Ciak si gira! Gli strumenti per diventare regista con iPhone e iPad 2

Nel 2010 il regista sud coreano Park Chan-wook, autore di pellicole come Old Boy e Lady Vendetta, ha realizzato un corto di 30 minuti, Paranmanjang, interamente girato e montato con iPhone 4. La pellicola, presentata nel febbraio di quest’anno alla 61esima edizione del Festival del cinema di Berlino, ha vinto il Golden Bear per la categoria dei corti.

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Abbiamo già visto in un nostro precedente articolo la diffusione della iPhoneografia – leggi qui – possibile soprattutto grazie a supporti fisici come obiettivi e ottiche create ad hoc che permettono di scattare foto di alto livello professionale.

Nel caso della produzione di video, gli iDevice di quarta generazione, iPhone e iPod Touch, montano una fotocamera HD 720p che permette di girare già prodotti di ottima qualità, senza bisogno di ulteriori accessori.

Anche l’iPad 2 avrà la fotocamera posteriore con la risoluzione per l’alta definizione ed è per questo motivo che il suo lancio a San Francisco il 2 marzo è stato accompagnato dalla notizia che il nuovo iMovie ’11 sarà disponibile anche per il tablet Apple. Leggi qui il report dell’evento.

E’ facile immaginare che l’iPad 2 offrirà molte più possibilità agli aspiranti registi e a coloro che già lavorano nel settore, perché coniugherà la possibilità di girare video on fly a quella di editarli con uno schermo touchscreen più grande e dunque più comodo.

Qui vi proponiamo le apps da usare on set per la produzione e off set per il montaggio e l’editing finale.

Storyboards Premium
La creazione di uno storyboard è il metodo migliore per organizzare il lavoro e risparmiare tempo. Storyboards Premium, disponibile per iPad 1, ha una vasta libreria di elementi da combinare e trascinare nelle proprie inquadrature e la possibilità di aggiungere appunti e modifiche. Utile per chi non è un bravo disegnatore, permette anche di scattare una foto dal set e usarla come sfondo dello storytelling. Poi si salva in formato pdf e si condivide via e-mail.

iSlate
Non è pensabile un film senza il ciak iniziale! Per i professionisti, il clapper, la lavagnetta che da l’inizio alle riprese, serve per annotare i dati di scena, compresi quelli dell’inquadratura. L’app iSlate, disponibile per tutti gli iDevice, è finora il clapper digitale più apprezzato, perché è economico, l’inserimento dei dati è facile e la grafica è bella e realistica. E fa davvero ciak!

ProPrompter
ProPrompter è un app che trasforma il vostro iDevice in un luminoso gobbo. E se non fosse sufficiente, esistono modelli di telepromper mobili e leggeri fatti apposta per l’iPad così come potete vedere nella foto.

telepromper

iMovie e ReelDirector
IMovie ’11 per iPad, come abbiamo sopra accennato, è la novità del momento. Le caratteristiche della versione ’11 del software sono: la precisione in fase di video editing, la possibilità di avere nella timeline fino a 5 tracce audio, nuovi temi, fare lo share in HD e la condivisione immediata dei risulati sui propri social network, su Youtube, Vimeo e iTunes e su un televisore se collegato grazie ad Air Play o ad Apple Tv. Inattesa dell’aggiornamento di iMovie, per ora disponibile solo per iPhone e iPod Touch, un’altra valida e semplice applicazione per il video editing è ReelDirector, che offre una completa visualizzazione dei settings fin dall’avvio e un gran numero di transizioni tra cui poter scegliere.

imovie_ipad_2

Ecco tutte le apps di cui vi abbiamo parlato:

Storyboards PremiumiSlateProPrompteriMovieReelDirectorSplice - Video EditorMovie★Slate (Clapperboard & Shot Log)

Vi segnaliamo infine due pagine di contest per film realizzati con iPhone in cui potrete anche vedere i video realizzati da professionisti e no:

http://www.iphoneff.com/

http://www.indiefone.com/

Cosa farne della propria tesi? Personal Branding per studenti [CASE STUDY]

Cari Guerrieri,

oggi vorrei parlarvi dell’utilizzo di Pay with a Tweet nel campo del Personal Branding e lo farò attraverso un’intervista a Tiziano Tassi, che si è da poco laureato in Trade marketing e strategie commerciali presso l’Università degli Studi di Parma, con una tesi in “I Social Media nelle Politiche di Marketing delle Imprese Eccellenti“.

Quella di Tiziano, oltre ad essere una tesi molto innovativa dal punto di vista dei contenuti, lo è altrettanto anche dal punto di vista della distribuzione. Ma facciamoci raccontare direttamente da Tiziano la sua esperienza!

I Ninja intervistano Tiziano Tassi

Ciao Tiziano, puoi raccontare brevemente ai nostri lettori, di cosa parla la tua tesi?

La ricerca si focalizza sul ruolo che ricoprono i Social Media nelle Politiche di Marketing delle Aziende Eccellenti. Ho concentrato l’analisi partendo dai dati di scenario per poi dirigermi su diverse direzioni, approfondendo diverse tematiche che riguardano l’approccio ai nuovi media.

I casi che ho analizzato nella mia tesi sono 4, tutti piuttosto interessanti: si va dal caso Ducati, che avevo studiato insieme a Bernard Cova durante il mio erasmus a Marsiglia, ripercorrendo le vicissitudini e i retroscena di Desmoblog, il famoso corporate blog, passando per Alfa Romeo con l’esperienza di Alfisti.com, il Social Network costruito dall’azienda per gli appassionati del brand.

A questi due casi affini (mondo dei motori a due e quattro ruote) ho aggiunto un caso di successo di community building & management su Facebook per il brand Fissan (di Sara Lee), impattante anche per il CRM aziendale.

La tua tesi oltre ad essere innovativa dal punto di vista dei contenuti, lo è altrettanto dal punto di vista della distribuzione.

Si, credo che si possa dire così. Fin da quando riflettevo sulla tesi, e su quali argomenti farla, mi chiedevo cosa ne avrei fatto dopo. La tesi di laurea è un asset davvero importante per ogni studente, un lavoro che deve essere valorizzato e che deve dare una marcia in più alla carriera futura. Cosa potevo fare della mia tesi, oltre che cercare di prendere un buon voto di Laurea?

L’obiettivo è stato quello di fare Personal Branding adattato a misura di studente. Quindi ho pensato a come diffondere il mio lavoro: Creative Commons è stato il primo passo, ma non è bastato. Ci voleva quel qualcosa in più… E quindi perchè non utilizzare i social credit di ognuno per farmi pagare con popolarità per avere la tesi, gratuitamente? Più ci riflettevo e più ne ero convinto: l’alternativa (siti dove puoi pubblicare la tesi e farla scaricare a pagamento perchè qualcuno potesse copiarla) era davvero triste, e volevo qualcosa di frizzante, di diverso.

Non gratis, quindi: senza esborso monetario, ma a pagamento*.
Quale? Un tweet o un post su Facebook.

*In realtà, meno in evidenza, ho lasciato la possibilità di scaricarla anche senza “pagare” con il post: non mi sembrava equo escludere chi non avesse accesso ai Social Media.

Quali risultati (quantitativi) hai ottenuto dal Pay with a Tweet?

Devo ammetterlo: per me stupefacenti. Ho raccolto 482 Tweet, 98 like e 2.055 click sull’url shortato di condivisione, www.bit.ly/TesiSmm, per un totale di più di 232.000 impression e di più di 77.000 utenti unici raggiunti. Il singolo post sul blog, da Posterous Analytics, è stato letto quasi 26.000 volte.

La tesi è ancora disponibile: se vuoi scaricarla puoi farlo, pagando con un post 🙂

Possiamo dire quindi che hai utilizzato il Pay with a tweet come strumento per diffondere il tuo Personal Branding online? Quali risultati hai ottentuto in questo senso?

Si, è ciò che ho fatto. Aggiungo però che ho cercato di costruire il mio personal branding ben prima della tesi, cominciando a “valorizzare” valori ed esperienza fin dalla fine della Laurea Triennale. A questo proposito sono stati utilissimi tutti i supporti sociali che ho avuto a disposizione, per diffondere i contenuti che creavo (presentazioni, case studies, challenge, etc.).

LinkedIn, Slideshare, Twitter: tutti strumenti molto, molto usati sia in modo passivo (assorbendo conoscenza) che in modo attivo (producendola).

Dalla diffusione della tesi (Novembre 2010) ho ricevuto più di un’offerta di lavoro, da parte di aziende o di agenzie. E’ importante comunicare nel modo giusto le proprie potenzialità verso chi può essere interessato e sensibile a recepirne il valore. Se non avessi fatto il minimo sforzo di essere pro-attivo nella semplice comunicare ciò che ho fatto, molti dei traguardi che ho tagliato oggi non sarebbero mai stati raggiunti.

Grazie Tiziano! Vuoi dare un consiglio a chi sta ancora studiando?

Ho un consiglio solo: non perdete tempo durante l’Università. La competizione nel mercato del lavoro è globale, e per entrare in una grande azienda oggi non si compete più solo con il Milanese o il Romano (lo dico da fiero Emiliano Romagnolo!), ma anche con l’ingegnere indiano, laureando con una media alta, la giovane ma già esperta ragazza francese, neo-laureata in Marketing, e il talentuoso studente greco, ancora all’Università ma già in cerca di una internship a un anno dalla laurea. In questa gara vince chi è sopra all’asticella, ed è il migliore.

A dispetto di quanto si dice, però, gli studenti italiani se la cavano egregiamente nel confronto con i loro pari europei, americani o asiatici.

Abbiamo solo bisogno di un po’ più di fiducia in noi stessi.

Vi saluto con una citazione, per me significativa, ripresa da una lettera agli studenti del mio corso, scritta da un professore, Daniele Fornari:

Ognuno di voi ha una piccola grande responsabilità nei confronti degli altri studenti, dell’Università, dei docenti, ma soprattutto nei confronti della costruzione del vostro futuro. E chi si sente responsabile riesce sempre a realizzare grandi imprese.”

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[Social Network] RouletteMeeting: il social che trasforma gli incontri da virtuali a reali

I Social Network favoriscono la crescita e lo sviluppo delle relazioni interpersonali, ma non tutte poi trovano il loro riscontro nel mondo “reale” rimanendo cosi spesso relegate nel mondo del Web, dietro monitor e tastiere. Roulettemeeting, un nuovo social-game per conoscere persone e organizzare incontri, da la possibilità di contattare partner via Web riproducendo la dinamica preda-cacciatore, favorendo però la socializzazione nel mondo reale.

Pochi click per trovare il proprio partner e passare dal web al chiacchierare di fronte un drink o una cena, per divertirsi e giocare. La registrazione è gratuita, ma per invitare qualcuno ad un aperitivo o al ristorante è necessario acquistare e spendere crediti, ma questo è valido solo per gli uomini, le donne invece, come avviene per alcuni locali, giocano gratis.

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Lullaby Diesel: se ascolti questa ninnananna e ti addormenti, sei stupido!

“Hey colleghi pionieri, è ora di dormire sull’isola Diesel,
Ognuno prenda il proprio cuscino, dia il bacio della buonanotte ai propri amici,
E vada a letto ascoltando la ninnananna di oggi,
Abbiamo avuta una giornata impegnativa, molto impegnativa;
Abbiamo costruito una casa con le nostre mani
Abbiamo detto una preghiera per la baia dei Pirati
Abbiamo scelto una pecora come nostro animale domestico
Abbiamo avuto una giornata così fottutamente impegnata
Abbiamo salvato uno zingaro da un francese arrabbiato
Abbiamo inviato una mail al Papa per convincerlo che i preservativi sono grandiosi, non è come la pensa lui
Oggi è stato così intenso che ora sono davvero stanco
Domani dobbiamo disinnescare un’arma di distruzione di massa
e porre fine alla schiavitù in Asia.
Quindi è meglio andare a dormire…
…Sappiamo che il mondo di domani sarà ancora una merda
ma speriamo di poter fare ancora meglio
Dall’isola Diesel
Notte notte!”

Sono stufa, e tu? La campagna sociale CGIL per le donne che lavorano [VIDEO]

Essere donna , oggi più di ieri, significa dover conciliare molti aspetti tra cui il lavoro, la famiglia, il tempo per sé, combattendo contro maschilismo, discriminazione, carenza di servizi ;
Proprio il lavoro è una nota dolente e lo sa bene la CGIL che ha realizzato un video per porre l’accento sulla situazione lavorativa delle donne in Italia. Nel filmato alcune simulazioni dei colloqui di lavoro di cui sono spesso “vittime” le donne.

Qui sotto alcuni grafici illustrano la situazione femminile in Italia per quanto riguarda il rapporto maternità/lavoro

e per quanto riguarda i ruoli occupati dalle donne nel mondo del lavoro

Succede anche a voi?

La sedia che in ufficio non può mancare!

Ah questi giapponesi! Non finiscono mai di stupirci, le pensano proprio tutte… questa trovata è per voi studenti e lavoratori che dormite poco o niente di notte, e poi di giorno andate in giro con la stessa lucidità mentale di uno zombie.

E non è finita, perchè magari dovete anche sforzarvi di restare svegli quando vi appoggiate alla parete dell’ascensore o siete seduti alla vostra scrivania (o peggio, con la testa sul banco). Quando poi c’è una pausa, qualcuno ne approfitta per fare un riposino, ma la maggior parte delle sedie da ufficio sono abbastanza scomode e non conciliano il sonno.

Noi ninja, che stiamo sempre attenti alle tecniche segrete, abbiamo scovato questa sedia rivoluzionaria che vi renderà molto più comodo il pisolino, e vi permetterà di ricaricare le batterie. In pratica è un lettino camuffato da sedia, sul quale potrete distendervi con tanto di supporto per le gambe!

Si chiama “Chin absorbing chair” e sarà sul mercato a partire da questo aprile, al prezzo di circa 600 dollari. La potete acquistare direttamente qui.

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Se Abraham Maslow fosse vivo: la piramide dei bisogni 2.0 [e-PSYCHOLOGY]

La piramide dei bisogni di MaslowAbraham Maslow, uno dei più grandi psicologi del secolo passato, è conosciuto in tutto il mondo per i suoi studi sulla motivazione ed i bisogni umani.

In particolare è soprattutto grazie alla piramide dei bisogni, elaborata e pubblicata negli anni ’40 e ’50 del novecento, che Maslow è ricordato tutt’ora.

Lo psicologo aveva infatti ipotizzato l’esistenza di Continua a leggere

TBWA ed Henkel insieme per ripulire l'Egitto

Nonostante la difficilissima situazione politica e sociale che l’Egitto sta attraversando , è proprio da questo paese che arriva un’interessante iniziativa di Corporate Social Responsability.

Nato da una sessione di brainstorming effettuata prevalentemente al telefono dallo staff dell’agenzia TBWA (nei giorni in cui non era sicuro uscire dalle proprie abitazioni), il progetto, denominato El Balad Baladna (“Questo luogo è il nostro paese”) prende vita da una partnership col cliente Henkel.

Obiettivo primario dell’iniziativa è rendere l’Egitto un paese migliore e più pulito. Per farlo si è deciso di organizzare ogni week end, tramite Facebook e Twitter, una mobilitazione di volontari mirata a ripulire le strade di alcuni quartieri del Cairo. Il tutto è sponsorizzato da Persil e Pril (due brand di Henkel in Egitto), che forniscono tutti gli strumenti necessari per la pulizia delle strade: scope, buste per i rifiuti, pittura per i marciapiedi, camion, prodotti disinfettanti etc. Accanto alla campagna sui social media è inoltre stato diffuso gratuitamente da alcune emittenti egiziane uno spot tv che spiega chiaramente l’iniziativa.

Questo ambizioso progetto si aggiunge a quella che è una strategia di lungo termine di Henkel basata sulla sostenibilità e la responsabilità sociale. Nel 2010 l’azienda tedesca è stata consacrata al primo posto della categoria “Nondurable Household Products” del Down Jones Sustainability World Index (DJSI World).

Trovato qui.

Tutti pronti per il Live Performers Meeting 2011? [OPPORTUNITA']

Tutti pronti per il Live Performers Meeting 2011?Se ti senti un’anima errante dell’arte contemporanea, se gli epiteti che vorresti vedere accanto al tuo nome sono video performer, vj, musicista, esperto del campo del live audio video, se ti auguri un epitaffio che trasmetta ai posteri l’immagine di te come di un artista, ecco l’evento che non puoi perdere: LPM 2011.

Il 19 Maggio, infatti, va in scena presso il Nuovo Cinema Aquila di Roma, la nona edizione del “Live Performers Meeting”.

Che cos’é LPM?

Un vero e proprio meeting internazionale che fin dalla sua prima edizione offre spazi per la sperimentazione di nuovi elementi creativi, costituendosi come punto d’incontro, dialogo, e confronto tra veejay, artisti visuali, live video performers e appassionati del settore.

Al Live Performers Meeting si fa arte per arte e non nelle modalità prescritte dal mondo accademico, ma guidati dall’entusiasmo e dal divertimento derivato dalla consapevolezza che la “contaminazione artistica” dia risultati eccellenti.

Quali opportunità?

Alle quattro giornate che animeranno il maggio romano, non si assisterà esclusivamente alle esibizioni dei moderni professionisti dell’arte, di quelli che potremmo definire “arrivati”, ma si avrà l’opportunità di partecipare in prima persona ammaliando il pubblico con la propria visione artistica.

Il Meeting, infatti, offre a tutti gli artistoidi sparsi per il mondo la possibilità di presentare il proprio lavoro, che si tratti di performance av, vjing, o di qualunque altra cosa abbia a che fare con l’audiovisual art.

…nelle scorse edizioni

I progetti presentati alla platea nell’edizione del 2010 sono stati 177, tra performance, workshop e showcase provenienti da mezzo mondo. Di vero e proprio melting pot artistico si deve parlare infatti, basti pensare che nella passata edizione si sono esibiti e confrontati 301 artisti provenienti da Germania, Italia, Olanda, Francia, Israele, Svizzera, Polonia, Taiwan, Ungheria, United States, Austria, Grecia, Brasile, UK, Spagna, Repubblica Ceca, Bulgaria, Portogallo, Irlanda, Norvegia, Nuova Zelanda, Turchia e Lettonia, per citarne alcuni.

Come partecipare?

Anche quest’anno LPM offre ad ognuno degli artisti nascosti nelle pieghe della società di venire allo scoperto e offrire il proprio contributo all’evento partecipando attivamente con la propria esibizione.
Per dare la possibilità a tanti di presentare le proprie perfomance e muovere nuove proposte, il limite massimo di durata di ogni intervento è di 30 minuti.

L’adesione è libera, nel senso che non è prevista alcun tipo di censura, nemmeno quella monetaria: l’iscrizione all’evento è completamente gratuita.

Chiaramente si può partecipare anche come visitatori…non si deve essere artisti a tutti i costi!

La tua performance!

C’è solo un limite posto dall’organizzazione… il termine ultimo per iscrivervi è il 7 Marzo…quindi affrettatevi, cliccate nella sezione partecipa del sito dedicato all’evento e registratevi.

E se, come diceva Henry Longfellow, “La natura è rivelazione di Dio; l’arte, rivelazione dell’uomo” non resta che invitarvi a venire fuori, uomini d’oggi, e mostrare al mondo la vostra arte!!!

Nel rispetto dell’ideologia che è alla base del LPM, tutti i fondi raccolti saranno come sempre destinati al reperimento delle tecnologie più ambite ed innovative a sostegno dell’evento e dell’attività di ricerca in ambito live visual.

Per maggiori info: LPM 2011

Broadcastr: il social network vocale con storie geolocalizzate

Già qualche giorno fa vi abbiamo parlato di Social Network “vocali” con Blaving, oggi vi presentiamo Broadcastr, social startup di San Francisco che lunedì scorso ha aperto al pubblico il suo servizio innovativo di social storytelling. Un incontro tra Foursquare e un’audioguida fai-da-te, simile al social network AudioBoo.

Si tratta di un progetto ambizioso e innovativo che permette agli utenti di creare, condividere e ascoltare clip audio pubblicati da altri utilizzatori su una mappa interattiva. Esperienze di vita, eventi accaduti in un luogo, consigli di ogni genere, riflessioni personali, guide turistiche DIY, aneddoti su un quartiere: le voci su Broadcastr sono tante e varie.

Come funziona? Semplice: chiunque può utilizzare la versione web dell’applicazione Broadcastr o potrà usare l’app iPhone o android che permette di registrare un segmento audio e pubblicarlo direttamente su una mappa interattiva globale. I contenuti generati dagli utenti possono essere navigati usando diversi criteri, dalla location ai tag di genere, inseriti dagli stessi utenti al momento dell’upload.

Il valore dell’iniziativa quindi è completamente di natura social: da una parte il crowdsourcing creativo fa si che siano gli utenti a produrre e catalogare i contenuti che animano Broadcastr. Dall’altra parte Broadcastr è organizzato come un social network e permette agli utenti di avere degli amici, di seguire specifici utenti, di creare delle playlist e di condividere i propri e altrui segmenti audio su Facebook e Twitter.

Riprendendo la logica della brevitas che è alla base del successo di Twitter, i fondatori di Broadcastr hanno limitato la durata di ogni registrazione a 3 minuti. Quindi in teoria niente flussi di coscienza ma piuttosto delle contribuzioni puntuali e su argomenti specifici.

Ad esempio, Broadcastr ha già stipulato partnership con per curare raccolte di contributi da esplorare in relazione a un tema o una location. Ad esempio, un memorial di testimonianze dell’11/9 a Manhattan.

L’aspetto più interessante e unico del progetto che lo distingue da tutti i social networks di contenuti video e testi è certamente l’uso della voce, che permette di toccare delle note di intimità che nemmeno Twitter, Facebook e gli altri social network possono ambire a raggiungere.

Ed infatti è così che i fondatori stanno lanciando Broadacstr:

“We tweet. We blog. We YouTube. We connect on Facebook. What about our voices?”