M2C: non è chimica, ma alchimia!
A mescolarsi, infatti, non sono gli atomi, ma le essenze degli elementi.
Quali?
Tutti quelli che saranno presenti alla settima edizione del Marketing 2.0 Conference: comunicazione, marketing, advertising, sviluppo tecnologico e nuovi media, solo per citarne alcuni.
Dove?
Ancora una volta sarà la ESCP Europe University di Parigi ad ospitare uno degli eventi più attesi dai markettari doc.
Quando?
Il 28 e 29 marzo le date da ricordare.
Come?
Il programma non è ancora noto, ma saranno i leader internazionali nel campo dell’economia, della ricerca e della comunicazione a riunirsi per fare luce sugli attuali sviluppi del mondo della comunicazione, del marketing e dell’advertising.
Con un argomento a scelta, i relatori che interverranno durante la conferenza proporranno quello sul quale sono meglio preparati per essere certi ogni contributo sarà altamente qualificato e professionale.
Grazie a questo format, la formula M2C si conferma vincente!
L’obiettivo principale del M2C è lo scambio di idee, per imparare a gestire i profondi cambiamenti che ogni giorno interessano i media, il loro sviluppo e la loro applicazione. E’ da qui, infatti, che prendono avvio numerose evoluzioni nel comportamento dei consumatori e del rapporto che hanno con le aziende.
Parola d’ordine: social media!
Da tutti i punti di vista: dalla loro entrata in azienda fino al loro radicamento come parte della cultura aziendale. Pianificazione e uso delle diverse piattaforme, definizione del budget, misura delle performance, raggiungimento degli obiettivi strategici sono alcuni degli aspetti che saranno trattati attraverso le case studies, l’uso delle applicazioni e il dibattito aperto.
Con oltre 300 partecipanti da 26 nazioni anche l’edizione 2011 M2C sta prendendo forma.
Per seguirne gli sviluppi sono disponibili numerose informazioni sul sito. Immancabile Facebook.
00Ninja GuestNinja Guest2011-02-07 14:00:312011-02-07 14:00:31M2C: la formula antietà per le aziende! Parigi, 28-29 marzo [EVENTO]
Shicon è una community nata nel 2009 e già divenuta il punto di riferimento dei cool hunter di tutto il mondo.
Con una straordinaria storia alle spalle e la crescente attenzione di molti grandi brand (compresi Ducati, Disney, BiC e Bmw…solo per citarne alcuni), Shicon promette di divenire un’ampia realtà internazionale, grazie ad un impianto fortemente orientato al crowdsourcing ed allo scouting di talenti.
Io sono davvero affascinata da Shicon, dai suoi contest e della creatività che si respira all’iterno della community. Ne ho parlato anche su Nuà Mood e per questa Ninjasettimana del tribal marketing non potevo che intervistare per voi il chairman di Shicon, Enrico Aprico, che vedete sotto in foto insieme all’executive director e co-founder Michele Simonato.
Ciao Enrico, vuoi raccontare al popolo ninja cos’è Shicon?
Shicon è una community di creatività contemporanea, composta da Shining Icons. Ne fanno parte circa 4000 giovani designers da tutto il mondo, che lavorano su progetti creativi per brands e clienti istituzionali.
Shicon infatti collabora con partner e clienti di rilievo, tra cui scuole internazionali di design, moda e comunicazione, insieme ad agenzie web, marchi e imprese no-profit.
I giovani talenti arrivano su Shicon per divertirsi nella creazione di nuove idee, guadagnando col loro lavoro premi in denaro e grande visibilità. Gli utenti presentano le loro migliori idee attraverso concorsi creativi, organizzati insieme ai brands sui temi più vari nel campo della grafica, del design di prodotto e del merchandising. Le proposte sono poi commentate e discusse dagli stessi designers, e le migliori sono scelte dai clienti insieme a un team di esperti e al parere della community.
Shicon crede nel talento dei giovani e nel potere della creatività.
Oltre alla community, Shicon comprende un team di professionisti in diverse discipline, che lavora a progetti innovativi nel campo della comunicazione e del marketing.
Com’è nata questa idea?
Shicon nasce con l’obiettivo di diventare la piattaforma di outsourcing creativo di riferimento a livello globale, veicolando un nuovo modello di business evoluto per la gestione della creatività. Un modello in grado di generare una connessione virtuosa tra giovani talenti, imprese e business sociale. Per i creativi:
– vuole creare opportunità trasparenti per far sì che i giovani talenti possano confrontarsi e lavorare ad importanti progetti creativi Italiani e internazionali. Per le imprese:
– vuole creare le condizioni per permettere a dinamiche realtà d’impresa di arrivare con successo al cuore della creatività collettiva. Per il social business:
– vuole intraprendere regolarmente progetti creativi per le imprese di social business, col sostegno delle proprie risorse e con il coinvolgimento della community. Perchè ogni impresa sociale possa avere un’immagine degna della propria mission.
In cosa Shicon è diversa da altre communities di designers?
Il pensiero che ci sta dietro. E questo pensierio si chiama creatività. Shicon produce creatività contemporanea per imprese e social business, offrendo occasioni di crescita professionale ai membri della propria community.
Inoltre ha un suo modello di business “1.5”, cioè un posizionamento gestionale che colloca la piattaforma in una posizione ibrida a cavallo tra i modelli gestionali 1.0 e 2.0. Shicon è in equilibro tra il virtuale e il reale. Mentre la piattaforma e la community di Shicon sono essenzialmente virtuali, lo sviluppo commerciale e l’attivazione di partnerships strategiche procede con un piede nel mondo reale.
La domanda viene stimolata attivamente da una struttura commerciale nazionale che incentiva la comunità universitaria, le imprese e le istituzioni in modo diretto e trasparente. L’offerta risulta arricchita dal modello reticolare che consente aderenza al mercato e costante comunicazione tra virtuale e reale.
Che crescita prevedi per la community?
Gli obiettivi principali per i tre anni a venire sono:
– Sviluppare la propria comunità per arrivare a 20.000 membri, mantenendo uno standard di qualità medio-alto.
– Promuovere 60 contest il primo anno, con un incremento del 50% annuo fino al terzo anno.
– Realizzare partnerships creative con almeno 30 aziende di primaria importanza a livello globale.
– Essere presente attivamente in almeno 6 paesi nel mondo in tre anni: Italia, Inghilterra, Spagna, USA, Brasile/Argentina, India.
Il vero valore di cementazione della community di Shicon non è solo l’amore per il design ma anche la volontà di poter mettere la propria creatività a disposizione dei brand: credi dunque che il crowdsourcing sia un modello vincente?
Sì, ma deve essere ben gestito. Su questo tema abbiamo fatto lunghe e profonde riflessioni.
Crediamo fortemente nel concetto di creatività come elemento che permea la vita di ciascuno di noi come individuo e come appartente ad un sistema sociale. Dean Simonton diceva che la creatività è un continuum che va dalla picola creatività quotidiana – quella con la c minuscola – alla grande creatività con la C maiuscola dei geni, le cui idee sono rivoluzionarie.
Io dico che c’è un’altra C che sta tra gli uni e gli altri ed è la C di questa generazione “generazione C“. C come creatività, C come creatori di contenuti, C come connessioni e community, C come condivisione curiosità, C come Ctrl+C. Una generazione che non può essere liquidata con quella “X” che per lungo tempo ha indicato una mancanza di identità. Generazione C come quella che trova nei Social Networks il proprio foro di discussione.
Ci sono tre elementi che accomunano le persone creative:
1. un’inquietudine costante
2. una grande tenacia
3. grandi skills strutturate e profonde
In tutto questo il design ha un’importanza rilevante nell’evoluzione del nostro tempo. Noi, in particolare, crediamo nel concetto di design thinking:
“A process of creative and critical thinking
that allows information and ideas to be
organized, decisions to be made, situations to
be improved, and knowledge to be gained.”
Shicon ha un impianto fortemente internazionale: che sfide e che rischi offre l’apertura di una community di designer così innovativa nei vari paesi?
La community è una sola ed unica, composta da tanti giovani talenti provenienti da diverse parti del mondo. Ciò che viene localizzato è la business strategy proprio per avere:
– Una maggiore aderenza alla comunità locale, anche in funzione di strategie di networking sul territorio.
– Un’aderenza commerciale al territorio ed alle peculiari esigenze del mercato locale.
Che messaggio vuoi lasciare alla nostra community?
Un’idea nasce dalla visione di chi possiede
l’audacia per .. credervi
l’abilità per .. modellarla
la cura per .. farla crescere
la coerenza per .. sostenerla
il coraggio per .. diffonderla
Rendendola riconoscibile da chi ne abbia solo l’intuizione
Rivoluzionandone il linguaggio,
Progettando modelli innovativi
Orientando una comunicazione circolare
Elevando la sua essenza attraverso lo scambio creativo
Interconnettendo mondi distanti tra loro
Rimuovendo le catene da cui è imprigionata, per rendere il suo spirito universalmente accessibile ..
Un unico luogo d’incontro, che si chiama CREATIVITA’.
Dove poter aggredire la staticità del pensiero, sublimando le emozioni;
Dove poter scolpire opere d’arte, con nuove forme di parole e di segni;
Dove poter divenire nutrimento, per la mente e per l’anima;
Dove poterci riconciliare con l’intorno di cui siamo parte.
QUI abbiamo combattuto la forza di attrazione per liberare la LUCE del pensiero;
QUI abbiamo consacrato il TALENTO ancora inespresso;
QUI abbiamo colto il FUTURO per migliorare il PRESENTE,
QUI abbiamo trovato i codici per decifrare la CONTEMPORANEITA’.
QUI … siamo entrati in trasformazione con il nostro SPAZIO e con il nostro TEMPO per raggiungere una nuova DIMENSIONE: questa dimensione si chiama SHICON.
E questo è solo l’inizio…
Grazie Enrico!
Designers avete trovato una casa: Shicon, “creative solutions from design talents”.
E se volete saperne di più sulle dinamiche di gestione delle communities e sul marketing tribale, non perdete l’appuntamento con la Ninja Academy in Tribal Marketing & Trend Research!
L’appuntamento è a Milano, il prossimo 18 e 19 febbraio. E se voelte provare a vincere uno degli ingressi gratuiti ricordatevi di partecipare al nostro Ninja Candy!
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00ZatokihZatokih2011-02-07 12:00:282011-02-07 12:00:28[TRIBAL] Shicon: la community per creative designers. Intervista ad Enrico Aprico
Per noi di NinjaMarketing questa sarà la “Settimana del Tribal Marketing” e in quest’articolo vedremo in che modo esso sia legato al mondo delle startup. Per fare ciò vi racconterò la storia di Cace Technologies, una startup italiana (con base statunitense) che qualche mese ha raggiunto l’acquisizione anche grazie al supporto della comunità open source.
Il legame tra il Tribal marketing e le Startup
Chi conosce un po’ queste realtà sa bene quanto sia importante, ma allo stesso tempo difficile, in questa fase di creazione dell’impresa, raccogliere attorno al proprio servizio/prodotto una comunità di utenti. Spesso queste community assumono la forma di vere e proprie tribù per diversi motivi:
gli utenti che ne fanno parte seguono con assiduità lo sviluppo del progetto;
in alcuni casi essi prendono parte attiva diventando per esempio i beta tester del progetto;
i fondatori della startup cercano di instaurare con la propria community di utenti un rapporto basato su principi quali la trasparenza e l’aiuto reciproco;
gli utenti che non prendono parte attiva nello sviluppo del servizio/prodotto, in alcuni casi si limitano ad avere il ruolo di ambasciatori;
Ciò permette alla startup di espandersi in maniera molto veloce e soprattuto a livello globale. Allo stesso tempo la difficoltà sta nel gestire questo tipo di meccanismo stando per esempio attenti a non utilizzare in modo aggressivo la propria community di utenti, o pensare che ci si possa approfittare di queste persone.
E’ indispensabile creare un rapporto di fiducia con loro e ultima cosa, non meno importante, al centro di tutto c’è il servizio che si offre. Se questo non funziona non c’è community che tenga, ammesso che si riesca a costruirla con un servizio poco utile o scadente.
Vediamo ora cosa è successo a Loris Degioanni e il suo team!
Qualche parola sulla storia di Cace Technologies
Cace Technologies è una ex startup (a breve vi spiego perché ex) fondata da Loris Degioanni con il contributo indispensabile di un gruppo di ex studenti del Politecnico di Torino. Non mi dilungo molto sul percorso, anche perché ci sono diversi articoli che ne parlano e di cui vi metterò il link alla fine dell’articolo.
In modo molto sintetico, Loris realizza una tesi di laurea finalizzata allo sviluppo di WinPcap, ovvero la libreria di cattura usata da Wireshark (un software open suorce per il monitoraggio del traffico di dati) e molti altri tool simili. Wireshark invece è stato creato da Gerald Combs, il quale successivamente avrebbe lavorato anche per Cace Technologies.
Con il passare dei mesi il numero di persone della comunità open source che si appassiona e utilizza WinPcap cresce velocemente fino a diventare un punto di riferimento per una modesta nicchia di persone. Ciò ha giovato sicuramente nel motivare Loris e la sua squadra a continuare a lavorare sul progetto.
Successivamente Loris inizia un dottorato presso il Politecnico di Torino e durante questo periodo ha la fortuna di trasferirsi negli Stati Uniti per lavorare preso la UC Devis, eccellente centro di ricerca e università di una piccola cittadina molto vicina alla Silicon Valley. Dopo un periodo di consulenza nel settore dell’avionica, in particolare nel monitoraggio del traffico dati del progetto Boeing 767, Loris decide di creare la società Cace Technologies, il cui scopo è riassunto dal payoff “Enhance the Wireshark Experience“.
Al centro del loro business model c’è appunto Wireshark. Come capita in molti progetti open source, il business deriva dalla vendita di servizi che aggiungono valore al software open suorce e con il passare del tempo Cace diventa uno dei maggiori sponsor del progetto Wireshark.
Come è finita questa storia?
Ora Cace Technologies non esiste più 🙂 perché da circa tre mesi è stata acquisita da Riverbed, una grande società americana quotata in borsa leader nel settore in cui operava la società di Loris. Al momento dell’acquisizione Cace aveva circa 30 dipendenti e una comunità open source stimata a circa 5 milioni di utenti (~500k download al mese) e molte migliaia di clienti paganti.
Cito inoltre una parte del comunicato stampa apparso sul sito di Riverbed al momento dell’acquisizione che mi sembra particolarmente significativo:
In addition to developing network analysis solutions, CACE is the sponsor of the award-winning Wireshark and WinPcap open source tools, the world’s most widely used tools for network traffic capture and analysis. The Wireshark community has millions of users and more than 400,000 downloads a month. “Riverbed understands the strong, independent and community-driven nature of Wireshark. We are dedicated to keeping Wireshark open and will continue with a strong commitment to the community as it continues to guide and develop the product just as it has in the past,” added Kennelly.
Tre domande al fondatore di Cace Technologies
Concludo l’articolo con qualche tre piccole domande a Loris, che ringrazio personalmente per il contributo.
(Quanto credi sia importante per una startup avere l’appoggio di una community di utenti così attiva?)
L’importanza di una solida community dipende prima di tutto dal tipo di mercato in cui una startup opera. Prendiamo per esempio il mondo del web: li’ la community e’ una componente necessaria e a volte sufficiente per arrivare successo.
Anche in mercati piu’ tecnici come quello dove ha operato CACE,la creazione di “comunita’ di utenti” e’ estremamente importante: il modello open source velocizza e rende meno costoso lo sviluppo e il testing del prodotto; un sito web con molti visitatori sostituisce (all’inizio) e poi complementa (dopo il boostrap) una costosa infrastruttura di marketing e vendite; il brand di un tool conosciuto da tutti (Wireshark nel nostro caso) aumenta la credibilita’ e quindi facilita il business. Tutte cose che per una startup fanno la differenza fra prosperare o morire.
(Ci sono delle regole “etiche” da rispettare? In che modo dal punto di vista operativo ci si fa apprezzare da una community come quella opensource?)
Assolutamente si.
Gli utenti devono potersi fidare dell’ente commerciale dietro un progetto open source, altrimenti il progetto non decollera’ mai. La ditta deve essere uno “sponsor”, non la “proprietaria” del progetto.
La regola d’oro e’: supportare, ma lasciare la massima liberta’ e controllo a chi partecipa su base volontaria.
Anche la licenza e’ importante. Licenze software “virali” come la GPL sono estremamente problematiche dal punto di vista del business, ma garantiscono a chi contribuisce che il suo lavoro rimarra’ disponibile per tutti e supportato. Di conseguenza incentiva i contributi da parte di volontari.
(3. In che modo wireshark ha contribuito al successo di Cace?)
La mission aziendale di CACE era “Enhance the Wireshark Experience”. L’intera strategia della ditta e’ stata basata sul complementare il tool Open Source. Penso che non serva altro per spiegare quanto fondamentale Wireshark sia stato.
Vi lascio con una video-intervista fatta a Loris Degioanni durante un evento di Mind The Bridge. Ve la consiglio perchè contiene dei consigli davvero preziosi! Alla prossima!
00SputnikSputnik2011-02-07 11:00:352011-02-07 11:00:35Tribal Marketing e Startup, un connubio indissolubile: il caso di Cace Technolgies
alzi la mano chi tra voi affezionati lettori di Ninja Marketing è anche un WIRED follower! 😉
Già l’anno scorso WIRED Italia si era fatto promotore dell’iniziativa Internet For Peace – #I4P, per candidare Internet a Nobel per la Pace.
Quest’anno WIRED Italia ha lanciato la campagna Sveglia Italia per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della proposta di inserire il diritto alla Rete nella Costituzione Italiana.
Il testo dell’art. 21 bis (“Tutti hanno uguale diritto di accedere alla Rete…“), scritto da Stefano Rodotà, è diventato il disegno di legge n.2485, sottoscritto da sedici senatori e sottoscrivibile su internetcostituzione.it.
Nel login del mese scorso “Un giorno faremo la rivoluzione (intanto liberiamo una piazza)” il dir @riccardowired (Riccardo Luna – direttore di Wired) ci raccontava come Piazza Cadorna di Milano è diventata una piazza “liberata” grazie ad una connessione alla rete accessibile a tutti.
E’ stato proprio il dir a concludere il login di WIRED con questa frase: “E se volete da allora chiamatela piazza Wired […]”. Ed ecco che il gruppo creativo Guerrilla Mktg lo ha preso proprio in parola! Guardate un pò l’azione di Street/Guerrilla Marketing che hanno realizzato:
***
CLICCA QUI o QUI o per ulteriori immagini di Piazza WIRED!
Ringrazio Alessandro Del Re di Guerrilla Mktg per (la fantastica idea e per) la segnalazione!! 😀
Sveglia Italia! Be Ninja, Be WIRED! 😉
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00SilviaSilvia2011-02-07 10:00:182011-02-07 10:00:18Sveglia Italia! Piazza WIRED, la campagna di Guerrilla Marketing
Siamo alle porte della festa degli innamorati e se state cercando un regalo tenero “non convenzionale” per la/il fidanzata/o non dovete fare altro che rivolgervi al leader delle praline colorate: m&m's
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Siamo alle porte della festa degli innamorati e se state cercando un regalo tenero “non convenzionale” per la/il fidanzata/o non dovete fare altro che rivolgervi al leader delle praline colorate: m&m’s. La famosa azienda statunitense per San Valentino ha pensato bene di far regalare ai partner di tutto il mondo i “bottoncini” di cioccolata personalizzati, con una dicitura d’amore o un nome.
Come regalare le m&m’s personalizzate?
Basta accedere al sito per confezionare il dolce regalino; compilando il form, m&m’s calcola l’arrivo previsto, evitando un no show indesiderato.
Abbiamo più volte ripetuto l’importanza delbrand nell’attuale società, un brand che emoziona e che veicola messaggi carichi di senso, ma mai vi avevamo parlato di un brand che diventa “testimonial” di una vostra emozione unica e sentimentale.
Attraverso questa operazione, il brand m&m’s si dimostra più vicino ai consumatori, dando vita ad una relazione, seppur effimera con il proprio mercato, fidelizzando il legame emotivo con le giovani coppie e non solo.
00SutsukaiSutsukai2011-02-07 09:00:442011-02-07 09:00:44Come personalizzare gli M&M's: consigli per un dolce San Valentino
Dalle 15 il sito Governo.it è sotto attacco DoS, la negazione del servizio che era stata protagonista anche per Wikileaks. Come da Comunicato Stampa (insolito un attacco “annunciato”) il network hacker pro-Wikileaks ha cominciato l’attacco circa 20 minuti fa (ore 15 circa, con Twitter di nuovo mezzo principale per diffondere il messaggio).
Questo il comunicato stampa:
Nel comunicato qui sopra si legge che “bisogna difendere le libertà fondamentali dell’uomo. E gli “Anonymous” sono in prima linea per questi diritti”.
Ancora: “il Governo italiano ha tra le sue priorità quelle di censurare il web, di rendere la giustizia uno strumento iniquo, di favorire la prostituzione (anche minorile), di praticare oscuri rapporti con la mafia, di corrompere e manipolare l’informazione per fini personali. Una situazione insostenibile per il popolo italiano”.
Gli Anonymous sono contro la guerra e difendono la libertà, senza violenza.
E’ ora di difendere la libertà e combattere le ingiustizie.
Questo l’altro tweet di “conferma” dell’attacco:
Il sito è raggiungibile a tratti.
Hashtag per monitorare la situazione: #opitaly #Anonymous
Secondo “Il Sole 24 Ore” il blitz degli Anonymous è stato respinto: la Polizia postale ha spiegato di essere a conoscenza della possibilità dell’ attacco informatico e di aver avvertito gli amministratori del sito per le contromisure per evitare l’oscuramento. Contromisure che, evidentemente, hanno sortito il loro effetto: l’attacco al sito del Governo italiano c’e stato, fanno sapere dalla Polizia Postale, ma finora non è stato di intensità tale da produrre il blocco del servizio.
UPDATE 2 (12-02)
Gli Anonymous colpiranno di nuovo. Domani 13 febbraio, alle 13, ci sarà di nuovo un attacco. Nel comunicato stampa, che vi mostriamo qui sotto, viene menzionata l'”Operation Italy part 2” con Target “Sorpresa“. Verrà attaccato di nuovo il sito Governo.it?
UPDATE 3 (13-02, ore 10)
Il sito Camera.it non è raggiungibile. Questo il target dell’attacco a sorpresa degli Anonymous?
UPDATE 4
Stavolta qualcosa è cambiato. Da comunicato stampa si poteva leggere le 13 come ora dell’attacco a sorpresa. Invece già dalle 10 era stato predisposto l’attacco a camera.it.
Meno prevedibili questa volta, il sito è ancora giù.
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00SimosokeSimosoke2011-02-06 16:15:362011-02-06 16:15:36Governo.it sotto attacco degli Anonymous. [UPDATE] 13 febbraio: il target si sposta su camera.it
Oggi il social network più amato e discusso compie 7 anni!
Ne ha fatto di strada da quando comprendeva solo il network degli studenti di Harvard ad oggi con 600 milioni di utenti.
E’ stato un anno pieno di novità eccitanti, dall’introduzione dei nuovi gruppi a quella dei nuovi profili e della nuova inbox dai primi importanti passi nel mondo della geolocalizzazione con Places e Deals. Ed è stato anche l’anno di Mark Zuckerberg, rappresentato sul grande schermo con The Social Network e conquistatore, anche qui sempre discusso, del Person of the Year del Time.
Oscar Wilde diceva “Nel bene o nel male, purché se ne parli” e questo dobbiamo proprio riconoscerlo a Facebook: ci fa parlare e ci fa scrivere parecchio. E c’è da scommettere che scriveremo ancora molto in merito, magari proprio sul social shopping.
Facebook ci ha cambiato la vita, trasformando il modo in cui ci relazioniamo con gli altri, le pratiche di marketing e anche quelle di protesta. Quindi non possiamo esimerci dal fargli tanti auguri, e che il prossimo anno possa essere sempre più ricco di piacevoli novità e di setting per la privacy più friendly!
Sembra un po’ l’automobile dei Ghostbusters con le ali, ha quattro ruote, vola davvero e si potrà veramente comprare.
Nel corso di quest’anno la compagnia americana Terrafugia (dal latino: fuga dalla terra ferma, nomen omen) produrrà la Transition Roadable Aircraft, a tutti gli effetti un’auto volante. Costerà tra i 150.000 e i 190.000 Euro, e sperano di venderne un paio di centinaia all’anno.
La società, finanziata in parte anche dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America, lavora in silenzio sul progetto sin dal 2006, ma sembra pronta a far partire le vendite. I proprietari delle Transition, ovviamente, dovranno avere effettuato almeno 20 ore di volo prima di poter spiegare le ali (letteralmente, le ali sono pieghevoli) e librarsi in aria, ma chi l’ha provata sostiene che è molto facile da pilotare. Era un colonnello dell’aeronautica, quindi immagino che la sua affermazione andrebbe presa con le molle, nel caso che un civile la acquistasse.
Riguardo alle specifiche tecniche: avrà un’autonomia di volo di circa 650 Km ed una velocità massima di circa 180 Km/h, diciamo quindi che si potrebbe andare da Roma a Milano in circa quattro ore, a patto di non trovare troppo traffico aereo.
Non mancano nemmeno gli accessori: la cabina e il cruscotto hanno controlli touch screen e c’è spazio per una valigia nel vano cargo. Con le ali chiuse può essere parcheggiata in garage e il rifornimento è possibile a qualsiasi stazione di servizio, visto che utilizza della normalissima benzina come carburante.
Ah, ha anche dei paracaduti integrati, ma non stiamo a sottilizzare! Magari non avrà moltissimo successo, ma è caduto il mito delle auto che volano…
00Luigi FerraraLuigi Ferrara2011-02-04 16:00:502011-02-04 16:00:50Notizia shock: le auto volanti esistono!
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