Conosciamo la vincitrice del contest della #battle12 [INTERVISTA]

Fu lei a vincere il contest della #battle12 tenutasi a Napoli, il mese scorso.

Le abbiamo fatto svariate promesse,  le abbiamo garantito anche un premio in gettoni d’oro ma lei non ne vuole sapere; pretende la mia intervista e io non posso esimermi. Infatti sono qui le domande che ho posto a Irene Fazio, attenta partecipante e fervida fan del nostro clan ninja.

1) Vediamo se davvero sei stata attenta; quali start-up hanno conquistato di più la tua attenzione? E perchè?

Certo che sono stata attenta, ma questo risultato lo devo anche grazie al format della #battle12 che secondo me ha il valore aggiunto di non farti distrarre neanche su una delle idee che sono state presentate; le senti in tutte le salse, come pich, a ritmo di musica, esposte in un minuto, poi 30 secondi infine in 10’’… Sarò accusata di campanilismo ma ovviamente sono stata più recettiva alle idee che potrebbero generare un impatto concreto sulla mia città e quindi ovviamente ho ‘drizzato le antenne’ per ‘Bike Sharing Napoli’ e la sua soluzione di mobilità alternativa, ‘Make your City’, ‘Interwine’… Senza escludere PlayAR, Youppit, MarketMind e naturalmente le vincitrici Buzzole e ReHub!

Non so come abbiamo fatto i nostri giurati a scegliere tra questi progetti tutti di grande valore e impatto socio-culturale!! Insomma complimenti a tutti e in bocca al lupo per il prosieguo.

2) Raccontaci della foto vincitrice del contest; è stata studiata oppure dobbiamo considerarla un puro scatto creativo?

Ovviamente è stato un puro scatto creativo, frutto dell’onda energetica scatenata dalla #battle12. Ormai sera tardi, davanti ad un meritatissimo happyhours non ho potuto resistere ad immortalare l’ultimo ‘pinnato’ dal mitico Marco Zamperini aka Funky Professor!

A Marco (il protagonista dello scatto) che ovviamente ringrazio, ho detto ‘ma lo sai che le Pins del Prof portano bene??’ … e vedi dove sono finita!

3) Un commento sul funky professor e sul team ninja (non sarai censurata in alcun modo)

Che dire, Funky Professor è un istrionico, positivo e competente professionista, mixa tutto con grande ironia e pragmatismo è un head hunter dell’innovazione, osservarlo lavorare è per me sempre una grande lectio magistralis! Inoltre sono felice di poter dire che tutti i Ninja incontrati alla battle sono un bel gruppo affiatato di veri ‘Mad in Italy’ e che hanno una grandissima ‘proactivity’, immaginazione e creatività…

4) E’ vero che vincerai i libri in premio solo se avrai risposto positivamente alla terza domanda?

Mi sembra che dalla risposta data ovviamente adesso mi spettano almeno due copie… 😉 !!

5) E come accade nei migliori talk show di sempre; c’è qualcuno che vuoi ringraziare in particolare?

Volevo salutare mamma, papà, tutti quelli che mi apprezzano e mi amano, che mi supportano e credono in me! A parte gli scherzi un grazie enorme a Antonio Prigiobbo aka Killermedia, Mirko Pallera e ai Ninjini tutti!!!

Street Ghosts: quando tecnologia e privacy diventano arte [INTERVISTA]

Molto spesso la tecnologia è stata usata nell’arte e molto spesso la privacy è stata oggetto di discussione, ma sono pochi gli esempi di uso intelligente ed artistico a scopo di denuncia della tecnologia. E tra questi si annoverano gli “Street Ghosts” di Paolo Cirio, artista italiano ma residente all’estero che ha pensato di trovare in Street View di Google immagini in cui sono presenti figure di persone, stampare a grandezza naturale la sagoma di queste persone e andare ad incollarla, senza autorizzazione, sui muri nello stesso identico posto in cui era ritratta in Street View. Noi abbiamo pensato di intervistare quest’artista per approfondire i motivi che lo hanno spinto a questa forma di “arte di denuncia”.

 L’idea degli Street Ghosts è nata prima come concetto artistico o come pensiero di protesta sulla privacy violata da Google?

L’idea è sorta da entrambi gli interessi. Sono stato street artist in passato, e recentemente lavoro con materiale in internet, il quale diventa sempre più interessante negli anni e continua a creare innovazione, anche in arte.

Considerato che sia tu Google avete usato dati personali senza permesso, non pensi che la gente possa mal interpretare il tuo gesto?

Ognuno ha una diversa idea sulla privacy, si tratta di un costrutto culturale che cambia nel tempo ed è del tutto personale. Alcuni, tipo i tedeschi, sono molto suscettibili a riguardo, altri come gli americani, molto meno.
Il mio lavoro mette in crisi questi percezioni culturali con nuovi modi di vedere ciò che nella quotidianità non notiamo per aver accettato cosa viene dato per scontato. In questo caso è interessante come questo lavoro abbia suscitato tanto scandalo per alcuni poster di carta del tutto temporanei e locali, mentre le immagini su Google sono visibili da tutto il mondo e sempre. Sembra che le informazioni personali in internet non sono considerate pubbliche ad a rischio, perché culturalmente si crede che pubblico sia ancora qualcosa che succede nel mondo fisico, il quale invece ha perso molto valore, e forse rimane il nostro unico vero privato.

 

 

Sei stato contattato da qualcuna delle persone da te usate?

No. Ma alcuni mi hanno segnalato dei soggetti da stampare con nome e cognome. Altri mi hanno indicato loro stessi individuati su Google Street View sperando che li usassi per i miei posters. Avere delle reazioni dirette sulla strada è difficile perché spesso sono foto scattate da alcuni anni. Ma nei prossimi mesi avrò dei poster in piccoli paesi di provincia dove tutti si possono riconoscere.

C’è un motivo per cui non scelto nessuna città italiana?

Questione logistica. Ricercare, stampare e viaggiare per gli interventi richiede molto lavoro. Ora musei e festival mi richiedono questo progetto in varie città del mondo. Forse presto qualcuno mi inviterà in terra d’origine.

 

 

Prima Amazon, poi Facebook, ora Google chi sarà il prossimo?

Twitter!

La tua opera People Quote People è, secondo la mia opinione, molto simile al meme Troll quotes del 2010, pensi ci sia qualche collegamento?

Difficile dire se ho inspirato Quote Troll, quando feci quel progetto i meme come li conosciamo oggi non esistevano ancora, ma l’idea in People Quote People è sorta dalla filosofia d’arte open source, con un approccio sovversivo ispirato direttamente da letterati del 800 che hanno promosso il plagiarismo, come Victor Ugo e Comte de Lautréamont.
L’idea di arte anonima è molto antica, ma anche negli anni sessanta o tardi novanta, alcuni poco conosciuti collettivi o movimenti artistici hanno inneggiato ad un arte più autentica senza autore. Non entro nella storia del plagiarismo, perché veramente antica con il mondo, e nessuno sa chi è veramente l’autore di alcuni dei capisaldi della nostra civiltà e chi se ne appropriato. Con internet questi processi di appropriazione linguistica sono velocizzati e moltiplicati con numeri inestimabili, inevitabilmente molti autori vengono plagiati sempre più spesso, con buone o cattive intenzioni. Oggi, come ieri, il vero autore o originario è chi riesce ad imporsi con forza di promozione per far riconoscere il suo nome come autore e farlo riconoscere dalle masse, ma dubito esista un’idea “unica e originale” al mondo.

 

Ringraziamo Paolo per la disponibilità dimostrata e vi invito a seguire il suo sito in quanto, come anticipato nell’intervista, a breve Twitter avrà una nuova dimensione artistica.

Come trasformare la tua passione in lavoro? La parola a Giuliano Ambrosio [INTERVISTA]

Dal 3 al 19 dicembre arriva il Ninja Corso Online in “Diventare Freelance”: 10 ore formative in compagnia di Giuliano Ambrosio, Web Creative Strategist (ovviamente Freelance), direttamente da Julius Design.

L’obiettivo del corso è quello di mettere i Freelance in condizione di massimizzare il risultato del proprio lavoro attraverso l’uso corretto ed efficace del Web e dei Social Media. Conoscere e sfruttare a proprio favore il potenziale di questi ultimi permette infatti di avere maggiori possibilità di aumentare la propria visibilità conquistando nuovi lavori e clienti.

Il percorso intrapreso insieme a Giuliano permetterà di scoprire le migliori strategie, tecniche e metodologie pratiche per intercettare clienti partendo da zero, per creare una presenza online e utilizzare Internet e le strategie di Personal Branding per emergere dalla massa, ma anche di avere un occhio di riguardo per tutte le tematiche di contorno e forse più ostiche – ma non per questo meno importanti (leggi INPS e aspetti fiscali).

Trasformare potenziali competitor in alleati, iniziare partendo da zero, creare rendite passive grazie al web sono solo alcuni dei punti che verranno toccati all’interno del programma: date un’occhiata al programma completo e e assicuratevi il posto tramite il form di iscrizione sulla landing page dedicata.

Qualche domanda al nostro docente e la conversazione si è subito trasformata in ottimi spunti iniziali. Prima di perdervi nei meandri dell’intervista fatta a Giuliano, ricordatevi che entro domenica 25 novembre potete usufruire dello sconto early booking, acquistando il corso a 199 € (anziché 249 €).

Pronti a diventare boss di voi stessi?

Giuliano Ambrosio

Ciao Julius! Cosa devono aspettarsi i partecipanti dal Corso Online in Diventare Freelance?

J: Durante il Corso Online cercherò di condividere alcune riflessioni e nozioni per intraprendere la carriera da Freelance. Quando mi sono trovato a decidere di passare da lavoro Dipendente a Freelance avevo molti dubbi, molte perplessità e non riuscivo a trovare in nessuno quella “Guida” a cui poter chiedere consigli o semplicemente con cui confrontarmi su alcune paure tipiche di questo mondo.

Spero che durante queste 10 ore, grazie alla mia esperienza (successi, insuccessi ed esperimenti), io possa essere la vostra “Guida” e mostrarvi come organizzare il vostro tempo ma soprattutto cambiare mentalità ed entrare col piede giusto nel mondo Freelance.

Essere Freelance oggi non significa solo essere capi di se stessi, non avere più orari e lavorare in pigiama. Tutte queste cose possono essere “divertenti” all’inizio, ma molto facilmente possono trasformarsi nella nostra rovina. Mostrerò come emergere dalla massa mostrando il proprio talento e ingaggiando potenziali brand con attività e tecniche non convenzionali.

In conclusione, non aspettatevi un semplice Corso Online: spero sarete attivi durante le mie riflessioni e condivisioni per creare ed integrare anche le vostre necessità primarie.

Puoi darci qualche anticipazione rispetto alle case history che verranno trattate?

J: Le maggiori case history riguarderanno proprio me in prima persona. Penso che alcuni aneddoti, successi e soprattutto insuccessi possano far capire a molti che essere Freelance non è un gioco: è necessario avere talento e saper gestire la propria persona e reputazione. Cercherò inoltre di presentarvi altri Freelance: vedremo come gestiscono la loro attività sul web e scopriremo insieme cosa c’è dietro le quinte. Mi piacerebbe molto anche creare dei casi studio real-time durante i momenti dedicati al Question Time. Avrò il piacere, per chi lo vorrà, di mostrarvi i vostri punti deboli per trasformarli in punti di forza.

Con questa crisi che aleggia nell’aria, cosa spinge un Lavoratore Dipendente a diventare Freelance?

J: Spesso è proprio la crisi ad obbligare una persona a diventare Freelance e intraprendere questa strada, a volte tortuosa e piena di insidie. Oltre la crisi, ci possono essere diverse motivazioni come l’ambizione personale a creare qualcosa di proprio ed emergere con una propria idea e filosofia di professionalità. Inoltre conosco molti freelance che, a causa di poca motivazione in azienda, decidono di fare il grande passo, mostrando a loro stessi di essere qualcosa di più che un semplice ingranaggio di una grande macchina. Spesso vediamo la crisi come uno svantaggio; nei maggior casi lo è, ma dobbiamo anche seguirne i vantaggi, come ad esempio l’aumento da parte dei Big e Agenzie di esternalizzare il lavoro e ingaggiare Freelance, una tendenza davvero in grande crescita.

Le tre regole d’oro del perfetto Freelance?

J: Sono tante “le regole non scritte” di un perfetto Freelance. Se dovessi selezionare le tre migliori sarebbero le seguenti:

1. Avere Passione

Questa è la mia regola chiave: aver trasformato la mia passione del Web, Design e  Social Media nel lavoro attuale è una carica infinita che offre motivazioni ogni giorno. Se siamo Freelance, saremo noi a decidere il nostro lavoro. Perché non provare quindi a seguire una determinata passione per aumentare le nostre esperienze? Se ti piace organizzare Eventi e diventi Freelance, non fare la Web Designer Freelance, ma magari il campo “Planner” potrebbe essere per te quello vincente e più adatto. Individuare la propria passione e trasformarla in lavoro è una regola efficace e molto producente sotto ogni aspetto.

2. Avere senso di Imprenditorialità

Se siamo Freelance, siamo noi tramite Brand, Comunicazione, Presenza Online, a rappresentare noi stessi. Siamo Brand di noi stessi e, come tali, dobbiamo avere un senso di imprenditorialità, ovvero non fossilizzarci ma rimanere attivi, seguire le tendenze e innovare. Solo in questo modo potremo essere attivi e sempre interessanti sul mercato.

3. Saper gestire se stessi e gli altri

Sembra banale ma saper gestire noi stessi, e quindi la nostra carriera, è uno degli aspetti chiave per il successo di un Freelance. Se sapremo gestire la nostra figura proefssionale, in automatico avremo la giusta mentalità per gestire clienti in momenti di crisi o collaboratori durante la creazione e coordinamento di un team. Il Freelance ha diverse attività che vanno fuori dalle proprie competenze native, come la parte burocratica, il fisco, la gestione clienti (che all’inizio probabilmente erano gestite da altre figure professionali). In questo caso, da Freelance siamo noi a presentare la nostra identità di professionista e tutto quello che ne compete dalla A alla Z.

E il miglior consiglio per un freelance agli esordi?

J: Dire che diventare Freelance è un gioco da ragazzi è sbagliato: quella del Freelancing è una strada piena di insidie, sacrifici ma anche di tante soddisfazioni. Diventare Freelance non è per tutti, ma solo per quelle persone che hanno i requisiti per gestire le diverse attività che dovranno compiere per i propri clienti.

Uno dei consigli che voglio condividere è quello di mostrare il proprio talento senza aspettare che siano gli altri a bussare alla vostra porta. Sperimentate, documentatevi e utilizzate sito web, blog, social media. Una volta costruita la vostra identità professionale, mostrate con case history sperimentali e vostre visioni ciò che sapete davvero fare.

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E se questo è solo l’assaggio, non dimenticate di iscrivervi entro e non oltre domenica 25 novembre per usufruire dello sconto early booking!

Programma completo e form di iscrizione li trovate QUI.

Knowledge for change. Be Ninja!

Diventare Freelance

9 modi di essere "Freelance" sul proprio posto di lavoro

Quest’articolo è tratto dal blog di Tom Christmann, un creativo che ha lavorato per molti anni in agenzie pubblicitarie del calibro di BBDO, Taxi e JWT e adesso è un freelance a tempo pieno.

Non è necessario licenziarsi per essere dei freelance. Ci si può comportare come dei freelance senza rinunciare al proprio stipendio. E anzi spesso è un modo per non essere schiavi del proprio posto di lavoro e sentirsi liberi di fare qualsiasi scelta.

Oggi più che mai è importante essere intraprendenti affinché si possa affrontare con tranquillità una “ristrutturazione” o un “ridimensionamento” della propria azienda.

Ecco alcuni modi per vivere la propria professione come dei freelance:

1. Smetti di lamentarti

Qualsiasi libero professionista sa che lamentarsi è una perdita di tempo, specie se si tratta del lavoro. Non lo fa mai perché è la sua fonte di guadagno. Ed è il denaro che rende tutto il resto possibile. L’abitudine a lamentarsi è un qualcosa che attira altre persone “lamentevoli” e ti ruba l’energia come fa un vampiro. Quindi smetti di lamentarti. Ciò cambierà la tua vita.

2. Riconosci il tuo valore

I liberi professionisti sanno bene quanto valgono e quanto vale il proprio tempo. Tu sai qual’è il tuo salario orario? Prova ad immaginarlo basandoti sul tuo stipendio mensile. In questo modo capirai quanto vale il tuo tempo e potrai utilizzare le ore tra la fine del tuo lavoro e il riposo per un secondo lavoro o per fare qualcosa che hai sempre desiderato fare.

3. Comprendi il problema

I liberi professionisti hanno sempre chiaro qual’è il problema che sono chiamati a risolvere (e pagati per risolverlo). Se non ce l’hanno chiaro non possono finire il lavoro. Di conseguenza non verranno ne pagati ne richiamati. Comprendere il problema è cruciale e per farlo occorre ascoltare e fare domande. Molti membri di uno staff non lo fanno perché gli sta bene che le cose siano confuse. Verranno pagati lo stesso dopotutto. Cerca di essere il membro dello staff che vuole risolvere il problema e diverrai come un dio d’oro per il tuo capo. Potresti anche esser richiamato come freelance una volta licenziato.

4. Fissa degli obiettivi chiari

Scrivi i tuoi obiettivi a penna e al tempo presente. Prova ad immaginare cosa provi una volta raggiunti quegli obiettivi. Leggi i tuoi obiettivi ogni giorno. Imposta degli step concreti per raggiungerli. Se non sai come raggiungerli fatti aiutare da qualcuno che l’ha fatto.

5. Fai una cosa alla volta

I freelance fanno una cosa alla volta. Blocca le distrazioni, dici di no alle persone che ti interrompono per farti solo “una domanda veloce“. Adotta l’abitudine di mettere tutto ciò che hai da fare sia su un supporto fisico sulla tua scrivania che sul tuo smartphone o laptop, invece di avere tutto sparso.

6. Crea una rete di contatti

I freelance vedono opportunità in ognuno e in qualsiasi cosa. Non tutti sono persone che si incontrano per caso, ma spesso si tratta di connessioni. Potrebbero esser quelli che ti aiutano a pubblicare un romanzo. O che conoscono l’amico dell’amico che ti aiuterà a progettare l’elicottero che avevi in mente. Le persone sono opportunità. E se sembra una cosa cinica o fredda sappi che non è sbagliata. A proposito, vorrei aggiungerti alla mia rete di LinkedIn.

7. Canta le tue glorie

I liberi professionisti sono rappresentanti e PR di se stessi. Cercano sempre di promuovere il loro business. Come puoi promuovere te stesso?Apri un blog, un tumblr o una squadra di bowling.

8. Trova il tempo per le persone che ti piacciono

Quando sei dipendente spesso ti trovi a passare 10 ore al giorno con persone che non ti piacciono. I liberi professionisti trovano il tempo per le persone che contano. Chi conta per te? Organizza la pausa pranzo con un amico ogni settimana. Cerca di organizzare il tuo tempo in modo da tornare prima a casa dai bambini. E’ tutta questione di pianificazione e occorre considerare questi appuntamenti alla stregua degli incontri di lavoro. Alla fine, essi si riveleranno molto più importanti.

9. Sorridi

I freelance sono tutti sorrisi perché sono padroni del loro destino ed artefici del proprio successo al 100%. Se hanno una brutta giornata sanno che ce ne sarà un’altra migliore dietro l’angolo. Se commettono un errore sanno che servirà come insegnamento per il futuro. E continuano a sorridere. Perché sanno che la paura è il male ed il sorriso è magia.

Working Capital premia il coraggio di 20 giovani idee

“Si può fare!” Non è solo una delle celebri frasi del film Frankenstein Junior, ma il messaggio lanciato durante l’evento finale di Working capital 2012, iniziativa promossa da Telecom che ogni anno gira l’Italia in cerca di talenti.

L’evento, che quest’anno si è svolto all’interno di un dei luoghi più antichi della Capitale, il Tempio di Adriano, è iniziato con un piccolo skethc di Marco De Rossi e del nostro mitico Funky Professor, alias Marco Zamperini.

Riccardo Luna e Gianluca Dettori hanno diretto egregiamente il traffico di ospiti che si sono alternati sul palco. Mentor, istituzioni politiche, rappresentanti di aziende e giovani startupper dalle esperienze vincenti hanno riempito il pomeriggio con interessanti interventi sull’ecosistema delle startup.

I 20 “coraggiosi”

La selezione dei vincitori non deve esser stata semplice per il team di Working Capital, che ha dovuto sceglere tra circa 800 grant inviati da tutta Italia. I 20 progetti vincitori riceveranno un contributo a fondo perduto di 25.000 euro per sviluppare la loro idea e trasformarla in un futuro, speriamo prossimo, in un concreto progetto d’impresa.

Le idee presentate spaziavano tra diversi campi: dal crowdsourcing al green, dall’utilizzo dei social a prodotti per l’analisi dei dati. Ve li raccontiamo brevemente cercando di raggrupparli per area.

# Social e condivisione #

> RecLog : unisce la forza comunicativa delle immagini al trasporto emozionale dei suoni, ermetendo di creare e condividere delle immagini con audio.

> BigUD: algoritmo per la profilazione automatica degli utenti presenti sui più popolari social network;

> Tweetbook: applicazione web che permette organizzare le storie che prendono vita su twitter per poi rileggerli da ogni dspositivo.

> Tveetmeter: piattaforma per l’analisi delle interazioni social relative a canali e programmi televisivi.

# Servizi per startup #

> MYSU – Make Your Startup: propone alle startup e alle PMI strumenti web intuitivi e coinvolgenti per ottimizzare il proprio Business.

> Startup Network (STN): metodologia di analisi degli ecosistemi in cui i progetti imprenditoriali decidono di insediarsi, allo scopo di abilitare servizi di consulenza e di match-making tra impresa.

# Green #

> GreenHome Gateway: un dispositivo di ridurre i consumi energetici in base al numero di utenti collegati e al carico di traffico in ingresso e in uscita da gestire.

> SoCool: sistema condizionamento ambientale a energia solare semplice, compatto e modulare.

> Wimotics (Wireless Sensor Networks and DoMotics): piattaforma per la gestione del consumo energetico di aziende e comuni.

# Crowdsourcing #

> Koorde: progetto di crowd testing basato sul modello crowd sourcing di Kick Starter.

> Okobici: bikesharing basato su modalità crowdsourcing e P2P in termini di costruzione dell’infrastruttura, sua gestione, finanziamento e interazione tra la comunità di utenti.

# Dispositivi di monitoraggio #

> DiRAMa: dispositivo per la raccolta di informazioni negli ambienti marini e sottomarini per creare mappe virtuali.

> Wheelab: dispositivo che geolocalizza e segnala in tempo reale i dissesti stradali su una cartina in maniera automatizzata.

> FLYAQ: consente di facilitare le operazioni di search-and-rescue, attraverso un interfaccia grafica che facilita la gestione dei dispositivi di rilevamento

> MoreAboutIt: servizio web contenente una repository di indicatori eterogenei da cui si possono analizzare i dati ottenendo informazioni sul mercato offrendo la possibilità di creare infografiche da template.

# Eventi geolocalizzati #

> Event Detection: applicazione iOs phone per la rilevazione di eventi georeferenziati tramite l’analisi di dati sociali.

# Salute #

> Diabetic Feet: monitoraggio continuo del piede diabetico per la prevenzione e riduzione dei fattori di rischio.

> Captiks: sistema indossabile costituito da moduli inerziali universali, che si occupino di raccogliere dati sui movimenti di chi lo indossa.

# Cloud #

> KnowYouAll: servizio cloud-based che analizza sintatticamente e semanticamente i contenuti testuali da diverse sorgenti dati permettendo una ricerca immediata delle informazioni.

# Trasporti #

> Youmove.me: algoritmo multimodale che trova il migliore percorso tra una qualsiasi coppia di punti A e B, combinando mezzi di trasporto tradizionali e non.

Telecom verso Working Capital 2013

Marco Patuano, AD di Telecom Italia, è stato uno dei protagonisti della giornata, i suoi interventi hanno dimostrato la volontà della società di continuare a investire sui giovani. Al punto di inventare sul momento una borsa di studio per uno degli speaker, Nicola Greco.

Infati, mentre il giovane ma già esperto startupper ci spiegava la sua esperienza di vita, Telecom ha annunciato di voler contribuire ai suoi studi a Londra con una borsa di studio di 20.000 euro.

Ma non solo, sono state annunciate tre importanti novità per Working Capital 2013:

(1) – Aumento dell’ammontare dei premi dai 500.00 euro distribuiti a 20 progetti, si passerà a 750.000 euro per 30 grant.

(2) – Creazione di una piattaforma in collaborazione con la Kauffman Foundation

(3) – Nascita di tre incubatori Working Capital nelle città di Roma, Milano e Catania.

Ottime notizie per gli aspiranti startupper italiani, che dire, aspettiamo che esca il nuovo bando 2013.

Google Ingress: il mobile game della vita reale

@ingress.com

 

Dagli inizi di novembre Mountain View tiene sulle spine gli appassionati dei telefilm del genere di J.J. Abrams o di Lost attraverso l’allestimento di un misterioso sito riguardante un altrettanto emblematico Niantic Project. Molte ipotesi circolavano sul web, ma oggi è stato svelato che dietro al progetto si nascondeva Ingress, un nuovo videogame mobile che farà giocare tutti nella vita reale.

Ingress esordisce su Google Play Store ed è disponibile per i soli dispositivi Android. Per il momento è in versione beta, quindi, l’accesso avviene esclusivamente tramite un invito richiesto via mail. Noi italiani, però, dovremo aspettare qualche mese prima di poterlo provare. Ad ogni modo, non tarderà ad arrivare visto che il progetto coinvolge il territorio mondiale.

@ingress.com

Perché Ingress è un mobile game innovativo? Poiché sfruttando la fotocamera del vostro device spinge tutti i partecipanti a spostarsi all’aria aperta per esplorare i vari luoghi del gioco, piuttosto che star seduti sul proprio divano. Il mondo reale viene, quindi, trasformato in un gioco globale di mistero, intrigo e strategia.

Lo scopo del mobile game è raccogliere la fonte d’energia chiamata XM portata alla luce da un gruppo di scienziati in Europa. Situata in precisi luoghi geografici facilmente raggiungibili, potrà essere utilizzata in appositi portali. Naturalmente più giocatori si trovano nella stessa area e più è difficile raccogliere l’energia.

L’origine e lo scopo di questa forza è sconosciuta, ma alcuni ricercatori ritengono che influenzi il nostro modo di pensare mentre altri no. Da qui nascono le due fazioni avversarie: gli Illuminati a favore della diffusione di quest’energia e la Resistenza che lotta per difendere l’umanità.

@ingress.com

Inoltre, durante il gioco si possono acquisire oggetti tecnologici per aiutarsi nella ricerca e per catturare i territori avversari.

La storia si evolve ogni giorno, bisogna, quindi, pianificare le fasi successive, comunicare con gli alleati attraverso una Mappa Intelligence, cooperare tra quartieri per vincere la lotta finale.

Sarà solo un gioco?  Guardate il video e giudicate da soli.

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Israele e Palestina: la crisi di Gaza raccontata su Instagram

È notizia di queste ore l’ennesimo attacco portato da Israele ai territori di Gaza, frutto di una guerra che da decenni sta insanguinando la regione del Medio Oriente.

Le cronache ufficiali si concentrano sui reportage dei giornalisti e sulle note pubblicate dagli attori in campo: interessanti però sono i contenuti condivisi e proposti sui social network.

In particolare, ci hanno colpito alcuni scatti condivisi da soldati israeliani, immortalati in pose alquanto divertite che annunciano l’attacco al popolo palestinese: a proporne diversi è stato il sito Buzzfeed.com. Foto filtrate accompagnate da commenti caustici, talvolta ironici e divertiti nonostante il tema fosse, appunto, un attacco militare portato su vasta scala a un territorio martoriato come quello della Striscia di Gaza.

Un aspetto quantomeno imprevisto, se consideriamo come possa venir considerata la guerra a livello di esperienza. Eppure, dell’esaltazione del combattimento e del nazionalismo si compone la motivazione di un soldato, ed è interessante come questo tipo di approccio oggi possa trasparire in canali che vengono creati, di fatto, per incanalare parte della propria esperienza.


Su Instagram non ci sono, però, solo contenuti prodotti da soldati israeliani pronti a cimentarsi nella battaglia: si possono infatti trovare anche altri scatti, che possono offrire un punto di vista diverso e – se vogliamo – più genuino della realtà che si vive oggi fra i palestinesi: basta cercare con l’apposito motore di ricerca interno le foto accompagnate dai metatag #Gaza, #Palestina o #Israel, per rendersene conto.

L’ultimo, in particolare, può sembrare un fake: chiaramente nel mare magnum qualche falso ci sarà (a proposito, esiste un Tumblr che smaschera i fake su Twitter), ma facendo una ricerca e verificando quanti contenuti in effetti vengano prodotti sull’argomento, è più che plausibile trovare fonti attendibili.

Certo è che la guerra, intesa come forma estrema di interazione umana, sta cambiando radicalmente i propri connotati di oggetto narrativo grazie all’avvento dei social network: un po’ come capitato con la rivoluzione portata, durante il conflitto del 1990 in Kuwait, dalle dirette di Peter Arnett per la CNN.

Una narrazione che comprende anche le ritorsioni verso uno dei combattenti: è di stamane la notizia dell’attacco portato da Anonymous alla rete di siti governativi israeliani (e comunicato, come al solito, su YouTube) e che fa capire come oggi più che mai non vi sia possibilità di nascondere una qualsiasi forma di ritorsione bellica.

Certamente, la riflessione che si può fare guardando le immagini che vi abbiamo proposto, è che anche in tempi terribili come quelli di un conflitto armato ci sia la necessità di raccontare il proprio punto di vista, facendo trasparire l’irrinunciabile gesto del condividere la propria esperienza con il resto del mondo.

Sarebbe più bello, però, utilizzare i social network in “campagne” come quella che vi avevamo raccontato nel post “Internet per la pace: Israel loves Iran! invece che per atti di provocazione verso un nemico che, con un po’ di impegno, forse potrebbe diventare un buon vicino.

Dumb Ways To Die, la comunicazione animata di Metro [VIDEO]

Segnali stradali, cartelli di avviso, semafori e barriere: la nostra esperienza urbana è un continuo oveload informativo sui pericoli che si disseminano lungo la strada. O sui binari, nel caso dell’originale campagna di Metro Train Melbourne, la società che gestisce la rete ferroviaria sotteranea della città australiana.

Per riuscire a bucare la soglia dell’attenzione ed essere certi di recapitare il messaggio, sempre più spesso è necessario utilizzare format comunicativi inusuali. Per istruire la cittadinanza sulla sicurezza in stazione McCann ha scelto di diffondere questo divertente video in stile “Happy Tree Friends” dove simpatici pupazzetti colorati, dal design molto pop e simile ai famosi Urban Toys, incappano in mille diversi incidenti mortali, “Dumb Ways To Die” appunto.

“La maggior parte delle persone è perfettamente in grado di riconoscere da sè che un treno è grande, veloce e non bisogna scherzarci. Ma purtroppo un pò di persone non lo capiscono. Per questo stiamo diffondendo questa campagna: per fermarli dal fare queste stupidaggini ed essere investiti da un treno. A molte persone non piace sentirsi dire cosa fare. Ma se puoi scaricare questo brano e condiverlo con i tuoi amici, scopriranno quanto è semplice evitare una morta precoce. Più persone guardano il video o ascoltano la canzone, meno incidenti avremo e più felici saremo.”

Il progetto è stato realizzato grazie all’ausilio di un artista locale, Tangerine Kitty, che ha collaborato con l’agenzia per la registrazione del brano (che potete scaricare qui). Della campagna fa parte anche un sito in cui ritroviamo gli stessi personaggi che possiamo manovrare e imparare qualche ‘no-no, non si fa’.

Esiste anche un Tumblr dove potete visionare tutte le gif provenienti dal progetto.

Cosa ne pensate, ritenete efficace questa scelta comunicativa?

Schermi flessibili, Samsung pronta per il 2013

Schermi flessibili, Samsung pronta per il 2013

Secondo alcune indiscrezioni Samsung sta già producendo schermi flessibili e con una certa lena. La compagnia coreana sarebbe alle prese con gli ultimi ritocchi su schermi fatti di plastica invece che di vetro. Secondo il Wall Street Journal, il prossimo step sarebbe il rilascio di questi schermi sul mercato già nella prima metà del 2013.

Un vero e proprio fulmine a ciel sereno se si tiene conto che questa tecnologia è stata presentata solo con prototipi e qualche teaser che ne metteva in luce le possibili applicazioni.

Schermi flessibili, Samsung pronta per il 2013

Già nel 2009 in un video, era stato mostrato uno schermo AMOLED flessibile a cui non era seguita nessuna dichiarazione particolare di Samsung su tempi e modalità di rilascio sul mercato. A quanto pare, però, qualcosa si sta muovendo, con l’obiettivo di battere sul tempo sia Sony che LG.

Una gara che potrebbe incontrare sul suo percorso l’ennesimo ostacolo Apple dal momento che la compagnia di Cupertino ha già depositato un brevetto per schermi flessibili. La prossima generazione di smartphone e tablet avrà, quindi, un terreno del tutto nuovo sul quale scontrarsi, questa volta decisamente più sottile e flessibile dei precedenti.

App of the Week: Minimeteo, le previsioni del tempo sempre con te!

App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili che il nostro Kenji Uzumaki scova nei market e testa per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week!

Hai bisogno di un’app che ti mostri le previsioni del tempo, che sia efficace ed anche con un impeccabile stile minimal? Allora Minimeteo, l’app meteorologica più cool dell’intero App Store, fa proprio al caso tuo!

Minimeteo visualizza le condizioni climatiche sfruttando un’ampia e gradevole combinazione di colori e icone. Ha diverse funzionalità, tra cui quelle di mostrarti le previsioni meteorologiche locali delle prossime 4, 8 o 12 ore, le temperature minima e massima (sia in C° che in F°), le previsioni per i prossimi 6 giorni, etc.

Tutto questo, contenuto in un’interfaccia grafica molto colorata e minimale, per offrirti subito un colpo d’occhio senza precedenti ed immediato per un’app dedicata al meteo.

Nella versione per iPad, oltre ad essere visualizzati anche gli orari (affidabili) di alba e tramonto e la percentuale di umidità, avendo una porzione maggiore di schermo l’app ti da la possibilità di verificare le previsioni nella tua città contemporaneamente ad altre 6 località scelte manualmente da te.

Il seguente video mette in mostra le funzionalità di Minimeteo per la versione iPad:

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L’app è disponibile per iPhone e iPad su App Store, al prezzo di € 1,79.