gucci

Gucci e street art: ecco la capsule collection con Coco Capitán

Gucci celebra un nuovo capitolo di Art Wall, prosegue il progetto del brand tra moda e street art. Il direttore creativo della maison Alessandro Michele ha rinnovato la partnership con l’artista Coco Capitán per lanciare una speciale capsule collection di abbigliamento e accessori, disponibile da fine luglio.

gucci

L’eclettismo romantico di Alessandro Michele incontra l’immaginario di Coco Capitán. La giovane artista spagnola ha reinterpretato il mondo Gucci con la sua arte. Una collaborazione annunciata durante la Settimana della Moda di Milano lo scorso febbraio.

gucci

Sulla passerella della FW 2017-2018 Coco aveva decorato due look, ma anche l’invito allo show e la t-shirt indossata dal direttore creativo. Il lancio della collezione avverrà online e in selezionate boutique a partire dalla fine di luglio.

La speciale collezione unisex

Gucci e Capitán hanno creato una collezione unisex che comprende zaini, marsupi, felpe con cappuccio e senza, T-shirt, maglie e cappotti, in svariate colorazioni. I capi sono usati come una tela su cui scrivere dei messaggi.

gucci

Alcuni articoli, come i lunghi cappotti ricamati, contengono gli slogan nella fodera interna.

gucci

Il progetto Art Wall di Gucci

Il lancio della linea speciale è preceduto da un nuovo capitolo di Art Wall: il progetto introdotto a New York lo scorso febbraio, che ha previsto anche la realizzazione del murales dell’illustratore Jayde Fish di San Francisco.

gucci

Si tratta di opere realizzate su enormi muri cittadini. La casa di moda già da qualche tempo ha preso in “gestione” una parete nel cuore di SoHo, a New York.
Situato in Lafayette Street, tra Prince e Sting, il muro è ampio oltre 230 metri quadrati e verrà decorato da artisti selezionati da Gucci per un periodo limitato.

gucci

La special capsule con Coco Capitán è stata celebrata con l’avvio di due nuove opere a New York e Milano. Il primo mostra il testo di Capitán “What are we going to do with all this future”.
Il secondo, situato nella zona vivace di Corso Garibaldi, mostra il messaggio “Common sense is not that common”.

gucci

Il big wall in Largo la Foppa a Milano

La precedente opera era stata creata da Angelica Hicks, come parte della serie Freaks and Geeks dell’artista.

gucci

Uno spazio di 176 mq che ospiterà vari progetti artistici fino alla fine dell’anno.

‘Make America chic again’, il motto di Angelica Hicks

Coco Capitán non è l’unica artista coinvolta dalla maison della doppia G. Anche Angelica Hicks, nota per aver fatto il verso allo slogan elettorale di Donald Trump con il suo “Make America chic again”, sta collaborando con Gucci.

L’artista scoperta su Instagram dal direttore creativo Michele partecipa al progetto mescolando arte e icone fashion. Il suo contributo è fatto di disegni, illustrazioni e animazioni che giocano con il tema della moda.

gucci

Icone dell’universo fashion, personaggi celebri dello spettacolo e slogan di brand, sotto il tratto di Angelica Hicks vengono rivisitati in chiave ironica e divertente. La collaborazione del marchio con l’illustratrice inglese ha previsto la realizzazione di una collezione limited edition di t-shirt, che è stata lanciata lo scorso maggio.

gucci

Con questo progetto Gucci consolida il proprio legame con lo scenario dell’arte. Un legame che sembra oltrepassare la dimensione reale per abbracciare quella virtuale come già successo con il progetto #Guccigram che ha coinvolto artisti provenienti da tutto il mondo.

Generazione Xennials: esiste davvero?

Secondo un articolo del DailyMail, se siete nati tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli ottanta, e siete in crisi perché non vi riconoscete in nessuna delle generazioni a cavallo – X e Y -, non dovreste disperarvi: siete Xennials.

Il termine è una crasi tra la X di Generazione X – nati tra i ’60 e i ’70 – e Millennials – i nati tra ’80 e ’90. Ma quali caratteristiche avete, se siete Xennials? Innanzitutto, siete nati tra il 1977 e il 1983.

What is a xennial? #xennial #generations #jordancatalano #mysocalledlife #1980s #1990s #starwars

Un post condiviso da p_h_davies (@_xennial) in data: 23 Mag 2017 alle ore 10:59 PDT

Dan Woodman, Professore Associato all’Università di Melbourne, sostiene che esista questa micro generazione aggiuntiva alle due che la seguono e precedono, caratterizzata da diversi elementi: ad esempio, pare che gli Xennials siano una generazione di pessimisti come la generazione X, ma anche di ottimisti, come i Millennials.

Il segreto pare risieda nel rapporto che hanno avuto gli Xennials con l’avvento della tecnologia, che per loro non è arrivata durante l’infanzia o l’adolescenza, ma neanche in età adulta. Insomma, secondo il professore, più o meno a vent’anni gli Xennials si sono ritrovati ad avere a che fare con smartphone, social network e internet a tutto spiano, e questo li rende diversi dalle altre generazioni.

L’idea è che questa generazione sia tra i ragazzini pessimisti che vestivano in flanella e ascoltavano grunge, figli dei Baby Boomers, e i Millennials, ottimisti, bravissimi con la tecnologia e forse un po’ troppo sicuri di sé.

(Dan Woodman)

Prosegue con un’immagine estremamente romantica di una generazione cresciuta all’aria aperta, quando il solo modo che avevamo per ritrovarci con amici era telefonare al fisso di casa, gli adulti leggevano giornali di carta e la sera si guardava il telegiornale.

Xennials: Tra analogico e digitale

Fonte: good.is

Fonte: good.is

Pare, inoltre, che gli Xennials abbiano un’esperienza unica perché non hanno avuto il problema di avere i social network durante l’infanzia, ma soltanto arrivati ai vent’anni, a differenza dei Millennials che sono spavaldi ed egocentrici.

Il Professore aggiunge:

Non è possibile che in una generazione si sperimenti sempre la stessa educazione, quindi all’interno di questi gruppi, sia tra Xennials che Millennials, ci saranno persone che hanno esperienze molto diverse in base a determinati fattori.

Ma proviamo a guardare la questione più da vicino: è vero che non facciamo altro di parlare di Millennials, eppure moltissime persone non sanno a chi ci riferiamo. Non è un caso se i Millennials si chiamino così, a differenza di quelle che seguono e precedono, e il motivo risiede nel fatto che chi è nato in quell’intervallo di circa quindici-vent’anni (inizio ’80 – fine’90) ha avuto un’infanzia a contatto con l’analogico, crescendo poi con l’approccio al digitale, che è la caratteristica del passaggio al nuovo millennio.

L’analisi del professore sembra dimenticare che il motivo stesso per cui si studia la generazione dei Millennials, è che la maggior parte di questi ha raggiunto in questi anni la possibilità di acquistare e ha cambiato radicalmente l’approccio delle aziende stesse alla vendita di beni e servizi, perché questi giovani adulti hanno con loro il ricordo di due diverse culture che convergono.

C’è qualcosa che non ti torna?

Fonte: good.is

Fonte: good.is

Ha quindi senso definire gli Xennials? Connotandoli, inoltre, come un mix delle due generazioni che si intrecciano?

Ha senso dire che chi è nato nel 1982 ha acceso un computer la prima volta a vent’anni? E dire che chi è nato nel ‘91 invece non ricordi cosa significa citofonare a un compagno di scuola per andare a giocare al parco?
Ha senso dire che chi è nato negli anni settanta è pessimista perché ha avuto il grunge e i maglioncini di flanella e chi è nato negli anni ’90 è ottimista e spavaldo nella vita e sa usare il computer meglio del fratello maggiore?

Forse sì, perché le parole del professore hanno fatto il giro del mondo.
Sappi però che se non ti senti né Millennial né appartenente alla generazione X, e se rientri tra quelli nati tra il 1977 e il 1983 questo non fa necessariamente di te uno Xennial: può avere tanti altri significati. Ad esempio, come sostiene lo stesso Professore (vedi su):

All’interno di questi gruppi ci saranno persone che hanno esperienza molto diverse in base a determinati fattori.

E tu? Ti senti ancora uno Xennial?

adobe stock perfetta immagine

Come trovare l’immagine perfetta per i tuoi contenuti?

Qual è l’immagine perfetta? Come si costruisce? Chi può aiutarci in questo arduo compito, alla ricerca costante dell’originalità?

I trend visuali di oggi richiedono contenuti visivi sempre più autentici, che raccontino storie interessanti nel segno dello storytelling che è ormai divenuto un tratto fondamentale per comunicare il messaggio dei brand.

Al tempo stesso, però, questo task può richiedere un impegno davvero considerevole in termini di tempo ed energie, se non si è supportati dagli strumenti giusti: trovare l’immagine perfetta o costruire un video per i propri progetti creativi può trasformarsi in una vera impresa.

immagine perfetta

Le regole per un’immagine perfetta

Quali sono, quindi, le caratteristiche dell’immagine perfetta, per realizzare contenuti ideali per campagne di advertising o per il tuo content marketing?

Prima di passare dalla teoria alla pratica e testare le nostre scelte sulla base dei risultati di coinvolgimento ottenuti, ecco le cinque regole fondamentali per scegliere l’immagine giusta:

  1. scegli un’immagine che rappresenti il mood del tuo brand, per attirare il pubblico target. Ci sono molti stili visuali a disposizione, ma questo non significa che siano tutti adatti a esprimere il tuo messaggio;
  2. non dimenticare le persone, non solo intese come pubblico, ma anche come soggetto delle tue immagini. Le immagini che ritraggono una o più persone, in genere creano più engagement;
  3. cogli l’emozione: quando si tratta di scegliere un’immagine, il tuo obiettivo principale dovrebbe essere quello di trasmettere la giusta sensazione. Per connetterti con il tuo pubblico, il sistema migliore è quello di entrare subito in sintonia comunicando un’emozione;
  4. utilizza con cura il design, perché una grafica ben concettualizzata e inserita nel giusto contesto è in grado di catturare l’attenzione al primo sguardo e rimanere ben impressa nella mente di chi la guarda;
  5. utilizza le foto stock per lasciare spazio alla tua creatività: oltre a consentirti di risparmiare tempo nella tua ricerca dell’immagine perfetta, queste foto possono essere il punto di partenza ideale per costruire contenuti diversificati a seconda dei canali sui quali saranno pubblicati.

adobe stock immagine perfetta

Aesthetic Filters e Visual Search, le nuove funzionalità di ricerca di Adobe Stock

Per facilitare il lavoro dei creativi digitali, Adobe ha recentemente introdotto una serie di nuove funzionalità, per perfezionare le proprie ricerche in Adobe Stock, risparmiando tempo e migliorando il risultato finale.

Grazie ad Aesthetic Filters, basata su Adobe Sensei, il sistema d’intelligenza artificiale e machine learning della società, sarà possibile realizzare ricerche più accurate in modo più semplice.

Da oggi sarà possibile applicare alla ricerca filtri come Depth o Field e Vivid Color, risparmiando molto tempo e migliorando l’efficienza dei workflow. Mentre grazie ad Adobe Stock Visual Search l’utente può effettuare ricerche in base a un’immagine già selezionata: grazie al machine learning, vengono restituite come risultato una serie di immagini dal visual e dalla semantica simili, ulteriormente affinabili tramite parole chiave.

adobe stock immagine perfetta

Adobe Stock, inoltre, è ora direttamente integrato in Microsoft Office PowerPoint, con la nuova Adobe Stock Add-In, utile per creare presentazioni visivamente perfette.

Scaricando l’add-in gratuito, l’utente può cercare, vedere in anteprima e ottenere la licenza sulle immagini di Adobe Stock senza uscire da PowerPoint.

Infine, è stata appena annunciata la disponibilità di nuove collezioni realizzate in collaborazione con Reuters, USA TODAY Sports e Stocksy.

adobe stock immagine perfetta

E tu hai già provato le nuove funzionalità di ricerca di Adobe Stock? Inizia subito a realizzare progetti creativi al massimo della tua originalità.

5_strategie_vincenti_per_i_social_media_spiegate_da_un_esperto

5 strategie vincenti per i social media spiegate da Nathan Pirtle

La maggior parte degli imprenditori che possiedono un’attività stanno cercando risposte concrete per il futuro delle strategie del marketing online, tentando di scoperchiare il Vaso di Pandora: quale sarà il futuro dei social media? E come approcciarsi alla materia mantenendo sempre un alto livello di efficacia nel proprio modo di comunicare?

Nathan Pirtle, social media & digital marketing specialist e fondatore di Work With The Coach, nonché punto di riferimento del marketing nell’era della rivoluzione digitale, offre cinque semplici consigli per delle strategie sui social media di successo.

Smetti di essere un robot

Quello che gli utenti vanno cercando di questi tempi è la consapevolezza di essere in contatto con persone reali che rappresentino il brand. Persone che possano rispondere in tempo reale, che possano dare un feedback o un’opinione su di un argomento.

5_strategie_vincenti_per_i_social_media_spiegate_da_un_esperto

Usare le applicazioni e i software per la pubblicazione online di contenuti su tutte le piattaforme digitali è cosa buona e giusta, ma abusarne potrebbe trasformare le vostre strategie in risultati controproducenti.

LEGGI ANCHE: I rischi della Social Media Automation

Il contenuto prima di tutto: la regola dell’80/20

È necessario comprendere cosa piaccia al vostro target di riferimento.

Per questo, Pirtle sostiene che il miglior modo per attrarre più persone e invogliarle a “starti intorno”, con la produzione di contenuti social reali, è quello di tenere il tuo account o quello che rappresenti pulito e in ordine. Così potrai aumentare le probabilità che gli internauti vogliano stare a sentire cosa hai da dire.

Perciò seguire la regola dell’80/20 potrebbe avere i suoi effetti positivi sulle vostre strategie di comunicazione. Per l’80% delle volte dovrai condividere contenuti per aiutare, intrattenere e/o motivare il tuo target. Questa percentuale non ha nulla a che vedere con il tuo brand, ma solo con il cercare di individuare cosa piaccia ai tuoi utenti.

Se hai dei problemi nell’individuare i loro interessi, allora potresti dare uno sguardo a questo strumento molto utile: Facebook Audience Insights.

Impara a seguire, prima di condurre

Oggi ci si trova nella scomoda situazione per cui l’avidità del possesso di follower ha spostato l’attenzione sul fatto che, per diventare un leader ed essere seguiti nel proprio settore, bisogna prima imparare ad essere anche un gregario e seguire a propria volta account, campagne e cause multiple.

Una volta che avrai imparato a seguire in maniera partecipe le persone di riferimento del tuo brand/causa, costruendoti una credibilità attraverso ad esempio dei consigli utili, ti riscoprirai ben presto essere un esempio e un riferimento nel mercato.

5_strategie_vincenti_per_i_social_media_spiegate_da_un_esperto

Utilizza l’engagement come unità di misura

Nonostante ci siano infiniti strumenti oggi per misurare il successo sui social, Pirtle afferma che il più utile indicatore di gradimento ed efficacia rimane l’engagement che il tuo brand acquisisce ogni giorno sulle piattaforme in cui cerca di affermarsi.

5_strategie_vincenti_per_i_social_media_spiegate_da_un_esperto

Comprendere chi sono i “giocatori chiave” della partita, è fondamentale. Annotati ogni like, retweet, condivisione e commento e interagisci con questi utenti. Stabilisci un target, piazza l’asticella del tuo obiettivo ad una distanza di riferimento che ti consenta di misurare il successo della tua strategia.

LEGGI ANCHE: Web Analytics 2.0: modelli e metriche per misurare l’engagement dei visitatori

Per fare l’albero ci vuole il seme: costruisci le relazioni

Non esiste miglior consiglio di marketing di questo: costruisci le relazioni e, una volta coltivate, prenditene cura. E questo si spiega in maniera decisamente evidente. Il motivo è molto semplice: le relazioni nel marketing creano lealtà verso il brand e consentono di conseguenza la fidelizzazione del cliente.

Stabilisci la fiducia attraverso la credibilità e in cambio otterrai un ponte tra chi non ti conosce e qualsiasi sia il progetto a cui stai lavorando. La ricchezza delle relazioni è uno strumento di marketing molto potente nella tua social community e anche solo per questo dovresti approfittarne.

Non cercare la strategia perfetta: creala!

PNet, Transamerica Radio Station e LEGO: i migliori annunci stampa della settimana

I migliori annunci stampa questa settimana ci raccontano del mondo, perché da sempre la pubblicità è lo specchio delle società: dal lavoro all’innovazione, il nostro giro intorno al globo passa attraverso gli Adv di PNet, TRS e Lego.

Ancora una volta, partiamo insieme per questo viaggio alla scoperta dei migliori annunci stampa.

PNet: A better job is waiting

Vuoi davvero “fare la muffa” o “le ragnatele” aspettando il lavoro dei tuoi sogni? Hai mai avuto la sensazione di esserti fermato troppo a lungo nello stesso ruolo professionale? Stai ancora aspettando il momento giusto per trovare un lavoro migliore?

Il rischio ce lo mostra PNet, il primo portale di lavoro sudafricano. La soluzione anche: inizia a cercare la tua nuova carriera, perché “Un lavoro migliore sta aspettando proprio te”.

Forte il messaggio, bella la resa!

17265_pnet_webs_aotw

17265_pnet_dusty_aotw

17265_pnet_moss_aotw

Advertising Agency: Joe Public, Johannesburg, South Africa
Executive Creative Director: Roanna Williams
Art Director: Katlego Baaitse
Copywriter: Sarah Forbes
Illustrator / Photographer: Carioca

Transamerica Radio Station: Good music on the head makes life lighter

La musica è in grado di trasformare il nostro umore e il nostro modo di affrontare la vita. Ecco l’intuizione da cui nasce la creatività di Carnaby per Radio Light Transamérica.

migliori annunci stampa: transamerica

migliori annunci stampa: transamerica

migliori annunci stampa: transamerica

migliori annunci stampa: transamerica_ad_tina

Advertising Agency: Carnaby, Curitiba, Brazil
Creative Director / Copywriter: Leandro Bonfim
Art Director: ​Vinicius Natel de Camargo

LEGO: Build the Future

Ogilvy & Mather Bangkok ha scelto accuratamente i contesti nei quali pubblicare questi annunci: l’astronauta ha fatto la sua comparsa in corrispondenza di planetari e musei, la rockstar legata al contesto musicale e così via.

Una campagna che punta tutto sulla spinta creativa dei bambini… e di LEGO, naturalmente!

migliori annunci stampa: lego

migliori annunci stampa: lego

migliori annunci stampa: lego

Agency: Ogilvy & Mather Bangkok
Client: DKSH THAILAND
Production: illusion Bangkok
Country: Thailand

Volkswagen: Real Piece of Art

Non si tratta di una semplice autocelebrazione dell’ultima arrivata in casa Volkswagen, ma di un vero e proprio tributo all’arte, dato che il nome dell’ammiraglia Arteon deriva dall’arte e dal suffisso “eon”: un capolavoro di Volkswagen che il mondo stava aspettando.

“Sì, puoi anche toccarla!”.

migliori annunci stampa: volkswagen

Advertising Agency: Not-Perfect, Y&R, Riga, Latvia
Creative Director: Aleksandrs Bētiņš
Art Director: Lauris Brūvelis
Copywriter: Nadīne Plinta
Photographer: Māris Ločmelis
Designer: Jānis Opuls

LEGGI ANCHE: Apple, Johnson & Johnson e Volkswagen: i migliori annunci stampa della settimana

M&C Saatchi PR lancia il suo “Influencer Squad”

M&C Saatchi PR annuncia il lancio ufficiale del suo ‘Influencer Squad’, un team dedicato a livello globale che si occuperà di sviluppare le migliori strategie e progetti di influencer marketing per clienti quali Peroni Nastro Azzurro, Dixons Carphone e Foot Locker.

Attivo in 7 paesi nel mondo (Londra, New York, Madrid, Parigi, Berlino, Milano e Dubai), l’Influencer Squad porterà avanti il progetto multicanale di creazione di campagne influencer a partire dagli uffici del quartier generale nel distretto di Soho a Londra e poi capillarmente in tutti gli altri paesi coinvolti.

Questo tipo di progetto si prevede che contribuirà nel 2017 per il 15% del fatturato di M&C Saatchi PR.

M&CSaatchi_pr

Alla guida dell’Influencer Squad ci sarà Meredith Brengle già Direttore in M&C Saatchi PR con più di 13 anni di esperienza in ambito digital, social e di influencer program, specializzata in progetti di respiro internazionale. Prima di approdare in M&C Saatchi nel 2016, Meredith Brengle ha lavorato in agenzie di PR a Los Angeles, St. Louis e Londra per clienti quali Nespresso, Unilever e Anheuser-Busch InBev.

Chris Hides, AD e Co-fondatore di M&C Saatchi PR spiega:

“Troppo spesso nei mercati in cui lavoriamo vediamo influencer abituati ad utilizzare gli strumenti in loro possesso più a livello tattico che strategico. Il nostro Influencer Squad è stato creato per realizzare le migliori campagne di influencer marketing, in grado di sfruttare il potenziale degli influencer nel modo giusto e al momento giusto per ottenere il miglior impatto commerciale e i migliori risultati. Meredith è la persona perfetta per guidare questo nuovo team considerata la sua esperienza.”

Meredith Brengle, Direttore di M&C Saatchi PR commenta:

“Il passaparola in pubblicità è sempre stato il più credibile e funzionale strumento di marketing e oggi la forma più popolare è l’influencer marketing. Nonostante i social media stiano condizionando il comportamento dei consumatori e di conseguenza il mercato, gli ‘influencer’ sono spesso confusi dalle aziende come dei tool puramente tattici di PR. Io credo che questo tipo di campagne di brand ambassador, se fatte nel modo giusto, possano veramente creare un enorme impatto, misurabile su tutti i nostri clienti e in tutto il mondo.”

Fare il salto di qualità negli analytics: dall’impostazione all’analisi dei dati

Quest’articolo è stato scritto da Gianpaolo Lorusso, Web Marketing & Usability Professional e docente del Master in Digital Marketing di Ninja Academy.

Gianpaolo_Lorusso

Le domande più ricorrenti che mi fanno quando si affronta il tema dell’analisi dei numeri di un progetto web sono quasi sempre: cosa devo guardare? E perché?

La risposta a queste domande va in realtà sdoppiata considerando almeno due prospettive: l’impostazione del sistema (se non imposto bene il tracciamento delle visite, le azioni di conversione mancheranno o saranno difficilmente interpretabili gran parte dei dati raccolti); l’analisi dei dati (ovvero quali dati sono davvero importanti e cosa ci posso fare).

Cominciamo dai problemi di impostazione

Gran parte dei sistemi di rilevamento delle visite, tra cui Google Analytics (che è di gran lunga il più diffuso), sono basati su un pezzetto di codice che, una volta inserito nel sito, comunica ai server di big G una serie di dati sulle sessioni fatte dai visitatori.

Questi sistemi hanno 3 limiti che vanno considerati e che, in assenza di correzioni alle impostazioni standard, possono rendere i dati incompleti o illeggibili: corretta impostazione del codice di tracciamento; calcolo del tempo di permanenza sulle pagine e tracciamento multi-dominio.

webanalytics_ninja2

Cominciamo con la prima. Se il codice di tracciamento non è corretto (es. ID account sbagliato o versione sbagliata) o non è inserito su tutte le pagine nel punto giusto o non è richiamato da tutti i file scaricabili del sito, i nostri dati avranno dei “buchi”. Cioè una parte delle visite o delle azioni degli utenti del nostro sito non verranno mai registrati. Anche se tutto questo è impostato correttamente una parte del traffico del nostro sito variabile tra il 3 e il 10% non verrà comunque registrata o verrà registrata male per problemi di impostazioni privacy dei browser o sistemi di adblocking o problemi tecnici momentanei legati al sito. #sapevatelo 😉

Passiamo al calcolo del tempo di permanenza e dei tassi di rimbalzo. Il sistema registra quanto tempo un utente rimane su una certa pagina del nostro sito solo quando visita la pagina successiva o fa un’altra azione che noi abbiamo impostato di tracciare nelle nostre analytics. Quindi, il tempo di permanenza sull’ultima pagina vista (che può anche essere la prima e unica vista) è sempre pari a zero e verranno considerati rimbalzi tutte le sessioni con una sola pagina vista, indipendentemente dal tempo di permanenza dell’utente su quella pagina.

Tracciamento di più sottodomini. La gran parte dei sistemi di analytics sono pre-configurati per tracciare le visite di un solo sottodominio. Ciò è sufficiente nella maggioranza dei siti web. Se però io ho più sottodomini (es.: shop.nomedominio.it e www.nomedominio.it) oppure uso un gate di pagamento esterno (es.: PayPal), devo intervenire sulla configurazione di default perché altrimenti quando si naviga da un sottodominio ad un altro o quando si torna dopo il pagamento fatto sul sito esterno il sistema considera il visitatore come un nuovo arrivato e perde il riferimento alla fonte originale della visita, registrando come sito di entrata della sua sessione il nostro stesso sottodominio e non la sorgente effettiva della visita.

Inoltre, essendo impostato per lavorare su un dominio solo, ovviamente non registra per ogni pagina visitata il nome dominio completo, ma solo l’url finale escludendo il nome del sito.  Quindi se ho più sottodomini con pagine con gli stessi indirizzi (come ad esempio le home page dello shop e del sito principale) per il sistema quelle potrebbero essere registrate come visite alla stessa pagina.

Per ovviare a questo problema occorre fare due cose: 1) dire al sistema di analytics quali sottodomini devono essere considerati parte integrante del sito e 2) fare in modo che il sistema registri anche il nome del dominio (nome host) per tutte le pagine viste dall’utente.

Fatte tutte queste cose sono solo certo però che sto tracciando correttamente le visite, non sto ancora registrando quando gli utenti fanno qualcosa sul sito che pagherà il mio stipendio a fine mese 😉  Cioè, quando “convertono”, ovvero, comprano qualcosa online, mi contattano, si iscrivono alla mia newsletter, scaricano un doc o un file importante per me o fanno qualche altra azione che mi indichi un loro forte interesse per i miei contenuti.

Ci sono 4 modi diversi di tracciare le conversioni in Analytics e li troverai riassunti in questa infografica sul tracciamento delle conversioni.

credits: Depositphotos #37972733

credits: Depositphotos #37972733

L’analisi dei Dati

Una volta impostato per bene il tracciamento di visite e conversioni, sei finalmente pronto per analizzare i dati. A questo punto ci sono ovviamente molte cose interessanti che si possono guardare.

Innanzitutto bisogna preliminarmente considerare che i numeri assoluti (es: numero di visite in un dato periodo) sono relativamente poco utili da guardare. È il confronto con il periodo precedente o, ancora meglio, con lo stesso periodo dell’anno precedente (in modo da evitare eventuali stagionalità) che mi dice se sto lavorando bene o male nella promozione del mio sito.

Fatta questa premessa, mi dovrò concentrare sulle 4 domande chiave che gli uomini si pongono da sempre: chi sono, da dove vengo, dove vado e, soprattutto, che ci vado a fare? 😉

È sorprendente come questi quesiti esistenziali siano stati addirittura tradotti nella struttura stessa del pannello di Google Analytics:

chi sono gli utenti > Pubblico
da dove vengono > Acquisizione
dove vado > Comportamento
che ci vado a fare >  Conversioni.

Ogni sezione ha moltissimi report utili per capire se la mia strategia promozionale sta funzionando, io suggerisco di partire da:

Come viene navigato il sito. Se, come è probabile, vedo che la gran parte del traffico viene da smartphone, dovrò fare in modo da ottimizzarlo soprattutto per quei dispositivi.

Quali sono le fonti principali di visite. Su quelle si dovranno infatti concentrare i miei sforzi di ottimizzazione e se imposto dei dati di tracciamento aggiuntivi, ovunque io possa farlo (es.: campagne Facebook oppure link sponsorizzati inseriti in PDF o email o supporti cartacei) potrei avere delle interessanti sorprese.

Quali sono i contenuti principali che portano visite al mio sito (pagine di entrata principali) e quali invece quelli che le fanno terminare (pagine di uscita).

E, infine, da dove vengono gli utenti che fanno le azioni di conversione importanti sul mio sito. Che è il vero scopo per cui ti ho tenuto qui a leggere questo post e l’unico modo per superare le opinioni e capire realmente dove ti conviene investire online.

Questa è la differenza principale tra un professionista del web marketing e uno che dice di esserlo.

Buone analytics e che il ROI sia con te!

 

>>> Impara ad impostare correttamente Analytics e a tracciare le tue conversioni! Segui il il Master in Digital Marketing di Ninja Academy (formula Online + Digital Factory: a 60 ore di didattica online abbina un percorso pratico a Milano o Roma)!

Social Media Brand identity

Come costruire un brand attraverso i Social Media, iscriviti alla Free Masterclass

Essere o non essere (presenti) sui Social? Ma il vero grande dilemma è: come fare branding sui Social Media?

Ecco una delle domande a cui daranno risposta Luca La Mesa e Filippo Giottomercoledì 19 luglio, dalle ore 13 alle 14, durante la Free Masterclass Come costruire un brand attraverso i Social Media – Contenuti, campagne e piattaforme per comunicare sul digitale.

Il Social Media Marketing rappresenta sempre di più una grande opportunità per le aziende. Le piattaforme social si trasformano in luoghi di sperimentazione di nuovi linguaggi, in un filo diretto che lega brand e consumatore. Dallo sport al banking, passando per il food e l’automotive, i brand cercano di comunicare la propria identità attraverso contenuti di qualità, rischiando però, qualche volta, di inciampare in un epic fail.

Luca La MesaTop Teacher Ninja Academy, e Filippo Giotto Social Media Manager Banca Mediolanum, entrambi docenti del Corso Online in Social Media Marketing, ci racconteranno, attraverso case study e trucchi del mestiere, come trasmettere i valori di un brand attraverso i contenuti social senza dimenticare gli obiettivi di vendita.

FreeMasterclass-SMM online_yotube (1)

Contenuti, campagne e piattaforme: cosa imparerai durante la Free Masterclass

Stories, chatbot, reaction… i professionisti del Social Media Marketing devono tenere la guardia sempre alta per essere reattivi ai trend e alle risorse digital. Durante la Free Masterclass potrai scoprire la forza di una vision strategica per la comunicazione social, attingendo all’esperienza di professionisti che ti forniranno una panoramica sugli strumenti e le nozioni essenziali per poter gestire un brand sui Social Media.

Sai come impostare un piano editoriale efficace? Sei pronto per comunicare una brand identity sui Social? Lasciati guidare dai professionisti del settore.

La Free Masterclass è online e gratuita ma iscriviti ora perché i posti sono limitati!

Qualora fossi impossibilitato a seguire i web-live, potrai ritrovare video e slide a distanza di un paio di giorni dalla diretta sulla piattaforma e-learning. Sarà possibile consultarli online per un periodo limitato di tempo.

Ricapitoliamo: 

FREE MASTERCLASS
Corso in Social Media Marketing
“Come costruire un brand attraverso i Social Media”

con
Filippo Giotto, Luca La Mesa

Mercoledì 19 luglio dalle 13 alle 14

ISCRIVITI ALLA MASTERCLASS

Tieniti sempre aggiornato sui nostri corsi in programma!
Il team di Ninja Academy è sempre a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02/400.42.554 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

Knowledge for Change!
BE NINJA.

Amazon Prime Day story: tutti i numeri delle prime due edizioni

Ci siamo, mancano poche ore alla partenza della terza edizione dell’Amazon Prime Day, evento istituito nel 2015 per festeggiare i 20 anni di attività del colosso di Seattle e riservato agli utenti abbonati al servizio Amazon Prime.

A partire dalle 18.00 di oggi e per 30 ore, Amazon metterà a disposizione dei suoi clienti più fedeli migliaia di sconti e offerte lampo su una vasta gamma di prodotti.

L’evento quest’anno sarà disponibile in 13 Paesi, (Stati Uniti, Regno Unito, Spagna, Messico, Giappone, India, Germania, Francia, Cina, Canada, Belgio, Austria e Italia).

Ma facciamo un passo indietro e guardiamo come sono andate le prime due edizioni dell’Amazon Pime Day, un evento destinato a diventare una delle consuetudini più attese dello shopping online insieme ad altri appuntamenti cult come Black Friday e Cyber Monday.

amazon-prime-day

Amazon Prime Day 2015 e 2016: un po’ di numeri

Se la prima edizione fornisce già numeri da capogiro – 35 milioni circa di prodotti venduti in 24 ore a livello globale, 298 prodotti ordinati al secondo con un picco massimo di 398, numero di ordini cresciuto del +266% rispetto allo stesso giorno dell’anno precedente e del +18% rispetto al Black Friday del 2014 -, la seconda edizione è riuscita a fare di meglio: +11% dei ricavi totali rispetto all’anno precedente. BOOM!

La vera forza di Amazon Prime Day, però, più che nei numeri sta nella capacità di far felice un pò tutti! Clienti, piccole aziende e imprenditori di tutto il mondo hanno visto i propri ordini crescere del +30%, anno su anno.

amazon prime day

Osservando questi numeri una domanda sorge spontanea: come vengono spediti questi prodotti? Chi gestisce le spedizioni?

Un altro spunto di riflessione interessante riguarda sicuramente la logistica. I “seller” preferiscono il “comfort” della logistica di Amazon (FBA – Fulfillment by Amazon) dietro il pagamento di una fee o organizzano le spedizioni in autonomia (MFN – Merchant Fulfilled Network)? Entrambe le soluzioni presentano risvolti operativi dotati di più sfaccettature ed ogni seller, quindi, pondera la scelta sulla base di valutazioni del proprio business, ma cosa ci dicono le statistiche?

Tra il 2015 e il 2016 pare che i venditori abbiano deciso di concentrarsi sullo sviluppo del business e sulle vendite, delegando ad Amazon le rogne logistiche. I ricavi generati dal servizio di logistica FBA sono aumentati del +33% a discapito del MFN che registra un -14%.

amazon-prime-day

Amazon Prime Day 2017: cosa aspettarci?

Greg Greeley, Vice presidente di Amazon Prime, alza l’asticella e vuole stracciare tutti i record:

“L’obiettivo è quello di rendere disponibili offerte per un numero record di acquirenti“.

Se il goal è quello di continuare a cavalcare il trend positivo che ha contraddistinto le prime due edizioni e conquistare un nuovo record di vendite, che tipo di offerte ci dobbiamo aspettare?

Amazon suggerisce di tenere d’occhio le offerte sul comparto TV! In progetto una delle sue più grandi offerte di TV con un livello record di inventario al pari della somma tra il Black Friday e il Cyber Monday.

Le offerte più hot delle scorse edizioni riguardavano i Kindle e presumibilmente anche per questa edizione vi è una buona probabilità che vengano riproposti sconti allettanti per queste categorie di prodotti: Kindle, Audiobook, Musica Illimitata e Prime video su tutti.

Negli ultimi anni inoltre, Amazon ha raddoppiato la produzione propria di hardware e indubbiamente questa sarà un’ottima occasione per comprare prodotti marchiati Amazon “a buon mercato”: Tablet Fire, gli speaker Echo smart e la selezione Amazon di Fire TV Stick e Set-Top box.

amazon prime day 2017

Qualche consiglio pratico per gli acquisti

L’offerta, se non si era ancora capito, è riservata soltanto agli abbonati al servizio Amazon Prime. Non sei abbonato? niente paura! È possibile iscriversi in qualsiasi momento, beneficiando oltretutto, dei 30 giorni gratuiti.

Prime, è bene ricordare, offre il trasporto gratuito e veloce di milioni di prodotti ed una fitta gamma di servizi che si continuano ad aggiungere: da Prime Now (solo a Milano) a Prime Foto per lo storage in cloud di foto e immagini, dalla ricezione di offerte in anteprima ad Amazon Original per seguire serie tv e film in streaming, da Amazon Pantry agli sconti di Amazon Famiglia, e tanto altro ancora. Tutto per appena 19,90 euro all’anno.

Aggiudicarsi le offerte più allettanti, ad ogni modo, non sarà semplice. Per questo vi suggeriamo alcuni consigli da tenere a mente prima e durante queste ore di shopping sfrenato:

  1. scarica l’app di Amazon Shopping sul tuo smartphone e abilita le notifiche “Offerte che segui e lista d’attesa”;
  2. accedi al tuo profilo Amazon, da subito, e inserisci tutti gli articoli di tuo interesse nella “Lista dei desideri”. Se questi saranno oggetto di sconti e promozioni sarai avvisato tramite una notifica;
  3. tieni d’occhio la pagina ufficiale dedicata al Prime Day. Potrai navigare tra le offerte che saranno organizzate per categorie e per interessi comuni agli utenti di Amazon;
  4. tieni presente che i tipi di offerte saranno due: Offerte lampo e Offerte del giorno. Le offerte lampo, hanno una durata limitata e per questo ti suggerisco di leggere bene il punto 5;
  5. se perdi un’offerta niente, don’t panic! Sfrutta l’opzione “Aggiungi alla lista”. Anche se il prodotto risulta esaurito, potrebbe succedere che un altro utente rinunci all’ordine e una notifica ti avviserà che quel prodotto è nuovamente disponibile;
  6. non commettere errori banali. Verifica la correttezza dei tuoi dati anagrafici, di spedizione ma soprattutto della tua carta di credito senza ridurti all’ultimo momento;
  7. sii veloce! Avrai a disposizione solo 15 minuti per confermare il tuo ordine prima che il carrello si svuoti!

Sei pronto allo shopping sfrenato? Manca davvero pochissimo, good luck!

Starbucks apre a Kyoto il primo locale in stile tradizionale giapponese

Quando l’originalità e le tradizioni di un luogo così affascinante come il Giappone incontrano un prodotto così comune e consacrato a livello mondiale, il caffè, simbolo di relax, di unione e condivisione, allora il risultato sarà sicuramente stupefacente! Amanti del caffè e della pace dei sensi, Starbucks ha aperto il primo locale in stile tradizionale giapponese, a Kyoto, il  30 Giugno.

Il primo Starbucks in stile tradizionale giapponese apre a Kyoto

La decisione deriva probabilmente dalla location, infatti  si trova proprio all’interno di un’ autentica casa giapponese, risalente circa a 100 anni fa, costruita secondo i dettami dell’edilizia popolare, in legno. Dall’esterno l’aspetto è ancora quello di una storica townhouse ed è situata precisamente nella via chiamata Ninenzaka che porta direttamente al famosissimo tempio Kiyomizudera, tempio buddhista, considerato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Il design interno è rimasto intatto, il più possibile fedele agli spazi e arredi storici della struttura, come tributo all’architettura unica del Giappone. L’insegna non è quella super colorata che ci aspetteremmo. L’immagine iconica di Starbucks, è infatti impressa su un azzurro velo ‘Noren’ che si trova all’entrata della caffetteria. Al piano terra, si trova il bancone principale del bar e tre cortili, ciascuno con giardini in stile giapponese e alcuni tsukubai, bacini di pietra ed acqua utilizzati nei templi Buddisti per  purificarsi prima di accedere al tempio.

Il secondo piano, di 3000 metri, è diviso in tre stanze, in cui i visitatori dovranno togliersi le scarpe, rilassarsi e godersi il proprio caffè, seduti su cuscini ricoperti di seta prodotti nella regione di Tango. Inoltre ogni stanza ha un’alcova dove sono affissi dei rotoli in tessuto kimono, molto caratteristici.

In tutto il Giappone Starbucks conta più di 1000 punti vendita, ma ognuno di essi ha mantenuto uno stile di stampo internazionale ma stavolta il posto era davvero troppo speciale e l’idea è stata proprio quella di valorizzare la storia dell’edificio e le tradizioni della città. Quale sarà la prossima sfida di Starbucks? Intanto gustiamoci un caffè, in stile giapponese!