Vintage Contemporaneo: la nuova vita di macchine, bus e roulotte

nuova vita al vintage

Su facebook la pagina Vintage Contemporaneo in pochi mesi ha registrato quasi 14 mila “mi piace” e quasi 10 mila persone ne parlano. Un fenomeno decisamente interessante soprattutto per la quantità di spunti e di idee geniali per tutti quelli che vorrebbero dar nuova vita ad oggetti, elettrodomestici e perfino automobili del passato!!!

I più particolari, a mio avviso, sono i mezzi di trasporto vintage: auto che diventano librerie o scrivanie, cofani che ospitano divani o fioriere, letti inseriti nella carrozzeria delle macchine d’epoca…senza limiti alla fantasia!

Addirittura c’è chi da un autobus ha ottenuto una casa. Crystal Thomas, australiana, ha acquistato un Leyland Double Decker del ’70 e ne ha completamente smontato gli interni per ricostruirli. Ciò che, giorno dopo giorno, sta ottenendo è una vera e propria abitazione per le vacanze, con tanto di camera, cucina, soggiorno, porticato esterno e posto guida.

Come si può leggere dal suo blog, il lavoro è lungo e non particolarmente semplice ma il risultato è senza dubbio incredibile!

A Berlino, in Hobrechtstraße, all’interno di una vecchia fabbrica di aspirapolveri è stato aperto un albergo quanto meno sui generis: si chiama Hüttenpalast ed è un hotel campeggio. All’interno dell’open space che ospita l’hotel, infatti, non ci sono normali stanze ma roulotte e bungalow di legno!

Ogni “camera” è stata rimessa completamente a nuovo ed arredata con pezzi vintage scovati nella Berlino Est, pur garantendo tutto il comfort di un albergo tradizionale.La colazione, per esempio, però si può fare nella propria stanza ma in uno spazio aperto, permettendo di conoscere facilmente gli altri ospiti.

hotel Hüttenpalast berlino

Tutto concorre a ricreare l’atmosfera del campeggio all’aperto: dai tavolini e le sdraio pieghevoli, alle panchine, ai rami di betulla tra i quali sono tesi i fili per stendere il bucato. E proprio come nei veri accampamenti, anche la toilette è in comune.

Molto d’effetto è anche l’Airstream del ’73 che è stato rimesso a nuovo e trasformato in un “contenitore” di possibilità per eventi di vario genere. Può essere uno stand per la propria fiera oppure può diventare un palco, un negozio o un set fotografico…anche in questo caso l’unico limite sembra essere la fantasia!

airstream pimp your events

Non per niente l’azienda veronese che lo propone ha come slogan “Pimp your events“: un invito chiaro a personalizzare e a dar nuova vita ad un (bellissimo) mezzo del passato.

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Coca-Cola e Olimpiadi: nuovo packaging per sostenere il team USA [INTERVISTA]

Coca-cola eight-pack, questo il nome dato alla nuova sorprendente edizione limitata di Coca-Cola creata dallo studio Turner Duckworth per sostenere la squadra olimpica americana alle Olimpiadi di Londra, che verranno inaugurate tra poche ore.

Otto anche gli atleti americani selezionati e ritratti sulle lattine della bevanda in assoluto più conosciuta e bevuta al mondo: il tuffatore David Boudia, il wrestler Henry Cejudo, la boxeur Marlen Esparza, il tennista  John Isner, la ginnasta  Shawn Johnson, la nuotatrice paraolimpica Jessica Long, la calciatrice Alex Morgan e l’atleta David Oliver.

Coca-cola è ormai nota per il suo stretto legame con le Olimpiadi – di cui è sponsor fin dal 1928 – e con il mondo dello sport in generale.

Per saperne di più e toglierci qualche curiosità abbiamo contattato Jessica di Turner Duckworth che ha organizzato per noi un’incredibile intervista con Kerry Tressler (PR di Coca-cola), Frederic Kahn (Coca-Cola Integrated Marketing Content) e Brian Steele (Design director della Coca-Cola Olympics Limited Edition).

Quali valori e quali affinità legano Coca-Cola al mondo dello sport?

KERRY TRESSLER: Per Coca-cola è importante  incoraggiare le persone a diventare attive, fornendo loro tutte le opportunità per farlo. Si tratta del cuore dei nostri Brand values, per questo motivo investiamo molto in iniziative per promuovere attività fisiche come le Olimpiadi. Usiamo i Giochi Olimpici come una piattaforma, una partnership che serve a comunicare ed insieme restare connessi con i nostri consumatori, per incoraggiarli a diventare ancora più attivi.

Le nostre campagne di marketing integrato sono anch’esse un’opportunità ed insieme una piattaforma che serve a raccontarci e a connetterci con i consumatori per mezzo di strumenti come i nostri Limited Edition packaging.

Potete raccontarci qualcosa di più sull’idea della serie Limited edition per celebrare i Giochi Olimpici?

KERRY TRESSLER: I nuovi  limited edition packaging che abbiamo sviluppato hanno le sembianze di otto atleti. Le sagome mostrano le loro performance nei loro rispettivi sport: abbiamo la sagoma di un tennista che rappresenta John Isner, di un tuffatore che rappresenta David Boudia, di un calciatore che rappresenta Alex Morgan, di un wrestler che rappresenta Henry Ceijudo e di una ginnasta che rappresenta Shawn Johnson.

 Come avete scelto il design? Quali sono i passaggi, sia grafici che concettuali, dietro le quinte di questo progetto?

BRIAN STEELE: Quando abbiamo avuto il compito di realizzare i packaging Olimpici abbiamo per prima cosa cominciato con gli elementi già esistenti. In questo caso sapevamo che avremmo dovuto realizzare qualcosa che esprimesse insieme il patriottismo del Team Americano ed i singoli atleti. Volevamo restare fedeli al design etico di Coca-Cola, provando però a creare qualcosa di davvero iconico. Questo è il cuore di ciò che abbiamo fatto per loro.

Durante le varie fasi del processo ci sono stati diversi controlli e riunioni nelle quali abbiamo concordato il progetto prima di presentarlo al cliente. Credo che la chiave sia stato provare a fare il massimo con il minimo degli elementi a disposizione.

In questo caso si è trattato di creare connessioni: come puoi vedere abbiamo cercato di creare una connessione con il motivo a strisce della bandiera ed i singoli atleti; in alcuni casi si tratta di simulare un movimento ed in altri di creare un contatto, permettendo agli elementi di fondersi diventando una cosa sola. Piuttosto che la sagoma di un corpo con l’aggiunta di una bandiera, del logo di Coca-Cola e del USA Proud Partner Logo, abbiamo una cosa sola. Credo che questo sia ciò che ci ha permesso di lavorare così bene.

 

Potete condividere con Ninja Marketing un aneddoto o un episodio divertente riguardo allo sviluppo di questo progetto?

FREDERIC: Direi che una delle cose che davvero rendono divertente lavorare a questo progetto è incontrare gli atleti e condividere con loro il design mentre si sta ancora sviluppando. Una componente fondamentale del brand Coca-Cola è l’autenticità e per questo dovevamo essere sicuri di rappresentare gli atleti nella maniera più fedele possibile alla realtà, soprattutto nei piccoli dettagli: la coda di cavallo di Shawn Johnson ci ha dato un po’ di problemi! Ha cambiato acconciatura rispetto alle scorse Olimpiadi, dove sfoggiava dei capelli più corti, abbiamo quindi dovuto apportare delle modifiche alla lattina in cui è rappresentata l’atleta, in modo che corrispondesse perfettamente alla realtà.

KERRY: Sono d’accordo con quello che ha detto Frederic. Penso che una delle cose più divertenti sia stato ascoltare le reazioni degli atleti quando davvero sono arrivati a vedere le lattine ed i packaging sugli scaffali. Li abbiamo chiamati subito e loro erano davvero contenti di poter vedere davvero le lattine al supermercato.

Coca-cola è sempre stata coinvolta con i Giochi Olimpici nel corso degli anni a partire con la prima partnership ufficiale nel 1928. L’approccio marketing di Coca-cola verso le Olimpiadi è cambiato nel corso del tempo?

KERRY: Certamente Coca-Cola è lo sponsor che collabora da più tempo con i Giochi Olimpici, siamo stati sponsor per più di ottanta anni. Penso che quello che abbiamo scoperto è che il programma continua perchè si tratta di uno dei più importanti per noi. Certo, nel corso degli anni lo abbiamo guardato in diversi modi. Possiamo usare questo programma per creare una connessione con i consumatori ed è per questo che quest’anno stiamo utilizzando il Coca-Cola eight pack per rendere reale il collegamento, creando un certo numero di punti di contatto. Lo vedrete non solo nella pubblicità televisiva ma anche nel coinvolgimento online, negli eventi con i consumatori e  quelli di promozione, nel packaging, nel marketing nel punto di vendita nonché nel marketing esperienziale.

Potete descriverci in poche parole l’approccio di Coca-cola alle  digital PR?

KERRY: Quest’anno il nostro impegno online si è concentrato nella piattaforma www.mycokerewards.com; visitando la sezione The Olympics è possibile vedere che abbiamo creato un centro digitale disegnato per portare le famiglie vicine agli 8 packaging con gli atleti. Il sito dispone anche di un programma che include quiz interattivi sugli atleti, opportunità di vincere con instant win e concorsi a premi su internet dove i consumatori hanno l’opportunità di vincere pacchetti premio personalizzati che, effettivamente, incoraggiano e aiutano questo tipo di attività sane.

Si ringraziano Adele Savarese e Annamaria Fontanella per la collaborazione.

Ajax is all in: la candid per le nuove divise Adidas [VIDEO]

In pieno clima calciomercato e amichevoli di preparazione, i club di calcio presentano le rose della prossima stagione e le nuove divise ufficiali.

In Olanda la squadra più seguita dell’Eredivise, campionato di calcio olandese, è l’Ajax: storica società della capitale e uno dei più famosi club d’europa.
Lo sponsor tecnico dell’Ajax è da anni l’Adidas che per questa stagione ha deciso di “sorprendere” i tifosi “Lancieri”: le nuove uniformi sono state da pochi giorni resi disponibili nei flagship store e in uno di questi è stata organizzata una vera candid camera.

Nei camerini sono state nascoste alcune telecamere e appena i tifosi indossano le nuove maglie per provarle vengono sorpresi da un finto specchio che nasconde una porta al di là della quale ci sono a far festa proprio i giocatori dell’Ajax incluso capitan De Jong.

Dal merchandising il club trae la maggior parte dei propri introiti in quanto oltre ad essere uno dei club con più tifosi, in Olanda indossare la divisa della propria squadra alle partite è un rituale molto più diffuso che in Italia. Adidas ne è consapevole e lo sottolinea con il claim della campagna: “Unleash your pride” ovvero “Sfoggia il tuo orgoglio”.

Londra 2012: tutte le sedi olimpiche in un'infografica

Oggi è il grande giorno di inizio delle attesissime Olimpiadi di Londra 2012! Ne abbiamo già parlato tanto: da una selezione delle migliori campagne di digital marketing ai consigli per partecipare attraverso i social media.

Non ci restava altro che proporvi questa bella infografica di londontown.com a proposito delle sedi olimpiche, per non farvi perdere in mezzo al traffico e alle feste! Cliccandoci sopra trovate la versione navigabile e ingrandita 😉

Passione skateboard, un sogno senza fine [VIDEO]

Ancora una volta il filmmaker Sebastian Linda è autore di un meraviglioso film sullo spettacolare mondo degli skaters.

Il video, intitolato The Epic & The Beasts, è interamente girato in slow motion utilizzando la fotocamera Red Epic ed è stato girato in una delle più belle città della Germania: Dresda.

Protagonisti delle performance da sogno sono gli skaters Tom Kleinschmidt, Richard Naumertat, Erik Grob, Octavio Trindade e David Raderecht.

Quando eravamo bambini non abbiamo mai sognato di essere vigili del fuoco, piloti o supereroi. Abbiamo sempre voluto essere skateboarders, saltando su cordoli, giù per le scale sulle nostre tavole tutte le volte che abbiamo potuto. E fino a oggi niente è cambiato”.

Anche questa volta Linda rende omaggio in maniera magica e originale ad una disciplina che non rappresenta solo uno sport o un hobby ma un vero e proprio stile di vita, un modo per esprimere la propria voglia di ribellione, ma anche maestria, passione e sregolatezza.

Da vedere anche il suo precendente lavoro Beasts from the East.

Bird Box Studio torna di nuovo a stupirci! [VIDEO]

Bird Box Studio, l’eccezionale studio londinese di animazione, ci stupisce con un nuovo corto proveniente dalla ricca serie creata per comunicare il brand.

I protagonisti sono due simpatici gnu che discutono sulla strana identità dell’oggetto che galleggia sul fiume dove si trovano.

Il filmato, creato utilizzando la tecnica 3D, è stato sviluppato in due step: il primo riguarda la realizzazione 3D degli oggetti principali, l’isolotto, il corpo degli gnu, il piano dell’acqua e il coccodrillo.

Il secondo punto è maggiormente visibile nella realizzazione delle zampe, del fumo e degli schizzi d’acqua.

Restiamo in attesa delle nuove avventure in 3D!

Broken Heroes: i nuovi supereroi pop!

Se fino ad oggi pensavate che gli eroi dei cartoni animati se la passavano bene potete ricredervi.  Patricia Waller, artista cilena naturalizzata tedesca, dall’età di 8 anni rappresenta le grandi icone pop della televisione in una veste del tutto inedita: le opere, esposte a Berlino fino allo scorso giugno, riguardano gli eroi animati di grandi e piccini realizzati all’unicinetto alle prese con situazioni di forte disagio tendenti spesso alla morte. Spiderman è intrappolato nella sua stessa rete, Minnie è stata stuprata, Winnie the Pooh si è impiccato, SpongeBob è pronto a farsi esplodere e Hello Kitty pratica l’harakiri.

 

Sotto un velo di ironia e con una forte carica emotiva l’artista vuole far riflettere il pubblico sul contrasto tra vita reale e  mondo delle star messo in atto dalla cultura contemporanea, che ha via via sostituito l’eroe tradizionale con le celebrità grazie a strategie di marketing volte a mostrarci un mondo perfetto e inarrivabile.

Con Broken Heroes le icone pop vestono i panni di persone normali alle prese con problemi che affliggono la società attuale. Il mondo della fantasia viene quindi contaminato e “sporcato” quasi a voler ammettere che in fondo siamo tutti uguali, che non esiste un mondo perfetto e non esistono eroi.

Qui sotto potrete trovare una selezione dei lavori a nostro avviso più significativi della collezione:

LeaveOn app: lascia un messaggio indelebile ovunque ti trovi [INTERVISTA]

Vi ricordate quando eravamo adolescenti e per gioco con la nostra fidanzatina (o il nostro fidanzatino) ci giuravamo amore eterno segnando il legno di una panchina con la punta delle chiavi o con la vernice spray su un muro? Quante volte vi è poi ricapitato di passare per quel luogo e rileggere quella scritta con il sorriso in volto ripensando a quel momento?

Immaginate  di poter fare la stessa cosa solo e semplicemente con l’ausilio del vostro smartphone senza deturpare il decoro urbano delle nostre città. Sull’ onda della digitalizzazione che ha investito il nostro mondo non poteva mancare infatti un’app che ci permettesse di lasciare un messaggio multimediale e di condividerlo con il mondo o solo con la nostra anima gemella senza necessariamente rovinare l’aspetto delle nostre città.

Il suo nome è LeaveOn, una social app davvero originale, sviluppata per dispositivi Android e iOS dall’italianissima Unitstyle srl,  agenzia di comunicazione di Verona

Il funzionamento di LeaveOn è molto semplice: basta registrarsi tramite app (ma anche da browser) inserendo il proprio nome, cognome e e-mail. Dopo esservi loggati vi comparirà una schermata tramite la quale potrete assolvere a diverse funzioni tra cui quella di lasciare un “baloon” ovvero un messaggio multimediale (fatto di testo ma corredabile anche da foto) geolocalizzato, visibile solo in quel luogo, da chiunque abbia scaricato l’applicazione.

Data la genialità di quest’app, per darvi informazioni più precise ho preferito che fossero gli stessi autori a parlarcene. Ecco perchè mi sono fatto una bella chiacchierata con Luca Zivelonghi e Deny Cadorini , company managers di Unitstyle.

1) Ciao Luca e ciao Deny, piacere di conoscervi. Parlateci un po’ di voi: chi c’è dietro il progetto Unitstyle srl?

Ciao Marco, piacere nostro.

Io e Deny siamo soci di Unitstyle srl, fondata a Verona nel 1994: Deny, di nazionalità americana, proviene da un’esperienza di retail manager presso l’AAFES, mentre io appartengo al mondo della grafica pubblicitaria.

Da quando sono comparsi i primi smartphone con i loro stores di app ci siamo interessati e appassionati subito a questo mondo. Così qualche anno fa abbiamo organizzato un team di sviluppatori e creativi dedicati allo svolgimento di queste attività.

 2) Parliamo di “LeaveOn”. Di cosa si tratta e come vi è venuta l’idea?

Uno dei nostri sogni è sempre stato quello di creare un’app tutta nostra, ma sistematicamente “demolivamo” criticamente ogni nuova idea che ci veniva in mente. Poi un giorno non siamo riusciti a smontare l’ennesima idea… e allora ci siamo detti: «forse ci siamo!». Si voleva trovare un sistema per fare uscire la gente di casa e schiodarla dal computer, il contrario di quello che normalmente fanno i social network.

In sintesi il funzionamento è questo:

Attraverso LeaveOn si possono lasciare messaggi chiamati “balloons”, localizzati nell’esatto punto in cui ti trovi, visibili solo lì, da chiunque abbia scaricato l’applicazione. In poche parole è l’intelligente alternativa digitale dell’incidere un messaggio su un’albero o scrivere su un muro, avendo però in più la possibilità di lasciare una foto oltre al testo. Si possono inoltre  lasciare dei “balloons” privati ad una persona presente nei propri contatti. In questo caso il destinatario riceverà una notifica e se vuole vedere il messaggio dovrà recarsi fisicamente nel posto in cui è stato lasciato.

3) Quanto è importante avere una buona idea ai fini della sua realizzazione? È stato facile “digitalizzare” il vostro progetto?

L’idea è sicuramente fondamentale ma serve a poco nulla se poi non si riesce a concretizzarla. Il lavoro più grosso, ancora prima di iniziare a programmare, è stato quello di studiare molto attentamente la filosofia di questa applicazione. Dopo aver pensato all’utilizzo di base, la nostra attenzione si è concentrata sul rispetto della privacy.

Con LeaveOn infatti non è necessario inserire (e non vengono richiesti) dati che poi possano venire utilizzati a scopo di marketing. I messaggi lasciati non possono essere commentati nè privatamente, nè pubblicamente. Infine i propri amici non sono visibili da nessuno, nemmeno dagli amici stessi, come di fatto potrebbe essere nella vita reale!

Per rispondere alla domanda se è stato facile creare fisicamente l’app…no, direi proprio di no…ha richiesto l’impegno a tempo pieno di un team di persone veramente in gamba. Le difficoltà a livello tecnico sono state molte, anche perché essendo una cosa nuova, non esistevano sul mercato modelli da copiare.

Posso però dire che ci siamo anche divertiti. Dopo mesi di lavoro, finita la versione beta Deny mi ha detto : “domani Luca si va a caccia di balloons”

4) LeaveOn è una misto tra un social network e un’app di prossimità. In cosa si differenzia realmente da altre app simili come foursquare ad esempio?

Sono due cose sostanzialmente diverse. Forsquare lo definirei come un gioco sociale partecipativo, con delle funzioni peraltro interessanti come la possibilità di vedere se ci sono amici nelle vicinanze o avere delle info su offerte commerciali. L’utilizzo di leaveOn è più semplice e direi decisamente meno ludico e più “emozionale”. Lasci un segno del tuo passaggio che rimarrà li per sempre, fine.

Anche il concetto di prossimità è diverso. Qui non parliamo di chilometri; abbiamo dato ai nostri balloons un raggio di 50 mt (avremmo voluto ancora meno ma c’è il problema di precisione del gps di alcuni smartphone). In generale una delle sostanziali diversità dagli altri social è che non hai bisogno di avere amici per usarla. Puoi comunque lasciare messaggi e vedere i tuoi o quelli degli altri.

Ci piace pensare inoltre che proprio per la sua logica, LeaveOn non dovrebbe generare nell’utente unatteggiamento ossessivo/compulsivo nel suo utilizzo, come altri social dove puoi vedere tutto quello che succede, hai centinaia di aggiornamenti, informazioni che si incrociano, tag, ecc.

5) A che audience punta LeaveOn? Mi spiego: l’app è stata pensata solo per  “utenti comuni” o credi possa rappresentare un’occasione di marketing strategico anche per le aziende?

Certo. LeaveOn è stata pensata per l’utente comune ma ovviamente i possibili utilizzi a livello di marketing sono innumerevoli. Per questo motivo sarà disponibile a brevissimo una sezione “special account” sempre gratuita, dedicata alle aziende, istituzioni, brand e personaggi pubblici.

Faccio solo un esempio: pensa ad un’azienda che organizza un evento importante in una zona molto frequentata e vuole lasciare delle foto che rimangano lì, un cantante che lascia dei balloons durante un concerto o un’azienda di moda che lascia in anteprima le foto del backstage di un servizio pubblicitario…

6) L’App è solo in inglese nonostante sia stata creata da sviluppatori italiani. Sicuramente questo vi darà una grossa visibilità internazionale ma non pensate sia meglio localizzarla in diverse lingue?

Assolutamente si, è fondamentale. Stiamo già lavorando sull’italiano. E’ un lavoro lungo perché oltre all’app c’è anche la parte web, i vari messaggi di avviso, conferma, ecc. Poi a ruota faremo anche tutte le altre principali.

7) Avete in previsione aggiornamenti che introducano altre funzionalità?

Si, oltre a delle release che miglioreranno la funzionalità attuale, stiamo lavorando su un progetto di cui per ora non possiamo parlare che offrirà una funzionalità assolutamente rivoluzionaria e che siamo sicuri piacerà all’utente.

8 ) Quale è stata la risposta degli utenti nei primi giorni di disponibilità dell’app?

In generale i feedback sono stati molto positivi. Alla gente piace un sacco l’idea di lasciare un segno del proprio passaggio, lasciare un messaggio privato al proprio innamorato in un determinato punto o un Balloon di quella vacanza che da grande tuo figlio vorrà rivedere…

Sarà come rivivere tutte le emozioni passate in quel luogo, proprio lì, nell’esatto punto in cui ti trovi.

9) Siamo arrivati alla fine della nostra  intervista. Perché non lasciare un “balloon” per i nostri lettori contenente consigli per chi come voi vorrebbe lanciarsi nel social marketing?

Molto volentieri…Fatto! Chi vuole vederlo può andare a Verona, piazza Brà, alla fontana di fronte l’Arena!

Se siete interessati a LeaveOn non vi rimane altro che scaricare l’app per da iTunes e Google Play. Nel frattempo vi lascio a una breve video presentazione in italiano:

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Bisogna dirlo: LeaveOn è di certo un app…che lascia il segno! Voi cosa ne pensate?

App of the week: MindMeister, le tue mappe mentali grazie ad un'app!

App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili che il nostro Kenji Uzumaki scova nei market e testa per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week!

MindMeister è l’app che conta 1.5 milioni di utenti e circa 300 milioni di idee già create. Cosa fa quest’app scaricatissima? Permette di creare mappe mentali! Pensate quante vostre idee nascono in modo confuso ed è difficile organizzarle! Quante potrebbero diventare progetti reali!

Con MindMeister le vostre mappe mentali, quelle nate per usi personali e quelle concepite per il business, ora diventano “visibili” e avrete anche la possibilità di condividerle con amici e colleghi di lavoro.

Gestire idee con MindMeister è semplice ed interattivo

Dopo essersi registrati come nuovo utente, si può subito iniziare a creare schemi mentali, grazie ad una grafica molto intuitiva. Si stabilisce il nodo centrale del nostro schema; con un doppio tap si possono creare nuovi nodi secondari, personalizzabili anch’essi, che possono essere collegati al nodo principale o anche fra loro.

Le mappe possono essere modificate e personalizzate a piacimento, difatti i nodi possono contenere immagini, link esterni o note scritte.

Sotto un piccolo esempio di mapping che ho creato apposta per Ninja Marketing, anche se più che una mappa mentale è uno schema molto semplice, ma che mostra come sia semplice l’utilizzo di questa app:

L’app è web-based, ossia pensata per essere utilizzata principalmente online, ma funziona bene anche offline in modalità stand-alone, per poter salvare le proprie idee in qualsiasi momento, anche in mancanza di connessione alla rete.

Una volta terminato il nostro schema, MindMeister permetterà di esportarlo in diversi formati (immagine, MindManager, docx, pptx, pdf) o di condividerlo grazie alla possibilità di copiare il codice html ed inviarlo via e-mail.

Una caratteristica molto interessante è che mentre si condivide un progetto a distanza, si ha la possibilità di mostrare agli utenti che stanno partecipando al brainstorming le modifiche apportate allo schema in tempo reale.

Non dovremo più correre il rischio di veder perduti i nostri fuggevoli lampi di genio!

MindMeister è totalmente gratuita e la si può trovare sia su iTunes, con due versioni differenziate per iPhone e iPad, sia su Play Store. 

Sotto i link per iOS (iPhone e iPad):

     

 

 

 

e per Play Store (Android):

GameDock, una sala giochi vintage nell'iPhone e nell'iPad

Sono giovane, ma non giovane abbastanza, e me ne rendo conto quando penso ai pomeriggi passati a giocare con il Nintendo64. Se penso poi di essere riuscito a giocare anche con il Commodore64 di mio padre mi sento proprio vecchio. Ma ne vado fiero, come i due trentenni che hanno creato GameDock.

GameDock è un adattatore che permette di collegare il proprio dispositivo iOS a uno o due controller e, grazie a un’applicazione, dà la possibilità di poter giocare con diversi videogiochi retro. Il dock, inoltre, può essere collegato alla TV, dando un valore aggiunto all’esperienza di gioco.

Dove si compra? Ahimè, qui arriva la nota dolente: GameDock ancora non esiste, ma è un progetto che potete supportare e finanziare su Kickstarter, la famosa (un po’ meno in Italia) piattaforma di fundraising che rende i potenziali clienti finanziatori di un prodotto.

I creatori sono convinti che la realizzazione di GameDock formerebbe un circuito indipendente di videogiochi retro in cui
nessuno sviluppatore dovrebbe sottostare a imposizioni stabilite dalle major dell’intrattenimento elettronico o limitare il proprio
videogioco a una sola console.

L’unico vero vantaggio resta comunque quello più immediato, cioè la possibilità di tornare ai cari vecchi videogiochi multiplayer, senza aver necessariamente bisogno di una TV, con la possibilità di poter giocare anche all’aperto, senza dover rinchiudersi in una sala giochi.

Il progetto è di Cascadia Games LLC e il periodo d’offerta su Kickstaster scade tra meno di un mese. Chissà se vedremo mai GameDock sugli scaffali di un Trony o di un MediaWorld.