Experiential marketing

Da qualche tempo l’XM (experiential marketing) è sempre più sulla bocca degli addetti ai lavori e ben in evidenza sulle patinate presentazioni di emergenti agenzie specializzate. Come insegnato da Bernd Schmitt, docente di marketing alla Columbia University, i brand devono essere considerati alla stregua di “experience provider”, focalizzati sulla creazione di esperienze, possibilmente multisensoriali. Esperienze che non si limitino ad intrattenere, ma che siano anche in grado di educare, coinvolgere ed estasiare il target sfruttando ogni momento di contatto: prima, durante e dopo la vendita, attraverso il prodotto, il servizio, il personale dell’azienda e ovviamente, per mezzo della comunicazione.

UN’ ESPERIENZA OLISTICA
L’obiettivo finale del “marketing esperienziale” è la creazione di un’esperienza olistica, che si ottiene integrando:
– esperienze sensoriali (SENSE)
– affettive (FEEL),
– cognitive (THINK),
– comportamentali (ACT)
– sociali (RELATE)

[Schmitt 1999, 2003]
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Le nuove frontiere della brand communication – Milano, 21 marzo 05

UNIVERSITY.IT E P4 presentano il workshop: LE NUOVE FRONTIERE DELLA BRAND COMMUNICATION
da dove partire per iniziare a lavorare nel “Marketing Creativo”.

Un workshop per “esplorare” le nuove metodologie di marketing in un mercato in costante evoluzione. Saranno esposti, in particolare, modelli creativi in grado di assecondare i nuovi trend di comunicazione delle aziende che vogliono stabilire un dialogo diretto coi propri consumatori.

PARTE 1 “The Player of the Games: Il Dialogo Digitale”
Il mercato dei videogiochi in Italia sta rapidamente uscendo dalla fase “pionieristica” e di nicchia per diventare un’industria sempre più” pesante” in termini di valore generato, qualifica e diversificazione delle professionalità coinvolte.

Contenuti:
-Il ruolo dei videogiochi in relazione al consumatore
-Difficoltà della Competizione e Comunicazione in questa “arena”
-Essenzialità dell’innovazione nel dialogo con un’audience atipica
-Strategie di marketing communication nel mercato del videogioco
-Competenze necessarie
-Nuove prospettive aperte dalla digitalizzazione della comunicazione

Relatori: Alberto Coco, Direttore Marketing Ubisoft – Alessio Fattore, Direttore Ricerche Starcom Italia

PARTE 2 “Creative Marketing”: un approccio alle nuove strategie e tecniche di brand communication
Si parlerà dei nuovi mezzi di comunicazione e del concetto di creative marketing per poi tracciare un profilo della figura del Marketing Co-ordinatore e delle sue funzioni all’interno di un’azienda.
Verrà presentato un panorama dello sviluppo del marketing in base alle nuove esigenze comucazionali delle aziende.

Contenuti:
-Arts&Marketing: perchè le aziende sempre più spesso si legano ad artisti e designer come strumento di comunicazione: Zombie Flesh Eaters, D Face, Seen per Eastpak, Justin Bua per Pf Flyers
-Event Sponsorship: gli eventi come mezzo di interazione con il pubblico di riferimento: Eastpak Transition Tour
-Viral Marketing: come utilizzare il web e il “word of mouth” per creare branding: Blair Witch Project HotMail
-Guerrilla Marketing: il volto “illegale” della comunicazione A-Style,Eastpak Store Launch
-Il Flashmob: la nuova frontiera del marketing strategico
-Sports&Street: come sfruttare un team di atleti in un’ottica di campagna promozionale.
-Case Histories: video ed esempi sulle tematiche affrontate.

Relatore: Massimo Mazza, Marketing Co-ordinator per Eastpak Italia
Durata del Workshop: Giorni 1: dalle 14.00-19.00
Dove e quando: Milano 21 Marzo 2005 Via Pestalozzi 4, presso BOND s.r.l.

— Prezzo 150 Euro (iva inclusa)
— PROMOZIONE “Porta un amico 2×1, paga 1 entrate in 2”,
portando un amico potrete partecipare entrambi al Workshop al prezzo complessivo di 150 Euro anziche 300 Euro
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Info e iscrizioni:
I POSTI SONO LIMITATI Per maggiori informazioni e per iscriversi al workshop scrivere una mail a: workshop@university.it oppure chiamare il numero telefonico 02.72008132
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Jim Morrison «bravo ragazzo»: il video inedito

WASHINGTON – L’altra faccia di Jim Morrison, inedita fino ad ora. Quella di studente tranquillo e pacato. Un gruppo di archivisti della Florida ha trovato un tesoro della storia del rock: spezzoni di un film girato nel 1961 nel campus della Florida State University (Fsu) con un Jim Morrison acqua e sapone.
Il bravo ragazzo che partecipa alla vita del college – le parate e le partite di football americano – non assomiglia per niente alla leggenda del rock immerso nel mondo della droga e dell’alcool, che Morrison diventerà e che lo porterà nel 1971, a 27 anni, alla morte a Parigi.
Il Morrison del filmato pubblicitario ritrae invece un ragazzo che è l’opposto del poeta dei Doors dai capelli lunghi e dai vestiti di pelle, arrestato nel 1969 per esibizionismo e per aver simulato l’atto sessuale

Jim Morrison, rock star e poeta ribelle
durante un concerto a Miami. «È incredibile vedere Morrison così remissivo e curato», ha detto Jody Norman, direttrice degli archivi dello Stato della Florida e grande fan dei Doors. Il film faceva parte di una collezione consegnata dall’Fsu agli archivi statali e non menziona nei titoli la presenza di Morrison, che si calcola avesse sui 20 anni. La sua partecipazione è stata notata da un archivista particolarmente attento. «Sapevamo che Morrison frequentò l’Fsu per un periodo di tempo e che ebbe dei piccoli ruoli da attore», ha detto Norman (da www.corriere.it)

I segreti del passaparola al primo summit del settore

La Word of Mouth Marketing Association terrà il suo primo summit a Chicago il 29 e il 30 marzo. L’evento è finalizzato a radunare i marketer, le agenzie di comunicazione e più in generale tutti i professionisti del settore per discutere le tecniche del passaparola congiuntamente agli aspetti etici di tale tecnica di marketing. Si parlerà anche delle case history più interessanti e dei sistemi di misurazione.

La CIA e la comunicazione in caso di crisi

L’amico Pasquale ci segnala un eclatante caso di `comunicazione in caso di crisi`. Ricordate l’aereo che l’11 settembre si schiantò sul Pentagono. Secondo quanto sostiene il sito www.freedomunderground.org, le cose andarono diversamente. Questa case history dimostrerebbe che lo staff addetto alle relazioni pubbliche sa fare il proprio lavoro…

I blog e le Community, nuovi strumenti di marketing?

Sulla Rete oggi molti navigatori fanno riferimento a siti su cui possono interagire con persone che abbiano degli interessi comuni, personali o professionali: le Community. Altri poi decidono di voler avere un ruolo ancora più attivo e aprono un proprio blog, un sito su cui possono raccontare le loro esperienze o parlare di argomenti di loro interesse, ricevendo anche feedback dai navigatori. Entrambi i sistemi sono organizzati per la maggior parte in modo da non richiedere particolari conoscenze informatiche per la gestione e dunque il numero degli utenti che ne può usufruire è sempre più grande.

Questi strumenti possono essere utili al comunicatore d’impresa e all’uomo di marketing? Sicuramente sì. Questi siti infatti sono una miniera di informazioni, non solo sugli argomenti trattati ma anche sui trend del settore e sulle esigenze dei relativi consumatori, che si scambiano impressioni ed esperienze sulle aziende e sui prodotti Un altro aspetto poi rende molto interessanti blog e community: gli utenti di Internet tendenzialmente sono pigri e non sono molto propensi ad impegnarsi durante la navigazione, dunque quelli che frequentano attivamente le community ed aprono i blog rappresentano gli esponenti più vivaci e, spesso, avanzati, del relativo segmento d’interesse, soggetti altrimenti difficili da individuare all’interno dell’intero insieme dei consumatori. Inoltre questi strumenti permettono di interagire con altre persone in modo informale, raggiungendo grandi numeri di interlocutori con uno sforzo ridotto. Quest’interazione può essere raggiunta tramite la partecipazione ai siti di persone dell’azienda o anche con lo strumento dei corporate blog, spazi dove le imprese si raccontano, informano e raccolgono i feedback degli utenti.

Infine alcuni consigli: primo, bisogna usare i linguaggi giusti, che di fatto variano a seconda del tipo di comunità, occorre quindi una buona sensibilità linguistica e la conoscenza dei codici semantici della Rete per poter trovare davvero un valido riscontro negli utenti. Secondo, onestà: o si partecipa alle Community da esterni, facendo iscrivere una persona dell’azienda che ne monitora i contenuti e ogni tanto lancia qualche tema o l’azienda deve mettere in chiaro quali sono gli spazi che occupa nel sito. Cercare di influenzare in modo forte la Community o il Blog senza “dichiararsi” può essere davvero controproducente, perché gli utenti possono scoprire l’inganno e le notizie sulla Rete viaggiano molto velocemente, per cui l’immagine di un’azienda, anche grande, può ricevere colpi durissimi. Terzo: si può fare pubblicità sulle Community e sui blog senza problemi (a patto di non essere troppo invasivi), tuttavia i migliori strumenti restano concorsi, sondaggi e quiz, più partecipativi per l’utente e più ricchi d’informazioni per l’impresa (da “www.comunitazione.it”)

Video Virali per il lancio di un nuovo Videogame

SEGA, nota casa produttrice di videogames, si affida alla creatività di video virali per il lancio di Super Monkey Ball Deluxe!
Infatti dal sito www.mybigball.com SEGA ha iniziato il contagio con piccoli video che raccontano le improbabili avventure di CHAD un giovane che, così come il personaggio del videogioco, ha “deciso” di vivere immerso in una bolla.
Fino ad oggi sono già stati messi in circolo 4 videoclip dal gusto tra il surreale e il demenziale, il sito ne promette almeno altre due!

SCENARI: Un paese confuso alla ricerca di un progetto

Un Paese confuso e abulico, che tentenna sulla strada da intraprendere. Un Paese, schiacciato sul presente, incapace di proiettarsi nel futuro, di prolungare lo sguardo oltre l’arrangiarsi giornaliero e di lanciare il cuore oltre l’ostacolo. Un’Italia alla ricerca di un progetto.

Si assiste al ritorno di pericolose forme di disuguaglianza sociale, economica e culturale, la mobilità sociale in senso ascendente e duraturo sembra essersi bloccata mentre appare attiva e sempre più pervasiva quella discendente. Siamo in presenza, per la prima volta nel dopoguerra, di un fenomeno che abbiamo definito di re-flazione, dato dalla successione temporale, nello scenario economico italiano, di elevati tassi di inflazione – che, deliberatamente, sfuggono alla contabilizzazione della statistica ufficiale – e di segnali significativi di recessione, sia dal lato della domanda di beni di consumo e di investimento sia dal lato della produzione di beni e servizi.

Tuttavia non mancano nel nostro Paese modelli di vitalità imprenditoriale e territoriale, casi di successo organizzativo, come il Lazio e la Campania, aree di eccellenza produttiva e tecnologica, modelli che attendono soltanto di essere replicati su scala nazionale, soprattutto in quei contesti dove è maggiore la fragilità di carattere sociale ed economico.

Adidas rischia la denuncia

Questo è il prezzo da pagare per un’azione di guerrilla marketing. Probabilmente l’Adidas lo aveva già preventivato quando ha deciso di imprimere dei mega stencil sulle strade di alcuni quartieri di Londra per promuovere la nuova scarpa Hyperride.
Jon Deacon, il portavoce dell’azienda, pur non confermando la responsabilità di Adidas nell’azione di guerilla, ha dichiarato che l’azienda provvederà a pulire tutto.

Gli `street team` di 42 BELOW spalano la neve

Invece di distribuire i soliti campioncini di prodotto, la 42 BELOW – una marca di vodka neozelandese – ha pensato di mandare i propri street team a spalare la neve di fronte ai bar di Manhattan. Ottima iniziativa di guerrilla, altamente notiziabile e che strizza l’occhio anche al trade.
Geoff Ross, responsabile dell’azienda ha dichiarato “C’è sempre da fare qualcosa a New York, anche quando nevica. Volevamo esser sicuri che i nostri rivenditori avessero l’entrata pulita in modo che i clienti potessero entrare con i piedi caldi e bersi un cocktail a base di 42 BELOW”.