Strip for Likes, l’idea hot di Stüssy Amsterdam per i Facebook fan

Strip for Likes, l’ultima idea hot di Stussy Amsterdam

Cosa non si fa pur di aumentare i fatidici “Like” alla propria fanpage di Facebook? Ogni giorno ci troviamo di fronte ad aziende che ne escogitano una più del diavolo per riuscire ad accaparrarsi qualche fan in più.

L’ultima strategia, dir poco azzardata, arriva direttamente dalla roccaforte europea del “proibito”, ovvero la bellissima Amsterdam. E’ proprio qui che la nota casa di abbigliamento Stüssy (grazie alla sua agenzia Arnold Amsterdam) ha deciso di intraprendere un’attività social alquanto sexy: “Strip for Likes”. La campagna si basa su un funzionamento tanto semplice quanto furbetto: all’interno della welcome page di Stussy Amsterdam è stata inserita l’immagine di una modella molto vestita (di capi della nuova collezione Stüssy 2012), che inizia a spogliarsi pian piano. Ad un certo punto dello striptease, però, ahimè la modella si ferma improvvisamente, e compare invece una scritta molto chiara: “Like to see less”, che esorta gli utenti (già parecchi “incuriositi” a questo step dello spogliarello) a cliccare sul Like Button per proseguire con lo spettacolo.

Strip for Likes, l’ultima idea hot di Stussy Amsterdam

A questo punto la modella ricomincia la sua attività maliziosa di undressing fino ad arrivare, manco a dirlo, ad un altro punto di arresto, in cui per lasciarla continuare occorre condividere la pagina sulla propria bacheca o invitare qualcuno a cliccare “mi piace” per godere dello stesso spettacolo.

Strip for Likes, l’ultima idea hot di Stussy Amsterdam

Superato anche questo livello ci si aspetta grandi cose, no? Beh, guardate come si conclude la campagna. Un orgoglioso e poco raffinato dito medio inferto ai poveri (e ingenui) visitatori che si sono lasciati trasportare dall’enfasi iniziale credendo di ottenere chissà quale esibizione “hot”. Un finale con sorpresa, forse anche un po’ troppo volgare e presuntuoso verso gli utenti, dato l’intento non propriamente etico dell’azienda nel volersi accaparrare fan a iosa con lo strumento più facile e scontato del mondo.

Strip for Likes, l’ultima idea hot di Stussy Amsterdam

Nel frattempo, però, dall’inizio della campagna sono più di 5000 i Likes già guadagnati dalla pagina, e per un brand come Stüssy non sono male, soprattutto per avere l’occasione di presentare i propri capi della nuova collezione. Dunque, campagna azzeccata o l’ennesimo tentativo disperato e poco di classe? Quanto potrà durare l’effetto striptease? Quanti di questi 5000 utenti guadagnati hanno realmente prestato attenzione al brand, andando oltre la welcome page iniziale? Il dibattito è aperto, lasciateci una vostra opinione in merito!

Ah, stavamo quasi per dimenticarcene…Che ne è stato delle politiche stringenti di Facebook circa l’uso del Like Button a scopi commerciali e la pubblicazione non consentita di nudi e contenuti volgari? 🙂

Carlo Ratti presenta lo smart-concept a Meet the Media Guru

I ragazzi di Meet The Media Guru (@mmguru) sono sempre un passo avanti, così come lo sono i ragazzi del Progetto RENA (@ProgettoRENA) con il loro tweetstorming diventato quasi selvaggio, e lo si è visto anche ieri sera durante il MMGuru #2 del 2012 che ha visto protagonista l’ormai famoso architetto-ingegnere-design-visionario Carlo Ratti (fondatore e direttore del mitico Senseable City Lab del MIT di Boston), nonostante i problemi di microfono che hanno colpito il palco all’inizio dell’evento. 😉

Carlo (scusa se mi prendo questa confidenza ma facciamo prima) ha illustrato ad una folta platea reale e virtuale (Streaming Social Map) quelli che sono i suoi progetti e sogni per la realizzazione di Smart-Cities sempre più interconnesse ed intelligenti, aspetto che ormai non è più trascurabile. Personalmente per cause di forza maggiore ho seguito l’evento in streaming sul sito di MMGuru dove era anche presente una chat-live con un bel numero di partecipanti. Anche su Twitter l’evento è stato seguitissimo e l’hashtag #MMGRatti è stato al secondo posto dei trend-topic nazionali.

Oltre a mostrare delle bellissime installazioni in giro per il mondo (vedi Singapore), Carlo ha illustrato quello che è il suo concetto
di Smart-City basate su sensori ed attuatori in grado di interagire direttamente con l’utente per raccogliere informazioni su quello che lo circonda e non solo. Bellissimo il video inerente la piastra ad induzione touch e personalizzabile dall’utente che mi ha colpito in particolar modo, sembrava un oggetto arrivato direttamente dal futuro così come la Copenhagen Wheel.

Ma veniamo alla mie personali riflessioni dato che potrete rivedere dalla fine di questa settimana il video dell’evento sempre sul sito Meet the Media Guru (cosa che vi invito a fare).

Quello che più mi preme (forse perché mi vede coinvolto in prima persona quotidianamente) è il concetto di Smart-City e Smart-Home. Ho sottoposto a Carlo (vedi Straming Social Map) una domanda sul perchè si parla da anni di Smart-Grid ma solo oggi le Smart-City sono diventate di moda: lui è estremamente preparato ed ha colto in pieno il mio pensiero.

Le Smart-Grid sono una cosa e le Smart-City un qualcosa di più evoluto che contiene sia le Smart-Grid che le Smart-Home. Io vedo le Smart-City come dei contenitori che hanno al loro interno prima di tutto degli Smart-Citizen consapevoli che non facciano solo finta di esserlo avendo uno smartphone di ultima generazione per poi andare in posta o in banca per fare delle operazioni che potrebbero fare anche da casa, poi le Smart-Home (appartamenti completamente domotici in grado, in futuro ma non troppo lontano, di parlare anche con i propri elettrodomestici), in seguito le reti Smart-Grid che potranno monitorare e fornire una sorta di efficienza energetica distrettuale per le varie città, fino ad arrivare infine alle Smart-City (vedi un piccolissimo esempio alla voce CityLight) vere e proprie che saranno tecnolgicamente avanzate e user-friendly per tutti i cittadini, anche quelli meno avversi alla tecnologia. Non dimentichiamo che questa vera e propria rivoluzione Smart parte dal basso (#MMGRattiRulez).

Carlo Ratti presenta lo smart-concept a Meet The Media Guru

Photo Credits @ The J0k3r

Purtroppo l’Italia, ma soprattutto Milano, ha perso un’ottima occasione con l’EXPO 2015, per il quale si sarebbe perfettamente potuta trasformare in una delle prime Smart-City (parziali) di Italia, a maggior ragione ora che sono presenti i finanziamenti europei in merito. Quello che Carlo ha definito (ed auspicato) riferendosi ad un possibile Modello Milano (#SmartMilano) di esportazione, sarà difficilmente realizzabile a causa di una limitatezza culturale che contraddistingue molti politicanti italiani (ma non solo) non ancora consapevoli del potenziale tecnologico presente a livello nazionale.

Per capirlo basta rispondere alla domanda (fatta su Twitter) di uno dei Ninja supremi, Alex Giordano (@mantralex): “quanti politici sono online a seguire l’evento”? Io purtroppo ne ho contati solo due: uno online alla Streaming Social Map ed uno su twitter. Due, solo due… ma spero di essere smentito.

Potremmo stare qui a parlare per ore di smart-cities, smart-home, smart-citizen, smart-world, smart-concept, ma non possiamo, quindi mi preme unicamente far capire che lo “smart-” non è un qualcosa campato in aria ma un vero e proprio concept che è necessario seguire per migliorare il modo di vivere di noi cittadini. Però prima di pensare alle Smart-City in Italia dovremmo necessariamente pensare ad eliminare completamente il digital-divide che ci affligge, altrimenti non potremo mai andare da nessuna parte.

Concludo con una provocazione ed un invito.

Provocazione: non importa se sei nel campo della home and building automation (una sorta di smart-home senza l’interazione diretta con gli elettrodomestici, ecc.) da più di 20 anni, sarai sempre uno dei tanti, ma se dici che fai parte di una startup che cerca di
sviluppare la smart-home del futuro sei un figo. Meditate gente, meditate e non prendetevela.

Invito: noi della sezione Techstyle di Ninja Marketing saremmo felicissimi di intervistare colui che attualmente rappresenta
maggiormente la nostra idea di futuro, quindi se Carlo Ratti volesse, a noi farebbe immenso piacere!

ANDY Awards 2012: ecco i vincitori del premio all’advertising e alla creatività più ambito

Gli ANDY Awards sono un’istituzione nel campo dell’advertising e della creatività, inaugurati nel 1964 dall’Advertising Club of New York e giunti alla 48esima edizione. Gli ANDY 2012 saranno ricordati per il nuovo approccio maggiormente social e interattivo, e per l’originale campagna di reclutamento, basata sul concept “Iscrivetevi prima dell’Apocalisse”: Bob Greenberg, infatti, nella chiamata alle armi ha affermato “Nel 2012 i Maya hanno predetto la fine del mondo, quindi gli ANDY Awards sono un’ottima chance per vincere l’ultimo premio della vostra vita” come potete leggere nella nostra intervista.

Pochi giorni fa sono stati annunciati i nomi dei talentuosi vincitori, vediamoli insieme:

Il prestigioso GRANDY spetta al film animato in stop-motion “Back to the Start”, commissionato da Chipotle per valorizzare il suo sostegno all’agricoltura sostenibile e agli agricoltori locali, i $50,000 del premio saranno donati alla Chipotle Cultivate Foundation.

Nato dalla collaborazione con CAA Marketing (una divisione della Creative Artists Agency di Los Angeles), descrive la vita di un contadino che trasforma la sua piccola fattoria in un grande allevamento industriale, salvo poi pentirsi, cercando di puntare ad una maggiore sostenibilità. Diretta dal filmmaker Johnny Kelly, a fare da colonna sonora è “The Scientist,” un classico dei Coldplay.

Il Richard T. O’Reilly Award per campagne pubblicitarie di utilità pubblica e sociale è stato assegnato all’agenzia MUHˑTAYˑZIK│HOFˑFER di San Francisco per “Made In A Free World – Slavery Footprint,” per il cliente Call + Response, un organizzazione per la lotta alla schiavitù fondata dall’attivista Justin Dillon e finanziata dall’U.S. State Department.

L’obiettivo della campagna era quello di portare alla luce il fatto che la schiavitù è ancora presente nell’economia moderna, e di mostrare la connessione tra i consumatori e i “moderni schiavi” nascosti nei processi produttivi dei beni che acquistiamo ogni giorno. La campagna di awareness comprende una mobile app ed un sito interattivo, www.slaveryfootprint.org con tanto di questionario per calcolare la tua Slavery Footprint, per determinare quanti schiavi lavorano per te, con la possibilità di condividere il risultato su Facebook e Twitter.

La Miami Ad School ha invece ottenuto il premio per la migliore campagna ideata da studenti:Keep the Meter Running,” creata per supportare i giovani senzatetto, attraverso un iniziativa di guerriglia, ottenuta  posizionando dei letti in alcune aree di parcheggio, aggirando così le severe norme in vigore in quello stato.

Tra gli altri vincitori ricordiamo:

  • Leo Burnett, con un totale di 18 awards (6 Gold, 7 Silver e 5 Bronze) per Sydney, Toronto, Detroit,  Mumbai, Shanghai, Chicago e Madrid
  • Y&R, vincitore di 10 awards (4 Gold, 2 Silver e 4 Bronze) per Melbourne, Santiago Chile, New York, Malaysia, Sao Paolo e Londra
  • Wieden + Kennedy, con 7 awards (2 Gold, 4 silver e un Bronze) per Portland e New York

Whirlpool EMEA Employer Branding Contest: pronti a trovare lavoro grazie a Facebook?

L’employer brand è l’equivalente del company brand da una prospettiva non del consumatore ma del job seeker. In altre parole, le aziende con un employer brand forte riescono ad attirare tanti candidati di qualità per le posizioni lavorative vacanti, con importanti impatti per la loro competitività.

Un obiettivo importante allora, per le imprese di tutto il mondo, è riuscire a comunicare il fatto di essere dei posti di lavoro ottimi, stimolanti e vincenti… come fare? Whirlpool EMEA (Europe, Middle East and Africa) ha trovato una soluzione innovativa: far parlare i diretti interessati attraverso un concorso internazionale e il social web! In particolare, la divisione EMEA della multinazionale ha chiesto agli interessati di creare un contenuto digitale – in inglese – e pubblicarlo sul muro della propria fanpage, scrivendo come prima frase ‘EMPLOYER BRANDING CONTEST’. Chi volesse partecipare ha tempo fino al 30 Aprile per farlo e vincere uno stage o un percorso formativo all’interno dell’azienda.

Coinvolgente e sfidante, vero? Forza che sono le ultime settimane per vincere questa bella opportunità!

Tumblr si aprirà agli advertiser dal 2 Maggio

Se nel 2010 il fondatore e CEO di Tumblr David Karp si dichiarava a sfavore dell’advertising per il suo progetto (“It really turns our stomachs.”) beh, qualcosa deve avergli fatto cambiare idea. Intervenuto alla Ad Age’s Digital Conference, David ha annunciato che dal 2 Maggio la piattaforma comincerà ad offrire la possibilità ai marketer  di acquistare spazi sul Tumblr Radar, dicendo a proposito della sua precedente affermazione “I was probably being an idiot, then.”.

Alla base c’è un cambio di modello di business non indifferente, ma forse scontato per permettere alla piattaforma di sopravvivere e svilupparsi.

Pocket Projector: il proiettore per iPhone 4

Pocket Projector: il proiettore per iPhone 4

Device sempre più potenti e ad alta definizione, con immagini e video di qualità: oggi parliamo di un piccolo proiettore tascabile, utile per chi ha bisogno di vedere contenuti a dimensioni maggiori.

Pocket Projector: il proiettore per iPhone 4

 

Pocket Projector è un proiettore per iPhone 4 davvero sorprendente: leggero e ricaricabile via usb, riesce anche a fare da extra carica per la batteria. Grazie ad una risoluzione di 640×430 riesce a proiettare immagini fino a 50 pollici e, grazie ad un piccolo altoparlante, anche l’audio ha un tocco in più.

Il prezzo? 229 dollari! Per voi è un buon compromesso?

Fisco: lo sapevate che…


“Fisco? ah io non le faccio queste cose, pensa a tutto il commercialista“. Questo è quello che mi è stato risposto mentre cercavo opinioni sulla mediazione fiscale e in generale sul fisco.
Sicuramente la complessità della materia impone il ricorso ad esperti in materia, ma è bene non delegare mai completamente le questioni fiscali che ci riguardano, perchè gli errori che vengono fatti ricadono principalmente su di noi.

Anche al miglior professionista può capitare una svista, le sanzioni arrivano al cliente ed è lui che dovrà regolarizzare la sua posizione a prescindere da chi l’ha causata. Sicuramente un commercialista onesto si proporrà subito per coprire le spese dovute al suo errore, ma non è sempre così e spesso non è facile dimostrarlo.

Il nostro commercialista sa tutto di noi, sa tutto del nostro lavoro, del nostro conto corrente, quanto spendiamo con il telefono o al ristorante, inevitabilmente si crea un rapporto di fiducia con lui che ci spinge a volte a sorvolare su dettagli che possono sembrare banali, ma che non lo sono.

Avere una conoscenza minima sugli adempimenti può salvarci da situazioni spiacevoli. Chi ha infatti un’attività o ha intenzione di aprirne una, sa bene che ci sono questioni che già pesano molto sul bilancio. Allora perché perdere soldi attraverso multe o interessi e non investiamo un po’ di tempo per apprendere alcune semplici regole sul mondo dei tributi?

Forse non tutti sanno che…

(a) Le scadenze sono facili da ricordare

La maggior parte delle scadenze sono fissate per il 16 del mese e, a seconda delle attività, sono distribuite più o meno costantemente nell’arco dell’anno.
Questo significa che quasi ogni mese c’è qualcosa da pagare, perciò se il 14 o 15 non abbiamo ancora ricevuto nulla dal commercialista, è bene alzare il telefono e chiedere se c’è qualcosa da pagare.
Se le scadenze sono meno regolari, è possibile definire scadenzario pesonalizzato utile per ricordare le date e gestire al meglio le risorse finanziarie.

(b) E’ utile avere una copia delle fatture

Se volete avere la possbilità di verificare che gli importi dell’IVA siano corretti e soprattutto quanto state pagando, mantentete traccia delle fatture fotocopiandole o creando dei registri nei quali segnate la composizione degli importi pagati, dividendo tra imponibile e imposta.

(c) E’ possibile effettuare personalmente i versamenti

Sicuramente è un onere che parecchi di noi vorrebbero non avere, ma non bisogna sottuvalutare la possibilità di controllare gli importi prima di pagare, senza contare che in questo modo si può decidere il momento migliore per effettuare il versamento, ovviamente sempre nel rispetto della scadenza.

(d) E’ meglio mettere per iscritto le questioni importanti

Comunicare tutto via e-mail o comunque per iscritto può aiutarci in caso di incomprensioni, ma è utile anche farsi rilasciare delle ricevute quando si consegnano fatture o documenti. Potrebbe apparire esagerato, ma in caso di smarrimento nessuno potrà negare di aver ricevuto tali documenti!

(e) Anche l’Agenzia delle Entrate si è evoluta

Richiedendo il PIN all’ Agenzia delle Entrate è possibile consultare il proprio cassetto fiscale, dove sono presenti tutti i versamenti effettuati, le dichiarazioni passate e altre info personali.

Questo ovviamente non è un invito a non fidarvi del vostro commercialista, ma vuol essere semplicemente una spinta ad informarvi per essere in grado di collaborare con lui.

L’Agenzia delle Entrate, attraverso l’obbligo della mediazione, spera di diminuire i casi di ricorso ai giudici, perciò seguendo qualcuna di queste semplici regole probabilmente riusciamo ad evitare efficacemente il problema a monte, cercando di non ricevere le sanzioni né di dover far ricorso a causa di nostri errori.

Twelve, dodici donne si misurano con la vita!

In occasione della giornata europea dell’obesità, Twelve presenta il progetto “12 Donne”, una mostra fotografica realizzata nella scorsa primavera dall’associazione no profit Insieme Amici Obesi di Marina Biglia e sostenuta da Una Vita su Misura.

In occasione del progetto, sono state raccolte le storie di dodici donne piene di vita che per qualche giorno hanno giocato a far le dive. Con forza e tenacia queste dodici donne hanno affrontato e vinto l’obesità e oggi hanno finalmente una nuova vita… una vita su misura!

In Italia l’obesità colpisce 5 milioni di persone e di queste, 1 milione e mezzo sono obesi patologici. La malattia, infatti, sta diventando una vera e propria epidemia a livello mondiale, tanto che è aumentata del 25% rispetto al 2002.

Scopo di “Una Vita su Misura”, progetto nato dalla collaborazione con l’editore Springer, è informare e sensibilizzare sulla consapevolezza che l’obesità è una malattia da cui si può guarire attraverso un percorso di cure adeguate e individuali, un approccio multidisciplinare e tanta forza di volontà.

Cercando di rinforzare il concetto di malattia associata all’obesità, l’intero progetto di comunicazione ruota attorno al concetto di VITA: la scelta di un corpo sano è una vera e propria scelta di vita!

Nelle parole di apertura del progetto si legge:

“Dodici donne che si amavano così poco. Dodici donne che sorridevano solo esteriormente. Dodici donne attorcigliate sul proprio grasso.

Ma poi.

Dodici donne hanno deciso di dare un taglio alle loro paure. Per gridare, per dire: guardateci, dopo anni di buio, ora siamo qui. Tornate al mondo, approdate da luoghi diversi, con storie diverse, ma con una sola destinazione: GUARIRE. C’erano dodici donne che stavano morendo di obesità. Oggi, ci sono dodici donne che stanno lavorando per le loro e per l’ infinita serie di altre dodici donne”.

Le immagini che le rappresentano serene e felici oggi e le parole che raccontano la loro dolorosa storia, portano l’attenzione sul loro vissuto, in modo da essere da stimolo a chi finora ha desistito nell’affrontare la soluzione e intraprendere la giusta strada per un’alimentazione corretta.

L’organizzatrice dell’evento, Marina Biglia, presidente di Insieme Amici Obesi ed ex obesa, racconta il motivo che l’ha spinta a sposare questa buona causa:

“La mia è una storia come quella di tanti, la storia di una bambina poi diventata donna e madre, e che ha sempre cercato di rendersi visibile agli occhi del mondo e in particolare di sua madre […]. Con Twelve vogliamo raccontare molte storie, come la mia, per aiutare, concretamente, coloro che si trovano ancora in questa condizione e vogliono uscirne”.

Abbiamo raccolto i tratti che ci apparivano più esemplificativi delle storie delle dodici donne:

“Non ci sono solo i risultati fisici, ma la conquista di una nuova e ritrovata autostima. La consapevolezza di poter uscire di casa senza sentire il peso degli sguardi degli altri e con la certezza che se ti impegni i risultati arrivano. Sono felice! E’ questa è la mia più grande conquista”

“Sono tre anni che ho invertito la rotta, guardo le mie scarpette, quelle che uso per correre e penso che il mio viaggio non si può interrompere, sia perchè non so dove arriverò, sia perchè questa volta mi sto godendo il viaggio. Dentro me stessa!”

“E la mia macchina, tana del lupo, non puzza più di fritto! Non ci sono più carte di caramelle e merendine in ogni dove e giuro, pare che sorrida pure lei!”

 

Gli scatti presentati alla mostra, sono stati raccolti in un Calendario scaricabile online gratuitamente sul sito di Una Vita su Misura. Cliccando su Pay per Tweet o per Facebook, chi deciderà di scaricare il calendario parteciperà anche ad un’operazione di sensibilizzazione nei confronti di questa grave patologia.

E quindi non resta che misurarci con la vita!

Ducati comprata da Audi per 860 milioni di euro [BREAKING NEWS]

Finalmente è ufficiale.

Che Audi fosse ormai vicina all’acquisto della casa motociclistica italiana Ducati Motor Holding SpA lo hanno detto in tanti, anche se la stampa tedesca ha rigettato spesso voci speculative a riguardo e i rumors sono stati semplicemente accompagnati dal silenzio delle parti interessate.

Aspettavamo per oggi l’annuncio ufficiale, attorniato da tantissimo vociferare, a volte molto confuso, circa la veridicità della vendita di Ducati, fuga di notizie risalente al 13 febbraio scorso.

Fonti a conoscenza della vicenda al Wall Street Journal avevano infatti sottolineato come “l’operazione potrebbe intensificare la rivalita’ con Bmw AG e ampliare l’offerta della casa di Ingolstadt”.

“Volkswagen punta a diventare il maggior produttore al mondo di auto in termini di volumi nel 2018 e sta investendo in modo massiccio per aumentare la sua presenza in tutto il mondo (…) e ora entrera’ nel business delle moto ad elevate prestazioni attraverso l’acquisizione di Ducati.

Nel 2011 ha registrato un utile netto di 32,5 mln euro su un fatturato di 478,5 mln dopo aver venduto 42.016 veicoli, secondo i dati forniti dalla casa motociclistica. L’Ebitda si e’ attestato a 87,5 mln.

Con l’aggiunta delle attivita’ motociclistiche, il brand Audi, un’importante fonte di utili per Volkswagen, avra’ una struttura simile alla rivale Bmw.


Inoltre “le moto della Ducati, che in gamma ha modelli come la Street Fighter, la Monster e la Diavel, sono proposte in Europa ad un prezzo compreso tra 8.000 e 30.000 euro.

La casa di Borgo Panigale puo’ contare sul campione mondiale di motociclismo Valentino Rossi e tra i suoi clienti alcune star del cinema come Tom Cruise e il regista David Cronenberg“.

Così Audi, il 18 aprile 2012, compra per 860 milioni di Euro e si prende carico anche dei debiti, di circa 200 milioni di Euro, della Ducati.

Le critiche: manca la forza per un’espansione dei marchi italiani sui mercati emergenti

Secondo alcune analisi, si tratta dell’ennesima sconfitta per il capitalismo italiano in quanto con le sue 40 mila moto vendute e un fatturato in crescita a 480 milioni e 1000 dipendenti, Ducati ha iniziato a rivolgersi all’Asia. Che però è un mercato immenso e in profonda espansione nei confronti del quale Europa e America sono in crisi anche dal punto di vista dell’approccio da mantenere.

Per questo i tedeschi, che sarebbero concentrati su manovre di medio-lungo termine, sono i partner adatti per Ducati per puntare i piedi sui mercati emergenti.
Andrea Bonomi, che controlla la maggioranza dell’azienda di Borgo Panigale con il fondo Investindustrial, ammettendo di non essere in grado di gestire questa espansione per assenza di sinergie sul piano internazionale, ha messo le basi definitive, dopo sei anni di trattative, per la vendita del marchio.

Metaforicamente, il discorso potrebbe essere sintetizzato con l’intenzione di Audi di creare un museo dedicato alla Ducati. Da italiani questa fotografia può effettivamente fare un po’ impressione.

Ma Audi ha le caratteristiche giuste per accompagnare Ducati verso una crescita maggiore

Bonomi ha precisato molti gruppi hanno grandi capacita’ ma il gruppo Volkswagen ha dimostrato in passato di avere soldi, strategia e visione di lungo termine, caratteristiche adatte per un player importante come Ducati.

In dettaglio, il Gruppo Volkswagen detiene la proprietà delle seguenti società:

Audi – Il 99,55% è di proprietà della Volkswagen AG. È stata acquistata dalla Daimler-Benz nel 1964.
Lamborghini – Il 100% è di proprietà dell’Audi. È stata acquistata nel 1998.
Bentley – Il 100% è di proprietà della Volkswagen AG. È stata acquistata nel 1998
Bugatti – Il 100% è di proprietà della Volkswagen AG. La Bugatti Automobiles SAS è stata creata dopo l’acquisto del marchio “Bugatti” nel 1998
SEAT – Il 100% è di proprietà della Volkswagen AG dal 1990.

Di proprietà del gruppo dal 1991:
Skoda – A partire dal 28 marzo 1991, con la ragione sociale Skoda a.a.s. inizia la joint venture tecnico-economica con il gruppo Volkswagen, il quale rileverà l’intero pacchetto azionario Skoda nel 2000, assegnando l’attuale ragione sociale Skoda Auto a.s.
Volkswagen Passenger Cars – Il marchio fondatore del gruppo
Volkswagen Commercial Vehicles – Ha iniziato le operazioni indipendentemente nel 1995
Scania AB – Acquistata nel 2008 diventando così il nono marchio del gruppo. 70.94% dei diritti di voto il 30 novembre 2009.
MAN SE – Acquistata nel 2011 diventando così il decimo marchio del gruppo. 55,9% dei diritti di voto il 4 luglio 2011.
Ducati – Acquistata nel 2012 diventando così l’undicesimo marchio del gruppo.

La Volkswagen AG oggi detiene inoltre il 49,9% delle azioni di Porsche, il 19,9% delle azioni di Suzuki ed il 90,1% della Italdesign Giugiaro.

Pare inoltre che vi sia la volonta’ di Investindustrial di reinvestire proprio in Ducati con una quota di minoranza e partecipare quindi alla prossima fase di crescita dell’azienda.

Altri aspetti importanti da considerare riguardano le conseguenze immediate per Ducati: innanzitutto il centro operativo nel bolognese non verrà dismesso ed in generale Audi ha già espresso la sua intenzione di non rivoluzionare il mondo Ducati, conservando al contrario tutti i suoi migliori punti di forza, a partire dal centro industriale dei motori in cui nasce.

Audi, infatti, intende puntare agli studi per innovare l’ormai ex marchio italiano. Eppure la sentenza dall’opinione pubblica sembrava già arrivata: è la fine di un’era.

Make It Count, la nuova video avventura di Nike [VIRAL VIDEO]

Ci aveva divertito, solo pochi giorni fa, con un video sulla dura vita delle biciclette a New York: Casey Neistat è tornato in azione, questa volta per Nike, che lo ha scelto per la nuova campagna commerciale Make It Count del braccialetto Nike+ Fuel Band. Sensazionale e impressionante il prodotto finale, diventato virale in pochissimo tempo!

La volontà di fondo era quella di stupire e, allo stesso tempo, suscitare emozioni riguardo al significato vero e profondo della vita, a ciò che conta davvero. E lo stravagante producer non ha deluso neanche questa volta, decidendo di impiegare il denaro ricevuto in anticipo da Nike in un viaggio in giro per il mondo in compagnia del suo amico e filmmaker Max Joseph.

34.000 miglia in soli 10 giorni per un incredibile reportage, fino all’ultimo dollaro! Un video ad alto impatto, impreziosito dalle citazioni di celebrità come Albert Einstein, Abramo Lincoln e dal tocco italiano di Giacomo Casanova: ‘Colui che non commette errori non produce nulla’. Un invito a muoversi, a fare, provare, sbagliare e ricominciare, sempre e comunque. Come nello sport così nella vita!