Oggi a Bologna il primo Meeting “Mobile Phone MADE IN ITALY”

Il 15 aprile all’Università di Bologna si terrà il primo meeting nazionale degli sviluppatori italiani di applicazioni per dispositivi mobile.

L’iniziativa “Advanced iPhone Programming Workshop” si terrà presso il Dipartimento D.E.I.S. della Facoltà di Ingengneria dell’Università di Bologna, il programma è disponibile sul sito.

L’evento è stato organizzato dal gruppo di ricerca Micrel Lab dell’Università di Bologna, MitAPP e Wispes che hanno chiamato a raccolta attraverso i social network gli sviluppatori più innovativi del settore Mobile Apps.

Le relazioni degli sviluppatori esperti tratteranno tematiche relative al futuro del mobile computing in termini di applicazioni, architetture hardware e marketing. Si parlerà quindi di Marketing Management, Gaming e 3D graphic, Augmented Reality, Social Networks & Mobile, Multimedia Contents optimization, Advanced Interface Design, Mobile device e Internet of Things.

Fra le realtà che parteciperanno ci sono STMicroelectronics, AnguriaLab, Just Funny Games, Lemon Team e Wooom. Ed è proprio Antonio Prigiobbo, Design Management e anima di Wooom insieme a Danilo De Rosa, a spiegare l’importanza dell’appuntamento:

E’ il primo incontro del made in Italy dell’innovazione per mobile. E’ importante partecipare per noi sviluppatori app incontrarsi e far conoscere le tecniche e metodologie. Presenteremo quello che ha fatto Wooom per Design-Oriented. Noi produciamo applicazioni come oggetti di design che raccontino una storia dinamica sfruttando l’innovazione del social mobile marketing e il mondo dell’innovazione partecipata.

Il nostro intento – prosegue Prigiobbo – è far nascere e lanciare da iniziative come questa l’associazione SIM (Società Italiana Mobile) che vede già il coinvolgimento di diverse società e gruppi, da Milano a Catania, passando per Napoli, per unire gli operatori di questo mercato che tra i settori di sviluppo ICT ha la crescita più veloce”.

La Settimana del Tribal Marketing – Il caso Apple

Dopo Ducati, The Ghetto Gourmet e Lush, oggi parliamo di uno dei brand di culto più amati del pianeta: Apple.

A metà degli anni ’90 Apple era un’azienda in crisi. Steve Jobs, che nel 1985 aveva lasciato Apple per fondare (con scarsa fortuna) la NeXT Computer, convince la casa madre a comprare la nuova creatura e torna sul ponte di comando come CEO. Era il 1997. Oggi, 13, anni dopo, Apple è un’azienda che fattura 105 miliardi di dollari, l’ iPod controlla il 70% del mercato dei lettori mp3, 4 miliardi sono le canzoni vendute finora su iTunes mentre l’iPhone ha semplicemente rivoluzionato l’universo della telefonia mobile come lo conoscevamo. Ora persino il sistema operativo utilizzato dai Mac insidia, seppur da lontano, il predominio di Windows.

I motivi di questo successo sono sicuramente numerosi, complessi e difficilmente basterebbe un solo post per spiegarli efficacemente. Qui però ci interessa in particolare uno di questi fattori vincenti: l’aver costruito una tribù di fan Apple che si identifica nei prodotti dell’azienda in una maniera forte, che a volte sfiora forme di fanatismo e fondamentalismo.

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Le pagine del destino: Heineken scherza ancora con i fidanzati!

Heineken sembra averci preso gusto: dopo Auditorium, il finto concerto in occasione di Real Madrid – Milan di Champions League, arriva un nuovo scherzo, stavolta di stampo cinematografico.

L’evento fa parte della stessa campagna di Auditurium che, dopo gli ori vinti ai Giovani Leoni e agli International of Football Advertising and Communications Awards, ha da poco ricevuto un altro importante riconoscimento: il secondo premio agli International Andy Awards 2010 nella categoria “earned media”.

Trovato qui

Egg2.0 lancia un contest per giovani menti creative

Egg2.0, laboratorio torinese di ricerca e produzione di comunicazione, come ogni anno lancia un interessante contest creativo dedicato a tutti i ragazzi di età compresa da 18 a 28 anni.

Il contest riguarda comunicazione, grafica e nuovi format per la TV. I temi sono: l’Indisciplina della comunicazione, l’Indisciplina del segno e Salva la televisione.

E’ possibile partecipare da soli o in team e scegliere qualsiasi strumento per realizzare i lavori che possono essere inviati entro il 21 giugno 2010.

Quest’anno sono state messe a disposizione 27 borse di lavoro che permetteranno ai ragazzi di lavorare per 12 mesi nella stessa Egg2.0. Le collaborazioni spaziano in ogni area e settore:  ideatori di format, cartoonist, film maker, designer o web designer, art director, registi, scenografi o scultori.

Maggiori info sul contest sul sito di Egg2.0

Kids flash mob per H&M

Splendido flash mob per la linea H&M bambini, in Union Square, a San Francisco, lo scorso 27 marzo.

Italiani di successo – I Ninja del Web

Di seguito il testo dell’articolo di Pc Magazine a cura di Umberto Torelli.

I NINJA DEL WEB made in Cava de’ Tirreni. La loro specialità MARKETING CREATIVO e INTERNET ADVERTISING.

La storia è quella di una web agency di successo, tutta italiana, anzi di Cava de’ Tirreni.

Gli ingredienti da start up americana, i personaggi l’emiliano Mirko Pallera (36 anni) e il campano Alex Giordano (34 anni). Loro sono i fondatori di Ninja Marketing, un inizio tutto in salita prima di trovare la strada giusta.

La partenza avviene nell’estate 2004, il luogo è quanto meno originale, visto che si tratta di una barca ormeggiata nel porto di Salerno, prestata per l’occasione da un’amica. Racconta Mirko “siamo partiti in sordina, con un blog rivolto ai nuovi strumenti del marketing che le aziende possono disporre grazie alle tecnologie di Rete. Un sito messo in piedi con un nostro software, perché non esistevano le piattaforme che oggi permettono di crearlo in poche ore”.

Così l’ambiente virtuale del blog diventa il posto di lavoro dove raccolgono le nuove idee di Web marketing.

E nel giro di pochi mesi il tam-tam della rete fa succedere qualcosa di imprevisto. Mirko e Alex si accorgono dalle email che i forum sono frequentati anche da manager di grandi aziende. “Erano i numeri uno della stanza dei bottoni in cerca di nuove – dice ancora Alex – così iniziammo per il primo grande cliente, le cantine Antinori”.

La svolta che ha cambiato la vita ai due giovani ninja del web è arrivata quando un anno dopo ricevono la telefonata dall’Art Director Club di New York, l’associazione storica dei creativi di tutto il mondo. “Anche loro avevano letto le nostre idee sul marketing non convenzionale e ci hanno invitati, come primi italiani, a far parte della giuria dei Global Awards”.

Perché la scelta dei Ninja? “E’ la metafora del guerriero della comunicazione, che lotta contro i samurai dell’informazione – dice Alex Giodano – pochi i mezzi ma tante idee e ironia, quando serve, per combattere una struttura troppo spessa ingessata”.

Tra i lavori di successo troviamo il posizionamento di “Tim Tribù”, ottenuto attraverso il concetto di Street Academy, dove i ragazzi di strada diventano parte del sito. Poi Barilla con “il Mulino che vorrei”, un progetto di apertura dell’azienda all’ascolto e alle idee del pubblico. Esempi di marketing partecipativo e virale con i clienti, come per i lavori Artsana e Heineken.

Per il futuro i Ninja web guardano al mercato emergente del green, pensando alle politiche aziendali non separata dalla società, ma immerse nei problemi sociali. Insomma l’idea è quella della responsabilità sostenibile portata nelle azioni marketing.

Qui l’articolo in pdf.

Social Media & Editoria online: relazione virtuosa o pericolosa?

Grazie a Luca Conti è su slideshare l’interessante presentazione di Layla Pavone, Presidente di IAB Italia e Mnaging Director di isobar Communications, su rischi e opportunità nelle relazioni fra Social Media ed Editoria online.

La presentazione si riferisce ad uno degli interventi di apertura del seminario promosso da IAB Italia sui social media.

La Settimana del Tribal Marketing – Il caso Lush

Prosegue il nostro viaggio fra le aziende che hanno puntato sul marketing tribale per costruire un’immagine vincente: dopo Ducati parliamo di Lush.

L’azienda di cosmetici Lush nasce a Poole, nel sud dell’Inghilterra, nel 1995. L’idea è di un team di cinque vegetariani e vegani che decidono di produrre e commercializzare cosmetici freschi, prodotti in maniera artigianale grazie all’uso di frutta e verdura biologica.

Oggi Lush è un’azienda con più di 650 negozi in giro per il mondo. Il successo di Lush è costruito su un’immagine e dei valori molto forti e incarnati dall’azienda fin nei minimi dettagli.Questi valori consentono ad una clientela affezionata di identificarsi in qualcosa che va al di là del semplice trovarsi bene con un prodotto, permettendo loro di abbracciare l’azienda a 360 gradi.

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Gunpania: guerrilla campana in stile CSI

Scena in pieno stile CSI quella messa in scena a Salerno la scorsa settimana. Giovedì infatti, nel quartiere Mercatello, i passanti si sono imbattuti in uno spettacolo piuttosto inquietante: le gambe di un cadavere che sbucano da un cespuglio. Arriva anche la polizia scientifica, che delimita la zona per rilevare le tracce dell’accaduto. Una scena tanto realistica da da attirare l’attenzione di una volante di passaggio che si avvicina per aiutare i colleghi arrivati in precedenza sul posto.

Ma – almeno per una volta – non c’è nessun vero omicidio da risolvere: la scena infatti è un’azione di guerrilla organizzata da Gunpania, un progetto costituito da gruppo di artisti, performers ed esperti di comunicazione che realizzano azioni non convenzionali sul territorio campano. Lo scopo è sensibilizzare, in modo moderno e giovane, le coscienze dei giovani su argomenti delicati come la delinquenza giovanile e la droga, mostrandoli nella loro cruda realtà’ attraverso una strategia comunicativa caratterizzata da semplicità ed ironia.

Gunpania cerca di coinvolgere gli adolescenti compresi in una fascia di età tra i 12 e i 20 anni, appartenenti a classi sociali medio basse e localizzati nelle periferie delle città per diffondere il messaggio che pur essendo nati, cresciuti e vissuti in un territorio problematico, è possibile vivere in maniera civile e rispettosa della società.