A life on Facebook, uno short movie alla ricerca di una soundtrack

Lo short Movie, realizzato dal regista francese Maxime Luère, racconta la vita di Alex Droner attraverso lo scrolling della sua pagina di Facebook.

Il video originale è stato rimosso da Youtube per la violazione del copyright della canzone dei Rolling Stones “Paint it, Black”. Il regista ha chiesto pubblicamente nella sua fanpage di Facebook di fornirgli un’altra colonna sonora. Artisti, fatevi avanti!

Fortunatamente sono ancora disponibili alcune copie del video, come questa:

Bel telefonino! Grazie, è quello di John.

“Manca solo che faccia il caffè”, “i cellulari oggi fanno tutto tranne che telefonare”, chissà quante volte lo avrete sentito o pensato… se avete nostalgia, volete andare contro-corrente, oppure fare un regalo a qualcuno che è poco evoluto per gli smartphone di ultima generazione e farli comunicare con qualcosa che non sia composta da due bicchieri uniti con un filo, continuate a leggere.

Il telefono di John, o meglio John’s Phone, sembra infatti arrivare direttamente dagli anni ’90. In pieno stile televendita ve ne presento le funzionalità:

Design: minimale, leggerissimo, disponibile in vari colori, molto caratteristico.

Tastiera: numeri da 0 a 9 più asterisco e cancelletto, hello e bye.

Schermo: poco ingombrante e posto sulla parte superiore. Vi saluta quando lo accendete o lo spegnete, visualizza il livello della batteria ed i numeri che state digitando, nonchè i numeri delle chiamate entranti.

Suoneria: comodissimo pulsante per impostarla su volume massimo, normale o disattivata.

Connettività: Quadband, supporta le SIM di qualsiasi operatore. Ha un’autonomia di tre settimane in stand-by.

Rubrica: virtualmente infinita, in quanto sul retro del telefono c’è un vano per sistemare la piccola rubrica telefonica di carta, corredata da una pennina che scompare nel lato dell’apparecchio (una di quelle per scrivere, non per toccare lo schermo).

Messaging: Non invia e non riceve SMS, MMS, E-Mail, niente GPS, non aggiorna lo stato di Facebook, non vi permette di accedere a Twitter nè a Foursquare. Se proprio volete, c’è la sezione messaggi nella rubrica telefonica.

Giochi multiplayer: nel libretto che fa da rubrica telefonica sono presenti alcune pagine con delle griglie già pronte per giocare a tris con i vostri amici.

Accessori: auricolare acquistabile a parte, caricabatteria e un simpatico adesivo inclusi nella confezione.

Altre funzionalità: assolutamente nessuna. Non fa altro che chiamare e ricevere.

Fino a qui ero quasi convinto da solo a comprarlo, l’unico inconveniente è il prezzo: 89 Euro! Forse un po’ troppi per un cellulare così semplice, ma l’idea mi è sembrata bellissima e di grande impatto.

Amazon punta sull'Italia. Non è il solito pacco!

Era previsto per il 2011, ma l’arrivo del più grande sito di e-commerce del web, in Italia, è stato anticipato di qualche mese.

Il portale dovrebbe essere on line la prossima settimana e contare all’inizio su otto categorie: libri, musica, dvd, software, videogiochi, apparecchi elettronici, orologi e giocattoli. Inizialmente la presenza nel nostro Paese era stata messa in dubbio a causa dell’inefficienza del servizio postale che, secondo Amazon, non forniva garanzie certe, ma poi evidentemente le incertezze sono state messe da parte e il colosso americano ha rotto gli indugi.

La campagna pubblicitaria è partita con cartelloni pubblicitari “teaser” a Roma e a Milano. Nella capitale lo slogan recita “Puntiamo sull’Italia”, mentre quello del capoluogo lombardo sottolinea che “Non è il solito pacco”. Su Bitmat.it è possibile vedere le immagini.

Nell’e-commerce italiano la mancanza di Amazon si faceva sentire, soprattutto per coloro che cercavano prodotti di nicchia, e lo sbarco in Italia non può che essere visto positivamente per l’economia che in questo periodo ha bisogno di scosse, seppur minime, come queste; e la mossa di Amazon è stata chiara, essere on line giusto in tempo per i regali da mettere sotto l’albero! Se sarà un successo lo vedremo nei mesi a venire.

La Weconomy nero su bianco: ecco il libro sul crowdsourcing

Noi Ninja è da tempo che vi parliamo di crowdsourcing e tra idee, progetti e contest, oggi vi segnaliamo un libro 2.0 : WECONOMY: l‘economia riparte da NOI.  Si tratta di un libro partecipativo avente la finalità di costruire un’identità espansa, dove il me va oltre e confluisce nel noi.

L’impresa del futuro è un’impresa che democratizza i processi produttivi, che stimola e governa la circolazione di questo talento produttivo: NOI.Thinking, connecting, cooperating, collaborating, participating, peering, trusting, swarming, empowering, democratizing, futurizing, sharing: il futuro è già cambiato. Non occorrono altri segnali il XXI secolo è il secolo dell’impresa collaborativa.

Weconomy esplora i nuovi paradigmi e le nuove opportunità della nascente economia del Noi: più aperta, più partecipativa, più trasparente fatta di condivisione, reputazione e collaborazione. Grazie al mash-up di contributi internazionali e alla partecipazione di oltre 40 co-autori (pensatori, imprenditori, sognatori, manager, giornalisti, designer), Weconomy è un serbatoio di energia, pensieri, teorie, storie, pratiche e strumenti che ruotano attorno al tema del talento collettivo.

Non ti resta che sfogliare e leggere questo interessante libro, definito “navigabile, libero, aperto ed infinito”! Qui il Making Of:

Fake account: Facebook continua la caccia alla streghe

La facilità di creare un account Facebook insieme alle limitazioni crescenti che sta introducendo il social network per aggiungere nuovi amici sta portando alla proliferazione dei fake account, utilizzati anche da aziende, PR e utenti qualsiasi che hanno voglia di mantenere un’aurea di mistero per scopi vari.

Sistemi per la verifica degli account

Qualche tempo fa per verificare che il profilo non fosse fake, prima di effettuare il login, appariva una finestra in cui Facebook chiedeva di inserire la data di nascita dell’utente, un gioco da ragazzi, facilmente raggirabile.

Adesso Facebook per verificare l’account utilizza un sistema molto più ingegnoso. Prima di effettuare il login, mostra una serie di foto degli amici dell’utente. Se l’utente non è in grado di dire chi sono quelle persone, l’account viene disabilitato.

E l’iniziativa per i diritti dell’infanzia?

Questo metodo è stato introdotto da poco. Non possiedo dati precisi se non segnalazioni di amici colpiti da questa caccia alle streghe. Ad ogni modo, può interessare la comunità italiana che  partecipa a quest’iniziativa, che si sta diffondendo velocemente negli status di Facebook:

Dal 15 al 20 novembre cambia la foto del tuo profilo di Facebook con quella di un eroe dei cartoni animati della tua infanzia e invita i tuoi amici a fare lo stesso…lo scopo? In questi giorni si terrà la settimana dei DIRITTI DELL’INFANZIA!!!! Per una settimana non vedremo una sola faccia “vera” su Facebook, ma ……un’invasione di… ricordi d’infanzia. FORZA………torniamo Bambini

Se nella nostra foto del profilo appare un cartone animato, sarà impossibile per gli account sottoposti a verifica riconoscerci. Quindi facciamo attenzione!

Facebook lancia un bug che disabilita i profili femminili

Inoltre arriva la conferma da Read Write Web che Facebook abbia messo in circolazione un bug che disabilita automaticamente i profili che ritiene fake. Il punto è che non si conoscono quelle che per Facebook sono le caratteristiche di un profilo falso. Se queste caratteristiche le avessero anche dei normali profili?

Molti utenti, anzi ex utenti di Facebook, i cui profili sono stati rimossi, hanno ricevuto il seguente messaggio:

“Please upload a government-issued ID to this report and make sure that your full name, date of birth, and photo are clear. You should also black out any personal information that is not needed to verify your identity (e.g., social security number).

If you do not have access to a scanner, a digital image of your photo ID will be accepted as well. Rest assured that we will permanently delete your ID from our servers once we have used it to verify the authenticity of your account.”

Dopo essersene lamentati su Twitter, Facebook ha risposto di aver eliminato il bug e ripristinato gli account.  Tra l’altro pare che il bug fosse anche “misogino” visto che gli account colpiti erano di donne.

Questa caccia alle streghe è davvero necessaria? Sebbene non sia lecito creare falsi profili, non resta comunque al singolo utente decidere se accettare o meno un amico vero, falso o potenziale su Facebook?

Inoltre Mashable solleva una questione molto interessante: nel momento in cui la banda di Zuckerberg vuole proporre Facebook come piattaforma unica per la condivisione di ogni tipo di messaggio, il rischio che il nostro account possa essere improvvisamente cancellato per un qui pro quo tecnico, non ci farà desistere dall’adottare la Gigabox Killer?

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I cartoni animati invadono i profili del Social Network: Facebook + Retro = Viral DNA

Siete stati contagiati anche voi dall’invasione virale delle immagini dei cartoni animati della vostra infanzia? Beh, probabilmente anche se non state partecipando attivamente all’iniziativa sapete di cosa sto parlando: Occhi di gatto, Holly e Benji, L’uomo Tigre, Hello Spank, Il mio nome è Jem, Astroboy, L’incantevole Creamy, Belle e Sebastien, Kiss Me Licia, Mila e Shiro, Georgie, Pollon, Candy Candy, i Puffi, Lamù, e chissà quanti altri mancano all’appello!

Si tratta di un’idea lanciata da Alessandro Donald Schultz Loi tramite una pagina evento di Facebook “CAMBIA LA FOTO DEL TUO PROFILO CON QUELLA DI UN EROE DEI CARTONI ANIMATI“:
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Arriva Huby: l'e-shop del design, dell'unicità e del riciclo

Siamo sempre più quello che vediamo, che mangiamo, che osserviamo e lo siamo al punto tale da poter anche indossare ciò che compriamo e consumiamo. Siamo così affezionati a ciò che ci circonda che buttar via dopo aver mangiato-visto-bevuto ci sembra un autentico spreco. A cavallo tra provocazione e creatività nasce il sito di e-commerce meno convenzionale del web.

Si chiama HUBY e la sua religione non è semplicemente vendere oggetti e bijoux, è molto di più. Nasce come e-commerce di Hub09 – Social Design dove trovano spazio oggetti diversi per uso, design e stile, ma mai solo “prodotti”. Un e-shop nato sotto il segno del riciclo, dell’hand made, ma soprattutto dell’unicità: quella delle persone e delle cose che scelgono per sè.

In Huby non esiste un pezzo che sia uguale all’altro, nè tra le coloratissime borse ricavate da teloni pubblicitari dismessi in pvc, nè tra i fantasiosi gioielli in Corian® ricavati dagli scarti industriali nella fabbricazione di cucine. Design ed ecosostenibilità si uniscono per creare accessori realizzati da giovani designer, rigorosamente a km0 e con materie prime riciclate.
Si tratta dunque di un portale ecologico ed originale, un museo dell’hand made che rende qualsiasi mente creativa un potenziale manager della propria fantasia in un modo o nell’altro, vi costringe alla genialità.

Noi sempre pronti a snobbare quanta pubblicità, quanta plastica, quanta latta, quante cose (cose cose cose) ci circondano dobbiamo ora deporre le armi dei polemici. Miei cari Ninja, è giunto il momento di fondersi con quello che i nostri occhi vedono, diventando lo specchio della realtà e ripresentandole tutto ciò che continuamente ci viene proposto.

Avevate mai pensato ad un rotolo di scotch come potenziale bracciale? Avevate mai pensato alle vostre bottiglie d’acqua come bellissimi orecchini?

Se la risposta è no, sarete dei perfetti clienti di HUBY. Se invece la risposta è sì, sareste degli straordinari artisti perchè questo portale della creatività offre a menti brillanti come le vostre la possibilità di mostrarvi al pubblico con una vetrina niente male, che mette a confronto la vostra geniale originalità con quella di molti altri. Chi ha detto che la creatività non ha prezzo?

La conferenza con il blogger di Obama in diretta streaming

I Ninja non vi lasciano mai soli!
Ecco la diretta streaming della conferenza sul tema “Is Internet Changing People’s Engagement in Democracy?”, della quale si è parlato qualche giorno fa, e alla quale prenderà parte, tra gli altri, Sam Graham-Felsen, blogger della campagna presidenziale di Obama. La conferenza, che si tiene presso il Centro Studi Americani a Roma, prenderà via alle 17:00. Buona visione!

Trend topic italiani e il fenomeno virale #berlusconipedofilo

Buone notizie per gli utenti italiani di Twitter: i trend topic,tradotti in italiano Temi di Tendenza, sono sbarcati anche nel Belpaese.

I trend topic, che rappresentano gli argomenti di cui si parla di più,  adesso appaiono in evidenza in tempo reale anche per il nostro paese e sono inoltre stati lanciati anche in altri 13 paesi e 6 città.

E’ possibile visualizzare i TT italiani selezionando Italia tra i paesi, cliccando su “Modifica” sotto “Tendenze” nella homepage di Twitter.

Inoltre Twitter si è messa d’accordo con Google per integrare il suo traduttore cosicché i temi più caldi potranno essere facilmente diffusi da un paese all’altro. Questo servizio tuttavia non è ancora disponibile per tutti gli utenti ma Twitter garantisce che lo sarà nelle prossime settimane.

In realtà sono già in molti gli utenti twitterini ad essersi accorti della presenza dei TT. Come? Attraverso il trend topic del momento, #berlusconipedofilo che ieri era al vertice della top 10 dei TT e oggi continua ad occupare una posizione di tutto… rispetto.

Com’è nato il fenomeno?

Fanpage ha indagato e ha scoperto che si è trattato di @dietnam che ha proposto ai suoi 10.000 follower: “non sarebbe male concludere ogni tweet odierno con #berlusconipedofilo e vedere se si riesce a farlo comparire tra i TT italiani.”

Pare proprio che ci sia riuscito.

Al di là dell’argomento e del personaggio politico, su cui è fondamentale poter esprimere un’opinione in un paese democratico, il TT è stato utilizzato anche laddove non c’entrava nulla, in tweet, cioè, che non parlavano di politica né del personaggio in sé ma di tutt’altro, con il solo scopo di viralizzare l’hashtag.

Sono curiosa di conoscere la vostra opinione in merito.

Ritenete che ci sia stato un abuso di questo trend topic? O piuttosto che anche laddove non fosse particolarmente inerente sia stato comunque un modo per gli utenti per esprimere un’opinione?

Conoscete il Tube Game? Il video interattivo su YouTube che coinvolge l'utente

Conoscete i Tube Games? I Tube Games sono dei giochi-video interattivi che consentono all’utente che sta fruendo del contenuto di interagire con esso (mediante i tag) e crearsi la propria storia.

Qui sotto il video “Condom, No Condom?” (pubblicato ieri da Osocio) che fa parte della campagna di sensibilizzazione sul sesso sicuro e l’utilizzo dei preservativi promossa dal NHS (Sistema Pubblico Sanitario Inglese).

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