
Politica ed economia sono due (brutte) facce della stessa (sporca) medaglia.
Non solo l’una ha necessariamente bisogno dell’altra per funzionare bene, ma anche i modelli istituzionali di gestione del potere che si affermano nelle varie epoche storiche all’interno dei due ambiti sembrano essere – in momenti diversi – gli stessi, in una sorta di rapporto osmotico perpetuo.
L’equilibrio omeostatico fra attività produttive e res publica è condizione fondamentale per la creazione di una società giusta e orientata al benessere dei cittadini. Il problema è che lo sviluppo diseguale di potere dei due settori turba continuamente questo equilibrio, e spesso la società civile si scopre incapace di reagire ad uno strapotere disfunzionale dell’uno sull’altro.
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