Da piccola volevo fare l’astronauta, perché la mia prima Barbie era un’astronauta. Checché ne dica Naomi Klein (a proposito, che fine ha fatto? Ditemelo senza ricorrere a Google – toh, un brand!) il marchio Barbie associato a mestieri & professioni ha avuto ed avrà un ruolo nell’influenzare l’immaginazione delle bimbe sul futuro. Barbie Pasticciera, Insegnante, Ballerina, Dottoressa. Mattel è sempre al passo coi tempi: da qualche mese è disponibile Barbie Imprenditrice – al centro nella foto qui sopra – con tanto di tailleur alla Marissa Mayer, tablet e smartphone.
Qualora Mattel volesse portarsi ancora più avanti e progettare le Barbie del futuro, ecco dei mestieri che non possono mancare all’appello.
Barbie Startupper
Per le bimbe che amano i dolcevita neri alla Steve Jobs, che amano ripetere frasi per rassicurare i VC e già sognano di che colore si compreranno la Maserati quando avranno venduto la propria tech company.
Barbie Digital Guru
Sei un genitore che non sa come staccare la propria figlia da Candy Crush? Prova con la stampa 3D e l’apertura di una fashion boutique alimentata a BitCoin!
Barbie Hipster
Non c’è duckface che tenga per le selfie scattate con una Lomo.
Barbie Art&Copy
Attenzione: l’amore profondo per il font Helvetica non è incluso.
Barbie Fashion Blogger
Ovvero come educare tua figlia a scattare foto solo alla punta dei piedi, lanciare una capsule collection o progettare campagne di digital retail.
DISCLAIMER: Cara Mattel, Inc., questo post è stato concepito nella libertà d’espressione e diritto alla parodia. Ma se il tuo reparto Legal desidera farsi una chiacchiera con noi sul concetto di proprietà intellettuale (o di idee spontanee e non richieste di business development) siamo a tua disposizione! Che poi abbiamo sempre profondamente odiato le Bratz.
Dimenticare l’interruption marketing, accantonare il marketing affermativo e cambiare il concetto di marketing relazionale che (spesso goffamente) hanno cercato di insegnarci le grandi multinazionali, per cedere il passo ad un nuovo fenomeno culturale che sta cambiando i paradigmi dell’advertising. Stiamo parlando dell’Advertising Civile spiegato da Pasquale Diaferia, uno dei più grandi pubblicitari italiani, in occasione del Digital Forum di Milano.
Nuovi scenari, nuovi bisogni da soddisfare
La crisi economica nella quale versa l’economia mondiale (dalla quale non sono esenti nemmeno quelle che erano considerate economie emergenti) ha gettato i consumatori in un clima di pessimismo cronico. Ogni marketer deve affrontare consumatori delusi e disillusi. Più informato e più attento con l’avvento dell’era digitale, ora il consumatore è diventato anche cinico e profondamente deluso dalla pubblicità.
Basti pensare che la band più conosciuta e seguita al mondo siano ancora i Rolling Stones, i cui componenti hanno superato i 70 anni. Neanche gli sportivi funzionano più: come dice Prandelli “30 anni fa gente ricca andava allo stadio per vedere gente povera che tentava di riuscire nella vita. Oggi gente povera va a vedere milionari viziati che spesso si drogano o si dopano”. Una generazione che non ha più santi né eroi cantava Vasco.
Secondo Diaferia l’unico punto di riferimento rimasto in questo momento è l’attuale Papa, uno dei più grandi comunicatori di quest’epoca. L’amministratore delegato della più grande azienda al mondo, con il “logo” con la più grande brand awareness della storia e che ha avuto il coraggio di ammettere che anche la sua azienda ha commesso degli errori. Cosa che, ad esempio, non ha fatto l’AD di BP per le perdite di petrolio nel Golfo del Messico.
In una situazione del genere serve un marketing diverso che aiuti a sconfiggere il radicato pregiudizio grazie al quale la comunicazione viene percepita come qualcosa di dannoso, che “fa male”.
Per una possibile soluzione bisogna ridare credibilità alla comunicazione stessa e non sarà un compito facile. Bisogna ritrovare l’immagine della creatività e della bellezza e riprendere il concetto di “società liquida”descritto da Bauman. Non dobbiamo più avere radici ma ancore con le quali fissarci quando serva ma potendosi rimettere in viaggio agilmente, insomma lo stesso concetto che sovrintende tutta la logica del digitale.
Così si arriva all’advertising civile, la pubblicità che nasce dal basso, che non si basa più sui bisogni creati dal marketing ma sui veri bisogni della gente per riconquistare un rapporto: un vero e proprio fenomeno sociale.
Diaferia è ideatore e promotore di questo nuovo fenomeno sociale chiamato advertising civile e il miglior modo di comprenderlo è analizzare lo spot che ha concepito per Glassing, una piccola azienda che produce occhiali da sole dal sapore vintage, che ha fatto parlare davvero tanto di sé, con a disposizione un budget limitato, ma un grande messaggio.
Dividi et Impera: Glassing e Peppino Impastato
Un giovane attore sconosciuto recita con tono grave versi meravigliosi che parlano di bellezza e lo fa tra palazzi fatiscenti di periferia. Versi che ai più giungono completamente nuovi, dirompenti. Ma lo spot si chiude con una frase: “Da un’esortazione alla bellezza di Peppino Impastato”, qui lo spot.
Pochi euro, passaggi programmati per un mese su Mtv, versi di Peppino Impastato o forse meglio dire la completa “riesumazione” della sua memoria. Già, perchè nel Paese che gli ha dato i natali e fin troppo spesso erige a belli e maledetti i malavitosi, questo giovanissimo giornalista eroe dell’antimafia sembra essere finito nel dimenticatoio.
E’ servito lo spot Glassing per far riaprire il dibattito, fatto prevalentemente accusando lo spot di mercificare il personaggio, ma la figura di Impastato è tornata prepotentemente alla ribalta. L’attore Luca Zingaretti recita durante lo scorso Festival di Sanremo gli stessi versi utilizzati per Glassing e “I Cento Passi” viene trasmesso nuovamente sia su Rai che su Mediaset.
Ecco come confezionare circa 40 milioni di contatti, indirettamente certo, ma siamo pur sempre partiti dallo spot Glassing.
Anche le accuse di mercificazione mosse dalla stessa famiglia Impastato lasciano il posto alla consapevolezza che grazie ad uno spot l’Italia intera conosca meglio la figura di Peppino tanto da prendere il filmato, togliere il brand e utilizzarlo come spot antimafia.
Stavamo parlando di feedback?
Meno Giallo più Rosa: riflettori puntati su Sogliano Cavour
Altro esempio di advertising civile riguarda un piccolissimo paese pugliese, Sogliano Cavour, e una giovane assessore alla cultura priva di budget che vuole portare alla luce il problema del femminicidio e della cultura sessista.
Sono bastati pochi euro ma tanta fantasia e dedizione e con l’ausilio di un semplice nastro (quelli da C.S.I. per intenderci) l’assessore e un paio di amiche hanno circondato quei luoghi “classici” dove si consumano le maggiori diseguaglianze sociali come il bar, la fermata dell’autobus ricettacolo di pericoli non appena fa buio, la stessa sala del consiglio comunale.
Il risultato è stata una rassegna stampa infinita che ha travalicato il confine pugliese, la campagna viene iscritta al premio Immagini Amiche e premiata a marzo a Venezia.
00Roberta LeoneRoberta Leone2014-10-08 13:00:152014-10-08 13:00:15Advertising Civile: quando la pubblicità fa cultura partendo dal basso [REPORT]
Era il 1971 quando una studentessa di grafica realizzava sotto richiesta di Phil Knight uno dei più famosi marchi astratti di sempre, lo swoosh, il noto “baffo” della Nike per intenderci. Carolyn Davidson allora fu ricompensata con trentacinque dollari, una cifra incredibilmente irrisoria visto il grande successo che l’azienda ha ottenuto negli anni grazie anche al marchio disegnato dalla Davidson.
A onor del vero la designer venne successivamente ricompensata del suo lavoro con un pacchetto di azioni e un anello di diamanti a forma di swoosh, a conti fatti non le è andata certo male.
Il mestiere del designer e del creativo ha subìto molte sregolatezze negli anni, non ultimo il caso del bando indotto dal comune di Napoli in estate. Facciamo chiarezza.
Il bando proposto dal comune di Napoli
Lo scorso 25 luglio il comune di Napoli indice un concorso per l’ideazione dell’immagine coordinata da utilizzare nelle campagne di comunicazione turistica. Il concorso è aperto a professionisti, studenti e semplici cittadini. Il bando richiede sostanzialmente l’ideazione e creazione di un’immagine coordinata di Napoli dove viene chiaramente specificato che la procedura non è onerosa.
Non è la prima volta che accade infatti poco tempo prima il comune di Napoli aveva indotto un bando per la Notte Bianca del Vomero anch’esso a titolo gratuito. Il ragionamento del committente è chiaro. Non è prevista alcuna retribuzione ma le proposte selezionate saranno pubblicate su un apposito catalogo, il solito lavoro che non paga se non con la visibilità a dimostrazione del basso valore che viene dato al mestiere del graphic designer in Italia.
La protesta
Già pochi giorni dopo la pubblicazione del bando AIAP insieme a ADCI, ADI e TP pubblica una lettera aperta destinandola alla direzione centrale cultura, sport e turismo del comune di Napoli scrivendo quanto segue:
“il fatto che non sia stato previsto né un premio né un rimborso spese per i partecipanti è un fatto talmente grave che ci impone di richiedere agli associati di non partecipare”.
Nella lettera si continua sottolineando come questa prassi si stia diffondendo a macchia d’olio anche tra le pubbliche amministrazioni che svalorizzano il ruolo del creativo e la sua professione, citando addirittura la legge 4/2013 – disposizioni in materia di professioni non organizzate e l’Art.36 della Costituzione (“il lavoratore ha diritto ad un retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa”).
Dalla piazza ai social media: la campagna della X
È noto a tutti il ruolo della piazza come simbolo della protesta ma come succede da molto tempo a questa parte è il web e in particolare i social media ad avere il ruolo principale in questa specifica protesta. Infatti è il 23 settembre, data di scadenza del concorso, quando Facebook viene popolata da molte X nere su fondo bianco con le parole: ecco la mia proposta per il concorso indotto dal comune di Napoli.
Si tratta di una campagna promossa sulla pagina Facebook dalla delegazione Campania AIAP con il nome Moltiplicare X cambiare che ha riunito molti creativi e non solo che hanno iniziato a creare scherzi visuali, risposte e declinazione del logo originale della città di Napoli creando un’incredibile viralità.
La protesta promossa da AIAP Campania in “Piazza Social Network” probabilmente non servirà a cambiare le carte in tavola ma almeno potrà far rivedere il modo in cui viene visto il lavoro del grafico da parte delle pubbliche amministrazioni e da qualsiasi altro ente che promuova un bando simile.
00Federico GambinaFederico Gambina2014-10-07 17:58:092014-10-07 17:58:09La protesta bianca dei designer per difendere il diritto alla giusta retribuzione
Si è parlato molto della sperimentazione su Twitter del Buy Button, per ora solo negli States. Qualche mese fa anche Facebook ha concesso agli utenti statunitensi la possibilità di provare il processo d’acquisto direttamente dalle proprie timeline, permettendo agli inserzionisti di inserire il tasto Compra Ora nei loro annunci. La novità che i due principali social network stano sperimentando si può sintetizzare in una modalità di acquisto semplificato, senza lasciare il sito su cui si sta navigando, utilizzando i dati relativi al pagamento e alla spedizione salvati in precedenza. La funzionalità del Compra Ora apre nuove prospettive nel Social Commerce.
Mosse strategiche, rumors e prospettive future
Il primo esperimento di vendita di Facebook risale al 2012, quando un tasto Compra rimandava al sito del rivenditore; lo scorso anno fu poi introdotto un simile pulsante per permettere di effettuare delle donazioni benefiche. Quest’anno è arrivata la sperimentazione del nuovo tasto che permette l’acquisto direttamente nel post sponsorizzato.
Twitter si è mossa poco dopo la società di Zuckemberg acquisendo la startup CardSpring, specializzata in pagamenti elettronici. I rumors dell’imminente aggiunta del tasto per gli acquisti si erano susseguiti e sono stati recentemente confermati dall’annuncio dell’azienda.
Oltre al video sul canale Youtube dell’azienda in questi giorni Twitter ha avvisato gli utenti dei cambi dei Termini di Servizio e dell’Informativa sulla Privacy per adattarli al nuovo servizio di vendita, una mossa che fa pensare che il tasto per gli acquisti sarà presto disponibile per tutti.
L’evoluzione del Social Commerce
La possibilità di effettuare acquisti direttamente dalle bacheche dei vari social promette di rivoluzionare le dinamiche di vendita e le nostre abitudini d’acquisto; l’evoluzione del commercio online si muoverà sempre più nel solco tracciato dalle tesi del Cluetrain Manifesto: i mercati sono conversazioni. Il segreto del successo delle aziende sarà sempre più legato alla capacità di saper ascoltare i nostri dialoghi, le nostre idee e le opinioni. Chi sarà in grado di interagire con noi sarà automaticamente premiato con la nostra fiducia e i nostri acquisti!
Le tipologie di vendita online di prodotti e servizi si sono differenziate molto negli anni: dalle vetrine dei siti web aziendali alle aste di Ebay, dai superstore della rete come Amazon alle nicchie di mercato, dai negozi di musica e app (Apple Store e Play Store) alle vendite in-app.
Anche il Social Commerce si sta evolvendo con il web: dalla possibilità di lasciare feedback e recensioni si sta sempre più andando nella direzione che porta al dialogo con i produttori per avere prodotti customizzati che permettano di soddisfare i nostri bisogni. Per venire incontro alle mutate abitudini d’acquisto del nuovo potenziale mercato globale si adattano la comunicazione, la distribuzione ed i prezzi. Anche i prodotti e i servizi vengono personalizzati per le varie aree geografiche e, quando possibile, per le esigenze di ogni singolo consumatore.
I vantaggi del Compra Ora
Con l’acquisto diretto dalla piattaforma social ci saranno vantaggi per tutti: il sito che ospita, l’inserzionista e l’acquirente.
I gestori del social network vedranno aumentare i ricavi dalle inserzioni pubblicitarie che, permettendo di concludere l’acquisto in maniera rapida, diventeranno più efficaci e quindi più appetibili per gli inserzionisti. La pubblicità tramite i social potrebbe fare quel salto di qualità che potrebbe portare a mettere in discussione la quota di mercato di Google Adwords.
Gli inserzionisti avranno a disposizione un partner affidabile che gli consentirà di profilare il target giusto delle proprie campagne; avranno inoltre la possibilità di misurare in maniera molto più accurata le conversioni e il ROI delle loro attività.
Il consumatore potrà ora acquistare prodotti in maniera più semplice ed immediata e tutto il processo sarà garantito dalla piattaforma social, come già accade per Amazon ed Ebay. Molti di noi ripongono in Facebook & co. molta più fiducia di quella che non meriterebbero se spulciassimo le loro normative sulla privacy…
Quindi il Compra Ora nei social rappresenta un sistema win-win che porterebbe vantaggi a tutti… tranne che al conto corrente dell’utente social dall’acquisto compulsivo.
00Rocco IannalfoRocco Iannalfo2014-10-07 17:12:182014-10-07 17:12:18Il Social Commerce si evolve con l'introduzione del tasto "Compra Ora"
***Attenzione questo post potrebbe contenere spoiler sulla serie TV Breaking Bad.***
E’ bastata una piccola citazione in una puntata di Breaking Bad per il Belize Tourism Board per sfruttare l’occasione ed implementare una strategia di marketing turistico intelligentissima. Saul Goodman, l’avvocato penalista di Walter White, pensa bene di suggerire al brillante chimico di mandare qualcuno all’altro mondo con la frase: “Send him on a trip to Belize”. E da allora nella serie “mandare qualcuno in Belize” ha assunto un significato tutt’altro che felice.
Il Belize Tourism Board non ha avuto esitazioni. Ha invitato tutto il cast per una vacanza in Belize con una lettera via Twitter, il posto giusto per rilassarsi dopo le estenuanti riprese dell’ultima stagione. Alyssa Carnegie, la direttrice marketing di BTB, ha ammesso di aver colto questa occasione come un’opportunità, a dispetto di molti che avrebbero, invece, colto la citazione come un’infamia.
Nella lettera si precisa che l’invito è esteso a tutto il cast. In Belize ci si può divertire perché c’è davvero tutto quanto si possa desiderare: il Blue Hole per Walt, il pesce viola per Marie, la geologia per Hank, ottima musica e gente sempre molto ospitale per Jesse, una deliziosa colazione per Walt Jr., location bellissime per nuotare per Skyler, abiti colorati per Saul.
Da una frase eufemistica per celare un omicidio ad una vacanza extra lusso in Belize, il salto è stato breve. Insomma, non è importante come se ne parli, ma basta che se ne parli. E’ anche questo il “potere” del Marketing Turistico.
Se state realmente pensando di andare in vacanza in Belize, vi invitiamo a visitare l’interessantissimo e curato sito del Belize Tourism Board: strategie comunicative molto acute, non c’è che dire.
00Miko ReiMiko Rei2014-10-07 15:30:252014-10-07 15:30:25Caro cast di Breaking Bad, perché non vieni in vacanza in Belize?
Vivere lo stesso momento per 8 volte nell’arco della stessa giornata, in differenti luoghi: è la sfida che Citizen Watches ha lanciato ad un fotografo, Simon Roberts. “Chasing Horizons” è il mini-documentario che è nato da questa corsa contro il tempo.
Una delle maggiori funzionalità dell’orologio pubblicizzato, Eco-Drive Satellite Wave F100, è quella di determinare il fuso orario nel quale ci si trova e aggiornarsi nell’arco di 3 secondi.
Questa precisione ha permesso a Roberts di scattare i 24 tramonti esattamente alla stessa ora, le 18:30.
Curiosi di sapere come ciò è stato fisicamente possibile? L’aereo ha volato in direzione opposta al movimento terrestre all’esatta latitudine di 80 gradi, il punto in cui la Terra si muove alla minima velocità di 289,95 km/h.
00Elena Silvi MarchiniElena Silvi Marchini2014-10-07 13:50:032014-10-07 13:50:03Citizen Watches sfida il sole: 24 tramonti in 8 ore [VIDEO]
Leica è uno dei marchi della fotografia più conosciuti e importanti al mondo. Per festeggiare il suo centesimo anniversario, il brand tedesco ha realizzato “100“, un video che ripropone in movimento 35 famose foto degli ultimi decenni.
Immagini di grande impatto accompagnate da un voiceover altrattanto riuscito:
Cento anni fa qualcosa ha cambiato drasticamente il corso della fotografia: fu realizzata la prima Leica. Naturalmente potreste dire: “Ehi, molte di queste foto non sono state nemmeno scattate con una Leica. Ma permettetemi di dissentire. Leica ha portato la macchina fotografica fuori dallo studio portandola nella vita vera. Immagini realizzate di nascosto. Istantanee. Eravamo in grado di vedere, sentire, annusare migliaia di momenti. È diventata un’estensione dell’occhio del fotografo. Gioia, dolore, cose ordinarie, paura, sconfitti, vincitori, miseria. La guerra da dentro. Un’immagine che contamina le altre. Metastasi. Le immagini più iconiche nella storia, anche quelle non scattate con una Leica, sono state scattate grazie a Leica. Non abbiamo inventato al fotografia. Ma abbiamo inventato… la fotografia.
Ecco la lista degli scatti ricreati nel bellissimo video di Leica:
“Raising the Flag on Iwo Jima” di Joe Rosenthal
“Buzz Aldrin on the Moon (of the Apollo 11 mission)” di Neil Armstrong/NASA
“Migrant Mother” di Dorothea Lange
“Le Baiser de l’hôtel de ville” di Robert Doisneau
“Rue Mouffetard, Paris (1954)” di Henri Cartier-Bresson
“Behind the Gare St. Lazare” di Henri Cartier-Bresson
“Muslim women on the slopes of Hari Parbal Hill” di Henri Cartier-Bresson
“Phan Thi Kim Phúc” di Nick Ut
“Sanaa, Yemen” di Samuel Aranda
“General Nguyen Ngoc Loan executing a Viet Cong prisoner in Saigon” di Eddie Adams
“Flower Power” di Bernie Boston
“Quang Duc self-immolation” di Malcolm Browne
“Unknown Rebel of Tiananmen Square” di Jeff Widener
“Portrait of Che Guevara” di Alberto Korda
“Identical Twins, Roselle, New Jersey (1967)” di Diane Arbus
“Segregated Water Fountains” di Elliot Erwitt
“John Lennon and Yoko Ono” di Annie Leibovitz
“Girl With Leica” di Alexander Rodchenko
“Self Portrait with Wife & Models, Paris (1980)” di Helmut Newton
“Seine-Maritime, Dieppe” di Henri Cartier-Bresson
“Falling Soldier” di Robert Capa
“The Photojournalist” di Andreas Feininger
“Weeping for FDR” e “Graham Jackson with Accordion” di Ed Clark
“Rodeo, NYC” (1955/56) di Robert Frank
“Man with Book in Mouth” di Jeff Memelstein
“The Troubles” di Hanns-Jörg Anders
“V-J Day in Times Square, New York (1945)” di Alfred Eisenstaedt
“La Piete Araba” di Samuel Aranda
“Gun 1” di William Klein
“Flower Child” di Marc Riboud
“Self-immolation of Thích Guảng Dức” di Malcolm Browne
“El Morroco, New York (1955)” di Garry Winogrand
“Wenceslas Square, Prague (1968)” di Josef Koudelka
“California (1955)” di Elliot Erwitt
“India, Kashmir, Srinagar (1948)” di Henri Cartier-Bresson
00Elena Silvi MarchiniElena Silvi Marchini2014-10-07 11:20:212014-10-07 11:20:21Leica "100" ricrea 35 iconiche fotografie per il suo centenario [VIDEO]
La corretta gestione delle risorse umane per un’azienda costituisce sempre un ostacolo di difficile superamento. In un’epoca in cui la produttività è tutto, impiegati e collaboratori sono spinti, specie in attività dalla forte connotazione creativa, a dare sempre il massimo comprimendo tempi e costi di produzione Eppure si sta affermando la convinzione che un impiegato felice, la cui vita fuori dal contesto lavorativo sia piena ed appagante, sia assai più remunerativo ed operoso di un suo parigrado posto sotto regimi di lavoro intensivi.
Quello che mostriamo oggi è un esempio in cui l’ingegno di un’azienda si pone al servizio dei suoi dipendenti, riuscendo allo stesso tempo nell’integrazione di quella stessa azienda all’interno di una comunità, con un possibile ROI (return of investment N.d.R) di natura esponenziale.
Vi parleremo quindi della Heldergoren, della sua sede ad Amsterdam e della sua trasformazione a partire dalle 18.00 nei giorni feriali e nei week-end quando l’ufficio esce letteralmente di scena per far posto a qualsiasi cosa si voglia fare!
Il video che abbiamo appena visto ci mostra come scrivanie e postazioni di lavoro, al termine della giornata, spariscano, attraverso sistemi di sollevamento tipici delle produzioni teatrali, trasformando lo spazio in un vero e proprio centro ricreativo a disposizione di tutti.
Quella che può di primo acchito sembrare una semplice soluzione di design è in realtà l’applicazione di una innovativa politica aziendale volta al cambiamento dei rapporti di lavoro coi dipendenti dello studio da un lato, e dall’altro una soluzione di marketing per il miglioramento dell’engagement con l’utenza.
Sander Veenendaal, direttore creativo della Heldergroen, ha dichiarato:
Pensiamo che una soluzione come questa renda più semplice lavorare qui. Sai quando è tempo di rilassarsi o fare qualcosa che possa ispirarti. Heldergroen fa si che si possa sviluppare cultura invece che affari in senso stretto. Connettere le persone la tuo brand può solo farti crescere, e fare qualcosa che costituisca attività culturale favorisce questa connessione.
In queste dichiarazioni è possibile individuare i concept che hanno fatto da ispirazione per questa soluzione, proviamo a vedere nel concreto che tipo di impatto possono avere nelle due direzioni.
Il rapporto con l’interno. Compartimentare spazi e tempi lavorativi lasciando margine al tempo dedicato a sé stessi
Ambienti asettici, a celle, senza zone svago, sono studiati per ridurre al minimo la dispersione e concepiti affinché non si instaurino dinamiche sociali, di modo che ogni membro dello staff possa solo dedicarsi ai propri compiti.
Questo approccio che ricorda più gli allevamenti intensivi di bestiame che la gestione di risorse umane, è stato messo in discussione da aziende come Google o Apple, che hanno fatto delle proprie sedi dei luoghi in cui i confini tra ambiente di lavoro e ambiente ricreativo siano molto labili.
Si è ritenuto infatti, e a buona ragione, che un ambiente a misura di dipendente favorisca il suo benessere interiore, aumentando il piacere nel trovarsi sul luogo di lavoro ed aumentando così la produttività in maniera sana, abbassando i livelli di stress. Favorire la socializzazione sul lavoro rende quel gruppo di lavoro più unito, capace di assorbire carichi di lavoro maggiori, lo rende dinamico e reattivo.
Heldergroen in questo caso propone un approccio identico nelle premesse ma diverso negli effetti. Uno dei punti di debolezza di un ambiente dai confini variabili è quello di creare dispersione in termini di attenzione. Non tutti sono in grado di gestire in modo autonomo scadenze ed orari di lavoro al fine di incrementare la propria efficacia.
Sapere che alle 18:00 le postazioni scompaiono è un modo attraverso il quale possiamo gestire con certezza e precisione le nostre attività lavorative, moderare la stanchezza, pur nel rispetto e nella concezione che un dipendente che nutre interessi ed attività al di fuori del lavoro è assai più redditizio, a medio lungo termine, di un suo parigrado che si dedichi h24 alle proprie mansioni.
Se da un lato si rispetta l’identità del collaboratore e lo si aiuta a considerare il proprio ufficio come un ambiente in cui si possono fare cose piacevoli oltre ad avere incombenze e responsabilità, dall’altro una divisione netta dei due piani costruisce una serie di paletti nella corretta gestione dei tempi e delle risorse.
Il rapporto con l’esterno. La costruzione di una brand reputation e l’inserimento nella comunità
Tutti noi Ninja insistiamo, con ostinazione, nel suggerire a tutti i professionisti del settore di studiare strategie di marketing che siano coinvolgenti, che non guardino alla clientela come un portafogli ma come ad una comunità da legare a sé al fine di generare contenuto e plusvalore oltre che profitto.
Non è un mero approccio etico all’economia, è il frutto della consapevolezza che più un brand si ancora al suo pubblico in maniera sana e presente, maggiori sono le possibilità di incrementare quel profitto.
In questo senso Heldergroen con i suoi uffici a scomparsa cerca di abbattere quel muro (metaforico e fisico) di diffidenza tra azienda e pubblico. Fornire uno spazio gratuito nel quale dare luogo ad attività ricreative gratuite aiuta ad instaurare un rapporto di intimità tra territorio e business.
E’ uno scambio duale che porta vantaggi da ambo le parti:
Chi vive quel territorio ha la possibilità di conoscere azienda e lavoratori di quell’azienda fuori dal contesto formale, in uno spazio neutro privo di diffidenze e preconcetti, il tutto senza che si disperda l’identità di brand. Il pubblico sa chi sei nel modo più naturale possibile e si informa su quello che fai senza l’impressione che gli si voglia vendere qualcosa in quella interazione.
Chi lavora in quegli uffici ha la possibilità di comprendere il contesto nel quale opera, adattare se stesso e anche le specifiche lavorative in favore delle esigenze di cui viene a conoscenza. Attività ricreative all’interno di un luogo di lavoro possono diventare ricerche di mercato a costo zero.
A quanto appena detto può essere aggiunto anche un altro fattore di incidenze in positivo nella scelta di Heldergoren di trasformare i propri uffici in spazi gratuiti per la comunità.
Se consideriamo la vivibilità e la vitalità di un quartiere in relazione agli esercizi presenti, un ufficio, di norma, abbassa il valore dello stesso. Sono attività diurne che non si aprono al quartiere, che non lo vivono e che “esistono” sono nei giorni feriali.
Trasformare quello spazio aziendale in uno spazio volto al pubblico rende l’azienda parte integrante della vita di quel quartiere, ne accresce il valore e rende l’azienda parte attiva della vita di tutti i giorni. Nel creare la propria comunità (di clienti) il brand quindi diventa membro attivo di quella comunità, aumentando quindi la propria reputazione e la percezione di se stessa agli occhi degli altri.
00Hikari-KunHikari-Kun2014-10-07 11:00:422014-10-07 11:00:42Alle 18:00 tutti fuori! Gli uffici della Heldergroen spariscono di scena
Probabilmente avrete già sentito parlare di Yo!, l’applicazione tanto divertente, quanto apparentemente inutile, che aveva spopolato all’inizio dell’estate. Se avevate già scaricato Yo! sarete contenti di sapere che è arrivata la versione alcolica: Beer?!
Un’ottima idea se a metà pomeriggio vi viene in mente di invitare qualche amico per una bevuta in compagnia. Baster inviargli un Beer?! 😀
Tenete conto, però, che per mettervi d’accordo per i dettagli dovrete ricorrere alle chat classiche. L’applicazione infatti è in grado solamente di inviare il messaggio standard.
Beer?! è stata creata da due pubblicitari brasiliani, Raphael Franzini e Guga Ketzer.
“Secondo noi inviare Yo! era divertente ma aveva poco senso, mentre Beer?! oltre al lato ludico, ha una componente più pratica, che può essere usata tra amici per organizzare le uscite dell’ultimo momento”.
Il funzionamento è ovviamente intuitivo e facilissimo: l’unica cosa da fare è quello di selezionare il nome dell’amico dalla lista dei contatti iscritti all’applicazione, e inviargli appunto un Beer?!
Beer?! conta più di 10.000 utenti per una media di 20 Beer?! al giorno inviati.
Un aspetto interessante è la possibilità di rendere globale quest’app. Se ad esempio un’amico che si geolocalizza in Inghilterra, vi invia un Beer?! e voi in quel momento vi trovate a Lisbona, riceverete automaticamente la versione portoghese Breja?!
Per gli appassionati di questo tipo di app (e della serie tv “Game of Thrones”) segnaliamo anche Hodor. Indovinate in cosa consiste…
00Valeria CastelliValeria Castelli2014-10-07 10:30:012014-10-07 10:30:01Beer?! È nato il nuovo Yo! alcolico
In un periodo così difficile è sempre bello ascoltare storie di successo, vero? Quella di MailUp è una di queste e avremo modo di ascoltarla mercoledì 8 ottobre a Milano in occasione dell’Investor Day.
Costituita nel 2002 per iniziativa di 5 soci fondatori, MailUp S.p.A ha sede a Milano e Cremona e opera sia nel mercato nazionale sia in quello internazionale tramite la controllata MailUp Inc. di San Francisco. Oggi MailUp è la soluzione per l’invio di email e SMS più usata in Italia.
Dopo la quotazione in borsa, avvenuta lo scorso luglio, MailUp organizza un evento dedicato alla comunità di investitori, partner e stakeholder per presentare i risultati del semestre e poi, a seguire, proporre un dibattito culturale su un tema di interesse imprenditoriale. Il tema di questa edizione è “Quale modello di sviluppo per le PMI italiane di eccellenza Made in Italy?“.
Partecipano imprenditori e professionisti del settore, ma l’invito è aperto a tutta la community dei professionisti del marketing digitale che possono essere interessati a seguire l’avventura di MailUp e il dibattito che farà da collante dell’evento.
Oltre a Matteo Monfredini e Nazzareno Gorni (rispettivamente Presidente e CEO di MailUp), intervengono Carlo Giordano (co-fondatore e CEO di Immobiliare.it), Claudio Berretti (Direttore Generale di TIP, investitore in Eataly e Moncler), Paolo Cereda (co-fondatore e CMO di 7Pixel), Peter Gomez (co-fondatore de Il Fatto Quotidiano e direttore de ilfattoquotidiano.it). Modera la tavola rotonda Luca Pierazzi (co-fondatore e Managing Partner, Advance Advisor).