50 anni di tour dei Rolling Stones [INFOGRAFICA]


50 anni sono un traguardo invidiabile se riferito alla longevità di un gruppo musicale, un traguardo che assume ancora più importanza se a raggiungerlo è una band come i Rolling Stones.

Un fenomeno, il loro, che non si limita all’ambito musicale, ma che dal 1962 si estende a quello culturale, anche grazie alla costante attività live. Ben 1.300 concerti in giro per il mondo e 960.000 km percorsi inseriscono di diritto gli Stones tra i gruppi più prolifici della storia a livello di tour.

Numeri incredibili e difficili da concretizzare. Ad aiutarci a comprendere meglio la portata del fenomeno è CartoDB, interessante tool per la mappatura dei dati, che per testare la sua nuova javascript library CartoDB.js, ha scelto di utilizzare come base di partenza proprio i dati relativi ai tour dei Rolling Stones dal 1963 al 2007.

Ma come è riuscito il team di CartoDB ad ottenere il risultato che vi mostriamo tra poco attraverso un paio delle infografiche realizzate? In modo relativamente semplice, a detta sua. Il team ha ricavato i dati dei tour da Wikipedia, importandoli poi nel tool CartoDB 2.0. Step successivo è stata l’integrazione tra Reveal.js, una library per ottenere presentazioni in html, e il nuovo tool da testare CartoDB.js. Ciò che ne è uscito è un insieme di infografiche di immediata comprensione e dal piacevole aspetto grafico, create con l’utilizzo di pochissime righe di codice.

Grazie alla connessione tra le varie città teatro dei concerti, non solo è possibile notare come il successo degli Stones sia cresciuto a livello globale, ma anche la distanza percorsa in ogni tour e le correlazioni tra tour e promozione dei nuovi album.

Partendo dal 1963 e proseguendo con la visualizzazione di anno in anno, è facile notare come, nonostante la loro popolarità, i tour degli Stones siano diventati realmente globali solo nel 1994 con il Voodoo Lounge Tour, il loro primo ‘super-global’ tour capace di annientare qualsiasi record dei tour che lo avevano preceduto.

Ci troviamo quindi di fronte a una mappa interattiva ben fatta ma che presenta, purtroppo, un errore piuttosto importante. Il primo tour negli Stati Uniti, infatti, non si svolse nel 1965, ma nel 1964, prima che la band realizzasse alcuna hit di successo negli States.
Anche lo stesso bassista del gruppo Bill Wyman definì il tour come un vero e proprio disastro. Un tour negativo in fatto di presenze e risonanza mediatica, ma con un felice risvolto: dopo due giorni di lavoro in studio, probabilmente ispirati dall’incontro con il loro idolo Muddy Waters, gli Stones registrarono quello che presto sarebbe diventato il loro primo singolo a raggiungere la vetta della classifica inglese It’s All Over Now.
Quella che sembrava la fine era invece solo l’inizio di una lunga carriera ricca di successi e chilometri in tour, che ora possiamo osservare con dei semplici click.

Web designer: anatomia dei clienti peggiori [INFOGRAFICA]

Quale è la fobia più diffusa tra gli web designer? Senza dubbio le domande di alcuni clienti clienti: numerose, insensate, irragionevoli ed a volte persino assurde tanto che riuscire a mettere in difficoltà anche i più esperti.

Topdesignschools.org ha raccolto frasi tipiche, domande trabocchetto ed espressioni capaci di mettere in crisi anche i migliori. Insomma, tutto quello che dovete sapere per riuscire a tenere a bada il cliente più esigente, in una divertente infografica.

Cosa non vi sareste mai aspettati dai social network nel 2012 [INFOGRAFICA]

 

Il 2012, sicuramente un anno che ha segnato un’evoluzione positiva dei social network. Dalle 101 Statistiche su Web e Social Media sono emersi alcuni dati interessanti sullo stato dei social media a fine 2012:

  • Sulla Terra ci sono più dispositivi collegati a Internet che persone (voi quanti smartphone avete? :-));
  • L’80% degli utenti Internet visitano i social network e blog;
  • L’83% delle persone crede che piattaforme come Twitter e Facebook siano importanti per far nascere nuove amicizie;
  • Il 53% degli adulti attivi sui social network segue almeno un marchio;
  • In ogni minuto della giornata ci  siano 100.000 tweet su Twitter e 684.478 post su Facebook;
  • Se Facebook fosse una nazione, sarebbe la terza più grande del mondo e 2 volte la dimensione della popolazione degli Stati Uniti;
  • Il 20% degli utenti di Facebook hanno acquistato qualcosa a grazie ad annunci o commenti letti su Facebook;
  • Il 57% di tutte le aziende che utilizzano i social media per il business usano Twitter;
  • Ogni secondo ci sono 2 nuovi membri LinkedIn;
  • Su Instagram vengono caricate oltre 5 milioni di immagini al giorno;
  • Il 55% dei consumatori condividono le loro opinioni sugli acquisti socialmente su Facebook, Twitter, Pinterest e altri siti sociali;
  • l 59% degli utenti di Pinterest hanno acquistato un oggetto che hanno visto sul sito;
  • Le aziende che hanno un blog hanno in media il 55% di visitatori in più sul loro sito;
  • Oltre 300.000 applicazioni mobile sono state sviluppate negli ultimi 3 anni;
  • Il 44% dei siti eCommerce ottiene clienti da Twitter (a proposito il vostro ecommerce è socially- integreted?)

E le statistiche non finiscono qui! Ecco qui allora il video aggiornato di Erik Qualman sulla Social Media Revolution:

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=QUCfFcchw1w&feature=youtu.be’]

Tutti i dati relativi all’andamento dei social network nel 2012 sono stati raccolti in una interessante infografica creata da AddThis.

Quali saranno i trend del 2013? Ecco 4 domande guida:

Il Forbes ha riassunto le previsioni sull’andamento dei social network nel 2013 in 4 macro domande:

  • La piattaforma di microblogging di Twitter continuerà a crescere, espandendo il proprio pubblico?
  • Considerando che i Social Media siano luoghi virtuali, in cui chiunque possa avere voce ed essere ascoltato da differenti persone nello stesso momento… i social media continueranno a godere di questo atteggiamento positivo degli utenti nei loro confronti? 
  • Ci renderemo conto di quanto i social stiano modificando le nostre abitudini nella vita reale offline?
  • Nonostante la vasta scelta di social media che attualmente occupano la gran parte del nostro tempo trascorso online… ci sarà lo spazio per l’introduzione di nuova piattaforma social?

Che ne dite, ci diamo appuntamento a fine anno per fare il punto della situazione? Per vedere se l’investimento in termini di tempo (non solo di denaro) dedicato a sviluppare piattaforme e relazioni online abbia veramente portato a una crescita e ad un nuovo approccio 3.0?  😉

App of the Week: Foldify, progetta, colora e stampa spettacolari figure 3D

App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili che il nostro Kenji Uzumaki scova nei market e testa per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week!

Si dice in giro sia un’app per i più piccoli…ma io non lo penso affatto! Foldify è la nuova app con cui potrai colorare, stampare e montare simpaticissimi modelli e figure tridimensionali grazie al tuo iPad!

Non serve avere la “mano felice”, o saper modellare, poiché in Foldify sono già presenti dei template preimpostati da poter colorare o modificare a piacimento. Ti basterà scegliere uno fra i tantissimi modelli, personaggi, oggetti o parti del corpo ad alta qualità all’interno dell’app ed il gioco è fatto! Ma potrai anche disegnarne uno tutto tuo, dando libero sfogo alla fantasia!

A questo punto dovrai iniziare a colorare le diverse parti del tuo oggetto o personaggio scelto. Ma c’è di più: mentre colori le sezioni del tuo template, nella parte sinistra dello schermo Foldify ti mostra in tempo reale una simulazione in 3D del modellino che ne uscirà fuori una volta stampato e montato. In questo modo potrai correggere fin da subito errori o dettagli che da solo non avresti notato.

Una volta completata l’opera, Foldify ti permette di stampare la figura direttamente dal tablet, grazie a AirPrint. Nel caso in cui non fossi abilitato ad utilizzare questa funzionalità, potrai anche salvare il file in formato PDF e mandarlo via e-mail a te stesso, per aprirlo su un altro pc e stamparlo.

Inutile dirlo, l’app ti da anche la possibilità di condividere su Facebook e Twitter i tuoi lavori, oltre che visualizzare quelli degli altri utenti.

Di seguito un bel video pubblicato dagli sviluppatori dell’app, che mostra perfettamente il funzionamento di Foldify.

L’app, in lingua inglese, è disponibile solo per iPad sull’App Store, al prezzo di € 1,79.

Automobili, università e matite: i migliori annunci stampa della settimana

Benvenuti nel futuro. Siamo nel 2013, l’anno che non ci aspettavamo. Sono finite le incursioni degli spot natalizi e dei consigli per gli acquisti. Finita anche l’ansia da biglietto senza dedica e nastro del colore sbagliato. Slacciate le cinture (ormai strette) e tirate un sospiro di sollievo: la vita dopo il Natale esiste e questa settimana riprende con le pubblicità di automobili, università e matite. Mettetevi comodi.

Momenti, con Honda Civic

Sembra che i desideri abbiano un indirizzo preciso, e che a portarci fin lì sia Honda Civic. Un divano dove poter essere CEO incontrastati dei propri sogni, un posto davvero al top per ballare o un nuovo paradiso per meditare in pace. Noi giovani ci accontentiamo di poco, anche di uno spazio mentale rubato alla guida. Di un momento tutto per noi, insomma.

Credits
Agenzia: vrtc, Houston, USA

Luoghi comuni in stock

Un’immagine racconta più di mille parole, lo sappiamo già. Infatti in questa campagna si usano solo parole per pubblicizzare LatinStock, la banca immagini che va al di là dei luoghi comuni sul popolo latino. L’headline, basata sull’anafora, ci dimostra che variando il colore della pelle, il significato cambia. Troppo.

Latin Stock

Credits
Agenzia: Y&R, Quito, Ecuador

All’università per sport

In America, la scelta dell’università gioca un ruolo importante anche nella carriera sportiva, per questo si fatica un po’ a capire questa campagna dell’Oregon University. Visual sporchi e headline accattivanti per promuovere l’università dove non bisogna stare fermi e zitti, ma scatenarsi, tifare e sudare. È qui che si formano i Duck, è qui che si diventa campioni. In più, sembra che abbiano un mostro a 12.364 teste. Mica cavoli.

Credits
Agenzia: Super Top Secret, USA

All’università per dire no

Di tutt’altro stampo la campagna per l’australiana Curtin University, che punta su un lungo e coinvolgente copyad che – ironia della sorte – inizia con un significativo “You won’t play the game. You will change it”. Un lungo racconto per anafore che ci porta nel vivo del cambiamento, fino alla radice del progresso: la negazione. Perché “wherever there’s a won’t, […] there’s a will”.

 

 

 

Credits
Agenzia: The Brand Agency, Perth, Australia

ShareAir

Il fumo passivo rovina la pausa pranzo, fa puzzare il cibo e rende invivibile il posto di lavoro. ShareAir (un naming davvero bello!) semplifica il concetto con delle immagini che rendono davvero l’idea grazie alla cara, e in questo caso puzzolente, metonimia

ShareAir

Credits
Agenzia: EnviroMedia Social Marketing, Austin, USA

Il supertestimonial di Rent Wrangler

“Approvato da Eva”. Eva chi? Passo in rassegna le Eve che conosco: non una cantante, un’attrice o una top model. Il ritorno in Paradiso dell’headline chiarisce tutto: un fuoristrada guidato dalla donna per eccellenza – la cattivona della mela, per intenderci. Che se ne frega se è stata cacciata: le basta noleggiare una Wrangler per tornare nell’Eden d’Ibiza.

Wrangler

Credits
Photographer: the unknown artist

Avete presente Wilfred?

World for all è un’associazione che si occupa di adozioni di animali. E chissà se la Ogilvy & Mather di Mumbai si è ispirata alla serie TV Wilfred per questa simpatica campagna acquerellata! Finalmente, un punto di vista diverso: sono gli animali adottati a salvare noi dalla depressione e darci una possibilità, non il contrario. E se Wilfred proprio non vi va a genio, pensate che può solo andarvi meglio.

World for all

Credits
Agenzia: Ogilvy & Mather, Mumbai, India

Più che uno spunto

I creativi lo sanno bene. Una matita di bassa qualità può condurre a pazzia e, soprattutto, creare situazioni allarmanti per i propri soggetti. Bella campagna per Nataraj Pencils, sempre dell’indiana Ogilvy & Mather, che in questa settimana ci ha divertito lavorando di concept, con headline e visual essenziali. Questa ci piace perché è simpatica e pulita, con dei veri e propri cliffhanger all’ultimo tratto.

Nataraji Pencil

Credits
Agenzia: Ogilvy & Mather, Mumbai, India

E voi, cosa ne pensate?

Gamification e politica: l'Agenda Monti diventa social


Il legame fra politica e media, in Italia più che in altri paesi, è sempre stato molto forte, considerando i tanti conflitti d’interesse che hanno caratterizzato gli ultimi decenni. A parte Beppe Grillo e il suo Movimento 5 Stelle, però, nessuno aveva ancora offerto una presenza interessante on line che potesse intrigare anche i navigatori più esperti. Il primo è stato per certi versi lo schieramento guidato da Mario Monti, il quale è “salito in politica” (cit.) qualche settimana fa decidendo di lasciar decidere agli elettori della sua possibile riconferma alla Presidenza del Consiglio.

L’Agenda Monti, il programma della Lista guidata dal professore della Bocconi, è il programma di governo: una prosecuzione del lavoro svolto dall’esecutivo fino ad oggi, da pubblicizzare a più non posso: e quale migliore occasione per strutturare una campagna basata sui principi della Gamification?

L’esperimento è monto interessante: andando sul sito peragendamonti.it è possibile trovare un vero proprio gioco, con tanto di badge e di gerarchie, ispirato a Foursquare ma con una differenza: il punteggio sale non in base ai check-in ma in base ai contenuti condivisi e pubblicati.

La procedura è semplice: ogni utente può iscriversi e diventare automaticamente “Testimone“. Se un utente decide di rendere la sua partecipazione più attiva, proponendo idee e discutendone, diventa “Artefice“. Se un attivista dell’Agenda sceglie poi di passare “off line”, organizzando e promuovendo eventi ed incontri sul territorio, allora diventa “Alfiere“, fino a toccare il grado più alto, quello di “Portabandiera“, che potrà presentare le sue idee in appuntamenti ufficiali.

Più l’impegno per condividere e promuovere l’Agenda Monti si fa intenso, più aumentano le possibilità di diventare parte del movimento legato al Presidente del Consiglio, anche in contesti importanti. Un trasferimento quindi dalla dimensione del gioco on line alla realtà off line, in una dinamica crossmediale molto interessante.

È il primo caso in cui una forza politica italiana utilizza principi così nuovi per alimentare il buzz delle proprie proposte.

Una scelta sicuramente innovativa che va nella direzione di mettere al centro i nuovi linguaggi della Rete e le dinamiche di comunicazione ad essi associati, oltre che un segnale di quanto principi come la condivione e la diffusione dal basso dei contenuti.

Non sappiamo dire, in termini elettorali, se questa scelta porterà un valore aggiunto alla campagna elettorale della Lista di Mario Monti: è però un altro tassello alla costruzione di una mentalità diversa anche in un settore dove si ricerca una dinamica di comunicazione unidirezionale, dove il dialogo è sempre stato “filtrato”, o comunque limitato.

Che ne pensate, amici lettori?

Digital Diary of Basilicata 2012. Quale video preferite? [VIDEO]

Mike Corey, Mauro Diciocia, Antonio Passavanti, Haleigh Walsworth, Caspar Diederik, Nathan Miller, Timmy Henny. Sono questi i nomi dei sette giovani videomaker protagonisti della seconda edizione del Digital Diary of Basilicata #2, il viaggio virtuale di Can’t Forget It{aly}, un progetto di promozione turistica unico che trascina lo spettatore in un universo di colori ed emozioni.

A ben dire dovremmo parlare piuttosto di territorio, uno specifico lembo della nostra nazione che questi video ci aiutano ad esplorare, entrando nelle sue profonde ed uniche specificità. Questi ragazzi, tutti rigorosamente under 35 e provenienti da diverse parti del mondo, hanno viaggiata attraverso la Basilicata per giorni, estraendone un racconto per immagini e suoni che riesce a comunicare questa regione meglio di qualsiasi tipo di slogan.

Per capire di cosa stiamo parliano, non vi resta che guardare tutti e sette i video che trovate a questo link. E ricordate che potete contribuire a far vincere uno dei corti in gara: il 31 gennaio, infatti, trionferà il video che avrà totalizzato il maggior numero di visualizzazioni.

E voi, quale preferite?

Vi lasciamo con le parole di alcuni dei partecipanti:

“It was incredible to be amongst seven filmmakers on the Can’t Forget Italy project, challenging eachother’s skills while helping one another to realize our production goals. It’s a creative person’s dream come true to have this opportunity amongst the inspiration and cultures of Basilicata, that seems to welcome you with open arms wherever you go”
(E’ stato incredibile trovarsi tra i sette partecipanti di Can’t Forget Italy, sfidando le capacità di tutti noi mentre ci aiutavamo nel raggiungere i nostri obiettivi di produzione. Avere questa opportunità è un sogno creativo che si realizza, tra le ispirazioni e la cultura della Basilicata, che ti accoglie a braccia aperte ovunque tu vada)
Haleigh Walsworth, California/Parigi

“It’s awe-inspiring being dropped in an unknown territory together with a colorful bunch of travel enthusiasts. Diving deep into real stories with all senses wide open…
Connect, see, smell, feel, taste, an abundance of stimuli and become one with the local spirit. And then… the art of translating it all into mindblowing visual stories”
(E’ stra-ispirante essere immersi in un territorio sconosciuto assieme ad un gruppo di viaggiatori entisiasti. Tuffarsi in profondità nelle storie reali con tutti i sensi spalancati… Ti connetti, vedi, annusi, senti, gusti, un abbondanza di stimuli e diventi tutt’uno con lo spirito locale. E poi…l”arte di tradurre tutto questo in storie visive da togliere il fiato)
Capar Diederik, Haarlem, The Netherlands

Come si risponde alle recensioni negative online?

Abbiamo parlato due giorni fa di online reputation e come vada gestita per mantenere un buon posizionamento per il proprio business turistico.
La chiacchierata con Armando Travaglini, digital tourism marketing consultant, non è terminata ed oggi chiudiamo l’intervista con un interessante approfondimento sulla gestione delle recensioni negative che riempiono sgraditamente le pagine dei social e che, magari, non si sa come affrontare correttamente.

Il turista si lamenta? Non prendiamolo sottogamba, ma non facciamone neanche una tragedia. Una minaccia può essere gestita e trasformata in un’opportunità: vediamo come.

Come si risponde alle recensioni negative sui social network?

La regola principale: tutte le recensioni negative devono avere una risposta nel minore tempo possibile. Anche le recensioni positive dovrebbero essere commentate, ma non è indispensabile. Se decidete di commentare tutte le recensioni, non siate ripetitivi e non usate le stesse frasi facendo copia-incolla.

Alle recensioni dovrebbe rispondere un manager (per le piccole strutture deve pensarci il titolare) con adeguate capacità di scrittura ed una preparazione di base sulla gestione della reputazione online. Le parole d’ordine sono diplomazia, rispetto e gentilezza. Non fate mai rispondere alle recensioni negative dall’ultimo addetto assunto dall’hotel, dalla ragazza che sta facendo lo stage presso la vostra struttura o dal cugino “esperto”. La risposta da parte del manager dell’albergo o da parte della proprietà conferisce al commento una garanzia di affidabilità e il visitatore si sentirà ascoltato “dai piani alti”. Firmatevi sempre con il vostro nome e cognome ed il ruolo che ricoprite.

Nel curare la risposta, la prima cosa è la forma: ringraziate, scusatevi, approfondite il problema riscontrato dal cliente e proponete una soluzione. Siate amichevoli, sereni e brevi; dimostrate empatia ed affabilità. Non mettetevi mai sulla difensiva, non usate toni paternalistici e non siate drammatici. Tutti hanno problemi e nessuno è perfetto. La buona volontà nel risolvere le situazioni è sempre molto apprezzata. Non accusate il cliente, non offendetelo e non criticatelo. Mai.

Se la recensione è falsa – e può capitare – rispondete diplomaticamente indicando chiaramente che quella recensione non è veritiera. Se il commento è troppo violento e può danneggiarvi seriamente, contattate il sito e chiedete la rimozione della recensione.

Se la recensione ha una fotografia allegata, per esempio l’ospite di un hotel pubblica una foto del bagno in pessime condizioni o dell’umidità sul soffitto, non si può negare l’evidenza. Rispondete semplicemente scusandovi e promettendo che farete risistemare il danno il prima possibile. Al termine del lavoro inserite una fotografia della parte sistemata.

Armando, ci fornisci qualche esempio di risposte a recensioni positive e negative?

Il primo è un esempio di recensione particolarmente negativa e risposta impeccabile da parte dell’albergatore:

Il cliente scrive:

“L’hotel è sporco, meriterebbe la visita dei NAS. Da evitare. Sporcizia ovunque. Scomodo stanzette piccole e colazione da dimenticare! Ciliegina sulla torta…. Biscottini confezionati già scaduti da alcuni mesi. FATE VOI!!! Dimenticavo… Biancheria vecchia e lurida. Roba da non credere. Zona squallida priva di servizi.”

L’albergatore risponde alla recensione:

“Gentile Signore,
siamo molto dispiaciuti per il giudizio così negativo da lei espresso, ed in tutta onestà non crediamo che un albergo rispondente alla sua descrizione avrebbe ancora possibilità di esistere sul mercato. Sappiamo che le condizioni generali manifestano delle problematiche, soprattutto le condizioni della moquette che stiamo procedendo man mano a sostituire ( le chiazze che si possono notare sul tessuto sono in gran parte riconducibili anche ad uso massiccio di detergenti che lasciano però il tessuto scuro alonato come se fosse lurido).

Anche sugli altri disservizi da lei elencati ci sentiamo di replicare. La pulizia delle camere, dei bagni e degli altri spazi è sempre controllata da un responsabile dopo il lavoro eseguito. La biancheria è trattata da una ditta preposta che collabora con noi da 30 anni. La colazione a buffet è più ricca della media della nostra categoria. Qualcosa può sempre funzionare male. Difficile, mi permetta, che tutto sia contemporaneamente allo sbando come lei descrive. Da proprietario della struttura mi faccio comunque carico del suo giudizio. I controlli sulle sue segnalazioni, per noi molto importanti, sono già stati eseguiti.
Cordialmente, La direzione”

Il secondo è un esempio di recensione negativa e risposta assolutamente errata da parte dell’albergatore:

Il cliente scrive:

“Abbiamo prenotato il giorno prima e ci siamo presentati alla reception ( che poi una reception non è, ma soltanto una stanzetta al piano terra di una club house) abbastanza stanchi dopo un lungo viaggio sotto la pioggia. Il portiere ci ha informato che avremmo dovuto attendere qualche minuto per avere l’acqua calda in camera perchè c’era un problemino sull’impianto, ma “roba da poco”. Siamo entrati in camera che era distante dalla reception e per entrare lui ha dovuto fare due viaggi avanti-indietro con il golf cart perchè la prima volta ha dimenticato la chiave e la seconda ha sbagliato con quella di un’altra camera, presumibilmente.

Siamo entrati in camera, abbiamo disfatto le valigie, ci siamo preparati per la notte e nel frattempo ci siamo resi conto che non funzionava anche il riscaldamento.
Abbiamo atteso fiduciosamente quasi un’ora, ma alla fine abbiamo chiamato per protestare. Ci ha risposto che era spiacente, ma il guasto era serio e che non si poteva avere nè acqua calda nè riscaldamento per quella notte. Inutile dire che ci siamo rivestiti, abbiamo rifatto le valigie ed inveendo ce ne siamo andati in cerca di miglior fortuna e di un hotel che fosse un hotel e non un ripiego, come quello che avevamo appena lasciato.”

L’albergatore risponde:

“Salve, io personalmente ho avuto il piacere di accoglierla con la sua signora e il suo potente Suv, mancava poco che andasse a finire sul green. Ho fatto avanti e indietro con il golf cart per aprirle le porte e i cancelli per assicurarle una camera affianco alla sua auto. Lei non ha rispetto per le persone che lavorano ed è poco educato ed arrogante. Abbiamo avuto un problema temporaneo di 30 minuti all´energia elettrica, causa condizioni meteo, era tutto a posto, la camera non è stata ben riscaldata solo per pochi minuti, quindi è Lei ad essere stato poco comprensivo! Lei ha scelto di andarsene senza neppure salutare.”

Dopo questi esempi, il primo decisamente corretto e da emulare, il secondo palesemente sbagliato, vediamo le linee guida che il nostro specialist ha riassunto per noi.

Armando, quali linee guida da seguire per non sbagliare nelle risposte?

#1 Scusatevi. Le scuse sono la prima cosa. Ricordate sempre che “il cliente ha sempre ragione”.

#2 Spiegate le vostre ragioni. Date una spiegazione al cliente relativamente alla problematica emersa. La risposta va data in maniera chiara, senza giri di parole e senza arrampicarsi sugli specchi. Se il problema si è verificato realmente non ha senso rispondere accampando delle scuse insensate.

#3 Rispondete onestamente. L’utente è abile nel capire se si sta cercando di raggirarlo o prenderlo in giro. I clienti che scrivono commenti negativi sono spesso molto diretti ed espliciti. E’ buona regola mantenere lo stesso tono anche nella risposta e scrivere un commento onesto utilizzando la medesima franchezza. E’ importare imparare a riconoscere i propri errori e i visitatori apprezzeranno la vostra onestà intellettuale. Non dovete ovviamente assecondare sempre il cliente: è possibile dissentire dall’opinione del visitatore e spiegare le proprie ragioni.

#4 Educazione. E’ l’aspetto più importante che non deve mai mancare. Non c’è alcun motivo di rispondere in maniera sgarbata. Anche quando avete a che fare con un cliente particolarmente ostico che vi lancia provocazioni, mantenete sempre le regole del buon costume. Restate professionali e non abbassatevi a livelli dell’ospite maleducato. Ciò contribuirà a mettere in risalto la vostra professionalità e chi leggerà il commento avrà una buona impressione.

#5 Mettersi nei panni del cliente. Prima di rispondere alla recensione negativa chiedetevi cosa vorrebbe sentirsi dire l’ospite da voi. In questo modo sarete più vicino alle esigenze del visitatore e potrete rispondere in maniera più empatica.

#6 Trasformare la recensione negativa in positiva. I potenziali turisti quando visitano la pagina di un hotel non hanno quasi mai il tempo e soprattutto la voglia di stare a leggere tutti i commenti. In genere vengono lette per prime le recensioni negative che sminuiscono la vostra struttura ricettiva. Quindi l’albergatore deve concentrare la propria attenzione sulle recensioni più negative in modo tale da “esaltare” le qualità del proprio hotel nella risposta.

Non è necessario inserire testi lunghissimi ed ampollosi. Un esempio classico che può essere utilizzato da ogni tipo di struttura, dall’hotel di lusso al b&b, è quello di mettere in risalto il costante impegno e la totale dedizione che i gestori della struttura impiegano verso i propri clienti, riconoscendo che talvolta possono verificarsi delle piccole problematiche e disservizi.

#7 Stile della risposta. Oltre alla franchezza è importante utilizzare un linguaggio semplice e immediato. Non usate tecnicismi del settore alberghiero o acronimi noti solo a voi: molto spesso si dà per scontato che chi legge le nostre parole comprenda tutto. In realtà gli utenti possono non comprendere cosa state scrivendo perchè magari non conoscono determinate parole o politiche lavorative del settore turistico.

#8 Farsi pubblicità in modo produttivo. La frase più corretta che potete dire ad un visitatore scontento è: “Ci scusiamo per i disservizi che ha riscontrato durante il soggiorno nella nostra struttura. Ci assumiamo la massima responsabilità per quanto accaduto e la invitiamo a tornare nel nostro hotel, assicurandole il massimo del comfort”.
Questa risposta è il massimo che un cliente vorrebbe sentirsi rispondere. In due righe avete riconquistato il cliente insoddisfatto e tutti gli altri potenziali clienti che leggeranno la recensione. La vostra reputazione ne trarrà degli indubbi vantaggi.

Gli insegnamenti sono giunti a conclusione, non resta che metterli in pratica.
Grazie ad Armando Travaglini e Digital Marketing Turistico per il contributo.

QR code: fare shopping non è mai stato così semplice

L’ultima volta che sono andato a fare shopping, la commessa ha sottolineato con un sorriso beffardo come i cenoni di Natale avessero del tutto falsato la mia taglia.

La misura che avevo chiesto mi andava bene al massimo come guanto, e in un silenzio imbarazzante mi ha portato quella che secondo lei era giusta per me. Sdegnato, ho lasciato lì i vestiti e sono andato a comprarmi un trancio di pizza.

Consapevoli di inconvenienti del genere e di come spesso il caos di saldi e vendite promozionali rendano lo shopping stressante soprattutto per i maschietti, Hointer ha inventato un metodo davvero smart per agevolare gli acquisti.

Il negozio di Seattle ha applicato a tutti jeans per uomo un’etichetta con codice QR leggibile tramite app dedicata. Si scannerizza il codice, e una volta apparso il modello sul proprio cellulare si sceglie la misura che vogliamo provare.

Automaticamente comparirà sullo schermo il camerino dove recarsi, e lì troveremo i jeans ad aspettarci. Se ci piacciono, possiamo acquistarli subito tramite un lettore di carta di credito installato in ogni camerino, altrimenti li gettiamo nel condotto che li riporta al magazzino e tanti saluti.

Niente più file snervanti, ricerche di commessi o corse fuori dal camerino per prendere vestiti di una taglia diversa da quella che ci stiamo provando.

Qualche tempo fa in Brasile avevano reso social lo shopping grazie a un sistema di display che mostrava il numero di like che ogni maglietta aveva ricevuto sulla pagina Facebook del negozio. Questa innovazione rende ancora più digitale l’esperienza d’acquisto, salvando i nervi di chi non ama andare in giro per negozi passando ore alla ricerca dei jeans giusti.

Una bella idea che integra smart tech, mobile innovation e risparmio di tempo. Che ne sarà però della possibilità di incontrare la donna della nostra vita tra gli scaffali di un negozio? Dovremo forse cercare anche lei su un catalogo digitale?

Un anello per i 100 anni del Grand Central Terminal

Chiamatela la ciambella, l’aureola, l’hula hoop o come volete, ma l’anello sospeso sopra il Grand Central Terminal di Manhattan rappresenta una spettacolare visione di sviluppo nel centro della Grande Mela. La Grand Central Station di New York è uno dei palazzi più rappresentativi e conosciuti, secondo la rivista Travel + Leisure “è la sesta attrazione più visitata dai turisti”, completato nel 1913 festeggerà 100 anni nel 2013 e tre studi di architettura sono stati chiamati a reimmaginare gli spazi pubblici della stazione e lo studio Skidmore, Owings & Merrill LLP (SOM) ha realizzato questa proposta sbalorditiva.

La struttura circolare sarà uno spazio panoramico sospeso in aria grazie al collegamento con i due grattacieli ai lati e offrirà un vista mozzafiato a 360 gradi sullo skyline di Manhattan oltre a dare ai visitatori un’esperienza memorabile ed indimenticabile della metropoli muovendosi e portando le persone dalla cornice del Grand Central fino al pinnacolo dello skyline di New York. L’opera è stata progettata in fibra di carbonio e messa in moto da un sistema idraulico, si parla a base di elio, permettendo la costruzione in tempo per il centenario della stazione.