La triste storia di Flappy Bird in un'animazione [VIDEO]

La triste storia di Flappy Bird in un'animazione [VIDEO]

Almeno la metà di voi ci avrà giocato. Flappy Bird nelle ultime settimane è stato sulla bocca di tutti, riviste e blog di tutto il mondo ne hanno analizzato il successo o, per meglio dire, la dipendenza, quella che sembra abbia colpito tutti gli utenti di questo gioco per piattaforme mobile creato dal giovane sviluppatore vietnamita Dong Nguyen. Un’app dallo sfortunato destino, che ha ispirato l’ultimo video del canale YouTube KUD.

Se vi siete chiesti perché Flappy non riesce a procedere nel suo volo senza sbattere contro quegli alti tubi verdi, qui trovate la spiegazione: Flappy è triste e depresso, apparentemente in seguito al suo divorzio. Lui stesso ha sviluppato una dipendenza, quella dall’alcool. Non parla più e i suoi amici tentano invano di consolarlo.

La triste storia di Flappy Bird in un'animazione [VIDEO]

La triste storia di Flappy Bird in un'animazione [VIDEO]

La triste storia di Flappy Bird in un'animazione [VIDEO]

Una game app dal triste destino, dicevamo. In molti hanno giocato con Flappy per ore, ma tanti altri lo hanno detestato e criticato riservando odio e parole al vetriolo per lui sul web. E ora non c’è più. Quasi che questo video abbia portato un po’ di sfortuna al povero volatile e al suo creatore Dong Nguyen, che a distanza di pochi giorni dalla pubblicazione del filmato ha deciso di ritirare il gioco dall’App Store.

In molti hanno azzardato ipotesi sulla motivazione che avrebbe spinto il giovane a questa drastica scelta. Che, ricordiamo, è una rinuncia ad un progetto multimilionario: pare infatti che l’app, grazie agli introiti provenienti dalla pubblicità, portasse nelle tasche del vietnamita ben 50 mila dollari al giorno. Saranno state le accuse rivolte all’app di indurre dipendenza nei giocatori? Sarà stato il peso degli attacchi perpretrati dai soliti haters che popolano il web? Le accuse di plagio nei confronti di Nintendo? O magari, a portare davvero Flappy Bird alla depressione (e Nguyen al ritiro dell’app) sarà stata la pressione esercitata dall’industria dei videogames?

La nascita della figlia della popstar è annunciata su Twitter… da P&G

Kevin Jonas dei Jonas Brothers è diventato padre da pochi giorni. Perché dovremmo parlarne, chiederete voi.

Perché la nascita della piccola Alena Rose Jonas è stata protagonista di un vero e proprio evento di Marketing, visto che l’esclusiva è stata rilasciata alla Dreft, detergente della P&G.

Papà Kevin durante il travaglio ha cinguettato:

“#babyjonas sta arrivando!! Seguite @Dreft per tutti gli aggiornamenti!!!!!!!!! Si va in scena e non è un’esercitazione!“.

Dreft annuncia la nascita della figlia di Kevin Jonas

Avvenuto il parto, è stata proprio la Dreft ad annunciare la nascita della prima figlia del giovane Jonas e a pubblicare le prime foto con mamma e papà!

A seguire i ringraziamenti del neo-papà a Dreft per averlo aiutato a condividere con i fan questi momenti.

Questa partnership è stata un esempio di come gli editori dei media tradizionali hanno perso il potere a causa della popolarità dei social media. Una volta esistevano esclusive rilasciate a riviste o emittenti televisive. Ora i social media garantiscono alle celebrità di controllare i propri messaggi senza interferenze da mezzi di comunicazione di terze parti.

I Jonas hanno tagliato fuori con questa operazione, riviste come US Weekly e People pubblicando l’immagine esclusiva della bambina sui canali Facebook, Twitter e Instagram della Dreft!

“Essere in grado di condividere contenuti esclusivi attraverso Facebook, Twitter e Instagram ci permette di connetterci con il nostro consumatore molto più da vicino”, ha detto il brand manager Rob Reiss della Dreft in un’intervista a Business Insider. “Si crea un legame personale tra il consumatore e la marca.”

Molte coppie ‘in attesa’ hanno gareggiato insieme ai Jonas per collaborare con P&G, la scelta è ricaduta su Kevin e Danielle per la loro attitudine all’utilizzo dei social media, come dichiarato dalla responsabile della comunicazione My Anh Nghiem. Infatti la coppia ha annunciato il sesso del bambino su U-Stream ad agosto.

Secondo Reiss, la collaborazione ha permesso alla Dreft di guadagnare 22.000 seguaci su Instagram pochi giorni dopo essere diventato attivo in rete.

Dreft ha utilizzato anche un album digitale creato da Kevin e Danielle grazie ad una app per Iphone “Amazing baby Days” e Reiss dice che ora è stato scaricato più di 20.000 volte.

L’applicazione chiede alle madri di condividere gli ultimi giorni della gestazione. Nelle note sulla privacy viene indicato che P&G si riserva il diritto legale di utilizzare le informazioni per inviare annunci legati ai propri prodotti, tra cui anche Crest, Pampers, e Febreze.
Reiss ha però dichiarato che Procter & Gamble non aveva intenzione di utilizzare dati provenienti dalla app per scopi di marketing.

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“La privacy è la pietra angolare della nostra società”, ha detto Reiss. “L’unica ragione per cui abbiamo chiesto alla mamma di fornire la data del parto tramite l’applicazione è stato per indicare la fase pre-parto e quella post-parto. L’applicazione è in grado davvero di fornire ai genitori di oggi la possibilità di catturare i primissimi momenti dell’ infanzia dei figli.”

Sarà interessante vedere nel futuro quanto i media tradizionali riescano a stare al passo con i grandi marchi anche nell’accaparrarsi il diritto di pubblicare contenuti che riguardano le vite private delle celebrità.

A nostro parere, si tratta solo di una questione di tempo, e fra pochissimo non mancheranno altre coppie famose che rilasceranno l’esclusiva su importanti eventi privati ad altri marchi in grado di pagare fior di quattrini per acquisire diritti simili di sponsorizzazione.

New York Fashion Week 2014: 5 profili Instagram imperdibili

Siete fashion blogger in erba, aspiranti tali o semplicemente appassionate del patinato mondo del fashion system e della New York Fashion Week 2014? Allora quelli che stiamo per proporvi sono i profili Instagram giusti per voi!

In questi giorni (e ancora per pochi altri) si sta svolgendo l’annuale New York Fashion Week, la vetrina internazionale per le anticipazioni per il prossimo autunno/inverno. Se non vi chiamate Chiara Ferragni – e quindi non potete essere lì fisicamente – non fatevi prendere dal panico: laddove non potete arrivare voi, c’è Instagram!

Ecco i 5 profili che non potrete evitare di seguire se volete sapere tutto, ma proprio tutto, sulla #NYFW14.

1. MBfashionweek

Per essere aggiornati in tempo reale su quasi tutte le sfilate ed i retroscena MBfashionweek, l’account ufficiale di Mercedes-Benz è quello giusto!

Come recita la sua descrizione “Accesso esclusivo a tutto il fashion ogni giorno tutti i giorni.”

Seguire per credere!

2. RebeccaMinkoff

Se amate l’essenzialità, l’account della designer Rebecca Minkoff vi farà impazzire, davvero impeccabile!

3. kyleeditor

Eccentricità è il suo secondo nome e, se volete i particolari più bizzarri sulla NYFW, kyleeditor è l’account giusto.

Kyle Anderson, accessories director di Marie Claire, vi farà divertire sul serio con i suoi reportage fotografici dalle sfilate ed i dietro le quinte a cui ha accesso: quasi tutti insomma 😉

4. miraduma

Con lei il glamour è di casa: midamura, al secolo Miroslava Duma – Digital Media Director di TsUM – è l’eccellenza.

Sempre perfetta e a suo agio anche con un vecchio plaid tartan style adattato all’occasione: basta dare un’occhiata al suo profilo per capire di cosa parliamo 🙂

5. chiaraferragni

Se volete un’inviata d’eccezione, biondissima ed italianissima, la fashion blogger per eccellenza, Chiara Ferragni, – meglio conosciuta per il suo The Blonde Salad – è la più adatta all’occasione.

Divertente ed ironica, è un vero piacere scoprire gli outfit che indosserà, le sfilate che seguirà e tanto altro ancora!

Voi, invece, chi ci suggerite di seguire per questa settimana della moda di New York?

Segnalateci gli account che vi sono piaciuti di più nei commenti! 🙂

Street art: quando i riflettori si spengono

Negli ultimi decenni la Street Art è divenuta molto popolare, aggiudicandosi una poltrona d’onore nel panorama della creatività contemporanea. Tuttavia non si è montata la testa, ma la sua capacità di richiamare l’attenzione sul degrado urbano la mantiene costantemente legata alle sue origini, principalmente al suo caposaldo: la provocazione della società.

I media saltano subito sull’attenti quando una nuova opera prende vita rampicandosi sulle mura cittadine, ma una domanda può sorgere spontanea: cosa accade quando l’opera è completa e le luci dei riflettori si spengono?

A tal proposito vogliamo raccontarvi una storia accaduta a Baltimora e, precisamente, nel suo lato oscuro e abbandonato. E’ stata proprio la mancanza di un dignitoso paesaggio urbano, infatti, a spingere il gruppo degli Absentee Landlords a realizzare il progetto Wall Hunters: un grido per destare la città dal suo torpore e porre l’attenzione sul suo degrado urbano.

Chi l’ha detto che l’arte non possa cambiare le cose?, recita il sito web del progetto.
Forse non potrà cambiarle del tutto, ma di sicuro non le lascia mai identiche a prima del suo passaggio. Infatti, anche se all’indomani dello spegnersi delle luci il gruppo di street artisti si è visto citato in giudizio per violazione di domicilio, si intravede una luce di speranza in fondo al tunnel del cambiamento: gli stessi residenti e le associazioni di quartiere si sono schierati dalla parte degli artisti, unendosi al loro grido di disapprovazione nei confronti di una città indifferente di fronte al suo abbandono.

L’ironia vuole che proprio il trambusto legale sia stato la cassa di risonanza per un avvenimento destinato, nel suo piccolo, a smuovere le coscienze di molti, e come lui tutti gli altri casi analoghi.
Insomma: un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per la Street Art.

Il Festival of Media Global 2014 arriva a Roma ad aprile

Si terrà a Roma dal 6 all’8 aprile l’edizione 2014 del Festival of Media Global, presentato dal pluripremiato attore Kevin Bacon e dedicato come sempre a innovazione dei media, creatività e nuove tecniche di commercio e partnership.

L’edizione di quest’anno esplorerà in pareticolare le tendenze globali nell’ambito del content marketing, dei dati, della tecnologia indossabile & mobile. A fornire il proprio punto di vista su queste sfide globali saranno amministratori e dirigenti di alcuni dei più importanti brand a livello mondiale, tra cui Kimberly Kadlec di Johnson&Johnson, Craig Hepburn, di Nokia e Lewis D’Vorkin di Forbes.

Al festival si riuniranno molti imprenditori per scambiare esperienze e plasmare il futuro del settore dei media. Un mix eclettico di relatori provenienti da tutto il mondo, innovatori e personaggi all’avanguardia del cambiamento aziendale, discuteranno di svariati argomenti: dal mobile alla TV, dall’e-commerce ai video online.

Il Festival of Media Global è l’unico evento per l’industria globale dei media che traccia le tendenze del futuro e mostra come applicarle al business di oggi.

Accanto ai temi trattati nel corso delle conferenze, un pannello di giudici esaminerà le 19 categorie dei Festival of Media Global Awards 2014, che quest’anno prevedono inoltre quattro nuove categorie, per premiare il meglio dell’industria dei media: The Best Content Creation Award, Consumer Research Award, The Data Innovation Award, The Retail Award.

Per chi si fosse perso l’edizione dell’anno scorso, ecco un video che riassume gli highlights:

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Iscriviti con Ninja Marketing

Il festival rappresenta un’occasione davvero unica per entrare in contatto con una realtà “futura” e in continuo divenire. Per iscriversi basta andare sul sito dell’evento ed inserire il codice promozionale nin10mpx dedicato ai lettori di Ninja Marketing: per voi il 10% di sconto!

Organizzato da Csquared, il Festival of Media Global è l’unico evento dedicato all’industria dei media, riconosciuto per la sua capacita di unire le figure di più alto profilo e i senior decision makers da tutto il mondo dell’advertising, dei media e del marketing.

La preview del programma è disponibile sul sito e nuovi aggiornamenti verranno pubblicati su twitter @FestivalofMedia #FOMG14.

Arriva Creative Class Heroes, l'aperitivo dedicato agli innovatori del Mezzogiorno

Creativi, comunicatori, startupper, innovatori digitali, developer, designer, geek, blogger, web ninjas, aspiranti e riconosciute twitstar: in una parola, membri della Classe Creativa! E’ arrivato il momento di incontrarsi e di fare insieme la #RivoluzioneCreativa.

Cosa? Sì, se vogliamo manifestare nella realtà il potere di cambiamento che ci deriva dall’avere a che fare con l’immenso Potere Creativo che è in noi dobbiamo conoscerci, scambiarci idee, collaborare. Lo facciamo per migliorarci professionalmente e per mettere in pista un po’ di progetti che vogliono fare del bene al nostro paese e soprattutto al Sud. E visto che ci sentiamo un po’ eroi e un po’ working class abbiamo preso spunto da una maglietta di Omar Rashid di Gold e abbiamo pensato di chiamare questa piattaforma di incontri tra “creatori” in questo modo: #CCheroes, che sta per Creative Class Hero. 

Cosa è #CCheroes?

Ninja Marketing, in collaborazione con Resto al SudVulcanicamente e Gold chiama a raccolta la Classe Creativa in un pomeriggio di puro networking, in totale informalità e completo relax, dedicato a tutti coloro che fanno della creatività, della comunicazione e dell’imprenditoria innovativa un credo professionale e personale.

Dove?

L’appuntamento gratuito per i Ninja del mezzogiorno d’Italia e non solo è per sabato 22 febbraio, dalle 17 alle 19. Dove? Al Chilometrozero, via Torrione 22/32, Salerno.

Una location improntata ai valori della sostenibilità e della genuinità, l’ideale per accompagnare la nascita di nuove connessioni, contatti ed opportunità!

Come si partecipa?

Per sapere chi altro partecipa con te e per accaparrarsi i pochi posti disponibili – scherziamo speriamo di starci tutti – iscriviti all’evento su Eventbrite e segui la conversazione con #CCheroes! E poi coinvolgi la tua crew e presentati munito di biglietto da visita, idee e voglia di collaborare (e di bere anche!).

Promotori

Oltre a Ninja Marketing che ha lanciato l’idea, il primo aperitivo degli Eroi della Classe Creativa è realizzato in collaborazione con:

Resto al Sud: una testata giornalistica fatta di storie, persone, luoghi ed idee che raccontano la volontà di rimanere e prendersi cura di questa terra. Con l’aiuto delle menti più lucide e capaci: giornalisti, imprenditori, docenti universitari, artisti, professionisti, attivisti del mondo del sociale e del volontariato, Ninja Marketing costruirà un evento ricco di opportunità relazionali.

Vulcanicamente: progetto-vivaio per coltivare le idee ed i talenti da far crescere come startup che punta a creare un nuovo ecosistema basato sull’aggregazione d’interessi tra giovani, imprese ed istituzioni di Napoli e non solo. I 3 principi guida openness, contaminazione e disseminazione rispecchiano in pieno i valori della mission Ninja.

Gold: Gold è più di una marca di abbigliamento street. Fondato da Omar Rashid Il progetto GOLD, che origina da un’attenta fusione tra old school e new school, intende smuovere e promuovere l’affermazione della street culture nel panorama fiorentino, da anni troppo immobile, congelato, uguale a se stesso. L’obiettivo – ambizioso quanto concreto – è diffondere idee nuove, creando opportunità e stimoli per mantenere il passo con la più vasta e dinamica realtà internazionale.

Sei anche tu un Eroe? Collabora!

Se sei di Salerno, di Napoli, della Campania o del Sud in generale e vuoi unirti col tuo progetto o la tua associazione a Creative Class Heroes scrivi al nostro referente: Antonio Prigiobbo @killermedia.

Project Runway: il talent show della moda sbarca anche in Italia

Se dico Runway vi ricorderete certamente la spietata Miranda Priestley che implacabile varca la soglia degli uffici di ‘RunWay’  per dettare legge su tutto ciò che è moda, e il mood è proprio questo.

Debutta anche in Italia il talent show ‘Project Runway’ che in America inaugura la sua tredicesima edizione e che viene trasmesso in 45 paesi in tutto il mondo.

Tocca finalmente ai palinsesti televisivi della patria della moda per eccellenza (per i più impreparati parlo dell’Italia) perché dal 26 febbraio, in prima serata su Fox Life prodotto da FreemantleMedia, partirà il talent show sulla moda.

L’edizione Italiana sarà guidata da Eva Herzigova nel ruolo di presentatrice e giudice, affiancata dalla stilista Alberta Ferretti e dall’imprenditore Tomaso Trussardi.

Il compito dei tre giudici sarà quello di valutare il lavoro di 12 stilisti, che si sfideranno per vincere un contratto di collaborazione di un anno con l’ufficio creativo Trussardi, la pubblicazione dei migliori abiti su Marie Claire Italia e un viaggio a New York per la fashion week (offerto da Maybelline), oltre alla possibilità di vedere sfilare le proprie creazioni sulle passerelle di Milano Moda Donna (ma fuori dal calendario ufficiale della rassegna organizzata dalla Camera della Moda).

I 12 stilisti di domani saranno guidati nella gara di creatività dal mentore Ildo Damiano, noto fashion editor.

I concorrenti sono stati scelti tra 3000 aspiranti stilisti e tutti hanno storie e ambizioni diverse: alcuni hanno già un marchio, altri sono agli albori della loro carriera e altri ancora vedono questa opportunità come ultima occasione per “essere notata da Miuccia”.

Alberta Ferretti, già ospite della versione americana del talent,  ha cercato di trasmettere con queste parole il valore più profondo del talent:

“il senso del lavoro, la necessità di avere una forte identità personale e una grande attenzione a tutto ciò che ci circonda”.

Mette l’accento sul valore professionale del programma anche Tomaso Trussardi:

“noi siamo dei professionisti che si prestano per dare un valore aggiunto a persone che non pensano di fare un programma televisivo, ma di avere una possibilità di entrare nel mondo della moda”.

Nelle 10 puntate serali, Eva Herzigova omaggerà nel suo metro e ottanta, le creazioni più belle della moda firmata Made in Italy.

L'esperienza della Ninja Academy sulla nuvola di Microsoft

L'esperienza della Ninja Academy sulla nuvola di Microsoft [INTERVISTA]

L'esperienza della Ninja Academy sulla nuvola di Microsoft

Photo Credits @ Thinkstock - thinkstockphotos.it

Tempo fa vi parlammo dell’importanza di avere un cloud personale: elencammo cinque validi motivi per cui può essere conveniente avere la propria “nuvola“. Avere uno spazio su cui contare non è più una cosa superflua, ma una necessità. Questo è vero per i professionisti ed i privati, ma soprattutto per le PMI e le grandi aziende. Anche per i ninja è arrivato il grande salto e dopo Ninja Marketing, anche l’Academy ha fatto l’upgrade a servizi più veloci ed affidabili.

Grazie al programma BizSpark di Microsoft Italia, Ninja Academy ha spostato i suoi servizi di e-learning ed i e-commerce sul Cloud Computing di Windows Azure.

L'esperienza della Ninja Academy sulla nuvola di Microsoft

BizSpark è un programma internazionale di Microsoft per le startup. Il programma fornisce gratuitamente software, supporto, visibilità, tools, per aiutare le startup nell’avere successo. In BizSpark ci sono attualmente più di 50.000 startup in più di 100 paesi.

Facciamo qualche domanda a Fabio Cecaro (Cloud Solution Architect e Presidente di EuroCloud Italia) che ha curato con la sua azienda Vmengine il processo di migrazione della piattaforma.

Ciao Fabio, di quali interventi aveva bisogno il sito della Ninja Academy?

La piattaforma di e-commerce ed e-learning di Ninja Academy era ospitata in un unico server dedicato di proprietà della software house. Erano necessarie delle ottimizzazioni per passare in cloud.

La migrazione richiedeva particolari attenzioni e criticità in quanto occorreva spostarsi da una realizzazione monolitica non distribuita ad una infrastruttura complessa e distribuita e ricca di servizi interconnessi quale Windows Azure. Pertanto abbiamo dapprima guidato gli sviluppatori per approntare alcune modifiche al codice utili a consentirci la distribuzione dei servizi, eliminare le dipendenze e le criticità che impedivano la scalabilità, poi abbiamo esplorato e testato una prima migrazione in PaaS (Platform as a Service), successivamente su IaaS (Infrastructure as a Service).

Quale è stata la soluzione implementata?

La soluzione implementata è stata una scelta motivata anche dal contenimento di tempi e costi. Si è realizzata una infrastruttura di server a più livelli, sfruttando una virtual network con tre sottoreti in sicurezza. Come livelli dei server abbiamo pertanto dei server web bilanciati in autoscalabilità, un file server ed un db server.

L'esperienza della Ninja Academy sulla nuvola di Microsoft

Quali sono i vantaggi di questa scelta?

La scelta proposta ed implementata per Ninja Academy garantisce economicità, elasticità, sicurezza, affidabilità, performance e scalabilità: gode dei classici vantaggi del cloud computing.

La soluzione è predisposta alle nuove implementazioni e/o modifiche del software, usa un repository GIT e degli automatismi che consentono notevole rapidità e comodità per l’aggiornamento della versione del software nei vari sistemi che gestiscono il portale.

Ovviamente è una scelta che gode dei vantaggi del programma BizSpark e del supporto diretto di Microsoft.

Siamo stati molto tecnici in queste risposte, possiamo spiegare in parole semplici cosa è successo alla piattaforma?

Non troppo tecnici, ci sarebbero cose da dire e da fare, ma fondamentalmente la piattaforma ha subito dei cambiamenti sia nel software che nei servizi che la gestiscono. L’obiettivo è stato migrare da un server singolo in una soluzione in un cloud provider evoluto come Windows Azure di Microsoft.

L'esperienza della Ninja Academy sulla nuvola di Microsoft

Photo Credits @ Thinkstock - thinkstockphotos.it

Secondo te che importanza avranno i servizi “cloud” nel prossimo futuro?

Dal 2007 mi occupo di cloud e cerco di evangelizzare le imprese alle dinamiche e convenienti logiche di quest’ultimo. Senza saperlo noi tutti usiamo il cloud computing quotidianamente e molti forse non lo sapranno mai.

Tutti i paesi del mondo e tutti i governi hanno ormai capito la grande spinta all’economia che può derivare da queste logiche e si fa a gara per dominare un mercato sempre più ampio. È un fenomeno inarrestabile, nemmeno gli scandali quali quelli dello spionaggio NSA potranno arrestarlo. L’Europa cerca di definire una propria strategia per evitare di dipendere sempre dagli USA e dalle corporation US. La Cina si sta muovendo massicciamente, in parte ospitando le nuvole dei big come Amazon e Microsoft ed in parte creando proprie grosse infrastrutture per evitare la dipendenza dagli USA.

Le aziende italiane avranno la capacità di sfruttare questa opportunità?

L’italia è un grande paese con una grande economia anche se i nostri governi stanno facendo di tutto (volontariamente ed involontariamente per incapacità) per svenderci al mercato. L’Italia ha un grosso mercato potenziale per le logiche del cloud e sta muovendosi in quella direzione. Le imprese hanno già compreso le potenzialità e stanno attrezzandosi, ma mancano le competenze, le istituzioni (PA) invece si muovono, come sempre, più lentamente e consumando molte più risorse. Serve molta più chiarezza, più cultura e capacità di saper ascoltare.

Animals from History – gli animali diventano protagonisti della storia

Se il vostro adorabile cagnolino o quel gatto tanto permaloso che vive con vostra madre fosse un personaggio storico, quale sarebbe?

Christina Hess – designer e illustratrice che ha studiato illustrazioni al University of Arts – ha voluto rispondere a questa domanda, dando vita a Animals from History, un progetto che unisce le sue più grandi passioni: la storia e gli animali, ovvero

Una serie di illustrazioni per raccontare tante storie che conosciamo già; questa volta però i protagonisti sono gli animali: Cleocatra, Joan of Bark, Cat Queen, Miguel Dog Cervantes, Elvis Petme, Marie Antoinippe, ML Jobs e tanti altri ancora. Tanti protagonisti della Storia ritratti sotto forma di animali.

Ecco alcune delle illustrazioni più divertenti, selezionate da Smartpress.com.

Twitter volerà con l’eCommerce?

L’uccellino più pettegolo del mondo è al centro del tech gossip internazionale per la presunta apertura all’eCommerce. In realtà più che una semplice supposizione stiamo parlando di una possibilità concreta a quanto pare da una serie di mock-up pubblicati dal sito di informazione tecnologica Re/code e “rubati”da una sezione privata di Fancy.com. Quest’ultimo importante player dell’eCommerce made in USA e la   la startup specializzata in pagamenti online e via mobile Stripe pare abbiano già stretto un accordo con Twitter.

I sospetti sulle intenzioni dell’uccellino azzurro erano già sorti con l’assunzione di Nathan Hubbard, ex CEO di Ticketmaster – sito internazionale per l’acquisto di biglietti per diverse tipologie di spettacoli – e si erano fatti ancora più concreti con quotazione alla borsa di New York” target=”_blank”>lo scorso novembre.

Twitter volerà con l’eCommerce?

Ma come cambierebbe la fruizione di Twitter?

Dagli screenshot rubati a Fancy.com si evince la possibilità per l’utente di completare l’intero processo di acquisto senza uscire dal social network, bensì direttamente da un tweet organico o sponsorizzato. Una volta visualizzato l’oggetto dei desideri, basterà cliccare un tasto – il buy with Fancy visibile nel mock-up- per essere reindirizzati alla pagina di acquisto all’interno del social network. La transazione sarà così più rapida e user-friendly, a discapito degli e-shopper compulsivi.

Più che ai vantaggi per i suoi 232 milioni di utenti attivi al mese, immaginiamo che Twitter  sia interessato all’acquisizione di dati succulenti sugli stessi, sulle loro preferenze, il comportamento online e, non ultimo, sulle loro carte di credito. Questo pacchetto di informazioni renderà ancora più appetibile l’offerta pubblicitaria sul social media e permetterà a Twitter di posizionarsi come un nuovo player dell’eCommerce e di stracciare il grande nemico Facebook che ha accantonato il tentativo in tale campo.

Oltre ai dati sugli utenti, si pensi  all’opportunità che il social network degli eventi live offrirà agli advertiser come, ad esempio, la promozione di vendite esclusive durante momenti strategici per il proprio business. Per ora non ci resta che immaginare e che aspettare il cinguettio ufficiale sul tema dell’uccellino blu.

Credits: thetelegraph.com, recode.net