In Google devono averci pensato su più di una volta: la ricerca di un allegato ricevuto su Gmail può essere un compito davvero estenuante.
Perché allora non utilizzare un algoritmo per trovare in automatico i file allegati e risparmiare così del tempo prezioso?
Da oggi è finalmente possibile con la nuova funzione inserita su Gmail. Con l’aggiunta del prefisso “has:attachment” seguito dalle keyword, d’ora in poi sarà possibile trovare i file ricevuti senza dover scorrere tutti i messaggi del proprio account di posta elettronica.
Un bel vantaggio per chi usa Gmail, e non finisce qui. Google fa sapere che le query di ricerca potranno anche essere differenziate per estensioni di file e trovare così unicamente i PDF piuttosto che i documenti in Word o in Power Point.
Attualmente le ricerche sembrano essere limitate ai files che sono stati già indicizzati dai server di Google e quindi i documenti più vecchi potrebbero non essere ancora ricercabili. Tuttavia, per gli allegati ricevuti di recente sul proprio account Gmail, non dovrebbero esserci problemi.
E voi, avete già provato la nuova funzione? Fateci sapere cosa ne pensate!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2012/10/Gli_allegati_di_gmail_google-te-li-trova-con-un-click.jpg353480HarikoHariko2012-10-03 09:54:012012-10-03 09:54:01Gli allegati di Gmail? Google te li trova con un click!
Grande classico della musica, ritornato sotto i riflettori negli ultimi mesi per essere stata eseguita da Sir McCartney alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi. “Hey Jude” è uno dei brani più famosi dei Beatles, preso in prestito dal St. Jude Children’s Cancer Research Hospital di Memphis per la sua campagna di raccolta fondi.
Marlo Thomas, figlia del famoso fondatore del centro medico, Danny Thomas, su Huffington Post racconta l’intuizione del fratello in occasione del 50esimo anniversario del St. Jude: perché non portare lo spirito eterno e la melodia contagiosa di quella memorabile canzone all”altro Jude’ che noi amiamo così tanto?
Ecco allora nascere il progetto che ha coinvolto numerosi personaggi dello spettacolo ma soprattutto i bambini ricoverato e il personale della struttura che da anni porta avanti un’intensa attività di ricerca contro le malattie infantili.
Il video alla fine è venuto fuori proprio come me lo ero immaginato. Ma la cosa più importante è quello che abbiamo ottenuto: adesso, chiunque canticchi o senta “Hey Jude” penserà anche al St. Jude. Non c’è davvero di meglio!
E’ quanto dichiarato da Tony Thomas, fratello di Marlo. E non potremmo essere più d’accordo. Potere del marketing, il marketing che ci piace 🙂
Sul sito ufficiale della struttura trovate tutte le info per partecipare alla raccolta fondi. Will you make it better?!
00Elena Silvi MarchiniElena Silvi Marchini2012-10-03 09:00:542012-10-03 09:00:54Hey (St.) Jude, dai Beatles alla raccolta fondi per la ricerca [VIDEO]
Il nuovo millennio ha dato vita a una serie di termini strettamente legati al boom social/tecnologico e alle dinamiche di vita tipiche del periodo in cui viviamo: per Digital Divide, per esempio, si intende il divario esistente tra chi ha accesso alle tecnologia dell’informazione e chi ne rimane escluso.
Google affronta questo tema e nel farlo mostra e racconta i suoi prodotti, nati per aiutare gli utenti a vivere meglio, che potrebbero rilevarsi un potenziale utile a limare questo gap.
L’idea è di raccontare una storia che parla della vita di tutti i giorni, concentrandosi su talune situazioni per cui si ha un bisogno primario delle tecnologie, degli strumenti di Google, per sentirsi più vicini alle persone a cui si tiene.
Situazioni come la perdita di un genitore e la necessità di un padre e una figlia di farsi forza a vicenda nonostante la distanza. Google mostra ancora di più la sua nuova veste di fruitore indispensabile di servizi a valore aggiunto, con un video dai toni emozionali in cui si ripercorrono tutte le funzionalità del tool Chrome, ormai lontano anni luce da essere un semplice browser.
Non si tratta solo di comunicare, ma di vivere con le tecnologie che ci circondano, crescere con loro. Nell’introdurre il Nexus 7, nuovo tablet di Google, la casa di Montain View ricorda quanto non si debba essere spaventati dai nuovi strumenti che ci circondano, puntando sui caratteri di intuitività e semplicità.
Protagonista del promo è infatti un’adorabile bambina con il sogno di diventare un’astronauta che interagisce con il tablet con una facilità invidiabile a ricordare quanto la tecnologia touch aiuti l’apprendimento e permetta una comprensione immediata. Anche in questo caso Google vuole sottolineare che le innovazioni aiutano a limare le distanze fisiche e di età e inserisce nel video un tè delle cinque tra bimba e nonna in videocall.
Due storie bellissime raccontate da Google che si pone l’obiettivo di ricordare che la possibilità di vedersi nonostante la distanza, la facilità di fruizione delle informazioni e di condivisione delle emozioni sono incentivi all’utilizzo, sono una spinta a distaccarsi dall’approccio spaventato e scettico verso il nuovo, attribuendo alla tecnologia un nuovo ruolo, quello di aggregatore capace di unire e far sentire più vicine le persone.
00MaikiMaiki2012-10-02 22:07:282012-10-02 22:07:28Google e la tecnologia che unisce [VIDEO]
Si è concluso domenica sera lo Startup Weeekend Bari, per la prima volta organizzato in terra pugliese grazie al sostegno di The Hub Bari e di Sistema Italia.
Diciasette le idee presentate durante il day 1, delle quali solo otto sono state selezionate per la creazione dei team e per lo sviluppo del business model canvas. Al termine della gara le idee sviluppate sono state sei, poi giudicate da una giuria composta da Nicola Costantino, rettore del Politecnico di Bari, Luciano Belviso, founder e CEO di BlackShape Spa, Paolo D’Addabbo, responsabile di ARTI Puglia, Annibale D’Elia, responsabile del progetto Bollenti Spiriti della Regione Puglia, Rita Verderosa, Analyst della Vertis SGR e Alexandra Maiorano, responsabile Marketing e Comunicazione di EnLabs.
Tre i team vincitori, i quali si sono aggiudicati ricchi premi per proseguire il cammino da startup e migliorare dunque quanto sviluppato durante lo Startup Weekend:
ZenFeed – 1° classificato
ZenFeed è un intelligente lettore di feed Rss che esplora e filtra le news in base alle attività che si compiono solitamente sui social network quali Facebook e Twitter.
Si aggiudica $3000 dollari in consulenza per startuppare negli States grazie a Motu Novu, un sistema di social media intelligence W3I con 3 topic di ricerca, supporto e training, 1 incubazione di 2 mesi c/o EnLabs Roma (Gennaio – Febbraio 2013), l’accesso diretto alla fase finale (6 su 15) programma di accellerazione EnLabs (fall winter 2012) 30.000€, il Premio “The Hub Bari” ANCHOR DESK/UNLIMITED per 2 mesi e 1290€ un lifetime expert level account offerto da FLUID UI.
Searcharter – 2° classificato
Searcharter è una piattaforma marketplace per la vendita di voli charter ‘empty legs’. Gli empty legs sono voli charter che partono dall’hub principale sino agli aeroporti di partenza, operando senza l’imbarco di passeggeri. Circa il 40% dei voli charter al mondo sono degli empty legs. Founder e co-founder del progetto sono i ninja contributorMichele Barisciano e Gianni L’Abbate. (qui presentazione su Slideshare e Youtube)
Si aggiudicano $3000 dollari in consulenza per startuppare negli States grazie a Motu Novu, 1000 euro in consulenza/mentorship presso ARTI Puglia / Laboratori dal Basso e il Premio “The Hub Bari” ANCHOR DESK/UNLIMITED per 2 mesi.
100KHome – 3° classificato
Un portale di annunci immobiliari con un limite di abitazioni in acquisto dal tetto massimo di 100mila euro.
Si aggiudica $3000 dollari in consulenza per startuppare negli States grazie a Motu Novu e il Premio “The Hub Bari” ANCHOR DESK/UNLIMITED per 2 mesi.
Tra i team esclusi citiamo anche Swappaty, quarto classificato, piattaforma per gamificare lo scambio di oggetti reali tra gruppi di acquisto, Tur, quinto classificato, piattaforma che mette in circolo un’auto non utilizzata e aumentare la mobilita delle persone e Movida, sesto classificato.
Durante il weekend tutti i partecipanti hanno avuto la possibilità di fare networking e avere a loro disposizione coaches e mentors tra i quali Matteo Cascinari, CEO di Blomming.com, Maurizio Alfieri, Co-Founder e CTO di EdilPortale.com, Filippo Beretta, partner di Motu Novu, Francesca Cavallo, Co-Founder e Creative Director di Timbuktu, Michele Petrone, mentor di BICube, Roberto Esposito, CEO di DeRev, Matteo Scarabelli, Business Analyst di IAG e Matteo Panfilo, analyst di Boox.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2012/10/Startup-Weekend-Bari-ecco-i-vincitori-ZenFeed-Searcharter-e-100kHome.png455640ShunsukeShunsuke2012-10-02 18:34:492012-10-02 18:34:49Startup Weekend Bari, ecco i vincitori: ZenFeed, Searcharter e 100kHome
Anche quest’anno torna il festival a Crans Montana dedicato alla creatività: torna il Cristal Festival!
Cristal Festival: la deadline è agli sgoccioli!
Il 12 dicembre sarà il grande giorno di inizio per la dodicesima edizione di questo importante festival svizzero, ma non preoccupatevi avete ancora tempo per iscrivere i vostri lavori e mostrare la vostra creatività!
La deadline è prevista per il 26 ottobre, quindi siamo davvero agli sgoccioli!
Dodici competizioni per mettersi alla prova e vincere il prestigioso Gran Premio Cristal: Film, Digital & Mobile, Production, Outdoor, Press, Consumer Marketing, Radio, Brand Content, Integrated, Media and Print Craft.
Grandi esperti ti aspettano!
La competizione e la creatività quindi saranno sempre al centro del Cristal Festival, ma manca un altro ingrediente fondamentale di cui ancora dobbiamo parlare: i grandi esperti internazionali nonchè presidenti della giuria!
Erik Vervroegen – International Creative Director, Publicis Worldwide Mark Beeching, Worldwide Chief Creative & Strategy Officer Digitas Maria Luisa Francoli Plaza, Global CEO – MPG & Havas Media North America Doug Scott, Presidente Ogilvy Entertainment Worldwide
e tanti altri.
Tanti argomenti di interesse collettivo, dibatti appassionanti e ospiti d’eccezione provenienti dall’universo della creatività animeranno il centro congressi di Crans Montana!
Partecipa!
Non perdere l’occasione di mettere in primo piano la tua creatività, i tuoi lavori e di vincere il Grande Premio Cristal!
Le casalinghe e i single in ascolto lo sanno bene: stirare è davvero una grande scocciatura, e non c’è spot o ferro miracoloso che tenga quando, dopo ore di lavoro, dobbiamo ingaggiare la nostra lotta contro pieghe e sgualciture. Philips Russia deve aver intercettato e compreso questa comune frustazione e ha ideato “The Art of Ironing“.
Anzichè focalizzare la comunicazione sulla potenza e le prestazioni del prodotto, DDB Moscow ha completamente ribaltato la prospettiva e creato un commercial dove l’efficienza del ferro da stiro viene utilizzata non per annientare le odiate pieghe, ma anzi per creare con esse delle vere e proprie opere.
Uscendo dagli schemi tradizionali della pubblicità di settore, Philips crea un video che risemantizza l’esperienza delo stirare, e con un gioco di concetto interessanti mostra forte fiducia nel prodotto reclamizzato: stirare è un’arte (non è facile) ma Azur è talmente potente che non occorre mostrarvelo all’opera, ma possiamo scherzarci su e creare davvero dei ritratti.
Cosa ne dite, vi sembra un esempio di pubblicità inversa in grado di aggirare la naturale antipatia verso questo arnese? 😉
00Elena Silvi MarchiniElena Silvi Marchini2012-10-02 15:32:122012-10-02 15:32:12Philips ripensa il ferro da stiro per fare opere d'arte [VIDEO]
Lo sappiamo che molti di voi guardano Terminator dalla mattina alla sera sperando che prima o poi i Robot facciano parte della nostra vita (o forse già ne fanno parte? 🙂 ), però a tutto avrei pensato tranne vedere il prototipo del primo Robot viticoltore!
Questo gioiellino da ben 25.000 dollari chiamato in modo molto simpatico V.I.N. (non Vin Diesel al quale per fortuna non assomiglia affatto) è in pratica l’acronimo di Viticoltura Naturale Intelligente ed assomiglia in maniera spaventosa al simpaticissimo Wall E a cui probabilmente i ragazzi della WALL-YE (le similitudini si sprecano) si sono ispirati.
V.I.N. è un simpatico robottino dotato di ruote e due bracci meccanici che scorrazza in giro per i vigneti a svolgere (almeno così sembra) i compiti che dovrebbe fare l’uomo. Ma non è finita, il nostro V.I.N. è alimentato da celle solari poste sopra la sua capoccia riducendo notevolmente l’impatto ambientale. Purtroppo, oltre al sistema GPS ed a 6 telecamere, questo robot non è dotato di chissà quale diavoleria tecnologica e futuristica, ma l’idea dovete ammettere che non è affatto male!
Inoltre sembra essere solo l’inizio, dato che Mouton-Rothschild gli ha già messo sopra gli occhi e molti di questi “robot vignaioli” sono in sperimentazione tra i vigneti californiani e neozelandesi (fonte Intravino).
Insomma, il Terminator delle vigne è tra noi!
00AndreaAndrea2012-10-02 15:00:132012-10-02 15:00:13Robot V.I.N.: il Terminator dei vigneti sta arrivando!
L’iPad mini è un desiderio che gli Apple fan covano da molto tempo: da diversi mesi, analisti, influencer e sognatori avevano già immaginato un tablet Apple più piccolo dell’iPad, per coprire quel segmento ormai già sviluppato dei tablet 7″ di Android.
Dopo il lancio dell’iPhone 5, i desideri degli utenti potrebbero diventare realtà: Fortune ha riportato le dichiarazioni di un investitore di maggioranza Apple, il quale afferma che l’iPad mini sarebbe in lancio imminente. Stando all’indiscrezione, gli inviti dovrebbero partire per il 10 Ottobre, mentre l’evento si terrà il 17 dello stesso mese.
Per il momento si tratta di rumors (seppur provenienti da fonti autorevoli), ma se dovessero essere confermati nei prossimi giorni potrebbe trattarsi di una nuova svolta per Apple. Con un prezzo ipotetico che varia dai 250 ai 350 euro, infatti, questo device potrebbe estendere l’utilizzo di dispositivi Apple a quella fetta di mercato attratta dai prodotti della Mela, ma disposta a spendere di meno per i propri acquisti, in modo simile a com’è successo per l’iPod touch nei confronti dell’iPhone.
Al momento Apple non ha rilasciato dichiarazioni a riguardo, ma ciò non può essere considerato come una smentita: la casa di Cupertino, infatti, non si è mai pronunciata in anteprima riguardo ai suoi prodotti.
Il 17 Ottobre è molto vicino! Restate collegati: vi aggiorneremo non appena avremo informazioni ufficiali.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2012/10/john20anastasiadis20created20this20iphone20520and20ipad20mini20mockups-11391476.jpg504720Francesco PiccoloFrancesco Piccolo2012-10-02 14:21:012012-10-02 14:21:01iPad mini verrà presentato a metà Ottobre? [BREAKING NEWS]
È partito da tre settimane e già sembra esser diventato uno dei case history più interessanti della stagione televisiva: stiamo parlando della prima edizione di The Apprentice, in onda su Cielo (gruppo Sky) ogni martedì sera a partire dalle 21.
Il format è molto semplice: 16 professionisti, 8 uomini e 8 donne, si sfidano per diventare manager con un ricco contratto (“a sei cifre, per minimo un anno” come recita il discorso inaugurale di presentazione) in una delle società del “Boss”: Flavio Briatore. Le sfide si svolgono a squadre (quella delle donne ha scelto il nome Lux, quella degli uomini Il Gruppo): in ogni puntata i due team scelgono un Leader, che in caso di sconfitta va automaticamente in “nomination” insieme ad altri due componenti della squadra, scelti da lui. Fra i tre sarà il Boss a scegliere chi dovrà abbandonare la competizione. La location delle sfide è Milano, ritratta in maniera sapiente da una regia di qualità che ne sa valorizzare l’anima operosa e vogliosa di innovarsi (frequenti le carrellate d’immagini della nuova zona di Porta Garibaldi, ricca di alti grattacieli super tecnologici che ricordano moltissimo la City delle grandi capitali mondiali).
Nato in America, The Apprentice è diventato un evento internazionale grazie al successo ottenuto negli Stati Uniti, grazie anche alla presenza del noto magnate Donald Trump nelle vesti di “Boss”: oggi il programma è replicato in molti paesi, riscuotendo in ognuno massicci consensi di pubblico.
Fin qui, la cronaca: perché abbiamo deciso di parlarne?
Un imprenditore anacronistico?
Flavio Briatore è uno degli imprenditori più chiaccherati d’Italia, eppure ha saputo inanellare nella sua carriera manageriale molti successi diversi, da quelli raccolti in Formula 1 fino a quelli ottenuti nel mondo della ristorazione e dell’intrattenimento, su tutti la creazione del Billionaire, ambitissima location di VIP durante le estati passate in Sardegna. L’immaginario che porta con sè si rifà a una figura quasi intoccabile dell’imprenditore/magnate, che non offre solo lavoro ma “concede” di entrare in un mondo fatto di altre leggi fisiche e morali. Una sorta di Mito Moderno, al pari di altri industriali che nel nostro Paese hanno fatto strada.
Flavio Briatore, dicevamo prima, sa toccare l’immaginario dello spettatore perché sfrutta il suo esser icona per affermare ancor di più il suo ruolo di leader indiscusso: i candidati gli riconoscono, per quella che è una brillante scelta autoriale, il titolo di Boss facendolo percepire ancor di più austero e intoccabile agli occhi dello spettatore.
Una domanda sorge spontanea: posto che The Apprentice rimane un format legato a un modo “analogico” di concepire i media (sarebbe interessante vedere una versione più “social” dove ad esempio il Boss interagisce con i professionisti attraverso la Rete) la scelta dell’imprenditore è stata azzeccata? Televisivamente, certo. Ma quanto sarebbe stato utile proporre una figura più legata ai nuovi modelli di business? E quanto ne avrebbe giovato il programma?
Se al posto di Briatore ci fosse stato un rampante giovanotto della Silycon Valley, italiano trapiantato negli USA alla ricerca di legami con le proprie origini, forse il dislivello fra il nostro Paese e il futuro sarebbe stato più marcato, denunciando anche la necessità di proiettare l’industria in una dimensione dove la creatività e il talento sono premiati a dispetto anche dell’essere “macchine da business”. Certo, lavorare ad altissimi livelli richiede fermezza e autorità: ma sempre più sta emergendo, grazie anche a realtà come Google e Pixar, come sia necessario privilegiare la creatività e la soggettività del dipendente per ottenere prestazioni ottimali. Nel digitale e nel campo della comunicazione è sempre più evidente, ma non è da escludere che presto quest’approccio culturale sbarchi anche nel campo industriale. Per questo, forse l’approccio briatoresco è quasi anacronistico, anche se potenzialmente funzionale per il linguaggio televisivo.
I concorrenti di The Apprentice
I candidati, forse per scelta, sono competenti in materie diverse e assolutamente di alto profilo: si spazia fra manager assicurativi a pubblicitari rampanti, da commerciali scafati a studentesse di lingue straniere. Un vero e proprio spaccato di profili professionali, che si giocano un ruolo non meglio definitivo ma di sicuro interesse. Un aspetto non secondario, visto che l’attenzione dello spettatore si concentra fin da subito sui candidati stessi e il loro esser in gioco, spostando così il focus non tanto su ciò che andranno a fare, quanto sul percorso per raggiungere il risultato.
Le prove di selezione fin’ora hanno messo in mostra alcuni tratti distintivi del profilo ricercato: capacità commerciali, preparazione eclettica, innato gusto per il bello, leadership, obiettività, pragmaticità. Aspetti che devono necessariamente sposarsi al sapersi lasciare alle spalle i possibili rapporti umani che potrebbero crearsi nel gruppo, dato che non vi sono confessionali dove nascondersi per dire chi deve uscire e chi no.
The Apprentice si presta molto quindi a una lettura feroce, dove il lavoro – soprattutto se di livello e di responsabilità – corrisponde a un mondo fatto da regole ferree dove vince il più forte, non c’è posto per l’approccio più umano e dove il migliore è anche il più spietato: forse è così, forse no. Certamente, a livello d’intrattenimento risulta essere un ottimo programma che diverte, perché molto ben costruito. Interpretarlo come una metafora di un normale percorso di crescita professionale forse risulta essere azzardato e semplicistico, considerando che in molti sono riusciti a fare strada mantenendo una propria autonomia di valori e di pensiero, provando a riversare nel proprio lavoro una precisa volontà di migliorare le cose.
Sarebbe stato bello trovare, anche in questo programma, una proposta alternativa. Lungi da noi dar consigli al “Boss” su come gestire le proprie aziende e la selezione del personale che dovrà lavorarci, ma forse un arricchimento per il pubblico avrebbe potuto essere il proporre un nuovo modello anche di professionisti, che concepiscano il “produrre” non come una competizione ma come uno degli ingranaggi per migliorare il mondo. Utopistico aspettarsi forse da un programma che – crediamo – ha come primo obiettivo quello di intrattenere più che di far riflettere e restituire una concezione diversa del mondo: è però altresì vero che forse, in questo periodo storico, sarebbe necessario provare a mettere in scena uno spettacolo diverso, anche per ciò che è un processo di selezione per una posizione lavorativa, che in periodi di crisi possono essere sempre più percepiti come battaglie da vincere ad ogni costo.
The Apprentice è insomma un prodotto di valore ma che può assumere contorni diversi, arrivando ad essere non solo uno spettacolo ma un vero e proprio prodotto culturale. Certo, è una lettura ideale e per certi versi azzardata: ma perché non provare?
00Francesco GavatortaFrancesco Gavatorta2012-10-02 14:00:292012-10-02 14:00:29The Apprentice, Briatore e l'anacronismo imprenditoriale italiano
Ognuno di voi conoscerà sicuramente una persona alla quale regalerebbe una di queste cravatte geek, e alcuni si ricorderanno di avergliene addirittura vista una addosso!
Come tanti altri accessori, infatti, anche le cravatte (articolo serio per tradizione) sono state investite da un’ondata di creatività.
Così finalmente anche i veri geek, i nerd, i creativi o semplicemente chi ama contraddistinguersi potrà personalizzare il proprio guardaroba con una di queste originalissime cravatte!
E voi? quale scegliereste?
00ManuramakiManuramaki2012-10-02 13:00:272012-10-02 13:00:27Cravatte geek e cool per un tocco creativo al vostro guardaroba
Our Spring Sale Has Started
You can see how this popup was set up in our step-by-step guide: https://wppopupmaker.com/guides/auto-opening-announcement-popups/
Our Spring Sale Has Started
You can see how this popup was set up in our step-by-step guide: https://wppopupmaker.com/guides/auto-opening-announcement-popups/