Tribal Marketing e Moda 2.0: il caso Polyvore [CASE STUDY]

Anche chi proclama un’indipendenza stoica dai diktat della moda, non è realmente indifferente al modo di vestire, proprio o altrui.

Partendo dal presupposto che l’abbigliarsi è molto lontano dall’essere solo un escamotage per non buscarsi un raffreddore, si può dire che tutti, chi più chi meno ovviamente, abbiano un’opinione sulla moda.

Senza contare che proprio il modo di vestire, da sempre, ha assunto a precise funzioni sociali come la distinzione in classi. È palese poi che l’identificazione del singolo con un gruppo non può prescindere dal riconoscersi parte di tale gruppo grazie allo sfoggio di un determinato capo d’abbigliamento o accessorio.

Il meccanismo alla base della tribù, a partire dal suo significato originario e anche relativamente a quello più attuale di tribù 2.0, è la condivisione delle emozioni. Ecco allora spiegato il successo di Polyvore, la community leader per lo stile online. Stile online? Sì, perché Polyvore tramite una breve registrazione gratuita permette di esprimere il proprio stile mixando e combinando abiti e accessori, il tutto via web.

Ci si può così improvvisare virtual stylist creando dei collage da inserire anche in vere location con tanto di complementi d’arredo. Quest’ultima è una novità che contribuisce a rendere Polyvore uno strumento utile anche per professionisti come designer, visual e interior designer che possono verificare se determinate combinazioni di colori e pattern siano vincenti. Polyvore è stata creato nel 2007 (oggi, il 10 febbraio festeggia quattro anni) da tre ingegneri, Pasha Sadri, Jianing Hu e Guangwei Yuan che lavoravano in Yahoo. Attualmente la sede di Polyvore si trova nella Silicon Valley e il sito registra 6,5 milioni di visite mensili.

Creare i Set su Polyvore è molto simile all’esperienza di acquisto che tutti conosciamo. Dopo essersi registrati, si cerca in Negozio il vestito che interessa e lo si salva nel folder Oggetti. Si possono creare poi, con i vari set, delle Collezioni tramite un semplice drag ‘n’ drop delle immagini sulla lavagna bianca. La funzione Importa (Clipper) permette di salvare oggetti, trovati in altri siti web, nei propri folder in modo da avere un guardaroba pressoché infinito.

Gli utenti di Polyvore entrano in contatto tra loro intessendo delle relazioni, si scambiano pareri sui vari set, condividono le proprie creazioni anticipando e ricreando le tendenze, commentano le scelte stilistiche più belle che possono essere votate. Infatti da poco si è concluso il primo contest, lo Stylist Game Style friends and ask them to create outfits for you, con in palio 2 borse di pelle griffate.

Il nuovo trend in fatto di personal shopping è la sezione Ask in cui si chiedono agli altri utenti consigli sull’abbigliamento più adatto per il colloquio di lavoro, la cena romantica, l’abbinamento azzeccato con la it-bag del momento. A queste domande rispondono anche degli esperti del sistema moda: fashion designer, personal shopper, fashion editor, blogger, stylist e celebrity stylist.

Il successo di Polyvore è riconducibile all’attuale panorama del fashion system. La moda oggi è fruibile da tutti, in tempo reale e a livello globale, è quindi 2.0, non è più appannaggio delle élites, ma parte dalla base, parte dalla strada e si fonde con l’haute couture. Non è più per pochi privilegiati, ma oggigiorno singoli individui, inizialmente al di fuori del fashion system, armati di computer e fotocamera digitale dettano consigli in fatto di stile. E per ironia della sorte proprio questi ultimi entrano, inesorabilmente, a far parte del fashion system. Perché la moda è così, ti coinvolge, in ogni tua azione, anche quando pensi di emancipartene.

Nel momento in cui cambi tribù, cambi anche il tuo modo di vestire, e il fatto di indossare o meno un determinato capo d’abbigliamento ha un preciso significato che viente interpretato dagli altri, che siano utenti o no!

Il primo music painting italiano: Lacrime di Giulietta [VIRAL VIDEO]

Poetico e innovativo questo video musicale che diffonde un messaggio ambientalista.

Le musiche di Matteo Negrin, chitarrista, pianista e compositore torinese, accompagnano le sapienti mani dell’illustratrice Alice Ninni, diretta da Luca Cattaneo. La composizione musicale si chiama Lacrime di Giulietta e fa parte dell’album Glocal Sound.

Il successo è arrivato inaspettato, il video ha raggiunto in poco più di un mese oltre 700.000 visualizzazioni.

Negrin spiega:

il video è nato come primo esperimento di animazione su pentagramma, dal momento che non mi risultano precedenti applicazioni del genere “music painting”.

Sulla base del brano e di un mio soggetto, mi sono rivolto ai giovanissimi amici di Lab, ovvero Luca Cattaneo, Alberto Filippini e Alice Ninni.

Ne è venuto fuori uno storyboard steso su un foglio unico, lungo 12 metri. Su quello abbiamo girato 15 ore di immagini, che poi sono state selezionate e sincronizzate per dare vita ai tre minuti e mezzo di clip che tutto il mondo sta apprezzando.

Musica e immagini suggeriscono, con delicatezza e senza intenti didascalici, di intraprendere uno stile di vita green, utilizzando biciclette e mezzi pubblici, per favorire la riduzione dell’inquinamento. Il risultato è incantevole e fiabesco. Siete d’accordo?

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Il ponte dell'energia pulita, made in Italy!

A volte alcune cose sono talmente semplici che ce le lasciamo sfuggire, ed ecco la differenza tra il “normale” e il geniale!

Tre designer italiani, Francesco Colarossi, Giovanna Saracino e Luisa Saracino, si sono accorti che i ponti, specialmente quelli costruiti in zone con altitudine abbastanza elevata, sono costantemente colpiti dal vento e dal sole.

E allora perchè non produrre energia da questa cosa tanto naturale quanto evidente? Il loro progetto, vincitore qualche mese fa del secondo premio al concorso internazionale online Solar Park South, prevedeva proprio questo.

I tre hanno immaginato il viadotto tra Bagnara e Scilla in Calabria (circa 20 km di strada) convertito in una vera e propria centrale energetica, tra l’altro con un impatto ambientale ridottissimo:

la parte della carreggiata dove transitano i veicoli può essere interamente coperta di una speciale superficie già in uso negli Stati Uniti, una plastica super-tecnologica con dei pannelli fotovoltaici integrati che consentirebbe di produrre circa 11.2 milioni di KiloWatt/h all’anno. Come se non bastasse, negli spazi tra un pilone e l’altro si possono inserire la bellezza di 26 turbine eoliche senza distruggere ulteriori pezzi di paesaggio, aggiungendo in questo modo altri 36 milioni di KiloWatt/h all’anno.

Oltre a produrre energia in totale per alimentare circa 15.000 abitazioni, il risultato sarebbe anche spettacolare e bellissimo da vedere.

Da non sottovalutare anche le relative implicazioni dal lato turistico. I tre infatti hanno previsto anche una specie di belvedere, con punti panoramici alternati a serre autosufficienti, dove i passanti potranno anche acquistare dei prodotti.

Che dire, si può solo far loro i complimenti per la grande idea, e sperare prima di tutto che un giorno possa essere realizzata, e poi che in futuro ne vengano altre simili, perchè le competenze ci sono e c’è anche una parte dell’Italia che si sta svegliando…

HackItaly: di che pasta sono fatti i developer italiani? [Startup Events]

C’è grande fermento e voglia di creare valore nella comunità hacker italiana; lo confermano eventi come HackItaly, la maratona di 10 ore consecutive di hacking con pasta-party finale ideata da Max Ciociola insieme a Stefano Bernardi e tenutasi lo scorso sabato a Milano.

Ne avevamo parlato brevemente intervistando Stefano in questo articolo; con il veloce contributo video che segue presentiamo di nuovo l’iniziativa per chi non la conoscesse, per poi passare a raccontare l’esperienza vissuta in prima persona da NinjaMarketing, che era presente sul luogo.

La missione di HackItaly è radunare, valorizzare e dare visibilità ai top hackers italiani, mettendoli alla prova con un tour de force di programmazione lungo un giorno; lo scopo finale è creare “hacks”, ovvero rivisitazioni creative di prodotti internet di cui vengono messe a disposizione le API* (hanno partecipato le aziende Play.me, Audiobox, Nokia con Ovi Maps, Microsoft con Windows Phone 7, Spreaker, Beintoo, Thounds), Simplegeo, Musixmatch.

HackItaly experience: l’evento visto da dentro.

Internet companies da una parte, hackers dall’altra: in quelle dieci ore vissute in un clima familiare eppure denso di competizione, nella stanza gremita di gente al piano terra della Blend Tower di piazza 4 novembre – sorta di moderno bastione dalle nitide superfici di vetro e acciaio, l’ideale quartier generale di una scintillante rivoluzione tecnologica – si poteva sentire il ticchettio costante delle dita sulle tastiere fare da base ritmica al mescolarsi delle voci dei partecipanti. I laptop aperti sui tavoli, spesso tatuati con gli stickers più originali, lasciavano intravedere paesaggi fatti di caratteri alfanumerici verdi sul fondo nero dei terminali, cursori lampeggianti in attesa di input, mouse che si muovevano nervosamente, mani impazienti di digitare, creare, dare forma alle idee.

L’impressione finale è che sia nata la consapevolezza di un ritrovato ethos, un profondo senso del gruppo, che ha fatto comprendere a ognuno dei developers presenti l’importanza del proprio ruolo nell’attuale ecosistema startup. Gli sviluppatori sono gli architetti delle nostre attuali e future vite digitali, questo è il predicato che emerge con forza dall’esperienza di HackItaly. E, insieme a ciò, ancora una volta l’invito alla mobilitazione, al contrapporre alle dispute oziose e ai lamenti funebri che affossano l’impulso innovativo dell’Italia una risposta diretta, concreta, positiva, qui e adesso.

Gli hacks completati al termine della giornata sono tutti da scoprire: da Thounds Map che visualizza su una mappa i contenuti Thounds vicini alla posizione geografica rilevata e permette di riprodurne il contenuto audio, a Playme Explorer, bookmarklet che rileva i nomi di musicisti presenti in una pagina web e mostra informazioni contestuali su di essi. Tutti sono documentati dettagliatamente qui.

Prima di chiudere, una nota per comprendere la reale portata della cultura hacker, una grande ricchezza che troppo spesso viene sottovalutata o completamente travisata. Se infatti il linguaggio comune propina un’immagine distorta dell’hacker che molto si avvicina a quella di un criminale informatico, è bene sapere che l’accezione principale del termine non ha niente a che vedere con la polarizzazione negativa che va per la maggiore. Un hacker è semplicemente un individuo con una profonda conoscenza dei meccanismi di funzionamento di un sistema tecnologico o informatico. L’uso corrente del verbo inglese “to hack” inoltre, rimanda a un significato assolutamente positivo e costruttivo, ovvero la capacità di intervenire in modo intelligente su un problema/necessità e trovarvi una soluzione pratica e brillante (il sito Lifehacker è ricco di spunti e suggerimenti in proposito). Quindi se è vero che in certa misura nello spirito hacker è intrinseca una componente di sfida verso il sistema di cui si conoscono così a fondo le caratteristiche, ciò va considerato come una spinta positiva all’innovazione piuttosto che come un’irrazionale pulsione distruttiva, come il sensazionalismo spicciolo la vorrebbe spesso definire.

Di una cosa comunque possiamo essere assolutamente certi: il nostro orizzonte tecnologico non sarebbe lo stesso se la hacker community non avesse continuato sino ad oggi a fare ciò che ha sempre fatto: innovazione, sperimentazione, superamento dei propri limiti.

*API (An Application Programming Interface (API) is a particular set of rules and specifications that a software program can follow to access and make use of the services and resources provided by another particular software program that implements that API. It serves as an interface between different software programs and facilitates their interaction, similar to the way the user interface facilitates interaction between humans and computers. Es. un Twitter client utilizza le API di Twitter per scambiare dati con Twitter.com).

Arriva S. Valentino. Ecco a voi 10 regali da veri geek!

Sta per arrivare San Valentino, la festa degli innamorati. Festeggiare o non festeggiare. Regali si, regali no. Insomma, i dilemmi sono sempre quelli. Per alcuni è un giorno da non dimenticare, per altri potrebbe tranquillamente non esistere.

Noi ninja, rispettando le vostre opinioni, vi proponiamo ben 10 idee regalo da veri geek! 🙂

1 – La scritta “I love you” in codice binario

Dire “Ti amo” così è davvero originale no? Costo di 10 dollari.

2 – Musicassetta con Usb

Al costo di 25 $ potrete ricreare l’album delle vostre canzoni d’amore. Supporto aggiornato (usb) con packaging originale.

3 – Collana con i Lego

Un diamante è per sempre. Giusto, ma volete mettere un ciondolo con i Lego?? A partire da 6 dollari su Etsy.

4 – Cornice con i “livelli”

Ovvero come “modificare” una foto grazie ai livelli (Photoshop docet) disponibili con questa cornice. Per grafici. 🙂
Da 19 dollari.

5 – T-shirt con i robot

Naturalmente i robot stanno amoreggiando! Con 18 $ è vostra.

6 – Bouquet di fiori ad 8 bit

Alle ragazze piacciono i fiori. Bene, questi non si trovano facilmente in giro e non hanno bisogno di acqua. Basta appoggiare il vaso ad 8 bit ed il gioco è fatto! Troppi pixel giganti? 🙂
A 14.99 dollari
.

7 – Cuffie con il cuore

Condividete la musica con il vostro amore. Da veri romanticoni, prezzo di 16 $.

8 – Foratrice

Nel vostro ufficio manca un po’ d’amore? Ecco la foratrice con i cuoricini. Per 16 $.

9 – Porte Usb a forma di tulipano

Anche qui, diamo colore alle nostre scrivanie con l’hub usb a forma di tulipani. Costo? 22 dollari.

10 – Create un regalo “tecnologico”, ma fatto da voi e con le vostre idee

Che ne pensate di una raccolta con le vostre canzoni preferite, che hanno segnato vari momenti della vostra storia d’amore? Oppure di un video con le vostre foto e le vostre musiche. La tecnologia al giorno d’oggi permette di stupire e molte volte gratis!

Per concludere, non serve per forza qualcosa di materiale per rendere speciale la festa degli innamorati. Il volersi bene ogni giorno, i piccoli gesti e la semplicità di un sorriso rendono molto di più e fanno bene al cuore. 🙂

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"Glee Dansing": la crossmedialità unisce fandom e fitness [TRIBAL]

L’enorme successo della seconda stagione di Glee, con una media di ascoltatori di 11 milioni in Usa, ha portato la produzione Fox a girare uno speciale episodio evento trasmesso la scorsa domenica subito dopo il Super Bowl XLV. Si tratta, come abbiamo più volte sottolineato su Ninjamarketing, di uno degli show più importanti nel palinsesto americano, nonché uno dei serial oggi più seguiti al mondo.

Attorno a questa serie sono nate vere e proprie comunità di Gleeks in vari paesi, termine nato dall’unione di glee + geek per indicare i fan dello show. E anche in Italia si punta tutto sull’enorme potenziale di questa tribù.

In occasione del lancio tra Febbraio e Marzo dei dvd della prima stagione (divisi in Volume 1 e 2), Contourella Dance Project e 20th Century Fox H.E. offrono un’occasione imperdibile a tutti i fan della serie. Dal 15 Marzo in ben 8 accademie del circuito Contourella (tra cui quelle di Milano, Roma, Napoli, Genova, Parma, Pavia e Aversa) sarà possibile effettuare uno stage di danza e canto ispirato alla serie cult della Fox. Il progetto, denominato Glee Dansing, si articola in stage dalle 4 alle 8 lezioni costruite sulle performance dei ragazzi della McKinley High School e sulle musiche più belle della serie: dai Queen a Madonna, da Michael Jackson a Britney Spears. Per i veri Gleek la prima lezione è gratuita mentre le altre hanno un prezzo che oscillerà tra i 10 e i 30 euro. Gli aspiranti cantanti e ballerini del Glee club saranno seguiti da coreografi e insegnanti professionisti come Giacomo Molinari e Max Bartolini.

Negli ultimi mesi Glee si trova al centro di un processo di brand stretching che sembra senza fine. Prima le 5 compilation musicali legate alla serie poi il videogioco per la Wii “Glee Karaoke Revolution” fino ad arrivare al tour che toccherà l’ Europa quest’estate.

Il progetto di 20th century Fox e Contourella rappresenta un esempio interessante di marketing esperienziale mirato a rafforzare il fandom della serie nel nostro paese.

Per informazioni dettagliate sulle sedi degli stage clicca qui.

Le sfide del marketing tribale, raccontate da Nestlè e Ferrero [TRIBAL]

Bypassando la definizione di marketing tribale – per semplificare – osserviamo con metodo critico e netnografico quello che ci succede, non intorno bensì…dentro!

Oggi esistono migliaia di comunità di consumo, nate per fare leva sul bisogno di condividere una passione, un hobby, un’abitudine… e le marche più sveglie e attente ne colgono l’opportunità.

Nestlè

Tra le più affermate multinazionali al mondo, Nestlè ha compreso cosa voglia dire marketing tribale e lo implementa in modo eccellente, comunicando un’idea di condivisione di valori e interessi rilevante per il target.

Il benessere, la forma fisica, la leggerezza e la famiglia (intramontabile valore Italiano che non fallisce mai) sono tutti sapientemente esplicitati nella community My place al fine di entrare in un mondo costruito sulla nutrizione e sulla salute; un driver assolutamente interessante che non si limita a dispensare quei consigli che le diete ferree impongono.

L’aspetto più interessante è proprio nella creazione di eventi a sfondo salutistico che ormai l’azienda sostiene da anni: “ Le Olimpiadi delle famiglie“, che Nestlé organizza per il quarto anno consecutivo a Roma, Milano e Napoli: un’occasione preziosa per comunicare in modo originale e divertente un tema socialmente rilevante come quello dell’alimentazione e della cura di sé attraverso l’attività fisica.

Genitori e bambini sono impegnati in una serie di prove: percorso di equilibrio, corsa con i sacchi, gara di freccette, mountain bike, arrampicata, bowling, basket, calcio, la gara degli 8 bicchieri e il nuovissimo gioco Nutrikid, una staffetta durante la quale i piccoli hanno imparato ad apparecchiare una tavola con un pasto completo ed equilibrato. Non solo: nutrizionisti e specialisti dell’allenamento possono confrontarsi con i tantissimi interessati dispensando suggerimenti di carattere nutrizionale e legati all’attività fisica.

Ferrero

Non poteva certo mancare all’appello il marchio più goloso e Italiano del mondo: Ferrero! Intorno al brand Nutella si è creata una community davvero divertente, dove è possibile iscriversi per partecipare ad una serie di eventi e lasciarsi consigliare su come preparare una colazione leggera ed equilibrata… a base di Nutella, è il minimo 😉

Il sito MyNutella coinvolge i massimi esperti di Nutella (ovvero, noi tutti) che aggiornano continuamente il blog per esprimere la propria idea di “Good Morning”… perchè è dalla colazione che comincia la giornata.

Questa community assume la conformazione di un vero e proprio social network grazie alla possibilità di cercare gli altri utenti sul sito, elemento ormai alla base dei concetti di condivisione, comunità e scambio.

Condividere e condividere. Questo è lo spirito del marketing tribale; aggregare chi ha gli stessi interessi e far percepire la sensazione di dare tutti un morso allo stesso prodotto guardandosi poi negli occhi con le stesse facce compiaciute.
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Tips & Tricks Mobile con… Fulvio Rubini [Mobile Experience]

In questo post facciamo alcune domande veloci a Fulvio Rubini per scoprire alcuni Tips & Tricks del Mondo Mobile e magari di qualche interessante StartUP. Infatti, Fulvio è il nostro editor della sezione Startup di Ninja Marketing (leggi qui il suo profilo).

Caro Fulvio sei Pronto?

Un..due.. tre.. viaaaaa!

1] Quali sono i device mobile che usi e quanti device mobile hai?

Ho solo un iPhone 4 nuovo di zecca, attivato un mesetto fa! Direi che per adesso mi basta quello, però sogno un tablet, magari l’iPad oppure qualcosa di nuovo che uscirà visto che a quanto pare sarà l’anno del tablet!

2] Quali canali di comunicazione usi di più per lavoro e per socializzare?

Quelli classici, Facebook e LinkedIn sia per i contatti personali che per il lavoro e per condividere con i miei amici le cose che trovo interessanti.

Senza dubbio Skype per le chiamate, sia di lavoro che personali. Forse questo è lo strumento che uso di più’.

Per il resto un po’ tutto, bisogna solo avere ben chiaro a cosa servono i vari strumenti e usarli nel modo migliore. E per questo sono ottime le guide presenti qui su NinjaMarketing.

3] Hai scelto di avere un device per un avere un App o hai scelto il device e poi hai scoperto le Apps?

Ho scelto il device sinceramente. Sono un utente Mac da tanti anni e l’affidabilità che mi ha dato questa macchina sinceramente non me l’ha mai data nessun’altra.
Per questo motivo ho scelto l’iPhone, sapevo che non mi avrebbe deluso. Bè poi le apps sono un mondo parallelo a Internet, è come scoprire una rete nella rete, senza confini e con una crescita inarrestabile. Proabilmente soffriremo di apps overload fra un po’ di tempo! 🙂

4] Quali sono le Apps di cui non potresti fare a meno?

AroundMe per trovare le cose vicino a me, idea semplice, ma funziona ed è affidabile. Chomp per trovare le app che mi servono in modo semplice e personalizzato. Sugarsync per sincronizzare i file dal pc (a differenza di Dropbox ti danno 5gb di spazio libero gratuitamente), Instagram per scattare le foto più’ belle del mondo. Il Car Finder di Augmented Works per ritrovare sempre la mia macchina grazie alla realtà aumentata :). E infine porto sempre con me le mie radio preferite, Lifegate e Virgin Radio con le loro apps. (ovviamente senza tralasciare le apps di Facebook e Skype)

5] Quali sono le Apps che usi per lavoro e/o ti sono utili come Ninja esperto della sezione Startup?

Per rispondere a questa domanda mi sono rivolto al miglior punto di riferimento per il mondo startup in Italia al momento, Italian Startup Scene, facendo scegliere a degli startupper le loro apps preferite!

Andrea Giannangelo di Iubenda suggerisce:
Evernote, per prendere nota di tutto attraverso immagini, testo o registrazioni vocali, e sincronizzarlo con i propri devices.
Abbyy BCR per scannerizzare e conservare i biglietti da visita che si raccolgono in giro e trovare velocemente le persone che incontriamo sui social network.
MetrO, una guida ai mezzi pubblici di circa 400 città del mondo
Track-r per gestire in mobilità i tuoi progetti e collaborare con il tuo team di sviluppo

Roberto Medri di Etsy suggerisce:
Things, la piu’ famosa app per fare to-do-list
iA Writer, un app (solo per iPad), conosciuta come il tool per la “videoscrittura senza fronzoli” in stile blocco note, ma con delle feature interessanti, come l’upload diretto su Dropbox.

Renato Gabriele Ucci suggerisce:
Domain.r, per la ricerca di informazioni sui domini
Analytics Agent, per tenere sotto controllo le statistiche di Google Analytics riguardanti il nostro sito;

Ne aggiungo altre tre per dare il mio contributo:
Idea Sketch, ottimo per “disegnare le proprie idee” e non dimenticarsi mai nulla di ciò che ci passa per la testa
Crunchmap, una mappa delle startup presenti nel database di Crunchbase in Italia e nel mondo.
Hashable, un’app che ti permette di inviare tweet immediati con hashtag #intro (per mettere in contatto due persone), #justmet o tanti altri legati all’attività di networkingdr

6] Qual è stata l’ultima app che hai scaricato?

Colorize, un’app che ti permette di dare un tocco di colore alle tue immagini in modo semplice e immediato!

Ecco a voi tutte le Apps citate in questo post.

FacebookLinkedInSkypeAroundMeChompSugarSyncInstagramCar FinderRadio LifegateVirgin Radio ItalyEvernoteABBYY Business Card Reader FreeMetrOTrack-rThingsiA WriterDomainrAnalytics Agent Lite Google Analytics adwords adsense conversion EcommerceIdea SketchCrunch MapHashable MobileColorize

Consigliaci quali StartUp Italiane nascono per innovare il mondo mobile phone! Inviaci una email su mobile[@]ninjamarketing.it 😉

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Il fenomeno virale Barbra Streisand [CASE STUDY]

Chissà se lo avrebbe mai immaginato, la poliedrica Barbra (cantante, attrice, compositrice, produttrice, regista, titolare di molti tra i più importanti premi del panorama americano e mondiale, Oscar compresi) di tornare alla ribalta, questa volta, per la particolare sonorità del suo nome.

Sapete già di cosa sto parlando, vero? Un tormentone ancor più che virale, oserei dire virulento, che si è sparso a macchia d’olio su tutti i canali mediatici possibili. Televisioni, radio, Internet, il motivetto ci segue in sottofondo nei negozi, rimbomba nelle casse delle discoteche e nelle nostre teste. Ovunque.

Barbra Streisand a parte, di novità in questo pezzo c’è ben poco. Non ci sono più i tormentoni di una volta? Nulla di strano in realtà, il genere  disco è avvezzo a realizzare cover di brani più famosi. Gli autori dell’orecchiabile canzoncina house-disco, i Duck Sauce, si sono spinti oltre hanno avuto un successo insperato realizzando -udite udite- una cover di una cover!

La canzone alle origini è del 1973, si chiama Hallo Bimmelbahn ed è di una band tedesca, i Nighttrain. Da qui è tratto il celeberrimo vocalizzo “uhuhuhuh”, già all’epoca molto apprezzato, tanto che è stato ripreso nel 1979 da un’altra band, i Boney M., nella loro “Gotta go Home”. Ecco che, con un po’ di campionature, si arriva ai giorni nostri. I Duck Sauce hanno riportato dunque in auge un motivetto accattivante e demenziale quanto basta, con tutte le caratteristiche del perfetto tormentone: un omaggio alla cantante/attrice americana, anche nella copertina del singolo, che riprende l’album  “Guilty” della Straisand e le mette il becco, da perfetta “Duck” 🙂

Per incoraggiarne la diffusione e la condivisione in Rete, non è mancato l’ausilio di un dvertente videoclip in cui compaiono molti personaggi noti nel mondo della musica: Pharrel Williams, Questlove, Santigold, dj Premiere e tanti altri.  Tutto ciò non è sfuggito ai consumatori-produttori del Web 2.0, che se ne sono appropriati rivisitandolo in mille modi diversi.

Vi sarete certamente già imbattuti nelle innumerevoli parodie che impazzano su YouTube e Facebook: cosa succederebbe, in uno dei momenti di massimo pathos del film 300, se Leonida fosse preso da un’improvvisa smania discotecara?

Non possono mancare la versione dei Simpson e quella di  Peter Griffin ; viene chiamato in causa persino Fabri Fibra, (per la serie: chi più tormentoni ha, più ne metta!) sino ad arrivare all’assonanza con la nostrana Barbara D’Urso. Iniziano giustamente a levarsi le voci di chi non ne può più, e si ribella

Che lo strano fenomeno stia giungendo al termine? In ogni caso, anche noi Ninja ci siamo divertiti un pochino, grazie all’applicazione che permette di personalizzare il brano a proprio piacimento 😉

E voi che ne dite?  Non potete fare a meno di scatenarvi sulle  note di questa canzoncina, o iniziate a soffrire di orticaria ogni qualvolta vi si propone?  Fateci sapere che ne pensate!

Master in Brand Communication e pratiche di networking di Urbino

Questo articolo è realizzato in collaborazione con la facoltà di Sociologia dell’Università di Urbino “Carlo Bo”.

Cari Guerrieri,

proprio qualche giorno fa, vi ho parlato del Master in Brand Communication e pratiche di networking: si tratta di un Master di primo livello della durata di un anno (Marzo 2011 – Marzo 2012), che si svolgerà presso la Facoltà di Sociologia dell’Università di Urbino “Carlo Bo”.

Come sapete, il Master in Brand communication e pratiche di networking si basa su un mix di insegnamenti volti a formare professionisti abili ad intervenire nei processi decisionali e strategici nell’ambito della brand communication: se da grandi volete diventare web brand manager, social media consultant, web analyst, media & research specialist, digital marketing manager, web content manager, online media planner, questo è il Master per voi! 😉

Se vi sentite smarriti nel mondo del lavoro, non fate come Paul! 😉

Ricordandovi che il termine per le (pre)iscrizioni scade il 18 febbraio 2011 e che i posti disponibili sono 30 (di cui uno gratis che verrà assegnato allo studente più meritevole!), di seguito troverete tutte le informazioni sul programma del Master e sui docenti! 😉

Il Programma del Master

Il programma si compone di una serie di conoscenze di base che riguardano il brand e il marketing:
Lingua inglese per le imprese
Network theory e digital culture
Analisi e teoria del brand e delle pratiche di consumo
Strumenti e strategie per l’analisi della brand reputation
Comunicazione aziendale e internet marketing
Metodologia e tecnica della ricerca

Una parte specifica di studio sugli strumenti preferenziali per operare in ambiente 2.0:
Web management
Strumenti di comunicazione non convenzionale
Strategie e tecniche di social media marketing
Metodi di rilevazione e analisi dei pubblici digitali e degli ambienti 2.0

Una parte di laboratori volti a preparare all’uso e alla gestione della brand communication on line:
Strumenti di web analytics
Introduzione ai modelli e alla gestione delle interfacce web e net-oriented
Stages o tirocini o field project
Laboratorio di web strategy

I docenti del Master

Il Master vanta tra i docenti, scelti tra accademici di spicco ed esperti, un team di qualificati professionisti che lavorano attualmente per le più prestigiose aziende del panorama economico nazionale ed internazionale: Andrea Ancarani (responsabile comunicazione e marketing di Eden Viaggi), Emanuele Callioni (direttore marketing di Mediaset.it), Giovanni Ciampaglia (Responsabile Web Marketing di Technogym), Luca Conti (Pandemia), Alex Giordano (Co-Founder Ninja Marketing), Claudio Tonti e Raffaella Mariotti (Strategyc Team di Websolute).

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Per informazioni dettagliate sui corsi, costi e modalità di iscrizione è possibile contattare o iscrivervi presso Servizio Front Office – Ufficio Alta Formazione, Via Saffi n.1, Urbino (altaformazione@uniurb.it ) oppure potete contattare Chiara Lolli tutor del master, all’indirizzo chiara.lolli@uniurb.it.

Invece bando, programma e struttura didattica del Master sono consultabili e scaricabili su www.uniurb.it alla voce “didattica”, oppure cliccando QUI!

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