Il successo arriva ballando su una sedia

NEW YORK (USA) – Ha commesso uno sbaglio. Credere che quello che aveva messo sul suo sito web non interessasse a nessuno. E invece è diventato uno dei successi della rete. Gary Brolsma, 19 anni, americano del New Jersey ha raggiunto la popolarità su Internet e poi sui mass media Usa grazie alla sua personalissima interpretazione di «Dragostea Din Tei» canzone romena (il titolo significa «amore sotto l’albero di tiglio») che anche da noi ha raggiunto i primi posti delle classifiche.
La performance di Brolsma, che seduto su una sedia interpreta in maniera personalissima la versione disco della canzone, ha attratto milioni di navigatori di Internet, tanto che il ragazzo in sovrappeso ha avuto l’onore di apparire sulla Cnn e di essere citato dal New York Times. Brolsma non sembra però aver preso troppo bene i suoi 5 minuti di celebrità. Appare a detta dei familiari, teso e imbarazzato e non vuole più intervenire in nessun programma televisivo, nonostante le numerose offerte ricevute.
Il video di Brolsma dimostra ancora una volta come su Internet la possibilità di mostrare momenti intimi che abbiano il sapore dell’autenticità sia una delle ragioni del successo di tutto ciò che appare sulla rete (da “Il Corriere della Sera”)

Guerrilla marketing

Come la `guerilla` – guerra condotta con mezzi non convenzionali da chi può contare su poche risorse contro un nemico preponderante – si basa su rapidi colpi di mano o sulla creazione di tensione nell’avversario, così le tecniche di `guerrilla marketing` utilizzano strumenti diversi da quelli tradizionali (spesso attesi, scontati e costosi), mettendo in campo azioni non convenzionali per ottenere il massimo risultato con il minimo di risorse impiegate. Un caso recente è quello di Sony-Ericcson, che ha assoldato attori che si fingevano turisti con il compito di farsi fotografare dai passanti utilizzando il nuovo telefonino con fotocamera integrata.

Sfilata, la beffa di Serpica Naro

Una grande e riuscita beffa ha chiuso la settimana della moda. Chainworkers e cognitivi di Pergola Move hanno creato dal nulla Serpica Naro, stilista anglogiapponese con show room a Londra e a Tokyo. E in tanti ci hanno creduto. Visto il look book e le credenziali, la Camera della moda ha inserito Serpica Naro nel calendario ufficiale delle sfilate. Intanto, i neosituazionisti di Pergola Move lanciavano in rete l’allarme: Serpica Naro cannibalizza lo street style, bazzica l’underground solo per far soldi, contestiamola! Per questo ieri sera sul cavalcavia Bussa, luogo della sfilata, c’era parecchia polizia. Oltre ai fotografi e ai giornalisti in attesa che dal back stage uscisse Serpica Naro. Invece sono spuntati gli artefici della beffa per rivelare che Serpica Naro è l’anagramma di San Precario (da `Il Manifesto`).

Word-of-mouth

Il passaparola è la trasmissione di informazioni, considerazioni, opinioni su un prodotto o su un brand che avviene da persona a persona in modo informale. Tipicamente considerata una forma di comunicazione verbale, il passaparola è oggi potenziato dal web (blog, forum e email). Solitamente il target è più propenso a fidarsi di una comunicazione che avviene attraverso il passaparola rispetto a forme di persuasione più tradizionali, come la pubblicità classica o azioni di marketing convenzionali, a causa della forte credibilità derivata dall’alto valore percepito della fonte, ritenuta attendibile non avendo un interesse diretto alla vendita. Un’operazione di word-of-mouth ben riuscita genera l’effetto buzz (ronzio), una forma altamente intensa ed interattiva di passaparola.

Sneezer

Letteralmente sono coloro che “starnutiscono”, che raccontano ad amici, familiari e colleghi, pregi e difetti di un nuovo prodotto, di un servizio o di una marca. La loro opinione è tenuta in grande considerazione. In questo modo gli sneezer sono gli artefici della propagazione virale di idee positive o negative che influenzano l’acquisto. Per il successo di un prodotto, soprattutto in fase di lancio, data la loro influenza sul target di riferimento, è fondamentale riuscire ad identificare i diffusori e adottare appropriate strategie per ottenerne l’appoggio. Ci sono due tipi di sneezer: i promiscuous, che agiscono in base a un compenso, e i powerful, i piu’ forti, che “starnutiscono solo” per il piacere che deriva dall’essere leader di opinione.

Dal libro “La Mucca Viola” di Seth Godin

Alternate Reality Gaming: chi si nasconde dietro la campagna?

La tendenza è iniziata con la campagna affissioni di General Motors. Una specie di caccia al manifesto per tutti gli Stati Uniti per scoprire la frase `This is the last time you will ever have to feel alone on our nation’s highways`. Il tutto coordinato dal sito web dell’azienda. Peccato che la frase sia stata scoperta prima, sembra per un bug nel sistema informatico di General Motors.
Questo tipo di campagne altamente “esperienziali”, che mescolano interattività ed entertainment, reale e virtuale, sembrano destinate a diventare sempre più complesse e avvincenti. Obiettivo: concretizzare l’affinità fra il brand e i supporter di riferimento, fino a farli diventare veri e propri “evangelizzatori” della marca.
In ogni caso il segnale debole di questa nuova tendenza può essere identificato nei “giochi di ruolo”, argomento che conosco poco e che vorrei approfondire. Qualcuno vuole dami una mano? Altro input: questa parola geocaching, come vi suona?

Bufera sulla Nike per la campagna antirazzismo

Alcuni giocatori inglesi hanno accusato la multinazionale di voler sfruttare l’iniziativa a fini di lucro.
Gary Nevile ed altri giocatori inglesi si sono schierati apertamente contro la Nike, rea secondo il parere, di voler ridurre un iniziativa nobile come quella di “Stand Up, Speak Up” ad una mega-promozione per l’inconfondibile
marchio della società. Il difensore del Manchester United ha dichiarato: “Dobbiamo essere certi che questa campagna venga fatta nella maniera giusta e non solo per promuovere la Nike come sembrerebbe”.

La mattina della partita amichevole Inghilterra-Olanda la Nike ha recapitato ai giocatori inglesi una scatola piena di braccialetti bianco-neri ma non tutti hanno voluto indossarli anche perchè la Football Association non era
stata interpellata al riguardo. Neville, sotto contratto con la Diadora, David Beckham, Steven Gerrard e Frank Lampard, sponsorizzati dalla Adidas, hanno preferito non indossarli mentre Rooney, Ashley Cole, Shaun Wright-Phillips, Jermaine Jenas, Keiron Dyer, Wes Brown, Stewart Downing e Andy Johnson lo hanno fatto.

Un esperto inglese di marketing interpellato sulla vicenda ha affermato che “Questa campagna è un classico esempio di “guerriglia commerciale”, alla Nike sono maestri in questo tipo di attività”. Simon Charlesworth, il responsabile della comunicazione della Nike in Inghilterra ha risposto alle accuse asserendo che “Non abbiamo fatto questa campagna per farci pubblicità.
Non c’entra nulla con la pubblicità, c’entra con il razzismo ed anche le associazioni che combattono questo problema in maniera permanente hanno approvato la nostra iniziativa” (da “www.tuttocalcio.it”)

La mucca viola (Seth Godin)

Che dire di questo libro. Non può mancare nella biblioteca di un non traditional marketer che si rispetti. Finalmente abbiamo capito a cosa ci serve la gaussiana, ovvero a identificare quella porzione di target più interessante in termini di comunicazione virale. Vi ho interessato? Allora leggetelo!

Stili di vita al tramonto del post-moderno – Milano, 9 marzo 05

Stili di vita al tramonto del post-moderno
Ne discuteranno in Accademia di Comunicazione, a Milano, i designer Giuseppe Cappellini e Alberto Benelli, che presentano le più recenti ricerche di Icone Future sulle tendenze.

Tunnel Inside Forecast 2005:
i mutamenti degli stili di vita sono di scarsa mutazione: più come temi del desiderio che di reale cambiamento. Sentimenti depotenziati, sedimentazioni percepite per tenere alta l’attenzione; coccolare le deboli emozioni per accendere la magia di una nuova intenzione vitale. Sono i temi della crisi spirituale, sociale e politica: la paura di ciò che ci circonda, di quello che potrà succedere, della decadenza, della vecchiaia, della morte: richiedono di esorcizzarli con una sindrome di onnipotenza, proponendo tutto come imperativo. Rendere la vita una zona di felicità dove tutto è permesso, non per piacere ma per placarne il vuoto.

Occidental-Ego Forecast 2006:
si preannuncia la fine dell’epoca post-moderna che ha caratterizzato la modernità liquida, lasciando spazio ad un nuovo concept di modernità: modernità radicale.
Dalla radicalizzazione religiosa, alla morale, l’etica, la cucina e il design come in tutti gli stili di vita e di pensiero si orienteranno sulle radici locali. Una grande rilettura dei valori propri, l’occidente, gli occidenti si riscoprono, rileggendosi nel confronto con le altre culture.
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Mercoledì 9 marzo 2005, alle 18,30, per inviti, in Accademia di Comunicazione, via Savona 112/A Milano.

Rollerblade dona maschere antismog

(ANSA) – TREVISO, 16 FEB – Per tutelare i propri clienti un’ azienda i pattini in linea regala mascherine antismog per poter circolare senza problemi nelle città inquinate, a partire da quelle in cui vige il blocco del traffico o le targhe alterne. L’operazione `In line – no smog` della Rollerblade (Gruppo Tecnica) di Trevignano (Treviso) partirà domani coinvolgendo i rivenditori autorizzati situati nelle città di Treviso, Milano, Parma, Torino e Bologna, che oltre alle mascherine applicheranno una riduzione del 10% del prezzo di acquisto su tutti i modelli di pattini in linea della società. `La nostra è una provocazione – ammette Arianna Colombari, responsabile Marketing di Rollerblade – un segnale che vogliamo lanciare ai nostri connazionali che vivono nelle città invase dallo smog. I nostri pattini, nelle metropoli di altri Paesi come New York, Parigi, Amsterdam e Los Angeles vengono considerati oltre ad uno strumento di divertimento e ad un modo per tenersi in forma, un vero e proprio mezzo di trasporto che come motore ha il nostro corpo. Con questa operazione, visto che ci avviciniamo alla bella stagione, vogliamo sensibilizzare gli italiani a non abusare dell’automobile, ma considerare che a volte esistono delle soluzioni alternative reali. Questo vale per i pattini ma naturalmente anche per tutte le altre forme di locomozione come la corsa, la bicicletta o altro. Culturalmente, forse, siamo troppo automobile-dipendenti`. (ANSA).