Think Millionaire People, un contest per menti creative

Il Fai da te impazza. Libri, programmi televisivi, blog, tutorial ci spiegano che tutto si può insegnare e tutto si può imparare.

Per raggiungere il successo basta seguire alcune semplici regole: essere collaborativi, confrontarsi, avere un pizzico di coraggio e soprattutto credere in se stessi.

Perché il Fai da te piace tanto?

Il Fai da te permette a chiunque si senta capace di fare una cosa di salire in cattedra. Ciò è possibile, specialmente oggi, grazie al supporto delle moderne tecnologie. Il popolo della rete si trasforma in un’unica grande famiglia in cui si condividono segreti, emozioni e consigli. L’internauta è un individuo che vuole distinguersi dagli altri, ma allo stesso tempo esprime il desiderio di far parte di una comunità.

Guardarci intorno, conoscere le storie di altre persone, può aiutare la crescita personale. Al giorno d’oggi anche chiedere un consiglio o un parere è diventato più semplice. Gli altri non sono più sconosciuti, semplicemente sono persone con le quali non abbiamo ancora avuto la possibilità di confrontarci.

Su tali principi si fonda la community Millionaire People, nata dalla rivista nazionale Millionaire. La gente Millionaire mostra impegno, dedizione, ottimismo e passione.

In un periodo di crisi come quello attuale, è necessario reinventarsi per evitare di farsi trascinare dagli eventi. Per questa ragione,  Millionaire People pubblica ogni giorno sulla sua pagina Facebook un podcast da ascoltare con riflessioni e consigli che hanno come tema l’arte di costruirsi un’immagine vincente e una carriera brillante.

Il motto è “Fai da te…puoi farlo!”. Tutti possono raccontare la propria storia, esprimere opinioni, dare consigli e porre domande.
Il popolo di Facebook ha mostrato un grande entusiasmo per la nuova community che, in appena tre settimane, ha raggiunto circa 2500 iscritti.

Per creare partecipazione e soddisfare la sana voglia di mettersi alla prova, i creatori della community hanno indetto un contest creativo dal titolo Think Millionaire People.

In cosa consiste il contest?

Lo scopo del contest è di coniare uno slogan per il progetto, pensando nello stile Millionaire People. Ciò significa aprire la mente, essere creativi, fidarsi di se stessi e delle proprie idee, ma essere anche attenti ai contesti circostanti.

Quali sono i passi da seguire?

Il primo step consiste nel diventare fan della pagina Facebook Millionaire People.
Dopo aver inventato uno slogan dovrete inviarlo all’indirizzo millionairepeoplecom@gmail.com o condividerlo su Twitter con l’hashtag #thinkmp.

Gli slogan saranno poi votati sulla pagina Facebook, quelli che riceveranno il maggior numero di “like” saranno valutati dallo staff della community che sceglierà il migliore. 
La mente creativa autrice dello slogan vincitore sarà menzionata sulla rivista nazionale Millionaire.

Che aspettate a partecipare? Mettete in moto le idee, credete in voi stessi! C’è tempo fino al 15 febbraio!

Fumetti in ospedale con Orso Bimbo di Maicol & Mirco [INTERVISTA]

Fumetti in ospedale con Orzo Bimbo di Maicol & Mirco

Maicol & Mirco sono due fumettisti biricchini e irriverenti, vengono da Grottammare (AP), hanno alle spalle parecchi anni di comics e illustrazione tra pubblicazioni indipendenti e riviste, con le loro storie tenere e feroci tutt’insieme, e fanno parte del collettivo SUPERAMICI.

Pochi giorni fa hanno inaugurato un’installazione veramente speciale…ben 30 metri di pareti da loro illustrate all’interno dell’Ospedale Santa Croce di Fano (PU), tutte pupazzosissime e coloratissime. Sono andata subito a chiedergli di più su questa iniziativa! Ci rispondono in coro, con tutta la spigliatezza che li contraddistingue! Attenzione! 😉

Come è nata l’idea di tappezzare le pareti del nuovo reparto di Geriatria con i personaggi di Orso Bimbo, la strip che pubblicate tutti i mesi su XL di Repubblica?

Maicol&Mirco: Siamo stati contattatati in gran segreto per  il “Progetto Arte in Ospedale” dalla critica Roberta Ridolfi. Il progetto nasce per sovvertire il potere e creare un mondo più giusto e più umano tramite l’intervento di artisti direttamente nelle strutture ospedaliere. Se avete un nonno in vita spezzategli un femore e ricoveratelo al Santa Croce. Vi sarà eternamente riconoscente.

Perché avete deciso di farlo?

Maicol&Mirco: Non abbiamo quasi mai dipinto muri, è uno sport molto pericoloso. Dipingere le pareti di un ospedale risulta essere molto più comodo e tranquillo. Un pò come tirare di boxe con la play-station.

Fumetti in ospedale con Orzo Bimbo di Maicol & Mirco

Quanto ci avete messo a realizzare tutto?

Maicol&Mirco: Abbiamo un modo diverso di misurare il tempo rispetto a voi essere umani. La nostra unità di misura temporale è il divertimento. Ci abbiamo quindi messo moltissimo divertimento per terminare l’opera.

Fumetti in ospedale con Orzo Bimbo di Maicol & Mirco

Avevate già colorato qualche altro luogo? Se si, avete avuto un’attenzione particolare pensando che stavate lavorando in un ospedale stavolta?

Maicol&Mirco: Abbiamo dipinto qualche muro, ma sempre in gruppo e sempre in luoghi ospitali, ripetiamo: dipingere i muri non fa per noi, troppo pericoloso. L’unica accortezza in più che  abbiamo usato all’ospedale è stata quella di lavarci le mani prima e dopo l’allestimento.

Fumetti in ospedale con Orzo Bimbo di Maicol & Mirco

Ma soprattutto…come l’anno presa gli anziani pazienti? E le persone che ci lavorano ogni giorno?

Maicol&Mirco: Gli anziani essendo la versione 2.0 dei bambini si sono divertiti da morire. Le persone che lavorano lì gli hanno però impedito di morire dal divertimento. Che spasso!

Pensate che questa iniziativa possa essere replicata in altri reparti? E in altre città?

Maicol&Mirco: Al Santa Croce esistono già diversi reparti allestiti, vi consigliamo di ricoverarvi sempre lì. Se però volete anche voi replicare il progetto nella vostra città (per meri motivi di pigrizia) allora occupate il più vicino ospedale e barricatevi dentro. Niente fa più paura di un ospedale occupato. Cederanno presto.

 

I Social Network sotto la lente d'ingrandimento dell'FBI

Nonostante il freddo polare  che si sta abbattendo sul Vecchio Continente, in rete  il clima è torrido.

Le proteste scatenate dopo la chiusura di Megaupload e Megavideocon Kim Dotcom  ancora dietro le sbarre a rischio di 50 anni di reclusione, si sono moltiplicate in rete fino ad arrivare al gruppo degli Anonymous che promettono rivendicazioni. Kim è per molti un eroe della libertà di condivisione, per altri un furbo criminale che ha favorito la pirateria. Qualunque sia la vostra idea, questi fatti denotano alcuni cambiamenti radicali per quanto riguarda Internet.

L’FBI ha infatti dichiarato la volontà di avviare un nuovo piano di monitoraggio delle reti sociali, creando un sistema di preallarme per le possibili minacce degli Stati Uniti. Ciò è stato reso pubblico tramite un bando di partecipazione con scadenza 10 Febbraio, in cui si richiede ad aziende esterne di sviluppare un  programma che faciliti il lavoro del Bureau americano: analisi dei movimenti dei sospettati, creazione di modelli di vita basati su registri delle routine, operazioni di analisi vulnerabilità e monitoraggio di possibili manovre.

In seguito a  quest’azione il popolo degli internauti ha cominciato a storcere il mouseJennifer Lynch della Electronic Frontier Foundation si è mostrata per esempio preoccupata per quanto riguarda la libertà di parola negli Usa. Questo apre la grandissima parentesi sull’argomento Privacy, e l’FBI risponde dicendo che passeranno sotto la lente d’ingrandimento solamente i dati relativi a profili aperti.

In quali errori di ricerca potranno incorrere i detective federali? Qualcuno potrebbe trovarsi inaspettatamente sotto la lente per aver detto qualche parola di troppo. Come quella volta in cui il consulente informatico pakistano Sohiaib Athar decise di twittare  le sue imprecazioni verso gli elicotteri militari che a sua insaputa stavano dando la caccia a Bin Laden, trovandosi in men che non si dica sotto gli occhi di tutti. Immaginatevi un “Quando ti vedo ti uccido! @pincopallino”  oppure “Ragazzi ho una notizia #bomba!” e tac eccovi nella lista dell’FBI.

Ovviamente stiamo varcando i limiti del paradosso, ma non c’è da stupirsi se gli utenti sentano minacciata la propria libertà d’espressione. Secondo la Lynch molti di questi postano contenuti sui social network affinché possano leggerli amici e follower, e ciò aiuta le persone stesse a sentirsi libere. Al contrario di quanto possa accadere sapendo che qualcuno al di fuori del circolo di contatti possa leggere ciò di cui si sta parlando.

Violazione della privacy o non violazione della privacy? Questo è il problema!  A tal riguardo ricordiamo che anche Google sta procedendo al cambiamento della propria normativa, che diventerà ufficiale dal 1° Marzo 2012.

Nel frattempo l’Unione Europea si accinge a delineare le nuovi disposizioni  in tema di protezione dei dati personali di cui si occupa il commissario per la Giustizia Viviane Reding, incentrando la manovra su due punti cardine: comunicare velocemente la sottrazione di dati sensibili e il diritto all’oblio.

Immaginatevi una gerarchia mediatica che controlla qualsiasi flusso d’informazione: stiamo parlando dei Big Media, studi cinematografici e compagnie di registrazione (Virgin, Mtv, Pixar, MGM, ecc.) che fanno a capo a 6 studi holliwoodiano (NBC, Time Warner, Fox, CBS, Sony Pictures, Disney) al di sopra dei quali vi sono 4 etichette major (Universal, EMI, WB, Sony BMG) che a loro volta sono possedute da compagnie ancora più grandi (Disney, Time Warner, Viacom, BMG, General Electric) che controllano il 90% dell’ordine mediatico degli Usa. Tutte queste sono rappresentate da due lobbies come la  Recording industry association of America (RIAA) e la Motion Picture Association of America.

Per avere uno spunto di riflessione vi proponiamo il seguente video che riproduce un documentario contemporaneo:  ‘Rip! A remix manifesto‘. Diretto da Brett Gaylor e che delinea una cultura  del public domain, contrapposta a quella del copyright. 

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=etxLteFUq00′]

Che dire? Miei cari Watson(s), la faccenda è tutt’altro che elementare

Fiat Panda e UniCredit, gli spot "salva-Italia"

Una tranquilla sera di Gennaio mi sono trovato a guardare, per la prima volta uno dopo l’altro (la pianificazione di La7 era proprio questa), gli ultimi due spot di Fiat e UniCredit. Il primo per l’aumento del capitale e il secondo per presentare la nuova Fiat Panda.

Già dai primi secondi dei due spot ci si rende conto che c’è qualcosa che li unisce : il tricolore. Nello spot UniCredit al 6° secondo  mentre in quello Fiat lo ritroviamo al 10° secondo.

La musica nei due spot, un crescendo che non si sa bene a cosa aspiri, crea un clima di attesa e predispone all’ascolto attento delle parole delle due voci narranti. Anche in questo caso per entrambi gli spot si è scelto di rivolgersi a voci dal tono serioso (nel caso di FIAT dell’attore Ricky Tognazzi).

Ma proviamo ad analizzare i due spot singolarmente:

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Transcript Fiat: “Ma quante italie conosciamo? Quella dell’arte, quella della grande inventiva, quella del talento costruttivo. Quella del paese pittoresco, quella dei giovani che cercano un futuro o quella capace di grandi imprese industriali. Noi possiamo scegliere quale Italia essere. E’ il momento di decidere se essere noi stessi o accontentarci dell’immagine che ci vogliono dare. Questo momento è quello di ripartire, ripartire nell’unico modo che conosciamo. Con il nostro lavoro e mettendoci alla prova. Perché in Italia ogni giorno c’è qualcuno che si sveglia e mette nel suo lavoro il talento, la passione, la creatività ma soprattutto la voglia di costruire una cosa ben fatta. Le cose che costruiamo ci rendono ciò che siamo. Nuova Fiat Panda, questa è l’Italia che piace”.

Nello spot si cerca di caricare emotivamente il lancio di un’autovettura come tante altre. Il modello di certo non convince per un design innovativo, forse anche meno del modello ad essa precendente; punti di vista, direte in molti, beh allora analizziamo i contenuti dello spot.

Le prima domanda che all’interno dello spot si pone è: “Ma quante italie conosciamo? Nella risposta la voce fuori campo elenca alcune delle peculiarità che rendono molti di noi orgogliosi del paese in cui viviamo (arte, talento e inventiva) e inaspettatamente a tutte queste viene contrapposta semanticamente la “capacità di grandi imprese industriali” (introdotta da una “o”, particella disgiuntiva per eccellenza). Forse che bisogna rinunciare ad una di queste italie?

Lo spot continua lodando la professionalità, la creatività e la passione italiane e sembra quasi di trovarci davanti una comunicazione corporate più che una relativa al prodotto. Arriva poi un punto in cui la voce fuori campo mette in atto un embrayage attanziale, sdoppiandosi convenientemente in un ‘noi azienda’ ed in un ‘noi italiani’ al contempo:  “Questo momento è quello di ripartire, ripartire nell’unico modo che conosciamo [chi, noi o la Fiat?]. Con il nostro lavoro [della Fiat o dell’Italia?] e mettendoci alla prova [chi noi o la Fiat?]. A secondo 50 vediamo per la prima volta in schermo la nuova Panda seguita dall’immagine dell’uscita autostradale Pomigliano Sud.

Da questo punto in poi l’attenzione va agli operai dello stabilimento campano: “Perché in Italia ogni giorno c’è qualcuno che si sveglia e mette nel suo lavoro il talento, la passione, la creatività ma soprattutto la voglia di costruire una cosa ben fatta”. Diversi i riferimenti alla regione, dalla Panda che sfreccia a Napoli in via Caracciolo agli squarci di costiera Amalfitana.

Cosa hanno voluto comunicare con questo spot? Da parte mia credo che lo spot tenti, attraverso il racconto delle vite degli operai di Pomigliano, di convogliare l’attenzione verso il prodotto [ERRORE DI MARKETING N°1]. Ad un certo punto da potenziale cliente ho la sensazione che dalla mia scelta di comprare o meno l’autovettura dipenda la vita e il futuro dello stabilimento. Una sensazione di forzatura, una mancanza di rispetto che mi porta in un limbo da cui ne uscirò di sicuro senza una Panda.

Molti da un lato hanno apprezzato l’originalità dello spot, dall’altro quest’ultima è stata messa in dubbio dalla sua comparazione con lo spot che Chrysler (gruppo FIAT) adottò per il lancio 2011 della Jeep Grand Cherokee.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=Mi0SbrrGaiw’]

Fino a che punto è opportuno, in un momento storico come quello che stiamo vivendo oggi, appellarsi ai clienti e al loro sentimento nazionale?Le regole e le abitudini consolidate in questi anni di marketing possono essere sospese a causa della crisi?

A mio parere no, e anche nel caso dello spot UniCredit il ruolo del cliente (potenziale) viene esaltato eccessivamente a salvatore della patria e protettore del tricolore. In questo spot si parla addirittura di “azioni concrete”, termine a cui siamo abituati per quanto riguarda tutta la comunicazione delle fondazioni no profit o di beneficienza. Stiamo invece parlando di una banca e del suo aumento di capitale.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=3toYIun_UWE’]

 

E voi lettori cosa ne pensate di questi due spot?

Nuova Twingo: le immagini della serata "Mix your style" al Macro

Nuova Twingo: le immagini della serata "Mix your style" al Macro

Presentazione coloratissima quella della nuova Renault Twingo: al Macro Pelanda di Roma, due giorni fa, la serata “Mix your style” ha portato con sè un misto di creatività, colori e idee.

Pronti per vederle insieme? 🙂

Le Twingo presenti erano molte, una per ogni stile. Fashion, Lovely, Xtreme, Burn, Glam e Devil!

Nuova Twingo: le immagini della serata "Mix your style" al Macro

Nuova Twingo: le immagini della serata "Mix your style" al Macro

Su tutte però spiccavano le creazioni di due “artisti”: al centro della sala la Twingo rivisitata da Dzine (uno dei maggiori esponenti dell’arte postmoderna) mentre in fondo quella di Davide Scabin (lo chef “innovatore”). Che ne dite, riuscite a riconoscerle?

Nuova Twingo: le immagini della serata "Mix your style" al Macro

Nuova Twingo: le immagini della serata "Mix your style" al Macro

Nuova Twingo: le immagini della serata "Mix your style" al Macro

Nuova Twingo: le immagini della serata "Mix your style" al Macro

In occasione del lancio, Renault ha fatto partire un contest chiamato appunto “Mix your style”. Il contest prevede la rivisitazione della nuova Twingo, senza limiti di creatività. Avete tempo fino al primo marzo per partecipare (regolamento sul sito della Twingo) con il vostro lavoro, e vincere (premi davvero molto interessanti)!

Per chiudere, un piccolo video della serata:

Un calendario sul desktop: 10 sfondi creativi per Febbraio

Anche questo mese Smashing magazine ha affidato la creazione dei desktop wallpaper calendars a creativi provenienti da tutto il mondo e Ninja Marketing non poteva che continuare a omaggiare la simpatica iniziativa proponendovi una selezione dei 10 migliori sfondi!

Ognuno di essi può essere scaricato gratuitamente nella versione con o senza calendario, e in diverse risoluzioni, attraverso i link sotto ogni foto.

Pronti a cambiare il look del vostro desktop per il mese di Febbraio?

1. Hot Drinks

“Quale bevanda sceglierai per sentirti meglio durante la stagione fredda?”
Progettato da Agathe Altwegg, dalla Francia.

Con calendario: 320×480, 1024×768, 1280×800, 1440×900, 1680×1200
Senza calendario: 320×480, 1024×768, 1280×800, 1440×900, 1680×1200

2. Mr. & Ms. Nice

Progettato da Diana Morgado, dal Portogallo.

Con calendario: 1024×768, 1280×800, 1280×1024, 1440×900, 1680×1050, 1920×1080, 1920×1200, 2560×1440
Senza calendario: 1024×768, 1280×800, 1280×1024, 1440×900, 1680×1050, 1920×1080, 1920×1200, 2560×1440

3. Heart On A String

“Per i romantici senza speranza che lasciano che gli altri giochino con il loro cuore.”
Progettato da Jacob Giesler, dagli Stati Uniti.

Con calendario: 1280×800, 1440×900, 1680×1050, 1920×1080, 1920×1200, 2560×1440
Senza calendario: 1280×800, 1440×900, 1680×1050, 1920×1080, 1920×1200, 2560×1440

4. Be Mine

Progettato da Sandi | Pop Up Factory.com, da Toronto, ON, Canada

Con calendario: 1024×768, 1280×800, 1366×768, 1440×900, 1680×1050
Senza calendario: 1024×768, 1280×800, 1366×768, 1440×900, 1680×1050

5. It’s The Love Signal

“Irradiamo l’universo del nostro amore!”
Progettato da Lew Su-ann, dal Brunei Darussalam.

Con calendario: 800×600, 1024×768, 1152×864, 1280×800, 1280×960, 1400×1050, 1440×900, 1600×1200, 1680×1050, 1920×1200
Senza calendario: 800×600, 1024×768, 1152×864, 1280×800, 1280×960, 1400×1050, 1440×900, 1600×1200, 1680×1050, 1920×1200

6. Lock Your Love

“Febbraio è il mese delle coppie e dell’amore, così se avete una persona speciale nella vostra vita, allora questo sarebbe il mese perfetto per dimostrarle quanto l’amate!”
Progettato da Gromuls Rihards, dalla Lettonia.

Con calendario: 1024×768, 1280×800, 1280×1024, 1440×900, 1680×1050, 1920×1200
Senza calendario: 1024×768, 1280×800, 1280×1024, 1440×900, 1680×1050, 1920×1200

7. All You Need Is Love

“I Beatles hanno detto la cosa migliore! L’amore è tutto ciò che serve.”
Progettato da Allison Brown, dal Canada.

Con calendario:1024×768, 1024×1024, 1280×800, 1280×1024, 1440×900, 1680×1050, 1920×1080
Senza calendario: 1024×768, 1024×1024, 1280×800, 1280×1024, 1440×900, 1680×1050, 1920×1080

8. Fight For You

“Questo San Valentino dovremmo lottare per quelli che amiamo.”
Progettato da Tonie Tannous dal Libano.

Con calendario: 1440×900, 1680×1050, 1920×1080, 1920×1200, 2560×1440
Senza calendario: 1440×900, 1680×1050, 1920×1080, 1920×1200, 2560×1440

9. Ice Melted

“Il ghiaccio si scioglierà presto”.
Progettato da Yank, dalla Francia.

Con calendario: 640×480, 800×600, 1024×768, 1280×1024, 1600×1200, 1920×1200
Senza calendario: 640×480, 800×600, 1024×768, 1280×1024, 1600×1200, 1920×1200

10. Love Is In The Air

Progettato da Andreas Sofantzis, dalla Grecia.

Con calendario: 1024×1024, 1280×720, 1680×1050, 1920×1080, 1920×1200
Senza calendario: 1024×1024, 1280×720, 1680×1050, 1920×1080, 1920×1200

Come potete notare, gli innamorati questo mese hanno l’imbarazzo della scelta! Per tutti gli altri… penso che dovremo aspettare il mese prossimo! 😀

Ricordate che, se siete artisti o creativi e volete partecipare all’iniziativa, Smashing magazine vi offre l’opportunità di farlo! Tutte le istruzioni a questo link.

Stampare 1 anno di status Facebook? Servono 11,5 bilioni di fogli di carta! [INFOGRAFICA]

Online-offline: due mondi distanti… Almeno qualche bilione di fogli di carta! 🙂

Non stiamo delirando, o comunque non ancora: una stima di un retailer britannico ha calcolato quanta carta servirebbe per stampare un anno di aggiornamenti di status Facebook, nell’ipotesi che ciascuno degli 800 milioni di utenti abbia postato in media un contenuto al giorno. Il risultato? 11,5 bilioni, una cifra da capogiro: l’equivalente di più di 500 milioni di dizionari inglesi Oxford! Pensiamo anche alle spese ‘extra’: 145+ milioni di € per l’inchiostro… senza contare le ore che servirebbero per leggere gli status uno a uno.

Una bella infografica riassume tutti questi pazzi dati… Enjoy! 😉

Jalouse Magazine, la ragazza che tutte vorrebbero essere? [VIDEO]

Non proprio comune Ashley Smith, meravigliosa modella statunitense, scelta dal magazine francese di moda Jalouse come testimonial per girare un promo web.
Quello che più colpisce del video è la tecnica narrativa utilizzata: come se il regista Matthew Frost esponesse il brief del video, descrivendo cosa accade.

Le immagini scorrono fluide e la voce racconta la giornata di una “ragazza come le altre”: semplice e sexy, di una bellezza gradita agli uomini e riconosciuta dalle donne, con una spiccata personalità, ma anche smart, acculturata, forte e indipendente.

Il video è reso ancor più affascinante dal gioco di coincidenze che viene creato: il flirting con lo sconosciuto, poi rincontrato per caso, la passione di una notte e il brivido d’avventura vissuto.

Il regista resta comunque orientato sull’obiettivo e inventa un finale da copione: la vicina, un po’ voyeur, che con un pizzico d’invidia vorrebbe essere “una ragazza come lei”.
E qui compare il magazine, solo con Jalouse potrai essere me.

Il modo migliore di fare Guerrilla: 40+ esempi di successo

Il miglior modo per sorprendere è attaccare in momenti e modi inaspettati.

Questa è la filosofia del guerrilla marketing. La sorpresa e la creatività prima di tutto, senza però dimenticare l’atipicità.

Restare impressi nella mente di chi guarda è sempre più difficile, ma ci sono aziende che hanno saputo sfruttare le tecniche innovative di guerrilla per conquistarsi un posto di rilievo nella mente dei consumatori.

Qui per voi 42 esempi di Guerrilla Advertising raccolti da www.youthedesigner.com

Amnesty International: Eye tracking

Arturo Calle Fragrances

Kingston Technology: Beach

Sweet Pete’s Bike Shop: Bike Safety Cling

The Father Bob Maguire Foundation: Bins

Clue: Blood

Natural Resources Defense Council: Bus shelter

Calcutta School of Music: Learn to appreciate

Head and Shoulders: Chalkboard

Coca-Cola: New grip bottle

Dogcoach: Names promotion, Pee in the snow

Gold’s Gym: Elevator

Fisch Franke: Fish

Utah Museum of Fine Arts: Frame

Havaianas: Flower Beds

Juice Salon: Escalator

McCain Smooth-eez: Blender

McDonald’s: Fresh salad billboard

MTV Switch: Fuss

NFS (Dutch Stutter Foundation): Stutter billboard

Offsetters: Stop Global Warming

Oreo: Elevator

P&G Pantene Pro-V Anti_Dandruff Shampoo: Dandruff is not appetizing

Powerhouse Gym: Cable flys

Public awareness: Burden

Quit: Premature Ending

Pantene Anti-Breakage Shampoo: Rapunzel

Resident Evil Extinction: Elevator

 

Alteco Super Glue: Steel span wire

Superman: Elevator

Yuzu Sushi: Sushi To-Go

Tide: Stainbroidery

Tops Supermarket: Tops Net

Unicef Finland: Mom

Vick: Boogers

WWF: Paper Dispenser

darylstock.com: Watermark

WWF: Stop

 

Wymehcko: Bag Full of Beer