Facebook lancia Safety Check, per comunicare in situazioni d'emergenza

Facebook

Nel corso degli ultimi anni è emersa in modo evidente la capacità dei social network di proporsi come luogo privilegiato per la raccolta di informazioni dopo crisi o calamità naturali. In momenti di particolare emergenza, soprattutto quando i tradizionali mezzi di comunicazione vengono meno, i social network si sono rivelati spesso la risposta più rapida sia per le persone residenti nelle zone colpite, sia per i loro amici e familiari lontani. Notifica Safety Check In quest’ottica si colloca il nuovo Safety Check di Facebook, uno strumento da utilizzare quando una zona viene colpita da catastrofi o calamità naturali per comunicare immediatamente eventuali emergenze o rassicurazioni.

Come funziona il Safety Check

Il Safety Check ha un funzionamento molto semplice ed immediato. Viene attivato dopo un disastro naturale e, grazie ai meccanismi di geolocalizzazione, individua automaticamente l’eventuale presenza di una persona nella zona colpita, inviando una notifica in cui richiede se si è al sicuro.

Se la propria posizione in realtà è errata, è possibile segnalare immediatamente che si è al di fuori della zona colpita. Se invece ci si trova effettivamente all’interno della zona interessata dall’emergenza è possibile selezionare “Sono al sicuro”, generando automaticamente un post nel news feed che comunicherà ai propri amici l’aggiornamento.

Amici Safety Check

Allo stesso modo, tramite una notifica diretta, verrà comunicata l’eventuale sicurezza degli amici presenti nella stessa zona colpita dal disastro naturale. E, sempre tramite tali notifiche, si potrà anche visualizzare la situazione aggiornata sullo stato dei propri amici presenti nella zona.

Un progetto nato in Giappone

Il progetto del Safety Check nasce dopo il terremoto e il successivo tsunami in Giappone nel 2011. Durante quell’evento è risultato evidente come la tecnologia e i social media fossero fondamentali per reperire informazioni utili sui dispersi e sulla situazione in quella particolare zona del mondo. Safety Check

Proprio in seguito a quell’evento, il team di ingegneri in Giappone di Facebook ha costruito il Disaster Message Board, uno strumento per rendere più semplici le comunicazioni durante i momenti di crisi generati da una calamità naturale.

Il grandissimo successo dello strumento unito alle esigenze sempre più frequenti legate alle molteplici calamità naturali che si susseguono in tutto il mondo hanno creato un bagaglio d’esperienza unico per Facebook, messo a frutto oggi con il Safety Check che presto sarà presto disponibile in tutto il mondo, sia su mobile sia su desktop.

Pensate che sia uno strumento utile?

Ecco come i Google Glass rivoluzioneranno il mondo dell'Healthcare [PARTE 1]

Siamo abituati a vederli come un gadget di wearable technology che può migliorare la nostra quotidianità oltre che la nostra esperienza con i social e gli altri media; eppure i Google Glass possono essere utili anche nell’ambito della medicina, della chirurgia e della salute.

Come riportato sull’Huffington Post da Vala Afshar, Chief Marketing Officer di Extreme Networks, ci sono almeno 15 modi in cui il prodotto di Big G trasformerà le attività di chirurghi e medici apportando benefici ai pazienti.

“Le applicazioni mediche con i Google Glass sono tante e di forte impatto: dal consentire l’ accesso in tempo reale alle informazioni cliniche del paziente fino alla comunicazione e alla condivisione di contenuti audio e video utili alla ricerca chirurgica e a scopi educativi. I Glass segnano l’inizio di un viaggio davvero notevole per l’innovazione tecnica in ambito medico, consentendo ai fornitori di servizi sanitari di migliorare la prestazione delle cure così come la qualità complessiva e l’esperienza del paziente” afferma Marco Taglietti, capo dei servizi ICT e gestione dei fornitori di servizi al London University College Hospitals.”

Ecco le prime 6 attività che si potranno realizzare in ambito medico tramite i Google Glass.

1 – Informazioni sul paziente

I medici di solito passano ore, ogni giorno, a cercare e analizzare i documenti dei pazienti e le loro cartelle cliniche. Augmedix è un’applicazione per i Glass che fornisce un modo migliore per accedere ai dati del paziente in tempo reale, senza che il medico sia necessariamente davanti a un computer. Con un semplice comando vocale gli occhiali cercheranno le informazioni di cui il dottore ha bisogno, il quale, nel frattempo, potrà continuare a visitare il paziente.

2 – Telemedicina

La telemedicina nasce affinché medici e pazienti possano comunicare on-demand. Con gli occhiali di Google si possono avere conversazioni video sincrone con medici in postazioni remote. Le procedure realizzate in remoto possono essere registrate e allegate alle cartelle dei pazienti. Inoltre si potrebbero mettere in contatto, in tempo reale, medici che si trovano in posti isolati con specialisti di tutto il mondo. L’apparentemente prezzo elevato dei Google Glass, 1.500 dollari, è significativamente inferiore rispetto ad altri tipi di videoconferenza in uso negli ospedali che possono arrivare a costare anche 40.000 dollari.

3 – Formazione della popolazione

Assolutamente innovativa l’idea del Dipartimento di chirurgia cardio-toracica della Stanford University Medical Center: utilizzare i Google Glass nel programma di formazione della popolazione. I chirurghi al centro medico usano gli occhiali con CrowdOptics per indicare le migliori procedure per i cittadini in ambito medico. Con il software CrowdOptics i medici possono osservare i progressi degli abitati della città avendo anche un feedback visivo sui loro comportamenti.

4 – Realtà aumentata

Monitorare i segni vitali dei pazienti durante gli interventi mantenendo sempre lo sguardo sulla zona dove si sta operando. Così la realtà aumentata si applica ai Google Plus con Philips IntelliVue, che permette ai dottori anche di accedere alle informazioni di cui hanno bisogno in contesti in cui ne hanno più bisogno. Inoltre il live streaming di procedure può essere utilizzato anche con le applicazioni di realtà aumentata per l’insegnamento.

Un video della Philips presenta le innovazioni che l’azienda olandese ha realizzato in questo campo tramite i Google Glass.

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5 – Comunicazione per il pronto soccorso

I Google Glass sono in grado di fornire comunicazioni ai paramedici e agli specialisti in pronto soccorso che svolgono il triage per la valutazione di ictus, attacchi di cuore e traumi. L’utilizzo del gadget di Big G permette a medici di emergenza e paramedici la condivisione di immagini e video che si riferiscono al paziente con il trauma ancor prima che questi arrivi in ospedale. Il team dei dottori può quindi fornire consigli, diagnosi e cure ai paramedici presenti sull’ambulanza.

6 – Formazione chirurgica

I Glass possono essere un’utile strumento di formazione potendo coinvolgere in maniera particolarmente reale gli studenti durante le operazioni chirurgiche. Il Dr. Paul Szotek della Indiana University Health Methodist Hospital ha utilizzato i glass per il live-streaming della riparazione di un’ernia e un’operazione di ricostruzione della parete addominale condividendo l’esperienza con una platea di 600 colleghi a Las Vegas. Nel suo live stream, il dottor Szotek poteva avere a disposizione la risonanza magnetica e i raggi del paziente, a mani libere, nel bel mezzo dell’operazione.

E’ incredibile come la tecnologia possa apportare innovazione nella medicina… non trovate, Guerrieri? E non abbiamo ancora finito il nostro viaggio nel mondo della medicina con indosso i Google Glass: appuntamento la prossima settimana per scoprire le altre 7 attività rivoluzionare in campo medico del gadget di Big G. Stay tuned!

Mini, banconote e neve i migliori annunci stampa della settimana

Ci sono due tipi di persone: quelli che odiano il lunedì e quelli che sono in ferie. Prendetevi 5 minuti di pausa e date un’occhiata ai migliori annunci stampa pubblicati dalle più creative scuole e agenzie pubblicitarie questa settimana!

Mini Connected: Tape/Vinyl/Ipod

Mentre gli altri suonano playlist, Mini è la colonna sonora di sé stessa. Campagna stampa per promuovere il nuovo sistema Mini Connected. Un  tocco vintage per presentare un sistema innovativo.

Advertising School: Miami Ad School | ESPM, São Paulo, Brazil
Art Directors: Ian Hartz, Renato Jun Okida

Sindolan: Team/Girlfriend/Baby/

Puoi perdere la testa per la tua ragazza, per la tua squadra, per il tuo bambino. Ma non puoi diventare pazzo per il mal di testa. I dettami del medicinale antinfiammatorio Sindolan.

Advertising Agency: FCB Crea Costa Rica
Creative Director: Carlos Jiménez
Art Directors: Carlos Arias, Roberto Corrales
Copywriter: Agustín Espósito
Illustrator: Andrés Webb

Audi: Road

Pubblicità  incomprensibile per chi non ha a che fare spesso con le grandi nevicate. La macchina spalaneve sta “preparando” la strada per il divertimento del guidatore di Audi 4 che non si impressionerà se troverà lungo il percorso qualche centimetro di neve.

Advertising Agency: Tribal Worldwide, Istanbul, Turkey
Creative Directors: Arda Erdik, Başar Bellisan
Creative Group Head: Barış Sarhan
Copywriter: Tolga Tunçel
Art Director: Meriç Karabulut
Illustrator: Haluk Demirel
Account Director: Elif Mertoğlu

HAVEN: Crazy/Kill

L’odio e la violenza nelle relazioni amorose e famigliari. Haven è l’associazione che aiuta ogni anno circa  30,000 vittime di violenza sessuale o violenza domestica.

Advertising Agency: Lowe Campbell Ewald, USA
Chief Creative Officer: Mark Simon
Group Creative Director: David Bierman
Art Director: Kelly Warkentien
Copywriter: Nancy Wellinger
Producer: Mary Ellen Krawczyk

İşbank: Euro/Yen/Ruble

La banca turca İşbank ha reso velocissimo e semplice il cambio valuta straniero. Il dollaro viene cambiato in euro in poche semplici mosse!

Advertising Agency: Tribal Worldwide Istanbul, Turkey
Creative Directors: Arda Erdik, Başar Bellisan
Creative Group Head: Barış Sarhan
Art Director: Meriç Karabulut
Copywriter: Tolga Mutlu
Photographer: Emre Göloğlu

Berlino tra passato e futuro: scopriamo la capitale digital d'Europa

Chi ha visitato Berlino negli ultimi anni, me compresa, avrà notato il particolare stile che caratterizza questa città, il continuo rinnovamento e il costante impegno a superare e allo stesso tempo commemorare un pezzo di storia che non si può cancellare.

Da un lato ci sono i quartieri dell’Est, con i graffiti, i mercatini vintage e gli immigrati in cerca di fortuna. Ad ovest regnano i grandi grattacieli e le catene internazionali. Due facce della stessa medaglia che rendono Berlino una città dal fascino particolare.

Ormai sono passati 25 anni da quel 9 novembre 1989, giorno della caduta del Muro lungo più di 155 km e altro 3.5 m, che divideva non solo la capitale tedesca, ma tutta l’Europa ed il resto del mondo.

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Quanto è cambiato da allora. Oggi la città vive, da est ad ovest, di biciclette, ristoranti etnici e spazi di co-working, che ospitano startup e giovani freelance. Locali come il Sankt Oberholz e eventi di networking hanno reso Berlino la Silicon Valley d’Europa, la città per eccellenza incubatrice di startup, dove hanno cominciato tante aziende ora leader nel mercato e dove quei Millennial nati e cresciuti con lo spauracchio del famoso muro sono ora la principale risorsa a disposizione di questa realtà.

Com’è realmente Berlino? Che lavoro fanno gli italiani che vivono lì?

Global Leads Group si è data la missione di raccontarci com’è realmente Berlino, che lavoro fanno gli italiani e come si stanno preparando in vista delle celebrazioni per il 25° anniversario della caduta del muro con il nuovo progetto -tastic, un magazine di lifestyle in italiano ma col cuore nella Capitale tedesca.

Berlino ci sarà svelata in tutte le sue forme dalle sezioni news, moda, musica, arte, tech, genere, viaggi e job.

Alla scoperta di Berlino, con stile by ASOS

Per l’occasione la città viene raccontata dalla Content Manager Gulnaz Sheripova, che ha posato per alcuni scatti in perfetto stile berlinese con la sua compagna di viaggio, una borsa acquistata sul sito ASOS.

“Destinazione Berlino. Il mio zaino Hype mi ha portato nella città che non dorme mai. Poche cose dentro. Una macchina fotografica analogica, il mio magazine preferito e tanta voglia di non prendersi sul serio, in questo ottobre che fa rima con autunno”.

asos

Gulnaz, che vive a Berlino da un anno, nei prossimi giorni ci racconterà delle curiosità e ci darà dei consigli su come vivere al meglio la città.

–tastic magazine racconta quindi Berlino e il suo stile, ma copre anche altri argomenti, attraverso una guida ipertestuale che coprirà le otto categorie del sito. Uno degli articoli sarà dedicato al mondo del lavoro e Global Leads Group condividerà esempi pratici su come trovare lavoro nella Berlino dei grandi investimenti dei venture capital.

Vuoi anche tu un perfetto stile da hipster berlinese?

–tastic magazine offre uno sconto del 15% da utilizzare anche sugli articoli in saldo, per tutta la settimana dal 20 al 26 ottobre 2014. Get your Berlin look!

Mercato auto, ripresa fisiologica nel 2014, ma il futuro è ancora nelle quattro ruote?

L’economia degli ultimi 100 anni è basata sostanzialmente sull’auto; secondo molti di gran lunga l’invenzione più invadente, invasiva, del secolo scorso. Strade, autostrade, componentistica, pneumatici, benzina, assicurazioni, scuole guida, hanno cambiato in maniera irreversibile la nostra vita e il nostro territorio. Ancora oggi l’economia dei paesi industrializzati è inestricabilmente legata all’auto. È termometro della produttività e del benessere. Analizziamo i dati delle nuove immatricolazioni da gennaio ad agosto 2014 per farci un’idea dello stato di salute (o di malattia) della nostra economia.

Il mercato auto in Europa

Se guardiamo all’Europa, il mercato delle autovetture registra segni positivi a luglio e ad agosto 2014, rispettivamente del 5,6% e 1,8%. Si registrano così dodici incrementi consecutivi delle vendite, che portano il mercato dei primi 8 mesi a 8,64 milioni di unità e una crescita del 5,8% sull’analogo periodo del 2013.

Notiamo però che Il trend rallenta, dato che nel primo semestre il mercato era in crescita del 6,2%. Nell’area dei nuovi Paesi Membri sono stati immatricolati nel mese 598 mila nuove auto, con una crescita del 16,2%; la Polonia, con 221mila immatricolazioni, cresce del 15,7% ed è il mercato più importante dell’area e l’8° mercato dell’UE. Segni negativi invece dai mercati di Austria, Belgio, Olanda e Svizzera. Tutti positivi i mercati dei nuovi Paesi membri.

Il mercato in Italia


In Italia, a luglio e ad agosto 2014, sono state immatricolate rispettivamente 114.343 (+5,5%) e 53.191 (-0,2%) autovetture, che portano il consuntivo dei primi 8 mesi a poco più di 925 mila unità, con un incremento che scende al 3,5%, dal 6,1% di gennaio-marzo.

Negli anni 2000-2002 sono state immatricolate in Italia oltre 7,1 milioni di auto, si tratta di vetture che hanno ormai 11-13 anni di vita e che potrebbero essere sostituite. Il ridimensionamento del mercato di questi ultimi anni, l’allungamento della vita dell’auto, dovuto ad un calo della percorrenza media, hanno portato per la prima volta nel 2012 ad un calo del parco circolante dell’auto. Sintomatico di quanto stiano cambiando le abitudini e i consumi degli italiani. E la Fiat? Le marche del Gruppo Fiat hanno registrato, in Unione Europea +EFTA, una crescita del del 2,1% a gennaio-agosto 2014.
Quello che dovremmo intendere da queste cifre è che le nostre economie siano in salute e che il mercato dell’auto, fondamentale per i nostri sistemi industriali, si sia rimesso in moto per trainare le nostra economia. Purtroppo (o fortunatamente) non è cosi!

Gli ultimi colpi di coda


L’incremento è riferito solo all’ultimo anno, e non poteva essere altrimenti visto i risultati disastrosi del 2013. L’Italia è diventata il quarto mercato dell’Ue in pochi anni. La tendenza sembra ormai irreversibile e tornare ai livelli di vendita del pre crollo Lehmann Brother è pura utopia. Come detto il parco macchine è diminuito e gli italiani si spostano sempre più in maniera sostenibile, vuoi per economizzare, vuoi per maggiore consapevolezza.

Tra Car Sharing e Car Pooling, mezzi pubblici o la cara vecchia bici, il mezzo di trasporto privato alimentato a combustibile fossile è destinato a sparire.

 

Futuro e mobilità sostenibile


Solo 100 anni fa, l’automobile incarnava un futuro di benessere e modernità, promettendo un mondo più vicino e interconnesso, prospettando una crescita senza limiti. Ha avuto un ruolo centrale per tutto il 900’ , ma già adesso i mezzi che registrano i maggiori incrementi di vendita sono quelli alternativi o ibridi. Il secondo step sarà agevolare il passaggio a modelli di mobilità maggiormente sostenibili.

Street Art dall'animo eco per Nissan


Questo articolo è a cura di INWARD, osservatorio che svolge ricerca e sviluppo nell’ambito della creatività urbana (street art, urban design, graffiti), operando con un proprio modello di valorizzazione, attraverso attività di Ricerca e azioni di Sviluppo nei settori Pubblico, Privato, No profit e Internazionale. La sua unità Streetness, omonima di questa rubrica, sostiene i migliori street artisti nel sistema dell’arte contemporanea e verso le imprese italiane e internazionali per produzioni innovative in edizione limitata.

(di Francesca Cartolano)

Chi è che non ha mai provato a scrivere “lavami” su un vetro sporco di un’automobile?

Per affrontare il problema dell‘inquinamento nelle grandi città europee, causato dai gas di scarico delle automobili a benzina, Nissan si schiera a favore di un’energia più pulita, utilizzando un modo insolito e creativo per la sua campagna di ADV: un reverse graffiti.

Per promuovere  l’utilizzo della Nissan Leaf ad emissioni zero, l’auto 100% elettrica più venduta al mondo, ha infatti commissionato la realizzazione di alcuni murales a Paul Curtis, aka Moose, l’ideatore della tecnica dell’ “eco” street art.

A differenza dei graffiti tradizionali, Moose non utilizza spray e colori per le sue opere ma un’ idropulitrice e una spazzola metallica per la pulizia, lasciando sulla parete un sorprendente “negativo”.

I murales , realizzati a Londra e Amburgo, rappresentano i monumenti ed i simboli principali delle città: Moose ha abbozzato e poi dipinto “ a rovescio” alcuni punti di riferimento e monumenti riconoscibili, ricreandone magnifici skyline.
La rondella jet che ha usato per pulire il muro è stata alimentata da Nissan LEAF, tramite la “LEAF to Home“: con una sola carica, questo apparecchio portatile è in grado di trasformare l’elettricità immagazzinata nella batteria del veicolo nell’energia sufficiente a coprire il fabbisogno di un’abitazione per due giorni.

 

 

Per Nissan, il cui scopo era sottolineare che gran parte dello sporco è causato dai gas di scarico dei veicoli e lasciar riflettere sui  livelli di inquinamento che spesso superano le linee guida e i limiti nelle zone trafficate delle città europee, si è trattato di un gran successo.

“La mia filosofia è di evidenziare la quantità di inquinamento che sopportiamo quotidianamente con un metodo innocuo molto positivo che non manca mai di fare domande su ciò che noi accettiamo e ciò che non dovremmo accettare nel nostro ambiente,” dice Moose. “È’un piacere avere l’opportunità di creare arte pubblica in questo modo e sono molto soddisfatto della la semplicità iconica del murale e il suo messaggio.”

Con l’aiuto della street art, si pulisce la città. Curiosi di vedere la realizzazione di questa campagna di green marketing?
Ecco a voi il video, enjoy!

Le opere saranno visibili a Waterloo, Londra, e sulle rive del canale Sankt Annenufer ad Amburgo.

 

Tripadvisor e Booking: 5+1 azioni immediate e gratuite

Spero che il tuo hotel o bed and breakfast abbia un sito proprietario. Se non è così, facci subito un pensiero: dovresti creare uno spazio tuo, che puoi gestire liberamente, di cui Tripadvisor e Booking.com siano solo dei complementi. Non serve nulla di complicato per iniziare: ai tuoi futuri clienti interessa soprattutto sapere che servizi offri, a quali prezzi e dove si trova la struttura. Tutto il resto viene dopo. Se ti rivolgi ad una web agency ricorda che le più serie sono quelle che ti formano, permettendoti di prendere decisioni consapevoli per la crescita del tuo business. Ad ogni modo, tutto questo non è né gratuito, né immediato.

Marcare il territorio

Anche la Rete non è il tuo habitat naturale, immagino tu sia interessato alle sue potenzialità. La prima cosa che puoi fare è verificare dove parlano di te, digitando il nome del tuo hotel su Google. Indipendentemente dalla tua volontà, molti siti parlano della tua struttura e di tante altre: conoscerai meglio di me Tripadvisor, ma ricordati di non trascurare nessun sito, grande o piccolo che sia. Fai in modo di poter dire la tua per gestire al meglio la visibilità che tutti i siti ti offrono… anche quando non l’hai chiesta! La prima cosa che puoi fare, è reclamare il profilo gratuito che motori e metamotori di ricerca di alloggi offrono a tutti gli albergatori, di modo da poter essere prima di tutto tu a descrivere la tua attività. Se stai investendo nella Search Engine Optimization, questo è un ottimo modo per generare contenuti inerenti alla tua attività ed ottenere dei backlink verso il tuo sito.

Tripadvisor e Booking: 5+1 azioni immediate e gratuite

Vedere per credere

Una volta ottenuta la possibilità di modificare un profilo, premurati di descrivere brevemente la tua struttura e soprattutto di inserire qualche foto degli esterni e degli interni. Eh già: un’immagine vale più di mille parole e spesso rende immediatamente la bellezza di una location… o la mancanza di pulizia di un bagno! Spesso gli utenti di questo tipo di siti possono abbinare al tuo profilo le foto scattate durante il loro soggiorno, che ritraggono impietosamente i punti di forza e di debolezza del tuo hotel. Mettiti in pole position e fai in modo che le prime foto siano quelle scattate da te. Cura le inquadrature ma non cercare la perfezione: al contrario, foto spontanee e veritiere sono apprezzate dai turisti molto più delle immagini ritoccate. In futuro potrai scegliere di rivolgerti ad un fotografo professionista, ma per partire basta una macchinetta compatta e un minimo di senso estetico. Se proprio sei negato per queste cose, magari tua figlia o tuo fratello saranno lieti di darti una mano.

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Avere l’ultima parola

Un altro servizio che motori di ricerca di settore, metamotori e siti per prenotazioni (Online Travel Agency) spesso offrono ai naviganti è quello di poter recensire le strutture. Tutto questo si traduce in un carnevale di pareri eterogenei, spontanei o artificiosi, che sommati restituiscono l’immagine del tuo hotel. La cosa migliore che puoi fare, per mediare questo risultato, è rispondere a tutti. Sì, lo so. Spesso i commenti su Tripadvisor ti faranno rizzare i capelli perché sono falsi e tendenziosi, o magari veri ma esagerati: potresti essere portato a pensare che più che in vacanza, alcune persone giochino a fare gli investigatori, ricercando minuziosamente ogni più piccolo difetto dell’ospitalità che offri loro. Tu, al contrario, rispondi con cordialità ed onestà: smorza i toni se sono accesi, e fai notare eventuali errori di valutazione con garbo. I tuoi futuri clienti, che ti stanno leggendo, apprezzeranno già solo il fatto che tu ti stia interessando ai feedback e medieranno i giudizi dei commenti con le tue risposte. Sta poi a te fare in modo che gli ospiti non rimangano delusi, rimediando prontamente ad eventuali mancanze. Dedica 5 minuti al giorno a questa attività o incarica il tuo receptionist di fiducia.

Garantire il miglior prezzo

Sei entrato nel circuito di Booking.com o di qualche suo fratello minore? Oggigiorno, il pubblico dà per scontata la presenza di una struttura negli archivi di questi colossi dell’intermediazione. La visibilità che offrono è un benefit a cui è difficile rinunciare, poiché le OLTA riescono a comunicare con i turisti di tutto il mondo, permettendo a persone di tutte le lingue e nazionalità di conoscere il tuo hotel. Il contraltare, come ben saprai, è la commissione sulle prenotazioni. Se la terziarizzazione del turismoè diventata oramai una prassi, questo però non vuol dire subire passivamente le iniziative delle OLTA. La condizione che molti albergatori vedono come clausola capestro è la parity rate: i prezzi offerti nei siti di intermediazione devono corrispondere al miglior prezzo possibile. Ci sono però tre cose di cui tener conto:

  • È possibile variegare la propria offerta, differenziando quello che proponi sul tuo sito da quello che proponi, per esempio, su Booking.com. Una notte in doppia è un prodotto diverso dal medesimo soggiorno con inclusa la colazione o con una diversa politica di cancellazione. Sta a te valutare quanto valga la pena distinguere la tua offerta sui diversi canali.
  • La parity rate non è un dato di fatto. Quest’anno, negli USA, in Europa e anche in Italia numerose denunce sono state presentate all’Antitrust poiché questa pratica potrebbe limitare significativamente la concorrenza nel settore.
  • “Miglior prezzo garantito” non vuol dire che tu non possa proporre gli stessi prezzi sul tuo sito proprietario. Fallo! Se da siti terzi un turista arriva nel tuo, non lasciarlo scappare!

Potrebbe sembrarti una pratica scontata, ma ti assicuro che non lo è. Se vuoi approfondire l’argomento, dati alla mano, ti suggerisco di dare un’occhiata a questo studio condotto in Maremma da Officina Turistica.

Informazione e confronto

Sii meno curioso della gente, e più curioso delle idee.” Marie Curie Il mio ultimo consiglio è di guardarti intorno e di allenarti a finalizzare la tua curiosità. Pagine web, social network, siti di informazione locale e non, riviste cartacee, e chissà quanti altri mezzi di informazione sono a tua disposizione, fornendoti ogni giorno il surplus di informazione che caratterizza la nostra epoca. Quando navighi, in particolare, cerca di focalizzare i tuoi interessi professionali, seguendo, ad esempio, il sito della Pro Loco locale, i forum di chi parla del tuo territorio, la pagina Facebook che raccoglie le foto della tua città. Ricordati che, nel flusso ininterrotto di dati della rete, si nascondono:

  • i gusti dei tuoi clienti, passati e futuri;
  • le occasioni che il tuo territorio ti offre (e le avvisaglie di possibili criticità);
  • le idee dei tuoi concorrenti, con cui dovrai tenere il passo.

Internet insegna ogni giorno che bisogna imparare a distinguere ciò che ci interessa dal rumore di fondo, e ad elaborare ciò che percepiamo per trasformarlo in uno spunto utile. Spero che quanto hai letto ti sia risultato in qualche modo familiare, ma che ti abbia anche offerto l’occasione giusta per fare il punto della situazione sulla presenza online della tua struttura. Buon lavoro!

IKEA Motivational Mirror, lo specchio che gratifica e aumenta l’autostima [VIDEO]

La regina cattiva di Biancaneve lo supplicava per strappargli un appagante complimento, e lo specchio rispondeva senza mai compiacerla. Oggi, senza neanche fare domande, in Inghilterra è arrivato lo specchio che regala complimenti a chiunque lo guardi!

Succede da IKEA, nella nuova campagna pubblicitaria lanciata la scorsa settimana in terra britannica.

Lo spot, a metà tra una candid camera e un video documentario, ha preso spunto da una recente indagine commissionata proprio dal colosso del legno svedese in cui si scopre che la gente ha un bisogno sfrenato di complimenti, e infatti:

  • il 49% dei britannici non riceve nessun complimento in una settimana;
  • 43,6 milioni di persone nel Regno Unito sono autocritiche sul loro aspetto;
  • il 33% della nazione il lunedì mattina prima delle nove si guarda allo specchio sentendosi a disagio.

E la maggior parte infine ha dichiarato che un commento positivo sull’aspetto fisico risulterebbe gradito e gratificante per la propria autostima.

Per dare alla gente la spinta morale necessaria, IKEA ha sviluppato un prototipo di specchio motivazionale con tecnologia interattiva per fornire rinforzi positivi per elevare l’autostima della nazione e lo ha posizionato nel suo negozio di Wembley a Londra.

I complimenti personalizzati si attivano automaticamente al passaggio delle persone in negozio, con messaggi vocali e scritte che appaiono sullo specchio. I risultati sono sorprendenti: la gente si sente davvero più felice e motivata!

“Sappiamo tutti come quel primo sguardo allo specchio in bagno o in camera da letto può determinare se avremo una buona o cattiva giornata. Anche la soluzione più semplice in casa può rendere migliore la routine quotidiana.” Myriam Ruffo, Direttore settore camere e bagni, IKEA UK & Ireland.

Allegria e un pizzico di amarezza traspare nel commento di un cliente IKEA: “è stato fantastico per me che non ho mai ricevuto complimenti. Ad essere onesto sarei stato lì tutto il giorno”. Sarà mica uno specchio stregato anche questo?

Come superare la fine di un amore ai tempi di Facebook

I social network fanno parte della nostra vita, piaccia o meno. Tutto quello che facciamo – dalla più insignificante foto al piatto che stiamo per mangiare, fino all’album fotografico del giorno delle nostre nozze – trova spazio sulle nostre bacheche.

Non c’è nulla di male in questo. Ma tutta questa memoria, tutto questo vissuto, che fine fa quando non è più la nostra contemporaneità?

Un caso comune, per molti utenti, è rappresentato dalla fine di una relazione. Come comportarsi sui social in questi casi?

I comportamenti sono tanti quanti sono gli utenti iscritti ai social e vanno dalla cancellazione totale di tutto ciò che riguardava l’ex – un po’ come nel film Se mi lasci ti cancello (Eternal Sunshine of the Spotless Mind) di Michel Gondry – alla conservazione eterna di foto, video e post (spesso per pura e semplice pigrizia).

Senza diventare estremisti in un senso o nell’altro, ecco 8 semplici suggerimenti da sfruttare su Facebook, che possono aiutare in un momento di certo triste della vostra vita.

A differenza della fonte da cui abbiamo preso questo elenco, abbiamo cercato di mostrarvi, là dove è stato possibile, anche il rovescio della medaglia, in modo tale che possiate avere un quadro preciso della situazione.

1. Cambiare immediatamente il proprio status sentimentale

È uno dei momenti illuminanti del film di David Fincher, The Social Network: Facebook informa tutti della tua attuale situazione sentimentale (non fate i finti tonti, è qui che guardate per prima cosa quando conoscete qualcuno di nuovo!)

PRO: tenere lo status della precedente relazione potrebbe farvi perdere delle “occasioni”, o potrebbe dare di voi l’idea di essere delle persone nostalgiche, tristi e restie ai cambiamenti.

CONTRO: cambiarlo immediatamente potrebbe essere indicativo di quanto poco ve ne importasse del vostro ex, gettando un’ombra sul modo in cui vivete le relazioni. Inoltre, moltissimi non badano al proprio status che, quindi, rimane una voce non compilata e non indicativa della realtà. Per cui non buttatevi a pesce su chiunque solo tenendo presente questo elemento 😉

2. Decidere se togliere l’amicizia o bloccare l’ex

Ci separiamo offline, perché non farlo anche online?

PRO: avere costantemente sotto gli occhi le immagini di chi prima era il vostro mondo, e ora lo è di qualcun altro, potrebbe essere doloroso. Meglio costruirsi una bolla protetta dove aspettare che le ferite si cicatrizzino. Nel caso, togliere l’amicizia è più che sufficiente; il blocco invece sarebbe meglio farlo intervenire solo in casi molto seri (stalking, offese, molestie…).

CONTRO: 99 su 100, il vostro/la vostra ex fidanzato/a è anche uno/una del vostro giro di amicizie o di lavoro. Sicuri che bandirlo dalla vostra timeline possa tenervi al riparo da notizie che non volete ricevere? Meglio forse prendersi una pausa da Facebook e tornarci con spirito più sereno!

3. Decidere se togliere l’amicizia o bloccare gli amici e i parenti del vostro ex

Molto simile al punto 2, ma con una deriva molto più surreale.

PRO: riprendendo e sviluppando il punto precedente: la vostra bolla protetta si è ingigantita a tal punto da estromettere chiunque possa dire la cosa sbagliata o mostrare la persona sbagliata. Siete al sicuro (un po’ soli, ma al sicuro)!

CONTRO: ma che c’entrano il cugino Tommaso e Valentina, la collega di lavoro? Vi stavano pure simpatici e voi lo eravate a loro. Tenete sempre presente chi c’entra realmente con il vostro momento no e chi non ha colpe. Già vi è appena finita una storia d’amore, almeno non perdete gli amici incontrati lungo la strada!

4. Cancellare i post con tag e tutte le fotografie

Forse il punto più complesso, se non altro per la mole di contenuti che ogni giorno si creano.

PRO: i contenuti condivisi sono ancora tutti lì, a ricordarvi chi che non c’è più… Più che legittimo che li si voglia cancellare. Rappresentano qualcosa in cui non credete più, perché tenerli? Tenete forse appese in casa le fotografie di tutti i vostri ex? Inoltre, se qualcuno fosse interessato a voi, che impressione ne avrebbe dal vedervi scambiare effusioni con un altra persona in centinaia di fotografie?

CONTRO: Facebook & CO. vivono di presente, non voltandosi indietro quasi mai! Lasciate tutto dov’era, nessuno lo vedrà. E se il/la nuovo/a compagno/a vi tirerà le orecchie per questo, ditegli/le che per voi l’archivio di Facebook è come quel diario e quel vecchio album fotografico che tenete nella cassapanca a casa dei vostri genitori. Son ricordi piacevoli, ma appartengono al passato.

5. Chiedere l’amicizia o spiare la nuova simpatia del vostro ex

Qui non possiamo pensare a nessun motivo valido che ci permetta di mettere qualcosa alla voce PRO.

CONTRO: non si fa, è morboso e, portato alle estreme conseguenze, persino illegale. Credeteci sulla fiducia: non c’è nulla che vi piacerà nel profilo del/della nuovo/a moroso/a del vostro ex. Tanto vale non perdere tempo!

6. Scrivere post sulla vostra rottura

Come non capire chi, in un momento di abbattimento, si sfoga con post pubblici? Del resto, si scrive di qualunque cosa, ci sembrerebbe assurdo non trovare commenti su un fatto così importante.

PRO: uno sfogo, un grido di dolore, a volte può servire: uno dei vostri amici vi legge e vi propone una birra o una cena, per cambiare aria e iniziare a stare meglio.

CONTRO: alla lunga si diventa molesti. Tutti abbiamo momenti no, leggere ogni 4 ore i vostri patimenti di cuore alla lunga porterà le persone a pensare che siate persone lamentose e pesanti. Inoltre, la maggior parte delle volte, i post sono criptici – li capiscono solo le persone a voi più vicine – e provocano quella sequela di commenti inutili che ormai abbiamo imparato a conoscere (esempi: “cosa è successo?” – “c’è qualcosa che non va?” – “non capisco… cosa succede!” ecc…).

7. Passare meno tempo su Facebook

L’avevamo già detto sopra, ma lo riconfermiamo: tra le pagine di Facebook non troverete la soluzione, ma rischierete solo di essere vittime della morbosa curiosità. Qui pareggiamo il conteggio dei PRO e CONTRO, descrivendo solo i vantaggi che arriveranno dalla scelta positiva.

PRO: siete troppo affranti per mettere il muso fuori di casa? È giusto, avete ragione. State tra le vostre accoglienti quattro mura e guardatevi un film, leggete dei libri, cucinate e mangiate tutto senza freni inibitori. Potete fare tutto quello che volete. Se invece ve la sentite, uscite, fatevi delle lunghe passeggiate, andate a far compere, incontratevi con gli amici e riprendete in mano tutti gli hobby e le passioni che nell’ultimo tempo avevano trovato poco spazio. Divertitevi!

8. Siate voi stessi su Facebook

Come ultimo consiglio, un avvertimento che vale sempre, non solo in questi casi. Anche in questo caso, ci sono solo PRO!

PRO: potrebbe essere che abbiate un abbassamento della vostra autostima in questo periodo; potrebbe anche essere che pensiate sia finita perché siete fatti male. Non è difficile quindi pensare che potreste avere voglia di vendervi in modo diverso, per far vedere a tutti che vi siete ripresi in fretta e che avete addirittura migliorato i difetti del vostro carattere. Se questa è la realtà, siete sulla buona strada per un ritorno a una vita serena. Se non è la verità, non riuscirete a reggere il bluff a lungo e quando cadrete, vi farete ancora più male. Cercate di migliorarvi, ma siate voi stessi sempre e comunque!

Prima di lasciarci, tiriamoci su il morale con un “poeta contemporaneo” che ha messo in musica e parole questo delicato argomento: Manuel D’Amore con un hit del 2009, Lasciarsi su Facebook:

Ora non vi rimane che farci sapere cosa ne pensate di questi 8 punti e raccontarci come vi siete comportati in situazioni simili!

5 memorabili Digital PR Epic Win

Nel variegato mondo del marketing quella di intraprendere una campagna di digital PR può essere una decisione vincente quanto catastrofica. Una strategia digitale di successo deve essere concisa e concentrarsi su poche attività chiave per attrarre, coinvolgere e comunicare con i propri clienti, attuali e potenziali.

Dopo avervi proposto la top 5 degli epic fail, ecco il successo di cinque epic win che potranno ispirare la vostra prossima campagna di digital PR.

#1 I tweet tra Manchester-City e AS Roma

Il 30 settembre si è tenuta all’Etihad Stadium la partita di Champions League Manchester City – Roma. Sebbene l’incontro calcistico abbia appassionato i tifosi c’è stato uno scontro ben più interessante a colpi di tweet.

In questo caso le due squadre sono riuscite a far emergere la propria identità mantenendo uno stile ironico, quasi goliardico, tipico delle schermaglie tra tifoserie.

La lezione: ricorda chi sei e a chi ti rivolgi, soprattutto sui social.

#2 Barilla ai mondiali

Quest’anno i mondiali sono stati piuttosto infausti per la nostra nazionale, eppure c’è chi è riuscito, anche in tempi duri, a sfruttare a proprio vantaggio questo evento. Barilla infatti ha diffuso per tutto il periodo della partecipazione della nazionale italiana al mondiale delle  immagini promozionali che raccontavano i diversi momenti della competizione attraverso il prodotto. D’obbligo anche il live twitting delle partite.

L’immagine più efficace forse è stata quella finale della campagna che fa riferimanto a uno dei momenti più clamorosi del mondiale: il morso di Suarez.

La lezione: interagisci in tempo reale.

#3 Kit Kat VS Oreo

Quando Laura Ellen, un’inglese amante del cioccolato, scrisse un tweet in cui dichiarava la sua passione sia per Kit Kat che per i biscotti Oreo non sapeva che avrebbe scatenato un vero e proprio duello tra le due aziende.

Can tell I like chocolate abit too much when I’m following @kitkat and @oreohahahahahah

— LauraEllen (@Laura_ellenxx) March 11, 2013

Due giorni dopo ecco il modo in cui Kit Kat ha lanciato il guanto di sfida alla sua rivale.

 

Oreo ha colto la palla al balzo e ha risposto prontamente e in maniera creativa.

 

La lezione: gioca, l’occasione propizia si presenta solo a chi la sa cogliere. 

#4 La CIA sbarca su Twitter

Il 6 giugno, il giorno del sessantesimo anniversario del D-Day, uno sbarco inaspettato ha colpito l’attenzione di tutto il mondo: quello della CIA su Twitter. Il direttore dell’agenzia di intelligence ha spiegato che fa tutto parte di una strategia di espansione sulle piattaforme social al fine di rapportarsi col pubblico e di fornire informazioni su missioni, storia e altri sviluppi.

Il primo tweet ricalca, intelligentemente diremmo noi, un vero comunicato dell’agenzia. Restando fedele a se stessa la CIA è riuscita a interessare, far sorridere e interagire centinaia di migliaia di americani (ha raggiunto i742.000 follower in pochi mesi)

La lezione: resta fedele a te stesso, ma con un po’ d’ironia.

#5 Chris Hadfield e la vita nello spazio

Vi siete mai chiesti se si può piangere nello spazio? Com’è il cibo per astronauti? E che succede se si prova a strizzare un asciugamano intriso d’acqua a gravità zero? L’astronauta canadese Chris Hadfield ha risposto a tutto questo in un ciclo di video disponibile se YouTube. Il tutto da una location eccezionale: la Stazione Spaziale Internazionale.  Si è creato così un forte legame tra l’astronauta e tutti gli appassionati che seguivano i suoi aggiornamenti. Una bella visibilità per l’Agenzia Spaziale Canadese, cugina meno famosa della NASA, la cui partecipazione alle diverse attività spaziali sulla ISS era rimasta poco nota.

La lezione: raccontare una storia vale più di mille spiegazioni tecniche.

Creatività, tempestività, coerenza sono i punti di forza di queste cinque memorabili campagne di successo. Perché fare Digital PR significa  rispondere, interagire, dialogare in tempo reale. Solo chi osa, nonostante esista il rischio dell’epic fail, riesce a restare nel cuore del proprio pubblico.