Un'occasione per realizzare la tua idea di startup: Speed MI Up [EVENTO]

 

La Camera di Commercio di Milano, il Comune di Milano e l’Università Bocconi hanno indetto un bando a sostegno delle giovani realtà imprenditoriali e dei giovani professionisti.
L’obiettivo è quello di sostenere startup e professionisti nella delicatissima fase di avvio, mettendo a disposizione conoscenze, mezzi e risorse che possano aiutare giovani realtà che vogliono emergere.
Quindi se hai un’idea innovativa, solida e potenzialmente internazionale, Speed MI Up può aiutarti a realizzarla.

Cos’è?

Speed MI Up nasce per fornire un aiuto concreto rivolto a 5 startup e 10 professionisti che potranno entrare a far parte di una rete di imprese e professionisti. La peculiarità del progetto sta nella volontà di offrire non solo spazi di co-working confortevoli che possano favorire l’interazione tra aspiranti imprenditori, ma soprattutto conoscenza, professionalità e un pacchetto di servizi che possa aiutare, stimolare ed accelerare lo sviluppo della propria idea di business.

I servizi a disposizione

Alla base dell’iniziativa un intenso programma di formazione durante i primi 3 mesi di inserimento, il supporto continuativo di tutoring, un Advisory Board specifico per ogni singola startup o professionista, la possibilità di accedere ad investimenti importanti e, ovviamente, l’accesso per un massimo di due anni a spazi fisici che permettano di realizzare quotidianamente le proprie idee e organizzare riunioni.

Requisiti

Il bando è rivolto a tutti i neoimprenditori di qualunque nazionalità purché vogliano stabilire la loro sede strategica a Milano, in un contesto internazionale e dinamico.
Possono presentare la domanda:

  • tutte le forme societarie (capitale, fisiche, individuali) purché non ancora costituite o costituite dopo l’11 gennaio 2011 e iscritte al registro delle imprese di Milano
  • professionisti laureati under 35, in possesso di partiva iva e operanti sul territorio di Milano e provincia. L’attività deve riguardare il campo della comunicazione o dei servizi alle imprese

Per tutti i dettagli potete consultare il bando

Come iniziare

Basta registrarsi sul sito www.speedmiup.it Dal momento della registrazione, i membri  delle startup avranno a disposizione 12 ore di lezione gratuite che li aiuteranno compilare il business plan.
I professionisti invece dovranno sviluppare il master plan con la descrizione della propria idea di business.

Se vi frulla per la testa un’idea di business e quello che vi manca è un sostegno e un indirizzo, Speed MI Up potrebbe essere l’occasione giusta per far fruttare il vostro talento.

Torna il CreativeProShow, l'evento dedicato alla fotografia e all'imaging digitale

Torna a Roma il 6 e 7 aprile il CreativeProShow, l’evento dedicato alla fotografia e all’Imaging Digitale che vede coinvolti i principali visual artists del momento: fotografi, illustratori e ritoccatori di fama mondiale tutti riuniti in una fantastica due giorni di workshop tecnici, creatività e condivisione di esperienze.

A partire da sabato 6 aprile si alterneranno ai microfoni e ai monitor della V edizione del CreativeProShow alcuni tra i migliori artisti dell’immagine, quattro relatori di fama mondiale per la prima giornata e ben nove workshop tecnici nella giornata di domenica 7.

Ad aprire i lavori sabato 6 sarà Wojchiech Pijecki, con un workshop composto al 90% di pratica e al 10% di teoria e completamente orientato alla creatività assoluta. Dopo di lui sarà la volta di Carlos Lanenga, high end retoucher direttamente dall’Olanda che condividerà le sue incredibili tecniche di ritocco della pelle che lo hanno portato a lavorare per marchi del calibro di Playboy, Tommy Hilfiger e U Magazine.

Con Pedro Fernandes si scopriranno i segreti del 3D Concept Design, della visualizzazione archiettonica e del Matte Painting. Sarà poi il turno di Federico Chiesa, vecchia conoscenza di NinjaMarketing (lo abbiamo intervistato qua) specialista della fotografia pubblicitaria che vanta clienti come Mercedes, Studio Universal, L’oreal, TBWA, Y+R, Lottomatica, BNL e McDonalds.

La giornata di domenica 7 sarà dedicata ai workshop di Alessandro Rabboni, che mostrerà come ha realizzato le immagini del suo progetto Learn To Fly; Fabio Timpanaro, Digital Artist e Art Director; Mirko Zeppieri, creative photographer; Fabio Bozzetti, fotografo che realizza immagini incredibili lavorando esclusivamente con la luce diurna; Giuseppe Guzzardi, artista del 3D e del fotorealismo e Marco Pasqua, esperto di still life. E a conclusione, DJ Set per tutti!

Per scoprire i trucchi di immagini incredibilmente accattivanti, imparare i metodi di post produzione più avanzati, seguire ed eseguire in tempo reale le tecniche spiegate dai giovani professionisti del CreativeProShow basta registrarsi qui e prenotare il proprio posto all’edizione 2013, un’occasione unica per incontrare e confrontarsi con chi dell’immagine ha fatto la propria professione!

Convertire le riviste pdf in app per iPad? Scopri come, con Pdf2iPad!

Convertire le riviste pdf in app per iPad? Scopri come, con Pdf2iPad!

I numeri parlano chiaro, sempre più persone accedono a contenuti tramite smartphone e tablet. Device sempre connessi, sempre più ottimizzati e che garantiscono accesso alle informazioni praticamente dovunque. Tra i vari vantaggi di questa evoluzione, sicuramente possiamo citarne due:

ambientali, perché c’è bisogno di sempre meno carta;

personali, perché basta portare un dispositivo digitale per poter leggere giornali, riviste, libri, ecc.

Ma vi siete mai chiesti se fosse possibile convertire i vostri pdf in applicazioni fruibili in mobilità, senza dover stampare nulla? E soprattutto, se questo processo possa risultare semplice e veloce? La risposta è “sì”! Con Pdf2iPad non è mai stato così facile!

Convertire le riviste pdf in app per iPad? Scopri come, con Pdf2iPad!

Cos’è Pdf2iPad e per cosa si può usare?

Pdf2iPad è il servizio che permette a chiunque di pubblicare un progetto editoriale su App Store. Senza avere conoscenze informatiche speciali e a costi accessibili tutti possono trasformare i propri pdf in applicazioni. Gli esempi sono molteplici ed è possibile scegliere tra due tipologie di App:

Easy app

Library app

Creare riviste con Pdf2iPad

Se l’applicazione deve contenere diverse pubblicazioni oppure si ha la necessità di frequenti aggiornamenti la scelta migliore è la tipologia “Library App“.

Uno strumento molto utile, ad esempio per i piccoli editori, che possono dare spunti ulteriori per i lettori, oltre alla versione cartacea. Con la creazione di una Library App si possono pubblicare, oltre ai numeri delle riviste uscite in edicola, anche servizi speciali o ripubblicare parti di numeri usciti in passato (così come progettato per l’app Itinerari e luoghi).

Grazie alla funzione di gestione degli abbonamenti è possibile fornire ad esempio gratis i numeri agli abbonati alla versione cartacea e decidere di vendere i numeri ai non abbonati.

Convertire le riviste pdf in app per iPad? Scopri come, con Pdf2iPad!

Inoltre, altro punto forte è la possibilità di usare i video all’interno del PDF per inserire dei contenuti sponsorizzati o spot in modo da avere un nuovo canale pubblicitario oltre all’uso dei banner classici (che si possono inserire sia con il circuito adMob che con l’uso di codice HTML5) ma che magari sono meno indicati per il dispositivo.

Scoprite le riviste sfogliabili realizzate partendo da un pdf e registratevi subito: create la vostra applicazione gratis! Solo quando deciderete di pubblicarla sull’App Store procederete al pagamento.

Cosa aspettate, provate Pdf2iPad registrandovi subito!

20 prodotti Apple che scoprirai di desiderare (o anche no)

Non avranno il design innovativo dell’iPhone e neanche le caratteristiche tecniche dell’iPad. Forse, se la cartoleria sotto casa mettesse in vendita alcuni di questi prodotti non si creerebbero le solite file chilometriche. Eppure hanno un fascino vintage che colpisce. Il loro design è un po’ fuori moda, per usare un eufemismo, ma a chi non piacerebbe possederne alcuni?

Abbiamo scovato per voi 20 prodotti Apple vecchi come il “cucco” che, al contrario dei prodotti ipertecnologici, col passare del tempo, hanno acquisito un valore incredibile, invece che perderlo.

Visiera Apple 34,99$

Sacca Apple, 34,99$

Agenda Apple, 49,95$

Bicchiere da vino Apple, 66$

Giubbotto Apple, 69,99$

Carrozzino Apple, 95$

Orecchini Apple, 109,99$

Cravatta Apple, 144,95$

Cuscino Apple, 159,99$

Maglia Apple, 185$

Orologio Apple, 219,99$

Carta di credito Apple, 250$

Giubbotto di jeans Apple, 399,99$

Maglia Hockey Apple, 399,99$

Giacca di velluto Apple, 599,99$

Ombrello Apple, 599,99$

Spilla Apple, 1049,99$

Bandiera Super Bowl Apple, 1099,99$

Sneakers Adidas Apple, pricele$$

Un nuovo tipo di condom? 100,000$ offerti da Bill Gates

L’innovazione dilaga. Le nuove tecnologie prendono il sopravvento quotidianamente e spazzano via prodotti a cui non facciamo in tempo ad abituarci che già diventano “vintage”, ma qualcosa è pressoché rimasto invariato da anni: il condom.

Uomini e donne ne fanno largo uso, 750 milioni di persone stimate nel mondo. Alcuni lamentano il suo utilizzo forzato perchè ritengono possa ridurre il piacere nell’intimità; alcuni lo ritengono scomodo; altri anti-estetico; alcuni possono perdersi nelle condomerie alla ricerca delle varianti più originali per la serie “famolo strano”; e poi ci sono i “condom-fobici” che lo vorrebbero fortificato perchè temono l’incidente di percorso.

Chi più ne ha, più ne metta, insomma, ma resta il fatto che il condom, soprattutto nell’ultimo secolo, non è cambiato granché. La Durex ci prova, rimane l’azienda più innovativa al riguardo con il lancio sul mercato di sempre nuovi prodotti accessori, ma dovrebbe concentrarsi di più sul core product.

Chi lo dice? Nientemeno che Bill Gates.
Attraverso la Bill & Melinda Gates Foundation il magnate americano fa un appello all’innovazione sul campo offrendo addirittura 100,000 dollari USA di finanziamento iniziale a chi inventerà la futura generazione di condom. Ma non finisce qui; un altro milione di dollari verrà stanziato come successivo finanziamento per la fase più avanzata di sviluppo ed implementazione del nuovo prodotto.

Quali sono le esigenze a cui dovrebbe andare incontro il nuovo prodotto?

Tenendo bene a mente qual è lo scopo dell’utilizzo del preservativo – proteggere dalle malattie a trasmissione sessuale ed evitare gravidanze indesiderate con il conseguente rischio di pratiche di aborto – la Fondazione ha chiarito quali esigenze dovrebbe soddisfare la nuova tecnologia da studiare.

Dal punto di vista maschile, il nuovo condom dovrebbe risolvere il dilemma “lo uso o non lo uso?” spingendo tutti a farne – saggiamente – sempre utilizzo, sfatando il mito della riduzione di piacere sessuale legata all’uso del preservativo.
Concretamente, in una logica di benessere e salute globale, il nuovo condom dovrebbe incentivare gli uomini al suo utilizzo accrescendo le sensazioni positive provate.

Dal punto di vista femminile, il condom pensato ad oggi per Lei è ritenuto scomodo da utilizzare e più caro dell’equivalente maschile, pertanto il nuovo preservativo femminile dovrebbe essere più economico e pratico.

Il Bando della Fondazione Bill & Melinda Gates

La Fondazione, che è impegnata nel sociale a 360° cercando di mantenere un costante impegno nella lotta all’AIDS, la piaga della scarsità di cibo ed acqua, la carenza di vaccini per le popolazioni più povere, ecc., accetterà progetti che riportano ipotesi che possano essere testate, supportate da un piano indicante le modalità per testarle o validarle e dati comprovati sul rendimento.

Tutti i progetti che proporanno una soluzione troppo cara per favorire l’uso su larga scala del nuovo condom, oppure non raggiungeranno i due primari obiettivi della protezione dalle malattie e dalle gravidanze indesiderate, non saranno neanche presi in considerazione.

Per avere tutte le informazioni sul Bando ed i contatti per inviare le proposte accedete alla pagina della Fondazione da qui.

Guardate anche qui.

Le Zone a Traffico Limitato diventano più accessibili con Henable ZTL

Ferdinando Acerbi, 47 anni di Brescia, dopo una vita dedicata allo sport agonistico si trova, a causa di un incidente, a dover affrontare una serie infinita di “barriere” non solo architettoniche. Alla fine del 2012, fonda la sua startup con lo scopo di creare uno spazio aperto per la condivisione di soluzioni digitali e tecnologie fruibili in grado di migliorare la qualità della vita delle persone diversamente abili. È proprio all’interno di questa piattaforma che è nata Henable ZTL, la prima di una lunga serie di applicazioni dedicate a rendere la vita dei diversamente abili, più smart.

Per conoscere meglio il servizio abbiamo intervistato Ferdinando, founder e front end man vivente dell’iniziativa, sviluppata assieme a Andrea Pauletti (si occupa delle finanze ed anche lui disabile), Gianmarco Altieri (web strategist e back end), Andrea Stagi (sviluppatore Android), Maurizio Donadelli (rapporti con istituzioni e P.A.).

Cos’è Henable ZTL?

Henable ZTL è un applicazione nata per facilitare la richiesta di accesso a Zone a Traffico Limitato da parte di persone disabili.

Finora infatti, la procedura prevede che la persona interessata comunichi il suo passaggio tramite l’invio di una mail che contenga le copie del documento di identità e del tesserino di disabilità allegate al form di richiesta. Il tutto fatto da casa nei meandri dei portali dei vari comuni, con la grande limitazione di non poter a quel punto cambiare il proprio programma a meno che non si abbia qualche aiuto a casa.

Ora, grazie ad Henable ZTL, è possibile inviare questa richiesta direttamente dal proprio smartphone in completa mobilità e libertà.

Henable ZTL è disponibile su App Store e a breve sarà disponibile anche su Android e Windows Phone.

Come è nata la vostra idea?

L’idea nasce dalla mia esperienza, che trovandomi in una condizione di disabilità e non avendo rinunciato comunque ad una vita attiva… mi sono trovato sommerso da una serie di incombenze logistico amministrative incoerenti e anacronistiche. Delle vere e proprie barriere amministrative.

Cosa vi ha motivato a buttarvi in questa avventura?

La motivazione ci deriva dalla convinzione che invece di lamentarci e fare polemiche sterili, siamo noi disabili a dover presentare le soluzioni ai problemi che solo noi possiamo percepire. Credo infatti che le persone “normali”, si occupino a ragione del macro problema, quello evidente.
Ricerca e medicina fanno sì che io oggi sia vivo e operativo, ciò che sta sotto la punta dell’iceberg non è però percepibile da chi non lo prova e se non lo evidenziamo noi, non possiamo nemmeno pretendere che venga risolto.


Quali sono le prospettive per una startup nel vostro settore?

Credo che le prospettive siano enormi, noi ci basiamo sulla creazione di una community interattiva che proponga i problemi ai quali andiamo a cercare una soluzione, ogni tipo di disabilità ha le sue peculiarità ed affronta diverse difficoltà, proprio per questo la call to action della nostra piattaforma è rivolta all’utente finale, con il miraggio di poter un giorno far conto su diversi “capofila” che gestiscano e propongano le richieste della loro filiera.

Dove vi vedete tra 1 anno?

Ci piacerebbe che alcune delle nostre soluzioni, proposte e promosse dalla comunità disabile, potessero essere poi a cascata adottate da tutti, perché ne miglioriamo la vita/produttività. Sarebbe un bel modo per ridare coscienza e stimolo ad una comunità che troppo spesso si ritiene emarginata.

Apple: è possibile installare la stessa app su più device?

Eccoci ad un altro appuntamento con i colleghi di iSpazio che grazie ad iGenius Corner rispondono periodicamente ai dubbi di tutti i possessori di device Apple.

Questa volta la domanda è: “Posso installare un’app su più dispositivi senza pagare ulteriormente?”. Per chiarire meglio il concetto facciamo un esempio: avete un iPad, iPhone e un Macbook, avete un solo account ID di registrazione ad iTunes e volete che su ogni vostro dispositivo ci sia quella particolare app che vi è utile per il lavoro, per il tempo libero o semplicemente che trovate più divertente. Quest’app in particolare ha un costo, magari anche non proprio basso e voi non volete riacquistarla per ogni dispositivo a vostra disposizione.

E’ possibile averla gratuitamente per ogni vostro device?

Ogni applicazione disponibile in AppStore, può essere installata su molteplici dispositivi senza richiedere un nuovo pagamento. L’acquisto di ogni applicativo è legato all’account (Apple ID) che può essere abbinato ad un massimo di 5 dispositivi ma utilizzato su infiniti dispositivi. Cerchiamo di spiegare meglio quest’ultima frase.

iTunes, permette di abbinare un Apple ID al proprio computer in maniera tale da riuscire a trasferire tutte le applicazioni presenti sul computer direttamente sull’iPhone o gli altri terminali in possesso. Con un computer autorizzato, anche gli aggiornamenti delle applicazioni possono essere trasferite dal computer attraverso una sincronizzazione. Il limite massimo di computer e dispositivi da associare ad un Apple ID è 5, tuttavia un account può essere utilizzato su infiniti terminali.

Un account ID può essere utilizzato su infiniti terminali

Infatti, qualora vorreste utilizzare il vostro Apple ID su un sesto, settimo o ottavo dispositivo Apple, potreste liberamente farlo, semplicemente effettuando il login all’interno dell’applicazione App Store ed avviando i download direttamente da li. In questo caso si ottengono degli svantaggi relativi alla sincronizzazione sul computer ma le applicazioni ed i giochi riusciranno ad essere scaricate ugualmente senza la necessità di essere riacquistate.

Riassumendo: 1 solo Apple ID per abbinare fino a 5 dispositivi (tra cui i computer) ma per scaricare le applicazioni acquistate su infiniti dispositivi.

Vi è tutto chiaro adesso? Buon download allora!

Lo scandalo della carne equina: vittime e colpevoli

Lo scandalo della carne equina vittime e colpevoli

Non ci sono problemi di sicurezza alimentare. […] Assicurare la qualità e la sicurezza dei nostri prodotti è stata sempre una priorità. Ci scusiamo con i consumatori e assicuriamo che le azioni prese per far fronte a questo problema si tradurranno in più alti standard e in una rafforzata tracciabilità“.

Così si difende la Nestlè dall’accusa di frode alimentare formulata a seguito dei controlli effettuati su alcuni prodotti a marchio Buitoni, distribuiti dalla Nestlè, che hanno rilevato tracce di carne equina pari all’1%. La multinazionale svizzera ha subito provveduto a ritirare dagli scaffali italiani, spagnoli, portoghesi e francesi, i prodotti incriminati: “Ravioli di Brasato Buitoni” e “Tortellini di carne”.
Diverse sono le aziende coinvolte nell’horsegate, scandalo che dal Regno Unito è dilagato a macchia d’olio in tutti i paesi europei dando il colpo di grazia al già tanto controverso settore alimentare della carne.

I retroscena

Londra, gennaio 2013. Si grida allo scandalo, alla cospirazione criminale. Rigidi controlli alimentari hanno infatti portato alla luce alimenti quali hamburger, lasagne, spaghetti alla bolognese e altri prodotti surgelati e no, “taroccati” con carne di cavallo anziché bovina come promesso nell’etichetta.
Mentre David Cameron minimizza parlando di “imbroglio sulle etichette” e mangiando una “beef pie” (pasticcio di carne) davanti ai fotografi, la Findus ritira dal commercio i prodotti incriminati. Nel frattempo l’Unione Europea interviene avviando controlli rigidi in tutti i paesi europei, Italia compresa, che porteranno al ritiro dai mercati di altri alimenti e al coinvolgimento di note multinazionali.
Lo scandalo della carne equina dilaga.

Lo scandalo della carne equina vittime e colpevoli

I capi d’accusa

Frode alimentare ai danni dei consumatori. Lo scambio di carni all’insaputa dei consumatori è considerato reato. In Italia, dove lo scandalo si è riversato su società nostrane quali Buitoni e Star, il decreto legislativo 109 del 1962, obbliga ad indicare in etichetta la specie animale da cui proviene la carne utilizzata come ingrediente. In Unione Europea vige l’obbligo di indicare solo la carne bovina, dopo l’emergenza della mucca pazza, e non quella di coniglio o cavallo. Ad essere contestata non è solo la presenza di carne equina non dichiarata, ma soprattutto la non tracciabilità di tale alimento.
Da qui il secondo capo d’accusa: tracce di carne di cavallo non destinato al macello e perciò di provenienza non sicura. I cavalli non allevati per la macellazione ma destinati alla corsa sono imbottiti di farmaci, ormoni e stereoidi, il cui consumo è dannoso per l’uomo.

I colpevoli

Altisonanti sono i nomi delle società coinvolte come la Findus e la Nestlé, tra cui spiccano due note società italiane quali Buitoni e Star.
Le suddette multinazionali hanno subito preparato la loro difesa, attribuendo la responsabilità ai propri fornitori. Sul banco degli imputati arrivano dunque la Comigel, azienda alimentare francese che fornisce la Findus, la Schypke, che lavora per la Buitoni e altre aziende minori in Romania dove i controlli sono più blandi.

Lo scandalo della carne equina vittime e colpevoli

Le vittime

I consumatori, i primi ad essere frodati, ma anche i macellai ancora una volta vittime di uno scandalo che li coinvolge senza essere loro i diretti responsabili. E’ bastato poco per far dirigere l’attenzione dei media sul dilemma “carne di cavallo sì, carne di cavallo no” piuttosto che sul reato di frode, facendo passare così in secondo piano i principali attori di questo scandalo.
Stampa, televisione hanno infatti colto l’occasione per tornare a parlare della dieta mediterranea, dei prodotti da consumare e quelli da evitare, dando tempo alle multinazionali di ripulirsi l’immagine e ai commercianti italiani di vedere diminuire la domanda di carne equina in uno dei paesi dove il consumo di questo alimento è molto elevato.

La sentenza

Lo scandalo della carne equina: ennesimo episodio mediatico che passerà presto in secondo piano, senza che nessun reale cambiamento venga apportato e i reali colpevoli paghino, oppure c’è possibilità di un finale diverso?

From Content to Commerce: di cosa si parlerà al Festival of Media Global

Al via tra poco più di un mese la nuova edizione del Festival of Media Global, punto di riferimento per il settore della comunicazione e dell’advertising, che ogni anno analizza con attenzione i nuovi trend e gli scenari in via di definizione nel panorama del media marketing. Ageneda theme per questo 2013 sarà “From Content to Commerce”.

Di content e della sua centrale rilevanza nel marketing online sentiamo parlare quotidianamente. “Content is king” è probabilmente divenuto un piccolo grande mantra per ogni community manager o media strategist. Ma come tutti i concetti popolari, a volte inflazionati, il rischio reale è quello di confusione e perdita di una connotazione precisa. Quello che gli organizzatori del Festival chiamano il ‘Content Conundrum‘, il mistero, l’enigma del content: da quello user-generated all’advertiser funded in tv, esistono tante varianti di content che ne affollano il sistema mediale. Ma in che modo questa ampia varietà di possibilità si traduce nel rapporto tra clienti, media owner e agenzie? È proprio questo ciò che il Festival of Media Global si prefigge di aiutarci a comprendere, tratteggiando nuovi compiti e ambiti di azione per marketer e agenzie negli anni a venire.

Click e malta

Un primo panel di analisi vedrà sul palco pionieri del retail assieme pesi massimi dei global media, a confrontarsi su un nuovo modello di business che vede i media owner gestire le transazioni dei consumatori, a fronte della fornitura di content da parte dei retailer. Marketplace internazionali come Asos e Tesco, le cui case histories saranno protagoniste all’evento (e di cui anche il nostro Ninja Massimiliano Brunelli ha parlato poco tempo fa), stanno acquisendo sempre più potere all’interno del mondo dell’ecommerce: non solo grandi marchi, ma anche piccole startup si appoggiano a queste realtà in virtù del traffico molto più elevato e delle logiche commerciali che queste aziende possono fornire.

La moneta é liquida, ma lo é anche la fedeltà

In uno scenario mondiale in cui gli scambi economici si effettuano sempre piú in formato elettronico, sta crescendo un dibattito riguardante non tanto la proprietà rivendicabile sulle transazioni effettuate dai consumatori, quanto quella della fedeltá di questi ultimi. Sin dai tempi della nascita di Ebay, sono la reputazione online e la fiducia dei conusmatori ad essere diventati vere e proprie leve di marketing che si appoggiano su un modello di business che va oltre le componenti ‘hard’ del prodotto.

Il ritorno dei nativi

Ecco un’altra delle sfide delle quali si parlerà al prossimo Festival of Media Global: “Go Native”.

Il “native advertising” viene da molti indicato come la nuova frontiera del marketing online e l’alternativa al display advertising. Definibile come una forma di web advertising dove l’investitore cerca di attrarre l’attenzione dei consumatori fornendo contenuti di valore nel contesto della loro user experience, si allontana da forme oramai mal sopportate di ‘interruption marketing’ andando a proporsi là dove gli utenti già stanno cercando valore.

Algoritmo versus uomo

La tecnologia assumerá un ruolo sempre piú importante anche nei processi decisionali della pianificazione media. Siamo pronti ad un futuro dove i media planner saranno sempre piú marginali?

Marketers esperti provenienti da diversi settori produttivi si confronteranno su queste tematiche dal 28 al 30 aprile a Montreux. Cogliete l’occasione di partecipare! Trovate tutte le info qui e sul sito ufficiale.

Besame Mucho: la violenza raccontata dagli abuser

Solitamente, nella nostra Sezione Social Media di Ninja Marketing, vi parliamo della creazione di relazioni tramite l’utilizzo dei Social Network. Oggi vogliamo presentarvi un progetto chiamato Besame Mucho, un progetto nato sul web, che sta crescendo proprio grazie alle reti sociali del web, ai mezzi di condivisione che permettono di abbattere le distanze geografiche.

Il progetto Besame Mucho si propone di creare un documentario che cercherà di delineare la figura dell’abuser, indagando e sviscerando ciò che sta dietro al comportamento violento. I lividi, i segni che la vittima designata è costretta a subire, rappresentano il culmine di una violenza che si è manifestata in altri differenti forme, come per esempio la forma verbale.

Spesso il carnefice è vittima al tempo stesso, vittima di un passato, di esperienze che hanno indelebilmente segnato la sua vita. Episodi di violenze inflitti in un periodo adoscenziale, traumi psicologici, pressioni sociali… Nessuno nasce abuser.

Possono esserci tante cause, con Besame Mucho si cercherà di delineare il profilo dell’abuser. Un piccolo ma grande passo verso quella che potrebbe essere la soluzione per porre fine al dolore silenzioso, con cui devono confrontarsi ogni giorno diverse persone di tutto il mondo.

In quel momento ho pensato che avrebbe avuto un attacco di amor proprio. Che avrebbe alzato la voce, che mi avrebbe ingiuriata o qualcosa del genere. Invece no: ha frignato. E poi ho avuto la conferma che, se poteva fare questo a se stesso, allora poteva fare a me qualsiasi cosa.

Parlare da soli, Andrès Neuman

Ecco il video promozionale:

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=Lrnma6b8WlQ’]

Chi c’è attualmente dietro a Besame Mucho e su quali social posso informarmi?

Sempre in contatto grazie ai social network e agli strumenti di lavoro che consentono di lavorare il remoto, nonostante siano in diverse parti del mondo:

Oltre al Blog, puoi trovare Besame Mucho sui canali social: 

Come posso contribuire alla realizzazione del documentario?

La campagna di raccolta fondi è iniziata il 18 marzo e continuerà per due mesi. Per portare a termine il progetto è stata scelta la piattaforma di crowdfounding Kickstarter su cui ognuno di noi può fare la propria donazione, in questo caso per Besame Mucho.

Buona fortuna Besame Mucho, che il potere dei social sia con voi! 😉