Torna il Master in Social Media Marketing più aggiornato, più efficace

Torna il Master in Social Media Marketing: più aggiornato, più efficace

Il Social Media Marketing si occupa di promuovere e sviluppare la presenza di brand, prodotti, servizi, aziende od organizzazioni sui Social Media. Le campagne di Social Media Marketing possono porsi diversi obiettivi: stabilire una presenza social sulle principali piattaforme, creare contenuti condivisibili dagli utenti, coltivare il rapporto brand-utente attraverso iniziative di engagement, migliorare la notorietà di marca, etc.

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Master Online in Social Media Marketing [Marzo 2017 – Luglio 2017]

Giunto alla quinta edizione, il Master Online in Social Media Marketing di Ninja Academy è il primo master di specializzazione focalizzato sulle singole piattaforme sociali, quali Facebook, Twitter, LinkedIn, YouTube, Instagram, Snapchat.

Seguendo questo percorso, riuscirai a:

  • Sfruttare i linguaggi e le peculiarità di ogni singola piattaforma sociale
  • Costruire e coinvolgere comunità di persone interessate ai tuoi prodotti
  • Presidiare in maniera pionieristica i Social Network più innovativi
  • Impostare e pianificare una Social Media Strategy efficace
  • Misurare il ROI e i KPI delle tue attività sui Social Media

Come funziona il Master Online?

Il Master Online in Social Media Marketing consta di 60 ore di didattica online: puoi seguire le lezioni ovunque ti trovi, accedendo dal web ad un’aula virtuale ed interagendo dal vivo con la classe.

  • La didattica è completamente online, così come i materiali di studio
  • I Question Time sono progettati come momenti di confronto con i docenti in cui potrai esporre dubbi, richiedere approfondimenti e formulare domande in tempo reale
  • Se non puoi partecipare ai live webinar nel giorno e all’orario prestabilito, Ninja Academy ti offre la possibilità di consultare, senza limiti di tempo, il materiale di ciascuna lezione (video e slide) in modalità On Demand accedendo alla piattaforma e-learning
  • Al termine del corso, previo superamento di un test di valutazione, potrai scaricare il Certificato di Partecipazione

Torna il Master in Social Media Marketing più aggiornato, più efficace

Come funziona la Social Media Factory?

La Social Media Factory, abbinabile al Master come Percorso Premium 100% Learning By Doing, quest’anno approda in due location: Milano e Roma. Scegli la città a te più vicina: la Factory ha un numero chiuso di 30 posti a città! (SOLD OUT).

Cosa si prova a lavorare nel Social Media Team di Ceres? Scoprilo esercitandoti in gruppo su 10 brief operativi preparati in collaborazione con Ceres ed incentrati su sfide reali, pratiche e concrete che si affrontano nell’ambito del Social Media Marketing di uno dei brand più celebri del panorama social.

Scegliendo di partecipare alla Factory:

  • Ogni corsista sarà inserito all’interno di un team di lavoro
  • Seguirà le lezioni online, come tutti gli altri corsisti del Master, in modalità delocalizzata, e in più dovrà organizzare il proprio percorso operativo insieme agli altri membri del team, sotto la guida di un tutor Ninja Academy
  • Le sessioni di studio si muoveranno in parallelo alle sessioni operative, che andranno a costituire un unico project work multidisciplinare, mettendo immediatamente in pratica quanto appena appreso

Quali sono gli argomenti del Master Online in Social Media Marketing e i rispettivi docenti?

Il Master Online in Social Media Marketing propone un percorso completo che permette di creare e aggiornare le proprie competenze social a 360° gradi.

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AREA 1: LE STRATEGIE
Social Media Strategy con Luca La Mesa
Social Media Monitoring, ROI & Analytics con Emanuela Zaccone
Organizzazione, Strumenti & Policy con Filippo Giotto
SEO per Social Media con Luca De Berardinis

AREA 2: CONTENUTI & CAMPAGNE
Social Media Management con Filippo Giotto
Content Strategy con Alberto Maestri
Social Media Advertising & Performance Marketing Lorenzo Viscanti
Integrated Social Media Planning con Marco Magnaghi

AREA 3: LE PIATTAFORME
Facebook con Luca La Mesa
Twitter con Francesca Casadei
Snapchat con Giuliano Ambrosio
Instagram con Orazio Spoto
YouTube con Edoardo Scognamiglio
LinkedIn con Ale Agostini

AREA 4: LE FRONTIERE
Social CRM: Chatbot & Instant Messaging con Giuliano Ambrosio
Social Media Trend con Vincenzo Cosenza

Vuoi una demo del corso? Mercoledì 15 febbraio partecipa alla Free Masterclass per conoscere i tuoi docenti ed il loro metodo di insegnamento: 5 campagne Social Media Marketing da cui prendere ispirazione.

L’entusiasmo dei Guerrieri che hanno seguito le precedenti edizioni del Master e della Factory:

TestimonianzeSMM2017

Quanto costa il Master Online in Social Media Marketing?

Master Online in Social Media Marketing
1299€ iva inclusa

Social Media Factory Milano o Roma
SOLD OUT

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Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554. Vi aspettiamo con connessione, microfono e cuffiette alla mano.. Ma soprattutto, con tanta voglia di imparare!

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Switch bot

Switch Bot, il robot più piccolo al mondo

Quali sono le leve che decretano il successo di un gadget? Molte, forse moltissime, direi senza dubbio la capacità di venire incontro ai bisogni degli utenti, il design, l’ergonomia, la moda, e spesso anche una buona dose di fortuna.

Personalmente ne trovo un’altra, forse meno visibile ma altrettanto potente, che è la capacità che un oggetto ha, di aprirsi a usi creativi, non definiti a priori.

Leggi anche: La lista completa dei 50 gadget più importanti di tutti i tempi

Alle volte infatti il concetto di semplicità si sposa perfettamente con quello di creatività: oggetti dall’appeal apparentemente debole, si rivelano campioni di hype e di vendite.

È il caso di Switch Bot, il robot più piccolo al mondo.

Switch bot-1

Il fascino sta tutto nella sua geniale semplicità, infatti Switch Bot è una sorta di dito meccanico che può gestire interruttori e pulsanti in casa o in ufficio. Ogni ambiente diventerà in questo modo “smart” e saremo in grado di costruirci la nostra domotica personalizzata a costi ridotti.

Switch Bot è un oggetto dalle dimensioni molto contenute che è controllato da una app mobile (Android e iOS) con la quale puoi gestire l’accensione e lo spegnimento dei dispositivi collegati, il bello è la sua compatibilità con pressoché qualsiasi tipo di pulsante o interruttore già presente.

Grazie a Switch Bot non dovrai più preoccuparti di correre a casa per accendere la lavatrice, o per aprire la porta di casa quando rientrano i tuoi figli o aspettare prima di avere un buon caffè la mattina appena sveglio.

Diciamoci la verità: che c’è di meglio che avere meno cose a cui pensare?

Come funziona Switch Bot?

#1 Scarica la app da App Store o Google Play.

Switch bot-2

#2 Applica Switch Bot su ogni dispositivo che vuoi accendere. Il bot può essere facilmente staccato e attaccato nuovamente grazie al nastro adesivo 3M di cui è fornito.

#3 Configura i collegamenti bluetooth e WiFi.

Switch bot-3

#4 Imposta le opzioni e i tempi di accensione.

#5 Divertiti con la domotica e dai libero sfogo alla tua fantasia.

Switch bot-4

Switch Bot: quali caratteristiche?

  • Batteria di lunga durata al litio (che puoi sostituire) con più di due anni di vita prevista. Switch Bot si applica a interruttori esistenti, così potrai non modificare le tue abitudini e accendere o spegnere i tuoi device anche in modalità manuale.
  • API pubbliche. A breve saranno rilasciate API pubbliche così gli sviluppatori potranno dare anche loro libero sfogo alla fantasia e integrare Switch Bot con diversi sistemi di home automation. Già adesso può essere collegato con Arduino, Rasperry Pi e OpenWRT.
  • Switch Link e connessione wireless. Puoi controllare i tuoi device da qualsiasi luogo quando vuoi grazie alla app del tuo smartphone o smartwatch. Switch Link è l’access point bluetooth cghe collega i singoli Switch Bot con internet via WiFi. Le batterie saranno comunque salve: Switch Link non le consumerà durante il collegamento.
  • Collegamento a “maglia”. Se non sei in grado di collegarti ad una rete WiFi, Switch Bot può essere controllato via Bluetooth. Ogni bot sarà collegato con un altro per darti una catena di dispositivi tutti attivi.

Le Applets di IFTTT

Se non conosci IFTTT ti consiglio di darci un’occhiata: è una web app che permette di creare task (Applets) automatiche basate su attivatori che poi daranno origine ad un’azione. Per esempio “se arrivo all’ingresso, accendi le luci” oppure “se suona la sveglia, avvia il caffè”.

Queste Applets possono essere create direttamente dalla app di Switch. Una volta create (e testate, mi raccomando!) si attiveranno automaticamente senza necessità di alcun intervento.

Switch bot-5

Proprio in questo momento sto pensando ad altre possibili applicazioni di Swtich Bot: e tu? Non dirmi che non ha solleticato la tua fantasia.

Da Youtube a Backstage: la possibile trasformazione di Youtube in un vero e proprio social network

Avete sentito bene, secondo il report di Venture Beat, dopo lo scarso successo di Google+, Google starebbe pianificando nuovamente l’entrata nel mercato dei social network, questa volta sfruttando strategicamente l’esistente piattaforma di sua proprietà Youtube.

 

Il lancio di Backstage

La nuova piattaforma si chiamerà Backstage e permetterà agli utenti di condividere foto, post, link, sondaggi e ovviamente video. L’attuale canale personale verrà trasformato in un profilo con le ultime condivisioni in primo piano e proprio come nella home di Facebook o Twitter, anche su Backstage sarà possibile visualizzare i contenuti dei profili con cui si e collegati in ordine cronologico; inoltre, verrà implementato un sistema di notifiche grazie al quale verranno comunicati ai subscriber gli update dei profili da essi seguiti.

immagine tratta da: Youtube

immagine tratta da: Youtube

Quali sono le particolarità?

L’idea innovativa che sta dietro alla piattaforma consiste nell’incrementare e facilitare la diretta comunicazione tra fan e Youtuber, dando la possibilità di commentare usando diversi tool come immagini o video, con l’obiettivo finale di dar vita a vere e proprie discussioni.

Naturalmente il focus centrale di Backstage rimarrà la condivisione dei video: sarà possibile condividere sia video provenienti da Backstage sia i tradizionali video provenienti dai canali. Infine, è prevista l’implementazione della trasmissione in streaming e la possibilità di condividere i contenuti su altri social network, feature di fondamentale importanza per la creazione di una rete.

Insomma: Backstage si presenta come una piattaforma innovativa e ad alto contenuto di entertainment, gettando tutti i presupposti per il successo, riuscirà questa volta Google a farsi strada nel difficile mondo dei social?

Diteci la vostra sulla nostra pagina Facebook e sul nostro gruppo LinkedIn!

La business etiquette per i tuoi prossimi meeting internazionali

In una società sempre più “global” è molto importante saper affrontare efficacemente un meeting internazionale, anche rispettando le culture dei nostri interlocutori. Per questo FXTM, società di broker forex, ha creato una semplice infografica che, tra luoghi comuni e curiosità, ci mostra qual è la International Business Etiquette da rispettare in ogni Paese.

Credits: Adobe Stock #81808080

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Come salutarsi e presentarsi

La stretta di mano è il saluto più diffuso, ma ci sono delle piccole differenze in ogni nazione:

  • In Germania, Australia, USA e Canada, dev’essere ferma e decisa, come anche in Russia, dove però ci si deve guardare negli occhi;
  • In India, al contrario, dev’essere gentile, ma le donne non possono stringerla ad un uomo;
  • Negli Emirati Arabi si può utilizzare soltanto la mano destra, in quanto la sinistra è utilizzata per l’igiene del corpo;
  • In Giappone è ancora in uso l’inchino, ma viene accettata anche la stretta di mano;
  • In Italia, come ben sappiamo, il bacio sulla guancia è ammesso come forma di saluto informale, ma solo toccando la guancia dell’interlocutore con la propria;
  • Mentre in Brasile, solo le donne baciano le guance.

Quando ci si rivolge ad un interlocutore è ovunque diffuso, e senza molte differenze, utilizzare inizialmente il titolo seguito dal cognome, finchè non si viene autorizzati a chiamarlo con il nome di battesimo.

credits: Adobe Stock #99118603

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I biglietti da visita vengono utilizzati in tutto il mondo, ma credete sia così semplice crearne uno e consegnarlo in maniera professionale? Beh, vi sbagliate:

  • Se siete in Francia, ricordate di consegnarlo alla reception appena arrivate al vostro appuntamento;
  • In Russia o in Brasile è buon usanza tradurlo in lingua, per dimostrare la vostra voglia di collaborare, come anche in Canada, ma non dimenticate la doppia traduzione in inglese e francese;
  • In India ed Emirati Arabi, dovete consegnarlo con la mano destra, per il motivo indicato sopra;
  • Ricordate di tenere ben in ordine la vostra business card e di consegnarla con due mani se state andando in Cina o in Giappone.

Come approcciarsi agli usi e costumi locali

Anche durante il meeting bisogna rispettare determinati costumi locali. Per Questo è importante sapere che:

  • Gli indiani, i russi e i sudamericani sono ritardatari, ma ti considererebbero maleducato se tu non fossi puntuale;
  • I tedeschi e i giapponesi vanno dritto e al punto e non perdono tempo in chiacchiere futili;
  • Totalmente all’opposto gli italiani, le cui riunioni non devono per forza concludersi con dei risultati concreti (dite che è solo un luogo comune?). Così anche gli spagnoli e gli arabi, che non tendono a seguire i punti prestabiliti.
Credits: Adobe Stock #90931660

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Qualche dettaglio culturale da osservare

La sezione più interessante dello schema riguarda come comunicare in maniera professionale, rispettando le altre culture. In ogni Paese è una buona forma di rispetto parlare nella lingua dell’interlocutore, anche utilizzando solo saluti o poche frasi di cortesia, per dimostrare l’interesse che si ha nell’intrecciare rapporti con lui e la sua azienda.

Durante la fase di mediazione di un rapporto lavorativo, bisogna tener presente alcuni dettagli culturali:

  • Francesi e tedeschi apprezzano molto quando si va diretti al punto e non si divaga in dettagli non inerenti alla telefonata o all’incontro, ma tenete presente che questi ultimi sono molto diretti e franchi quasi al punto da sembrare scortesi;
  • Al contrario, per noi italiani e per gli spagnoli il business è una vera e propria relazione basata sulla fiducia: prima si deve stabilire un rapporto (anche  parlando della propria vita personale), poi si può discutere di affari e, nel frattempo, si rimandano le decisioni;
  • Gli inglesi preferiscono la comunicazione tramite email e telefono, mentre i meeting, come per gli australiani e gli statunitensi sono molto rilassati: si comincia parlando del clima e poi si va diretti al punto (mica come gli italiani che perdono tempo?);
  • I brasiliani sono l’opposto: preferiscono incontri di persona con contatto fisico per creare da subito una relazione basata sulla fiducia;
  • Prima dell’incontro con dei russi, porta dei regali ed insisti affinché lo accettino, poi non perdere tempo ed inizia a parlare subito di lavoro;
  • Una volta consegnato il tuo biglietto da visita, studia quello del tuo interlocutore cinese, mostrando interesse a riguardo e tentando di pronunciare correttamente il suo nome; anche lui apprezzerà un regalo;
  • In Giappone la conversazione viene solitamente gestita dai membri senior dell’azienda, per questo ricorda di sederti di fronte ad una persona del tuo stesso livello professionale;
  • In India e negli Emirati Arabi, ormai avrai capito che devi dimenticare di usare la mano sinistra anche per prendere o passare documenti. Dimentica anche di usare la parola “no”; “forse” risulta meno scortese. Preparati a risponde ad un interrogatorio sulla tua vita e anche sul tuo stipendio (per la motivazione precedente, non potrai rifiutarti di rispondere);
  • Arriva puntuale (anche in anticipo) all’incontro con un canadese e guardalo negli occhi durante tutto il tempo, così eviterai di sembrare insicuro e non sincero.

Ora vi sentite pronti per affrontare un meeting internazionale? Di seguito trovate l’infografica originale di FXTM:

Business-Etiquette

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Game on: su Facebook Messenger arrivano gli Instant Games

Qualcuno avrà già speso molto del suo tempo negli ultimi mesi a sfidare gli amici su Messenger a basket e calcio: Facebook ora ha deciso di ampliare la scelta e ha ufficialmente introdotto gli Instant Games sulla sua app di messaggistica.

Così ora potete scegliere di contattare i vostri amici su Messenger non solo per parlare, conversare o condividere, ma anche per sfidarli a Frenzy, a PAC-MAN, a EverWing, Space Invaders, Track & Field 100M, Galaga, e molti altri giochi istantanei.

Questa esperienza di gioco sarà disponibile per  30 paesi e per i sistemi operativi iOS e Android più recenti.

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Il funzionamento, come per i due giochi precedenti, è molto semplice: dopo aver aggiornato l’app Messenger, aprite una conversazione con un amico, toccate l’icona del controller di gioco appena al di sotto dove si digita il messaggio e scegliete un gioco. Dopo aver completato la partita, gli utenti che si sono sfidati vedranno il punteggio dell’avversario e avranno l’opportunità di sfidarlo per superarlo.

Potete anche trovare i giochi cercandoli sul campo di ricerca o  su Facebook News Feed e potrete giocare da soli o sfidare gli amici.

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Al momento Instant Games include 17 giochi disponibili sviluppati da grandi studi come Bandai Namco, Konami e Taito, Zynga, MAG Interactive e King.

Se cercavate una scusa (un’altra?) per contattare i vostri amici su Messenger, Instant Games vi farà sicuramente felici, almeno per un po’!

Corso in Digital PR & Influencer Marketing: Buzz, Engagement e Reputation

Su Internet consumatori, stakeholder ed audience creano un’enorme quantità di conversazioni accessibili a chi lavora nel marketing, nel management d’impresa e nella comunicazione istituzionale. Eppure, in pochi hanno imparato a interpretare questi dati cogliendone le opportunità competitive.

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Corso Online in Digital PR & Influencer Marketing [12 ORE On Demand]

Il Corso Online in Digital PR & Influencer Marketing di Ninja Academy con Giovanna Montera [Chief Marketing Officer], Viola Guastafierro [Chief Operating Officer] e David Consolazio [Netnographic Researcher] di Viralbeat presenta strategie, metodi e strumenti per scoprire come si attiva, si gestisce e si monitora una conversazione nel tempo con gli utenti, allo scopo di arricchire la forza, l’autorevolezza e le opportunità di business del proprio brand sia online che offline.

Seguendo questo Corso On Demand, riuscirai a:

  1. Attivare una campagna di Digital PR
  2. Proteggere la brand reputation sul web
  3. Identificare e coinvolgere gli influencer del tuo mercato
  4. Misurare reach ed impatto di un’azione di Digital PR
  5. Monitorare le metriche vitali dell’approccio netnografico alle Digital PR

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Come funziona il Corso Online in Digital PR & Influencer Marketing?

Il Corso Online in Digital PR & Influencer Marketing consta di 12 ore di didattica: le lezioni sono fruibili On Demand in qualsiasi momento ed ovunque ci si trovi.

  • I moduli didattici – rappresentati da videolezioni e slide didattiche – saranno sempre disponibili e consultabili, senza limiti di tempo, nella propria area utente.
  • Puoi seguire i corsi comodamente da casa o dall’ufficio, nell’orario che preferisci
  • Nessuno spostamento nè viaggio da intraprendere
  • Un costo decisamente inferiore e più vantaggioso rispetto ai corsi in aula
  • Impara al ritmo giusto per te: decidi tu quando e dove imparare!
  • Scarica il Certificato finale dopo aver completato il Questionario finale

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Testimonianze

Sono tanti i Guerrieri Ninja che hanno già trovato lavoro grazie ai nostri corsi, i più aggiornati e professionalizzanti del settore. Un esercito di talenti ha già sperimentato cosa voglia dire sbloccare il proprio potenziale da Ninja!

testimonianze ninja academy

Quanto costa il Corso Online in Digital PR & Influencer Marketing?

249€ iva inclusa
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Il team Ninja Academy è a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554. Ti aspettiamo con connessione e cuffiette alla mano.. Ma soprattutto, con tanta voglia di imparare!

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Facebook fake

Come sopravvivere alle notizie fake sui social

Sarà capitato anche voi, mentre scorrete il feed di Facebook e in preda ad un attacco di share compulsivo, di cadere vittima di una notizia falsa, falsissima, fake epocale ma confezionata talmente bene da sembrare più vera di qualsiasi cosa voi abbiate letto fino ad oggi. Rasserenatevi perché anche i migliori sbagliano e tra i centinaia di contenuti che quotidianamente vengono condivisi sui social network i fake sono dietro l’angolo.

Facebook Fake

Il dato ancora più preoccupante è che a cadere nella trappola della notizia falsa sono veramente in molti. Secondo un Rapporto pubblicato dall’università di Stanford, basato su quasi 8.000 studenti delle scuole superiori e dei primi anni di università, la maggior parte degli adolescenti non è in grado di distinguere una notizia vera da una falsa sui social.

Lo studio era focalizzato sulla capacità di analizzare le news lette sui siti, sui feed di Twitter e Facebook, sui commenti dei lettori di forum ma anche su post e foto di blog privati.

Ma non è tutto, a quanto pare solo un quarto del campione è stato in grado di distinguere il vero profilo Facebook di Fox News da quello fittizio. Non è difficile intuire quanto replicabile e diffusa sia questa tendenza. Il danno principale? La diffusione esponenziale della disinformazione globale.

Facebook fake
La spinosa questione non ha lasciato di certo indifferenti i grandi pilastri del web. Sia Google che Facebook hanno infatti dichiarato guerra virtuale e non solo ai siti web che diffondono, grazie alle loro piattaforme, notizie false e palesemente ingannevoli.

LEGGI ANCHE: Google e Facebook prendono provvedimenti contro i siti che pubblicano notizie fake

Se per noi comuni mortali poco è possibile fare contro questa pratica sempre più diffusa di camuffare notizie palesemente false su Facebook, evitare di cascarci in pieno è possibile grazie a qualche piccola accortenza. Vediamo insieme cosa fare se si ha il dubbio di trovarsi davanti ad un clamoroso fake ed evitare così di fare la figura del superficiale davanti a tutti i nostri contattati. A tutti i social media manager all’ascolto: si, ci rivolgiamo anche a voi.

Verificate sempre il dominio del sito web che ha pubblicato la notizia

Non importa quanto succosa sia la notizia, non importa quanto familiare sia la grafica o il logo di quel brand, se un dubbio, anche minimo, vi assale la prima cosa da fare è verificare il dominio del sito. Se invece del ben conosciuto .com trovate un’estensione .co diffidate, il dominio proviene dalla Colombia. Solo per fare un esempio.

Non lasciatevi affascinare dai titoli “acchiappa like”

Frasi in sospeso, titoli che promettono di rivelarvi il segreto per diventare milionari, attenzione perché se sembra troppo bello per essere vero, probabilmente non lo è. Prima di cliccare sulla notizia apparentemente più bella del mondo e rimanere impantanati in un advertising selvaggio per poi scoprire che si trattava di un evidente fake, fermatevi e ragionate. Non vi abbiamo convinto? Ok se preferite andare dritti per la vostra strada fermatevi di nuovo e quando vi compare il pulsante per lo sharing, almeno in quel momento, spegnete tutto.

Facebook fake

Utilizzate tool e piattaforme per il fact-checking

Utile e a volte anche divertente, necessario e a volte anche semplicissimo. Controllare la fonte di una notizia, ovvero il fact-checking, molte volte si rivela la scelta più giusta. Questa pratica utilizzata soprattutto dai giornalisti e in generale da chi si occupa di informazione sul web è abbastanza comune, o almeno dovrebbe esserlo.

Se i mezzi classici come incrociare le fonti, fare ricerche su google maps, pescare da siti istituzionali, verificare profili e account vi sembra eccessivamente impegnativo, in aiuto ci sono tool e piattaforme online dove basta inserire il link della notizia incriminata per avere qualche informazione in più. Alcuni tra i più conosciuti siti per smascherare bufale sono Snopes, Politifact, e Factcheck.

Smettete di seguire l’amico amante delle notizie fake

Se il vostro ex compagno di liceo continua a riempirvi il feed di bufale e notizie fake, smettete immediatamente di seguirlo. Troppo radicale? Il lasciarsi coinvolgere distrattamente nella diffusione di notizie false potrebbe innescare meccanismi ben più infelici. Il vostro amico capirà!

Avete qualche altro consiglio o buona pratica per evitare di incappare nelle bufale su Facebook? Scrivetecelo sulla nostra fanpage di Facebook.

Immaginario e mondo narrativo, il panorama su cui si muove il nostro Corporate Storytelling

Immaginario è mettersi negli occhi del lettore che guarda il brand e scrivere per lui un Corporate Storytelling efficace, in grado di muoversi in un mondo narrativo aziendale riconosciuto dall’audience.

Ecco di cosa ci parla Daniele Orzati, esperto di modelli narrativi per le aziende, nella sua intervista a margine del corso in Corporate Storytelling organizzato da Ninja Academy.

Come si scelgono le immagini giuste per ottenere un racconto visivo efficace? Racconto visivo è sempre la parola d’ordine?

Inizio dalla seconda parte della tua domanda. Racconto visivo non è sempre la parola d’ordine. È una modalità tra le diverse, anche se quasi imprescindibile. Ma sia che il racconto visivo predomini nella campagna sia che ne rappresenti una declinazione, il bravo Storytelling Designer si pone fin da subito il problema dell’immaginario. Gli elementi narrativi definiti per concettualizzare e posizionare un brand portano con sé un immaginario, e viceversa.

Per scegliere le immagini giuste, invece, serve un bravo creativo. E al bravo creativo serve un buon briefing con gli elementi di grammatica del racconto da rappresentare perché strategicamente rilevanti.

Kid.

credits: Adobe Stock #124612619

Cosa non deve mancare in un brief funzionale e a chi si rivolge?

Sempre più mi rendo conto che un briefing scritto, per quanto dettagliato, non sia sufficiente. Quando si parla di mondi narrativi di brand si ha a che fare con una complessità nuova. Tra gli storyteller anglosassoni c’è chi redige dei canvas con tutto l’emerso sia dalla fase di ricerca-analisi che da quella di progettazione ingegneristico-narrativa. In effetti può essere un buon modo per avere tutto in un’unica “tavolozza“. Con l’andare del tempo sono sempre più convinto che oltre al briefing scritto sia necessario un laboratorio di briefing con chi farà creatività, produzione, execution.

Quindi, un briefing è funzionale quando indica una direzione precisa. ma al contempo stimola la creatività. Deve essere strategicamente chiuso e creativamente aperto.

credits: Adobe Stock #115200638

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Per rispondere alla seconda parte della tua domanda: ci sono volte in cui ci si rivolge ad un fornitore prestabilito, ad esempio ad una agenzia con la quale il brand già lavora. In questi casi ci si accorda per fare in modo che il passaggio di testimone tra chi progetta la narrazione e chi la riveste creativamente sia il più naturale possibile. Se invece abbiamo piena libertà sulla scelta del creativo e del maker il gioco si semplifica, perché la scelta ricadrà su un professionista già stilisticamente portato verso la rappresentazione prestabilita.

Mondo narrativo aziendale, in cosa assomiglia e in cosa si differenzia dal mondo narrativo tradizionale?

In potenza non ci sono differenze tra mondo narrativo di brand, mondo narrativo tradizionale (artistico-letterario) e mondo “reale”. I mondi narrativi di brand sono porzioni molto precise del mondo vissuto, percepito e immaginato dalle audience. Se vogliamo che le audience entrino, vivano, si riconoscano nel nostro mondo di brand, dobbiamo dotare questo mondo di elementi presi dal copione di vita dalle audience stesse.

Quanto il mondo narrativo e il mondo reale devono coincidere?

Sembrerà una risposta un po’ forte, ma i due mondi coincidono nell’atto del consumo. A quel punto realizzo nel mio mondo ciò che nel mondo di brand mi è stato promesso.

Quali sono i canali più adatti per presentare un corporate storytelling aziendale e in che modo adattarlo ai diversi owned media?

Non c’è una ricetta mediale prestabilita. Ora sono tornati di moda gli short-film, e da questi vengono tratti video e video pillole per i diversi canali. Mi riferisco, ad esempio, alla campagna Nike Unlimited You. È una modalità semplice ma efficace, gioca sui formati più che sulla transmedialità. Ma il transmedia come superamento del crossmedia rimane una direzione affascinante.

https://www.youtube.com/watch?v=VEX7KhIA3bU

Quindi: non declinare la narrazione ma svilupparla nei rivoli più adatti a sezioni di target. Modalità che richiede grande consapevolezza sia da parte di chi progetta che da parte di chi fa la delivery. Ma forse, ed è la cosa più rara, consapevolezza da parte di chi all’interno dell’organizzazione decide di investire su essa.

Content strategy: come centrare l'obiettivo con il contenuto

Content strategy: il tuo contenuto centra l’obiettivo?

Per costruire la tua content strategy avrai certamente iniziato da qui: “Content is the king”. La frase è diventata una sorta di mantra ripetuto da SEO e digital marketer di tutto il mondo, fino al punto di perdere il suo originario significato.

Il punto di partenza della tua content strategy

content strategy

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Nel gennaio del 1996, con un articolo sul sito web di Microsoft, cosa intendeva dire Bill Gates con il titolo Content is king? Il CEO aveva semplicemente previsto che i contenuti avrebbero generato Internet esattamente così come lo conosciamo: social network, blog, siti di video sharing, non sono altro che luoghi in cui ogni giorno migliaia di contenuti prodotti dagli stessi utenti vengono messi a disposizione del web.

E Google ci incoraggia ad alimentare questa produzione di contenuti, permettendo di classificarli e renderli disponibili per altri utenti. Secondo Bill Gates, una delle cose più interessanti di Internet era legata al fatto che chiunque avesse un PC e un modem avrebbe potuto pubblicare qualsiasi contenuto da lui creato.

Ed è quello che sta accadendo, specie da quando il Content Marketing è diventata una attività più consapevole per i brand.

Presente in ogni statistica legata al marketing digitale, è diventato il trend del momento, tanto che è stato calcolato che ogni giorno vengono pubblicati 2,73 milioni di blog post.

Solo il 38% delle aziende, però, dichiara di avere una strategia di content marketing.

Come muoversi allora in questa competizione a colpi di contenuto?

Content Strategy, per ogni obiettivo un contenuto

Come ci spiegano Maria Giulia Ganassini e Francesco De Nobili nell’ultimo white paper di MailUp, per una corretta strategia di Content Marketing ad ogni step del funnel dovrebbe corrispondere un obiettivo e ad ogni obiettivo una tipologia di contenuto.

Per intercettare nuovi visitatori e per far concludere un acquisto non avrai bisogno dello stesso tipo contenuto, perché ad ogni tappa del customer journey corrisponde un content differente.

content strategy

Credits: MailUp

1. Discovery: porta visitatori al sito

È la parte più ampia del funnel: la fase di discovery mira a intercettare chi non conosce il brand per stabilire un primo contatto con il sito.

I contenuti più funzionali per la tua content strategy sono approfondimenti e notizie in cui il brand sia integrato nella narrazione. Il segreto in questa fase è sperimentare tutti i canali a disposizione, per capire quali sono più efficaci in relazione al pubblico specifico: dal blog ai social media, dalle infografiche al guest blogging, ricerca le keyword più interessanti e rispondi alle domande e ai dubbi degli utenti.

2. Consideration: raccogli i contatti e favorisci la considerazione all’acquisto

Una volta che l’utente ha scoperto il tuo sito o il tuo blog e ha già apprezzato i primi contenuti, è pronto per il passo successivo. La tua content strategy dovrà prevedere il contatto diretto e la valutazione del prodotto per l’acquisto.

Dovrai conquistare nuovi iscritti alle mailing list e costruire un rapporto con i lettori attraverso un contatto più stretto. Offrire i propri dati sensibili, come nome e indirizzo email, per un utente è un enorme atto di fiducia e come tale va ricompensato con un contenuto di valore, all’altezza delle aspettative.

Ad esempio, attraverso un form di download potresti offrire un white paper, un eBook, l’accesso a un webinar o a una landing page di prodotto.

Content strategy

Credits: Hubspot

3. Conversion: porta i contatti all’acquisto

Siamo giunti allo step più importante: la conversione.

Quali contenuti prevedere per questa fase così delicata in cui l’utente può scegliere il tuo brand o lasciare la pagina senza acquistare?

Il messaggio da comunicare deve essere semplice, chiaro e rassicurante: il tuo prodotto è esattamente quello che risponde nel modo migliore al suo bisogno.

Fai leva sugli aspetti razionali, ma anche su quelli emotivi: è lì che troverai la chiave della conversione, dato che il 95% delle decisioni di acquisto si basa proprio su meccanismi inconsci ed emozionali.

L’email marketing sarà il canale più diretto e più semplice per coltivare il lead con contenuti targettizzati sulle esigenze dell’utente.

Offri testimonianze e recensioni di clienti veri, in grado di rafforzare la fiducia nel tuo brand; proponi case study e tutorial per sciogliere i dubbi degli indecisi e rassicurarli sulla loro scelta.

4. Retention: trasforma i clienti occasionali in clienti stabili

content marketing strategia

Credits: Adobe Stock #127679036

Sapevi che il costo di acquisizione di un nuovo cliente è più alto di quello necessario per fidelizzarne uno già acquisito?

Non dimenticare questa considerazione nella pianificazione della tua content strategy, perché il Content Marketing può aiutarti anche in questa fase, aumentando gli acquisti ripetuti e incrementando la fedeltà al brand.

Il follow-up è importante almeno quanto la prima parte del customer journey, per questo sarà utile prevedere una campagna di email marketing targettizata, come una DEM con prodotti correlati all’acquisto o newsletter con post di argomenti affini. Puoi anche pensare a sondaggi e feedback o a programmi loyalty.

Mantieni vivo l’interesse del cliente e ottimizzerai la spesa di lead acquisition iniziale.

>>Vuoi saperne di più? Scarica il white paper di MailUp Strategie di Content Marketing e scopri come incrementare le conversioni, attirando e coinvolgendo nuovi prospect.

Content strategy white paper

“Grazie, 2016. È stato strano”, la nuova eccezionale campagna di Spotify

La campagna pubblicitaria outdoor di fine anno di Spotify celebra le stranezze dei propri utenti: nata proprio dai dati raccolti sull’utilizzo della piattaforma, la creatività recita “Grazie 2016. È stato strano“.

Di seguito i copy più interessanti:

Care 3,749 persone che avete ascoltato “It’s the End of the World as We Know It” il giorno del voto per la Brexit, tenete duro.

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A te che hai ascoltato “Sorry” ben 42 volte il giorno di San Valentino, che cosa hai fatto?

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Ai 1.235 ragazzi che quest’anno hanno amato la playlist “Girls Night”, vi amiamo.

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Alla persona di NoLIta (quartiere nel borough di Manhattan) che ha iniziato ad ascoltare canzoni di Natale a giugno, davvero canticchierai fino alla fine?

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La campagna globale sarà distribuita in 14 diversi mercati e conterrà messaggi personalizzati e localizzati ottenuti da insight interni all’azienda e legati ad argomenti di discussione ed eventi significativi a seconda del paese in cui verrà pianificata.

La campagna è stata sviluppata in house dal team creativo di Spotify a New York con il supporto degli uffici regionali dei diversi paesi coinvolti (U.K., Francia, Danimarca, Argentina, Australia, Brasile, Canada, Germania, Indonesia, Messico, Nuova Zelanda, Filippine e Svezia). Purtroppo l’Italia non è tra i paesi scelti per questa campagna.

Sarebbe interessante immaginare quali copy sarebbero stati ideati per il nostro paese.

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