Facebook contro lo spam sul nostro News Feed

foto su facebook

Fin dalla presentazione del nuovo News Feed dell’anno scorso – che ha aspettato un anno e subito alcuni cambiamenti prima di diventare pubblico – Facebook ha dichiarato di volersi impegnare affinché i contenuti che raggiungono gli utenti siano rilevanti.

Chiaramente Facebook non ha il controllo di ciò che condividono i nostri amici o le pagine che seguiamo, ma esistono tendenze che portano ad uno svilimento della qualità dei contenuti nei feed, ed è qui che gli sviluppatori hanno deciso di metter mano. Stiamo parlando di quei contenuti che potremmo definire come spam e che cercano di ottenere un engagement maggiore attraverso l’uso di alcuni trucchetti.

Sul blog ufficiale gli sviluppatori suddividono questi contenuti in tre categorie:

1 – Esche di “Mi piace”

Si tratta di quei post che chiedono esplicitamente di mettere Mi piace, condividere o commentare. Nonostante molti utenti stiano al gioco, molto sono anche consapevoli del fatto che questi post siano spesso irrilevanti (il che ha anche del paradossale).

Con alcuni cambiamenti agli algoritmi, il News Feed farà in modo che questi contenuti vengano messi in secondo piano. Questo cambiamento non andrà ad intaccare pagine che vogliono genuinamente far nascere discussioni, ma si concentrerà soprattutto su quelle che postano simili contenuti con un’alta frequenza.

spam su facebook

2 – Contenuti che ricircolano

Molte volte un contenuto che ha ottenuto un buon apprezzamento viene ripubblicato dagli amministratori di alcune pagine. Questo, a lungo andare, fa perdere fiducia in quella pagina e fa venire meno la qualità del post; per questo Facebook cercherà anche di controllare ciò che viene pubblicato più volte e di diminuire la visibilità delle pagine che insistono in questa direzione.

3 – Link ingannevoli

Alcuni post incoraggiano a cliccare su un link per arrivare ad una pagina di approfondimento del contenuto esterna a Facebook; spesso, però, si finisce su una pagina piena di pubblicità e banner.

Misurando quanto frequentemente le persone cliccano Mi piace sul post originale dopo aver cliccato il link, Facebook è in grado di riconoscere se quel link ha effettivamente giovato all’utente che vi ha cliccato o se nasconde un secondo fine. Questi post verranno nascosti in modo che gli utenti avranno più fiducia in chi offre contenuti esterni a Facebook e non li ignoreranno per paura di imbattersi in inganni.

Nonostante noi tutti sappiamo che non è colpa di Facebook se questi contenuti ottengono visibilità, il malcontento causato da questi ricade inevitabilmente sul social network poiché gli utenti tendono ad associarli alla piattaforma su cui li trovano. Per questo motivo gli sviluppatori hanno deciso di agire nei confronti di queste tendenze a difesa degli utenti e del loro feed.

Digital Strategy e Social Media Communication: l'esperienza del Master della Ninja Academy

Digital Strategy e Social Media Communication: l'esperienza del Ninja Master Online

Digital Strategy e Social Media Communication: l'esperienza del Master della Ninja Academy

Si è concluso da poco il Ninja Master online in Digital Strategy e Social Media Communication. Un programma fitto di lezioni che, da più punti di vista, hanno affrontato trasversalmente l’importante tema delle scelte strategiche ed operative che ogni business deve intraprendere per il successo online.

In questo post potrete avere una panoramica dei contenuti proposti e delle case histories analizzate. Vi siete chiesti quali fossero gli argomenti nel dettaglio, quali le metodologie didattiche adottate? Continuate a leggere ad avrete tutte le risposte 🙂

8 moduli con docenti d’eccezione!

Il Master ha debuttato con il corso in Web Marketing di Miriam Bertoli. Come costruire un piano di marketing digitale: questo il tema del primo modulo del Master in Digital Strategy e Social Media Communication. L’importanza dell’analisi preliminare, della misurazione e della definizione degli obiettivi per la scelta dei contenuti da distribuire ha costituito il filo conduttore di questo corso, perfetta anticipazione dei corsi a seguire.

Ha raccolto la staffetta Giovanni Cappellotto con il suo modulo dedicato a come progettare e gestire uno store online. Anche in questo caso si è dedicato ampio spazio al momento di analisi del modello di business, così come al funzionamento di importanti strumenti come il Business Plan. Particolare attenzione è stata rivolta all’analisi delle diverse piattaforme disponibili per e-commerce e alle strategie operative per affrontare con consapevolezza tutti gli aspetti finanziari e tecnici di uno store online.

Digital Strategy e Social Media Communication: l’esperienza del Master della Ninja Academy

A seguire si è parlato di Performance Marketing, e di come produrre risultati di acquisizione e vendita attraverso il digital, assieme ad Alessio Semoli. Leve, Web Analytics e Network di affiliazione sono state le tre macro aree affrontate: dall’analisi di una campagna attraverso le giuste metriche, sino all’impostazione di una offerta nei network per dare visibilità al proprio business.

Con Gianluca Diegoli abbiamo affrontato l’area del Social Media Marketing, cercando di capire come usare i social media quali strumento di relazione e di vendita. Partendo dall’analisi dell’audience, degli strumenti e delle metodologie a disposizione, passando per la definizione degli obiettivi, per creare engagement tramite la diffusione di contenuti nati da una precisa content strategy.

A seguire è stato il modulo di SEO & SEM: come sfruttare i motori di ricerca come strumento di marketing è stato l’argomento principe delle lezioni di Davide Pozzi e Gianpaolo Lorusso. Tutti gli aspetti che caratterizzano una buona strategia di SEO sono stati illustrati, parallelamente alla spiegazione del funzionamento degli algoritmi di Google, e non sono mancate nemmeno tante utilissime informazioni per costruire e misurare campagne di Search Engine Advertising.

Digital Strategy e Social Media Communication: l’esperienza del Master della Ninja Academy

Con Simone Tornabene siamo tornati a parlare di contenuti nel modulo “Content Marketing – Come pianificare e progettare contenuti digitali“. Il corso si  è sviluppato attorno all’analisi di una buona Content Strategy e dei diversi tipi di contenuti, da quelli a servizio del brand a quelli co-creati.

Digital PR, come gestire le relazioni online con gli influencer della Rete, è stato il tema affrontato da Marco Massarotto, per aiutare gli studenti a capire come conoscere, gestire e monitorare la reputazione online, in una panoramica che va dalle attività di Digital PR al Crisis Management.

Il Master si è chiuso in bellezza con Fabio Lalli, che ha parlato di come integrare il mobile nella propria strategia di marketing. Un argomento attuale e che ha appassionato molto i partecipanti.

La Ninja Digital Factory: imparare progettando!

30 studenti del Master hanno scelto l’opzione della Ninja Digital Factory, un percorso a numero chiuso che ha visto i partecipanti cimentarsi nella realizzazione di un progetto reale di marketing digitale, mettendo immediatamente in pratica le nozioni acquisite. I partecipanti, divisi in team di lavoro, si sono infine “sfidati” in un esame finale presentando i loro progetti con un pitch di 20 minuti.

I vincitori sono stati il team del progetto A.I.M. – All Italian Museums, un portale di rivalutazione dei beni museali e culturali del nostro Paese, e il team di SunBooking, , un sito-applicazione grazie al quale poter prenotare comodamente lettino e ombrellone nelle zone balneari di tutta Italia. Se volete saperne di più, leggete  l’intervista ai due team.

I seminari di approfondimento

Ma non è finita qui, perché i partecipanti hanno preso parte durante il Master a numerosi Seminari di approfondimento che hanno potuto rendere ancora più completa la loro esperienza:

  • Web Design, con Federica Pecoraro
  • Display ADV, con Luca Scarselletta
  • Legal, con Claudio Partessotti
  • Facebook ADV, con Lorenzo Viscanti
  • Viral DNA, con Mirko Pallera
  • Youtube, con Umberto Lisiero
  • Email Marketing, con Marco Massara
  • Online Crisis Mangement, con Daniele Chieffi
  • Nuovi Professionisti del Web, con Giulio Xhaet

Il Ninja Master Online ha permesso ai partecipanti di acquisire le competenze necessarie e complete per progettare e attivare la presenza di un Brand in ambiente digitale.

Le lezioni degli 8 moduli hanno toccato tutte le tematiche principali del marketing e della comunicazione digitale, cercando di rispondere al meglio alle seguenti domande:

  • Come si implementa un Piano di Marketing Digitale?
  • Come si progetta una Social Media Strategy?
  • Quanto sono importanti, in una strategia, i contenuti?
  • Come si analizzano le performance digitali e quali gli obiettivi misurabili (KPI)?
  • Come migliorare il proprio Ritorno sugli Investimenti sul digital?
  • Qual è l’impatto sul business di una strategia di Mobile Marketing?

 Cosa ne pensano gli studenti

Anche per questo Master la Ninja Academy ha attivato un gruppo su Facebook dove gli studenti hanno potuto quotidianamente confrontarsi tra loro e con i docenti del Master. Il gruppo si è rivelato un’occasione per approfondire gli argomenti dei diversi moduli, prendere spunto da esempi proposti dagli studenti stessi e raccogliere domande.

Il gruppo su Facebook è stato insomma il laboratorio pratico e creativo del Master, permettendo agli studenti di vivere questa esperienza con lo stesso entusiasmo di chi frequenta un corso in aula e ha il piacere di far rete con professionisti del suo settore. Insomma, quello che accade normalmente tra colleghi di università, incluso organizzare una Ninja Pizza in quei di Milano!

Vi riportiamo qui alcune delle tante positive impressioni degli studenti sul corso, che forse vi daranno l’idea del clima instaurato all’interno del gruppo:

Digital Strategy e Social Media Communication: l'esperienza del Master della Ninja Academy

Digital Strategy e Social Media Communication: l'esperienza del Master della Ninja Academy

Digital Strategy e Social Media Communication: l'esperienza del Master della Ninja Academy

Digital Strategy e Social Media Communication: l'esperienza del Master della Ninja Academy

Aneddoti per i Ninja curiosi

Confronto, collaborazione e tanta voglia di imparare: tutti coloro che hanno partecipato hanno apportato davvero una ventata di energia che ha coinvolto anche i nostri docenti.

Molti hanno presentato dei casi studio provenienti dalle loro attività chiedendo consigli, ricevendo riscontri utili e professionali. Durante il corso Ninja Academy è nata una piccola famiglia di Ninjetti disposti a collaborare e condividere esperienze rilevanti.

Grazie ancora a tutti gli studenti, ai docenti e a tutto il team Academy. Alla prossima!

Biglietti da visita da Oscar

 

Cosa succederebbe se finito un film l’eroe dovesse trovarsi un lavoro? Si presenterebbe con il suo miglior biglietto da visita! Questo devono aver pensato Benedetto Papi ed Edoardo Santamato di Invasione Creativa e come risposta hanno creato questo set di biglietti da visita che riescono ad unire ottime capacità creative ad una sintesi grafica eccellente.
 

Si va dai supereroi ai personaggi dei cartoni, dalla fantascienza ai film sentimentali, quindi possiamo trovare un Bruce Wayne che diventa illuminotecnico, le tartarughe ninja che aprono una pizzeria, Biancaneve che diventa riparatrice di prodotti Apple e molti altri.

 

 

La serie è composta da 27 biglietti da visita, ed oltre ai biglietti dei singoli personaggi possiamo trovare biglietti da visita “generici” come quello di Nemo che diventa un sushi bar, il Titanic una scuola per sommozzatori o The Terminal ovviamente una compagnia aerea. Tutti i biglietti da visita li possiamo trovare sul profilo Behance di Benedetto Papi ed Edoardo Santamato.

 

 

 

 

8 consigli per fare visual storytelling sui social media

visual storytelling

di Kristian Karlsson

Raccontare storie può aiutarvi a coinvolgere i potenziali clienti. Raccontare storie tramite le immagini facilita il compito di engagement verso un brand. I social media sono il ‘luogo’ nel quale usare la pratica dello visual storytelling

Avete già letto o sentito frasi come queste? Probabilmente sì, ma come si fa?

Gli scatti fotografici catturano più facilmente l’attenzione degli utenti sui social media, le persone si soffermano sulle immagini, le condividono, ne condividono delle loro personali, che spesso contengono dei prodotti.

Fare visual storytelling significa condividere il messaggio del vostro brand attraverso un dialogo fatto di immagini. I social media offrono lo spazio nel quale cercare il dialogo con gli utenti, a voi basta scattare le foto e condividerle.

Spesso ci rivolgiamo a chi un brand lo ha già creato ed avviato da un po’ o a chi vuole migliorare la sua visibilità sui social media, ma l’utilizzo delle immagini per raccontare la propria storia si presta benissimo anche a chi il brand deve ancora lanciarlo o sta per farlo.

Ecco alcuni ninja consigli ed esempi per fare visual storytelling.

1. Non aspettare, lanciate subito il vostro brand sui social

Non è il caso di aspettare che tutto sia pronto per aprire la propria pagina Facebook. Proprio la storia per immagini del lavoro che vi ha portato a creare la vostra azienda può essere un racconto interessante. Può creare curiosità su qualcosa che si conosce solo in parte, attirerà l’attenzione sul vostro prodotto.

Ad esempio, come si vede in questo screenshoot, un ristorante di Cork ha usato il visual storytelling per coinvolgere i suoi fans su Facebook durante il periodo nel quale è stato costretto a chiudere e ristrutturare.

cafè paradiso su facebook

2. Non postare l’immagine da sola

E’ vero che le immagini parlano più di mille parole, ma aggiungere alla foto una descrizione che incuriosisca o che descriva cosa c’è dietro crea maggiore coinvolgimento.

3. Condividere le foto dei vostri follower

Soprattutto quando il vostro business include prodotti come abiti o gioielli ma anche cibo o bevande, avete un’occasione d’oro: condividere le foto che i vostri follower si scattano e condividono spontaneamente quando usano o indossano i vostri prodotti.

Metà del ‘lavoro’ lo faranno loro, a voi basterò ricondividere la foto e i follower saranno entusiasti. Un passo ulteriore è usare un hashtag ad hoc e suggerire di postare immagini su quel tema. Potreste sfruttare anche il trend del momento con il selfie marketing 😉

4. Raccontare ‘dietro le quinte’ e ‘work in progress’

Ancora una volta: usate foto del backstage (di come si produce un prodotto o della realizzazione di uno spot, ad esempio) per raccontare la vostra storia.

Pubblicate sulla pagina Facebook le immagini dei vostri tuoi dipendenti al lavoro, le foto delle pause pranzo o delle riunioni; chi vi segue si sentirà coinvolto e saprà un pezzo della storia del brand.

5. Fotografare il ‘prima e dopo’

Un modo velocissimo di raccontare qualcosa. Un esempio?

fotografia del prima e dopo

6. Usare i collage di immagini

Potete usare un collage di immagini per suggerire cosa si può fare con il vostro prodotto. Fotografa cose che siano legate al prodotto e possano raccontarlo o spiegare come usarlo. Scattate immagini del vostro prodotto insieme ad oggetti che si usano tutti i giorni, lo scopo è suscitare un’emozione nell’utente.

America Express, ad esempio, ha pubblicato un’immagine che raccoglie tutto il necessario per fare un pupazzo di neve insieme alla carta di credito, il post recita “essenziali per un giorno di neve”. I like sono 263.

post facebook american express

7. History visual storytelling

Racconta come e perchè è nato il vostro marchio tramite immagini. Quali fatiche avete dovuto affrontare per aprire la vostra azienda? Festeggiate un anniversario? Scattate foto di quei momenti e condividetele.

8. Usare i “traguardi” di Facebook

Completate su Facebook i vostri traguardi (anno di apertura, anniversari, apertura nuove sedi…) con delle foto, così appariranno nella vostra timeline raccontando un pezzettino di storia in più agli utenti.

post facebook cocacola

Ecco questo è quanto vogliamo suggerirvi per fare visual storytelling. Voi come avete raccontato la vostra storia? Ditecelo nei commenti qui sotto.

Forum della Comunicazione: oggi a Milano l'evento della comunicazione d’impresa e digitale

Giunto alla sua settima edizione, il Forum della Comunicazione è il principale evento di comunicazione d’impresa e digitale che coinvolge ogni anno migliaia di partecipanti tra manager, imprenditori, innovatori, rappresentanti istituzionali ed i principali player e opinion leader della comunicazione e dell’innovazione digitale.

Il focus di quest’anno è sui temi dell’innovazione e del digital engagement.

Tra gli ospiti, Vito Sinopoli, fondatore di Business People; Ugo Barbara, Caporedattore di New Media Agi – Agenzia Giornalistica Italia; Renato Vichi, Head of Media Relations Italy and Executive Communications UniCredit; Giuseppe Basso, Chief Executive Officer Cinecittà Studios; Maurizio Salvi, Direttore Relazioni Esterne MSC Crociere; Gianluigi Zarantonello, Digital Marketing Manager – Web Specialist Gruppo Coin; AnassAllouch, European Head of Corporate Communications Virgin Active Italia; Leonardo Valente, Senior Vice President e Rapporti con la Stampa Edelman; Luca De Fino, Head of Social@Ogilvy Italia OgilvyOne Worldwide.

Ecco il programma degli incontri:

Main Session

Le Main Session si svolgono nell’Auditorium, all’interno del nuovissimo Palazzo Lombardia.

9:30 – Communication reload. Nell’era del mobile e della continua trasformazione di internet, dei social network e dell’intero sistema dei media, puntare sulla comunicazione rimane il must to do per aziende e istituzioni?

10:45 – Dal disincanto della “grande bellezza” come rilanciare il brand culturale italia nel mondo?

12:00 – Trasformare la relazione con il cliente in una esperienza di acquisto coinvolgente, personalizzata e omni-canale. La visione di adobe digital marketing per aumentare le conversioni on line.

12:15 – E-Business & digital marketing: quali i passaggi chiave per integrare le imprese italiane nella digital economy?

13:30 – Lo sciame intelligente.

14:45 – Brand engagement and digital experience. Best practice e sviluppi futuri.

15:45 – Citizen engagement: la comunicazione come driver di riferimento per semplificare, innovare e rendere trasparenti le istituzioni.

16:45 – Le “tag” del futuro possibile della comunicazione tra avanzamento tecnologico e nuovi valori d’uso sociale dell’informazione.

Sala workshop

11:30 – High quality italy, l’innovativo programma di internazionalizzazione per vincere sui mercati esteri: focus Cina.

12:40 – Keynote, innovation speech e showcase.

14:30 – Corporate reputation: quali strategie e driver per aumentare le perfomance rimettendo al centro gli stakeholders.

15:30 – Come innovare gli eventi per offrire una brand experience integrata.

Sala executive circle

14:45 – Il futuro possibile della comunicazione tra avanzamento tecnologico e nuovi valori d’uso sociale dell’informazione.

Da non perdere anche la mostra organizzata da Editalia nel Foyer dell’Auditorium Testori e il workshop organizzato in partnership con High Quality Italy nel quale sarà presentato il rivoluzionario il sistema di internazionalizzazione dedicato alla promozione delle imprese italiane.

Le iscrizioni online sono chiuse, ma potete ancora registrarvi agli incontri direttamente sul posto.


Italia Caput Mundi: lo storytelling sulla gomma [PARTE 7]

Un'antica fabbrica di gomma, foto d'archivio di lastraonline.it, 1960

Torniamo a raccontare, singolarmente, i prodotti made in Italy che sono eccellenze nell’export mondiale e, come abbiamo già fatto nelle settimane precedenti, proviamo a fare delle riflessioni sulle caratteristiche che rendono eccellenti i prodotti italiani anche alla luce dei dati economici più recenti che abbiamo a disposizione.
Questa volta, in particolare, più che concentarci sul perché la gomma, il nuovo prodotto presentato dalla campagna di comunicazione Italia Caput Mundi, sia il risultato di un pensiero -imprenditoriale- laterale, preferirei concentrarmi sui fattori che rendono un comparto industriale come quello che riguarda la gomma uno dei settori del made in Italy sui quali converrebbe investire, soprattutto da punto di vista infrastrutturale e digitale.
Grazie alla gomma, infatti, oggi abbiamo anche modo di tornare a parlare di eCommerce, esprimendo una necessità e una via di evoluzione perseguibile comune a tutte le pmi italiane che operano nei vari settori della nostra economia. Ma procediamo con ordine.

Cosa guida la crescita dell’export italiano

Oltre all’inventiva degli imprenditori italiani, alla capacità di adattare le loro imprese ai nuovi tempi, a rivedere le ricette tradizionali dei loro prodotti alla luce delle innovazioni del nuovo tempo, i prodotti made in Italy risultano amabili al mondo anche per altre caratteristiche, in senso più strettamente capitalistico (che questo risulti, poi, sostenibile o meno nel lungo periodo).

Negli ultimi dieci anni le imprese italiane sono riuscite a riposizionarsi sui mercati internazionali con successo, infatti, non solo dal punto di vista geografico ma anche qualitativo, evoluzione che ha consentito di intercettare nuova domanda in un contesto di rallentamento delle economie avanzate e di crescita delle economie emergenti.

Secondo il Rapporto Export di SACE relativo le principali direttrici geografiche, settoriali e strategiche per le vendite di beni italiani all’estero nel quadriennio 2013-2016, vedremo crescere l’export italiano del 7,2%, accelerando il ritmo di crescita fino raggiungere un valore pari a 535 miliardi di euro nel 2016, e a guidare questa crescita delle esportazioni saranno i comparti a medio-alta tecnologia.

Come abbiamo appreso con gli ultimi storytelling di Italia Caput Mundi, sappiamo che le vendite all’estero dei prodotti made in Italy hanno recuperato i livelli pre-crisi già nel 2011 ma che se nelle esportazioni possiamo vedere un volano di crescita importante per la nostra economia, è altrettanto vero che preoccupante invece è la domanda interna, sulla quale il made in Italy dovrebbe appunto trovare la via per rafforzarsi.

Nel complesso, comunque, attualmente la domanda mondale di prodotti Made in Italy sta crescendo di circa il 4% e in questo contesto si colloca strategico il ruolo dell’eCommerce: il commercio elettronico, infatti, sta avendo in Italia un netto andamento in controtendenza rispetto all’economia in generale con segnali positivi soprattutto per le PMI, le quali registrato con l’eCommerce un incremento di fatturato medio di oltre il 60% grazie, soprattutto, a clienti stranieri.

Oggi l’export del made in Italy è un’eccellenza grazie all’eCommerce

L’affanno della crisi che sta subendo l’economia italiana trova perciò ossigeno grazie alle aziende che fanno export e che si sono addentrate nel canale eCommerce: nel 2013 sono stati generati oltre 68 miliardi di euro dalle esportazioni mondiali di prodotti Made in Italy, con un patrimonio che, abbiamo visto, è costituito da oltre 1000 prodotti italiani top performer nell’export mondiale.

A questo punto per il nostro Paese è impellente la necessità di riconsiderare l’offerta in chiave di internazionalizzazione e di digitalizzazione, soprattutto per quei settori che stupiscono maggiormente con i valori in crescita la gomma, intesa come prodotto italiano richiesto in tutto il mondo.

Industria della gomma, Top Sector nell’export di prodotti made in Italy

In conclusione, il Made in Italy tradizionale sta ridimensionando il proprio ruolo leader, al contrario di altri settori che, sulla scorta dei dati di cui sopra, stanno registrando i più elevati tassi di crescita, come i beni intermedi dell’industria metallurgica (+10,1%), quelli dell’industria estrattiva (+8,8%) e quelli dell’industria della gomma e della plastica (+8,6%), definiti Top Sector della crescita.

Ciò significa che in questo periodo conviene continuare a presidiare i mercati maturi e alcuni mercati emergenti chiave che promettono alle esportazioni italiane tassi di crescita superiori alle medie globali, come nel caso della gomma prodotta in Italia. Ma cos’ha la gomma italiana di tanto speciale al punto da essere considerata un’eccellenza dell’export? Risponde così il nuovo video della serie Italia Caput Mundi.

Arriva S.E.L.F.I.E, lo specchio per l'autoscatto perfetto

Arriva SELFIE, lo specchio per l'autoscatto perfetto

Arriva SELFIE, lo specchio per l'autoscatto perfetto

Quanto ci piace fare i selfie? Anche le star hanno spesso ceduto alla tentazione ma quanto è difficile riuscire a ottenere la foto giusta? Ammettiamolo, ogni volta impieghiamo almeno 5-10 minuti per regolare bene la distanza: braccia in alto, no piegate forse è meglio, poi ci mettiamo di lato e proviamo anche dal basso… ci stendiamo e ci contorciamo per ottenere lo scatto migliore da esibire sui social.

Arriva SELFIE, lo specchio per l'autoscatto perfetto

Certo se fossimo dotati di braccia snodabili come il nostro caro e vecchio Ispettore Gadget non avremmo nessun problema ma poiché non è così ecco che, segnalata da Mashable, arriva l’invenzione in grado di porre fine alle nostre ansie da autoscatto: vi presentiamo SELFIE.

Il nome del rivoluzionario gadget è un acronimo che sta per “The Selfie Enhancing Live Feed Image Engine”: SELFIE è uno specchio in grado di scattare il tuo selfie sollevandoti però da tutti i procedimenti che esso comporta, condivisione sui social compresa.

Arriva SELFIE, lo specchio per l'autoscatto perfetto

Ma come funziona? Lo specchio magico, realizzato da Istrategylabs, ha un doppio fondo che contiene un mini-Mac, una web cam e dei led. Una volta che vi posizionate al suo cospetto, il software di riconoscimento facciale del Mac si attiva, il processo di autoscatto si avvia e voi non dovete fare altro che mettervi in posa: le luci che si illuminano simulano un conto alla rovescia prima del click definitivo avvertendovi così che la foto sta per essere scattata. Cheese… selfie fatto!

Arriva SELFIE, lo specchio per l'autoscatto perfetto

Una volta ottenuta la foto SELFIE, dopo aver inserito sull’immagine il suo logo a mò di watermark, provvede a diffondere su Twitter il vostro autoscatto! Et voilà… tutto fatto  😆
Il prodotto pare essere in fase di sperimentazione ma per averne uno è possibile già contattare l’azienda online.
Specchio specchio dei nostri SELFIE chi sarà il primo Guerriero ad averti? Nell’attesa della risposta godiamoci il video di presentazione del prodotto di Istrategylabs.

La Sdraio dell'Agnello: "Comprami, comprami!"

Noi siamo in vendita. TUTTI.

Lo sapevate, vero?

Ma non è che lo siamo da oggi. Lo siamo da sempre.

Si era già in vendita in epoche passate: le vesti, la famiglia, la posizione dell’abitazione. Poi i cappotti importanti, il calesse con il tuning, gli occhiali eccentrici, i primi a essere nei grattacieli. I telefoni a mattoncino, la spider, la casa al mare, quella in montagna. I locali esclusivi, i circoli, le liste, la business class.

Le vip lounge!

Tutto per dire PRENDI ME! GUARDA ME!

Le foto profilo esistono da una vita ma non c’era un posto per esibirle a tutti.

Facebook è solo una scorciatoia, Instagram un viadotto di interessi via immagini.

Proporre una migliore immagine di sé stessi è insito nel genere umano, o nasconderla a seconda delle esigenze, è quello che nel commercio si fa da sempre, è quello che fanno i brand da quando esistono, e i brand sono fatti di persone.

“Ma quello fa il figo, ma quella fa la zoccola! Ma quello non è così, ma quella non è così BONA!”

Chi se ne fotte. Tanto è il prodotto finale che dice la verità, come nel commercio così nella vita sociale. La realtà vende a discapito di ogni promozione.

Ho solo due domanda da fare.

1) Cosa è peggio? Cercare di darsi un’immagine migliore su un social network o avere un comportamento nella vita di ogni giorno che non corrisponde a quello interno?

2) E se quello che vogliamo far vedere sui social ci spingesse a diventare persone migliori di quelle che pensiamo di essere?

Non è un giudizio il mio, ma un’evoluzione di pensiero.

Sei quello che posti, e anche se non lo sei lo diventerai.

Zuckerberg, you did it again.

Buon lunedì e mi raccomando, quando la tipa di turno vi accetta l’uscita al cinemino, fate le brave persone.

Fate lo scontrino.

Statemi bene e fatevi un sacco di #selfie, che mamma non si dispiace.

L’Agnello.

Miliardari, Birra e Pizza: i migliori Annunci stampa della Settimana

Ben ritrovati cari pubblivori con la raccolta dei migliori annunci stampa pubblicati questa settimana nei circuiti pubblicitari mondiali! Gustateveli dal primo all’ultimo e diteci quale preferite:

TOP Magazine: Mark Zuckerberg/Bill Gates/Donald Trump

mark zuckerberg sheep

bill gates llama

donald trump owl

Dobbiamo ancora decidere se il suo cognome assomiglia di più ad uno scioglilingua o ad un insulto. Ma sulla sua creatività siamo d’accordo: Surachai Puthikulangkura è un vero genio dell’illustrazione mondiale. Se seguite già da un po’ questa rubrica vi sarete già imbattuti in qualche sua composizione, dato che spesso l’abbiamo inserito nella top 5 settimanale.

In queste print per Top Magazine gli animali in primo piano hanno le fattezze di tre grandi miliardari americani. Nella prossima vita persino Mark Zuckerberg potrebbe diventare una pecora. Il momento per goderti i tuoi soldi è adesso.

Advertising Agency: ALMAPBBDO, Brazil
Art Director: André Sallowicz
Copywriters: Dudu Barcelos, Filipe Medici
Illustrators: Surachai Puthikulangkura, Supachai U-Rairat
Photographer: Surachai Puthikulangkura

Telepizza: Mike/Gaga/Fidel

telepizza mike tyson

telepizza lady gaga

telepizza fidel castro

Un sacco di risate per questa pubblicità per un servizio spagnolo di consegne a domicilio: Telepizza. L’headline recita: Sappi che, se il lavoro prende più tempo di quello che ti aspetti, noi consegniamo pizze fino alle due del mattino. 

Un servizio molto utile per il confessore di Mike Tyson che dovrà ascoltare la lunghissima serie di peccati del controverso pugile americano. Stessa fatica per l’analista di Lady Gaga e per la guardia del corpo di Fidel Castro.

Advertising Agency: Tapsa Y&R, Madrid, Spain
General Creative Directors: Tute Ostiglia, Susana Albuquerque
Creative Directors: Adrián Ríos, Juan Cenóz
Art Directors: Adrián Ríos, Fernando Heredia
Copywriter: Juan Cenóz
Illustrator: Ricardo Martinez

Paladares Magazine: Diner

Forni a microonde, fornelletti e grill con le fattezze di ristoranti all’aperto. Il tutto per pubblicizzare una rivista di ricette veloci.

Ricette per mangiare fuori, senza uscire di casa.

Advertising Agency: DDB, Colombia
Chief Creative Director: Rodrigo Bolivar
Creative Directors: Marco Muñoz, Daniel Calle
Copywriters: Juan David Arboleda, Camilo Monsalve, Federico Giraldo
Art Director: Mauricio Cortés
Account Executive: Hamilton Peña
3D Producer: Jeison Barba

One bag One match: Bag

C’è chi, accaparrata la maglietta del proprio beniamino sportivo la incornicia in casa per mostrarla, come una reliquia, ad amici e parenti. Oppure c’è chi, come 1match1bag.com, decide di riciclare le magliette indossate durante una partita facendole diventare borse.

Efficace è l’idea di capovolgere l’immagine di gioco per introdurre il prodotto, prima e dopo il suo riciclo.

Advertising Agency: Havas, Paris, France
Creative Director: Christophe Coffre
Art Director: Florian Roussel
Copywriter: Guillaume Blanc

Emporio Soares & Souza: Wine/Whisky/Martini

Qui si parla di di birra e lo si fa ironizzando su i concorrenti indiretti Vino e Whisky e sull’atteggiamento e i comportamenti di chi li consuma.

Leggete l’infografica e fatevi 4 risate, e magari una bevuta!

Advertising Agency: Artplan, Brasília, Brazil
Creative Directors: Roberto Vilhena, André Sartorelli
Art Director / Illustrator: Rafael Vecchio
Copywriter: Pedro Vilanova

Messenger obbligatorio e SIM di WhatsApp: Facebook punta al monopolio del mobile

 

Nuove importanti novità per Facebook! La creatura di Mark Zuckerberg non riposa mai e ha fatto parlare di sé, negli scorsi giorni, con due mosse che avranno di certo conseguenze significative sulle nostre abitudini.

Messenger obbligatorio

La prima novità è una di quelle che potrebbero creare del malcontento tra gli utenti della grande F: entro fine aprile diventerà obbligatorio installare Messenger sui propri dispositivi mobili.

Fino ad oggi gli utenti di Facebook hanno potuto scegliere se scambiarsi messaggi privati all’interno dell’applicazione o se scaricare il programma specifico.

La distinzione accontentava due gruppi: coloro che erano ben felici di avere un unico programma su cui far tutto e coloro che invece sono felici solo quando possono scaricare nuove app sul telefono.

Come si spiega allora questa decisione, rapida e senza appello, da parte di Facebook Inc.?

Come dichiarato a Techcrunch, Zuckerberg punta ad offrire “un’esperienza migliore per i propri utenti” nello scambio di messaggi, rendendo la messaggistica privata del proprio social network, più chiara, divertente e veloce.

Quante ore al giorno trascorriamo inviandoci messaggi da cellulare? La società nata ad Harvard vuole che d’ora in poi lo si faccia attraverso i propri canali!

L’idea è che diventi sempre più naturale scriversi con l’app di Facebook, sottraendo quindi utenza, traffico e guadagni ai rivali: il russo Telegram, il cinese WeChat, il coreano KakaoTalk, il giapponese Line e il connazionale Kik.

No, non ci siamo dimenticati del signore incontrastato dei servizi di Messaggistica Istantanea!

Anche WhatsApp potrebbe ovviamente accusare il colpo, ma qui il caso è più complesso, trattandosi di una “questione di famiglia” che si muove su equilibri delicati.

Quel che è certo è che un’importante novità annunciata lo scorso febbraio al Mobile World Congress di Barcellona per il futuro di WhatsApp è diventata un valore aggiunto per il nuovo Messenger: le chiamate VoIP.

Il pulsante “Chiama” renderà ancora più facile avviare conversazioni vocali sfruttando la connessione 3G/4G o il WiFi.

Ci troviamo quindi di fronte a evidenti favoritismi tra i neo-fratellastri Messenger e WhatsApp o si sta studiando una strategia diversa per la società fondata nel 2009 da Jan Koum e Brian Acton?

A giudicare dalla foto qui sotto – che introduce la seconda novità di Facebook – propendiamo per la seconda ipotesi…

SIM di WhatsApp

È notizia di giorni che WhatsApp si sia legata all’operatore tedesco E-Plus, dando vita a una SIM speciale con il logo della celebre cornetta bianca in baloon verde.

Non è ancora ben chiaro se la partnership tra queste due realtà dia vita a un vero servizio MVNO (operatore virtuale di rete mobile), ma rimane un’operazione da osservare attentamente e che si propone al pubblico su due livelli diversi di prezzo:

– lo Starter Kit, a un costo di 10 euro, con altrettanti euro di credito telefonico e possibilità di usare l’applicazione anche a credito esaurito;

– l’opzione WhatsAll, al costo di 10 euro al mese in cambio di 600 crediti. Ogni credito può essere utilizzato per un minuto di chiamata o un SMS o un MB di traffico dati.

Secondo il blog tedesco AndroidNext, WhatsApp è installato sul 90% degli smartphone in Germania, a fronte di 30 milioni di utenti: se ne evince che E-Plus punta in modo deciso ad attrarre a sé i clienti degli altri rivali teutonici.

Sebbene non sia la prima volta che un social network stringe un accordo con un operatore di telefonia (era già successo con il Facebook spagnolo, Tuenti Movil), questo accordo ha del rivoluzionario perché potrebbe essere il primo passo di una trasformazione per WhatsApp: da gestore di messaggistica a carrier (operatore di telefonia).

La Germania come terreno di prova per poi, magari, conquistare l’Europa e il mondo intero.

In attesa di avere riscontri dalla Germania, siamo certi che i rivali di Facebook dormiranno sonni agitati pensando all’eventualità che un domani Messenger e WhatsApp si possano unire per garantire un servizio messaggi + voce quasi da monopolio.