Web-radio, web-tv e servizi media audiovisivi: nuovi obblighi e (ancora) tanti dubbi [DIRITTI DIGITALI]

Foto di Agencia de Noticias do Acre - Fonte Flickr - Licenza CC by

Sono tanti gli amici che in questi giorni mi hanno chiesto cosa ne sarà delle web radio e delle web tv, dopo aver letto le tante informazioni reperite in Rete.

Proviamo a ricapitolare: a luglio l’AGCOM apre una consultazione pubblica su due schemi di regolamento per disciplinare le web tv e le web radio in attuazione del Decreto Romani, che, per intenderci, è il decreto legislativo con il quale è stata recepita in Italia la Direttiva UE sui Servizi Media Audiovisivi. E’ solo all’inizio di novembre, però, che in rete si comincia a parlare della imminente approvazione dei due regolamenti.

Perchè ne parliamo?

Perchè il concetto di ‘fornitore di servizi media audiovisivi e di radiofonia‘ previsto dalla normativa potrebbe produrre l’equiparazione, sotto la definizione di ‘servizi media audiovisivi’, delle web tv alle tv tradizionali, assoggetando alla nuova normativa tante piccole realtà che sul web fanno informazione. Per “fornitura di programmi”, infatti, si intendono la televisione analogica e digitale, ma anche lo streaming, il webcasting e il video on demand, tipiche dell’informazione online. E’ importante capire, quindi, se queste piccole e piccolissime realtà devono sottostare all’applicazione del decreto e quindi dei regolamenti AGCOM, pena, forse, la loro stessa sopravvivenza.

L’art. 4 del Decreto Romani prevedeva già alcune ipotesi di servizi esclusi dal concetto di servizi media audiovisivi: servizi prestati in attività prevalentemente non economiche e non in concorrenza con i servizi di radiodiffusione televisiva, come i siti internet privati; servizi che forniscono prevalentemente contenuti audiovisivi generati dagli utenti (youtube dice qualcosa?;-)); servizi nei quali il contenuto audiovisivo è meramente accidentale e non costituisce finalità principale; servizi la cui finalità principale non è la fornitura di programmi.

Fatto sta che le voci che all’inizio di novembre si diffondono in Rete sembrano tracciare un quadro allarmante: l’AGCOM – l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni – avrebbe l’intenzione di prevedere una serie di oneri fortemente gravosi per le piccole realtà del settore: dalla DIA – dichiarazione di inizio attività – al versamento di una tassa annuale, ridotta, nell’ultima versione nota, a 1.500 euro euro per le web tv e 750 euro per le web radio.

Insomma, la classica ‘stangata’, che avrebbe avuto l’effetto (indesiderato?) di falcidiare tante piccole realtà giovani in un settore con pochi mezzi ma con forte impronta innovatrice.

Il web si solleva

Come è possibile imporre a piccole realtà, spesso poco più che amatoriali, degli oneri così pesanti?

L’AGCOM sembra tentennare, e l’approvazione degli schemi definitivi dei regolamenti slitta dal 16 al 25 di novembre, quando vengono infine emanati, profondamente modificati rispetto alle prime notizie apparse in rete all’inizio dell’estate. Forse l’AGCOM è in qualche modo costretta a rivedere le proprie idee: di certo l’allarme sembra rientrare, sopratutto in seguito all’inserimento del limite minimo di fatturato ( 100.000 euro) sia per gli oneri (500 euro per le web tv, 250 per le web radio, e sempre una tantum) che per la DIA.

I due schemi di regolamento, quindi, vengono emanati il 25 novembre, anche se, come fa notare l’amico Guido Scorza dalle colonne di Punto Informatico, stranamente a distanza di diversi giorni non sono ancora stati pubblicati sul sito dell’Autorità.

A questo punto sarebbe d’obbligo usare il condizionale, visto che ancora non è dato sapere esattamente cosa applicare e come.

Alcune norme, infatti, sono ancora dubbie, in quanto diverse tra il decreto e la direttiva, per esempio riguardo la responsabilità editoriale per i siti che fanno video sharing; altro punto delicato è la possibile estensione all’informazione online dell’obbligo di rettifica previsto dalla legge sulla stampa, ad oggi applicato solo ai giornali, oggetto di una feroce polemica durante l’estate, poi silenziata da altre e più pressanti questioni di governo.
E’ chiaro, quindi, che se ne parlerà ancora, soprattutto perchè quello che sembrava essere certo, nell’impossibilità di esame delle norme approvate, potrebbe non esserlo più tanto.

Misteri italiani, verrebbe da dire.

Ma il Decreto Romani riserva ancora una sorpresa, che dovrebbe arrivare proprio in questo mese di dicembre, ricco di novità e di tensioni anche a livello politico.
L’art. 6, comma 3 del Decreto legislativo di recepimento demandava, infatti, alla stessa Autorità l’emanazione di disposizioni regolamentari per rendere effettiva l’osservanza di limiti e divieti a “protezione del diritto d’autore”. Ai sensi della delega contenuta nel decreto, quindi, l’AGCOM potrà adottare regolamenti – quindi norme di rango secondario – per la tutela del diritto d’autore.
Il che, tradotto, potrebbe ‘semplicemente’ voler dire che una autorità, che non è l’autorità giudiziaria, potrà controllare gli utenti della Rete per verificare le eventuali violazioni del diritto d’autore commesse (se scarichi dalla Rete mp3, film, software, per esempio) e, nel caso, adottare tutte le opportune misure.
A qualcuno è venuta in mente la scelta della Francia (per ora rimasta sulla carta) di disconnettere forzosamente da internet, a scopo dissuasivo, chi viola il diritto d’autore? Ho pensato anch’io la stessa cosa.
In realtà, visti i problemi ai quali è andato incontro il Primo Ministro francese, e considerate le spinte al riconoscimento del diritto di accesso a internet ‘quale diritto costituzionale’, una tale idea sarebbe intempestiva e anacronistica.
Ma questo, finora, non è mai stato un deterrente…
Rimaniamo sintonizzati, allora, e vediamo come va a finire questa vicenda.

Exploro: il geolocal multipiattaforma [STARTUP]

Come sapete sono una grande appassionata di tutto ciò che riguarda la geolocalizzazione ed il geosocial.

Oggi dunque voglio presentarvi Exploro, un nuovo progetto multipiattaforma legato alla fornitura di servizi e informazioni sulle nostre città.

Non voglio anticiparvi troppo, preferisco che conosciate questo nuovo strumento attraverso le parole di Giorgio Marandola, responsabile della comunicazione di Exploro. Continua a leggere

Manslator, quello che le donne non dicono! [VIRAL VIDEO]

Problemi di comunicazioni nella vita di coppia?
Tranquilli è arrivato Manslater, il traduttore donna > uomo. 😀

Ma secondo voi Manslator è un fake o esiste davvero?

via

Le strategie comunicative dei perfume brand: dal paradosso alla leggenda

Il profumo ha una forza di persuasione a cui l’essere umano difficilmente riesce ad opporsi. Bene lo ha descritto Suskind nel suo best seller “Il profumo” e bene lo sapeva Gianna Nannini che lo bramava con la sua voce roca. Il profumo è pura evocazione e tutte le case di moda hanno il loro messaggero di seduzione. Molte affidano agli spot pubblicitari la missione di diffondere i propri nel mondo. Molte dunque ci provano, ma poche ci riescono. Perche’ dare concretezza a cio’ che e’ sensorialita’ allo stato puro è un’arte difficile.

Nella molteplice offerta di fragranze cosa spinge ad acquistarne una piuttosto che un’altra? Cosa cattura? Cosa ti fa dire “voglio quel profumo”? Con il profumo acquistiamo il sogno e la leggenda. Ci ricopriamo di un pezzetto di haute couture. Ci identifichiamo in un certo tipo di donna o di uomo, ci immergiamo nell’atmosfera che quell’effluvio crea.

Casi di studio

Chanel usò un semplice numero per consegnare alla storia la prima fragranza dell’era moderna dedicato a una donna che sa di donna. Il n° 5 e’ approdato nel terzo millennio senza fare un plissè e conquistando le nipoti e le figlie di coloro che per prime lo scoprirono nel 1924.

Una delle cose più difficili da equilibrare è il linguaggio usato nei filmati pubblicitari. O meglio, il tono di voce. Il filo di voce che dovrebbe essere chic e che invece può, se non opportunamente progettato, trasmettere un’anoressia comunicativa. In molti casi non si comprende il nome del profumo pubblicizzato, ne’ il brand ne’ il claim.

E’ il caso di Euphoria di Calvin Klein. Bel nome , non c’e’ che dire. Dovrebbe rimandare un’immagine frizzante, allegra, scoppiettante e  briosa, pazza di vita e movimento. Nulla di tutto questo: da una pagina patinata color miele emerge una donna languida, sognante, quasi dormiente. L’esatto opposto del concetto di euforia!

Ci sono i casi, poi, in cui il lusso del brand non si riconosce nel disegno cheap della boccetta che contiene il sacro liquido. E’ il caso di Attimo di Ferragamo: il flacone sfaccettato e’ freddo e gia’ visto; ne’ la banda dorata che lo avvolge ne’ la bellezza di Dee Hemingway salvano questo attimo di noia.

In perfetto assetto sembra essere il lancio di Voyage, l’ultimo profumo di Hermes. Nessuna eccessiva tensione sessuale, bella la musica e chiaro e’ il riferimento al senso di liberta’ che il viaggio crea. Il mondo della storica maison francese è, in fondo, tutto qui.

Osa invece Marc Jacobs che …bang! Da geek della moda si e’ trasformato a colpi di addominali e dieta in un modello perfetto per pubblicizzare il suo ultimo nato. E fa centro.

Città grigie ma belle grazie a Vesa Sammalisto [DESIGN]

Cities” è una serie di poster e di piccole stampe esposte per la prima volta a Kaapeli (Cable Factory), Helsinki, in occasione della mostra Factory gruppo Superstars ad ottobre 2010. Il designer è il finlandese Vesa Sammalisto.

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Parte dall’Italia la vera sfida agli Ebook: pronti a leggere il futuro con REFF?

Quanto è importante al giorno d’oggi coinvolgere le persone? Sicuramente è una delle chiavi del successo in molti campi, soprattutto in quelli dove il cambiamento tecnologico e culturale porta ad una rivisitazione continua dei paradigmi.

Quindi basta citare la tecnologia, i mass media, i social network: tutti esempi nei quali il successo è decretato, al giorno d’oggi, dalle preferenze degli utenti.
Si, rispetto agli anni passati è cambiato tutto: più spazi partecipativi, engagement, bidirezionalità della comunicazione, contenuti generati dagli utenti.

E voi, che fate parte di queste persone, non credo vi accontentiate di farvi sopraffare dagli interessi dei produttori e delle aziende.
Non mi credete? Oggi vi racconto una storia che parte proprio così, da una “rivolta” verso tutto ciò che è convenzionale, già scritto, standardizzato, imposto. Seguitemi!

Intro

“Agire un conflitto può essere emozionante, bello, dirompente, drammatico e frustrante; può esplodere e arrivare alle conseguenze estreme, inclusa la violenza. In ogni caso gestirlo è un fatto impegnativo: bisogna compiere delle scelte, assumersi responsabilità, mettere in conto le critiche che comunque arriveranno, avere degli obiettivi e possibilmente una strategia. Servono tempo, competenze, un minimo di fondi autonomi e, poter contare sulla cocciutaggine e su una certa propensione alle sfide dei propri compagni di viaggio può essere determinante…”

Le sfide

Saperle accettare ed affrontare pone le basi per il cambiamento. Un cambiamento dove non necessariamente dobbiamo essere assuefatti da ciò che ci circonda. Possiamo e dobbiamo far valere le nostre idee, per vincere le sfide.

Gli standard

Saperli superare sicuramente costituisce una vittoria. Vuol dire aver affrontato le sfide con la forza delle proprie idee. E magari riuscire a coinvolgere le persone essendo portatori di novità e integrazione tra più tecnologie (perché non sempre vince chi ha più possibilità economiche per imporsi).

Il presente (che mentre leggete è già passato)

È fatto dai soliti personaggi, dai soliti standard. Nell’anno della (ri)scoperta dell’e-book, sospesa tra esaltazione mediatica, scarsa creatività e grandi appetiti commerciali c’è qualcosa che cambia le regole del gioco. Potrò essere provocatorio, ma in fondo, l’e-book non è che un pdf visto in formato digitale.

Il futuro prossimo…

Integrazione. Mashup. Mix.
REFF è un esperimento unico che si propone di pensare una nuova editoria possibile integrando nell’oggetto/libro il piacere della carta e le infinite possibilità della rete.
Attraverso l’integrazione di “tecnologie cartacee” come QR Code e Fiducial Marker, REFF è una porta aperta sul futuro del libro: un ibrido potente a cavallo tra dimensioni diverse, che non mancherà di entusiasmare sia i bibliofili che gli appassionati di nuove tecnologie e, con il suo particolare catalogo, gli amanti dell’arte contemporanea.

Associati alla rete e ai social network globali, questi dispositivi trasformano l’esperienza della lettura in una dimensione interattiva, relazionale, dalle possibilità completamente inedite: dalle pagine emergono video, oggetti tridimensionali, rappresentazioni infoestetiche, veri e propri link da navigare. Il software si deposita sulla carta trasformandola in ipertesto, rendendola cliccabile, espandibile, commentabile e reattiva, e aprendo uno spazio di confronto illimitato tra autori e lettori.

… e non solo!

Il libro è il primo prototipo di pubblicazione realizzato con la nuova piattaforma di publishing Open Source ideata da FakePress. Presto chiunque potrà creare la sua pubblicazione cross-mediale e in realtà aumentata, con caratteristiche analoghe a quelle del REFF.
RomaEuropa FakeFactory (REFF) per iPhone & iPad è la versione digitale di una incredibile iniziativa editoriale: la creazione di un vero libro in realtà aumentata che vive su carta e, da adesso, sul vostro iPhone & iPad.

REFF book for iPhone & iPad è una applicazione con cui potrete:

1. leggere la versione digitale del libro (nella sezione “Book” dell’applicazione);

2. vedere e ascoltare le immagini, i video, i suoni e le esperienze interattive che si trovano nel libro, inclusi contenuti disponibili solo sull’applicazione (nella sezione “Media” dell’applicazione);

3. interagire direttamente con la versione cartacea del libro, usando i QRCode (nella sezione “Vision” dell’applicazione);

4. navigare i contenuti del libro su una mappa, vedendo I luoghi e le città menzionate nel testo (nella sezione “Map” dell’applicazione);

5. leggere una rivista generata in tempo reale con i contenuti più interessanti sui temi del libro, prodotti ogni giorno dagli utenti del web con licenze d’uso che ne consentano il libero utilizzo.

Conclusioni

Un Ninja non poteva far passare sottovoce questa iniziativa. REFF Romaeuropa FakeFactory è un’azione di hacking artistico e tecnologico, una piattaforma di dibattito globale e una performance che da gennaio 2009 affronta i temi dell’innovazione attiva, critica e creativa, confrontandosi con la gestione delle politiche culturali e tecnologiche relativa a questi ambiti.

Un progetto culturalmente attuale e futuribile concepito dal collettivo FAKEPRESS del quale ci onoriamo di essere amici, partner e sostenitori e che vede al suo interno gli intellettuali/artigiani Salvatore Iaconesi ed Oriana Perisco.

La sfida al futuro degli ebook parte dall’Italia. Perché il futuro si muove verso la convergenza (provate a leggere “Cultura Convergente” di Henry Jenkins, un saggio rivoluzionario di cui vi riporto questo passaggio: “…se gettassimo via il potere del broadcasting avremmo solo frammentazione culturale. Il potere della partecipazione non ha origine dalla distruzione della cultura commerciale, ma dalla sua riscrittura, dalla sua correzione ed espansione, dall’aggiungervi una varietà di prospettive, poi dal rimetterla in circolo diffondendola attraverso i media mainstream…”) e verso l’interazione degli utenti.

Vi invitiamo a leggere, diffondere, suggerire e distribuire questo bellissimo volume edito da DeriveApprodi & FakePress (http://www.romaeuropa.org/)  che oltre ad essere innovativo nelle dinamiche ha il pregio di essere un collettore della scena culturale più interessante del contemporaneo (il libro è rilasciato sotto licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial ShareAlike 2.5 Italy).

Una scena che vede artisti, intellettuali, docenti universitari, curatori, giornalisti, giuristi nel ruolo di attivisti nel supportare un’epoca di grande discontinuità con il passato. Tra questi: Bruce Sterling, Richard Barbrook, Jasmina Tešanović, Andy Cameron, Stephen Kovats, Massimo Canevacci Ribeiro, Antonio Caronia, Mike Bonanno – The Yes Men, il nostro Alex Giordano a cui è dedicata una lunga intervista e molti altri.

Un’opera che passerà alla storia (e non solo visto che potrà essere ad aeternum rimaneggiata) proprio perché è riuscita a meglio rappresentare lo spirito del tempo.

[Sito RomaEuropa FakeFactory]

[App iPhoneiPad]

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Gestire i social media con successo? Cisco Systems docet! [CASE STUDY]

Gestire i social media con successo? Cisco docet!Nel 1984 nasceva Cisco Systems. Riuscite a immaginare il mondo prima? impossibile! La compagnia ha ora più di 70.000 dipendenti e circa 7,8 bilioni di $ di entrate nette (fonte Wikipedia, dati aggiornati al 2010).

Per mantenere e se possibile migliorare l’immagine del corporate brand nel mondo e le prestazioni aziendali, Continua a leggere

La mappa mondiale dei social network

Vincenzo Cosenza su Vincos ci presenta la mappa mondiale dei social network aggiornata al mese di dicembre.
Si registra, com’era facile da aspettarsi, la scalata di Facebook in paesi del mondo in cui fino a pochi mesi fa c’era ancora qualche resistenza. Infatti Facebook, secondo i dati raccolti grazie ad Alexa e Google Trends, è il social network preferito da 115 paesi sui 132 presi in esame.
In Europa il più grande risultato è stato raggiunto da Facebook in Polonia e Ungheria, in cui è Iwiw e Nasza-Klasa sembravano essere imbattibili. Mentre nei Paesi Bassi la rete sociale locale Hyves continua a resistere.
Nel resto del mondo, Facebook è riuscito a battere Hi5 in Mongolia e Orkut in India e Paraguay, sebbene il social di Google continui ad essere il preferito dei brasiliani.
La creatura di Zuckerberg registra successi anche in Armenia e Giorgia.

Di seguito le mappe dei social network del giugno 2009 e del dicembre 2010:

Si registra un aumento anche nella diffusione di Twitter che in molti paesi è il secondo social network. Così come di Linkedln che raggiunge ottimi risultati in Australia, Canada e Regno Unito.

In Russia invece continuano a farla da padrone i social network locali, V Kondakte e Odnoklassniki, rispettivamente al primo e al secondo posto nella classifica nazionale, in cui Facebook non riesce a guadagnarsi nemmeno una medaglia di bronzo.

Di seguito la Top 3 del dicembre 2010 dei social network:

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Osservatorio Multicanalità: i consumatori italiani si evolvono. Internet e Mobile avanzano anche nelle imprese

Analizziamo in questo articolo i risultati della ricerca dell’Osservatorio Multicanalità 2010 condotto da Nielsen, Nielsen Online, Connexia e la School of Management del Politecnico di Milano. L’Osservatorio Multicanalità è un progetto di ricerca che dal 2007 studia il ruolo della comunicazione multicanale nel processo di acquisto degli italiani. La ricerca 2010 ha focalizzato l’attenzione sulla crescita dei cluster Reloaded e Open Minded verificando nel contempo in che misura i modelli di business delle aziende si sono adattati alle esigenze del nuovo target.

Prima di passare ai risultati della ricerca alcune definizioni.
Per consumatore multicanale si intende quel consumatore per il quale la decisione d’acquisto e la sua relazione con la marca sono vieppiù determinati dall’interazione con diversi canali di comunicazione. Vengono divisi dalla ricerca in due segmenti:
Cluster Reloaded: si attivarno in prima persona verso le imprese, per segnalare elementi di miglioramento dell’offerta o partecipare attivamente ad alcuni processi di creazione del valore dell’impresa, come lo sviluppo di nuovi prodotti, le attività di marketing e comunicazione e l’assistenza clienti.
Cluster Open Minded: hanno un profilo valoriale fortemente centrato sull’autorealizzazione e sull’individualismo anche nelle relazioni con le imprese.
La differenza principale, quindi, sta nel livello di coinvolgimento nel processo di acquisto e di propensione e volontà di attivarsi in prima persona verso le imprese.

I risultati della ricerca

Sono 23 milioni i consumatori multicanale italiani rilevati dall’Osservatorio Multicanalità 2010, pari al 44% della popolazione e ben 2,6 milioni milioni in più rispetto all’anno precedente, una crescita a ritmo serrato che conferma i trend registrati la scorsa edizione e che è la conseguenza di diversi fattori, tra i quali l’aumento dell’accessibilità alla rete e il maggior grado di confidenza con le nuove tecnologie e con i nuovi media. Il Mobile si conferma il device più diffuso tra gli italiani e contestualmente emerge con forza la crescita dell’uso di smartphone per navigare in Rete. L’aspetto interessante è che nel 2010 la crisi accelera l’evoluzione di parte dei consumatori più tradizionali verso una maggiore interattività: è la necessità di mettere in discussione scelte di prodotti e servizi consolidate e confrontare di più, prendere maggiori informazioni, interagendo con i media più in linea alle proprie attitudini, anche quelli classici. La mappa del consumo in Italia (vedi in figura) realizzata dall’Osservatorio Multicanalità si ridisegna e rivela una sempre maggiore confidenza nell’uso delle nuove tecnologie che si unisce a un investimento sempre più alto nel processo d’acquisto.

L’avanzata dei nuovi media

I nuovi media non sono più una novità per il consumatore italiano: Internet, social network e Mobile sono ormai entrati a far parte stabilmente della dieta mediatica e della vita degli italiani e progressivamente stanno andando ad occupare un ruolo sempre più importante accanto ai mezzi più tradizionali. Il Mobile in Italia si conferma essere il mezzo più rilevante per gli utenti italiani in termini di diffusione e poliedricità di utilizzo: sempre più diffusi gli smartphone e conseguentemente, il numero di accessi ad Internet da dispositivi mobili è in continua crescita. Gli italiani, inoltre, utilizzano sempre di più internet per guardare programmi Tv, ascoltare la radio e leggere un giornale.

Nel 2010 cresce anche il gradimento della pubblicità sui tutti i mezzi, sia nei formativi tradizionali che in quelli più innovativi. Analizzando nel dettaglio il ruolo delle iniziative di comunicazione sul processo di acquisto si evidenzia che:
· nei canali tradizionali dominano ancora le iniziative in punto vendita, gradite dal 74% dei consumatori;
· seguono le affissioni con 66% del gradimento e le tradizionali iniziative pubblicitarie sulla carta stampata, gradite dal 64% dei consumatori;
· si rafforza il gradimento della pubblicità sia in televisione (+3% rispetto al 2009) che alla radio (+6% rispetto al 2009).

Tra le iniziative di comunicazione o di pubblicità maggiormente gradite dai consumatori italiani assumono sempre più un ruolo chiave anche le forme di advertising su Internet.

Le aziende italiane e la multicanalità

Internet e social media sempre più apprezzati. Crescono del 13% in un anno i blog aziendali. La multicanalità diventa sempre più un elemento centrale della value proposition aziendale e va a incidere su tutta la configurazione del modello di business delle imprese: occorre un cambio di paradigma – sia dal punto di vista culturale che gestionale – rispetto alle modalità classiche di gestione delle politiche di canale. In questa evoluzione diventa fondamentale la capacità di gestire i propri flussi di comunicazione definendo e sviluppando contenuti coerenti con i contesti e con i diversi canali identificati. Inoltre, la ricerca 2010 ha permesso da un lato di evidenziare aspetti centrali del marketing multicanale così come attualmente applicato dalle aziende, dall’altro di formulare alcune considerazioni importanti.

La composizione del media mix per l’advertising si sta evolvendo verso una diversificazione di mezzi, con un ruolo sempre più importante dei nuovi media che tuttavia non impatta sull’importanza nei piani di comunicazione delle aziende dei mezzi tradizionali: la Tv si riconferma il primo mezzo in termini di raccolta pubblicitaria, con una quota relativa del 56,3%. Segue la stampa (18,5%) mentre al quarto posto si colloca Internet, con l’8,2% della raccolta pubblicitaria. Internet è anche il canale che fa registrare il più alto tasso di crescita (12,6%) rispetto all’anno precedente. Le previsioni parlano di una chiusura di 2010 che per la prima volta vedrebbe la rete superare quota 1 miliardo di investimenti.

Mobile Application, servizi geolocalizzati e social network stanno cambiando il modo di fruire contenuti e spingono le imprese a riadattare le logiche di veicolazione: da una logica propria dei motori di ricerca, che prevedeva un processo di ricerca delle informazioni, a un meccanismo di fruizione delle informazioni secondo una logica a flusso. Il contesto diventa pertanto la variabile chiave nella progettazione di esperienze multicanale per il cliente e, quindi, di strategie multicanale integrate per le imprese che devono considerare il consumo mediatico dell’individuo in funzione non solo delle sue esigenze informative, ma anche del tempo, luogo e device disponibili. Si moltiplicano le opportunità per il brand di veicolare al mercato valori di fiducia e di credibilità: ovviamente non si tratta di considerare la marca come un dato di fatto incontrovertibile e immutabile, ma diventa fondamentale aprirsi e diventare fluido e mutevole lungo i molteplici canali e contesti di interazione con i consumatori.

Tutto ciò determina quindi profondi cambiamenti nel modello di business delle imprese, che tendono a diventare sempre più vere e proprie media company e a “inseguire” il consumatore nei diversi contesti di fruizione di media e contenuti. Diventa strategico definire il giusto mix multicanale tra paid, earned o owned media, con una crescita verso le ultime due categorie e individuare il giusto set di competenze e ruoli sia all’interno dell’azienda sia tra i partner di filiera. In conclusione, in uno scenario di consolidamento e crescita delle nuove tecnologie di accesso, il consumatore italiano diviene, quindi, sempre più multicanale, o per lo meno migra da logiche di interazione più tradizionali e di basso coinvolgimento nei processi di acquisto a logiche di maggior coinvolgimento e interazione multicanale con le aziende e gli altri consumatori.

Fonte: Osservatorio Multicanalità

Digital Skills per le humanae litterae [UniNinja]

No Edge for Knowledge – Le nuove “frontiere” della comunicazione e la cultura transmediale

Giovedì 16 Dicembre alle 10.00 a Napoli, nell’aula della Biblioteca di Ricerca Area Umanistica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, presso il Complesso S. Antoniello, Piazza Bellini, ex Refettorio, si presenta:

Il Master di II livello in Comunicazione Transmediale di Rete

No Edge for Knowledge - 16 Dicembre 2010 Ninja Appuntamenti [AP]No Edge for Knowledge - 16 Dicembre 2010 Ninja Appuntamenti dw

Ninja Marketing con Professionisti ed Imprese Knowledge Economy insegnano ad usare le tecnologie e i linguaggi dei new media per essere Filosofi, Storici, Traduttori, Giornalisti del XXI secolo.

www.mastertransmediale.it

info e connessioni

Alessandro Arienzo [filosofo]

Antonio Prigiobbo [design management]

Claudio Silvestri [giornalista]


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