I nuovi trend dell'E-commerce salveranno il vostro Natale

E’ tempo di shopping natalizio, gente! Finalmente è partita la ricerca del giusto dono al giusto prezzo. Fredde giornate trascorse tra scaffali e scontrini da conservare, prezzi da comparare, imbarazzi nel chiedere alle commesse indumenti intimi femminili per la vostra fidanzata.

Una bella scocciatura, a pensarci bene, soprattutto perchè quel vostro amico che vi mette a posto il computer vi ha detto che lui non esce mai di casa per fare shopping ma lo fa comodamente seduto sul divano, sorseggiando in pigiama la sua tisana alle bacche selvatiche.

Il numero di acquisti e acquirenti on line è aumentato esponenzialmente negli ultimi anni: nel 2012 negli Stati Uniti hanno stimato in 224 miliardi di dollari la cifra spesa in e-commerce. Piccoli e grandi distributori hanno capito che le transazioni on line sono il vero mezzo per incrementare le proprie vendite, e la diffusione dei social network ha aiutato questo processo.

In che modo?

Qualche anno fa i ragazzi di Google definirono Zero Moment of Truth quel preciso momento in cui il consumatore è indeciso tra due prodotti ai suoi occhi equivalenti. Ecco.

Quello è il momento in cui la rete si è fatta sentire, in cui il feedback ha preso spessore, e in cui la valutazione di altri consumatori è divenuta realmente influente. Gli utenti hanno in sostanza reso l’e-shop il negozio sotto casa.

Ecco quindi i trend che hanno portato l’e-commerce a essere la vera chiave per rendere smart e di successo il proprio business:

L’e-commerce è sempre più social

Il parere di chi conosciamo è la review di prodotto più affidabile. Proprio perchè chi ci parla conosce i nostri gusti, le nostre passioni, le nostre aspettative. Il social e-commerce è dunque il driver più affidabile per arrivare a decidere cosa acquistare (e a chi vendere).

L‘advertising su Facebook si basa proprio su questo. Timeline, status, like e commenti sono il nuovo catalogo di prodotti di cui ci si può fidare. Scrivereste mai un bel post su un agriturismo dove vi hanno dato cibo scadente?

Da fan a fan, non da brand a fan

Se prima Facebook era il posto dove ritrovare i propri compagni delle elementari con cui organizzare tragiche cene di racconti di vita, oggi è anche luogo di interazione tra brand e fan.

Abbiamo tutti messo un Mi Piace su una pagina di marchio, e molti di noi hanno utilizzato una Facebook App brandizzata per giocare, informarci o anche solo vincere un premio.

Il ruolo del brand deve però fermarsi qui: offrire informazione, entertainment e organizzare contest per i propri follower. Non bisogna abusare della fiducia che i fan danno, inserirsi in maniera morbosa nelle loro timeline può solo portare a un triste addio.

Più merchandise per tutti

Grazie all’e-commerce, tutti siamo potenziali clienti e possibili venditori. La scelta di acquisto si è dilatata in maniera esponenziale, i prezzi ne hanno giovato e il cliente sa come cercare ciò che vuole.

Cosa fa dunque di un venditore la migliore scelta per l’acquirente? Sicuramente la grande disponibilità ma anche la possibilità di trovare prodotti che altri non hanno; beni e servizi customizzati ed esperienza di acquisto piacevole e sicura.

Anche il più piccolo fornitore può entrare tra i top seller se capisce come rendere unico il proprio prodotto.

Smarter Marketplaces

L’evoluzione dell’e-commerce ha portato ad un vero e proprio boom di marketplace dove vendere e acquistare. Questi luoghi virtuali sono il vero trampolino di lancio per chi desidera diffondere in maniera capillare e in tutto il mondo il proprio marchio.

Solo nel 2011 su Amazon sono stati spesi quasi 50 miliardi di dollari. E il fenomeno della coda lunga (da un mercato di massa ad una massa di mercati) ha fatto sì che sempre più piccoli retailer trovassero il proprio spazio in maniera semplice ed efficace.

La creatività paga sempre

Offrire un servizio personalizzato e conveniente è importante, ma per ottenere un successo completo è importante anche distinguersi dagli altri. La creatività nell’offerta è la chiave per impressionare l’utente, e allora perchè non rendere l’acquisto un gioco divertente?

Groupon e Living Social hanno fatto dell’offerta a tempo limitato la chiave del proprio successo. Un advertising viral è un altro modo simpatico per fare girare il brand in maniera non convenzionale. Altre idee?

Lo store a portata di mano

Un crescente numero di utenti utilizza lo smartphone per accedere a Internet. Lo shopping dove vuoi e quando vuoi. Ecco perchè i venditori più premiati dagli utenti sono quelli che offrono esperienze ottimizzate per mobile.

Free shipping

Il 75% degli utenti abbandona il proprio carrello di acquisti on line quando scopre che la spedizione non è gratuita. Per questo motivo, oltre il 52% delle transazioni nell’ultimo anno sono state fatte senza costi di spedizione.

Perchè offrire prodotti a prezzi concorrenziali se poi perdiamo la gara con altri retailer a causa dell’ultimo piccolo passaggio prima del pagamento?

Questi sono solo alcuni dei motivi per cui presidiare la rete è oggi più che mai necessario per i venditori, qualunque sia la portata dei loro affari.

E voi, avete già costruito il vostro business virtuale?

La metropolitana più bella d’Europa? A Napoli, anche grazie alla Stampa lenticolare

Pensate alla stazione della metropolitana che più vi ha affascinato. Parigi, Londra? La punta di diamante, in fatto di gallerie d’autore è in realtà molto più vicina di quanto possiate immaginare. Il prestigioso Daily Telegraph, in un recente reportage fotografico dedicato alle stazioni della metro più belle d’Europa ha infatti assegnato il primo posto alla fermata Toledo, a Napoli.

La stazione, situata nel quartiere San Giuseppe, punto nevralgico dello shopping partenopeo, è stata progettata dall’architetto catalano Óscar Tusquets Blanca.

Le peculiarità che contribuiscono all’incoronazione di questo gioiello dell’urbanistica sono molte: 2 grandi mosaici dell’artista William Kentridge, scale mobili illuminate dall’interno, con un elegante gioco di colori, e la suggestiva galleria del mare “By the Sea…You and Me” di Robert Wilson.

La tecnologia che ha reso possibile gli effetti che vedete nelle foto e nel video è la stampa lenticolare H3D® System, sviluppata dall’azienda italiana TreD, un nuovo supporto all’avanguardia che consente di ottenere effetti di animazione e di movimento che catturano subito l’attenzione dell’osservatore. Data la sua flessibilità, la tecnica di stampa lenticolare è utilizzata tanto in ambiti prettamente artistici, come in questo caso, quanto per scopi commerciali, come vetrine, soluzioni espositive o materiale di comunicazione e marketing innovativo.

Le due lunghe pareti lenticolari della stazione Toledo riproducono il mare, simbolo per eccellenza di Napoli,  che grazie ad un effetto multiframe si anima al passare dei pedoni, dando l’illusione realistica di onde che invadono la stazione. La retroilluminazione e l’aggiunta di una lastra di vetro che incornicia l’installazione rendono l’impatto visivo ancora più d’effetto:

Grazie agli straordinari effetti della stampa lenticolare, Napoli ha battuto la fermata Komsomolskaya di Mosca, con i suoi mosaici e la stazione di Stoccolma che ha per tema la natura, oltre alle celebri metro di Londra e Parigi.

Ma non è la prima volta che TreD riesce a portare agli onori della cronaca una stazione della metropolitana di Napoli: per il progetto “Le stazioni dell’arte” è stata realizzata la fermata Università, su disegno del designer newyorkese Karim Rashid,  una superficie di 250 metri quadri, che rappresenta la più grande installazione lenticolare al mondo. Dalla combinazione di effetti 3D eMoving utilizzata  è scaturito un vero tripudio di colori e pop art:

Queste due stazioni, diverse ma accomunate dal loro fascino, testimoniano che arte, cultura, creatività e qualità del Made in Italy sono ancora valori forti e riconosciuti a livello internazionale.

Hasbro My3D: tre dimensioni sempre con te!

Hasbro My3D: tre dimensioni sempre con te!

Hasbro My3D: tre dimensioni sempre con te!

Con Hasbro My3D finalmente il 3D approda anche sugli smarthphone e iPod di ultima generazione. La nota casa di giochi da tavolo e giocattoli ha deciso di avvicinarsi al mondo mobile con un prodotto in grado di simulare la visione stereoscopica anche su dispositivi non nativamente predisposti. Il fulcro dell’intera esperienza è centrato sugli occhialoni 3D, molto simili ad una maschera subacquea, che vengono attaccati tramite un supporto allo smartphone o all’iPod.

Effettuata questa operazione di setting possiamo lanciarci sull’Apple Store dove troveremo delle applicazioni, sviluppate ad hoc, che ci permetteranno testare a fondo l’aggeggio di Hasbro. La qualità e la tipologia di applicazioni varia enormemente, nonostante il parco titoli non sia ancora corposo.

Hasbro My3D: tre dimensioni sempre con te!

Sorvolando sull’applicazione “My3D presents app” che è una sorta di video-tutorial, le applicazioni a disposizione sono tre, tutte rilasciate gratuitamente sullo store.

Sector 17  è uno shooter in 3D che ci porterà in una costellazione lontana, ficcandoci nella classica torretta e lanciandoci contro una quantità indescrivibile di nemici.Le meccaniche di gameplay molto semplici, associate alla rotazione a 360 gradi della camera, si dimostrano come un’ottima demo per il prodotto Hasbro.

360° sharks parte dallo stesso presupposto e dalle stesse meccaniche per immergerci questa volta in un ambiente diverso, l’oceano. Ci troveremo a dare la caccia a pericolosi squali o collezionare informazioni sulle specie degli abissi marini semplicemente piegando e girando la testa.

Bubble Bolt si discosta completamente dai precedenti per chiuderci in una sfera e lanciarci in una serie di livelli 3D. Scopo del gioco è condurre la sfera al traguardo senza cadere dal bordo del livello.

 

Hasbro My3D: tre dimensioni sempre con te!

 

Sebbene attualmente l’utilizzo di My3D è alquanto limitato, in futuro, con l’arrivo di film, trailer e ulteriori applicazioni, gli occhialoni di Hasbro possono rappresentare una soluzione pratica, facile e relativamente economica per avere il 3D stereoscopico sul proprio dispositivo portatile.

Costo? Circa 25 dollari.

Come sfruttare il Gangnam Style per stimolare il social buzz? [INFOGRAFICA]

Il successo virale del Gangnam Style si sta rivelando non solo globale per portata, ma anche molto duraturo negli effetti. Questo tormentone sembra infatti non volersi fermare, e anche noi lo abbiamo recentemente analizzato per comprendere i motivi del boom.

Era naturale dunque che, prima o poi, anche i brand e le aziende si ‘impadronissero’ del meme per riutilizzarlo nelle proprie strategie di contenuto: realtà come Red Bull, Abercombie Kids, Vodafone Zoozoos e M&M’s hanno cercato di reinterpretare lo stile e i movimenti dell’entertainer asiatico Psy come leva di engagement per i propri fan e follower.

Intel, per esempio, ha ripreso il balletto ormai celebre condividendo una foto che riproponeva un dipendente in stile Lego mentre si contorceva come nel video ufficiale. Il risultato? Un incredibile effetto buzz!

A questo proposito, una bellissima infografica di Unmetric ripresa da Brand Magazine ci mostra tutti gli utilizzi che i brand hanno fatto finora del Gangnam Style, riproponendolo sui social media in forme e con strumenti differenti.

Italia Caput Mundi storytelling: lo spot

Ricorderete che qualche giorno fa vi abbiamo raccontato di essere stati a Siena per il lancio di un’iniziativa inedita che ci appassiona moltissimo, la campagna di comunicazione Italia Caput Mundi.

Ci appassiona così tanto da aver voluto prenderne parte ideando in esclusiva uno storytelling, elaborando cioè un format per la sua promozione che sarà per noi un esperimento di comunicazione a tutti gli effetti.

Ci metteremo in gioco “facendo”, mettendo in pratica quel sapere che proviamo a condividere con voi e raccontare tra queste pagine, ecco perché continuiamo a volervi con noi in quello che abbiamo definito un viaggio.

Quindi partiamo!

Il video numero zero: #ItaliaCaputMundiStorytelling

Quello che avete appena visto è lo spot che abbiamo proiettato a Siena durante la presentazione della video-serie “Italia Caput Mundi storytelling”, interamente ideata e prodotta dalla sezione Business di Ninja Marketing in collaborazione con Giuseppe Rivello e Mariaelena Zoppei della BeNinja Tv.

Durante il viaggio che inizieremo a gennaio, toccheremo vari argomenti attraverso il marchio “made in Italy”, perchè la campagna Italia Caput Mundi nasce con lo scopo di far conoscere e promuovere il lato migliore dell’industria italiana e noi racconteremo la sua storia, quella delle aziende italiane dei prodotti leader intrecciata con le storie singole degli imprenditori che ci sono dietro.

L’obiettivo è favorire il funzionamento della buona impresa o, per dirla con le parole di Mad in Italy!, “defibrillare un paziente che rischiamo di perdere: la capacità italiana di produrre idee che funzionino. Se ci pensate, in quei venticinque anni scarsi che seguirono il boom economico, l’Italia è riuscita a esprimere la propria classe politica più autorevole, il suo migliore giornalismo, il suo migliore cinema”.

Siamo convinti che quando le imprese funzionano, funziona il Paese e si attivano le menti di ogni settore.

Se oggi non ci impegniamo attivamente a far ripartire l’economia dando credito agli imprenditori, soprattutto i più giovani, non avremo un futuro ricco di personalità di livello. E saremo costretti anche per i prossimi trent’anni a citare ancora Moro, Montanelli o Pasolini. Abbiamo bisogno di gente nuova, capace di dire e fare cose importanti per sé e la società italiana, abbiamo bisogno perciò di comunicare questa esigenza senza lamenti e ipocrisie ma, anzi, con un tocco di ironia e tante scoperte sorprendenti sul nostro modo di lavorare.

Soprattutto, non abbiamo bisogno di veder fuggire ancora molti di noi perché altrove si investe meglio e si sta meglio ovunque tranne che in Italia.
Ecco quindi perché abbiamo scelto di viaggiare in Italia e riscoprirla con uno storytelling.

Il futuro dell'E-Commerce? L'Everywhere Commerce. Quattro chiacchiere con Gianluca Diegoli [INTERVISTA]

e-commerce

Pronti a ricaricare le batterie per il nuovo anno? Dal 28 gennaio al 22 marzo arriva il Master Online in Strategie di Marketing & E-commerce: un percorso formativo di 40 ore completamente online per progettare e gestire un e-commerce di successo.

9 Moduli di Alta Formazione, 12 ore di Question Time, 4 ore di Seminari di Approfondimento studiati per formare il professionista in modo completo su tutti gli aspetti di progettazione e gestione di un e-commerce acquisendo così le competenze necessarie per raggiungere i vostri obiettivi di business.

A poco più di un mese alla partenza definitiva, Ninja Academy ha sentito l’esigenza di scambiare quattro chiacchiere con Gianluca Diegoli, direttore scientifico del corso e docente dei moduli in Digital Marketing Strategy e Social Media Marketing.

Focalizzare il proprio business, scegliere il modello di e-commerce e definire il piano di marketing ma anche gestire la relazione con il pubblico utilizzando i social media: ecco cosa ci ha svelato in anteprima Gianluca Diegoli.

Gianluca_Diegoli

Ciao Gianluca! Cosa devono aspettarsi i partecipanti dai moduli in Digital Marketing Strategy e Social Media Marketing?

Il primo modulo affronta il digitale come se fosse (e lo è, in effetti!) un progetto commerciale e di business, e non un progetto tecnologico o informatico. Capire come posizionarsi, come differenziarsi, quali strumenti utilizzare non basandosi sul proprio intuito (o su preconcetti) ma su dati di mercato. Affronteremo lo schema P-O-S-T di analisi: People (capire la audience), Objectives (capire i tuoi obiettivi e formalizzarli), Strategy (quali contenuti, quali rewards dare per avere le azioni desiderate), Tools (quali piattaforme utilizzare). Credo sia utilissimo non solo per chi affronta un progetto di e-commerce, ma per tutti coloro che devono gestire un business online, indipendentemente dalla vendita o meno.

Il secondo modulo affronta, in una logica rivolta appunto all’e-commerce, l’uso dei social media, non tanto come strumenti di vendita diretta, ma come strumenti tesi ad avvicinare lo store alla propria audience potenziale e a farla rimanere in contatto con esso. Vedremo quindi come i maggiori store online utilizzano Facebook, Twitter e il mondo delle immagini di Instagram, Pinterest e Tumblr, per ottenere engagement, differenziarsi e quindi.. vendere.

Quali case history verranno trattate? Potresti darci qualche anticipazione a riguardo?

Prenderò esempi soprattutto americani: parleremo di Asos, Zappos, Amazon, Burberry e tanti altri, anche di aziende non enormi ma con buone piccole idee. Non lunghe case history quindi ma pillole di saggezza a cui attingere, alla portata di tutti.

Il miglior consiglio per un’efficace strategia social?

Pensate a una strategia di contenuti come se il vostro brand fosse una persona.

Qual è il futuro dell’e-commerce? Come si sta evolvendo in Italia?

Il futuro dell’ecommerce è.. l’everywhere commerce 🙂 Integrazioni e sviluppi che mescolano innovazioni a livello di piattaforma (social, mobile, etc.) con altre a livello di delivery (consegne presso Point Of Presence, Pick and Pay, etc.) con altre ancora a livello di business (Renting, Subscription, Gruppi di acquisto, scambio e baratto, etc.)

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Knowledge for change. Be Ninja!

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Turismo 2.0 attraverso SEO e strategie social

Ormai sono moltissime le persone che si affidano ad Internet per prenotare un viaggio o una vacanza, e questo gli operatori dell’industria turistica lo sanno molto bene. Consapevoli di ciò, gli operatori sono oggi particolarmente attenti ad aspetti come il posizionamento sui motori di ricerca o le strategie social.
Promuovere un portale turistico attraverso strategie SEO e di web marketing diviene, quindi, fondamentale, ma anche piuttosto difficile, sia per la crescente concorrenza che per le attese del cliente che, pur capendo l’importanza di un’efficace presenza online, spesso avanza richieste che stridono con una competenza sul campo.

A breve distanza dalla presentazione del Webbing Rank 2012, ricerca dello Studio Giaccardi&Associati che analizza in rete le 22 destinazioni europee più dinamiche in termini di strategie 2.0, appare interessante capire come un portale turistico oggi può migliorare il suo posizionamento online e attrarre domanda turistica attraverso SEO e strategie social.

Dalla ricerca menzionata sopra è emerso come oggi, al 2012, la Toscana con il suo portale turistico appare tra le tre migliori strategie-destinazione online, insieme alla Svizzera ed al Trentino.
Fanpage di Facebook tra le esperienze più rilevanti nel panorama delle presenze social delle destinazioni turistiche registra (dati luglio-ottobre 2012) oltre 172.000 fan e quasi 300mila interazioni. La Toscana è al primo posto nel coinvolgimento del proprio audience; ogni post ottiene in media 486 interazioni. Per Foursquare prima destinazione italiana per numero di follower, ad oggi ne registra 15.500. A questo si aggiunge l’ampio lavoro che quotidianamente viene svolto dal social media team sulle altre piattaforme (in particolare WordPress e Twitter).

Questi sono dei benchmark a cui mirare, ma come?
Cerchiamo attraverso il contributo analitico di Lorenzo Renzulli, web tourism marketing e SEO consultant, di analizzare gli step chiave per una buona strategia SEO e social applicabile ai portali turistici che affollano la rete, ma senza un posizionamento rilevante – per gli operatori turistici – e accattivante – per i turisti in cerca d’ispirazione.

Individuazione degli obiettivi

Prima di mettere in atto vere e proprie strategie atte ad aumentare la visibilità di un portale turistico, è fondamentale che il cliente (nel nostro caso un portale turistico) abbia chiaro quali sono i suoi obiettivi, in termini di traffico, ma non solo.
Affinché gli obiettivi, una volta definiti, siano misurabili, bisognerà conoscere nel dettaglio le attuali performance del portale, se è già online, ed individuarne di conseguenza le maggiori criticità e, viceversa, eventuali eccellenze su cui puntare.

La scelta delle parole chiave

Definire gli obiettivi che si vogliono raggiungere è molto importante, ad esempio: si vogliono raddoppiare le visite, si vogliono triplicare le richieste di prenotazione o le registrazioni alla newsletter, ecc.
In base a questi obiettivi andranno scelte le parole chiave da utilizzare poi nell’ottimizzazione dei contenuti e nella promozione.

Il macro-obiettivo è naturalmente quello di far apparire il portale turistico ai primi posti nei risultati di ricerca dei principali motori, per le parole chiave di nostro interesse.
Va però ricordato che essere primi su Google con una determinata parola chiave non significa necessariamente ricevere molto traffico e, soprattutto, non significa monetizzarlo.

Il processo che porta a scegliere le parole chiave di nostro interesse passa dall’analisi delle nostre statistiche e dall’osservazione del posizionamento dei nostri concorrenti con le medesime chiavi di ricerca.
La scelta di puntare su key molto competitive o su termini più “alternativi” è soggettiva e guidata in primis dai nostri goal.

Posizionarsi per una key-phrase del tipo “hotel Rimini” potrebbe essere il sogno di molti siti di settore, ma scegliere di puntare, ad esempio, su “offerte last minute hotel rimini” oltre a semplificare il lavoro SEO, riducendo tempi e costi, potrebbe anche portare un numero notevolmente più alto di prenotazioni online, o accessi al sito per richieste di informazione.

Posizionamento sui motori di ricerca

Molti clienti, anche tra i più smaliziati, confondono ancora indicizzazione e posizionamento. Non basta essere su Google, ma bisogna esserci quando conta, ovvero in risposta ad una ricerca per la quale abbiamo qualcosa da offrire all’utente, che si trasformerà, nella migliore delle ipotesi, in nostro cliente.
Una volta scelte le parole chiave su cui puntare, bisognerà lavorare per potersi posizionare in modo da apparire agli utenti che impostano la ricerca in base a queste tra i primi risultati proposti dal motore.

Le strategie per ottenere questo importante risultato sono molteplici, così come gli errori da evitare.
Tra gli errori più gravi c’è il cedere alla tentazione di inserire link (magari anche a pagamento) su siti di bassa qualità. Da tempo ormai per Google conta più il peso dei link, rispetto al loro numero.
La migliore strategia è quella di offrire all’utenza, e agli addetti ai lavori, servizi e contenuti di qualità, così che siano gli stessi albergatori, o le altre strutture recensite sul portale turistico, a linkarlo come fonte utile ed autorevole.
Stessa cosa potrebbero fare sui loro blog o dai loro profili social i viaggiatori soddisfatti.

Strategie di Web Marketing

Oltre al posizionamento sui principali motori di ricerca, un portale turistico in cerca di visibilità potrebbe poi sicuramente trarre dei benefici da campagne pubblicitarie su AdWords e/o Facebook.
Anche in questo caso è molto importante la scelta delle parole chiave, in base ai propri obiettivi, ma anche in relazione al target e al budget a disposizione.

Quando si crea una campagna è molto importante il messaggio, così come eventuali immagini associate ad esso, in base al target da raggiungere, individuato in base a parametri quali: età, sesso, provenienza geografica, ecc.
E’ buona norma creare più versioni del medesimo messaggio pubblicitario e monitorare quali ottengono le migliori performance, in particolare un click through più elevato e, naturalmente, maggiori conversioni.

La presenza sui Social Network


I Social Network hanno un peso sempre maggiore e anche i portali turistici spesso dispongono di pagine Facebook, profili su Twitter, ecc. Il problema è che in molti casi, come d’altra parte capita ad altre tipologie di siti ed aziende, queste pagine vengono amministrate male.

Essere presenti sui più noti social network non è obbligatorio e di sicuro non lo è essere presenti su tutti.
E’ possibile trarre notevoli benefici da una buona presenza social, ma un cattivo uso di questi mezzi può essere inutile, se non addirittura dannoso.

La presenza sui Social Network, così come quella sui motori di ricerca, andrebbe pertanto sempre studiata a tavolino.
E’ inutile, ad esempio, usare Facebook, Twitter, ed altri siti social per proporre i medesimi contenuti e link del proprio blog aziendale. Piuttosto incentiviamo gli utenti a seguire i nostri feed.

La presenza sui social network dovrebbe servire a rafforzare la reputazione e l’aspetto “umano” di un brand.
Un portale turistico potrebbe, ad esempio, valorizzare attraverso i social le immagini, meglio se inviate dagli stessi lettori, i racconti di viaggio, i commenti e le recensioni, ma anche proporre contenuti e promozioni riservate esclusivamente ad amici, fan e follower, diversi quindi da quelli riportati sul sito ufficiale.

Mai pretendere interazioni da parte degli utenti; se si è onesti con loro e si cerca di coinvolgerli in modo naturale, proponendo spunti interessanti, le interazioni arriveranno.
Un buon esempio in questo senso è rappresentato dal consorzio di alberghi che hanno aderito al portale turistico www.cesenaticobellavita.it, un sito con molte informazioni e spunti interessanti e con una buona presenza su Twitter, Facebook, Flickr, Google+, ecc., che gli è valsa buoni riscontri anche all’ultimo workshop BTO di Firenze.

Grazie a Lorenzo Renzulli per il prezioso contributo tecnico.

App of the Week: Regali di Natale, la lista dei regali sempre con te!

App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili che il nostro Kenji Uzumaki scova nei market e testa per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week!

Hai bisogno di organizzare tutti i regali che devi acquistare? Sei vittima del caos degli acquisti dell’ultimo minuto? Fai ordine grazie a Regali di Natale, la migliore app per smartphone che gestisce la tua lista di regali!

Affronta la crisi e non spendere più del dovuto grazie a questa semplice ma utilissima app natalizia!

Con Regali di Natale potrai organizzare la tua lista di regali suddividendoli per persona, così da tenere d’occhio i regali già comprati e quelli ancora da acquistare. Dopo aver inserito il nome di ogni persona presente nella tua lista, basterà assegnare ad ognuno dei nomi uno o più regali e spuntarli come già acquistati o meno. Per ogni nominativo potrai anche inserire delle note extra, per aggiungere informazioni aggiuntive e per non dimenticare proprio nulla.

Inoltre, Regali di Natale, a differenza di altre app di natale, è l’unica che ti aiuta a tenere sotto controllo il budget di spesa che ti sei prefissato per quest’anno, aggiornandolo in tempo reale ad ogni tuo acquisto. L’app ti da la possibilità di controllare sia quanto hai speso per ogni singola persona, sia il totale di soldi sborsati finora.

Regali di Natale è un’app gratuita, sia per App Store sia per Google Play Store (col nome di Lista della spesa di Natale).

 

 

 

Con Knowledge Graph la ricerca Google diventa più intelligente

Google Knowledge Graph

Non so se ve ne siete accorti, ma da un po’ di tempo Google è più intelligente.

Con l’implementazione del Knowledge Graph, l’ultimo aggiornamento rilasciato in Italia il 5 dicembre scorso, il motore di ricerca di Mountain View non si limita più a restituire una lista di risultati sulla base della corrispondenza delle parole chiave contenute nella pagina web con la query di ricerca dell’utente, ma analizza contesti, distingue referenti, incrocia la singola richiesta con lo storico delle ricerche precedenti al fine di restituire il risultato più “intelligente”.

Insomma, Google non offre più risultanti, risponde.

Ma per rispondere è necessario che il motore di ricerca “comprenda” la richiesta dell’utente, cioè penetri lo spessore semantico della parola, ovvero sia in grado di associare, a quella che rimane per ogni cervellone elettronico una semplice stringa di caratteri casuali, un referente reale, cioè un oggetto della realtà, cogliendo il complesso sistema di relazioni in cui quel referente è inserito. Una cosa decisamente molto umana.

Il grafo della conoscenza

Come fa Google a fare tutto ciò? Come fa a dare senso alle parole, a capire cioè che un animale è un animale nelle stessa maniera in cui lo capisco io, senza limitarsi semplicemente a verificare che la stringa di lettere digitata dall’utente nel modulo di ricerca sia identica a quelle archiviate nel suo database? È una domanda decisamente interessante, perché dietro di essa si cela la cara vecchia questione del significato e della significazione.

La risposta, nel caso di Google, è contesto, correlazioni, storico delle ricerche.

L’idea alla base del Knowledge Graph è la creazione di un enorme grafo della conoscenza in cui sono inseriti gli oggetti del mondo reale e il sistema di relazioni esistente tra di essi. Un dato singolo è semplice informazione. Informazioni correlate e gerarchizzate sono conoscenza. Google ha deciso d’ora in poi di strutturare i suoi database come bacini di conoscenza.

Per la creazione del Knowledge Graph, il motore di ricerca di Mountain View ha “studiato” oltre 570 milioni di oggetti e 18 miliardi di relazioni, contando su risorse pubbliche come Freebase, Wikipedia e il CIA World Factbook.

Con questa nuova logica di costruzione dei risultati, Google passa quindi dall’essere un motore di ricerca basato sulle informazioni ad un motore di ricerca basato sulla conoscenza, proiettandosi nell’universo della ricerca semantica.

Se ora provate a cercare  “Leonardo Da Vinci”, Big G è in grado di associare alla semplice stringa di caratteri un universo di significati che danno corpo all’oggetto reale Da Vinci: data, luogo di nascita, opere, etc. Provate a guardare nella colonna di destra.

Knowledge Graph: Google è diventato più intelligente

Allo stesso modo se cerchiamo “Parma”, nella colonna di destra il motore ci indirizzerà verso i tre referenti associati al nome: la città, la squadra di calcio e l’università. Risultati che nella lista ordinaria potrebbero anche non comparire affatto.

Come cambia la SEO?

L’evoluzione di Big G ha chiaramente enormi conseguenze sulla Search Engine Optimization (SEO), la tecnica di ottimizzare contenuti, struttura e link popularity di un sito web al fine di posizionarlo tra i primi risultati per una determinata parola chiave.

Lungi dal decretare la fine della SEO, il Knowledge Graph completa la svolta già inaugurata dagli ultimi due aggiornamenti (Panda e Penguin) finalizzati a privilegiare i siti ricchi di contenuti originali, di qualità e user-oriented.

È chiaro che, se Google è diventato un po’ più umano, allora sarà necessario scrivere per gli utenti piuttosto che per i motori di ricerca. Questo significherà liberarsi sempre più dal giogo delle parole chiave a favore della contestualizzazione e correlazione degli argomenti.

Beyoncè è il nuovo volto delle lattine Pepsi

 

Beyoncè Knowles sarà il nuovo volto della Pepsi, pronta a invadere il mercato con uno speciale packaging che raffigura la cantante in tutta la sua sensualità.

La popstar ha siglato un accordo da ben 50 milioni di dollari legando la sua immagine a quella della bevanda, che finanzierà anche il suo prossimo tour. Con questo contratto la bella moglie di Jay-Z batte il record di 5 milioni di dollari che l’azienda siglà nel 1983 con Micheal Jackson, e scalza i One Direction (testimonial unici del 2012) che hanno provato a riavvicinare i più giovani alla bevanda dell’azienda del North Carolina.

 

 

Per Beyoncè non è la prima volta con la Pepsi, infatti nel già nel 2003/2004 era stata testimonial della bevanda e ha avuto illustri predecessori, oltre al già citato Micheal Jackson, troviamo Ray Charles, Aretha Franklyn, Britney Spears, Janet Jackson e Christina Aguilera. Unica grande novità che differenzia quest’accordo dai precedenti è appunto la cifra record e gli investimenti di PepsiCo nei progetti creativi indipendenti della cantante. Secondo il New York Times sarà proprio Beyoncè a fare il miniconcerto durante l’intervallo del Superbowl XLVII, evento nazionale americano e sponsorizzato dalla Pepsi.

Oltre ad essere protagonista del nuovo spot televisivo, il suo volto sarà impresso su un’edizione limitata della lattina, che, rispetto alla versione del 2004,  raffigura il volto della cantante in maniera più stilizzata, mettendo in risalto le labbra carnose e lo sguardo intenso, caratteristiche inconfondibili della bella Beyoncè.