Anno nuovo, social network nuovo: De Revolutione

Siamo da poco entrati nel 2012 decretato l’anno chiave per le reti sociali e già c’è aria di novità per quanto riguarda i social network. Che dire, sembra il preludio di un anno ricco di aspettative, alla faccia dei Maya.

Per esempio, ci sono lavori in corso per la piattaforma De Revolutione, attualmente sul web  in versione Alpha. Grazie ad un accurato passaparola, conta attualmente più di 40000 iscritti in attesa dell’apertura pubblica del sito (stabilita verso la fine del mese).

Dal significato latino “sulla rivoluzione”,  la web startup è stata fondata da Roberto Esposito, un esperto conoscitore della rete che da anni ne analizza sia la psicologia che l’evoluzione, per capire come il web stia cambiando il nostro modo di vivere e socializzare. De Revolutione nasce per integrarsi con gli altri social network formando una rete dalla trama sempre più intricata che facilita le connessioni, i progetti di gruppo e lo scambio di idee.

È proprio questa la prerogativa: stimolare la collaborazione di gruppi per raggiungere obiettivi comuni provenienti ‘dal basso’, grazie a una sorta di struttura circolare di tipo orizzontale. In breve, idee che vengono dalla gente  per la gente.

Un’interazione viva che dà la possibilità di trasformare le idee migliori in Rivoluzioni di massa, termine ben lontano dalla massificazione di inizio Novecento:  qui si parla di individui che prendono coscienza del proprio ruolo di cittadini del mondo, dando il via ad un confronto su temi che possono essere di natura globale.

Magari si scopre di avere gli interessi artistici di qualcuno che sta oltreoceano e creare un progetto comune, coordinare volontariato in caso di emergenza e calamità naturali, oppure aprire una raccolta di beneficienza sino ad improvvisare un flashmob in una stazione dei treni. Persino il crowdfounding risulta essere uno dei punti chiave su cui si pone l’accento nella pagina di benvenuto. Cosa stiamo aspettando? Varchiamo i confini delle miserrime reti civiche e pensiamo in grande. Let’s do it!

Per iscriversi  basta inserire la propria e-mail nell’apposito campo e cliccare “Iscriviti” e il gioco è fatto, in attesa dell’apertura ufficiale del sito è possibile seguire De Revolutione sia su Facebook che Twitter.

De Revolutione è un social network made in Italy che punta ad assumere rilevanza globale; visti i nuovi propositi che si fanno con l’anno nuovo perché non dare fiducia a questo possibile butterfly effect dedito a rendere il mondo un posto migliore?

Presa della Bastiglia

Nike e l'ambient che ti obbliga a fare sport

Siete in strada, avete appena acquistato un panino iper calorico e siete pronti a divorarlo. Cercate una panchina per stare comodi, la vedete, vi avvicinate, ma notate che manca qualcosa.

Quella panchina è il nuovo modo che Nike ha di incitare a praticare sport. Il celebre logo è chiaramente riconoscibile e accanto ad esso c’è la parola RUN, quasi a dire: “che aspetti? Fallo e basta!”

La campagna prende il nome di “Don’t be lazy”. Si tratta di una trovata originale, d’effetto, ma non invadente di diffondere un messaggio che non è solo pubblicitario, ma che riguarda una tematica fondamentale e per nulla scontata, ovvero quella della salute fisica.

EntrareFuori: dal 18 al 20 gennaio nuovo appuntamento con Urban Experience a Roma! [EVENTO]

Ormai l’interattività  e le tecnologie innovative sono dappertutto, anche nell’arte e la cultura.

Ed è anche questo quello che l’Associazione di Promozione Sociale Urban Experience ci vuole dimostrare con “EntrareFuori. Scrivere storie nelle geografie“.

Le azioni di Urban Experience vi aspettano a Roma dal 18 al 20 gennaio al Parco del S.Maria della Pietà – ospedale psichiatrico chiuso nel 1999 – per entrare nel vivo del rapporto tra Memoria/Reti/Territorio e “sentire con mano” l’emblema dell’alterità e dell‘evoluzione di una società che può interpretare le differenze come  risorsa.

Il progetto è caratterizzato da un percorso interattivo che da Sala Basaglia arriva fino al Museo della Mente.

Al centro dell’evento ci sono: i walk show, una sorta di giochi radiofonici in cui valorizzare il territorio attraverso i nuovi media e trattare la memoria del Santa Maria della Pietà, il geoblog con percorsi emozionali, videotag, rappresentazioni teatrali via radio, il Tag Cloud Live così da seguire le keyword su twitter inviate con #entrarefuori, mobtag e brevi estratti dal film di Ascanio Celestini “La Pecora Nera”.

Ma l’evento non finisce qui, perchè il 19 gennaio, inoltre, sarà presentato un Talk-Lab su Performing Media per la cultura dell’innovazione, un seminario di studio con applicazioni di visual thinking per esplicitare le nuove potenzialità della creatività connettiva.

Che aspettate? La partecipazione è libera ed aperta a tutti ma con prenotazione consigliata!

Billie Archilleois crea l'Arca di Louis Vuitton

Che siate fashion addicted, stilisti in erba, giovani designer o che facciate parte di quel vasto gruppo di persone che non spenderebbe mai così tanti soldi per una borsa, dovrete ammettere che questa volta Louis Vuitton ha colpito nel segno. La nuova collezione Maroquinaris Zoologicae, creata per celebrare il Centenario della pelletteria made in France, vi lascerà senza parole.

 

Billie Archilleois – giovane e brillante designer inglese – ha creato per il noto brand francese una collezione a dir poco sorprendente. Le borse forse più agognate del pianeta prendono vita, assumendo le sembianze di simpatici e buffi animaletti:

Gli aspetti più incredibili di questa collezione che unisce creatività ed arte sono l’attenzione per i dettagli e la vasta gamma di materiali utilizzati:

La corsa per aggiudicarsene una – a caro prezzo, si intende – è iniziata. Tutti gli altri, possono ammirare queste geniali creazioni in mostra allo store ufficiale di Parigi.

Vendere Online, il libro sull'ecommerce di Gianluca Diegoli [RECENSIONE]

Dopo aver letto “Vendere Online” di Gianluca Diegoli, consulente e blogger (tra le altre cose) molto conosciuto sul web anche come Gluca, viene da pensare una sola cosa: finalmente!

Il manuale si posiziona come una delle più belle novità italiane 2011 in tema di Web Marketing, e spiega in maniera chiara e professionale le strategie efficaci e le tattiche più interessanti per avviare un e-commerce di successo.

Il libro ha il grande pregio di essere rivolto a chiunque abbia un’idea di distribuzione online e voglia concretizzarla, riesce ad essere comprensibile a tutte le tipologie di lettori (più e meno esperti) fornendo loro tutti gli strumenti e i consigli per avviare le proprie attività. L’obiettivo è raggiunto anche grazie al continuo confronto con i punti vendita online, che sensibilizza l’utente in relazione ai grandi cambiamenti portati dal web e alle modalità con cui le tradizionali dinamiche ‘offline’ possono essere replicate in rete. Gli altri punti di forza sono veramente tanti, tra cui ricordiamo:

> Velocità e semplicità di lettura: in circa 150 pagine Gluca riesce a dirci tutto, ma proprio tutto quello che serve, trovando anche lo spazio per stressare i punti cruciali e più interessanti.

> Chiarezza: i tecnicismi sono alternati a un linguaggio scorrevole e chiaro, il lettore chiude il manuale senza troppi sforzi e con tante idee in più in testa.

> Aggiornamento di dati e tecniche: sono presentate le statistiche 2011 e i nuovi orizzonti più interessanti in tema di e-commerce (Social Media, etc.).

> Completezza: nel manuale trovate tutto, ma proprio tutto quello che può servire per partire subito con la vostra idea di business.

Infine, il discorso generale è ben integrato da molti esempi e dalle ‘pillole’ dei maggiori esperti italiani in tema di Web Marketing, tra i quali ricordiamo Nereo Sciutto e Alessandra Farabegoli (di cui vi abbiamo presentato il nuovo e-book sul buonsenso in rete poco tempo fa), e i manager di società (ING, Ducati, etc.) scelte tra quelle che hanno avviato i progetti di e-commerce più interessanti.

Per concludere, ci sentiamo proprio di consigliare “Vendere Online” e i consigli di Gluca a tutti: non ve ne pentirete e anzi, vi verranno in mente molte idee efficaci e di successo! Se non lo avete ancora fatto, acquistatelo asap 😉

Fotoshop by Adobé "smaschera" il fotoritocco [VIRAL VIDEO]

I più famosi brand di cosmesi non avrebbero saputo fare di meglio. “It’s you, perfected” sembrerebbe proprio il claim adatto per la campagna dell’ennesima miracolosa crema antirughe. Salvo poi scoprire che lo strabiliante prodotto che cancella dal nostro viso imperfezioni di ogni tipo è Photoshop, anzi Fotoshop by Adobè. Il nome del famosissimo (e utilizzatissimo) software è stato modificato quanto basta per rendere l’idea che sta alla base del finto spot: ironizzare sull’utilizzo oramai inevitabile del fotoritocco, non solo da professionisti sulle riviste patinate di moda, ma anche dai singoli utenti che vogliono rendere le proprie foto belle come quelle delle ‘celebs’,  e “esprimere sé stessi al meglio” sui social grazie al supporto di queste tecnologie.

Jesse Rosten, il film maker autore di questo video, ha progettato la sua parodia nei mini dettagli: ed ecco allora che gli strumenti feticci di Photoshop, come ‘Liquify’ o ‘Healing brush’, diventano gli ingredienti prodigiosi della linea cosmetica Fotoshop, che non solo rende la pelle “come plastica”, ma ti fa apparire “proprio come dovresti essere”.

Sul suo blog Rosten scrive:

“I was watching TV one sleepless night and stumbled upon an infomercial for some beauty product. The commercial showed before and after portraits, that to my eye, looked like the same photo just photoshopped. I laughed to myself. Then I made this video”.
(Stavo guardando la tv una sera in cui non riuscivo a dormire e mi sono imbattuto in un infomercial –spot pubblicitario televisivo strutturato come un brano di notiziario– di un qualche prodotto di bellezza. Lo spot mostrava foto “prima e dopo”, che ai miei occhi sembravano proprio la stessa foto, ma ritoccata. Ho riso tra me e me, e ho realizzato questo video).

Geniale, no?

Facebook, Twitter e MySpace: le differenze tra vecchi e nuovi profili secondo gli utenti

Recentemente i maggiori siti di social networking hanno presentato ai propri utenti un restyling completo dei loro profili.

Per avere un idea più precisa di come questi restyling possono influenzare il comportamento degli utenti durante la navigazione, EyeTrackShop in collaborazione con Mashable, ha condotto uno studio per comparare l’impatto visivo di un utente su Facebook, Twitter e MySpace prima e dopo il restyiling dei siti (vedi anche “Facebook Timeline vs. Old Profiles: How People View Them Differently [STUDY]”).

L’agenzia di ricerca EyeTrackShop ha condotto questo studio con la tecnica dell’eye tracking utilizzando un capione di 30 persone, cui è stato chiesto di visitare i loro profili social prima e dopo i restyling.

Qui alcune interessanti osservazioni dai risultati della ricerca per i tre social network:

  • Nella nuova versione di Facebook, il primo elemento che viene notato è la nuova foto di copertina della “Timeline”: in ogni caso è risultato che i partecipanti allo studio hanno dedicato mediamente più tempo per guardare le foto dei profilo di Facebook rispetto alle foto copertina.
  • Le pubblicità su Facebook riscuotono maggiore attenzione da parte degli utenti nella nuova versione Timeline: infatti nella versione precedente il 43% del campione di studio prestava attenzione alle ”sponsored stories”, mentre nella versione “Timeline” ben il 63% del campione presta attenzione alle pubblicità. Quanto all’attenzione sulle inserzioni pubblicitarie, i partecipanti hanno speso in media lo stesso ammontare di tempo su ogni profilo.
  • Nella nuova versione di Facebook le informazioni personali, come l’occupazione e luogo di residenza, ricevono piu attenzione: i visitatori impiegano in media circa 2.2 secondi a guardare questa sezione nel nuovo formato, che include anche immagini, ma passano solo 1.6 secondi a guardare la stessa sezione nella vecchia versione di Facebook.
  • Su MySpace, i testi vengono letti meno e per ultimi: in entrambe le versioni di MySpace, le foto vengono notate per prime e i visitatori spendono la maggior parte del tempo a sfogliarle.
  • La nuova veste grafica di MySpace dona maggiore risalto alla sezione dedicata ai brani musicali: nella nuova versione ben il 97% dei visitatori nota la sezione musicale dove con un click si può ascoltare un brano, mentre nella vecchia versione solo 53% dei visitatori la notava.
  • Le informazioni sul profilo di utente sono più facili da trovare nel nuovo Twitter. Nel vecchio Twitter, i partecipanti allo studio notavano prima i tweet dei profili. Nella nuova versione questa tendenza è stata rovesciata.

Allora cosa ne pensate voi dei nuovi profili di questi social network?

 

Considerazioni SEO sulla "Search, plus Your World" di Google

Google si stà muovendo in svariate direzioni per cercare di migliorare i risultati di ricerca. In un recente post apparso sul blog ufficiale possiamo apprendere le novità inerenti alla ricerca sociale. Proprio così, Google cerca di fornire informazioni sempre più “precise” e per farlo cerca di “scovare” informazioni e collegamenti all’interno dei nostri profili Google+. Ecco le tre novità introdotte:

1. Personal Results

Grazie a Google+ è possibile ottenere informazioni dettagliate partendo dai post e dalle foto della nostra cerchia di collegamenti. Quindi se cercheremo per esempio un oggetto elettronico, potrebbero essere proposti risultati condivisi e presi dai post provenienti dalla nostra cerchia sociale (quindi dati che un utente condivide solo con i propri “amici..”).

2. Profiles in Search

Attraverso le nuove funzionalità di Google sarà possibile trovare una persona partendo dalla nostra rete di contatti di Google+. Ovviamente questa ricerca funzionera solamente per gli utenti appartenenti alle tue cerchie sociali di Google+.

3. People and Pages:

Se cerchiamo un particolare argomento potrebbero apparire, nel lato destro nei risultati di ricerca, le persone che su Google+ stanno discutendo su tale tema. Questo dovrebbe aiutare a scoprire nuove comunità e persone che discutono di temi di nostro interesse.

Infine sarà possibile attivare o disattivare la “Search, plus Your World” agendo sul pulsante rappresentato qui sotto. Questa configurazione potrà poi essere pre-impostata scegliendo la preferita come default.

Le novità saranno attive per il momento su Google.com e arriveranno piano piano ad essere operative anche nelle versioni degli altri paesi.

In pratica Google cerca di diventare più “intelligente” e per questo motivi correla le informazioni presenti sul nostro profilo Google+ e ne fa tesoro per fornirci risultati di ricerca personalizzati. Questo sarà un grosso cambiamento anche lato SEO, infatti varranno sempre di piu i “+1” effettuati su una notizia o su un sito web per assicurarsi un corretto posizionamento anche nelle varie sfere sociali.

Tutto questo è molto bello ma vi è sempre un “mha…”

A mio avviso Google sta cercando di utilizzare informazioni più o meno “personali” al fine di influenzare la SERP (pagina dei risultati del motore di ricerca) dell’utente, ma ciò porterà veramente un miglioramento nella qualità della ricerca? Non rischierà di “nascondere” informazioni che potrebbero essere utili?

Sono tutti interrogativi da porsi, anche perchè abbiamo già visto come le pagine ed i profili di Google+ stiano, anche in assenza di backlink, dominando le posizioni della SERP.

Inoltre Google non è nuovo a trascurare siti web, nonostante l’introduzione di Google Panda, siti web che utilizzano pratiche SEO non corrette (link nascosti, testo colore su colore ecc) posizionati in prima pagina per keyword anche competitive.

Per esempio cercate “scatole natalizie” e vedrete subito un posizionamento “anomalo” per un sito web.

Questa nuova trovata di Google potrebbe essere una mossa di marketing per interagire con le informazioni e i collegamenti personali degli utenti per poi sfruttarle in AdWords rubando “clientela” a Facebook…oppure un reale miglioramento della qualità dei risultati di ricerca.

A mio avviso sarebbe opportuno che il colosso della Mountain View sistemasse gli erroroni della Serp e analizzasse realmente i dati delle query, per cercare di capire se la mossa social+serp sia la strada vincente.

Voi cosa ne pensate?

NextStyler: fashion addicted e fashion designers si incontrano sul web [INTERVISTA]

Let’s start your fashion brand together!”: questo il claim della startup nata dal progetto di due giovani napoletani, Mary Palomba e Maurizio Palumbo, ex free lancer pubblicitari esperti di fashion brand communication e oggi startupper appassionati di quella che vuole proporsi come una risposta alla ricerca di unicità ed esclusività che oggi il gusto collettivo ritorna a manifestare.

Si tratta di un nuovo brand di moda, prodotto interamente in Italia, creato da stilisti emergenti e scelto direttamente dagli acquirenti, che vengono coinvolti nella selezione e personalizzazione dei capi delle collezioni attraverso la piattaforma web, interamente in inglese, www.nextstyler.com.

Abbiamo intervistato uno dei soci fondatori, Mary Palomba, per conoscere i dettagli di questa iniziativa, il percorso seguito, il peso esercitato dal supporto finanziario di soggetti investitori e gli aspetti strategici del progetto imprenditoriale.

E’ emerso come la business idea nasce nel luglio 2010 dalla doppia esigenza di dare spazio agli stilisti emergenti, che troppo spesso non riescono ad entrare nel fashion business, ma anche di proporre ai fashion addicted, sempre aggiornati sui nuovi trend, capi sempre nuovi ed esclusivi.

Come funziona NextStyler

Abbiamo chiesto di illustrarci come funziona tecnicamente la piattaforma di NextStlyer e la risposta è stata:

Il sito www.nextstyler.com propone dei contest tematici ispirati ai fashion trend più attuali, dove i giovani stilisti possono partecipare inviando degli sketch che saranno poi votati dalla community di NextStyler. L’abito dello sketch vincitore sarà quindi prodotto, senza costi da parte dello stilista, e successivamente venduto in tutto il mondo attraverso l’online-shop del sito.

Lo stilista vincitore, oltre a veder prodotte le proprie creazioni e a guadagnare visibilità, avrà diritto al 10% di royalties sulle vendite. Nascerà quindi un nuovissimo ed esclusivo fashion brand generato da giovani creativi, i cui capi sono prodotti sulla base della scelta degli acquirenti che vengono direttamente coinvolti nella selezione. Ogni prodotto NextStyler porta la firma dello stilista che lo ha disegnato ed è completamente Made in Italy, sinonimo in tutto il mondo di qualità e attenzione ai dettagli”.

NextStyler Teaser from NextStyler on Vimeo.

Dalla Business Idea al Go to Market

Per calarci nei panni di uno startupper e conoscere non solo le luci della ribalta, ma anche il dietro le quinte, abbiamo chiesto a Mary di illustrarci il percorso dall’ideazione del progetto al “go to market”, per comprenderne tempi ed eventuali difficoltà.

“Dalla ideazione del progetto, nel luglio 2010, all’inserimento online della piattaforma, settembre 2011, il percorso di sviluppo imprenditoriale è stato rapido. Ci sono voluti 7 mesi per coordinare la realizzazione del sito, individuare i partner giusti per la produzione e la struttura per la logistica che ci supporterà nelle spedizioni e lo stoccaggio”, racconta Mary.

Mary continua “non sono stati fatti grossi investimenti pubblicitari e tutti gli utenti di nextstyler, dai fashion designer ai fashion addicted, si sono iscritti attraverso passaparola e social network. Siamo molto entusiasti di questo risultato. Il primo contest Swinging Lady si è già chiuso ed i primi sketch vincitori, dei designer Alessandro Gaeta, Cascades Lotempro, Gennaro Corvo e Stefania Schino, sono già in produzione e saranno in vendita entro la fine di gennaio. Attualmente siamo online col secondo contest, The Essence of Spices”.

Enlabs: incubatore ed early investor

Questo successo nel lancio e nella fase iniziale dell’iniziativa (per cui si prevede di raggiungere 10 milioni di fatturato e 10 dipendenti in tre anni) è anche merito del supporto ricevuto dall’incubatore romano Enlabs di Luigi Capello, dall’advisor Gianmarco Carnovale e da una schiera di mentor ed esperti imprenditori che hanno svolto un continuo advice.

Nello specifico, abbiamo chiesto a Mary di illustrarci il ruolo svolto da Enlabs:

“Grazie al micro seed ricevuto da Enlabs abbiamo potuto dar via alle prime fasi di sviluppo del progetto, ma soprattutto l’esperienza dell’incubazione (durata 6 mesi) è stata molto formativa. Abbiamo seguito corsi di marketing, per l’organizzazione aziendale e per la gestione dei rapporti con gli investitori e abbiamo preso parte ad eventi organizzati con business angels e investitori di venture capital dove abbiamo presentato la nostra startup”.

Non indifferente gli stimoli provenienti da altri startupper grazie alla partecipazione al Venture Camp di Mind the Bridge a Milano, preceduto dal Boot Camp di Torino e che culminerà nel Gym Program di un mese a San Francisco a cui NextStyler parteciperà di diritto come impresa tra le finaliste alla competition del 2011, lottando fianco a fianco con gli altri startupper per l’innovazione!

“Innegabile punto di forza di NextStyler è il modo democratico di fare moda”, sostiene Mary, “siamo sicuri di possedere un vantaggio competitivo rispetto ai competitor dato dalla produzione interamente Made in Italy, dagli alti standard qualitativi ad un prezzo accessibile ed in tiratura limitata, garantendo esclusività del brand ed unicità del design”.

Noto che ad oggi il panorama imprenditoriale della moda vede un solo business model vicino a NextStyler – un’impresa austriaca, Lookk, che però non crea collezioni tematiche e non gode del vantaggio del Made in Italy – questa startup mostra di avere tutte le carte in regola per “innovare la moda”.

Un ninjesco “in bocca al lupo” a questi ragazzi e non ci resta che aspettare “Who’s next styler?”.

Samsung Digital Window: il futuro è touch

Il CES 2012 ha portato la solita ventata di novità e prodotti “futuristici”. Restando con i piedi per terra però, oggi parliamo di una novità Samsung: la Smart Digital Window.

Samsung Digital Window: il futuro è touch

Ricordate l’articolo di novembre sul futuro fatto di vetro? Bene, questa innovazione potrebbe tranquillamente seguire quel filone, coniugando eleganza e modernità.

Touchscreen, 46 pollici a 1366 x 768: potete controllare il meteo, vedere video, twittare con gli amici, connettervi ad Internet per fare qualsiasi cosa. Magari, quando volete spegnerla, chiudere la “finestra” con una tapparella digitale!

Ecco due video che ne illustrano il funzionamento:

Potremmo vederla sul mercato addirittura nei prossimi mesi! Cosa ne pensate?