Ancora Unboxing per Google, ancora Ninja! [TWIN NINJA POST]

Vi ricordate il primo video sponsorizzato da Google, ma interamente realizzato dal regista autodidatta di Montreal Patrick Boivin? Era gennaio e ne parlavamo in un articolo di Zatokih.

Bene, Patrick è tornato con un altro video dedicato al Nexus S, nuova creatura Google: Unboxing 2.

Questa volta in flash, il video mostra l’apertura della scatola con il solito stile. Ma uno dei tre ninja “scappa” con lo smartphone. Gli altri lo rincorrono ed in mezzo alla pagina rimane un Manrikigusari per “distruggere” la scena.

Provate anche voi! Eccovi il link: http://www.youtube.com/ninjaunboxing2

Ma non vi siete chiesti il perché del Twin Ninja Post “Tech & Mobile”?? E’ semplice! Secondo voi noi Ninja potevamo non fare un articolo dedicato al nuovo gioiellino di casa Google?

Ecco a voi il link per godervi le caratteristiche e
le novità del nuovissimo Nexus S
! Cliccate sull’immagine
qui di fianco e buona lettura! 🙂

Vodafone regala la Christmas Card Messaggi con un check-in su Foursquare

Per Natale Vodafone ha preparato un bel regalo per gli utenti italiani di Foursquare!

Basta effettuare il check-in in uno dei negozi Vodafone One convenzionati per ricevere in regalo la Christmas Card Messaggi di Vodafone, con la quale è possibile inviare gratuitamente 400 sms a tutti i numeri Vodafone e 100 sms a tutti gli altri per un mese dall’attivazione del servizio.

I negozi convenzionati sono i seguenti:

Aeroporto di Linate
Milano, Via Orefici
Torino, Via Roma
Genova, Via XX settembre
Bologna, Via Ugo Bassi
Verona, via Mazzini
Padova, Via Roma
Venezia, San Marco – Rialto
Bolzano, Piazza Walther
Roma, Via del Corso
Aeroporto di Fiumicino
Firenze, via dei Martelli
Napoli, via Roma
Catania, Via Etnea
Palermo, Via Libertà
Bari, via Sparano

La promozione è valida fino al 24 dicembre. Affrettatevi a fare il vostro chech-in!

Trovato qui.

Sounday, l'etichetta discografica digitale self service, si racconta [UNITED STARTUP!]

Sounday, l'etichetta discografica digitale self service si racconta L’ospite di oggi è Giuseppe Ravello, fondatore di Sounday Music, il quale ci parlerà della sua etichetta discografica digitale self service e del suo percorso come startupper. Davvero innovativa la vision di questo progetto che rispecchia totalmente il proprio payoff, ovvero “give artist a chance”.

Le caratteristiche principali e che fanno la differenza rispetto ad altri progetti simili sono due: prezzi accessibili a tutti e una iper semplificazione della fruizione dei servizi necessari per creare un progetto artistico professionale. Assolutamente da non perdere la storia di questa startup. Buona lettura e buona visione per chi preferisse guardare il video!

Cos’è Sounday Music

E’ come un’etichetta discografica che viaggia sul web ma a differenza del concetto classico di etichetta discografica si concretizza in una piattaforma web a cui gli artisti possono accedere indipendentemente da dove sono collocati. In modalità self service trovano a loro disposizione tutti i servizi necessari per lo sviluppo e la gestione di un progetto artistico. Il punto di partenza di un progetto artistico è il momento creativo, dove si ha l’ispirazione e in cantina, in cameretta, si compone un brano.

Però il momento immediatamente successivo è trasformarlo in qualcosa di professionale.. quello che in gergo si chiama mixing e mastering.. questo si può fare in modalità self service attraverso la piattaforma… Un altro esempio che forse è immediatamente percepibile è che se vuoi andare sugli store digitali non devi telefonare, scrivere, etc.. vai sulla piattaforma e il sistema per esempio ti porta su itunes…

Un salto nel futuro del mondo della musica

(Il mondo della produzione musicale è cambiato decisamente nell’era di Internet.. qual è lo stato attuale e quali sono le evoluzioni che vedi nel futuro? E in che modo si posizione Sounday in questo futuro?)
Il mondo è cambiato tantissimo ma se guardiamo al mondo della musica su un arco temporale molto piu’ ampio è stato uno dei primi settori che è stato influenzato dai cambiamenti della società e soprattutto della tecnologia. Allo stato attuale io vedo diversi momenti.

Gli operatori (etichette, major,…) sono in un fase di profonda crisi… ma perchè hanno bisogno di ristrutturarsi. Quando si parla di crisi nel settore della musica, si parla della vendita dei cd, ma ci sono tante altre cose da fare. Quindi i piu’ grandi sono in un grosso e profondo momento di trasformazione e riorganizzazione.

Per quanto riguarda gli operatori piu’ piccoli, quindi le etichette piu’ piccole… chi ha capito che questo grosso cambiamento è alla ricerca di nuovi strumenti perchè la musica venga diffusa, conosciuta e promossa affinché raggiunga il pubblico.

Il logo di Sounday MusicDalla parte degli artisti.. in generale nei paesi piu’ sviluppati, nei paesi dove c’è un approccio al digitale piu’ avanzato rispetto al nostro, è già in corso questo processo, è già normale pensare alla promozione fatta non attraverso i mezzi tradizionali, la stampa, la tv, la radio, etc.. , ma attraverso il web e le nuove tecnologie. In altri paesi come l’Italia, anche dal lato degli artisti, vedo un certo ritardo, che è alla fine il ritardo che c’è in generale…

Nel futuro prossimo..il prossimo anno direi, nasceranno altri progetti che offriranno soluzioni tecnologiche per gestire la promozione e la diffusione della musica. Tutto questo ha un grosso risvolto per quanto riguarda l’elemento che ha caratterizzato fino a ieri il mondo della discografia: i rapporti contrattuali. Bisogna capire che ormai, o almeno questa è la mia visione, quel modello è assolutamente superato. Chiedere all’artista di firmare, di avere la cessione dei diritti, prima ancora di sviluppare dei progetti.. bè questo succedeva fino a ieri e, succede ancora un po’ oggi, ma io penso che non succederà piu’ nel futuro. E questo è anche l’approccio di Sounday.

(Quindi Sounday cercherà anche di rispondere in maniera intelligente a questa innovazione…)
Il posizionamento di Sounday è proprio questo.. è sulla base di queste riflessioni… che nasce il progetto… Sounday è la risposta a questi cambiamenti. Si traduce appunto in una piattaforma web che mette a disposizione degli artisti degli strumenti. Gli artisti non cedono nessun diritto, rimangono loro i titolari dei propri diritti. Sounday rovescia quei concetti… quando noi vediamo delle grandi potenzialità, siamo noi che telefoniamo, che scriviamo agli artisti per proporgli un progetto e non viceversa, come succedeva fino a qualche giorno fa.

La fase di startup del progetto Sounday

(Bè questo mi sembra un cambiamento fondamentale.. siccome abbiamo fatto un salto nel futuro.. adesso ti chiedo di fare invece un salto nel passato ripercorrendo le fasi di sviluppo della tua startup)
Le tappe principali sono state queste: ad un certo punto io e miei soci, ognuno impegnato nelle proprie attività, avevamo cominciato a chiederci quale fosse il futuro della discografia e a cercare di dare delle risposte. Ci abbiamo provato, avevamo fatto un test, un test alpha, che tra l’altro ci aveva dato grossi successi… il duo dei dj oggi piu’ famoso nel mondo, è nato in Sounday grazie al nostro sviluppo.

Immediatamente subito dopo ci siamo buttati sullo svilupp. rischiando di ripercorrere la strada classica, semplicemente utilizzando la tecnologia. A quel punto abbiamo azzerato tutto e da lì parte quello che è oggi Sounday. Il 1 gennaio 2009, giorno in cui ho cessato le mie attività per dedicarmi completamente allo sviluppo di Sounday.

Il 1 gennaio 2009 c’era un bel foglio bianco e una bella domanda.. Come rispondere ai cambiamenti che ci sono stati nel mondo grazie alla tecnologia e come questi impatteranno sul mondo della musica. Avevamo un unico obiettivo.. arrivare a fine 2009 con un business model definito e ristrutturato, una beta di prodotto e un piano strategico per lo sviluppo. Il 2009 l’ho trascorso cercando di rispondere a queste domande.

Come ho fatto? Sono andato a parlare con la gente.. ho iniziato ad andare in giro.. e il primo posto.. al di là di fiere, convegni, etc..in cui c’è un fermento molto forte, sia dal punto di vista tecnologico, che dal punto di vista di soluzioni creative..è l’Inghileterra e quindi Londra. Sono stato un po’ lì cercando di parlare con la gente..

L'home page di Sounday
Il passo immediatamente successivo…è stato andare negli Stati Uniti con l’obiettivo di cercare di avere chiarezza soprattutto dal punto di vista delle opportunità tecnologiche e ho messo alla prova nell’estate del 2009 il mio business plan. Sono andato a fare un crash test, sono andato in un incubatore, uno dei piu’ grandi del mondo, nello stesso luogo dove ha sede Facebook, dove è nato Google.. sono andato lì chiedendo cosa ne pensavano… dove pensate che ci siano dei punti deboli?

Dopo questo periodo di oltre due mesi lì..sono tornato e ho cominciato a definire, a strutturare e chiudere il modello di business e sviluppare la beta di prodotto. Il 2010, il secondo anno, è stato l’anno del go-to-market, in versione beta e in versione ghost, nel senso che non abbiamo fatto un marketing massiccio..abbiamo semplicemente messo su strada la nostra idea…e l’abbiamo fatta camminare, cercando di vedere quali erano i feedback dalla strada.. sia dal punto di vista degli utenti che della tenuta tecnologica.

Chi ha investito in questo progetto

(Puoi dirci ora qualcosa per quanto riguarda il finanziamento di questo progetto..come è andata? cosa è successo?)
Logo dpixel - Venture Capital Qui tocchi un tasto estremamente delicato..anche qui ci sono stati piu’ momenti.. quando si è trattato di provare abbiamo abbozzato l’idea e ci siamo chiesti chi ci potesse supportare in questo percorso. Vivendo in Italia, stando qui abbiamo fatto un elenco dei potenziali investitori seed.. e abbiamo visto che dpixel era un attore estremamente attivo negli investimenti seed.. e allo stesso tempo è anche stato fondato da chi è stato pioniere della musica.. che dieci anni fa ha lanciato l’utilizzo dell’mp3 nel mondo della musica.. e quindi siamo andati a raccontargli l’idea..

Siamo stati fortunati perchè dall’altra parte c’era qualcuno che questo mondo l’aveva già vissuto..e ci hanno dato il primo input per partire, per sviluppare e strutturare l’idea. A fine 2009 c’è stato il secondo momento.. gli obiettivi che ci eravamo prefissati erano stati raggiunti.. dPixel è stata ben contenta del lavoro svolto e abbiamo fatto un secondo seed per fare il go-to-market che vi dicevo prima. C’è stato dunque un contatto per step in cui si raccontava la nostra idea e sulla base di questo ci sono stati degli interventi.

Nella fase attuale, per fare il salto, l’uscita, andare a regime, è necessario il contatto con fondi early stage. Adesso il seed l’abbiamo abbandonato, ma a questo punto i contatti non sono solo italiani. L’elenco di questi investitori è ridotto ma stiamo parlando e trattando con diversi investitori.

La mancanza di un mercato in cui crescere

(Come ho chiesto ad altre persone qual è secondo te il problema o quali sono i problemi  piu’ grandi per chi vuole creare una startup in Italia? E se credi ci siano delle soluzioni)
La prima cosa che vedo.. anche se non è un problema, ma una questione di mercato.. essere in un incubatore a Londra o nella Silicon Valley significa confrontarsi con persone che ne hanno fatte tante, e possono condividere le loro esperienze facendoti crescere.. però queste cose è utile portarle a casa e iniziare a sviluppare..ma a questo punto c’è il problema della struttura del paese.. è molto piu’ difficile.. perchè manca un po’ la cultura dell’investimento sulle startup.

Ormai i fondi italiani li conosco tutti, sono persone assolutamente competenti e rispettabili.. però il concetto di investimento in una realtà hi tech, sull’idea giovane fa ancora molta paura.. la burocrazia non aiuta.. e allo stesso tempo da parte della struttura pubblica non vedo grosse “agevolazioni” perchè per mettere in piedi una startup bisogna pagare un sacco di soldi .. tra camera di commercio, fare l’assemblea, il notaio, queste cose qui.. in una startup che non ha una lira per definizione incidono tantissimo. Per cui c’è un problema di struttura.

Con Sounday ho partecipato con orgoglio al World Innovation Forum di Barcellona perchè siamo stati selezionati come una delle venti finaliste a livello mondiale.. bene al termine dei quattro giorni di lavori il sindaco della città nel suo discorso diceva: vi diamo, se seriamente lo meritate, un anno di assistenza amministrativa, assistenza contabile, tutto free.. vi diamo un posto dove stare.. quindi un incubatore che costa praticamente nula, etc.. tutte queste cose sono vitali per una startup.. quei pochi soldi che si riescono a raccogliere devono essere totalmente investiti nello sviluppo dell’idea, del business plan e del prodotto…

Link Sounday Music: http://soundaymusic.com/
Link dpixel: http://www.dpixel.it/

In Svizzera l'offerta di lavoro è creativa, anzi a raggi X!

Security Supreme è una società internazionale specializzata in servizi di sicurezza, tra cui anche il controllo dell’accesso e il check-in dei bagagli.

L’azienda ha bisogno costantemente di personale appositamente addestrato, e in Svizzera sono pochi gli specialisti in grado di soddisfare questo profilo.

Partendo dal presupposto che il profilo ricercato lavora nella polizia di frontiera o all’aeroporto, Security Suprem insieme all’agenzia Y&R Advice, è proprio in un aeroporto che ha realizzato questa interessante campagna per reclutare il personale specializzato!


In soli due mesi, e con un budget inferiore ai 5000 franchi, la società ha reclutato otto nuovi dipendenti altamente qualificati.
via

Tweesp: il potere paranormale di Twitter per trovare i regali natalizi

Cari ninja,
mancano ormai solo pochissimi giorni a Natale…e se non avete ancora comprato i regali direi che è tempo di affrettarvi!

Non sapete cosa scegliere? Beh, affidatevi al potere di Twitter: se i vostri amici, fidanzati/e, parenti hanno un account il problema è risolto.
Ci pensa infatti Tweesp, che grazie alla “percezione extrasensoriale di Twitter trasforma i più nascosti desideri dei vostri amici in idee regalo”…con un piccolo aiuto da Amazon, dal momento che la lista che vi troverete davanti dopo aver inserito l’account desiderato è composta da oggetti ordinabili attraverso il celebre e-shop.

Insomma, sicuramente un uso intelligente delle API (capisco che è periodo natalizio ma non mi riferisco a quelle che producono il miele), un’ottima occasione di engagement per Amazon ed un bel problem solving per l’utente!

Buono shopping!

Quando le dimensioni non contano: come trasformare Israele in un brand turistico

La costruzione di un brand turistico è un processo alquanto complesso, in quanto co-partecipano una serie di soggetti, diversi tra loro, ma legati dalla “fiducia”, un fattore che si genera e vegeta attraverso il passaparola. Il passaparola è uno delle tante barriere all’entrata che permettono ad un brand di differenziarsi dagli altri, in quanto non è possibile fare del benchmarking o copiarlo: è un fattore importante per il turismo e va saputo  “coltivare”.

Il concetto di passaparola è strettamente collegato al concetto di reputation, che oggi come non mai corre nel Web. La reputation [turistica e non solo]  rientra in una voragine  mediatica che colpisce oramai da anni lo Stato di Israele, per ovvie vicende. Situazione abbastanza “colorita” dai mass media tradizionali.

Il piccolo Stato, per risollevare le sorti turistiche di un paese a lungo  identificato con stereotipi  troppo lontani dall’immaginario collettivo del “viaggiare” (come  il tempo libero, il relax e la tranquillità) ha pensato di investire in advertising. La maggior parte non conosce in fondo Israele come realtà d’eccellenza in varie discipline che vanno dalla diversità all’ innovazione ed alla sostenibilità ambientale. Ed ecco che da lì a poco è emersa la voglia di comunicare un prodotto, una nazione, un brand turistico in maniera alquanto sorprendente.

La promozione turistica israeliana passa attraverso il seguente pay off: “Size doesn’t matter”, letteralmente “le dimensioni non contano”, una parafrasi della celebre frase in ambito sessuale ed allusione alle dimensioni ridotte dello stato israeliano.

Il video fa parte di una campagna avente l’obiettivo di promuovere la conoscenza della destination israeliana,  incentivando i giovani universitari  a concedersi un’esperienza oltre le solite “dimensioni”. Inoltre, questa campagna cross mediale/sociale, oltre ai video virali, fa riferimento ad un sito web interattivo, film ed articoli promozionali.

Le opinioni in merito a tale comunicazione sono state contrastanti, ma a rafforzare l’idea di tale  promozione di branding turistico arrivano i primi dati dal ministro del Turismo, Stas Misezhnikov,  il quale ha stimato che alla fine di quest’anno i turisti avranno superato quota 3,4 milioni, un netto miglioramento rispetto agli altri anni.

Tu cosa ne pensi? Quali sono le tue dimensioni ….di giudizio ovviamente!

sito

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Milano 21-22 gennaio 2011: Corso di specializzazione in "Social Media e Mobile Marketing"

Si avvicina il Natale ed ecco pronto il regalino per voi, cari Guerrieri.

Ninja Academy presenta il corso più innovativo del 2011, uno sguardo sul futuro prossimo.

Il 21 e 22 gennaio 2011 si terrà a Milano il corso di specializzazione in Social Media & Mobile Marketing.

Siete dei curiosoni e volete conoscere il prossimo tecno-social-trend? Vi siete mai chiesti come comunicheremo tra 6 mesi e soprattutto quali sono le implicazioni della Mobile Internet Revolution?

Bene, allora potete inserire questo corso sotto il vostro albero di Natale e prepararvi per il viaggio virtuale che faremo insieme a gennaio 😉

La slitta dell’Academy, guidata da Ninja Babbo Mobile, vi porterà in mondi magici.

Insieme vedremo come i Social Media principali (Facebook, Twitter, Foursquare, Linkedin, ecc.) si stanno integrando nel mondo mobile e come quest’ultimo abbia cambiato le possibilità di business a livello di Advertising e Distribuzione di Applicazioni.

Carpiremo il potenziale dell’augmented reality e della geolocalizzazione che permettono di visualizzare informazioni nel vostro campo visivo, imparando che gli oggetti possono dialogare con la rete e che è possibile cambiare la routine quotidiana in business.

Pronti?  SCARICA IL PDF DEL CORSO QUI CON TUTTE LE INFORMAZIONI, DAI PREZZI AL PROGRAMMA O ISCRIVITI ONLINE QUI!

Dove: Milano, presso Ninja Academy, Via G.Zanella 54/56

Posti disponibili: max 30

Destinatari: Il corso fornisce modelli di riferimento, spunti creativi, strumenti teorici e pratici a professionisti e studiosi della comunicazione, in particolare a:

●      Professionisti del marketing – Consulenti, Marketing Manager/Director, Product/Brand Manager

●      Strategic Planner/Account/Creativi di agenzie di pubblicità/PR/eventi/media

Programma giornate:

21 gennaio 2011 – Social Media Marketing

Obiettivi:

Comprendere il potenziale del mercato mobile per il business. Apprendere nuove forme di promozione e interazione basate sui device mobili. Integrare il mobile con l’azione sui social media.

Masters Ninja:

Simone Tornabene, CMO di Viralbeat e blogger su webstrategist.it

Alex Giordano, Strategic Planning Director dei Ninja

22 gennaio 2011 – Mobile Marketing

Obiettivi:

Apprendere le logiche di funzionamento delle tecnologie emergenti, comprenderne il potenziale e i modelli di business, in modo da creare delle nuove esperienze per l’utente finale. Essere pionieri nel proprio settore lanciando sul mercato i prossimi trend tecno-sociali. 

Masters Ninja

Mauro Rubin, CEO di JoinPad.net e blogger su Plumfake.com

Alex Giordano, Strategic Planning Director dei Ninja

Come sempre è possibile seguire anche un solo giorno, ma per questa volta è altamente consigliato l’acquisto di entrambi visto l’estremo legame tra le lezioni.

Vi ricordiamo che per chi si iscriverà entro il 14 gennaio 2010 potrà usufruire dei prezzi speciali in early booking: 540€ per il singolo giorno, 960€ per il corso completo!

Maestra Franzina è sempre a disposizione per ulteriori info e dubbi. Potete contattarmi a francesca [@] ninjamarketing.it o al 346 4278490
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Un Buon Natale 2.0: la Natività al tempo dei Social Media [VIRAL VIDEO]

Come potremmo raccontare la Natività al tempo dei Social Media?

Un simpatico video realizzato dall’agenzia Excentric attualizza la nascita di Gesù, ovvero la racconta utilizzando Facebook, Twitter, YouTube, Google, Wikipedia, Google Maps, GMail, Foursquare, Amazon e ovviamente non poteva mancare l’iPhone!

Times change, the feeling remains the same – I tempi cambiano, ma i sentimenti rimangono gli stessi. Il risultato è davvero simpatico, non vi pare?

Le migliori Apps per i tuoi Documenti su Android [NINJA APPS]

La settimana scorsa vi avevamo parlato qui di alcune applicazioni di base per il vostro Android. Proseguiamo ora il nostro sentiero, seguendo anche i consigli dei nostri lettori che nei commenti al nostro primo post chiedeva di dare un occhio alle applicazioni di modifica e visualizzazione documenti.

Un terreno ancora da sviluppare

La gestione dei documenti attraverso i dispositivi mobile è  una possibilità affascinante quanto attualmente problematica.  La visualizzazione di documenti come Pdf, documenti di word o presentazioni power point, è garantita sui sistemi Android grazie ad un buon numero di applicazioni gratuite, tra le quali anche Acrobat Reader, se volete dare una veloce occhiata ai vostri files prima di un occasione importante, non avrete alcun problema.

Dove iniziano i problemi

Mentre visualizzate i vostri files, vi accorgete che è necessario fare una modifica dell’ultimo momento, e qui, iniziano i problemi. La modifica dei documenti attraverso Android infatti è tutt’altro che una cosa semplice, che diventa impossibile se non volete spendere nemmeno un euro. Strano a dirsi, infatti, al momento in cui scrivo non ci sono applicazioni gratuite che consentono la modifica di documenti della suite Office (.doc /.excel /.ppt)  o di altro tipo, dunque siamo costretti ad aprire il portafoglio se vogliamo avere la possibilità di intervenire direttamente dal nostro device sui documenti.

ThinkFree Office

Mentre la versione Lite vi permetterà solo di visualizzare i vostri documenti, per 11 euro avrete sul vostro Android una suite completa per la modifica e la creazione di documenti o spreadsheet. L’applicazione si integrerà con il sistema e, ogni volta che starete per aprire un documento, potrete decidere se usare ThinkFree Office. L’app agisce sia come visualizzatore sia come editor, secondo le vostre esigenze e non richiede connessione alla rete. Con l’acquisto dell’app avremo inoltre, dopo la registrazione dei nostri dati sull’apposito sito, uno spazio di 1gb per mettere al sicuro i nostri documenti. Siamo davanti ad un buon programma, che comunque presenta qualche difetto. Su un Samsung Galaxy S, Think Free office nelle operazioni di modifica dei documenti più estesi, diventa abbastanza lento, bisogna anche notare che la modalità di inserimento dei dati nei documenti è macchinosa, vi richiederà parecchi touch per portare a termine le modifiche. Qui trovate il sito ufficiale e la possibilità di scaricare l’app.

L’alternativa free: google docs

Per non spendere nemmeno un euro, possiamo affidarci a Google docs, recentemente aggiornato per funzionare anche sui dispositivi mobile. Questa funzione di google consente la modifica di tutti i documenti convertiti nel formato nativo di gdocs e la creazione di nuovi documenti o spreadsheet. Renderà inoltre possibile scaricare sul vostro Android i file caricati dal pc, rendendo dunque attiva la funzione di storage anche per il mobile. La caratteristica interessante del sistema di google, è la gestione di ogni singola riga di testo come elemento a se stante, come ben mostra il video di presentazione. L’idea è particolarmente funzionale in quanto non rallenta il sistema, permettendo comunque di modificare i documenti in modo veloce. Per accedere a Google Docs mobile sarà sufficiente puntare il browser del vostro Android sul portale principale del motore di ricerca.

Anche google docs non è privo di difetti

Nonostante tutto, gdocs mobile ha ancora alcuni difetti. Attraverso Android infatti non è possibile convertire i file precaricati nel formato di google l’unico modificabile, cosa che rende i file non google solo visualizzabili (dunque i file .doc rimangono inespugnabili). La mancanza più fastidiosa è la possibilità di scaricare sul proprio telefono i file in formato nativo di google, insieme all’obbligo di essere agganciati ad una connessione internet per usufruire del servizio, non vi sono infatti app scaricabili di google documents.

Android non è ancora pronto

Allo stato attuale, possiamo senza dubbio dire che le applicazioni mobile non sono ancora complete rispetto a tutte le esigenze che possono riguardare documenti, presentazioni e spreadsheet. Il robottino verde non è ancora completo in questo campo, ma può comunque dire la sua in casi di emergenza.  Come sappiamo però, Android è sempre in evoluzione e noi staremo molto attenti a cogliere per primi ogni novità.

Anche questo sentiero si è concluso, aspettiamo i vostri consigli per i prossimi da seguire insieme e ringraziamo i nostri lettori  per questo suggerimento!

Come ti porto l'iPad in macchina. I consigli con uno Spot BMW [Mobile Trends]

pazzi per ipad car

DIY, Do it yourself ! Questa la parola d’ordine del simpatico spot BMW che si prende gioco di tutti quei sistemi amatoriali che da anni propongono soluzioni bizzarre e creative per portare con sè in auto il proprio smartphone di fiducia.

Bmw-Link-app-iphone

Con lo spot BMW pubblicizza il BMW Holder per Apple iPad, per posizionarlo direttamente dietro ai sediolini frontali, e il BMW Station per iPhone.
Molto interessante e innovativo l’approccio dell’azienda anche dal punto di vista software: da Marzo 2011 sarà possibile scaricare l’app ufficiale BMW Link ,che con un’apposita interfaccia gestirà anche il sistema di navigazione.

E pensare che una volta erano i cellulari a inseguire le auto nella comunicazione pubblicitaria… Adesso sono le BMW a inseguire gli Smartphone !