E voi, che identità avete? [PERSONAL BRANDING]

Questa settimana è molto importante. Questo sabato ci sarà il Corso di Specializzazione in Personal Branding presso la Ninja Academy, con i docenti Luigi Centenaro e Tommaso Sorchiotti (fondatori di PersonalBranding.it e autori del best seller “Personal Branding”).

Sono usciti anche i risultati del Ninja Candy, che metteva in palio ingressi gratuiti e scontati.

Allora, parlando di tecnologia, vi proponiamo due simpatiche opportunità riguardo il “vostro” personal branding.

Online Identity Calculator

La prima è il test sulla vostra identità online. Visto che “oggi sei bravo solo se lo dice Google“, potrete cominciare a misurare il vostro grado di notorietà sul web. Qualche domanda, un po’ di informazioni ed il gioco è fatto! I’m Digitally Distinct, and you??

Questo il sito dove poter effettuare il test (via Stefano Principato).

Barcode Yourself

La seconda riguarda un codice a barre. Se non vi suona il collegamento continuate a leggere.
Scegliete il genere (uomo o donna), poi inserite la vostra età, la nazione dove vivete, la vostra altezza, il vostro peso ed avrete il vostro barcode personalizzato. Potete utilizzarlo per promuovervi, per stamparlo o, andando nello shop online, comprare magliette e gadget con il vostro codice.


Una sorta di carta d’identità, ma senza il vostro nome. Ora può essere visto come un “gioco”, ma visto il proliferare di questi codici (come il QR per esempio) l’adottarli come standard di riconoscimento potrebbe diventare presto una realtà.
Create il vostro codice sul sito, che non richiede registrazione ed è gratuito.
Trovato qui via Maestro Alberto.

In conclusione approfitto per ricordarvi che c’è un ultimo posto disponibile al corso in Personal Branding. Chi prima arriva, meglio Ninja! 😉

Quindi se volete partecipare, AFFRETTATEVI ad iscrivervi!! E’ anche possibile iscriversi al corso direttamente online, cliccando qui!

Per ogni ulteriore informazione vi rimando al nostro post sul corso, oppure potete contattare Francesca Albrizio all’indirizzo francesca[@]ninjamarketing.it o chiamarla al numero 346 4278490.

Comunicare in modo simpatico e divertente? Eni sa come si fa

Per la prima volta nella storia dei suoi spot istituzionali, Eni azzarda una mossa non del tutto imprevedibile ma ben gradita al pubblico. Un nuovo posizionamento strategico richiede una nuova strategia creativa; via l’abito corporate e formale (seppur a tratti emozionale) che da anni ormai la rappresentava nell’immaginario collettivo, per giocare con dei temi completamente nuovi che fanno del gioco il suo cavallo di battaglia.

L’ironico dottore “pupazzato” cambia volto alla multinazionale che da anni ormai realizzava spot un po’ troppo stile “pubblicità-progresso”. Nasce qualcosa di nuovo che vede nell’ironia e nel divertimento una nuova immagine, senza trascurare l’offerta concreta . E’ certamente interessante anche il tentativo di rafforzare la familiarità del mercato con il logo, un cane a sei zampe che si avvicina al pubblico con simpatia ma anche funzionalità.

10 regole da seguire per un sito cross-cultural [HOW TO]

Espandersi all’estero è quasi obbligatorio

Con la mostruosa diffusione che ha avuto Internet nel corso degli ultimi anni, e vista la situazione economica non proprio rosea, chi ne ha le possibilità dovrebbe pensare di espandere la propria azienda verso l’estero, per raggiungere un numero maggiore di potenziali clienti (è risaputo che anche un prodotto ritenuto di nicchia, se commercializzato in paesi diversi, può raggiungere un’audience cospicua sommando i vari piccoli segmenti di mercato).

Dovrete però considerare che ci sono due bei problemi:

Il primo è che il 78% degli utenti del Web non conosce una parola d’inglese, quindi dovreste pensare di parlare ai potenziali clienti nella loro madrelingua.

Il secondo, direttamente collegato al primo, è che il sito dovrebbe essere “misurato” sulle varie culture, e questo non significa limitarsi semplicemente ad una traduzione del contenuto, poichè anche il contesto incide non poco quando ci sono differenze culturali nei vari mercati a cui vi rivolgete.

Dieci linee guida per lo sviluppo

1 – Conoscere il target: ovviamente prima di lanciarvi nella costruzione di un sito indirizzato al mercato internazionale va fatta una ricerca sui target di riferimento per analizzarne la cultura. Cosa gli piace? Cosa invece non gli piace? Quanto è liberale la nazione? E’ buona cosa inoltre dare un’occhiata agli eventuali concorrenti già presenti sul mercato, e cercare un modo per differenziarsi ed assumere così un vantaggio (se c’è un particolare buco nella domanda, o le imprese concorrenti hanno un certo gap, puntare su quello per sbaragliarle).

2 – Dominio di primo livello e/o sottodomini: una volta conosciuti i vari target è utile acquistare un dominio di primo livello (cioè .es per la Spagna, .co.uk per il Regno Unito e così via) per ogni nazione. Se questa operazione risultasse troppo dispendiosa, si può acquistare un solo dominio di primo livello, preferibilmente neutro, per poi creare un sottodominio per ogni paese interessato (www.esempio.com/es oppure es.esempio.com).

3 – Comodità di navigazione: sembrerà una sciocchezza, ma ci si deve assicurare che nel sito si possa navigare sia leggendo da sinistra a destra che leggendo da destra a sinistra (per i paesi arabi e del Medio Oriente ad esempio). Un buon compromesso è sviluppare il sito in senso orizzontale piuttosto che in verticale, mantenendo un design semplice e una buona visibilità dei menu.

4 – Tradurre correttamente e localizzare: per tradurre il contenuto in una lingua straniera si deve sempre utilizzare un traduttore professionista ed evitare come la peste i traduttori automatici. Parole poco comprensibili e scritte male, o peggio errori grammaticali, faranno scappare subito i visitatori. Bisogna anche tener presente che mercati con la stessa lingua non usano necessariamente lo stesso linguaggio. L’ inglese ad esempio ha più di 20 dialetti diversi, ed anche quelli vanno considerati come lingue vere e proprie.

5 – Non tradurre subito le parole chiave: per l’ottimizzazione dei motori di ricerca (o SEO) è una pessima idea tradurre le parole potenzialmente più digitate, perchè gli utenti potrebbero usare sinonimi o forme colloquiali. Anche una traduzione corretta, dunque, potrebbe non essere adatta ai vostri scopi. Vanno invece individuate le parole che gli utenti utilizzano concretamente per essere più efficaci. Un ottimo punto di partenza potrebbe essere il tool keywords di Google AdWords.

6 – Cascading Style Sheets (CSS): sviluppare usando i CSS mantiene separato il design del sito dai contenuti, rendendo molto più semplice il passaggio ad altre lingue, che potrebbero avere termini più lunghi o più corti per esprimere gli stessi concetti. Con i CSS non dovrete più costruire le pagine da zero per passare alla lingua araba  o ribaltare il template da sinistra a destra.

7 – Codifica Unicode UTF-8: il design multilingua può essere una brutta gatta da pelare se ci sono più set di caratteri da utilizzare, perchè non tutti gli alfabeti hanno 26 lettere dalla A alla Z, pensate ad arabo, cirillico o cinese ad esempio. Fortunatamente per voi la codifica in Unicode UTF-8 supporta più di 90 lingue scritte, e vi farà risparmiare un sacco di tempo.

8 – Sia Flash che HTML: se ci seguite ed avete letto questo mio articolo saprete già che più paesi di quanti pensavate hanno ancora delle connessioni abbastanza lente (primi tra tutti i paesi in via di sviluppo).  5 minuti di attesa per il caricamento di un sito non sono esattamente piacevoli e vi faranno perdere visitatori, quindi lasciate scegliere a loro tra un sito in Flash pieno di frizzi, lazzi, ricchi premi e cotillons ed un semplice ma efficace sito in HTML. Per di più, gli indicizzatori dei motori di ricerca (altresì detti spider) non leggono in Flash, e questo abbasserebbe il vostro ranking, mentre se gli lasciate una buona dose di testo da “mangiare” saranno più contenti anche loro.

9 – Attenzione ai colori: un testo scuro su fondo chiaro è la regola generale, indipendentemente dalla nazionalità e dalla cultura, il blu sarebbe consigliabile perchè è uno dei colori universalmente riconosciuti positivi, poichè può indicare dalla forza alla fiducia alla spensieratezza nelle sue varie tonalità (vi siete mai chiesti perchè i colori dei Social Network sono basati essenzialmente sul blu?). Molte imprese preferiscono (legittimamente) usare i colori dei loro brand su tutti i mercati, ma è importante conoscere il loro significato, specialmente quello religioso, nei vari paesi. Per approfondire l’argomento vi rimando ad un altro articolo di Yukiko su Ninjamarketing e a questa ricerca che spiegano molto bene la questione dei colori.

10 – Attenzione anche alle immagini: assicuratevi che le immagini utilizzate non offendano nessuno nei paesi a cui vi rivolgete, e fate attenzione all’importanza che viene assegnata alla formalità ed a tutto quello che correda il concetto vero e proprio. Quest’ultima marca anche la differenza tra paesi high context e low context. Gli high context (prevalentemente paesi asiatici) prediligono sfondi riempiti con immagini e colori, mentre i low context (occidentali in prevalenza) preferiscono un design più semplice.

Tenete presente queste indicazioni ed avrete una buona base per cominciare a sviluppare il vostro sito rivolto ad uno o più paesi stranieri. Sperando di esservi stato di aiuto, aspetto i vostri commenti.

Public Camp: l'evento che non puoi permetterti di perdere

Public Camp: l'evento che non puoi permetterti di perdereVuoi un consiglio da Ninja? Fai subito la valigia e parti: direzione Bari.

La  terza edizione del Meeting Internazionale dei Comunicatori Pubblici Public Camp 2010”  si terrà a Bari dall’1 al 3 dicembre nella Fiera del Levante, in concomitanza con il Festival dell’Innovazione.

Intuizioni profetiche, nuove geometrie relazionali in uno scenario sempre più dinamico e aperto all’innovazione. Se ne parla a Bari con i teorizzatori della “network society” con esperti nazionali ed internazionali durante  meeting,  lezioni magistrali, master diffusi e le sessioni plenarie della tre giorni “Public Camp 2010”.

Il meeting rappresenta un approfondito focus esperienziale sul potere moltiplicativo dei passaggi tra reti sociali e virtuali, mettendo la Puglia al centro di un processo di rinvigorimento culturale basato sullo sviluppo dell’economia della conoscenza e dell’efficacia ed efficienza informativa.

Perchè partecipare

Stiamo vivendo un momento di complessità senza precedenti, dove tutto si trasforma più rapidamente di quanto riusciamo a comprendere”, questa famosa citazione di Taylor M.C., potrebbe essere uno dei tantissimi motivi per partecipare al Public Camp,  in modo da anticipare i  trends e  le trasformazioni che nei prossimi anni attraverseranno la comunicazione.

Tra i vari temi che verranno affrontati  ve ne  anticipiamo alcuni, quali  l’economia della conoscenza,  il marketing digitale, la brand reputation, il copyright/coplyleft, il design  che mutano le società attraverso le continue interrelazioni.

Oltre al programma, davvero interessante che  vi invitiamo a guardare, vi segnaliamo, inoltre   le lectio magistralis,  che saranno tenute da esperti di caratura internazionale come. Albert Lázló Barabási, Alastair Campbell, Aron Betsky, Michel Maffesoli, Manuel Castells, Carlo Formenti, inerenti tematiche davvero “ scottanti”.

Non poteva di certo mancare, il nostro Ninja Alex Hokuto No Ken, [Alex Giordano], il quale presenzierà   uno speech davvero interessante “Fare social media marketing per un ente pubblico

Per iscriversi

Per partecipare al Public Camp è necessario iscriversi attraverso la procedura guidata del sito Info: public.camp@regione.puglia.it.

Citazioni Digitali

Queste citazioni sono riprese dal sito di Public Camp, ci piace riportarne qualcuna:

” Internet ha riunito tutta l’informazione prima separata. Internet rappresenta l’opposto della biblioteca. È implosiva anche nel senso che comprime tempi e spazi. Tale accelerazione libera una gran quantità di energia” [….] Derrick De Kerckhove

“La democrazia del futuro può essere oggetto di innovazione come qualunque altro aspetto della vita civile […]” Luca De Biase

” Nelle città del futuro, gli stili di vita saranno tribali. […]” Michel Maffesoli

“[…] Il potere è più che comunicazione, e la comunicazione eccede il potere. Ma il potere si fonda sul controllo della comunicazione, come il contropotere dipende dall’infrangere quel controllo […]” Manuel Castells

[…] Se ci fosse una classifica mondiale delle parole più sfruttate dall’advertising sono sicuro che troverei “fiducia” tra le prime cinque posizioni […]” Paolo Iabichino

You like me, ma quanto? Ecco come valutare una pagina Facebook [SOCIAL MEDIA]

FacetracK: quali metriche per valutare la presenza di un brand su Facebook?L’ampia diffusione dell’utilizzo dei social media tra le persone ha portato due principali cambiamenti per le aziende: mentre da un lato i marketer hanno ora la possibilità di comunicare con un pubblico potenziale di milioni di persone, d’altra parte Continua a leggere

Perché tu mi piaci. Quando l'innocenza è contagiosa [VIRAL VIDEO]

Perché tu mi piaci. from CRIC on Vimeo.

“Ciao, mi piaci. Te lo dico subito che così non pensi che te lo scrivo per altre cose..”
Questo emozionante spot, realizzato per pubblicizzare una nota marca di penne e di matite (o almeno così dicono), è la reale dimostrazione che quasi nulla è più virale dell’ emotività umana.
Il video, in poco meno di dieci giorni, ha contagiato l’ intero web producendo quasi un milione di condivisioni su Facebook. L’ innocenza e la purezza con cui un bambino dichiara e dimostra l’amore per la “sua bimba” e di come questa innocenza possa durare nel tempo, ha toccato i cuori degli italiani che, tormentati dalla cronica crisi della società odierna, riscoprono nel proprio intimo l’ancestrale pulsione del dare e ricevere calore umano dimenticandosi per un attimo della fredda e ripetitiva macchinosità della vita di tutti i giorni.

“Perché tu mi piaci…. se lo scrivi dura.”

UPDATE di Silvia Carbone:

Un articolo del pubblicato nell’edizione online del corriere, ci spiega che in realtà si tratta di una “PUBBLICITA’ SENZA CLIENTI”, nel senso che dopo essere stati rifiutati da direttori marketing, il video è stato caricato dagli autori su Vimeo e condiviso su Facebook.

“Da lì si è diffuso a macchia d’olio” spiega sulle pagine del Corriere.it il regista Davide Mardegan, 26 anni e co-fondatore dell’agenzia Cric insieme al coetaneo Clemente De Muro, autore del testo, e al ventottenne Niccolò Dal Corso, produttore esecutivo. In pochi giorni lo ‘spot’ viene visualizzato da più da oltre 1,6 milioni di persone in 147 Paesi.

Un vero e proprio successo che sembra non essere finito qui. Sì, perché dopo il successo della rete è arrivata anche l’approvazione dei grandi marchi che puntano ad associare il proprio prodotto a uno dei video più cliccati della rete. I nomi restano top secret perché le trattative sono ancora in corso. “Posso solo dire che abbiamo puntato in alto e che si tratta di marchi noti al grande pubblico” spiega Mardegan sull’ edizione online del Corriere della Sera.

Fonte: Corriere.it

Insomma, una pubblicità a caccia di brand! 😉
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Foursquare Events: a Milano il primo Super Swar Badge Party in Italia! #SuperSwarMilano

Quello che si svolgerà a Milano il 30 Novembre è un evento che i foursquare lovers sicuramente non perderanno.

Stiamo parlando del Primo Super Swar Badge Party in Italia!

Se a New York parlare del Super Swarm Badge possa sembrare quasi banale, soprattutto adesso con l’uscita dei Super Duper Swarm Badge e dell’ Epic Swarm Badge, lo stesso non può dirsi di nessuna città in Italia!

Anche se, bisogna dirlo, allo IAB Forum mancavano davvero pocchissimi check-in per sbloccare l’ambito badge, infatti Comunque, non disperatevi e tenetevi liberi per Martedì sera!

Di check-in contemporanei per sbloccare il Super Swarm Badge ne servono 250 (anzi 251) e per questo motivo i foursquare lovers italiani si sono dati appuntamento Martedì 30 Novembre alla discoteca Alcatraz di Milano, durante il Secret Show Myspace!

Dal sito ufficiale dell’evento:

L’ingresso naturalmente è gratuito, ma dovrete iscrivervi alla pagina del secret show a questo indirizzo http://www.myspace.com/secretshowsit la pagina di registrazione vale come ticket di accesso all’Alcatraz.

Ricapitolando:
– Ci sarà un gadget SuperSwarm per ognuno di voi che farà check-in all’interno.
– Un dj-set con Ròisìn Murphy cantante dei Moloko.
– Consumazioni di Beck’s N/A gratuite all’interno del locale e tante altre sorprese che Beck’s ha pensato per questo evento.

Appena arriverete all’Alcatraz, accedete a Foursquare, troverete la Location SuperSwarMilano nella lista delle Venues.

ATTENZIONE
Ricordatevi di registrarvi al Secret Show per accedere alla serata!!
Se non siete registrati su Myspace non disperate, da qualche giorno è attivo Facebook Connect per loggarsi senza registrazione!

Quindi:

Per rimanere aggiornati sull’evento, vi consigliamo di seguire l’account @4SqSuperSwarm su twitter e l’hashtag #SuperSwarMilano.

L’appuntamento è fissato per martedì 30 Novembre all’Alcatraz (in via Valtellina 21 – Milano) alle 21.00. Che dite, ci vediamo all’Alcatraz @ #SuperSwarMilano? Mi raccomando, passateparola! 😉

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Vuoi conquistare il palco e l'attenzione per 5 minuti?

Vuoi conquistare il palco e l'attenzione per 5 minuti?

Quello che stai per leggere ti sembrerà molto interessante, specialmente se sei giovane: ad Arezzo il 3 dicembre, presso la Sala delle Muse, si svolgerà #Generazioni 2.0, un’edizione speciale di ToscanaLab dedicata ai giovani.

Riprendendo il claim “INTERNET BETTER LIFE“, si vuole evidenziare come, anche e soprattutto per i giovani, Internet migliori davvero la vita. Una giornata di scambio e di confronto sui temi del web 2.0 e sui giovani, dove il pubblico stesso diventa protagonista portando esperienze, contenuti e messaggi in un’ottica spiccatamente user generated.

Durante la mattinata saranno presentati modelli ed analisi di scenario sui temi del web 2.0, della comunicazione digitale legata al mondo dei giovani e alcuni casi di successo, il tutto contornato da relatori di “spessore” e rilevanza nel panorama italiano. [guarda qui gli interventi e il programma]

Inoltre il pomeriggio sarà destinato agli Ignite in cui chiunque, tra i giovani, potrà venire e raccontare la propria esperienza di come Internet ha migliorato la sua vita. L’Ignite si sta affermando come uno dei format di presentazione preferiti a livello mondiale poiché permette di diffondere in modo rapido e coinvolgente idee e progetti.

Il format, curato da Nicola Mattina, è molto semplice: massimo 5 minuti e 20 slide che scorrono automaticamente ogni 15 secondi, determinando così la necessità di organizzare le idee in modo da comunicare e accendere la scintilla nelle menti di chi ascolta.

Per iscriverti

Chiunque può partecipare inviando la propria presentazione (20 slides in formato PDF) ad ignite@toscanalab.it descrivendo l’idea che intende presentare, entro il 29 novembre.

Cosa aspetti ad iscriverti a questa giornata 2.0? Se Andy Warhol affermava: “In futuro tutti saranno famosi per 15 minuti”, inizia oggi ad approfittare di 5 minuti per comunicare agli altri le tue idee e progetti.

E se poi vuoi fare Roadsharing clicca qui!

L'ultimo esorcismo: la social media campaign di Estrogeni per Eagle Pictures

Cari ninja,
il tema religioso, soprattutto se legato agli esorcismi, si presta ottimamente alla costruzione di campagne marketing.

Qualche tempo fa vi avevo parlato di The Last Exorcism e della campagna promossa attraverso Chatroulette.
Adesso il mockumentary diretto da Daniel Stamm e distribuito in Italia da Eagle Pictures arriva anche da noi, con il titolo L’ultimo esorcismo. Data di uscita prevista: 3 dicembre 2010. Continua a leggere

Ciao Enzo.

Questa lettera è stata scritta da Giusi Bonsignore, vedova di Enzo Baldoni, copywriter dell’agenzia “Le Balene Colpiscono Ancora” e giornalista freelance ucciso nel 2004 dopo essere stato rapito in Iraq.

“Cari amici,

dopo sei lunghi anni è finalmente arrivato il momento di celebrare il funerale di Enzo.

Si terrà in Umbria, a Preci, sabato 27 novembre alle ore 14.

Molti di voi ricorderanno che in aprile i resti erano arrivati a Roma dall’Iraq. Tra immotivate lungaggini di alcuni e colpevoli superficialità di altri, solo da pochi giorni abbiamo avuto conferma, attraverso degli esami indipendenti da noi commissionati, che si tratta di Enzo.

Non sorprendetevi se si svolgerà in chiesa. Certo, Enzo non era credente, come noi d’altra parte, ma aveva un profondo amore e rispetto per il suo babbo che farebbe molta fatica a pensare ad un altro tipo di cerimonia. Siamo anche noi profondamente convinti che sia la cosa giusta. E anche Enzo metterebbe il suo babbo al primo posto.

Non sarà il funerale che Enzo aveva descritto. Non ci sentiamo in animo di fare una festa in questa occasione. Sarà una cerimonia semplice: una cerimonia aperta a tutti quelli che avranno voglia di salutare Enzo insieme a noi.

Chi volesse partecipare e desiderasse maggiori dettagli è pregato di scrivere al mio indirizzo: g.bonsignore@balene.it

Naturalmente sentitevi liberi di girare questa mail a tutte le persone che pensate possano essere interessate.

Un forte abbraccio,
Giusi, Gabriella e Guido Baldoni

Non fiori, ma un bonifico a Hope Onlus – IBAN IT69O0344001600000003300000 mettendo come causale “Enzo per Hope”.

Hope è un’associazione con cui Le Balene collaborano da tempo e che coltiva un’idea di pace in sintonia con quella di Enzo, fatta di tolleranza e di curiosità per l’altro. In questo periodo è alla disperata ricerca di fondi per evitare la chiusura di un orfanatrofio a Seforis, vicino a Nazareth, che accoglie bambini dei diversi gruppi etnici presenti nella zona.”

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