I Gorillaz firmano le Converse per la primavera 2012

 I Gorillaz firmano il mito Converse per la primavera 2012
Loro sono il gruppo virtuale più famoso del mondo, i Gorillaz, lei è la scarpa entrata nella leggenda: l’intramontabile sneaker di tela Chuck Taylor di Converse.
 I Gorillaz firmano il mito Converse per la primavera 2012
Insieme per la nuova collezione primaverile 2012, in quattro nuovi graphic design creati appositamente dal genio del pluripremiato artista e designer Jamie Hewlett, fumettista ricordato per la trasgressiva Tank Girl e co-creatore della rock band animata che ha lasciato un solco nella storia della musica come nella storia dell’animazione, progetto crossover tra musica e arte.
I Gorillaz firmano il mito Converse per la primavera 2012
A celebrare l’idillio e rendere felici i numerosi fan di 2D, Murdoc Niccals, Noodle e Russel Hobbs (ovvero gli irresistibili componenti dei Gorillaz) l’uscita in contemporanea alla collezione del brano DoYaThing, realizzato Damon Albarn, insieme a Andre 3000 degli Outkast e James Murphy degli LCD Soundsystem, in free dowload all’indirizzo www.converse.com/DoYaThing.
 I Gorillaz firmano il mito Converse per la primavera 2012
I Gorillaz firmano il mito Converse per la primavera 2012
I Gorillaz firmano il mito Converse per la primavera 2012
I Gorillaz firmano il mito Converse per la primavera 2012

Peugeot e il gioco interattivo degli imprevisti [VIRAL VIDEO]

Anni e anni di cinepanettoni ci hanno insegnato che, davanti all’evidenza di un tradimento, bisogna sempre negare e farsi una bella risata. Ma nella vita reale non si ha la verve di De Sica o la faccia da schiaffi di Boldi e quindi le uniche alternative sono: chiedere umilmente perdono o… scappare! Fai la tua scelta ma falla in fretta, questo il tema della nuova campagna lancio della Peugeot 208.

Un’esperienza interattiva che ci porta a vestire i panni di uno sfortunato eroe alle prese con tradimenti, concierge infuriati, nonnine cinesi e molto altro. Ad ogni bivio narrativo ci viene posta la domanda “Let your body drive?” giocando sul significato inglese del termine “drive” (traducibile sia come guidare che come pulsione, istinto).

A livello tecnico il filmato ha un’elevata qualità tecnica sia per quanto riguarda le immagini che il montaggio. La storia è divertente e accattivante senza mai cadere nel banale o nel volgare. L’unico tasto dolente riguarda la facilità delle scelte e la linearità narrativa (con l’opzione errata si ha un finale sbagliato e non una storia parallela) ma le situazioni assurde e divertenti in cui incappa il protagonista fanno presto dimenticare questo piccolo neo.

Un gioco interattivo che sfrutta appieno le potenzialità di Youtube e che ci insegna che, a volte, la miglior scelta è la fuga!

Ecosistema di startup in Italia? Con StartuppaMi si può! [INTERVISTA]

Si è appena svolto a Milano il quarto incontro di StartuppaMi: l’evento made in UK che è stato importato nel nostro Paese dopo aver assistito al successo del format nella piazza londinese.

Marco Ottolini, imprenditore seriale plasmatore dell’evento, racconta come l’idea nasce da Flagon’s Den, Festival dell’Imprenditoria di Londra organizzato da Tech City, un Ente governativo che ha creato un Tech Hub a Londra, una sorta di Silicon Valley londinese, dove le startup hanno localizzato le proprie sedi, fanno ecosistema, si confrontano reperendo inoltre finanziamenti grazie alla concentrazione di VC che sono accorsi anche dalla Silicon Valley.

Il format è il seguente: un evento mensile serale in cui alcune startup si raccontano in un pitch, uno spazio di tre minuti attraverso cui presentare la propria idea tramite slides, ricevendo feedback dai presenti nei 7 minuti successivi alla presentazione.
Nessuna formalità: si tratta anche di un momento conviviale, BYOB (Bring your Own Beverage), si mangiano delle pizze e ci si mette a proprio agio condividendo le proprie business idea e le proprie esperienze rilassandosi.

Formula vincente? Sì, se si considera che dagli originari 6 startupper che dovevano essere ammessi ad ogni round, l’ultimo incontro mensile, svoltosi lo scorso 21 febbraio, ha assistito a ben 120 presentazioni, andando decisamente in overbooking!

Qualche domanda ad un organizzatore chiave di StartuppaMi: Alessandro Santo

In occasione di quest’ultimo incontro, abbiamo intervistato uno degli organizzatori, Alessandro Santo, VC e Boss (come si definisce lui alla “US way”) di StartupCo.

Quali i numeri dell’evento StartuppaMi di febbraio?

120 startup partecipanti, contro le 20 della prima edizione; 30-35 anni l’età media degli startupper; 99% delle business idea appartenenti all’industria web; zero costi: l’unico “costo” è il tempo che Marco Ottolini dedica all’organizzazione del tutto.”

Risultati dell’iniziativa?

“L’evento è entusiasmante. Per le startup partecipanti è utile per fare training di pitch e confrontarsi con altre persone con esperienze simili in maniera del tutto democratica e informale. L’obiettivo è quello di estendere l’evento alla angel community per ampliare il raggio d’azione ed accrescerne le potenzialità.”

In questa 4° edizione i migliori pitch si sono rivelati Homply.com (Alessandro Santo), SiamoSoci (Dario Giudici), Laura Sapiens (Matteo Modè), Netalia (Michele Zunino), e Insegnalo (Luca Vanin). A decretarlo sia le impressioni del pubblico qualificato presente, sia il sistema di votazioni adottato: cartellini colorati (gialli, rossi e verdi) da assegnare ai pitch. Un sistema elementare, ma immediato e informale, in grado di mettere a proprio agio i partecipanti.

Abbiamo chiesto ad Alessandro di condividere con noi le sue impressioni sui pitch e sul mercato delle startup odierne in generale, se ci sono delle valide proposte e dei validi proponenti alle spalle e cosa rimprovera, eventualmente, a questi. La risposta è stata:

“In StartuppaMi c’è un bell’ambiente e le impressioni ex post sono positive sia sui partecipanti che sui pitch. Diciamo che da investor riscontro i tipici problemi italiani: progetti “deboli” e team con scarsa preparazione manageriale/imprenditoriale. Soprattutto dalle presentazioni non emerge chiaramente quale è il business model che si sta proponendo sul mercato. Il “go to market” è difficile, sia per il consumer internet che per il b2b, ma StartuppaMi è una palestra e serve ad offrire un training anche per superare questi deficit di partenza.”

In cosa le startup italiane devono ancora migliorare

Prima di lasciarci, abbiamo chiesto ancora ad Alessandro in cosa siamo indietro rispetto ai cugini Europe-based e US-based:

“Ardua domanda!” risponde Alessandro, e continua “Non basterebbero pagine e pagine. Le differenze che vedo sono nella convinzione verso il modello startupper (la stigma sociale di fare l’imprenditore non pagato si fa sentire) e nella preparazione spesso debole degli imprenditori che non fanno quasi mai bene il loro mestiere. In un mercato di nuovi imprenditori (e nuovi VC, a dire il vero) la parola d’ordine dovrebbe essere “de-risking” dell’opportunità e non aver paura che VC ed altri investor ti rubino l’idea: tipico problema degli startupper nostrani!”

Emerge, quindi, come nonostante le opportunità crescenti che incubatori, università, e non solo, stanno offrendo agli startupper italiani, ancora la palestra imprenditoriale deve vedere risultati concreti, soprattutto in termini di maggiori competenze nel new business venturing e nel business management, minor risk adversion, più capacità di fare network e migliore definizione del proprio business model: questi i punti in cui l’allenamento è duro.

Ringraziamo Alessandro per aver condiviso con noi le sue impressioni da “tecnico” e investor assetato di progetti da esaminare e finanziare. Ci auguriamo che possano incitare startuppari sintonizzati per rimboccarsi le maniche e iniziare – come StartuppaMi insegna – a fare network!
Teniamo testa alle best practice internazionali! 😉

Community Manager: ruoli e responsabilità [CASE STUDY]

La settimana scorsa, nel maremagnum di Facebook intasato da commenti e notizie dal Festival di Sanremo, ci è balzato agli occhi questo post:

Un post che richiama all’attenzione degli user le dinamiche sociali da loro stessi sviluppate: intrigante, perché va per certi versi a sottolineare un’appartenenza delineata dagli argomenti trattati, che in questo specifico caso sembra esser stata… dimenticata.

La pagina fan di Repubblica XL è uno spazio molto ben gestito, in cui l’attualità si sposa al dibattito degli user e non manca la costante presenza di una figura moderatrice che orienta il traffico di contenuti e contributi. Questo ruolo così importante è ricoperto dal Social Media Manager, le cui competenze rientrano a pieno titolo nella figura del Community Manager.

La definizione di Wikipedia è molto chiara:

Il community manager (online community manager) è un addetto alla gestione di una comunità virtuale (detta anche comunità online), con i compiti di progettarne la struttura e di coordinarne le attività. È una professione legata al web 2.0.“.

Fra le comunità virtuali si annoverano ormai le pagine fan di Facebook, assimibilabili in tutto e per tutto a quegli spazi ben definiti dove persone unite da una passione o da un’idea si riuniscono per discutere insieme. Agli albori del web 2.0, i forum; oggi, gli spazi come appunto le pagine fan di Facebook.

Che compiti ha questa specie di vigile urbano della comunicazione? Tanti, e tutti molto importanti.

Dare regole, amministrare gli user, stimolare il dibattito. E a volte, affermarsi come leader, soprattutto se chi ricopre questo ruolo è anche il vero “proprietario” dello spazio. È il caso di Alessio Bertallot, che avevamo già incontrato in un’intervista qualche mese fa (potete rileggere qui il post RaiTunes: la radio in diretta su Facebook – Intervista ad Alessio Bertallot) e che attraverso la sua pagina fan “dialoga” con gli ascoltatori del suo programma radiofonico RaiTunes. Sempre la scorsa settimana, il deejay più crossmediale d’Italia ha postato questo avviso:I commenti sono stati praticamente tutti concordi con i concetti espressi dal “moderatore”, e questo ci ha dato modo di fare una riflessione.

Chi controlla un microcosmo simile dispone di una funzione particolarmente importante, quella di orientare e definire i confini dell’interazione andando a stimolare gli utenti con proposte di contenuti che possano favorirla, senza però ledere alcuni principi di base, condivisi e “socialmente” accettati.
Un ruolo talmente delicato, talvolta, che in certi casi è stato presentato come figura messianica con una funzione d’evangelizzazione delle masse, come descritto nel post “Le Community Evangelist : un Community Manager 3.0 ?” e che traccia il profilo del Community Manager attribuendogli un ruolo di guida che deve, attraverso l’azione di condivisione e orientamento del confronto sociale, “plasmare” gli users che gli sono affidati.

A prescindere dagli accostamenti “teologici”, questo aspetto così importante non dev’essere mai dimenticato specie se dietro a uno spazio digitale come può essere una pagina fan di Facebook c’è un brand che vuole trasmettere valori attraverso una propria identità ben definita: per questo è necessario avere ben chiaro gli argomenti da trattare, come e con che limiti, osservando con attenzione quali sono le modalità di condivisione dei contenuti che vengono postati; inoltre, è importante cercare di prevenire eventuali “crisi”, tralasciando magari argomenti e tematiche che possono andare in conflitto con il brand stesso: questo proprio perché il contenuto diventa parte integrante della comunicazione, veicolo non secondario di un messaggio che il più delle volte è orientato alla vendita di un prodotto.

I due casi che vi abbiamo proposto sono particolarmente interessanti perché fanno riferimento a situazioni particolari e distinte: se in RepubblicaXL c’è una sorta di “richiamo all’ordine” dei propri affiliati andando a ricordare loro la propria identità anche attraverso gli argomenti trattati e i contenuti associati, nel secondo c’è una vera e propria affermazione di leadership che pone come centrale il community manager e le sue regole, le quali diventano decisive per socializzare e stazionare nello spazio digitale.

Simone Cinelli, nel suo blog, qualche mese fa aveva ripreso un articolo di Steve Radick su HR Communication dal titolo “The 13 hats of an internal community manager“, isolando i compiti dell’Internal Community Manager, tanto per intenderci quella figura che regola le community aziendali e le monitora.

Quei principi possono essere molto utili anche per chi fa comunicazione esterna, considerando che sempre più acquisisce importanza il ruolo orientativo che può avere un brand e lo spazio sociale che ruota intorno ad esso, anche nella costruzione delle proprie convizioni e posizioni.

Concludendo, possiamo affermare che la ricetta per essere buon Community Manager sia non dimenticare mai il proprio ruolo di leader all’interno della comunità, rimarcando questa funzione di guida anche e soprattutto con la gestione dei contenuti condivisi, che devono essere orientati a valorizzare e far crescere non soltanto numericamente la stessa community.

Voi cosa ne pensate?

Lego videogame montage: i 15 migliori giochi del 2011 in stop-motion [VIDEO]

Quindici dei migliori videogiochi del 2011 inseriti a forza in un video di tre minuti realizzato da Alex Kobbs ricreando le scene di ogni singolo gioco con i mattoncini Lego. Il corto ha aperto la 15esima edizione dell’ Interactive Achievement Awards tenutosi in occasione della DICE Conference 2012 di Las Vegas.

Il video è stato girato con una Canon Digital Rebel XTi a 24fps registrando 12 movimenti al secondo. Proprio un lavoro semplice semplice…

NEODATA GROUP: 2,5 Mln da Principia Sgr danno il via ai piani di sviluppo

La società Catanese leader italiana dell’internet adv, specializzata nell’erogazione di banner e video pubblicitari, ha festeggiato con un round da 2,5 mln di euro un ottimo 2011, anno in cui ha raggiunto quota 130 miliardi di contenuti digitali serviti e un raddoppio della quota di traffico anno su anno.

Cosa rende Neodata vincente?

Il tutto è stato possibile grazie all’approccio TPDO, acronimo di Tracking, Profiling, Delivering and Optimizing, sistema con cui Neodata ha radicalmente mutato il modo in cui gli users quotidiani percepiscono i contenuti di supporto editoriale (banners e ads), sposando appieno la filosofia del modello “user centered”.

“La tecnologia messa appunto…”, commenta Andrea Santagata fondatore di Liquida e CEO di Banzai Media, “…ci fornisce in tempo reale preziose statistiche che combinate con la nostra linea editoriale ci permettono di trattenere i lettori più a lungo sui nostri siti…”

In sostanza Neodata intuisce i gusti degli utenti che effettuano visite ai siti dei propri clienti e, attraverso una profilazione dei dati raccolti, garantisce nelle visite successive contenuti pubblicitari che abbracciano appieno i gusti e le esigenze degli internauti.

È proprio questo uno dei motivi che, assieme ad una base clienti solidissima e ad una vision ormai più che chiara, ha spinto i VC di Principia a chiudere un prezioso accordo di finanziamento da 2.5 mln di euro con cui Neodata sbarca oltreoceano, attuando i propri piani di sviluppo.

A tal proposito Giovanni Giuffrida, fondatore e amministratore di Neodata, si dice “veramente entusiasta dell’operazione con Principia; questo investimento permetterà di consolidare la nostra posizione in Italia e metterà il turbo allo sviluppo con un significativo piano di espansione dell’organico nei prossimi anni e di rapidissima internazionalizzazione della nostra azienda. Abbiamo appena costituito la filiale americana di Neodata e aperto il primo ufficio a Los Angeles che ospiterà circa dieci unità entro fine 2012.”

Il rilancio…

Questa è una ennesima vittoria non solo per l’imprenditoria italiana, ma anche e soprattutto per una nazione che, in un momento come questo in cui l’ossigeno mediatico è impregnato dall’ombra della crisi e dal fantasma dell’assenza di opportunità, stenta a ripartire.

Sono proprio queste le notizie e le soddisfazioni che ci piacciono.
Noi di Ninja Marketing facciamo un grosso in bocca al lupo ai ragazzi di Neodata e li salutiamo con un frase che sarà loro familiare in territorio a stelle e strisce: Keep up the good work!

Il graphic design entra in farmacia con Vårdapoteket

Se credevate che il graphic design applicato ad un brand non avesse più segreti per voi, dovrete ricredervi. Dalla Svezia arrivano vivaci novità che riguardano il settore farmaceutico. Stockholm Design Lab ha infatti rivoluzionato l’immagine coordinata e l’interior design della catena farmaceutica Vårdapoteket:

Armadi a scomparsa celati da grafiche fatte apposta per stupire e forti contrasti cromatici capaci di creare un’atmosfera accogliente, positiva e stimolante in grado di diminuire i livelli di ansia e rendere più semplice la convalescenza. Ecco la ricetta alla base di questo sensazionale restyling.

Il concept da cui l’agenzia creativa è partita è semplice: il desiderio di distinguersi dai concorrenti puntando sul colore, allontanando così l’idea di un’atmosfera ospedaliera, tipica del settore.

Il risultato è un lavoro grafico dove non sono l’aspetto antico, antisettico e vagamente intimidatorio a fare da padroni ma i colori brillanti e l’uso di schede illustrate in stile cartoon che riproducono il corpo umano su borsemateriale promozionaleleaflets e wallpaper.

PIAF 2012: il festival dell'advertising cerca uno slogan per Praga [EVENTO]

Il prossimo 25 e 26 Aprile si terrà la nuova edizione del Prague International Advertising Festival, un festival dedicato alla pubblicità molto diverso dagli altri.

Innanzitutto già dallo scorso anno è stata eliminata la divisione tra advertising su media tradizionali e su nuovi media. Il PIAF ha infatti introdotto un rivoluzionario sistema di categorie che include al suo interno tutta la “catena creativa” del brand (brand life timeline). Sono stare individuate 12 categorie divise in quattro gruppi principali:

1. Art of delivery

Viene valutato in particolare il modo o le tecniche che sono state utilizzate per far arrivare il messaggio a un determinato target. Sottocategorie: Creative use of traditional advertising formats – Creating the media – Media engagement – Creative use of technologies – Brilliant Execution

2. Idea – strong, brilliant, working

Viene considerato il vero “contenuto creativo” dell’advertising e il modo in cui impatta sul target principale. Coinvolgimento emotivo e capacità di provocare risposte spontanee sono considerati indispensabili per questa categoria. Sottocategorie: Storytelling – Flash impact – The game – Audience engagement

3. Creative Branding, Marketing & Sales

Tutto inizia con la creazione del prodotto e la costruzione del brand, per poi passare alla vendite e alla risultante creazione di valore. Focus e sottocategorie di questo gruppo: Creative branding – Creative design – Creative sales and sales support

+ PIAF Special Prize

1. Best Beer Ad – Un premio speciale dedicato alle campagne pubblicitarie dei produttori di birra di tutto il mondo che sono riusciti ad inserirsi in nuovi mercati e hanno cambiato abitudini e cultura di consumo. La Repubblica ceca è il primo paese al mondo per consumo di birra pro-capite e il PIAF non poteva non dedicare un premio speciale a questo settore.
2. State as an advertiser – Un premio speciale è anche dedicato alle campagne istituzionali di stati, regioni, province, campagne dell’unione europea ecc.

Per vincere il tanto conteso Gran Prix è necessario che le campagne partecipanti ricevano dalla giuria una valutazione alta in almeno due dei tre gruppi sopra citati.

Come partecipare…

Per partecipare con la propria campagna al festival occorre collegarsi al sito system.piaf.cz, seguire la procedura guidata senza dimenticare di consultare prima i prezzi dell’iscrizione e il regolamento tecnico per l’uploading dei file.

DEADLINE: 7 Marzo 2012

Un’altra importante opportunità di quest’edizione 2012 del PIAF è la possibilità di partecipare ad un CONTEST speciale per la creazione di uno slogan in lingua inglese per la città di Praga. Obiettivo principale è quello di trovare un messaggio forte per promuovere la città nel resto del mondo. I destinatari del contest sono i giovani creativi, i cui lavori verranno valutati da una giuria internazionale. I vincitori riceveranno 2000€ e un viaggio nella splendida città per due persone.

Pubblicitari professionisti e giovani creativi cosa state aspettando?Partecipate tutti al PIAF 2012!

Ecco tutti i link ai profili social del festival:

Twitter @piafawardsFacebook

Nuova grafica per i gruppi Facebook

Da oggi c’è una (ennesima) novità in casa Facebook: una nuova grafica per i gruppi creati sul social network! Le novità sono principalmente 2: prendiamo come esempio il nostro bel gruppo Ninja Marketer e vediamole insieme!

> Immagini della profile pic di alcuni membri mostrate e nuovo spazio per le informazioni.

> Update settimanale dei nuovi membri (utile per gruppi più grandi).

Facebook continua dunque nel suo obiettivo di “umanizzare la macchina” puntando sulle emozioni. Una tecnologia della persuasione sempre più raffinata!