Social is now: l'oggi e il domani del capitale sociale delle imprese [EVENTO]


Numeri, statistiche, budget, obiettivi strategici e indici di costo, tante parole che ruotano attorno all’idea di business, di crescita, di futuro e dietro a questo grande fermento ci siamo noi, quello che in gergo viene definito il capitale umano e sociale dell’impresa.

Cos’è il capitale sociale di un’organizzazione, perchè viene considerato una leva strategica per la crescita e l’innovazione delle imprese, ed infine in quale maniera il coaching può essere usato per sviluppare capitale sociale saranno i punti salienti di Social is now, evento che si terrà martedì 17 maggio a Milano, presso Università Bicocca, in via Bicocca degli Arcimboldi 8, edificio U7- Sala Tesi.

Organizzazione e promozione dell’evento sono opera di Forma del Tempo e B-ASC (Bicocca – Applied Statistics Center Business Intelligence & Data Mining)

Forma del Tempo

La prima fiction learning factory. Nata con lo scopo di sviluppare il capitale sociale d’impresa, Forma del Tempo lavora per contribuire alla crescita delle persone, perché esse possano sviluppare nuove espressioni di sé al lavoro. L’obiettivo è misurare e sviluppare il patrimonio relazionale – il capitale sociale – che connette e dà senso al progetto organizzativo dei clienti. Tutto ciò avviene attraverso narrazioni, costruendo metafore che fanno scoprire nuove prospettive, dialogare il nuovo con la tradizione, il futuro con il presente.

B-ASC (Bicocca – Applied Statistics Center Business Intelligence & Data Mining)

Promuove e realizza l’applicazione delle metodologie statistiche all’interno delle imprese e degli enti pubblici e privati. Obiettivo fondamentale del Centro è rappresentare un punto di riferimento per le imprese e le istituzioni che intendono sviluppare un approccio statistico ai processi decisionali, avvalendosi dei metodi quantitativi ed utilizzando in modo razionale le potenzialità offerte dai sistemi integrati di elaborazione delle informazioni. Gli argomenti affrontati dal Centro riguardano le tecniche statistiche utili per analizzare fenomeni di natura economica e sociale, sia dal punto di vista descrittivo che inferenziale.

First

La giornata comincerà alle 9.30, con Knowledge Café – Dal Capitale Umano al Capitale Sociale

  • P. Bruttini, consulente di Forma del Tempo – Capitale sociale e networking mindset
  • E. Zavarrone, docente di Statistica sociale – La misura del capitale sociale: la Organizational Network Analysis
  • E. Mazzoni, docente di Lifelong learning – Oltre lo schermo: fra ordinaria realtà e lati oscuri del web
  • E. Capozzo, consulente di Wikimpresa -Uso della metafora come fattore di cambiamento 2.0

Ogni tema sarà proposto come argomento didiscussione al quale si potrà intervenire. Al termine sarà votato il top concept della sessione.

Second

Nel pomeriggio, dalle 14.30, Coach Approach – Il Coaching come strumento di sviluppo del capitale sociale

  • M. Merighi, consulente di Forma del Tempo – Il coaching per lo sviluppo del capitale sociale
  • B. Fossi, coach ICF di Forma del Tempo – Coaching, strumenti per la crescita individuale
  • G. Perrelli, AD Kiver
  • M. Lugli , coach di Forma del Tempo – Action coaching, l’apprendimento attraverso il corpo
  • R. Palmieri, Spin Doctor – Il coaching politico

I temi saranno messi in pratica dai coach presenti.

La giornata è modulare, si può quindi decidere se partecipare all’intera sessione o soltanto ad una delle due unità. L’iniziativa è gratuita, ma riservata ad un numero massimo di 80 persone.
Per aderire basta compilare il coupon.

iPhone e sostenibilità ambientale, quanto inquina il nostro device ? [INFOGRAFICA]

In questa Infografica realizzata da GeekAPhone ci sono molti dati interessanti che non possono che colpire l’attenzione.

Nel solo 2010 gli iPhone costruiti hanno contribuito a 2350 milioni di emissioni CO2 nell’atmosfera.

Per contribuire a diminuire l’impatto ambientale Apple ha lavorato sodo nel produrre un packaging più eco-friendly, creato esclusivamente con materiali di riciclo e bio-based.

Inoltre è interessante la volontà di favorire gratuitamente il riciclo dei vecchi iPhone non più utilizzati per costruirne di nuovi, il perchè ? Ben il 77% degli iPhone 4 venduti sono stati upgrade. La vita media di un dispositivo mobile è di 18 mesi, di questo passo non possiamo che approvare una spinta in questo senso, pensando a quante nuove versioni di iPhone ancora vedremo in giro prodotti anno dopo anno.

Dall’ Infografica che segue si può tuttavia notare quanto Apple ancora debba lavorare per minimizzare l’impatto ambientale del suo prodotto di punta.

Ecosia, il motore di ricerca Green

Sei un geek appassionato ma pensi anche che la tua attività possa danneggiare l’ambiente? Ecosia, il motore di ricerca che ti permette di utilizzare la rete in maniera green, potrebbe fare al caso tuo.

Nasce il 7 dicembre 2009 dall’idea di Christian Kroll sulla base di un motore di ricerca simile, creato in Nepal per raccogliere fondi per le cause sociali locali.
Sostenuto dalla tecnologia Bing e Yahoo, Ecosia permette di fare ricerche accurate compensando le emissioni di Co2 con server puliti e donando centesimi per l’ambiente per ogni click sui link sponsorizzati.
Il suo obbiettivo principale, pur non essendo un’organizzazione no profit ma una social business, è quello di raccogliere fondi per contribuire alla protezione delle foreste pluviali. Infatti l’80% dei suoi ricavati va a favore dell’ambiente, grazie anche alle sue collaborazioni con il WWF e PURE, The Clean Planet Trust.

Alcune voci della blogosfera rimarcano però alcuni punti deboli e dubbi soprattutto per quel che riguarda i server: essendo un motore di ricerca che si appoggia a Bing e Yahoo i server sono quelli delle specifiche aziende, significa quindi che Bing e Yahoo da sempre hanno server puliti e non lo gridano ai quattro venti? Potrebbe sembrare strano.
Nonostante questa piccola incongruenza però, sta di fatto che i centesimi che si accumulano per ogni click su link sponsorizzato, invece di essere incassati per gonfiare le casse della società, vanno al progetto di riforestazione.

Perché allora non proviamo, avvalendoci del beneficio del dubbio?

Non è un paese per vivi: gli zombie nella cultura dei consumi [SOCIAL TRENDS]


La fascinazione contemporanea per il non-morto non accenna a finire. A raccogliere l’eredità del vampiro arriva lo zombie. O, sarebbe meglio dire, ritorna. E lo fa con la sua tipica andatura claudicante simbolo della malinconia, del rimpianto e dell’inesorabilità della morte, elemento che pare culturalmente bandito dalle nostre società occidentali.
I morti viventi stanno diventando i protagonisti indiscussi delle narrazioni contemporanee. Dal cinema alla letteratura, dalle serie tv ai videogiochi superano i confini del genere e si rendono appetibili a un pubblico più vasto dei soli appassionati. Le storie che li vedono protagonisti, infatti, indugiano meno sull’aspetto puramente horror e splatter e utilizzano la metafora della non-morte come pretesto per riaffermare concetti di vita e umanità perduti.

I successi televisivi

E così gli zombie sono prepotentemente tornati in tv, dapprima con la miniserie inglese Dead Set, trasmessa nel 2008 dal canale E4, e poi con la più recente (AMC, 2010) serie americana The Walking Dead, un successo planetario.
La prima è ambientata nella casa del Grande Fratello che, la sera dell’ultima puntata dello show, viene invasa da famelici morti viventi, a ricordarci con humor nero e intuizione tipicamente britannici quanto la nostra società venga letteralmente divorata dalle masse non-pensanti da essa stessa prodotte.
Dai contorni più epici la seconda, adattamento televisivo della pluripremiata e omonima serie a fumetti. In uno scenario post-apocalittico, abilmente reso dal regista Frank Darabont, uno sparuto gruppo di sopravvissuti è costretto a fare i conti con la ridefinizione del “nostro ruolo nella società” e con “quello della nostra società nel mondo” per dirla con le parole di Robert Kirkman, autore del fumetto.
E mentre è in preparazione la seconda stagione, sono almeno altre due le serie che approderanno a breve sul piccolo schermo: Awakening, del canale CW (lo stesso di Vampire Diaries) e Zombies vs Vampires della NBC, storia dal risvolto comico/grottesco dove i non-morti sono civilizzati grazie a un farmaco.

Immagine tratta da "The Walking Dead" AMC 2010

 

Mentre, ad Hollywood…

Il grande schermo non resta a guardare. Stando a notizie recenti, Michael Bay produrrà l’adattamento cinematografico della storia a fumetti Zombies Vs. Robots che si intitolerà Inherit The Earth. Ed è in lavorazione Orgoglio e Pregiudizio e Zombie, riduzione per il cinema dell’omonimo romanzo di Seth Grahame-Smith, caso letterario del 2009 che rivisita in chiave undead il celeberrimo capolavoro di Jane Austen.

Immagine tratta dal fumetto "Zombies Vs. Robots"

Riadattamento della copertina del libro "Orgoglio e Pregiudizio"

 

E da qualche anno a questa parte si moltiplicano nel mondo le zombie walks (il prossimo 22 maggio sarà la volta di Milano), raduni di persone abbigliate e truccate da cadaveri ambulanti che invadono strade e luoghi pubblici. Una sorta di rito collettivo che in modo scanzonato mette in guardia l’inconscio contemporaneo da cosa si rischia di diventare.

Nei consumi

Il mondo delle merci non è immune al contagio. Zombie Blood Caffeinated Energy Potion è l’energy drink  al gusto di lime e dal packaging “ospedaliero” prodotto da Harcos che promette forza sovrumana e zero rischio di infezione.
Che sia vero o no, il sentore di apocalisse imminente è palpabile. E c’è chi si attrezza. Realizzata dall’architetto Robert Konieczny in un piccolo villaggio alla periferia di Varsavia, la Safe House è una casa che all’occorrenza si trasforma in una fortezza impenetrabile estendendo all’intera abitazione il concetto della cinematografica panic room. La costruzione, infatti, dalle linee geometriche e minimaliste, può chiudersi completamente in se stessa grazie ad apposite strutture semoventi, trasformandosi in un solido nero senza aperture e completamente liscio.
A prova di zombie, insomma.

Alessia Zampano

Attenti a quel twittero: un "uccellino" racconta le assise Confindustria

Gli uccellini, si sa, sono sempre forieri di notizie indiscrete. E ai tempi di Twitter, più che mai. Un anonimo imprenditore – il cui nickname su Twitter è proprio Limprenditore – ha iniziato a twittare a raffica notizie, indiscrezioni e osservazioni sull’ultima assise di Confindustria. Dov’è la notizia? Sicuramente nel fatto che la riunione indetta dagli industriali era a porte chiusissime, interdetta a chiunque, specialmente ai giornalisti. Avremmo saputo solo quello che Confindustria avrebbe voluto farci sapere, limato, rielaborato e  confezionato apposta per i media.

Ma Limprenditore non ci sta e ci racconta in 140 caratteri ogni intervento, ogni particolare, taggando i suoi tweet con #assise: “Maggiore attenzione al fisco per le imprese. Superare l’Irap, deducibilità interessi e coefficenti ammortamento” ma anche “arrivato (mi si nota di più se arrivo in ritardo) Montezemolo con codazzo di gente”. Ovviamente tutti cercano di capire chi sia la talpa (anzi, l’uccellino) ma la questione diventa più profonda.

Può un social network come Twitter abbattere delle barriere antidemocratiche? Senza sconfinare nell’importanza che hanno avuto i social nei paesi nordafricani, come strumenti integranti della lotta per la democrazia, sicuramente in un Paese come il nostro i social network possono aiutare ad abbattere il muro di gomma che separa le stanze dei bottoni e le persone comuni.

Riuscite ad immaginare cosa potrebbe accadere se un militante si mettesse a twittare durante una direzione di partito? O se un parlamentare lo facesse durante una riunione di commissione? L’importanza dell’accesso alle informazioni da parte di un pubblico naturalmente incline all’innovazione, come quello che popola Twitter, potrebbe avere effetti immediati sia nel coinvolgimento riguardante certe tematiche sia nel modo di trattarle e affrontarle. Sostanzialmente senza filtri.

Ma la comunicazione a filtro minimo spaventa tantissimo quelle sovrastrutture che di filtri si nutrono, in primo luogo i partiti politici, che potrebbero vedere vanificati in 140 caratteri gli sforzi di anni, impiegati nella costruzione della propria immagine. O trovare la chiave di volta per abbattere definitivamente i muri che li separano dall’elettorato e dai cittadini.

Lo scenario proposto, forse, è fantascientifico. Giovani militanti armati di smartphone potrebbero fare un gran danno al gotha. E forse un gran bene a tutti gli altri.

Halo Deliver Hope: un'anteprima davvero realistica [SPECIALE WEBBY AWARDS]

Il trailer di Halo “Deliver Hope” candidato ai Webby Awards 2011 e realizzato in live action , inizia con Noble Two in corsa per portare l’ordigno  nella stiva dell’incrociatore Covenant e porre finalmente fine al conflitto .

Nel corto possiamo intravedere altri personaggi noti di Halo come  Jeorge con la sua Minigun o June con il suo fucile di precisione .

Il filmato si conclude con il sacrificio di Spartan Thom-230 (Noble six) che rinuncia alla sua vita per concludere la missione e portare la pace.

Viaggiare con l'iPad nell'Epos… a bordo del tuo tablet

Se pensavate che i dispositivi mobili e le le relative apps si “limitassero” allo svago (nel senso più leggero e meno impegnativo del termine) e all’utilità (nel senso più pragmatico e concreto), ve ne presentiamo una che vi farà certamente ricredere. Si chiama Imaging the Iliad, e più che un’app è un emozionante viaggio nel tempo, un tuffo in un passato oltremodo remoto e , che ha la peculiarità di far sentire privilegiati i fruitori appassionati dell’epos e, di conseguenza, dell’intramontabile pilastro della letteratura greca: l’Iliade di Omero.

Imaging the Iliad, infatti, non è solo una semplice trascrizione di uno dei due poemi epici più famosi al mondo, ma si tratta della versione per iPod e iPad della copia più antica giunta fino a noi, del testo omerico in lingua greca antica, al quale è stata aggiunta la traduzione inglese a fronte. Ciò che rende speciale questa versione guerra di Troia, è il fatto che il manoscritto originale poteva (prima dell’uscita nell’app store), essere ammirata solamente da una manciata di persone all’anno (per lo più addetti ai lavori), a causa della sua estrema deperibilità e fragilità.

Per questo motivo, dandoci una straordinaria testimonianza di come il web e le nuove tecnologie possano ridurre le distanze ed abbattere barriere della natura più svariata, alcuni ricercatori dell ‘Università del Kentucky, Università di Houston, Università della Santa Croce, Furman University, e Brandeis University, in collaborazione con il Centro di Harvard per gli Studi Ellenici, si sono riuniti a Venezia, nella biblioteca Marciana che conservava il manoscritto denominato “A Venetus” (risalente al II secolo a.C.) da 500 anni, sostanzialmente nascosto, ed hanno deciso di digitalizzare questo tesoro, per poterlo divulgare  e mostrarlo finalmente a tutto il mondo, senza metterne a repentaglio le delicatissime e preziosissime pagine.

Innegabile il fascino e l’attrattiva che scaturiscono dalla possibilità di un’esperienza così diretta con i “testi sacri” della letteratura, specie se si tratta di narrazioni avvincenti come quelle che riguardano la Guerra di Troia; sbirciare tra quelle annotazioni e quei caratteri dal sapore così antico è quasi surreale, magico.
Sicuramente Imaging The Iliad ci riporta  alle gesta del Pelide Achille e alla sua ira,  più di quanto abbia saputo fare la mascella di  Brad Pitt in 3 ore di “Troy” (anche se effettivamente per riuscirci sarebbe bastato anche meno).

Viaggiare nel tempo, scoprire tesori “per pochi”, leggere Omero come non l’avevate mai letto…ah, l’app-power!

{NOADSENSE}


Ps il biglietto, è gratuito 😉

 

 

 


Il pisolino aumenta la produttività: questa la teoria di Stan Richards

Se negli anni ottanta eri quello che faceva camminare i tuoi dipendenti sui carboni ardenti. Se negli anni novanta hai provato con il ping pong, il tavolo da biliardo e la carte da scopa. Se alle soglie del terzo millennio hai deciso di mettere degli skate nel corridoio affinchè i tuoi dipendenti potessero muoversi più velocemente e rilassarsi allo stesso tempo. O se ad oggi non sai più cosa fare per spremere i tuoi dipendenti, allora questo post fa per te. O anche no, ma sta a te decidere.

Stan Richards, CEO del Richards Group, nota agenzia di advertising statunitense, ha deciso di introdurre nella sua azienda il momento del pisolino pomeridiano. Si proprio così. Richards, a tal proposito, ritiene che il pisolino pomeridiano, migliori lo stato d’animo, la memoria e l’attitudine al decision-making dei propri dipendenti. E ad avvalorare questa sua tesi lancia alcuni grandi nomi di famosi cultori del pisolino pomeridiano fra i quali annoveriamo: Winston Churchill, John F. Kennedy, Ronald Reagan, Napoleon, Albert Einstein, Thomas Edison e George W. Bush.

Let's go have fun!

Ed in risposta a chi gli chiede se i suoi dipendenti possano approfittare di questo eccesso di libertà, Stan Richards risponde come solo i migliori leader possono fare: I never worry about whether I’m going to get a fair shake from the people who work here. We get great performance out of people.

E allora pronti ad allestire gli oramai obsoleti armadietti in piccole stanze per la siesta, arredate con una chaise long ergonomica, muri dipinti in bianco e la possibilità di chiudersi solo dall’interno (!!!).

Effettivamente quella di Stan Richards non costituisce una grossa novità considerato che nei paesi a forte cultura spagnola la siesta è oramai “legalizzata” da tempo. L’unica cosa che il nostro buon Richards dovrebbe chiedersi è quanto i suoi clienti (fra i più importanti contiamo Bridgestone, Games Stop e Fruit of the Loom) tutti di estrazione anglosassone possano apprezzare l’idea della siesta pomeridiana. Ma questo non sta a noi deciderlo.

Piuttosto sarei curioso di sapere cosa ne pensano i nostri ninja-dirigenti!

Una potente boccata d'aria a Roma grazie al guerrilla di Vigorsol Air

Il 1° Maggio la Vigorsol ha realizzato in una Roma affollatissima un’azione di Street Marketing.

Come?

Avete presente quella pubblicità in cui un dolce innamorato per ridurre  le distanze e la mancanza dalla sua amata invia a quest’ultima una bottiglietta con dentro il suo  tanto desiderato “respiro”… GELIDO?

A Roma un gruppo di giovani di Air Action Vigorsol, muniti del Fresh Air Blower,  hanno trasferito lo spot dalla tv alla strada fermando i passanti che si lasciavano colpire dall’irresistibile ventata di freschezza.

 

Più di 1500 immagini hanno dato vita ad una “deformata” collezione forografica reperibile sulla Air Action Vigorsol page di Facebook .

Brèves de trottoirs: Webby Award per il webdoc tra i marciapiedi di Parigi

Brèves de trottoirs è una piattaforma webdocumentario che racconta le storie straordinarie di persone ordinarie in un viaggio intimo e soggettivo attraverso Parigi. Gli autori hanno raccolto le testimonianze di vita di diversi personaggi della capitale francese a partire dai suoi marciapiedi. Un padre ballerino, un maestro di marionette senza casa, un pittore poeta e modello: Brèves du trottoir raccoglie le loro storie e le loro emozioni uniche in un’opera multipiattaforma per web e mobile.

Creata dai due autori Olivier Lambert e Thomas Salva con il supporto del canale televisivo pubblico France 3 parte del gruppo France Télévisions, il documentario dispone i racconti di vita dei personaggi su una mappa di Parigi: segmenti audio, video, racconti e foto, sono accessibili a partire dai diversi quartieri per mettere in evidenza il legame sociale con i luoghi della città che da sfondo diventano protagonisti del viaggio attraverso la capitale.

Il progetto artistico era già stato sviluppato nel 2009 ma solamente lo scorso 8 ottobre ne è stata lanciata l’ultima versione. Oltre alla nuove caratteristiche della piattaforma, in particolare la sua integrazione con i Facebook e Twitter, il documentario è stato lanciato con una programmazione settimanale: un nuovo episodio ogni settimana per 18 settimane. Prima online e in seguito sul canale regionale pubblico France 3 Paris Île-de-France.

Il webdocumentario è stato inoltre declinato anche in versione mobile su iPhone, per il quale esiste un’applicazione dedicata contente la maggior parte dei contenuti della piattaforma web.

Questi sforzi e l’indiscutibile qualità artistica e tecnica hanno valso al documentario il Webby Award nella categoria “Miglior Documentario” e il paragone con altri progetti web-based di documentario umano. Penso in particolare al celebre Interview Project, progetto documentario di simile fattura realizzato da David Lynch (vincitore del Webby nel 2010) in un viaggio attraverso gli US, e a 1 in 8 Million, collezione di ritratti lanciata dal NYT.