Le app indispensabili per l’estate 2012

Testata

 

Finalmente ci siamo, è arrivato il gran caldo e con lui il periodo di vacanza tanto desiderato ed atteso con impazienza. Che tu sia un fanatico dell’alta quota, dello sport, della tintarella o perchè no, del relax più totale, sicuramente qui potrai trovare l’App che fa per te.

Con un accesso da mobile che ha raggiunto la soglia del 10% del traffico totale (fonte @Shinystat), ormai sono tantissimi quelli che ricorrono all’utilizzo del proprio device per mantenersi informati, svagarsi e tenersi in contatto, tutto rigorosamente in movimento. È per questo che abbiamo deciso di fare una selezione di applicazioni, questa volta però tutte dedicate alle vostre vacanze.

Alcune di queste app, avrete già avuto modo di conoscerle nei nostri precedenti articoli, ai quali vi rimandiamo tramite questo link, ma abbiamo pensato di riproporvele ugualmente con l’arrivo dell’estate. Diamogli un occhiata!

TripAdvisor

TripAdvisor

È sicuramente nella top ten delle app utilizzate per cercare la prossima meta vacanziera! Grazie alla sua semplice ed intuitiva interfaccia, TripAdvisor, ci permette di cercare attraverso l’utilizzo di filtri ottimizzati, la destinazione che più fa per noi, informandoci su tutto quello che dobbiamo sapere, dalla geolocalizzazione del punto d’interesse, ai servizi offerti, ma soprattutto ci fornisce i commenti dei viaggiatori che già sono stati li! Disponibile per iDevice ed Android.

 

ViviMondo

ViviMondo

Con ViviMondo non avrete più bisogno di guide, cartine e quant’altro, basta accedervi e l’applicazione vi dirà (analizzando un raggio d’azione a voi circostante) tutti i monumenti da non perdere, e vi farà da cicerone attraverso dei rapidi collegamenti a wikipedia grazie ai suoi oltre 1 milione di punti di interesse. Grazie all’utilizzo dei sensori giroscopici presenti sul vostro device, avrete la possibilità di vedere tutti i punti di interesse intorno a voi con l’utilizzo della fotocamera in un raggio che va da 1 a 20km. Un’ottima app da portare sempre con noi per appagare la nostra sete di conoscenza.

 SkyScanner Tutti i voli, Ovunque!

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Già presente da tempo sull’iTunes Store, si piazza al primo posto tra le free app più scaricate con oltre 6 milioni di download. Trova subito il tuo volo, il tutto nel modo più semplice ed user friendly: inserite i luoghi di partenza, arrivo, le date che vi interessano con i rispettivi orari, il n° di passeggeri e il gioco è fatto. Attraverso una mappa abbiamo un riscontro immediato della nostra ricerca con i luoghi e i prezzi di partenza, quando abbiamo scelto accediamo a una schermata dettagliata che poi ci rimanda direttamente al sito della compagnia per acquistare il nostro biglietto.

Pocket

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Con Pocket non rimpiangerete più l’assenza di una connessione wifi! Grazie alla sua compatibilità con il web e con i nostri mobile device, potremo salvare tutto quello che vogliamo leggere in un secondo momento all’interno di Pocket, che salverà tutto e ce lo renderà accessibile offline. Quindi potrete leggere comodamente tutti gli articoli che volete tranquillamente sotto l’ombrellone della spiaggia o sull’aereo, il tutto rigorosamente offline.

iBronze

iBronze

Ecco l’applicazione dedicata agli amanti della tintarella, per chi vuole abbronzarsi ma senza rimetterci la pelle! Basta appunto scegliere il fototipo della nostra carnagione, ed automaticamente iBronze, utilizzando la tua posizione gps ed appoggiandosi alle banche dati del sito ilMetelo.it per analizzare la penetrazzione dei raggi UV, ti fornirà le informazioni sulla gradazione della protezione da utilizzare per preservare la vostra abbronzatura. Mai più scottati con iBronze!

PrezziBenzina

Prezzi Benzina

PrezziBenzina, è un’applicazione che si basa sulla collaborazione di tutti gli utenti che, segnalando i prezzi della benzina dei vari distributori, contribuiscono a mantenere aggiornata l’intera comunità dei viaggiatori sui migliori prezzi del carburante. Ovunque sei, risparmia sul tuo pieno, e parti per la tua vacanza!

 

SAS Survival Guide

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Temete di perdervi nel posto più angusto e isolato del mondo? Non disperate, non dovrete più aver paura di affrontare una vacanza più avventurosa del solito con la nuova app SAS Survival Guide. Scritta direttamente dagli esperti di formazione per la sopravvivenza dei soldati britannici, questa applicazione vi permetterà di cavarvela ovunque vi troviate! Al suo interno trovate l’intero manuale di sopravvivenza di oltre 400 pagine, video illustrativi di alcuni trucchi per la sopravvivenza. E ancora una galleria di immagini con tracce di animali, piante e fiori medicinali, creature del mare e serpenti. Avrete inoltre un quiz con oltre 100 domande per aiutarvi a ricordare le regole di sopravvivenza. Non possono mancare bussola solare, una comoda lista di sopravvivenza, e un segnalatore di codice Morse. Queste e altre piccole utilità nella versione a pagamento, per chi è interessato a testare una piccola parte di queste caratteristiche può provare la versione Lite.

 

Di seguito potrete trovare tutti i link utili per accedere al Download delle applicazioni direttamente dall’iTunes Store di Apple. Ci teniamo ad informarvi che Apple ha messo a disposizione sul suo Store online, una sezione interamente dedicata alle app per l’estate, quindi se vi è piaciuto questo articolo dateci un’occhiata!

TripAdvisorViviMondoSkyScanner PocketiBronze PrezziBenzinaSAS Survival

 

 

 

 

 

 

 

L'ambush geo-local delle gomme da masticare Orbit

Orbit chewing gum, brand del colosso Wrigley, ha attuato una campagna di comunicazione innovativa puntando, oltre alla classica funzione legata all’igiene orale,  all’eliminazione in particolare delle macchie di caffè sui denti.

La particolarità della campagna è che le macchie di caffè vengono effettivamente eliminate dal personaggio Mr Coffee.

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Le imboscate di Mr. Coffee sono riprese e documentate da chi le subisce e da chi si trova ad osservare, poi vengono postate sui principali social network attivando un processo che come un virus si moltiplica e si addentra nella rete.

Gli elementi che compongono questa campagna sono molteplici: l’aspetto ludico è fondamentale; l’aspetto della condivisione fa sì che si crei buzz attorno la campagna e in più c’è anche l’aspetto di classica comunicazione dell’azienda verso i clienti.

Come risolvere i problemi con la Root Cause Analysis

Molti ricorderanno che nel celebre film Pulp Fiction uno dei personaggi era un certo Mister Wolf, un uomo specializzato nella risoluzione dei problemi e che entrava in gioco quando c’era qualche situazione critica da risolvere.
Di certo il problem solving è una delle skill più apprezzate in ambito lavorativo ed è una qualità che è possibile migliorare con l’esercizio e mediante l’uso di appositi strumenti di analisi.

Non esiste un approcio universalmente riconosciuto come il migliore quando si tratta di risolvere problemi, ognuno ha il suo modo di giungere a una opportuna soluzione.
Tuttavia la tradizione Giapponese del Lean Manufacturing ha standardizzato e reso popolari alcuni approcci di analisi che illustreremo brevemente.

Ishikawa o Fishbone Diagram

Questo diagramma è stato introdotto dal Giapponese Kaoru Ishikawa e assume la forma di una spina di pesce, di cui la testa rappresenta l’effetto, tipicamente un problema o un risultato da raggiungere, e tutte le spine diagonali rappresentano le cause e le sottocause che determinano il problema.

Il diagramma a spina di pesce è utile per individuare che cosa determina il problema e per decidere su quali cause agire e con quali interventi. E’ molto usato in ambito industriale.

5 Whys

Il metodo dei 5 perché ci permette di risalire alla fonte di un problema ponendoci in maniera ricorsiva 5 domande, come nel seguente esempio:

Why #1) Perché il server ha smesso di funzionare?
Risposta: Perché c’è stato un calo di energia.

Why #2) Perché c’è stato un calo di energia?
Risposta: Perché l’impianto elettrico è sovraccarico.

Why #3) Perché l’impianto elettrico è sovraccarico?
Risposta: Perché sono attivi anche server che dovrebbero essere spenti.

Why #4) Perché sono attivi anche server che dovrebbero essere spenti?
Risposta: Perché il responsabile del data center li ha accesi.

Why #5) Perché il responsabile del data center li ha accesi?
Risposta: Perché non ha ricevuto le giuste istruzioni dai tecnici.

E quindi si deduce che il server ha smesso di funzionare perché i tecnici hanno dato istruzioni sbagliate e per risolvere il problema si deve agire alla radice evitando che i tecnici commettano lo stesso errore di nuovo.

Diagramma di Pareto

Questa rappresentazione grafica prende il nome dall’economista Vilfredo Pareto e consiste nell’illustrare le cause che determinano uno specifico effetto riportando la loro frequenza di rilevazione e la percentuale cumulata che ci informa di quanto “pesano” l’insieme delle cause che stiamo prendendo in considerazione.

Nell’esempio sopra sono riportate le cause di ritardo con cui, per esempio, le persone arrivano a lavoro.
Le cause sono ordinate per frequenza, dalla prima, che in questo caso è rappresentata dal traffico, all’ultima, le emergenze.

In corrispondenza di ciascun punto della curva rossa è possibile rilevare quanto concorrono le cause fino a quel punto nella determinazione del ritardo. Le prime due cause da sole, per esempio, giustificano il 60% dei ritardi.
Questo diagramma ci guida nell’individuare le aree prioritarie di intervento, permettendoci di focalizzare l’attenzione sulle cause con una maggiore frequenza.

Tunisia, il marketing turistico post primavera araba

Tutto è cominciato inaspettatamente, con la rottura di una quotidianità che sembrava rassicurante, ma che invece nascondeva una bomba pronta ad esplodere.
Ferito nell’orgoglio e nella dignità Mohammed Bouazizi, a soli 26 anni, si dava fuoco davanti al municipio di Sidi Bouzid, un piccolo paesino della Tunisia. Questa gesto così disperato ha fatto da apripista a quello che sarebbe stato l’inizio della “Rivoluzione dei Gelsomini”.

Dal quel dicembre 2010 le proteste si sono estese a macchia d’olio, partendo dalla Tunisia ed arrivando sino all’Egitto, Libia, Yemen e non solo.

Queste poche righe non sono altro che una breve cronaca di un pezzo di storia contemporanea, la quale pur essendo ancora parzialmente in corso lascia una piccola speranza di ripresa.
Di quest’ultima, infatti, ne è la dimostrazione concreta la Tunisia: perla del Mediterraneo, tappa di svariate crociere e meta apprezzata dai turisti di tutto il mondo.

Con la fine della Primavera araba la Tunisia si rimette in carreggiata, puntando su tutti i suoi lati migliori: dai siti archeologici (ben otto, riconosciuti dall’Unesco) alle meraviglie offerte da Madre Natura, dalle specialità della gastronomia al fascino dei bazar nelle medine.

Gli ultimi dati effettivamente lasciano sperare in una ripresa: il graduale ritorno alla normalità ha contribuito a registrare nei primi mesi del 2012 un leggero aumento delle prenotazioni ed in più, il ministero del turismo tunisino si sta adoperando ad offrire, sul mercato del settore, oltre al classico connubio “mare a buon prezzo” l’aggiunta di qualcosa in più.

Questo plus consiste infatti nell’offerta di una vacanza in un paese ricco di storia, cultura, siti archeologici ed esperienze affascinanti ed avventurose nel deserto.

Una delle ultime attività di marketing turistico effettuate dalla Tunisia per rilanciare la propria immagine post-Primavera araba consiste nella messa in onda del classico spot che presenta tutte le meraviglie del luogo.
Immagini con calde nuance di luoghi e volti, accompagnate dalle note di un pianoforte in poco più di trenta secondi, per spronare i potenziali turisti a “riscoprire la Tunisia”.

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Forse una tattica banale o troppo classica, che tenta di far finta di nulla ed ignorare tutta la paura che c’è stata in Tunisia e negli animi di chi avrebbe voluto visitarla, ma non ne aveva il coraggio. Oppure, probabilmente, l’unica alternativa per coloro che, desiderando di tornare alla normalità non hanno potuto far altro che comportarsi come se nulla fosse stato, ma nutrendo dentro di sé un grande desiderio di riscatto.

Smiles Film: sorridi, grazie a Twitter e Instagram sei nell'ultima opera di Yoko Ono!

Se c’è da pensare in grande, Yoko Ono l’ha fatto.

La moglie del compianto John Lennon, con questo progetto pensa a tutti i sorrisi sul globo terrestre e grazie ai social network cerca di convogliarli tutti in un unico spazio. 

Smiles film viene da un’idea degli anni ’60, precisamente dal 1967, anno in cui l’artista  ebbe questo frammento visionario che dopo 45 anni verrà realizzato grazie alle nuove piattaforme social e ad una partecipazione di massa possibile attraverso Twitter e Instagram.

Come si può partecipare? Semplice.

  • fatevi una foto mentre sorridete
  • caricatele su uno dei due social network
  • utilizzate l’hashtag #smilesfilm per far si che le foto entrino nel sito ufficiale del progetto.
  • geolocalizzatevi per comparire sulla mappa
  • condividete la foto con tutto il mondo
  • passate parola

Un’azione efficace di user generated content? Assolutamente sì. Yoko Ono ideò questo gran progetto scrivendo che il sorriso è fondamentale per restare in salute e far star bene gli altri.

Per realizzare #smilesfilm è stata creata anche un’ iPhone app che permette di collezionare i sorrisi e soprattutto di mapparli. In questo modo si ha la possibilità di geolocalizzare le persone ‘proprietarie’ di tutti quei raggianti sorrisi e conoscere i luoghi in cui ci si è sentiti felici… anche solo per quei pochi secondi. L’app è composta da tre sezioni: sogna, guarda e sorridi .

Il progetto di Yoko Ono troverà anche uno spazio espositivo reale in occasione di London 2012 Festival – resterà in mostra fino al 9 settembre 2012. Qui potete vedere il profilo Twitter dedicata al progetto.

Io il mio sorriso l’ho mandato! Voi? Il mondo ha un gran bisogno di sorrisi!

Quinto Conto Energia: ecco come cambia il mondo delle rinnovabili in Italia

E’ finalmente giunta la fumata bianca sul quinto conto energia e sul decreto delle rinnovabili. Due provvedimenti, attesi da oltre 9 mesi, destinati a disciplinare il mondo delle energie rinnovabili nei prossimi anni.

I provvedimenti, firmati dai ministri dello Sviluppo economico Corrado Passera, dell’Ambiente Corrado Clini e dell’Agricoltura Mario Catania definiscono i nuovi incentivi per l’energia fotovoltaica (Quinto conto energia) e per le altre fonti (eolico, idroelettrico, geotermico, biogas e biomasse).

Le critiche

Le polemiche, prevedibilmente, non si sono fatte attendere, dopo mesi di levate di scudi da parte degli operatiri del settore.
C’è chi già parla di un colpo definitivo al sistema di incentivi che aveva permesso all’Italia di primeggiare in Europa nel settore rinnovabili, al punto di superare anche la Germania, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro.

Per il governo, invece, i nuovi obiettivi consentiranno al paese di superare gli obiettivi europei, ponendo al contempo un freno ad una spesa ritenuta eccessiva e non più indispensabile visto le crescenti performance economiche, in particolare del fotovoltaico.

Massimo Sapienza, del movimento “SOS Rinnovabili” obietta aumenteranno i costi per i produttori e per i cittadini”.

“E’ paradossale che mentre si continua a parlare di tagli alle spese superflue se ne aggiungano altre rendendo obbligatori registri perfettamente inutili. Noi avevamo proposto di arrivare agli stessi obiettivi di contenimento della spesa con il metodo tedesco, cioè con l’abbattimento automatico degli incentivi man mano che si raggiungono determinati livelli di produzione: un metodo semplice e molto sicuro, capace di rendere il mercato fluido. Questa non è la strada per far crescere il paese”.

E’ pur vero, in questo caso, che in molti ritengono ormai la tecnologia fotovoltaica in grado di camminare con le proprie gambe.
Il Solar Energy Report del Politecnico di Milano, argomenta che il “sole” ha già rendimenti accettabili, in particolare al Sud Italia, anche senza l’aiuto dello Stato. Negli ultimi quattro anni, secondo il rapporto di Clean Edge, i costi per kilowattora del solare si sono dimezzati, con prezzi dei moduli fotovoltaici in picchiata.

La Posizione del governo

Il ministro dell’Ambiente evidenzia che sono stati “salvati” gli incentivi per gli impianti fotovoltaici nelle zone degradate. Inoltre potranno accedere alle tariffe incentivanti gli impianti fotovoltaici di potenza fino a 50 kW realizzati su edifici con moduli installati in sostituzione di coperture su cui è operata la completa rimozione dell’eternit o dell’amianto.

Il Governo, in ogni caso, puntualizza che buona parte dei miglioramenti richiesti dalle Regioni è stata accolta e che, in particolare, è stato portato da 12 a 20 chilowatt il limite oltre il quale gli impianti devono essere iscritti a un registro.

Questo innalzamento della fascia permetterà, sempre secondo il governo, di installare pannelli per l’alimentazione di micro attività imprenditoriali ed officine per l’autoproduzione dell’energia, realizzando la cosiddetta generazione diffusa.

Il budget di spesa è stato ampliato per un totale di 500 milioni di euro annui suddivisi tra fotovoltaico (200 milioni) e non fotovoltaico (300 milioni).

Il nuovo sistema entrerà in vigore 45 giorni dopo il superamento della soglia di 6 miliardi di incentivi per il fotovoltaico (che dovrebbe coincidere con il mese di agosto secondo alcune stime) e il primo gennaio 2013 per il non fotovoltaico (con un periodo transitorio di 4 mesi).

I nuovi incentivi

In sostanza, potranno accedere agli incentivi gli impianti fotovoltaici di potenza fino a 50 kW in sostituzione di coperture di eternit o amianto, gli impianti fotovoltaici di potenza non superiore a 12 kW (anche a seguito di rifacimento) ed i potenziamenti fino a 12 kW.

Inoltre, sono ammessi gli impianti fotovoltaici a concentrazione fino al raggiungimento di un costo indicativo cumulato degli incentivi di 50 ML€, e gli impianti fotovoltaici realizzati da amministrazioni pubbliche sempre fino a 50 ML€.

C’è però un’eccezione, che interessa gli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 12 kW e non superiore a 20 kW, che potranno accedere agli incentivi con tariffa ridotta del 20% rispetto a quella spettante ai pari impianti iscritti al registro.

Le altre fonti rinnovabili saranno invece limitate per costo complessivo.
Il totale cumulato di tutte le tipologie di incentivi degli impianti a fonte rinnovabile tra cui biomassa, biogas, e bioliquidi sostenibili, non potrà superare i 5,8 miliardi di euro annui.


Presentato a Roma il Founder Institute, programma di accelerazione per startupper

Il 3 luglio è stato presentato a Roma il Funder Institute nella sua versione italiana sponsorizzata da Microsoft e ospitata all’Innovation campus. Il Founder Institute è un programma di accelarazione per startupper digitali. Per conoscere il programma ho intervistato Nicola Mattina, colui che ha portato in Italia il format internazionale.

Cos’è avvenuto durante la presentazione del Founder Institute?

“E’ stato un incontro molto pratico, in cui abbiamo spiegato il funzionamento del Funder Institute, il programma di supporto alle startup basato sulla filosofia degli acceleratori americani. Si tratta di un programma globale nato nel 2009 e ora presente in 26 città sui 5 continenti.”

“Vi è stata poi una parte interattiva in cui abbiamo fatto fare un esercizio ai partecipanti. Abbiamo infatti chiesto ai ragazzi di spiegare il proprio progetto di impresa in una sola frase. Questo perchè gli aspiranti imprenditori spesso pensano di sapere tutto del loro progetto ma quando tentano di spiegarlo in poche parole non riescono.”

“Sono quindi state fatte molte domande sul funzionamenteo dell’istituto, da cui sono emerse alcune ingenuità sul fatto che il programma assicuri un finanziamento. Al contrario quello che noi abbiamo creato è una “scuola di sopravvivenza” fortemente meritocratica che punta sulla didattica e la mentorship. Quando si crea un’impresa non c’è infatti nessuno che ti fa sconti. Per questo chi arriva deve essere estremamente motivato.”

In cosa consiste il programma?

“Il programma dura 15 settimane a partire da ottobre 2012. Durante questo periodo i partecipanti affronteranno gli aspetti fondamentali del fare impresa. Vi è un incontro alla settimana, durante il quale tre imprenditori parlano della propria esperienza e valutano le attività dei ragazzi, assegnando loro dei task. L’impegno richiesto è di 20 ore la settimana.”

“I partecipanti hanno inoltre la possibilità di diventare parte della community internazionale, costituita da più di 500 startup e di accedere ad una rete di circa 700 mentor, tra cui imprenditori e BA specialisti nel digitali italiani come Stefano Quintarelli, Marco Magnocavallo, Antonio Leonforte di Fhoster.

A chi è rivolto?

“A tutti gli aspiranti imprenditori. L’enfasi infatti è sulla persona, non sulla startup. Quindi è possibile anche avere un’idea non troppo formata di impresa, perchè il raffinamento dell’idea avviene durante il percorso. E’ inoltre possibile partecipare sia come singoli che vogliono acquisire competenze, sia come team con un progetto d’impresa.”

“La media dell’età dei partecipanti è di 34 anni e sono spesso persone con un lavoro.”

Come vengono selezionati i candidati?

“Per entrare nel programma è necessario superare un ‘test sulla personalità’ che valuta l’intelligenza ma anche altri tipi di predisposizioni fondamentali per essere un buon imprenditore. Ad esempio viene testata la capacità di negoziare, l’apertura all’esplorazione delle novità, la propensione a terminare i compiti assegnati, la precisione.

“E’ un test scientifico con un’accuratezza del 70% che ci permette di fare una prima selezione. Su 100 persone che svolgono il test circa il 50% è ammesso. Tuttavia tra le persone che partecipano meno della metà arrivano alla fine. Vi è infatti una selezione lungo il percorso basata sul superamento delle prove e sulla partecipazione.”

Cosa deve fare chi vuole partecipare?

“Deve iscriversi al test di ammissione, che fino al 19 Agosto è gratuito.”

Hot Wheels e il giro della morte da record [VIRAL VIDEO]

Ve le ricordate? Le avete riconosciute? Sono le leggendarie Hot Wheels, le automobili che dal 1968 hanno fatto compagnia a generazioni di bambini quando ancora erano lontani Playstation e Pc.
Stavolta però non si tratta di modellini automobilistici e di piste giocattolo, ma di bolidi da 300 cavalli che sfrecciano su una rampa da doppio loop verticale di dimensioni naturali.

Mattel per stupire i fan della Hot Wheels, ormai non solo bambini ma veri e propri collezionisti, ha scelto gli X Games di Los Angeles come evento per infrangere un record del mondo a dir poco fuori di testa: quella di fianco allo Staple Center è la riproduzione della famosissima pista “Hot Wheels Double Dare Snare” alta 20 metri, sulla quale si sono esibite due vere Hot Wheels, in scala 1:64, eseguendo un doppio giro della morte.

Tanner Foust e Grag Tracy i detentori di questo Guinnes World Record: il primo pilota di Formula D e Rallycross, tre volte medaglia d’oro agli X Games e laureato in biologia molecolare. Il secondo stuntman di Hollywood appassionato di motori, vincitore della Pikes Peak 2011, gara auto-motociclistica che si tiene in Colorado e oggetto di ispirazione per la Ducati che ha dedicato il nome di una moto Multistrada all’impresa del pilota.

L’esibizione è mozzafiato, l’incredibile doppio anello viene percorso alla velocità di 52 miglia orarie in maniera impeccabile dai due piloti partiti con decimi di secondo l’uno dall’altro. I due si sono allenati per un anno per riuscire nell’impresa di infrangere il precedente record del più lungo loop in un auto, detenuto dal cinese Li Yatao in Lotus 5 sportback.

Trovata geniale della Mattel che ha generato un rebound mondiale toccando in rete il milione di visualizzazioni: il video presenta l’esibizione in modo ineccepibile ed è impressionante l’instant replay delle due auto a testa in giù che sfidano la forza di gravità, una scarica di adrenalina impressionante anche per chi non ha potuto assistere allo spettacolo in California.

Creative Advisory: la più grande community italiana dedicata alla comunicazione

Ospitiamo Sasà Tomasello, startupper di prima generazione, che abbiamo invitato qui a parlare di uno dei progetti più interessanti degli ultimi tempi, Creative Advisory, in cui Tomasello è protagonista in qualità di founder e creativo. Non rubo altro spazio, lascio la parola a lui: benvenuto Sasà!

Istituto Luce su YouTube: 40 anni di storia d'Italia in un canale dedicato

Istituto Luce e YouTube sulla Storia d'Italia

Un progetto nuovo, realizzato con il ‘vecchio‘. Un’antitesi efficace quella dell’Istituto Luce, che ha dato luogo ad una corposa raccolta di materiale audiovisivo sulla storia dell’Italia per la creazione di un canale YouTube dedicato a ripercorrere 40 anni di storia e cultura del nostro paese.

L‘accordo con Google Italia porterà su YouTube 30.000 filmati che ripercorrono la storia italiana dal 1927 al 1964, attraversando momenti storici fondamentali – dai primi Cinegiornali all’avvento della pubblicità – per mostrarci l’evoluzione registratasi in tutti i campi nel corso degli anni: dalla tecnologia alla politica, dal cinema allo sport. Il canale YouTube tutto dedicato all’Istituto utilizzerà la tecnologia ContentID, un sistema in grado di tutelare il copyright su YouTube assicurando allo stesso tempo alla fonte guadagni ulteriori basati sulle entrate da pubblicità correlate ai filmati visti dall’utente.

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Attraverso i filmati sarà possibile rivedere star del calibro di Gina Lollobrigida e Sophia Loren, che ci mostreranno la realtà dell’epoca, il ruolo delle donne, fondamentali per la scelta dei prodotti da acquistare per la propria famiglia, le prime autovetture “di massa”, ma anche filmati originali sulla Seconda Guerra Mondiale, sui progressi artistici e scientifici di quegli anni, sui grandi personaggi della letteratura italiana, uno fra tutti Luigi Pirandello.  Un archivio davvero emozionante, da far conoscere e apprezzare anche alle nuove generazioni, poiché molto di quello su cui possono contare oggi è frutto di sforzi, lotte e cambiamenti vissuti in quegli anni.

Sul proprio blog, Google Italia commenta così questa partnership:

“Il nostro progetto con Istituto Luce Cinecittà è uno dei primi che consente di riportare in vita un archivio video così vasto, ora accessibile in tutto il mondo. Invece di temere la rete, uno dei grandi portavoce della cultura italiana ha deciso di approfittare di questa opportunità per preservare l’eredità storica costituita dal proprio archivio e generare ricavi. Non vediamo l’ora di poter collaborare con l’industria cinematografica italiana per raggiungere entrambi questi lodevoli obiettivi.”