ABC Monster, l'alfabeto horror di La Pompadour [VIDEO]

Quante volte vi è capitato di non riuscire a chiudere occhio dopo aver visto un film horror e magari passare intere nottate con la luce sul comodino accesa? Se fate parte della schiera dei facilmente impressionabili, questo corto d’animazione è dedicato a voi: 26 mostri per 26 lettere in ABC Monster, il video realizzato dalla casa di produzione francese La Pompadour.

La dedica degli autori nei primi secondi non lascia dubbi: “I love you so much, you bastards“. Un video dal potere quasi esorcizzante, quindi. Almeno quando si parla di Freddy Krueger o Jason a causa dei quali, probabilmente, qualche problemuccio lo abbiamo avuto tutti al momento di prendere sonno. Ma ci sono anche mostri buoni come l’affascinante ematologo Dexter Morgan o il tenero ET. Poi Hulk, e King Kong.

E poi? A voi indovinare tutti gli altri!

Photoshop CS6: ecco le novità! [TUTORIAL]

Photoshop CS6 è finalmente disponibile, è possibile effettuare il download della versione Beta sul sito della Adobe in modo del tutto gratuito, accedendo ad una versione di prova della durata di 7 giorni.

Molte le novità di questa edizione, a cominciare dal motore grafico Adobe Mercury Graphics, accompagnato da una nuova interfaccia color grafite,  65 migliorie ispirate dall’esperienza d’uso degli utenti.

Vediamo quali sono i nuovi strumenti (o quelli che sono stati potenziati) e come utilizzarli:

Content-Aware Patch

Un nuovo straordinario strumento che permette di ricreare automaticamente lo sfondo nel momento in cui spostiamo un oggetto: dimenticate  lo strumento clone e la tanta pazienza necessaria a dissimulare il “ritaglio”!

Partiamo da questa foto:

Supponiamo di voler spostare i 2 ragazzi al centro della foto. Li selezioniamo con un qualsiasi strumento di selezione (es. il lazo):

Ed ora selezioniamo il nuovo strumento Content-Aware Patch:

clicchiamo sulla selezione e la trasciniamo nel punto desiderato…

et voilà, dopo pochi istanti Photoshop ricrea automaticamente lo sfondo! Un ottimo tool anche per spostare o rimuovere eventuali watermarks dalle immagini 😉

Nuovo strumento sfocatura

Chi usa Instagram trova sicuramente pratico e “scenografico” l’effetto sfocatura che quest’app permette di creare. Da oggi anche in Photoshop c’è uno strumento simile (naturalmente più accurato e professionale).

Andando su Filter >Blur troverete 3 diversi tipi di sfocatura:

  • Field Blur = più punti di sfocatura
  • Iris Blur = sfocatura radiale
  • Tilt-Shift = sfocatura lineare

Il funzionamento delle 3 opzioni è simile, vediamo il Tilt Blur: una volta selezionato ecco cosa ci appare:

Cliccando sul cerchio bianco al centro del cursore possiamo trascinarlo in alto/in basso o a destra/sinistra:

Cliccando sulle strisce bianche continue possiamo spostarle in alto o in basso e quindi aumentare o rimpicciolire l’area di sfocatura, mentre cliccando sulle linee tratteggiate possiamo agire sul grado di dissolvenza:

Cliccando su uno dei 2 cerchietti bianchi possiamo ruotare liberamente l’area di sfocatura

Mentre agendo sul cursore possiamo aumentare o diminuire la parte bianca e quindi ottenere una sfocatura più o meno marcata:

Ecco il risultato finale:

Elaborazione video

Ebbene si, da oggi sarà possibile effettuare il montaggio dei video direttamente in Photoshop, inserire immagini, applicare filtri e watermarks, effettuare azioni di pan & zoom.

Semplicemente andando su File > Apri possiamo selezionare un video dal nostro pc. Appena caricato vedremo apparire la classica Timeline e una struttura sicuramente familiare a chi usa Premiere o After Effects:

sono disponibili diverse opzioni, molte delle quali visibili cliccando sull apposito menù, che trovate in alto a destra sulla timeline:

Ma le novità che ci riserva Photoshop non sono certo finite qui: non perdetevi questo video dimostrativo realizzato da Russell Brown:

Download: Windows | Mac OS X

Twitter marketing: 5 campagne efficaci e creative

Su Twitter nulla è lasciato al caso: la brevità del testo obbliga utenti e brand a dire l’essenziale, cercando sempre nuove idee vincenti. Perciò, prendendo ispirazione da Mashable, vediamo alcuni esempi di utilizzo dei 140 caratteri dediti alla creazione di campagne marketing di successo, ben lontane dallo strafalcione di McDonald’s con #McDStories.

Domino’s Pizza U.K. #letsdolunch


Offrendo una  pizza scontata, Domino’s  ha dato ai propri clienti una ragione per partecipare alla sua campagna Twitter. La promozione è stata attivata dalle 9 alle 23 del 5 Marzo 2012 tagliando il prezzo della Pizza Peperoni di un pence ogni volta che qualcuno twittava l’hashtag #letsdolunch. Dopo 85mila tweets, il prezzo è sceso da 15.99 sterline a 7.74, la Domino ha offerto questo prezzo dalle 11 alle 15 quel giorno. Una campagna simile è stata effettuata anche in Irlanda lo stesso giorno con l’hashtag #pizzalunch, che ha fatto abbassare il prezzo iniziale di 20 euro a 13.24.

Uniqlo U.K. #luckycounter    


Un’altra campagna del Regno Unito in cui il prezzo del merchandising diminuiva più se ne twittava. Parallelamente,  i rivenditori di Uniqlo hanno creato una pagina chiamata “Lucky Counter” che offriva 10 articoli. Se una persona cliccava uno di questi, innescava un twitter pre-impostato che utilizzava l’hashtag  #luckycounter. La promozione è iniziata il 7 Settembre e gli articoli sono stati scontati il 9 Settembre.

The White House #40dollars


L’amministrazione  Obama  ha raggiunto un successo relativo al marketing sui social network anche grazie a una campagna su Twitter nel Dicembre 2011, a proposito di un tema di per sé noioso: il dibattito sulla tassazione del libro paga. Utilizzando Twitter si è reso l’argomento più personale e soggettivo,  ponendo la domanda (munita di hashtag ovviamente) “What does #40dollars mean to you?” con riferimento al programma dei Repubblicani. Il risultato è stato sorprendente, ben 17mila persone hanno risposto al tweet della Casa Bianca!

Ben & Jerry’s #FairTweets


Una campagna innovativa  risalente a Maggio dell’anno scorso è stata quella di Ben & Jerry’s, che si prefiggeva l’obiettivo di  mettere in luce l’importanza del World Fair Trade Day. Il brand di gelati appartenente al gruppo Uniliver ha reso possibile questo creando un microsito in cui gli utenti potevano scrivere i propri tweet. Automaticamente lo spazio inutilizzato del tweet veniva compilato con un plug a sostegno del Fair Trade Day munito di hashtag.

RadioShack’s #kindofabigdeal


I rivenditori RadioShack celebrarono l’avvento di Verizon Wireless nel Settembre del 2011 con una campagna hashtag memorabile, trasformata un un gioco interattivo in tempo reale. Il tutto avvenne posizionando un gruppo di telefoni Verizon su di un tavolo nel negozio. Ogni volta che qualcuno twittava l’hashtag #kindofabigdeal i telefoni vibravano.  In seguito se una delle persone che avevano twittato riceveva un tweet sul telefono, aveva diritto a un cellulare Verizon. Ci furono ben 80mila menzioni @RadioShack!

Abbiamo visto come di occasioni da cogliere sulla piattaforma dedicata al microblogging ce ne siano parecchie. Dopo un’attenta fase di ascolto dell’ambiente social, ottenute le informazioni necessarie si può procedere nella creazione di campagne marketing semplici e d’impatto. Parlando di occasioni su Twitter, è il caso di dire che se da un lato può chiudersi una porta… dall’altra si apre un cancelletto!

Dateci un hashtag e solleveremo i social! 😉

Fiorello sparisce da Twitter? E allora #freefiorello!

Ricordate l’hashtag più lungo del mondo? Sì, era proprio #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend, ossia il titolo dello spettacolo in prima serata su Rai1 di Fiorello: ne avevamo parlato anche noi su NinjaMarketing.it, nel post “Fiorello fa #ilpiùgrandespettacolodopoilweeekend anche su Twitter“.

Il noto showman, in quel periodo, amava twittare molto con il suo account @SaroFiorello, tanto che era diventato uno degli utenti più seguiti della twitter sfera italiana. Bene, da stamane sta spopolando l’hashtag #freefiorello per via di un’improvvisa… sparizione.

Sì, perché pare che il nostro Fiorello abbia cancellato il proprio account, di fatto scomparendo dalla scena digitale che lo aveva visto nei mesi scorsi protagonista. E la Rete, tanto per cambiare, sta commentando la cosa usando l’hashtag #freefiorello, facendo un po’ il verso a quello utilizzato per casi decisamente più seri.

Gabriele Martini su La Stampa in un articolo pubblicato poco fa ci racconta che Fiorello aveva smesso di twittare già lo scorso 3 marzo in occasione della presunta liberazione di Rossella Urru, di cui lo showman aveva twittato e per questo era stato attaccato. Alcuni gli imputano di esser sbarcato su Twitter solo per promuovere il suo show, mentre altri semplicemente ci fanno “un’alzata di spalle”.

Certo, i più arguti potrebbero pensare che sia anche un modo per render ancora più roboante l’uscita di Faceskin, il social network di Claudio Cecchetto supportato fra gli altri anche da Jovanotti (e dallo stesso Fiorello, come possiamo leggere in questo post di Melodicamente.com).

In ogni caso e qualsiasi sia la motivazione, è interessante comunque notare come i personaggi popolari siano oggetto di grande attenzione degli utenti di Twitter, anche per chi in realtà non li considera realmente VIP: sarà per il fatto che Twitter e in generale i Social Network permettono un dialogo diretto che prima dell’avvento della Social Sfera era di fatto impossibile?

Sarà.

Intanto, ci sentiamo di dare un consiglio a Fiorello, o meglio chiedergli di rendere tutto questo polverone più interessante: posto che la scelta di andare via o meno da un social network sia legittima a priori, sarebbe interessante vedere come reagirebbe la Rete a un comunicato che spieghi il perché di questa uscita di scena.

Siamo sicuri che aiuterebbe a capire molto sulle strategie da adottare per potenziare il proprio personal branding nel mondo dei Social Network!

ULTIM’ORA

Sulla scia di #freefiorello, qualcuno ha deciso di aprire un profilo nuovo del nostro Rosario.


A noi sembra un fake, visto che l’account si chiama @sarofiorelIo, con la “i” al posto della L. Che sia un ammiratore nostalgico?

Kraft cambia nome e diventa Mondelez International

Mohn-dah-LEEZ, mohn-dah-LEEZ su su ripetete ad alta voce: mohn-dah-LEEZ !No, non è una nuova formula magica ma la corretta pronuncia del nuovo nome della Kraft.

Avete letto bene, l’azienda alimentare più grande dopo Nestlè, cambia nome e attraverso un’operazione di rebranding fonde i termini “Monde” e “Delicious” per dare vita a “Mondelez”.

Il nome rispecchia esattamente la nuova mission aziendale: essere interessanti, unici e catturare grandi idee, proprio come per i loro snack che rendono più grandi, luminosi e gioiosi piccoli momenti nella nostra vita.

“Il marchio Kraft soddisfa pienamente le richieste del business alimentare del Nord America e funge da piattaforma sulla quale costruire un futuro emozionante“, ha dichiarato il Presidente e CEO Irene Rosenfeld“Per la nuova società di snack, abbiamo voluto trovare un nuovo nome che fungesse da ombrello per i nostri marchi iconici, rafforzando la natura veramente globale di questo business”.

“Mondelez cattura perfettamente l’idea di un mondo delizioso e questo sarà la base per le forti relazioni che vogliamo creare con i nostri consumatori, i dipendenti e gli azionisti.”

Per la scelta del nuovo brand name, lo scorso autunno, l’azienda ha invitato i dipendenti provenienti da tutto il mondo affinchè proponessero nomi per la nuova divisione snack. E così, più di 1.000 dipendenti hanno partecipato divenendo parte integrante di questo processo di co-creazione, presentando più di 1.700 nomi.

Pare che “Mondelez International” sia stato suggerito da due dipendenti, uno europeo e l’altro nordamericano.

Kraft Food quindi si dividerà per creare due aziende leader del settore entro la fine del 2012: ad alta crescita per il business degli snack a livello globale e con una elevata penetrazione nel mercato alimentare nord americano. La società diventerà Kraft Foods Group Inc., mantenendo il marchio Kraft per la sua corporate identity e per molti dei suoi prodotti di consumo.

Il nuovo nome sarà sottoposto al voto degli azionisti il prossimo 23 maggio. Intanto in rete, appena diffusa la notizia, si è sparsa la voce che in russo la pronuncia del nuovo brand somigli molto ad una parola utilizzata per indicare il “sesso orale”.

Product Brand o Corporate Brand?

Come ha dichiarato in un’intervista telefonica Robert Passikoff, fondatore della società di consulenza Brand Keys,  “la verità è che la gente compra Cadburys e Oreo“.

E che dire della difficile pronuncia del nuovo brand Mondelez? “I clienti potranno capirlo”, continua Passikoff ridacchiando. “Se hanno imparato a pronunciare Häagen-Dazs“.

Di chi parliamo…

Kraft Foods Inc.(KFT) è una potenza mondiale nella produzione alimentare con un portafoglio impareggiabile di marchi che la gente ama. Orgogliosamente commercializza deliziosi biscotti, dolciumi, bevande, formaggi, prodotti alimentari e pasti in circa 170 paesi.

Dodici dei marchi iconici della società – Cadbury, Jacobs ,Kraft, LU, Maxwell House , Milka ,Nabisco, Oreo ,Oscar Mayer, Philadelphia, Tang e il Trident – generano un fatturato di oltre un miliardo di dollari all’anno.
Kraft Foods nel 2011 ha registrato un fatturato di 54,4 miliardi dollari ed è membro del Dow Jones Industrial Average, Standard & Poor500, Dow Jones Sustainability Index e Ethibel Sustainability Index.

Galaxy Note, il device che piace anche agli elefanti [VIRAL VIDEO]

Si dice che le dimensioni contino, ma a volte possono rivelarsi un problema. Soprattutto quando si parla di smartphone. Lo sa bene Samsung, che per fronteggiare le opinioni non proprio positive che bollano il suo Galaxy Note come eccessivamente grande, ha realizzato questo video il cui protagonista è un simpatico quanto intelligente elefante, alla prese col device di casa.

Peter, questo il nome dell’animale, sembra non avere nessun problema e anzi si trova assolutamente a suo agio a giocare con lo smartphone, suonando, disegnando e scattando addirittura fotografie. Insomma, questo filmato sembra fatto apposta per dire che di grosso, scomodo ed ingombrante, lì, c’è solo Peter. Perchè il Galaxy Note invece è intuitivo, pratico e smart, proprio come il suo acerrimo nemico iPhone.

E per eludere la diffidenza dei più scettici, assieme al video di Peter sono stati caricati piccoli estratti non editati che ne mostrano le incontestabili capacità.
Il video nasce sulla scia del successo dei numerosi filmati diffusi in rete che ritraggono diversi animali alle prese con strumenti musicali e smartphones, come questi.

Buzz praticamente assicurato dunque. Vendite…forse un pò meno.

La campagna è stata curata dall’agenzia The Viral Factory di Londra.

Foursquare: tutti i vincitori dei Global City Badge

Dopo il successo di #visitUS, qualche settimana fa Foursquare aveva invitato la community globale – extra US – a creare e proporre le liste dei posti preferiti della propria città per vincere il city badge. E oggi sono usciti i risultati sul blog! Una scelta difficile tra più di 50 stati: per l’Italia una graditissima sorpresa con Bologna!

Ecco la selezione completa:

Ma non è finita qui: una menzione speciale è stata data anche a Roma e Catania! Davvero un bellissimo giorno per i fan italiani di Foursquare e della geolocalizzazione 🙂

Frame of mind, un viaggio fotografico alle Hawaii [VIDEO]

“La speranza è l’ultima a morire” sostiene un famoso detto ma, a mio avviso, nella nuova generazione 2.0 fatta di condivisione e tecnologia sono le idee le ultime a morire. A confermare questo mio pensiero ci pensano Ben Boutwell e Steven Alan Worster con il loro ultimo video Frame of Mind.

L’idea alla base è quella dello spot della HP e della sigla della serie Modern Family: utilizzare le fotografie come collante tra una scena ed un’altra. L’effetto finale è sorprendente e divertente, soprattutto nel caso di Frame of Mind dove Ben e Steven assumono delle espressioni a dir poco assurde!

Girato in diverse zone delle Hawaii, il video è tecnicamente impeccabile con immagini dinamiche, ritmo calzante ed una colonna sonora coinvolgente (The Avett Brothers – Kick Drum Heart). Frame of Mind è un ottimo esempio di come le idee non muoiano mai ma si trasformino rinascendo a nuova vita!

Benjamin Simon: il graphic design in 3D

CULTURAPPLE – ÁMBITO CULTURAL Commissioned by Serial Cut™, ispirata a René Magritte.

Graphic design & tridimensionalità sono le parole chiave del genio creativo di Benjamin Simon, uno straordinario designer tedesco, cresciuto in Germania e recentemente migrato in Spagna.

3D illustration e 3D typography sono le branche della grafica che ama esplorare, curando i propri lavori in ogni minimo dettaglio. Le sue creazioni sono veri e propri capolavori, divertenti e accattivanti.

FIVE WHAT? Immagine realizzata per 5 Percent Magazine

PORTFOLIO GUN

HVA-CUBE Commissioned by Serial Cut™ per la campagna "Creating Tomorrow" per la scuola "Design & Communication - Hogeschool van Amsterdam"

CUP OF JAZZ Visual promotion for "DJ Cup of Jazz", Berlin.

SEATTLE‘S BEST COFFEE – ICED LATTES Commissioned by Serial Cut™.

SEATTLE‘S BEST COFFEE – DIORAMAS Commissioned by Serial Cut™.