In occasione del 20° anniversario della nascita degli sms, Moleskine presenta una nuova edizione limitata, Moleskine SMS (ovvero Shooting Message System).
Il celebre taccuino diventa un dispositivo balistico per il lancio di SMS analogici, con gittata massima di 5.18 metri.
Ricordate gli aereoplanini di carta o i bigliettini lanciati furtivamente ai vostri amici durante il compito in classe di matematica? Ecco la fonte di ispirazione del designer Pietro Corraini.
La copertina diventa una vera e propria rampa di lancio, con tanto di righello che indica che indica a che distanza verrà catapultato il messaggino, usando l’elastico a mò di fionda. Nel taccuino troverete inoltre una serie di messaggi quali “Ti amo” e “Scappiamo”, perfetti da inviare al vostro vicino di scrivania a cui non avete ancora confessato i vostri sentimenti.
Moleskine SMS è stato presentato a Milano per la Settimana del Design all’interno di “Hacked, 100 ore di creatività ribelle” promosso da la Rinascente, ed è disponibile su MoleskineStore, al Design Supermarket de la Rinascente e alla libreria 121+ di Milano.
00KatsumiKatsumi2012-04-20 16:01:022012-04-20 16:01:02Moleskine SMS: il taccuino-fionda che invia messaggi analogici
D’improvviso avete un’idea geniale per sviluppare un’app che, a vostro avviso, sarà rresistibile per gli utenti? Molto bene, ma…con calma, andate per gradi! Prima di partire in quarta occorre avere un progetto approfondito, per filo e per segno. E una volta cominciati “i lavori”, è importante tenere sempre a mente le linee guida del vostro progetto ed evitare di commettere alcuni errori, che, con un semplice cambio di vocale, potrebbero trasformarsi in orrori.
Il diagramma di flusso
È importantissimo, prima di iniziare lo sviluppo della vostra app, crearvi un semplice ma utile diagramma di flusso, uno scheletro, che tocchi tutti i punti della vostra applicazione, senza tralasciare nemmeno il minimo elemento. È un passaggio che vale sia per le app più semplici che per quelle più articolate. È fondamentale avere costantemente le idee chiare su come dovrebbe risultare l’app alla fine del lavoro, ma soprattutto evitare di fare un pasticcio, di perdervi fra le schermate in modo confusionario. È il primo passo per un’app di successo.
Design e funzionalità
Occorre considerare bene il tipo di design che la nostra app dovrà avere, in confronto costante con la funzionalità. Ogni piccola modifica di design può comportare grandi modifiche a livello funzionale e strutturale, e viceversa. Innanzitutto l’utilità dell’applicazione, poi viene il design. In base alla funzionalità dovrebbe cambiare il design e l’aspetto grafico, e non il contrario.
Bassa risoluzione e immagini bitmap
Come da titolo, è fondamentale iniziare fin da subito con immagini e grafiche ad alta risoluzione, come ad esempio il retina display del Nuovo iPad. Si fa sempre in tempo a scalare le immagini, mentre il contrario è impossibile. Questo soprattutto perché le risoluzioni degli schermi dei device mobili sono in continua evoluzione. Se vi intendete un minimo di grafica, andrebbero evitate le immagini rasterizzate bitmap, mentre il formato perfetto sarebbe quello vettoriale.
La “Hit area”
Vi è mai capitato di dover premere un minuscolo pulsante, per riuscirci finalmente solo dopo la terza o quarta volta? Beh, potreste non pensarci ma è di vitale importanza evitare di utilizzare pulsanti piccoli, che risultino impossibili da premere. La larghezza media dell’indice della nostra mano oscilla fra 1,6 e 2 cm, per questo occorre creare pulsanti grandi abbastanza da permettere un “tap” comodo, con le giuste distanze fra un bottone e l’altro. Considerate che il dito si muove sempre molto veloce sullo schermo e non è così abile nel premere una zona molto piccola dello schermo con precisione.
Schermi ad alta risoluzione
Ormai, avendo a disposizione schermi ad altissima risoluzione (vedi l’ultimissimo Nuovo iPad con Retina Display), la tentazione di sfruttarne le potenzialità è sempre alta. Così, chi mastica un po’ di grafica può sbizzarrirsi nel creare immagini e animazioni ad alta risoluzione. È vero che è già stato consigliato di partire da immagini alte, che successivamente possono essere abbassate in qualità. Ma è pur sempre importante stare attenti a non sovraccaricare la vostra app con grafiche ad eccessiva densità di pixel, in quanto potrebbe rallentarne la navigazione. È buona abitudine fare dei tentativi sul device di destinazione, onde evitare che alcune “zone” della vostra app, proprio per l’abuso di pixel, risultino impossibili da caricare.
Animazioni introduttive
Se potete, evitatele. Ma se proprio non volete farne a meno, il consiglio è di farle più leggere e brevi possibile. Di fatto è un tempo di attesa aggiuntivo per l’utente: se l’intro impiega troppo tempo per caricarsi e, in aggiunta, è anche di eccessiva durata, rischia di creare noia nonchè nervosismo. È importante che sia ben fatta, in tutti i suoi dettagli. Va controllata e ricontrollata, oltre che ne vanno testati i tempi di caricamento.
Uno stile inconfondibile
Ogni sistema operativo mobile ha un proprio stile esclusivo. È sbagliato copiare ciecamente uno stile da un sistema operativo differente da quello per cui la vostra app sarà destinata. Molto probabilmente esistono anche delle linee-guida che i creatori dei sistemi operativi mobili hanno messo a disposizione per gli sviluppatori di app. L’estetica di un’app per iOS è molto differente per una Android, e viceversa. Stesso discorso per l’OS Windows Phone 7. Mantenere una coerenza stilistica con il sistema operativo di destinazione per non creare disfunzioni strutturali e per non confondere, nonché infastidire, l’utente che ne fa uso.
L’utente escluso
Non è divertente, né funzionale, lasciare l’utente di fronte ad una schermata vuota. Anche se l’app sta caricando un contenuto bisogna fare in modo che l’utente non si senta escluso, appeso nel nulla. Il rischio è che si pensi che l’app non funziona correttamente e di conseguenza viene chiusa e, peggio ancora, disinstallata. Si devono sfruttare barre di caricamento, immagini di sfondo, piccole animazioni d’attesa, insomma bisogna far capire che l’app funziona e sta solo caricando.
Non siamo tutti uguali!
Si dice spesso “Il mondo è bello perché è vario”. Bene, ricordate sempre di non dare per scontato che gli altri utenti che scaricano ed usano la vostra app la useranno allo stesso vostro modo. È indispensabile effettuare vari test di utilizzo, cercando di uscire dai vostri “schemi mentali” e cercare di immedesimarmi in un utente che vede ed usa per la prima volta l’applicazione che avete progettato. A tal proposito, è consigliabile pubblicare una piccola beta per gruppi ristretti di persone, prima del lancio ufficiale dell’app. In questo modo sarà molto più facile avere dei feedback realistici sul vostro operato, così da apportare le eventuali modifiche o i relativi aggiornamenti.
Quanto detto non può essere preso come punto di riferimento assoluto per creare app perfette, ma sicuramente può risultare un ottimo spunto per partire nel modo corretto, senza doversi arrovellare e tornare sui propri passi nel momento in cui vi trovate a metà dell’opera, o ancora peggio a lavoro ultimato (che risulterebbe ancor più sgradevole!).
Dunque, per chi volesse cimentarsi nel programmare la propria app, segue un elenco di alcuni dei siti che offrono servizi utili a dar vita alla propria idea:
AppsBuilder (iOS, Android, Windows Phone, Chrome Store e HTML5 Webapp)
Grazie all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, anche gli italiani, da due anni a questa parte, possono vantarsi della nuova applicazione ospedaliera.
I Ministri dell’Innovazione e della Salute hanno assistito un anno fa al suo lancio. Inoltre, lo scorso Marzo, durante lo Smau di Roma, si è distinta tra le applicazioni più innovative in ambito sanitario, ricevendo notevoli riconoscimenti.
E’ con molto piacere, quindi, che abbiamo intervistato Marco Magheri, il responsabile dell’ufficio stampa e relazioni Istituzionali dell’Opsedale, e Giulio Siccardi, responsabile dei sistemi informativi e telematici.
@www.itunes.apple.com
Come nasce l’applicazione Ospedale Pediatrico Bambino Gesù?
L’applicazione Ospedale Pediatrico Bambino Gesù si pone come obiettivo quello di avvicinare l’Ospedale e i medici ai cittadini e migliorando, così, la qualità della vita di questi ultimi. L’idea nasce nel 2010 grazie al Presidente dell’Ospedale, Giuseppe Profiti, che grazie alla collaborazione dell’intero staff del Servizio Sistemi Informativi, l’ha concretizzarla nel più breve tempo possibile.
Quali sono le sue funzioni?
Innanzitutto la possibilità di visualizzare e prenotare direttamente tutte le visite erogate dall’Ospedale. In più, è possibile consultare tutte le informazioni relative alle sedi dell’Ospedale, le mappe, con possibilità di geo-localizzazione e calcolo del percorso, per raggiungerle, gli eventi in programmazione, i video informativi e le news.
Inoltre, nell’ultima versione sono state aggiunte due funzioni. La prima consente ai pazienti possessori della Carta della Salute di consultare referti di visite ambulatoriali, risultati di esami diagnostici e cartelle cliniche. La seconda è, invece, rivolta ai medici dell’Ospedale, ed in futuro anche ai pediatri di famiglia, i quali possono accedere alla storia clinica dei propri pazienti in qualsiasi momento.
Quali esigenze intende soddisfare?
L’applicazione vuole facilitare le famiglie e i medici nella consultazione dell’intera storia clinica e anamnestica dei piccoli pazienti, preventivando qualsiasi problema legato alla sicurezza.
Con l’intenzione di renderla disponibile a tutti i cittadini, abbiamo deciso di estenderla alle piattaforme Windows e Blackberry, e potenziare le versioni già esistenti per i dispositivi Apple e Android.
Quali sono i feedback dei pazienti?
Sin dalla prima versione, abbiamo raccolto i pareri entusiasti degli utenti, senza tralasciare i loro suggerimenti e consigli essenziali per lo sviluppo dell’attuale versione e per le funzioni future che intendiamo integrare.
Secondo voi, la tecnologia può integrarsi con la medicina?
Gli ultimi 20 anni sono stati caratterizzati da uno straordinario progresso della scienza medica figlio diretto dell’utilizzo e dell’apporto delle tecnologie alla medicina. Un esempio sono le diagnosi, sempre più precoci e definite, o le terapie sempre più personalizzate.
Quali sono i campi nei quali credete che l’app possa notevolmente migliorare l’assistenza medica?
In tutti quei campi in cui la potenza e la rapidità di calcolo e di elaborazione di dati può incrementare, a livello esponenziale, l’intuizione del ricercatore.
Probabilmente, una delle prospettive più avvincenti è la medicina proiettiva personalizzata in cui l’accumulo di informazioni sulle conoscenze mediche relative a una patologia incrociato con le informazioni di un singolo individuo, consentono al medico di verificare e proiettare nel futuro l’evoluzione della malattia e gli esisti delle singole ipotesi terapeutiche.
@www.itunes.apple.com
Fortunatamente quando si parla di innovazione non si può mai stabilire una fine definitiva. Per questa ragione, lasciamo curiosamente aperto il capitolo degli aggiornamenti, per scoprire quali stupefacenti novità ci riserva il connubio medicina-tecnologia.
Ecco per concludere il link al download su iTunes (cliccate sul logo dell’app in fondo all’articolo)
“Many things are important factors, but funding from the ‘crowd’ is the base of which all else depends on and is built on”.
Quanto enunciato è il principio alla base del concetto del crowdfunding, battezzato nel 2006 da Michael Sullivan e ormai largamente discusso tra le pagine della rete (anche di Ninja Marketing) e non. Parafrasando potremmo dire che l’investimento ed il sostegno all’innovazione sono frutto della collaborazione, e questa soprattutto ha bisogno della “folla”.
A poco più di dieci giorni dalla firma del Presidente Obama del JOBS Act (Jumpstart Our Business Startups Act) con cui si legalizza l’equity funding rivolto alle startup negli USA, si torna a puntare i riflettori sul sempre più acclamato sistema di raccolta del capitale di rischio per i nuovi business, alla luce della ristrettezza del sistema del debito bancario e delle barriere all’ingresso poste dai tradizionali investitori finanziari.
Stiamo parlando dell’ equity crowdfunding: il sistema inclusivo e “bottom-up” per la raccolta di capitale di rischio attraverso una partecipazione allargata che sfrutti la cosiddetta “long tail” (Chris Anderson su Wired Magazine è il padre della definizione, leggi l’articolo qui), abbassando le barriere all’accesso al capitale, i costi del processo, e coinvolgendo soggetti in grado di reinventare il ruolo tradizionalmente ricoperto diventando investitori.
Non tantissime le realtà già note nel panorama internazionale dell’equity-based crowdfunding, ma destinate a proliferare, soprattutto nel vasto mercato USA dopo la manovra sopra citata. Un esempio di rilievo è dato dalla piattaforma britannica equity-based Crowdcube, che ha promosso un progetto di successo nel mercato londinese (il Rushmore Club con 1 milione di sterline raccolte) agendo da propulsore per la democratizzazione degli investimenti in UK.
Ed in Italia? Siamo indietro rispetto al trend internazionale, come spesso purtroppo accade? Non si direbbe.
C’è un caso che fa già parlare di sé e sta registrando numeri che meritano la nostra attenzione. Si tratta di SiamoSoci.
Conosciamo SiamoSoci: Logica e primi risultati
Nata dal mix di competenze ed esperienze nel web e nel settore finanziario di nove imprenditori, SiamoSoci è una piattaforma che sfruttando il meccanismo dell’equity crowdfunding consente l’incontro tra startup innovative ed un gruppo di investitori.
Le prime necessitano di capitali, competenze imprenditoriali, un network di relazioni e formazione in merito alle logiche di mercato; i secondi, gli investor inclusi nel network “SiamoSoci”, mettono a disposizione risorse finanziarie e competenze provenienti dal loro background imprenditoriale.
In soli sei mesi dal lancio online, circa 380 aziende startup e 200 investitori registrati, 40 i progetti completi già pubblicati, 10 milioni di capitali d’investimento potenzialmente disponibili, tre investimenti già realizzati: Viamente (Route Planner) per 300 mila euro; Geomercato (Spesa online a filiera corta) per 500 mila (co-investimento tra privati e fondo VC); Rocket Design (Rock Design Furniture) per 100 mila (tutti provenienti da investitori privati).
Il funding gap che si intende colmare è quello riscontrabile allo stadio del seed investing. Stiamo parlando, quindi, di angel investor che agiscono al primissimo stadio della “value chain of capital”.
Chi meglio di ex imprenditori può capire e supportare le esigenze delle startup? La squadra di investor che SiamoSoci mette in campo è composta da soggetti che conoscono direttamente il proprio settore, hanno a loro disposizione un network di fornitori, clienti e partner, ed hanno l’interesse a partecipare direttamente ai benefici che possono essere offerti dall’innovazione.
Peraltro l’intervento diretto del mondo dell’imprenditoria crea un circolo virtuoso all’interno del quale si sviluppa in modo naturale anche l’exit, di natura industriale anziché finanziaria.
Dario Giudici, co-fondatore e amministratore delegato, commenta:
“Quando la startup utilizza correttamente la nostra piattaforma, inserendo una valutazione economica ragionevole e informazioni complete, l’interesse degli investitori è immediato. Chi inserisce valutazioni troppo alte o dati non completi non riuscirà a finanziarsi nemmeno qua, perchè i miracoli oggi non esistono, ma le startup che fanno bene i compiti a casa hanno oggi un’opportunità straordinaria per raggiungere investitori con cui altrimenti non sarebbero mai entrate in contatto.
Questo è il grande potere della rete e SiamoSoci lo mette a disposizione di tutti quei giovani che credono nelle proprie idee e nel sistema Italia.”
Chiariamo come funziona la piattaforma
Il meccanismo dietro questa realtà, già manifestatasi di successo, è semplice. La startup può organizzare la propria presentazione e pubblicare il suo progetto, inserendo la propria richiesta di capitale.
L’investitore che si registra esprime le proprie preferenze e capacità di investimento e ha accesso ai progetti in modo semplice e completo, può confrontare i business plan e scegliere autonomamente se investire. Quando un progetto raggiunge un certo ammontare di committment (cioè di manifestazioni d’interesse all’investimento) si procede con le fasi successive con incontri, due diligence e contrattazioni, che si svolgeranno offline secondo procedure tradizionali.
La registrazione sulla piattaforma sia per le startup che per gli investitori è gratuita; SiamoSoci richiede una commissione solo sulle operazioni d’investimento realizzate, provvisoriamente sospesa sino a settembre 2012 per favorire la crescita dei partecipanti alla piattaforma.
Ed il team?
I buoni risultati nella raccolta di capitale passano attraverso un capitale umano dalle elevate competenze.
Chi affianca Dario Giudici nella sfida di SiamoSoci?:
–Paolo Barberis – Fondatore e ex presidente del gruppo Dada Spa, internet company quotata sulla borsa italiana.
–Fabio Cannavale – Fondatore di Volagratis, internet-based company di servizi turistici. Imprenditore e angel investor.
–Marco Corradino – Fondatore di Volagratis, internet-based company di servizi turistici. Imprenditore e angel investor.
–Pietro Martani – Fondatore e CEO di Windows on Europe, internet based company di servizi immobiliari. Imprenditore e angel investor.
–Cristiano Esclapon – Imprenditore e angel investor, venticinque anni di esperienza sui mercati finanziari e nel private banking.
–Lorenzo Lamberti Sagliano – Imprenditore e angel investor, dieci anni di esperienza nel private banking.
–Paolo Dameno Rota – Imprenditore, ventanni di esperienza sui mercati finanziari e nel private banking.
–Antonio Procopio – Fondatore di NewMedia Solutions, software house specializzata in sviluppo di piattaforme web. Imprenditore e angel investor.
Team corposo, motori sempre rombanti, già primi traguardi raggiunti: SiamoSoci è una chance per spingere l’imprenditoria italiana ad osare..per trionfare!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2012/04/siamosoci_raccogliere_capitale_tenendosi_mano_0.jpg300400KalediraKaledira2012-04-20 12:30:422012-04-20 12:30:42SiamoSoci: raccogliere capitale "tenendosi per mano"
Molti si limitano a leggere etichette di shampoo e bagnoschiuma, ma c’è chi sostiene che le migliori idee vengano partorite proprio… in bagno! Perché dunque non rendere questo luogo più favorevole al concepimento di intuizioni geniali?
Con un pizzico di creatività e un tocco nerd, il risultato è il giusto mix tra kitsch e originalità!
E voi? Vi sentireste più ispirati nel bagno di Super Mario o nella toilette di Star Wars? Ma soprattutto: riuscireste a vincere al videogioco-orinatoio? 😀
Il bagno di Super Mario
Il bagno ideale per immaginarsi dentro una delle avventure di Super Mario.
Il bagno di World of Warcraft
Per i fanatici del videogioco fantasy più giocato al mondo.
Il bagno di Futurama
Un ritratto di Leela perfettamente integrato nell’ambiente.
Il bagno-laboratorio di chimica
Prodotti da bagno o composti chimici? Un arredamento curato nei minimi dettagli per il bagno-laboratorio la cui chicca, a mio avviso, è la tenda della doccia con la tavola periodica: chi non ha sognato di averne una uguale dopo aver visto The Big Bang Theory?
Il bagno di Harry Potter
Altro che ispirazione! Qui qualcuno si è passato il tempo a trascrivere l’intero capitolo di Harry Potter e la pietra filosofale!
Il bagno di Star Wars
Le sagome dei protagonisti della saga riprodotte con la tecnica del mosaico.
Il bagno-TARDIS
I fanatici della serie televisiva britannica Doctor Who sicuramente impazzirebbero all’idea di entrare in un pub e trovarvici una toilette in tutto e per tutto identica alla macchina del tempo utilizzata dal Dottore: il celebre TARDIS!
Videogioco-orinatorio
E dulcis in fundo: il videogioco-orinatorio! A quanto pare si sta diffondendo nei bagni pubblici di tutto il mondo e offre la scelta fra tre livelli di abilità: sobrio, brillo e ubriaco. Sicuramente più divertente del comune etilometro, no?
00ManuramakiManuramaki2012-04-20 11:59:252012-04-20 11:59:25Ecco i bagni più nerd e creativi del mondo!
I widget permettono di promuovere la propria pagina di Google+ sul sito aziendale.
Un primo widget, Widgetsplus.com,mostra sul vostro sito gli ultimi post che avete pubblicato su Google+, il numero di +1 e il link diretto alla vostra pagina Google+, inoltre è possibile impostare larghezza e altezza del widget.
Anche il secondo widget, Gplusapi.appspot.com, vi permetterà di fare altrettanto potendo avendo, però, una maggiore personalizzazione. È possibile scegliere, infatti, il numero di messaggi da visualizzare, il colore del background, la grandezza e il colore del font ecc…
2. Statistiche
Su Social Statistic è possibile visualizzare le statistiche dei profili e della pagine più seguiti, dei post con più interazioni ecc… Questi dati possono essere utili per capire e scoprire i trend di Google+.
E’ stata sviluppata anche una estensione di Chrome che consente di visualizzare un grafico con le statistiche della propria pagina Google+ senza abbandonare G+. L’estensione, però, è efficace prevalentemente per le pagine con un numero elevato di accerchiatori, pagine con un numero limitato di persone appartenenti alle proprie cerchie potrebbero non visualizzare alcun dato.
Allmyplus è un sito gratuito che visualizza le statistiche di ogni profilo o pagina. È possibile visualizzare il numero di post, commenti, +1 ecc… Allmyplus offre anche grafici interattivi che mostrano gli andamenti dei post nei vari giorni della settimana e nei diversi orari del giorno, uno strumento molto utile per pianificare la pubblicazione dei post sulla propria pagina G+.
Simply Measured è un tool rivolto principalmente ad analizzare i dati relativi a Facebook e Twitter, ma permette di analizzare anche le pagine di Google+ e i dati sono facilmente esportabili in Excel o Power Point.
CircleCount analizza i profili e le pagine più popolari su Google+ e offre interessanti informazioni demografiche quali la distribuzione geografica, il tipo di lavoro e le aziende dove lavorano gli utenti di Google+.
3. Directory
Esistono anche delle classifiche degli utenti più influenti su Google+. I sistemi assegnano dei punteggi tenendo in considerazione il numero di follower, di interazioni, di condivisioni ecc…
PlusClout permette di ordinare gli utenti più influenti per paese, città, professione, datore di lavoro e l’università frequentata.
FindPeopleonPlus offre la funzionalità di cercare tra i nostri contatti di Twitter e LinkedIn coloro che sono presenti su Google+, di visualizzare il loro punteggio PlusClout e di aggiungerli rapidamente alle proprie cerchie.
FindPeopleonPlus.com fornisce, inoltre, un elenco di persone da accerchiare su Google+, elenco basato su diversi fattori quali il paese in cui vivono, l’università frequentata, la professione simile alla nostra…
Anche Recommended Usersoffre una lista di persone da seguire, suddivise per diverse categorie: blogger, musicisti, fotografi, personaggi famosi ecc…
4. Estensioni dei browser
Extended Share for Google+ è un estensione per Chrome che vi permetterà di condividere rapidamente i vostri aggiornamenti sugli altri social network, reindirizzando quindi al vostro post su Google+.
G++ per Chrome e Firefox permette di visualizzare (e rispondere) nel vostro stream di Google+ anche le notizie provenienti da vostri profili Twitter e Facebook, evidenziandoli con volori diversi.
SGPlus consente di aggiornare i propri profili Facebook, LinkedIn e Twitter direttamente da Google+ senza reindirizzare al post di G+.
Google+ Notifications vi permetterà di monitorare le proprie notifiche di Google+ e commentarle da qualsiasi pagina web senza dover interrompere la navigazione.
Con 23 premi Emmy, un film e oltre 500 episodi “The Simpsons” è la serie tv più famosa e seguita al mondo. In occasione della nuova stagione, Matt Groening e Fox hanno deciso di creare uno speciale corto d’animazione, “Beware My Cheating Bart”, in cui si celebra il vero amore di Homer: il suo divano, protagonista di ogni chiusura di sigla della serie.
Il cortometraggio è realizzato dal grande Bill Plympton, sinonimo di qualità e “artigianalità”. I suoi lavori sono tutti realizzati a mano, senza l’ausilio della computer grafica, e con un tratto molto “selvaggio” e grezzo. Plympton in “Beware My Cheating Bart” immagina una storia d’amore tormentata tra Homer e il divano che si umanizza provando emozioni e diventato, a tutti gli effetti, un nuovo membro della famiglia.
Dal 1989 i Simpson si sono evoluti con un nuovo stile nei disegni, nuovi personaggi e affrontando tematiche al passo con i tempi, ma ci sono cose che sicuramente non cambieranno mai: il colore giallo, “d’ho!” e il divano che accoglie da sempre tutta la famiglia.
00Kyubi no KitsuneKyubi no Kitsune2012-04-19 18:33:202012-04-19 18:33:20The Simpsons, sigla speciale creata da Bill Plympton [VIDEO]
Ikea si espande. Il brand svedese ha infatti deciso di avventurarsi nel settore dell’elettronica di consumo con un nuovo prodotto, realizzato in collaborazione con l’azienda cinese TCL: UPPLEVA, un sistema integrato che unisce al mobile anche un televisore ai led, un lettore blu-ray ed un sistema audio.
Il nuovo arrivato è stato presentato sul web con questo video, che comunica perfettamente lo stile di casa Ikea: grafica sobria e godibile, contenuti pensati in forma di infotainment e un pò di ironia (non vi sembra che il video faccia un pò il verso alle tante televendite che girano in tv?).
Niente più cavi all’aria, nessun telecomando lasciato chissà dove nel salotto. La filosofia salva spazio e low price che ha decretato il successo del brand sembra insomma voler conquistare nuovi orizzonti.
“Abbiamo avuto chiari segnali da parte dei consumatori in merito alla possibilità di poter acquistare e combinare sistemi elettronici assieme al mobilio in modo semplice”
Questo quanto dichiarato da Tolga Oncu, sales chief di IKEA Svezia. Con buona pace dei grandi produttori di elettronica ad uso domestico, UPPLEVA verrà dunque lanciato a partire da giugno nei punti vendita di Stoccolma, Milano, Parigi, Danzica e Berlino, per poi coprire gradualmente tutta la rete di distribuzione.
Ikea ha dichiarato di credere tantissimo in questo prodotto. Voi cosa ne pensate?
00Elena Silvi MarchiniElena Silvi Marchini2012-04-19 17:00:082012-04-19 17:00:08Ikea presenta Uppleva, la tv all-in-one [VIRAL VIDEO]
Quando si tratta di mobili e arredamento il buon gusto è fondamentale. Una coppia di designers, il portoghese Rui Pereira e il giapponese Ryosuke Fukusada, hanno preso alla lettera questa affermazione dando vita a Sapore dei Mobili: sedie, tavolini e vari pezzi di arredamento uno più goloso dell’altro:
Come spiegano i 2 eccentrici creativi questa trovata, che sta dando un tocco di dolcezza alla Design Week in corso a Milano? “I consumatori non sono in grado di digerire l’enorme ammontare di mobili e complementi d’arredo che vengono lanciati ogni anno”.
Sapore dei Mobili vi aspetta a Milano, via Massimiliano 6, fino al 22 Aprile.
00KatsumiKatsumi2012-04-19 16:49:102012-04-19 16:49:10Sapore dei Mobili: il lato dolce della Milano Design Week
Nei suoi spot Apple ci aveva abituato ad apprezzare ed ammirare le prestazioni dei suoi dispositivi tecnologici, utilizzati da gente qualunque in tutto il mondo. Nella nuovissima campagna commerciale, in onda negli Stati Uniti, Tim Cook ha scelto Samuel L. Jackson e Zooey Deschanel per esaltare le qualità di Siri. Lo stile non è propriamente il classico di Apple, ma sicuramente i video stupiscono anche per questo.
Un insolito Samuel L. Jackson versione casalinga che, abbandonate le dure vesti di Pulp Fiction, il film cult che ha decretato il suo successo, interroga l’assistente vocale su come preparare un buon piatto di risotto ai funghi, mentre Zooey Deschanel interroga Siri sulle condizioni meteo della giornata.
Divertentissimo anche lo spoof dello spot di Jackson che, forse prendendo spunto dai numerosi e divertenti commenti al ‘vero’ spot, riporta ai bei vecchi tempi della star di Hollywood!
00Laura CardoneLaura Cardone2012-04-19 15:30:172012-04-19 15:30:17Siri parla con Samuel L. Jackson e Zooey Deschanel [VIDEO]
Our Spring Sale Has Started
You can see how this popup was set up in our step-by-step guide: https://wppopupmaker.com/guides/auto-opening-announcement-popups/
Our Spring Sale Has Started
You can see how this popup was set up in our step-by-step guide: https://wppopupmaker.com/guides/auto-opening-announcement-popups/