Honda e i social games: quando i car test finiscono su Facebook


Se è vero che il social gaming acquista sempre più terreno rispetto ad altre modalità di fruizione ludica, allora Honda ha davvero fatto centro!

Per il lancio della sua CR-Z, infatti, la casa automobilistica si affida alla community di fan su Facebook e al gioco Car Town per dare la possibilità di acquistare e personalizzare il veicolo e di “testarlo” su strada.

L’applicazione è stata lanciata il 9 agosto da Cie Games.

Visto qui.

Bob Dylan presenta Google Instant Search

Come di sicuro avrete già scoperto da soli Google ha da poco lanciato Instant Search, ovvero la ricerca in tempo reale durante il digitamento della keyword.

Qui il video che presenta il servizio, associandolo a “Subterranean Homesick Blues” di Bob Dylan.

Ne approfittiamo per segnalarvi anche l’ottima analisi di Kawakumi su Instant Search.

Trovato qui

Da Giotto a Facebook: questione di cambiamento socio antropologico

È appena calato il sipario su di un evento che ha portato una fresca ventata cultura d’innovazione tra la medioevale terra umbra. Da Giotto a Fecebook, questo è il titolo di una manifestazione, di cui vi abbiamo precedentemente parlato qui, che ha avuto come obbiettivo quello di   “narrare” il percorso all’interno del quale l’umanità modifica e cambia i propri linguaggi e il suo modus comunicandi e, dunque, anche il proprio stato culturale-antropologico .

Nei quattro giorni della manifestazione si sono succeduti vari ed autorevoli relatori, incontri  seguiti da un nutrito  pubblico, diverso tra loro,  composto da  neofiti ed esperti,  giovani e meno giovani, accomunati tutti da uno stesso “bisogno fisiologico” : sete di sapere!

Noi di Ninja Marketing abbiamo seguito l’intera manifestazione in lungo ed in largo ed è per questo che riportiamo  l’intervento  di due relatori come Giovanni Boccia Artieri e Giuseppe Granieri per “racchiudere” i pensieri e filoni socio-antropologici emersi.

L’esperto e scrittore  di cultura digitale, Giuseppe Granieri inizia con il dire che  la parola più inflazionata nell’odierno scenario è  cambiamento, parallelamente però  non si riesce  né a definirla né a  contestualizzare il ruolo che la  tecnologia ricopre nell’attuale scenario che evolve così rapidamente.

La tecnologia ha smesso di diventare una sottocultura tecnologica, divenendo una parte importante della nostra vita. La Rete, in questo continuo alternarsi di nuovo scenari sociali,  sta assumendo sempre più  uno spazio culturale ed immateriale, il c.d. spazio conoscenza.

La frase del filosofo Emanuele Severino, intervenuto alla manifestazione, ben si adatta alla freschezza che la tecnologia porta con sé: “La tecnologia non è il fine, ma semplicemente qualcosa che utilizziamo per provare nuovi scopi”

Inoltre, il cambiamento si potrebbe descrivere, o meglio, sintetizzare come quel  “processo attraverso il quale si  sta cambiando il modo in cui una cultura gestisce la propria conoscenza“, afferma Granieri.

La nostra cultura sta cambiando ad un livello così profondo che i semiologici definiscono paradigmatico o di sistema: cambia nel modo in cui essa stessa si crea, funziona e si diffonde.
Il fatto che la cultura cambia così repentinamente significa che con essa cambia anche il concetto di “uomo”: altro concetto culturalmente determinante.

L’uomo sta entrando in un contesto socio/antropologico in cui molto tempo della sua stessa vita viene “trascorso” all’interno di uno spazio immateriale, un reticolare intreccio di relazione e condivisione di esperienze private in un luogo pubblico.

Sorge spontaneo pensare come collocare il concetto-uomo in un contesto, dove egli stesso vive in un’infrastruttura “Rete”, sistema nervoso dell’attuale società.
Come si può immaginare l’uomo nella nuova sfera immateriale, dove ci si può conoscere e stringere amicizia senza essere presenti realmente e senza contatto fisico?
Ha ancora senso chiamare l’ambiente virtuale se la nostra identità online è la propaggine di quella quotidiana?

Granieri afferma che in una società che corre così velocemente, non è possibile scattare una fotografia del presente; l’unica cosa possibile è abbreviare e facilitare il processo di apprendimento di questo cambiamento.

Anche Giovanni Boccia Artieri, sociologo ed esperto di mass media, si “sofferma sul concetto di cambiamento:  “esso comprende tematiche sociali ed antropologiche, biologiche e cognitive; una mutazione complessa, legata al concetto di “cambiamento” del nostro abitare la Rete”. Cambiamento  che  si coniuga perfettamente con il concetto di identità, in un equilibrio che è problematico in una realtà che è dentro e fuori dalla Rete, non trattandosi di due identità diverse, bensì dello stesso modo di dare forma alla stessa identità e cultura.

Boccia Artieri rafforza il concetto di identità secondo il quale, “l’identità può dipendere sostanzialmente da una “normalizzazione” della vita in Rete, realtà vista  come propaggine della quotidianità, cambiando di conseguenza il concetto di capitale sociale e culturale”.

I legami che si vengono a co-creare nella Rete modificano due elementi di capitale sociale che si chiamano bridging e linking, ovvero la  maggiore capacità di creare rispettivamente ponti e connessioni all’interno di una Rete rispetto a prima.

Nel contesto attuale, un social network come Facebook è divenuto una metafora del nostra abitare la Rete ed è così che ad oggi conta 16 milioni di italiani che sono socio-culturalmente connessi tra di loro.

Il professor Boccia Artieri snocciola dati di una ricerca del Censis,  che analizzano il comportamento degli italiani all’interno di Facebook utilizzandolo per i seguenti fini:
•    70,5 degli italiani utilizza facebook per rimanere in contatto con i propri amici
•    57% per ricostruire il rapporto con gli amici del passato
•    19,4% per sviluppare nuove amicizie

In un contesto antropo-sociale, il fondamento che emerge è che gli italiani utilizzano il medium Facebook  per  ampliare  i propri  contesti sociali.

Da Giotto a Facebook

Cosa è che sta cambiando fondamentalmente?
“I nativi digitali ci insegnano che sta cambiando il senso della posizione nella comunicazione, ovvero il nostro stare ed “abitare” la comunicazione: tutti siamo cittadini rispetto alla politica, consumatori rispetto al mercato e pubblico rispetto ai media”.

Abbiamo raggiunto un nuovo “status” di produttore nella comunicazione: attraverso l’opportunità di pubblicare un contenuto (anche se rivolto ad un piccolo audience) si ha l’opportunità di raggiungere un grande pubblico, grazie al  principio di scalabilità della Rete.

“Siamo in un contesto socio-antropologico diverso, non ci sono audience passivi ed  intermediari nella comunicazione , c’è solo un grosso sistema nervoso centrale ed immateriale formato da persone”.

Il fatto di aprirsi ad un canale di comunicazione bidirezionale così forte, implica in sè un’attitudine trasparente, aperta, convivibile e condivisibile, basata sul trasferimento di emozioni in modo pubblico e collettivo.

Tutto questo lo possiamo apprendere solo dai “nativi” digitali.

Concludendo:

L’errore filosofico, è quello di concepire la Rete come uno strumento e lo sguardo filosofico come un ulteriore strumento. La sfida filosofica è invece ermeneutica: uscire dalla logica strumentale per entrare in quella ecologica. La Rete non è uno strumento ma bensì un ambiente, un ambiente in cui si articola il modo di produzione culturale sopra descritto. In questo senso la rete sembra riflettere il concetto di etica aristotelica: etica in quanto dimora, luogo di interazione tra uomini liberi in un contesto privo di gerarchie determinate, volto alla produzione di nuove forme di vita.

Ed è su questo concetto di “nuove forme di vita” che è importante soffermarsi e riflettere.

Nightmare augmented reality experience: raccoglierai il guanto di sfida?

Si deve all’italianissima Join Pad la realizzazione della Nightmare Augmented Reality Experience per il lancio del nuovo film di Warner BrosNightmare on Elm Street – appena uscito sui nostri schermi.

Come sarebbe indossare il guanto di Freddy? Basta scaricare la cartolina-marker ed avviare la webcam. L’incubo, a quel punto, è tutto intorno a noi, anzi SU di noi!

Ovviamente è inclusa anche la funzione di sharing delle nostre Kruger-foto sui social network.

Fino a che punto vi sentite Freddy?

"We want it!": ecco il tormentone pro-riciclo canadese

Simpatico e brioso lo spot pensato da Publicis per la campagna e-waste della Città di Toronto.

I due protagonisti, Chuck & Vince, elencano a modo loro una serie di oggetti che solitamente vengono buttati fra i rifiuti comuni e che invece possono essere riciclati.

Da vedere!

Trovato qui

Sette giorni al Sziget 2010: il ninja-racconto del festival

L’isola di Obuda, nell’affascinante e bellissima Budapest, ospita da 18 anni il Sziget Festival. Ogni anno persone, divertimento, musica, culture, esperienze e tende abbracciano uno dei polmoni verdi dell’Ungheria trasformandolo per una settimana in una vera e propria città.

1.200 i programmi, 26 i palchi, tantissime le star della musica, e 7 i giorni che hanno accompagnato dal 9 al 15 Agosto le circa 400mila persone giunte in visita quest’anno in uno dei più grandi e noti Festival europei. Era eccitante vedere Budapest tappezzata di uomini, donne, ragazzi, bambini con i braccialetti del Sziget

Raccontare il Sziget infatti non è facile, ce n’era per tutti i gusti. Sono stati presenti il caldo, un paio di piogge torrenziali, generazioni diverse, famiglie, personalità differenti, nazionalità di ogni genere a dimostrazione di quanto queste giornate siano state ricche di entusiasmo, adrenalina, divertimento, fantasia, serenità ed enorme civiltà.

Una settimana non è bastata per scoprire quante possibili esperienze potevano essere vissute al Sziget. Giravi l’angolo e c’era qualcosa di nuovo da fare.

Oltre alla grande Musica, alla tanta musica di ogni genere suonata in stand, padiglioni, palchi e automobili adibite a consolle, c’era la possibilità di addentrarsi in un labirinto sensoriale per riscoprire il proprio io (purtroppo la fila era interminabile ed, ahimè, ho abbandonato la speranza di andarci), assistere a performance, fare bungee jumping e climbing, giocare a calcetto, scacchi, curiosare tra le bancarelle, mangiare in pub e ristornati del posto e non, visitare un museo di antichità, o riunirsi in una cappella… ma è ancora riduttivo tutto questo! E’ il clima che si vive, è l’aria che si respira, è il passeggiare tra la folla eclettica, pazza elettrizzata e spensierata, è il sedersi di pomeriggio sotto ad un albero ascoltando buona musica, è il ballare ogni genere di musica ciò che rende unico nel suo genere questo appuntamento. Il tempo nell’isola non è mai perso!

Bere cocktail in un secchiello da spiaggia con cannucce lunghissime?? Al Sziget è possibile fare tutto, anche sposarsi… con il tuo partner, con il tuo orsacchiotto del cuore… ovviamente solo per valore affettivo! Utilissimo lo Szigetphone, un telefono cellulare gratis offerto dalla Vodafone ungherese che permetteva di chiamare tutti ad una tariffa ridicola, e la card ricaricabile che permetteva il pagamento di cibo e bevande senza portarsi dietro i contanti, evitando così il loro smarrimento.

L’enorme civiltà ed armonia di questa magnifica capitale europea e di tutti i visitatori ha accompagnato il tutto. Mai un disordine, mai un problema davanti ai miei occhi, solo tanto sound, sano divertimento folle e fiumi di birra, nonostante il caldo e la tantissima gente.

Grandi i Gorillaz Sound System, che nel tendone Wan2A/38 hanno raccolto un gran numero di persone per la loro performance rendendo quasi impraticabile il passaggio; coinvolgente con il suo ritmo il nigeriano Tony Allen e nel World Music Stage il bravissimo gruppo inglese degli Oi VaVoi ci ha fatto saltare per circa un paio d’ore; bravo Danko Jones; grande Papa Roach e la super voce di Mika. Per non parlare degli acclamatissimi Infected Mushrooms e i Gotan Project… chi era lì si sarà reso conto che entrare nel Party Arena era quasi impossibile!!

Bellissima anche l’area nella vallata dedicata al jazz e e quella adibita al ritmo blues dove era difficile non far muovere le gambe, e divertentissimo il tendone circense Magic Mirror dove un gruppo di illusionisti “uomini”si esibiva facendo sfrenare il pubblico femminile in sala. Veramente simpatici e bravi.

Suggestiva, poi, l’atmosfera intorno all’ormai nota nave bianca che viaggiava, insieme ai suoi acrobati, lungo le strade alberate e illuminate dalle colorate lampade cinesi che rendevano fiabeschi i vicoletti dell’isola

Attesissimi il 14 agosto, qualche ora dopo i nostri amati Subsonica, gli Iron Maiden che con la chitarra elettrica in mano hanno scatenato il panico. Per non parlare dei Kasabian che hanno veramente scaldato gli animi prima dell’arrivo dei trascinanti Muse che hanno concluso i concerti sul Main Stage con un palco psichedelico e coloratissimo mentre l’energica folla consumava ogni sua forza cantando ogni loro famosissimo pezzo.

Gli ultimi giorni del festival sono stati densi di avvenimenti, di musica, di fiumi di gente e di allegria mista a un enorme dispiacere per l’avvicinarsi del suo terminare. Chi voleva, poteva lasciare traccia di sé con un piccolo messaggio su una foglia di carta da appendere ad una rete insieme ai tanti altri.

Meritano i complimenti tutte le persone che hanno partecipato all’enorme e di certo non semplice organizzazione di questo favoloso Festival. Era visibile ovunque quanto impegno, quanto ottimo lavoro e quanto personale sia stato coinvolto per metter su, in maniera ottimale, questo evento che da piccolo ritrovo di studenti budapestini è diventato uno dei tre festival culturali più grandi al mondo, la woodstock del Danubio. E’ grazie a tutti loro che al Sziget è stato possibile ascoltare pop, rock, blues, metal, folk, elettronica, jazz, afro, reggae, hip hop ma anche assistere a danze, installazioni, mostre, video, artisti, bevendo, mangiando e praticando sport estremi. Un particolare saluto e un enorme grazie lo mandiamo a Giulio ed Ettore di L’Alternativa, la società responsabile dell’organizzazione italiana che ci ha permesso di essere lì e di condividere questa esperienza che raccomandiamo a tutti i nostri lettori di ripetere l’anno prossimo. E alle vincitrici del Ninja Contest com’è sarà andata quest’esperienza?

Una cosa è certa, il Sziget ti resta dentro.

Lego ribelli per la Pilot extrafine

Pilot lancia una nuova penna in collaborazione con Lego.

La campagna, ideata dall’agenzia Grey di Barcellona, vede i versatili omini della Lego sfoggiare sofisticati e particolareggiati tatuaggi che esaltano le qualità della punta extrafine della nuova biro.

Divertente e comica la campagna che gioca sul mostrare il lato ribelle e rude dei personaggi Lego.

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Ambient subacqueo per Fox Crime

Per lanciare il suo canale spagnolo Fox Crime ha proposto un’azione di ambient sottomarina. Sul fondale è stato posizionato un manichino con le sembianze di una vittima di un delitto di mafia.

Sulla base compariva la scritta – rassicurante per i sub che facevano lo spaventoso incontro – “Nuevo Canal Fox Crime”…

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Mad Men Job Interview per il lancio promozionale della quarta serie. Stavolta, pubblichiamo un paper che, attraverso la sceneggiatura di alcuni episodi chiave di Mad Men, ci permette di cristallizzare le pietre miliari dell'advertising classico, di interpretare il presente e provare a scorgere il futuro della pubblicità.

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A lezione di pubblicità dai Mad Men: connessioni tra la storia ed il futuro dell’advertising

Il telefilm Mad Men è sempre più al centro dell’attenzione: dal neo-acquisito Emmy come miglior serie televisiva drammatica al Mad Men Job Interview per il lancio promozionale della quarta serie.

Stavolta, pubblichiamo un paper che, attraverso la sceneggiatura di alcuni episodi chiave di Mad Men, ci permette di cristallizzare le pietre miliari dell’advertising classico, di interpretare il presente e provare a scorgere il futuro della pubblicità.

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Sarà Willwoosh il presentatore del Cavacon

Sarà Guglielmo Scilla, in arte Willwoosh, a presentare il Cavacon. Il simpatico autore di parodie di situazioni di vita reale e di cult cinematografici che spopolano su YouTube intratterrà il pubblico con i suoi sketch e presenterà le attività che si terranno sul palco principale.

Un nome importante che si va ad aggiungere a quelli noti agli appassionati di Flavio Aquilone, doppiatore di Light Yagami in Death Note, di Ivo De Palma, lo storico doppiatore di Pegasus ne I Cavalieri dello Zodiaco, di Emanuela Pacotto, doppiatrice di Nami in One Piece e Bulma in Dragon Ball.

Per gli amanti del cosplay sarà inoltre presente Giorgia Vecchini, vincitrice del primo World Cosplay Summit.

Per gli appassionati del fumetto d’autore, infine, è certa la presenza di Paolo Ongaro, storico illustratore e fumettista, che parteciperà alla fiera esibendo le sue tavole migliori.