinità nei confronti dello shopping online, dunque abbiamo creato dei processi specifici per poter attivare la possibilità di ordinare telefonicamente. A pochi mesi dall’apertura invece decidemmo di introdurre, primi in Italia, il pagamento in contrassegno senza costi aggiuntivi, a prescindere dall’entità dell’importo.

Infine, possiamo certamente contare su alcune delle migliori competenze in ambito eCommerce, in ambito tecnologico e in ambito di Online Marketing. A queste abbiamo affiancato alte competenze in ambito fashion e solide conoscenze del mercato moda italiano, creando un Team Buying che opera da Milano che sapesse intercettare i nuovi trend, dialogare con i brand del nostro paese e raccogliere i feedback dei consumatori”.

Secondo quali variabili Zalando dichiara di essere l’azienda europea che registra la crescita più rapida?

F.K.: “L’affermazione si basa sui dati ricavati dalle vendite al netto dei resi. Nessuna azienda europea aveva mai raggiunto 1,15 miliardi di euro di vendite nette a soli quattro anni dall’apertura. Anche a livello mondiale, sono poche le aziende che possono vantare una tale crescita”.

Quali sono i criteri di selezione e scelta dei prodotti e dei brand offerti su Zalando?

G.T.: “I criteri variano a seconda del mercato, in quanto è importante adattarsi al gusto locale. Da un lato usiamo un approccio che possiamo definire top-down. Nello specifico, ci affidiamo alle competenze e all’esperienza dei nostri Buyer, i quali anticipano i trend emergenti e lavorano per portarli sul nostro negozio online e offrirli alla nostra clientela, fornendo dunque delle suggestioni e mirando a ispirare e a suggerire una tendenza, uno stile.

Dall’altro, interviene invece quello che possiamo definire un approccio bottom-up. Si tratta dunque di utilizzare ogni strumento disponibile per raccogliere i feedback di clienti o potenziali clienti per comprenderne le necessità ed essere in grado di completare la nostra offerta con quegli item o brand che sappiamo essere richiesti. Questo approccio risponde allo spirito con cui Zalando ha creato il proprio assortimento trasversale, dunque in grado di soddisfare le esigenze più disparate”.

Qual è il cliente tipo di Zalando?

F.K.: “Difficile dare una risposta univoca. In linea molto generale potremmo dire che è una donna tra i 25 e i 45 anni, ma quel che di fatto avviene è che la nostra clientela è tanto varia quanto vario è il nostro assortimento. Approcciamo il mercato nella sua totalità, di conseguenza i profili dei nostri clienti sono molto differenti.

Quando siamo arrivati in Italia abbiamo innanzitutto raggiunto una fascia di clienti accomunati da un fattore: la propensione già esistente ad acquistare online. Il nostro team ha lavorato per convincere anche i più scettici a provare l’acquisto su Internet, e grazie a una strategia adeguata possiamo dire con orgoglio di essere riusciti a convincere svariati clienti ad acquistare per la prima volta in rete proprio su Zalando.

Volendo dare un’indicazione generale, sono tendenzialmente più le donne ad acquistare su Zalando rispetto agli uomini. Tuttavia notiamo in Italia un’audience maschile molto attiva rispetto agli altri mercati in cui siamo presenti. E i clienti si dimostrano anche molto interessati all’area Sport“.

Quanto è importante il mercato italiano per Zalando?

F.K.: “Il mercato eCommerce italiano è ancora a una fase germinale ma sta crescendo molto velocemente. Essere entrati nel mercato in questo stadio iniziale rappresenta per noi un’opportunità incredibile. Inoltre l’Italia, insieme alla Francia, è il paese con la spesa pro-capite in fashion più alta in Europa nonché uno dei più grandi mercati fashion europei in termini assoluti, altro indice di quanto questo mercato sia importante per una realtà come la nostra.

Infine vale la pena di sottolineare l’importanza del mercato italiano per il nostro approvvigionamento: essendo presenti sul territorio abbiamo la possibilità di cooperare da vicino con brand italiani di alta qualità. Abbiamo dunque la possibilità di completare il nostro assortimento con prodotti che, notoriamente, sono particolarmente attrattivi per qualsiasi mercato”.

In che modo Zalando collabora con le aziende italiane?

G.T.: “Innanzitutto, come appena citato, lavoriamo a stretto contatto con molti brand italiani: per la sola stagione Primavera/Estate 2013 abbiamo acquistato tramite il Team Buying italiano oltre 150 nuovi brand del nostro paese, che si sono andati a sommare a quelli che già erano parte del nostro assortimento. Per molti brand locali questa è una grande opportunità perché significa poter entrare in 14 differenti mercati europei attraverso un’unica piattaforma.

Nel corso del 2012 abbiamo inoltre attivato oltre 500 partnership nell’ambito del nostro marketing offline, attraverso campagne di diversa natura – dallo scambio flyer all’interno delle spedizioni, alle promozioni on-pack, per arrivare a campagne più complesse. Al contempo abbiamo continuato a estendere il nostro network di partner affiliati per quanto concerne le campagne di marketing online.
Infine, per la distribuzione locale ci affidiamo a partner italiani e garantiamo loro ogni giorno un importante volume di consegne”.

La sede centrale della società Zalando in Germania

Qualche anticipazione sulle prossime strategie per “perfezionare” la vendita?

F.K.: “Sicuramente continueremo a lavorare sul nostro assortimento e a perfezionare il nostro servizio d’eccellenza, ottimizzando ulteriormente le funzionalità di una delle più avanzate piattaforme di acquisto online”.

G.T.: “Per quanto riguarda l’Italia, abbiamo appena attivato la possibilità di ordinare telefonicamente, per fare un passo ulteriore verso quei clienti che sono ancora particolarmente scettici nei confronti dell’acquisto online. In generale, vogliamo focalizzarci ancora di più su tutti gli aspetti della customer satisfaction e ci siamo posti l’obiettivo ambizioso di creare il miglior servizio di assistenza al cliente disponibile in Italia: questo significa, tra le altre cose, formare gli operatori in modo che abbiano una conoscenza approfondita non solo dei processi ma anche dei prodotti. Operatori dunque che sappiano assistere il cliente in ogni fase dello shopping, anche nella scelta degli articoli”.

Molti siti utilizzano il couponing come strategia d’attacco al cliente, offrendo di conseguenza qualcosa che risulta quantomeno discutibile. Tu cosa ne pensi del couponing?

G.T.: “Zalando è un rivenditore full price. Naturalmente offriamo sconti e siamo allineati al calendario delle promozioni stagionali, ma il nostro modello è essenzialmente full price. Questo significa che ci concentriamo su nuove collezioni e vendiamo gli articoli a un prezzo in linea con il retail del brand. Utilizziamo voucher e all’inizio del nostro percorso in Italia abbiamo anche sperimentato l’utilizzo di una campagna coupon, ma non è su questo modello che vogliamo appoggiarci.

Il nostro focus è il servizio e non il solo prezzo. Preferiamo investire nel miglioramento del servizio offerto al cliente piuttosto che sull’abbassamento dei prezzi e siamo convinti che offrire “convenienza totale” sia la chiave di volta per continuare a crescere. In tutti i mercati eCommerce più maturi la ragione che spinge i consumatori ad acquistare online è la comodità ed efficienza del servizio, intenso in senso ampio, e non unicamente la convenienza economica”.

In generale, dove sta andando secondo te l’eCommerce?

G.T.: “Come già detto, sono convinto che prevarrà un modello di “convenienza totale”: si comprerà online là dove si troverà un servizio eccellente, un servizio comodo, la possibilità di ordinare quel che si vuole ovunque ci si trovi, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. Naturalmente con la possibilità di restituire i prodotti senza costi aggiuntivi qualora non si sia soddisfatti del proprio acquisto. È per questa ragione che stiamo insistendo così tanto sul perfezionamento del nostro servizio a 360 gradi.
Sono inoltre convinto che l’eCommerce, così come il mobile, siano dei mega-trend e non semplici trend: questo significa che costituiscono dei punti di non ritorno, trend che hanno un impatto forte e che stanno cambiando radicalmente le abitudini d’acquisto dei consumatori.

Naturalmente l’eCommerce si sviluppa in maniera differente nei diversi mercati. Per quanto riguarda l’Italia, può essere ancora utile avere un occhio puntato su quel che succede nel retail tradizionale e, là dove necessario, raccogliere spunti e suggerimenti.
Infine, sicuramente gli elementi tradizionali del retail – prodotto, prezzo e servizio – stanno tornando ad acquisire un ruolo centrale. Forse non sono mai stati così importanti, grazie alla quasi totale trasparenza garantita da Internet”.

Ceres festeggia i 50 anni con i social media

Ceres è un’azienda attenta alle dinamiche social. Già nel 2011 vi abbiamo parlato della campagna Heroes World e, a distanza di pochi anni, in occasione del 50esimo compleanno, l’azienda ha dato vita ad una serie di iniziative social ad alto tasso creativo, con buon seguito da parte dei fan.

La storia della birra dal gusto divino..ehm di birra è il primo di una serie di video originali prodotti dall’azienda: un’insieme perfetto di storia e leggenda rivisto in chiave moderna. Il video ha ottenuto ottimi risultati in termini di engagement considerando gli oltre 25.000 “mi piace” e le oltre 9.000 condivisioni su Facebook, oltre alle 45.000 visualizzazioni su Youtube.

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Oltre ai video sulla storia dell’azienda sono stati lanciati una serie di eventi in occasione dei 50 anni in Italia e una serie di concorsi che permettono di ottenere biglietti per concerti, alcuni esempi sono le serate denominate Half C’éntury organizzate in alcuni locali in Italia e promosse direttamente sulla pagina Facebook ufficiale dell’azienda.

Soprattutto su facebook l’azienda ha puntato a fidelizzare e coinvolgere in maniera sempre maggiore i suoi fan, utilizzando quelli che sono i canali più cari al proprio target come la musica (compra Ceres e vinci biglietti per concerti), i viaggi (rispondi alla domanda, risolvi il mistero e vinci l’Egitto) il divertimento (questa sera festa Ceres, venite a festeggiare con noi).

Cosa ci riserverà in futuro dalla birra danese? Vedremo… intanto gustiamoci i nuovi video divini…ehm di birra 😉

This & That: la tipografia gustosa delle foto di Emily Blincoe

La cosiddetta “e commerciale” è un logogramma rappresentante la congiunzione “e”, e parte del suo ampio utilizzo è dovuto all’universalità del suo significato in tutte le lingue, oltre che a un’interessante aspetto esteriore che spesso ha ispirato i creativi con il pallino della tipografia.

E’ ciò che è accaduto, infatti, alla fotografa Emily Blincoe, che con “This & That” ha dato vita a un progetto fotografico che fonde la sua passione per la tipografia con quella per il cibo, con accostamenti culinari consolidati che intendono celebrare la famosa &.

Nelle sue fotografie coppie di cibi (ma non solo) sono presentate insieme, unite da una & che va oltre il significato di congiunzione, invadendo la realtà e dando forma a una delle parti del duo rappresentato.
Così l’artista impiatta una tipografia tutta da mangiare e che trascende il significato enfatizzando il significante. Gustosa, no?