Per Natale regalati l'albero riciclabile di Reno de Medici!

Per Natale regalati l'albero

LifeGate, il primo network media e advisor per lo sviluppo sostenibile in Italia, sta diffondendo un progetto dedicato al Natale a basso impatto ambientale.

L’idea nasce dall’azienda Reno de Medici che opera nel business della carta e che fa dell’eco-sostenibilità ambientale uno dei suoi principi fondanti, oltre che linea guida per le sue politiche aziendali. L’azienda non poteva che concentrare le sue attenzioni su uno dei veri simboli del Natale: l’albero!

L’albero!

L’Alberello di Natale della “Collection Reno” è, infatti, il primo albero di Natale ecosostenibile dotato della certificazione Fsc, certificazione che attesta la conformità ed il rispetto di severe norme ambientali e socio-economiche nell’utilizzo di risorse naturali provenienti da foreste.

E’ stato realizzato in fibre di cartone 100% riciclato e coniuga perfettamente in sé, la magica atmosfera natalizia con il rispetto per l’ambiente. Oltre ad essere ecosostenibile, l’alberello è assemblabile, può essere smaltito completamente nei contenitori per il cartone ed ha un design veramente curato ed elegante. La sua praticità e la sua grande resistenza lo rendono, inoltre, idoneo ad un uso pluriennale.

I decori

Alcune delle sue versioni disponibili non hanno bisogno d’essere decorate, ma il modello neutro è stato creato appositamente per potersi sbizzarrire con colori, collage, addobbi.

In questo modo anche per molti bambini sarà divertente decorare con fantasia il proprio albero prima dell’arrivo dei preziosi regali! Spazio, allora, a questo genere di creatività che fanno bene all’ambiente e al gioco, alla fantasia, all’umore, all’originalità delle famiglie.

Da segnalare poi, una simpatica applicazione sviluppata per inviare Auguri di Natale recapitati direttamente da Babbo Natale.

OH OH OH!! Non mi resta che augurarvi un Felice Eco-Natale a tutti 😉

Clamoroso! Groupon rifiuta l'offerta di Google di 6 miliardi di dollari! Le contromosse di Amazon ed Ebay per un web sempre più local!

Breaking News. Pochi giorni fa avevamo pubblicato l’indiscrezione secondo cui Groupon, il famoso sito di sconti on line, sarebbe entrato a far parte della galassia di Google, per una cifra che si aggirava attorno ai 6 miliardi di dollari. Ma poche ore fa è arrivata la smentita di alcune persone vicine all’azienda di Chicago. Ricordiamo che Groupon in soli due anni è cresciuta in maniera impressionante passando da un piccolo e semplice sito Web ad un’azienda con circa 3000 dipendenti, una presenza in 35 nazioni e un fatturato annuo di 500 milioni di dollari.

Che si tratti di un gioco al rialzo?

Già perchè mentre Google e Groupon erano in trattative, Amazon, da poco sbarcato anche in Italia, investiva 175 milioni di dollari in Living Social, competitor di Groupon, ma che opera attualmente sotanto nel continente americano, nel Regno Unito ed in Irlanda.

In tutto questo Ebay poteva restare a guardare?

Certo che no! E per una cifra che si aggira sui 75 milioni di dollari, ha acquistato Milo, motore di ricerca per lo shopping locale statunitense.

La strategia dei giganti del web è molto chiara. Puntare sulla localizzazione della propria offerta. Magari in un futuro non proprio lontano potremo assistere all’apertura di centri commerciali marchiati Google, Amazon, Ebay….

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Dieci segreti per accrescere la tua popolarità su Facebook

Quale sarà l’algoritmo attraverso il quale Facebook decide quali notizie hanno l’onore di occupare un posto nella nostra home page del celebre social network?
Tom Weber ha realizzato un esperimento per venirne a capo, svelando dieci dei più grandi segreti di Facebook.
Il fulcro dell’esperimento è stato Phil Simonetti, un sessantenne appena iscritto a Facebook, la cui attività all’interno del social network così come quelle dei suoi “amici” sono state monitorate costantemente per un mese.
Simonetti si è iscritto a Facebook e ha iniziato ad aggiornare i propri status. I suoi “amici” erano più di due dozzine di volontari, che hanno dato il consenso affinché le proprie notizie fossero monitorate per la durata dell’esperimento.

Vediamo ora i dieci segreti svelati di Facebook:

1. Il pregiudizio di Facebook per i nuovi iscritti

Nonostante Phil aggiornasse spesso il proprio stato, quest’ultimo non appariva nelle notizie degli amici.

2. Il circolo vizioso di Facebook

E’ stato quindi chiesto agli amici di Phil di iniziare ad interagire con lui. A quel punto le notizie di Phil hanno iniziato ad apparire nella home page di Facebook degli amici.

3. Le notizie “più popolari”

Quando gruppi istruiti di amici-volontari hanno iniziato ad interagire con Phil, è stato possibile monitorare anche le notizie che lui riceveva. Quali?
Le notizie possono essere visualizzate in base alle “più popolari” o in base alle “più recenti”.
Per quanto riguarda le “più popolari” c’erano alcuni amici che visualizzavano spesso le sue notizie ed altri raramente o mai. Inoltre “più popolari” mostra con diverse ore di ritardo alcune notizie ignorandone altre.
C’è una ragione per questo, se un utente Facebook visualizzasse tutte le notizie in tempo reale non avrebbe la necessità di navigare nelle singole pagine degli amici.
Dopo due settimane è stato chiaro che non conta il numero delle attività ma il tipo.

4. Anche le notizie “più recenti” sono censurate

Nelle “più recenti” tutti gli elementi pubblicati dagli amici dovrebbero essere disposti in ordine cronologico. Ma, a quanto pare, non è così.
Simonetti infatti ha postato diversi status, link, photo e video e molti dei volontari non li hanno trovati all’interno delle notizie“più recenti”. Il che accade perché non si è smanettato con “modifica le opzioni” per le notizie più recenti alla fine della pagina iniziale.

5. Spiare gli amici non ti farà notare di più

Se c’è qualcuno che controlli regolarmente e magari anche un po’ ossessivamente andando in continuazione a visitare il suo profilo, ciò non ti renderà più visibile nelle sue notizie. Ottime notizie per gli stalker, dunque.

6. Avere amici che ti seguono aiuta la tua popolarità

Con l’aumento dei click al tuo profilo e ai tuoi elementi aumentano anche le tue notizie visibili all’interno della home page di Facebook dei tuoi amici e quindi la tua popolarità.
La scoperta è stata fatta quando è stato chiesto agli amici di Phil di seguirlo e cliccarlo di più.

7. I link superano gli aggiornamenti di status

In quanto creano un maggiore “user engagement”.

8. Le foto e i video superano i link

Perché generano più click.

9. Il potere dei commenti

Più commenti avrà un elemento pubblicato maggiore sarà la sua visibilità.

10. Perché Facebook è come il liceo

Nonostante tutti gli elementi e i commenti che Phil ha postato, alcuni dei suoi amici non ne hanno mai visto le notizie. Quali amici? I più popolari, vale a dire coloro che hanno più di 600 amici su Facebook.  Quindi la chiave per creare  il tuo circolo su Facebook è quella di aggiungere amici che hanno pochi amici, in modo tale che riceveranno i tuoi feed, interagiranno nella maniera consentita da Facebook e aumenteranno la tua visibilità.

Trovato qui.

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Android Quanto mi Costi? Un device per tutti con Vodafone Ideos [Ninja Review]

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Quanto costa Android? Meno di quello che vi potreste aspettare.

Vi avevamo già parlato qui del momento di grande fermento che Android sta ora vivendo. Dunque forse vi abbiamo incuriosito e siete desiderosi di toccare con mano tutte le meraviglie del robottino verde.

Un Androide per ogni tasca

Vodafone Ideos [99€] Il vero protagonista di questo articolo che abbiamo avuto il piacere di recensire. E’ un piccolo gioiello tecnologico lanciato di recente sul mercato a marchio Vodafone [ringraziamo gentilmente il gestore per averci inviato dei device promozionali 😉 ], forse il primo passo verso la diffusione totale del concetto di smartphone: vediamolo più nel dettaglio

Vidafone Ideos Ninja Review

Android_quanto_mi_costi7Un modello semplice, economico ma dotato di un hardware che vale decisamente il suo prezzo. La caratteristica più interessante è di certo Android già aggiornato alla versione 2.2 e pronto a stupirvi con tutte le sue novità assieme a tutte le funzioni social più classiche, uno schermo touch da 2.8’’ , bluethoot, wi-fi e fotocamera da 3.2 megapixel [dettagli tecnici].

Fantastico, c’è altro da sapere? Al momento Ideos viene venduto a questo prezzo solo a chi sceglierà di attivare gratuitamente un nuovo numero Vodafone o a chi cambierà il proprio operatore. Inoltre sembra che questa offerta duri solo nel periodo natalizio ma è più che plausibile pensare ad un prolungamento della stessa, soprattutto se avrà il successo che promette di avere.

Parliamo del più economico android –  smartphone in assoluto, venduto ad un prezzo molto accessibile e in periodo natalizio: quanto contribuirà Ideos alla diffusione di Android? Ne riparleremo dopo le feste, per ora ci accontentiamo di sapere che, secondo gli analisti di IDC, Android sarà il secondo sistema più diffuso, superato solo da Symbian entro il 2013 (trovato qui). Staremo a vedere.


In alternativa

Acer be Touch E110 [150€] Resta uno degli smartphone più economici senza essere legato a offerte o promozioni, in questo caso però, il basso costo incide notevolmente sull’hardware. Questo smartphone integra tutte le funzioni di telefonia basilari, qui trovate le specifiche complete, si notano però la mancanza del wi-fi e un sistema Android 1.5 ormai datato. Il modello Acer non regge il confronto con l’ Ideos descritto poca fa, scegliendolo però non sarete obbligati ad avere Vodafone come operatore, tenendo comunque nelle mani un buon Android.

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LG Optimus One Blue [229€] Passiamo ad una fascia media e ci troviamo di fronte ad un ottimo terminale della LG. Per questa cifra vi porterete a casa uno smartphone full optional, equipaggiato con Android 2.2 e in grado di eseguire ogni sua funzionalità senza problemi. Abbiamo decisamente superato l’Ideos di Vodafone ma il prezzo non è adatto a chi vuole solo dare una prima occhiata. Questa pagina di LG descrive tutti i dettagli del prodotto.

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Samsung Galaxy S [499€] Eccoci alla fascia alta, il Galaxy è il terminale di punta della casa Coreana e di Android stesso. La caratteristica interessante di questo smartphone è la presenza di un ottimo quantitavo di Ram, ben 512 MB, il doppio rispetto all’ Optimus One. Il Galaxy S è un prodotto senza compromessi, forse il diretto concorrente di Iphone. Qui trovate il sito dedicato a questo smartphone.

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E le Apps?

Oltre a tutte le applicazioni base, rilasciate gratuitamente, troverete nello store ufficiale di Android moltissimo materiale, oltre 100.000 apps di ogni tipo, il 60% delle quali gratuite, qui approfondiamo l’argomento. Se con così tante possibilità non sapete cosa scegliere, potete seguire i consigli degli operatori. Se avete deciso di affidarvi a Vodafone, recatevi sul Vodafone App Store , scegliete il vostro modello e date un’occhiata, si possono trovare anche i consigli specifici per il modello Ideos. Se invece avete scelto Tim il suo Tim App Store vi attende con consigli e app per tutti i tipi di smartphone, Tre e Wind sembrano invece non aver scelto questa strategia.

Allora Android, quanto mi costi? La scelta è vostra

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Una delle caratteristiche che può vantare questo sistema operativo è la libertà di scelta che concede ai suoi utenti. Android vi costerà esattamente quanto desiderate spendere, a seconda di quanta potenza volete mettere nelle vostre tasche e dell’uso che ne volete fare. Volete provare il sistema senza troppo impegno? L’ideos fa per voi. Siete interessati ad Android, pensate di usarlo ma non volete spendere troppo? Fascia media, wi-fi e 229 euro. Preferite essere liberi dai vincoli presenti sull’ Iphone ma non volete rinunciare alla massima potenza? Il  Galaxy S vi attende.

Qui abbiamo riportato solo quattro terminali, Android però è presente su molti altri modelli. Se siete curiosi e volete pensare ai regali di natale un po’ in anticipo, puntate il vostro browser su uno dei tanti store online per farvi un’idea. Mediaworld, Marco Polo Expert, Electronics ed Euronics sono solo alcuni rivenditori che vi permetteranno di vedere  tutti i modelli su cui è disponibile Android, di confrontarli ed eventualmente di procedere all’acquisto online. Avete già scelto?

Noi siamo pronti a revisionare per voi altri device! 😉 Se volete la recensione del vostro prodotto su Ninja Marketing scrivete a info[@]ninjamarketing.it

Treccani fa lo spoof alle Ragazze di Ostia di "Er calippo e 'na bira" [VIDEO]

La Treccani da oggi parla romanesco, con buona pace dei fiorentini. 🙂

Punta infatti sull’ironia la nuova campagna della famosa enciclopedia, che nasce sull’onda del fenomeno viral di quest’estate -le ragazze romane del “er calippo e ‘na bira” intervistate sulla spiaggia di Ostia– facendo loro il verso: nel video, le protagoniste sono alle prese con le classiche parole crociate, con risultati tragicomici.

A poco serve l’intervento dell’ “uomo Treccani”, un novello supereroe in bombetta armato di enciclopedia, che tenta in questo modo di soccorrere le donzelle in difficoltà: il tomo viene usato da cuscino.

Nel tentativo di svecchiarsi e colmare il divario con i suoi fratelli del web, Wikipedia in primis, Treccani dà un suggerimento neanche tanto velato. Quale? Sarebbe decisamente meglio sfogliarla.

Gowalla 3 integra Foursquare e Facebook Places

Gowalla, il geosocial network ha lanciato la versione 3 della sua application per iPhone. La nuova versione non è un semplice update ma è integrata direttamente con Foursquare, il suo maggiore competitor.
L’obiettivo di Gowalla 3 è quello di ridurre i limiti dei check-in. Utilizzando infatti la nuova versione della sua app sarà possibile effettuare contemporaneamente il check-in anche su Twitter, Tumblr, Facebook Places e naturalmente Foursquare, senza preoccuparsi di dover entrare in ogni social network.
Inoltre allo stesso tempo consentirà di raccogliere badges per Foursquare e di approfittare dei deals di Facebook.

Il CEO di Gowalla, Josh Williams ha spiegato a Mashable che il loro scopo è semplicemente quello di rendere la vita più facile a coloro che utilizzano i geosocial network e i vari sistemi di geolocation, rendendo unica qualunque esperienza di check-in.

A quanto pare non c’è stato alcun accordo fra Gowalla e il suo acerrimo nemico Foursquare per l’integrazione, che è avvenuta attraverso l’API, il che potrebbe causare diverse controversie.
Foursquare se ne starà a guardare?
Lascerà che continui ad usare l’API? O la bloccherà?
Staremo a vedere.

Trovato qui.

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11 Consumer Trend per il 2011

 

Quali saranno i trend più importanti per i marketing manager nel 2011? Ecco undici spunti, ispirazioni e temi di riflessione che accompagneranno le strategie di mercato vincenti per il prossimo anno. Il report, tradotto e sintetizzato da TrendWatching.com, è disponibile qui.

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Un altro anno, altre montagne russe di minacce ed opportunità. Concentriamoci su queste ultime, perché tra guerre valutarie e nazioni declassate economicamente, ci sono più opportunità che mai per quei brand creativi e quegli imprenditori capaci di incontrare i bisogni mutevoli dei consumatori.

1 – Gesti di gentilezza random

L’avidità dei consumatori per la veridicità e per il tocco umano ci garantisce che la gentilezza inattesa – dai brand che pagano casualmente il conto del cliente o che inviano un regalo a sorpresa – sarà una delle strategie più efficaci per coinvolgere i (potenziali) consumatori nel 2011. Per i brand, significa essere percepiti non più come inflessibili e rigidi, ma carismatici ed empatici. Ad alimentare il trend della generosità imprevista vi è la possibilità per le imprese, grazie ai social network, di sapere cosa succede nella quotidianità dei consumatori. Com’è avvenuto per Interflora, brand attivo nella consegna floreale: in una campagna social media per l’UK, l’obiettivo è stato quello di ravvivare la quotidianità dei follower su Twitter: un team ha monitorato quegli utenti i cui sfoghi di 140 caratteri sottolineavano l’importanza di essere rallegrati ed Interflora ha prontamente inviato loro un bouquet a sorpresa.

2 – Urbanomics

I consumatori urbani tendono ad essere più audaci, liberali, tolleranti e smaliziati, tratti ancora più pronunciati nei mercati emergenti dove i neo-cittadini si trovano distanziati dalle strutture sociali tradizionali ed esposti al contempo ad una gamma di alternative senza precedenti. Cento città rappresentano oggi il 30% dell’economia globale: parliamo di capitali come Londra, New York, Parigi.. ma le metropoli di Shanghai, Sao Paulo ed Istanbul sono pronte ad esplodere di potenzialità. In poche parole: a vincere, nel 2011, saranno gli approcci locali ed ultra-specifici per prodotti, servizi, esperienze e campagne in grado di sorpassare il tradizionale geomarketing. Occorre guardare ai bisogni dei cittadini globali, scalando il tutto a livello urbano, città per città, senza dimenticare una dose di orgoglio cittadino. Guardiamo ad Absolut Cities, vodka con gusti speciali in edizione limitata: mango e pepe per New Orleans, tè verde e sambuco per Boston.

3 – Pandemonium Prezzi

I consumatori cherry picker sono sempre esistiti: perennemente alla ricerca di offerte speciali e sconti. Ma nel 2011, nuove tecnologie permettono loro di essere sempre connessi, di condividere un’offerta immediatamente, di aumentare il proprio potere d’acquisto di gruppo, di individuare in maniera dinamica ed in tempo reale offerte via mobile. Chi è che ha il tempo di ritagliare coupon? E’ molto più pratico e smart mostrare il proprio cellulare con GPS o scannerizzare un codice a barre. Cambiano i modelli di business e le strategie di pricing nel 2011: acquisti di gruppo (Groupon, Living Social, GoNabit, Big Lion, Daily Deals), saldi solo per i member (Gilt Groupe, Jetsetter) ed in modalità flash (DellOutlet), pricing dinamico (Off and Away) e sconti locali (Shopkick, Checkpoints).

4 – Made for China (o for BRIC)

Nel 2011, teniamoci pronti a vedere diversi brand occidentali lanciare nuovi prodotti o nuovi marchi dedicati ai consumatori dei mercati emergenti. Per cui una combinazione di qualità percepita più una rielaborazione locale è la via giusta. Esempi? Il brand Levi’s dENIZEN, variante di jeans più affusolati e mirati ai consumatori asiatici; il cellulare Shanghai Blue Phone by Dior, molto costoso e disponibile solo nei negozi di Shanghai; il nuovo brand Hermès per la Cina, Shang Xia, ispirato alla cultura cinese. Infine, i dipendenti dell’Apple Store di Shanghai che indossano maglie rosse con lo slogan “Designed in California, Made for China” scritta in Mandarino, variante dell’originale che si trova sul retro di ogni iPhone (Designed by Apple in California, assembled in China).

5 – Online Status Symbols

Ieri ci si vantava del numero di visitatori o di commenti sul proprio blog. Oggi ci sono anche il numero di amici su Facebook, di follower su Twitter, di check-in su Foursquare e così via. Nel 2011 sarà fondamentale dotare i propri consumatori online di simboli virtuali o reali che li aiutino a mostrare ai pari la propria popolarità. Attenzione in particolare ai simboli “reali”: Twournal permette agli utenti di Twitter di trasformare ed acquistare la propria (o quella di altri) attività online in un vero e proprio diario; Nerd Merit Badges vende veri stemmi corrispondenti ai badge Foursquare, ricamati e col retro in velcro a 6 dollari l’uno.

6 – Wellthy = Wellness + Healthy

Sempre più consumatori si aspettano dai prodotti e dai servizi relativi alla salute la possibilità migliorare la qualità di vita piuttosto che limitarsi a curare sintomi e malattie. Tecnologie di monitoraggio e social network medicali andranno per la maggiore. La “consumerizzazione” della salute significa che molti consumatori preferiranno quei prodotti con benefici salutistici embedded, ben progettati, desiderabili, accessibili, divertenti ed interessanti. Microsoft e Sony si sono entrambe dedicate ai controller di gioco con sensore di movimento: X-Box Kinect e Playstation Move: l’obiettivo è arricchire l’esperienza di gioco ma anche – com’è avvenuto con la Wii – aggiungere una dimensione fisica e salutare ai videogame (EA Sports Active 2 e Get Fit with Mel B).

7 – Social-Lites e Twinsumers

Nel 2011 il passaparola sarà sempre più dipendente da dinamiche P2P. Da un lato i Twinsumers (consumatori con pattern di consumo simili e con un alto grado di influenzabilità reciproca) dall’altro i Social_Lites, concentrati sul piacere della scoperta, della condivisione, del remixing, del commentare e suggerire contenuti, prodotti, acquisti ed esperienze ai propri amici. Il requisito principale è ragionare in termini di quanti Like e Retweet posso innescare. Mombo analizza feed Twitter da tutto il mondo per assegnare ad ogni film un voto; gli utenti possono quindi ricevere consigli su film da vedere in base a come lo hanno valutato i propri amici.

8 – Generosità Emergente

Brand e ricchi imprenditori/individui nei mercati emergenti saranno chiamati a dare, donare, curarsi di ed empatizzare con i meno fortunati a livello globale, piuttosto che chiedere e ricevere dal mercato locale. Otto su dieci consumatori in India, Cina, Messico e Brasile si aspettano che i brand donino una parte dei loro profitti a supporto di una giusta causa (Fonte: Edelman, novembre 2010). Nel 2011, ad ogni brand o individuo di successo sarà richiesto di entrare nella generazione della generosità: con questo shift di potere culturale e col primato della trasparenza (grazie, Assange!) coloro che non sanno come donare non avranno scuse né dove nascondersi.

9 – Spontaneità pianificata

Aspettiamoci consumatori (giovani) che volontariamente scelgono di condividere passivamente e costantemente la propria location in cambio di suggerimenti intelligenti su cosa fare e su quali amici incontrare nelle vicinanze. E la privacy? In secondo piano, se i benefici sono interessanti, divertenti e rilevanti. La geolocalizzazione è sempre più al centro dei social network e delle applicazioni; qualche nome nuovo da studiare, oltre ai soliti noti Foursquare e Gowalla? Geomium, LikeOurselves, Fast Society, UnSocial.

10 – Eco Superiorità

La sfida numero 1 per governi, consumatori ed imprese – a prescindere dalla recessione – resta il raggiungimento di società ed economie ecologicamente più sostenibili. Aspettiamoci un aumento di prodotti eco-superiori: non solo, cioè, eco-friendly, ma superiori alle alternative più inquinanti in tutti i modi possibili ed immaginabili. Un equlibrio perfetto di funzionalità, design e risparmio superiori.

11 – A-proprietà

Siamo molto oltre il concetto di multiproprietà: nel 2011 ci sarà il definitivo avvento del possesso frazionato e dei modelli di business basati sul lifestyle leasing. La condivisione ed il noleggio di prodotti e servizi entrerà nell’inconscio consumistico collettivo; prenotare ed utilizzare prodotti solo quando e dove servono è una rivoluzione che è iniziata, su piccola scala, con i programmi di car/taxi/bike sharing cittadini. Domani, nel 2011, si decreterà il successo di realtà come Zipcar, car2go, Peugeot Mu.

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Facebook&Co: come imparare (gratis) a usare i social media per l'azienda [TOOL]

Facebook and Co.: come imparare (gratis) a usare i social media per l'aziendaSempre più spesso, oltre al tradizionale sapere richiesto a manager e a professionisti del marketing d’impresa viene richiesto anche un nuovo saper fare, legato alla capacità di utilizzare i social media come tool di marketing. Non tutti riescono però a soddisfare questa necessità: il lavoro ordinario toglie infatti tempo al learning by doing, allo ‘studio pratico’ delle loro modalità di funzionamento.

Come fare allora? Continua a leggere

Dalla parte delle donne, dall'altra parte dello schermo: arriva il manuale per Webcam Girls [LIBRI]

Arriva nelle librerie il manuale psicologico per webcam girl e spogliarelliste di Giuseppe Santo. Signorina Webcam Girl: questo è il titolo del manuale self help che mira a svelare i segreti delle donne che tanto guadagnano esibendosi in live show. Dopo l’analisi di numerose webcam girls professioniste, vengono svelati i punti caratteriali della donna esibizionista.

All’interno del manuale viene presentata l’Esibiscienza; la scienza dell’esibizionismo corredata di esercizi mentali, marketing, comunicazione persuasiva, internet e miglioramento delle prestazioni durante i “work shows”.

Ben 110 pagine ricche di trucchi, consigli, riflessioni. Una vera rivoluzione nel suo genere e i segreti dell’idea imprenditoriale sono tutti spiegati direttamente dal “webcam girls’ trainer” nonché scrittore del libro, che si considera professionale e distaccato verso le sue “dipendenti” per evitare pericolosi coinvolgimenti.

Geishe Occidentali che si rifanno al web per esprimere tutta la loro arte, l’ e-commerce del sesso virtuale dove vengono applicate ad hoc tutte le regole del marketing e della comunicazione. Certamente l’effetto più entusiasmante è offerto dalla Comunicazione Non Verbale!

Hanno ucciso l'uomo Marlboro? [NEWS]

Arriva dall’Europa una proposta che potrebbe porre fine al marketing del tabacco, almeno così come l’abbiamo conosciuto di recente. Traduciamo l’articolo di AdAge in merito per riflettere sulle possibili implicazioni e ricadute sul modo di concepire e promuovere i marchi di sigarette.

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L’Unione Europea ha proposto di bandire interamente le sigarette brandizzate, obbligando le compagnie del tabacco nel Vecchio Continente a vendere i propri prodotti in un packaging generico e semplificato.

Con queste nuove regole, i pacchetti di sigarette non raffigurerebbero altro che il nome del brand (in un formato standardizzato e con un font uguale e prestabilito) ed il warning sui rischi per la salute. Da quando nel 2003 l’advertising di sigarette è stato dichiarato “fuorilegge” in Europa, è stato solo col packaging – il cosiddetto “venditore silenzioso” – che i produttori di sigarette hanno mantenuto i propri brand sotto i riflettori della comunicazione.

Gli oppositori della proposta hanno tempo fino al 15 dicembre per presentare le proprie contro-argomentazioni, mentre una decisione definitiva la si avrà a febbraio 2011. Qualora l’UE decidesse a favore del packaging anonimo, ci potrebbero volere altri 5 anni prima di applicare la legge a tutti gli effetti.. soprattutto se le compagnie di tabacco metteranno in pratica la loro minaccia di adire le vie legali contro la decisione.

Le dichiarazioni in merito

Andrew Lansley, il segretario di stato per la salute pubblica in UK, crede che i pacchetti “anonimi” eliminerebbero quella componente glamour del vizio del fumo e impedirebbero ai giovani di iniziare a fumare. Ma la Tobacco Manufacturers Association ha dichiarato: “Riteniamo qualunque piano relativo al packaging standardizzato non basato su di una policy pubblica corretta e non corroborato da evidenze specifiche”.

L’International Advertising Association ha scritto all’UE per argomentare contro la proibizione del branding on-pack delle sigarette: Erich Buxbaum, VP ed Area Director per l’Europa, afferma: “Tutti i brand sono marchi registrati. Questo potrebbe portare ad un processo legale molto vasto, imprese contro Ue. Pagano molto, ogni anno, per i propri marchi registrati”. Imperial Tobacco, produttore di brand come Davidoff, JPS, Gitanes e Gauloises Blondes, ritiene i pacchetti anonimi “inutili, irraggionevoli ed ingiustificati. I governi che considereranno seriamente l’introduzione di un pacchetto unico e semplice rischiano di infrangere una serie di obbligazioni legali relativi ai diritti di proprietà intellettuale, al commercio internazionale ed alle leggi dell’Unione Europea”.

Anne Edwards, External Communications director per Philip Morris International, si pone sulla stessa linea: “Ad oggi, qualsiasi nazione che abbia considerato il packaging semplificato l’ha poi rifiutato a causa delle problematiche di proprietà intellettuale ad esso connesse. Anche in Australia, l’ente governativo di tutela della proprietà intellettuale ha dichiarato che questo tipo di packaging non è in linea con la legge e renderebbe ancor più facile la produzione di sigarette contraffatte più difficili da individuare”.

La problematica della contraffazione è stata evidenziata anche da Buxbaum, il quale ha sottolineato che il 10% della totalità di scambi commerciali in Europa proviene da prodotti contraffatti. “Le sigarette di contrabbando negano una porzione significativa di ricavi ai governi europei e annullano qualsiasi tipo di garanzia sugli ingredienti e sulla sicurezza del prodotto”.

Tuttavia, Action on Smoking and Health – un ente benefico per la salute pubblica inglese – sostiene che tutti questi argomenti sono qualcosa di già sentito. Martin Dockrell, direttore Research e Policy dell’ente, ricorda che “I produttori di tabacco hanno portato avanti le stesse tesi all’epoca della proibizione dell’advertising. Avranno sempre i propri diritti sui loro loghi, ma ciò non significa che potranno sfruttarli come vogliono. Non possono usarli nelle affissioni e presto non potranno usarli nemmeno sul packaging”. Aggiunge inoltre che i pacchetti anonimi non condurranno ad un aumento del contrabbando: sia quelli anonimi che quelli brandizzati sono ugualmente facili da imitare per i falsari.

Oltre al pacchetto semplice, l’UE sta anche considerando di vietare display in-store di sigarette ed i distributori automatici. A prescindere da cosa avverrà in sede europea, il Parlamento inglese ha votato nel 2009 a favore di un divieto sulla visibilità di prodotti del tabacco nei negozi del Regno Unito. Negozi più grandi dovranno adeguarsi entro il 2011, mentre quelli più piccoli avranno tempo fino al 2013. Tuttavia, un cambio di governo a maggio potrebbe arrestare la nuova legge prima del tempo.

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Che ne pensate? Si tratterebbe di un provvedimento giusto o ingiusto? Uniformare il packaging delle sigarette può uccidere definitivamente il branding del tabacco?