10 consigli SEO per raddoppiare le vendite del tuo e-commerce

seo per ecommerce

Un lavoro di ottimizzazione fatto a regola d’arte può raddoppiare le vendite di un e-commerce. Ne è convinto Trond Lyngbø, autore di due pubblicazioni di settore come “Importance of SEO for Your Online Business” e “Power Social Media Marketing“.

Su Searchengineland.com il SEO Strategist senior ha stilato una lista di best practice per migliorare il tasso di conversione di uno shop online. Vediamole insieme.

#1 – Articoli non disponibili

La cosa più conveniente, quando ci sono articoli non disponibili in magazzino, è lasciare la pagina online. Soprattutto se prevedi di rifornire rapidamente l’e-commerce di quell’articolo. Nel frattempo è bene offrire alternative rilevanti come, per esempio, altri prodotti della stessa categoria con prezzo e qualità non molto differenti.

In ogni caso, la cosa importante da fare è dire agli utenti quando il prodotto sarà di nuovo disponibile dando loro una data. In questo modo ritorneranno a visitare il sito. Ancora meglio è se offri la possibilità di prenotare il prodotto e regali uno sconto. Chi è interessato non si preoccuperà di aspettare un giorno più se riceve uno sconto sul prezzo.

#2 – Prodotti fuori catalogo

Tutti gli e-commerce hanno prodotti che ad un certo punto escono dal catalogo. Basti pensare agli store di elettronica o agli e-shop di moda che cambiano capi ad ogni stagione. Molti cancellano semplicemente le pagine. Da un punto di vista SEO, ti stai dando la zappa sui piedi: si perde in un sol colpo l’ottimizzazione e il posizionamento raggiunto. Inoltre, le persone che hanno inserito quella pagina tra i preferiti si troveranno davanti una bella pagina di errore. Il che non fa mai piacere. In un caso come questo ci tre cose che puoi fare:

Redirect 301: è la soluzione SEO per eccellenza per preservare tutto il lavoro di ottimizzazione fatto sulla pagina e conservare il posizionamento raggiunto. Basta direzionare la vecchia URL verso quella del nuovo prodotto corrispondente.

– Redirect alla categoria di appartenenza: la ratio di una mossa del genere è quella di offrire una soluzione alternativa all’esigenza dell’utente. Volevi quella t-shirt che ti piaceva tanto? Ti porto nella categoria in cui puoi trovare articoli simili così trovi qualcosa che ti piace ancora di più e magari costa pure meno.

– Riusare l’URL per un prodotto simile: in questo modo si preserva l’autorevolezza che la pagina ha acquisito in Google.

#3 – Prodotti stagionali

La cosa migliore, per quanto riguarda i prodotti stagionali, è ottimizzare le pagine prodotto con il più alto potenziale.

Se lo stock del prodotto viene rinnovato annualmente, aggiungi all’URL l’anno e poi fai il REDIRECT all’URL dell’anno successivo. Per esempio: sito.it/categoria/sub-categoria/nome-prodotto-2012 punterà dopo un anno a sito.it/categoria/sub-categoria/nome-prodotto-2013

#4 – Prodotti nuovi

Con tutte le cose da gestire in un e-commerce, nessuno pensa a scrivere contenuti originali per ogni nuovo prodotto che entra in catalogo. La maggior parte delle volte viene fatto l’import da un database e finisce lì. Capita quindi che molte pagine siano poco più che una foto prodotto. Il che non permette al motore di ricerca di capire di che pagina si tratti, in che modo è legata alle altre e quanto possa essere rilevante per gli utenti.

Ma il problema più grosso che può causare l’import automatico dei prodotti è quello della duplicazione dei contenuti. Se proprio non puoi inserire i prodotti uno alla volta, identifica almeno i best-seller e scrivi per essi contenuti originali.

Visto che non è pensabile scrivere testi approfonditi per 10 mila prodotti diversi, concentrati sulle categorie: migliora il contenuti, inserisci i breadcrumb, aggiungi i prodotti correlati, usa i link interni.

#5 – Contenuti duplicati

A Google non piacciono i contenuti duplicati, si sa. Inserire nelle pagine dei prodotti le descrizioni fornite dai produttori potrebbe farti incappare in una penalizzazione. Ma neanche puoi metterei a scrivere i testi per migliaia di prodotti.

Sfrutta quindi gli UGC (User Genereted Content) per differenziare le tue pagine prodotto e offrire ai motori di ricerca quei contenuti sempre aggiornati di cui vanno in cerca. Integra recensioni, commenti e feedback dei tuoi acquirenti. Consenti agli utenti di raccontare le loro storie e trasformali in leve di marketing: una recensione positiva può far aumentare il tasso di conversione della pagina. Non avere paura dell’opinione delle persone, a meno che tu non sia disposto a scommettere sulla qualità del tuo prodotto.

Altra cosa fondamentale: limita le descrizioni tecniche allo stretto indispensabile. I dettagli tecnici sono freddi e noiosi. Le persone acquistano sulla spinta di emozioni e sentimenti, quindi scrivi come usare i prodotti, in quali occasioni, per quali scopi. In altre parole, racconta una storia.

#6 – Pagine di categoria

Dopo la homepage sono le pagine più importanti del sito. Trattale come si deve: aggiungi del testo introduttivo con keyword strategiche, non lasciare che siano soltanto un elenco di prodotti. Costruisci una rete di link in ingresso attraverso guest post, article marketing e social media.

Usa URL SEO friendly: chiaramente è una cosa che vale per ogni pagina del sito, ma ancor di più per quelle di categoria. Assicurati solamente di evitare il keyword stuffing.

L’albero di navigazione dovrebbe essere semplice e razionale, del tipo sito.it/categoria/sub-categoria/nome-prodotto

#7 – Internal link

I link interni sono il fattore di posizionamento seo più trascurato. E invece sono molti importanti, ma per ottenere buoni risultati bisogna costruire un architettura di link ragionata. Il che richiede tempo e analisi approfondita.

Molto importanti sono i link tra prodotti correlati. È bene tenere conto dell’effettiva correlazione che potrebbe tornare utile agli utenti, ma un occhio alla correlazione tra keyword pure non fa male.

Altra cosa importante sono i breadcrumb in tutte le pagine. Non fanno perdere gli utenti e forniscono a Google una mappa dei diversi livelli di navigazione.

#8 – Motore di ricerca interno

È un controsenso fare SEO e non ottimizzare il motore di ricerca interno all’e-commerce. Eppure succede perché se ne sottovaluta il valore, ma così si perdono potenziali conversioni. Se non si ottimizza il motore di ricerca interno, le query con errori di ortografia, sinonimi o spaziatura errata non porteranno gli utenti alle pagine dei prodotti appropriati.

Monitora sempre le ricerche all’interno del sito e individua le chiavi di ricerca più frequenti. Scopri dove portano e correggi i percorsi di navigazione se sono interrotti. Questo aumenta molto le vendite.

Usa inoltre tool come Crazy Egg per tracciare i clic e vedere come le persone si comportano sulla tua home page e sulle pagine di categoria.

#9 – Foto e video

I contenuti multimediali sono decisivi per indurre all’acquisto. Immagini belle vengono condivise sui social network, commentate e rilanciate. Immagini ottimizzate convogliano traffico dalla sezione Images di Google.

Quindi usa immagini di alta qualità, foto che creano un’atmosfera o che comunicano un’emozione. È quello che ti fa vendere. Anche se costoso, un servizio fotografico professionale è l’investimento migliore che puoi fare per il tuo e-commerce.

Ottimizza le immagini: aggiungi nome, alternative text, didascalia e tutte le informazioni che, a corredo di una foto, forniscono ai motori di ricerca indizi su ciò che l’immagine contiene. Prova, nelle pagine prodotto, quale foto dà i migliori risultati di conversione.

#10 – Versione mobile

Creare un’app apposita per il tuo e-commerce non è l’unica soluzione. Alcuni utenti preferiscono la versione web standard anche sul cellulare. Crea una versione mobile del sito facile da navigare e intuitiva da utilizzare come piattaforma d’acquisto.

Sicurezza

I tuoi clienti lasciano sul tuo sito i numeri delle loro carte di credito, i loro recapiti e altre informazioni strettamente personali. Quindi usa tutta l’accortezza necessaria per proteggere questi dati. Come è facile intuire, se rassicuri adeguatamente gli utenti, le tue vendite saliranno. Rendi ben visibili i loghi che certificano la sicurezza del tuo sito. Non inserirli nel footer o in altri posti poco visibili.

Integrazione di SEO e web design

Solitamente l’ottimizzazione seo viene temporalmente dopo la progettazione visiva del sito. Ma è un modo di operare sbagliato. Il web design non ha a che fare solo con ciò che si vede, ma anche con l’architettura delle informazioni e con la qualità dell’esperienza di navigazione.

È necessario integrare la SEO nella fase di progettazione, prima ancora di iniziare a lavorare al wireframe. Solo se design, architettura delle informazioni ed esperienza di navigazione sono progettate insieme in modo scalabile e modulare, il sito aumenterà di valore ogni volta che verrà pubblicata una nuova pagina senza che ne aumenti la confusione.

Web Analytics

L’ottimizzazione di un e-commerce non finisce mai: è un continuo processo di testing A/B per individuare le soluzioni più performanti.

Guarda tutti i giorni Google Webmaster Tools, ti aiuterà ad individuare i problemi SEO più importanti. Stabilisci una routine di analisi in cui cerchi gli errori 404, fai il check del posizionamento e individui i contenuti duplicati.

Non dimenticare di integrare Webmaster Tools, AdWords e Analytics per avere dati più approfonditi. Valuta di acquistare un Tool per la SEO come Moz o Raven SEO che non solo ti aiutano ad identificare i problemi, ma ti offrono anche suggerimenti per risolverli.

Chiaramente non puoi far tutto in poco tempo. Stabilisci priorità e gerarchie. Monitorare soltanto non serve a niente: identifica i punti critici e agisci.

"Pay with a selfie" quando lo shopping si paga con un autoscatto

“Selfie” è la parola dell’anno 2013 secondo l’Oxford Dictionary. L’evoluzione e la diffusione dei gadget tecnologici hanno contribuito alla popolarità delle foto selfie, che nell’ultimo anno hanno letteralmente invaso i social network, i blog e persino i media ufficiali.

Ma quanto vale una selfie? Il valore di un autoscatto è determinato dal gradimento degli amici e della propria rete di contatti social; dal numero di retweet, like e preferiti. Partendo da questo assunto, il brand di abbigliamento Urban Degree ha promosso una speciale campagna che consentiva ai consumatori di pagare con una selfie

Per un solo giorno, chiunque visitasse un punto vendita Urban aveva la possibilità di pagare una parte dei propri acquisti con una “Urban Selfie”. Tutto ciò che doveva fare era creare un outfit con i capi presenti in negozio, scattare la famosa selfie e condividerla su Twitter utilizzando l’hashtag #urbanselfie.

Mostrando il tweet allo staff, tutti ricevevano un buono sconto del valore di 100 rand (circa 10 dollari). Se la selfie era ritenuta particolarmente in linea con lo stile Urban, la persona che l’aveva scattata poteva ricevere anche 2.000 rand. L’autore o autrice della selfie più retwittata, inoltre, riceveva un buono da 10.000 rand (1.ooo dollari) per i suoi prossimi acquisti negli Urban store del Paese.

E non finisce qui; caricando la propria selfie anche sulla pagina Facebook del brand, si aveva la possibilità di vincere un weekend a Londra, Parigi, Tokyo, New York o un’altra delle più famose capitali della moda a scelta.


L’originale campagna è stata ideata dall’agenzia sudafricana The Jupiter Drawing Room. Considerando la brevissima durata dell’operazione, i risultati sono stati ottimi. Quella di condividere le proprie selfie è già una pratica molto diffusa nella società odierna; Urban Degree ha semplicemente offerto ai consumatori la possibilità di ricevere una ricompensa per questo.

È un modo divertente e leggero di invitare le persone a condividere la propria esperienza di acquisto. Queste campagne-lampo potrebbero essere un ottimo modo per i brand o i singoli punti vendita di guadagnare visibilità e coinvolgere la propria clientela in modi non convenzionali. Che ne pensate?

Il regalo giusto per Natale, ecco cosa regalano gli imprenditori

È vero che il pensiero è quello che conta, ma il regalo migliore è quello fatto con orgoglio e passione, specie se scelto direttamente dal capo.

Il massimo sarebbe fare dei regali stupendi, alla moda e altamente tecnologici a tutti, compresi i clienti più importanti.

Ecco quindi quattro fantastiche idee per stupire i fortunati presenti nella tua lista dei regali di Natale.

Un regalo davvero cool per i bike addicted 

Dimenticate la vecchia dinamo e le lampadine a led. La bici Zulu prodotta da Pure Fix Cycles è rivestita con vernice idrorepellente e fosforescente, attivata dalla luce solare. Oltre a un design decisamente accattivante , è sufficiente guidarla o parcheggiarla  per un’ora al sole diretto in modo da ottenere un effetto luminescente dopo il tramonto. Con soli 399 dollari è possibile fare un regalo davvero tecnologico, un gioiello dal telaio di acciaio ad alta resistenza e pneumatici progettati per la velocità e il comfort negli ambienti urbani. Puoi trovare le bici e gli accessori di Pure Fix Cycles sul sito web dell’azienda, fondata da Zach Schau nel 2010.

Golosità ecosostenibile

Rick e Michael Mast hanno prodotto cioccolato per hobby fino al 2007, quando hanno deciso di aprire Mast Brothers a Brooklyn, New York. Oggi producono artigianalmente barrette di cioccolato in una fabbrica di 2.500 metri quadrati a Brooklyn, in zona Williamsburg. Le tavolette sono prodotte con cacao biologico proveniente da Madagascar, Belize, Papua Nuova Guinea e Repubblica Dominicana e spedito negli Stati Uniti in barca a vela. Le trovi su mastbrothers.com per circa 10 dollari ciascuna.

Tutta un’altra musica

Sicuramente non c’è carenza di cuffie “cool” sul mercato, ma le LSTN’s Cherry Wood Troubadours si distinguono già dalla confezione. Per 150 dollari potrai regalare cuffie in legno di ciliegio ricavate da materiali di recupero di pavimenti e mobili. E, per ogni acquisto, LSTN fa una donazione alla Fondazione Starkey Hearing, che fornisce apparecchi acustici per le persone bisognose. Fondata da due appassionati di musica, Bridget Hilton e Joe Huff, LSTN vende cuffie e accessori on-line.

Un regalo per prestazioni estreme

Progettata per riprese estreme, la GoPro Hero3+ Black Edition dispone di una nuova modalità video grandangolare e la batteria dura ben il 25 per cento in più rispetto alla precedente versione. 399 dollari per questa leggerissima videocamera con una custodia impermeabile e un braccio girevole. Nick Woodman ha fondato GoPro nel 2002 con l’idea di creare una macchina sportiva da indossare durante un tour di surf in Australia. L’azienda ora vende macchine fotografiche, supporti , e altri accessori in tutto il mondo.

Non ripiegare sulla solita scatola di sigari cubani, stupisci i tuoi clienti con un regalo innovativo ed eco-friendly, ti farai sicuramente ricordare almeno fino al prossimo Natale.

 

Leggi qui l’articolo in lingua originale

La mappa di Londra per gli amanti dei libri [INFOGRAFICA]

I libri sono la vostra vita? Amate Londra come niente al mondo? Se la risposta a queste due domande è sì, allora, su consiglio di Fast Company, vi incitiamo ad esplorare in lungo e in largo la bellissima mappa realizzata dallo studio Dorothy. Book Map è una vera e propria carta geografica che riporta luoghi famosi di più di 600 libri appartenenti alla letteratura inglese passata e moderna.

Un grandissimo mash-up, che vede protagonisti tantissimi titoli, tra i quali : Wuthering Heights, Animal Farm, Harry Potter, Charlie and the Chocolate Factory, senza dimenticare ovviamente autori del calibro di J.R.R. Tolkien e Virginia Woolf! Riuscirete a trovare il Paiolo Magico? 🙂

The legend of Sleepy Hollow – Washington Irving

The Mill on the Floss- George Eliot

Doctor Živago- Boris Pasternak

Twenty Thousand Leagues Under the Sea- Jules Verne

Tess of the d’Urbervilles- Thomas Hardy

A Napoli è già "Il Natale delle StartUp"


Sarà un avvento speciale quest’anno per Napoli grazie all’iniziativa “Il Natale delle StartUp” voluta dalla Community VulcanicaMente. Il vivaio partenopeo coltivato in primis dal coordinatore Antonio Prigiobbo per supportare l’avvio di startup legate al territorio e per creare un nuovo ecosistema che coinvolga giovani, imprese e istituzioni campane.

Vulcanicamente per Natale regala alla città un calendario open e fitto di eventi mirati a fare cultura sul tema delle StartUp e volti a dare spazio e visibilità a tutti i progetti destinati a trasformare le idee in imprese.

Il calendario

Hanno inaugurato l’agenda:
26/11: Convegno ODCEC Napoli StartUp: un’opportunità di sviluppo per le imprese
28/11: UpCamp > BarCamp che vuol dar voce a chi fa e vuol fare UpEconomy

E ancora in programma:
04/12: HUBtea > Crowdfunding vs Design
12-13/12: SMAU Napoli / Campania Next
13-14-15/12: StartUpWeekEnd

Negli stessi giorni vanno segnalati anche StartUpMade in Naples in San Francisco con Mind the Bridge, Start’nup – Formazione e Adozione d’Imprese Unione Industriali, Italiani di Frontiera – Silicon Valley Study Tour per le Università Campane e StartUpEconoMy – StartUp University con Federico II e Unione Industriali.

Suggerimenti, segnalazioni e input

Ma VulcanicaMente, lo dice il nome stesso, non si ferma mai e pensa già al dopo Natale: il 2014 sarà foriero di tante iniziative grazie alla costante attività di monitoraggio, creazione e promozione degli eventi sul territorio portata avanti dalla Community.

Per la sua natura di community open VulcanicaMente è sempre in cerca di suggerimenti e nuovi input. Per segnalazioni scrivere a vulcanicamente.com@gmail.com o fare riferimento all’account Twitter e alla pagina Facebook della Community.

Nicodemo, musicista crossmediale, racconta la label sperimentale XXXV


Scrivendo su Ninja Marketing ho la fortuna di intervistare gente davvero interessante, che mi fa capire quanto la rivoluzione musicale in atto sia più vasta e profonda di come io stesso creda. E’ il caso di Nicodemo: musicista, artista crossmediale, produttore, forse “solo” un creativo del suo tempo, in un mondo che non sa bene ancora in che tempo si trova. Ma basta dare spazio ai miei deliri!

Parliamo di XXXV, la tua Label sperimentale che si auto-definisce un collettivo. Come nasce questo progetto e come si differenzia da una label indipendente tradizionale?

XXXV è la naturale conseguenza delle varie attività che mi vedono coinvolto oramai da tempo, con molta passione, in campo musicale. Insieme ad un gruppo di cari amici, appassionati, visionari ed artisti, ho pensato di dare una forma precisa, quindi una struttura, a questa sorta di impegno, da tempo rivolto alla valorizzazione del panorama musicale underground.
Il progetto è sicuramente ambizioso, visto soprattutto lo stato penoso in cui riversa il mercato discografico.

Lo sforzo, ecco perché label sperimentale, sta nel cercare formule “altre” che valorizzino le nostre “proposte”, tenendo sempre conto di tutte le azioni definite proprie di un’etichetta discografica, come ad esempio la produzione e la promozione di nuove realtà artistiche, oppure l’organizzazione di concerti ed eventi e cosivvia. XXXV è un collettivo e la necessità di sperimentare nasce proprio dalla condivisione di idee, dal confronto e dall’esperienza che ogni “socio” è riuscito ad accumulare nel tempo.

Alcuni di noi nascono come musicisti, altri come promoter ed altri ancora come videomaker, fotografi e giornalisti… un variegatissimo ensemble di “scapigliati” che ha scelto di prodigarsi sotto un unico marchio e sinergicamente, non nel solo campo musicale – inteso così in senso stretto – ma in una serie di iniziative culturali.

Una delle iniziative più importanti è sicuramente Studio 35 Live, che cos’è ?

E’ un format tv/web in cui si suona dal vivo che è oramai giunto alla terza edizione. Le prime due tornate sono state realizzate a Studio 35 Live a Cava de’ Tirreni (Sa) con ospiti del calibro di Paolo Benvegnù, 99 Posse, Baba Sissoko e con la presenza in sala di un pubblico selezionato tra i fan degli artisti stessi.

Le riprese dell’ultima edizione, non ancora in onda, sono invece avvenute nel Teatro 16 di Cinecittà a Roma, in collaborazione con il NUCT (Scuola di Cinematografia di Cinecittà), con il Centro Studi Etnografia Digitale e con Youtube, già da tempo nostro partner e distributore. In ogni puntata (posso assicurare, sempre diversa) l’ospite propone, assolutamente dal vivo, una serie di brani tratti dal proprio repertorio per poi aprirsi, attraverso un’intervista, ad argomenti che riguardano principalmente la considerazione e la visione che lui stesso ha del rapporto musica/tempo.
A Roma è stato davvero molto emozionante ascoltare Marcello Colasurdo raccontarsi: lui, Maestro capace di catapultare nel suo mondo tutti i presenti, con estremo senso di serenità, impregnando di “giusto” e “d’arte”, ogni suo ricordo o aneddoto. Oppure Teresa De Sio, la “brigantessa”, che in quell’occasione ha fatto di ogni suo slancio un suggerimento energico al cambiamento: devo dire un’esperienza straordinaria.
Insieme alla puntata integrale e all’intervista, saranno confezionati, principalmente per gli smartphone, una serie di videoclip in versione “minisnack”,  per una più snella fruizione da parte degli utenti. Intanto desidero segnalare il canale ufficiale del programma, www.youtube.com/studio35live, all’interno del quale “vivono” i 23 concerti delle prime due programmazioni… in attesa della prossima, anch’essa contenitore di musica “alta” (stay tuned):)

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=ljyN7l1LIdg&feature=c4-overview&list=UUWDo0cMcnGfQGtfDH7wenPw’]

Una volta leggendo di te ho visto che ti definivano un pioniere della musica crossmediale, che significato ha oggi questo termine?

Crossmediale significa che il format finisce di essere una struttura chiusa ed ingabbiata nelle necessità del mezzo di comunicazione in cui è messo in palinsesto e comincia ad avere una forma fluida che si adatta alle piattaforme ed al momento in cui i pubblici decidono di fruirne.

In questo senso Studio 35 Live è un format crossmediale , nel senso che attraversa la possibilità di essere fruito su diverse piattaforme e device (televisione, youtube, tabelle, mobile…) ed in diversi momenti d’uso: dal format con il concerto completo da poter essere gustato anche solo come sottofondo di una serata (è registrato in modalità FULL HD totalmente dal vivo ma con grande cura del suono) ad i singoli videoclip delle canzoni che hanno senso in modalità di fruizione snack 😉

E’ innegabile che il nuovo scenario digitale abbia indebolito l’industria musicale, ma è anche vero che ha fornito agli artisti importanti strumenti di indipendenza ed emancipazione. Mi piacerebbe sapere la tua opinione in merito, in particolare riguardo ai sistemi di crowdfunding come l’italiano Musicraiser.

Ogni strumento legale per diffondere arte e pensiero, è da me ampiamente condiviso. E’ forse l’industria musicale a doversi porre il problema di adeguarsi al progresso e, partendo dalla consapevolezza che i dischi si vendono solo ai concerti, investire in nuove forme e idee. Il crowdfunding, ad esempio, è una nuova formula. In effetti sono tanti gli artisti, noti e meno noti, oggi, a fare questa scelta e come ti dicevo c’è proprio poco da “giudicare”.

Visto il ruolo di YouTube nella vita della musica in ambiente online, il rapporto tra immagine e suono si è intensificato dalla nascita del video clip 30 anni fa. In che modo questo aspetto influenza la tua produzione artistica?

Fare un videoclip, fino a poco tempo fa, significava o avere un’etichetta alle spalle pronta a sostenerne la produzione o un salvadanaio da fracassare a terra. Il bello è che oggi, grazie al web, tutto è possibile: compresa la voglia di improvvisarsi videomaker e sfornare video artigianali, non per questo meno geniali. Io mi alterno. A volte approfitto di XXXV (eh eh) e a volte del mio essere “artigiano”.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=6JXTEMXB610′]

Parlando invece strettamente al Nicodemo musicista, ammesso che poi una distinzione sia possibile, sei uscito da poco con un progetto musicale importante intitolato “Viola” che ha avuto un’ottima accoglienza dalla critica e dai media.

“Viola” nasce a distanza di tre anni da “In due corpi”. Sono due album all’apparenza diversi, ma in realtà credo che l’unica differenza stia nel fatto che il primo canti i sentimenti ed il secondo il “sentimento”. Le sorti del mondo (che gira spudoratamente al contrario) sono affidate a pochi e l’idea che quei pochi non risuonino neppur minimamente il “sentimento” (generale) di cui ti parlavo, è proprio il motivo scatenante dell’intera scrittura di un disco, l’ultimo, carico di voglia di reagire a questo tipo di dinamiche.

Ad un primo ascolto mi è parso che i testi abbiamo un velo nostalgico, ammesso che sia vero e non sia un mio trip personale, come si concilia questo desiderio retro con il tuo rapporto con il web?

“Viola” è soprattutto un atto di coraggio. Dipinge con toni nostalgici un momento storico da troppo tempo fermo in un eterno presente per affermare che il tempo, forse anche grazie ai nuovi media, ha cambiato forma : non è più un inesorabile divenire e non c’è nessuna attesa messianica da portare avanti.Nessuno verrà a salvarci. Il tempo è oggi una scelta. Così come è per me una scelta affermare che è fondamentale recuperare molto di quanto perso in passato senza rinunciare alle possibilità offerte dal presente.

Il tutto, ripeto, nella convinzione che il futuro rimane sempre una scelta. “Viola” non vuole essere un atto estetico. Non ne abbiamo bisogno. È invece un invito dato alla possibilità di scegliere di scegliere. È il momento 😉

In quest’intervista mi hai chiesto di Nicodemo e di XXXV e ne approfitto, quindi, per ringraziare i compagni di viaggio che sono: Gaetano Maiorano, costola del mio progetto, alle chitarre, Luca Urbani (certamente ricorderai i Soerba) ai synth e alle programmazioni, Alessandro De Marino, anch’egli a synth e poi al clarinetto e Camillo Mascolo alla batteria.
I “soci” con cui condivido l’avventura dell’etichetta sono invece Alex Giordano, Roberto Policastro, Cristiano De Divitiis, Johnny e Francesco Paglioli, “Hobos Factory” ovvero Dario Renda e Luigi Marmo, Daniele Mazzotta e Fabio Monetti.

Jack ‘n Roll

app of the week: proust

App of the Week: con Proust dare un giudizio diventa divertente!

App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili scovate nei market e testati per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week!

app of the week: proust

Quando aprite per la prima volta Proust, vi trovate davanti una citazione, giustamente, di Marcel Proust: “Ogni grande cosa al mondo viene dai nevrotici”. Avrete già intuito che questa non è una semplice gaming app: Proust può essere una gran perdita di tempo oppure può essere un passatempo molto intelligente per allenare il cervello e addirittura un modo singolare per conoscere meglio i propri amici.

Chiariamo subito che non è facile comprendere cosa è Proust senza provarla: noi cercheremo di spiegarvelo, ma scaricatela per capir meglio, tanto è gratuita! Intanto guardate il video di presentazione: anche questo non è da meno in termini di “singolarità”!

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=GbvTlCQa5Tw’]

Proust offre un esempio del suo funzionamento già all’apertura dell’app: compare una schermata con due termini, Kitties e Puppies, tra cui scegliere quello preferito. Non è indicato quale sia il criterio di scelta, ma è tutto lasciato al giudizio del giocatore. A quel punto Proust aggiungerà altri termini e chiederà di classificarli di volta in volta. Ecco, questo è più o meno quello che accade quando si gioca con Proust.

In pratica l’app chiede di creare una lista di 5 termini: non importa quale sia il nesso che li lega né di cosa si tratta (dai cantanti, agli animali, dal cibo a personaggi di fantasia, dagli sport alle posizioni erotiche…). Dopo aver creato la lista invitate gli amici che hanno l’app a ordinare la vostra classifica e state a guardare i risultati.

Potreste scoprire che il vostro migliore amico non ha nulla in comune con voi o che quella ragazza che vi piace tanto è in effetti la vostra anima gemella!

Se siete amanti di sparatutto, calcio e giochi di macchine truccate, lasciate stare: non è decisamente l’app che fa al caso vostro, a meno che non abbiate deciso di far colpo su una ragazza o non siete ad una cena di hipster e siete a corto di argomenti utili!

In questi casi, di nascosto, scaricate subito l’app e preparatevi a sfidare gli altri: sperate solo che nella suddetta cena nessuno scelga di fare una classifica dei film della Nouvelle Vague che vi hanno cambiato la vita…

Trovate l’app cliccando sull’immagine qui sotto: per ora è disponibile solo la versione per iPhone,compatibile anche con iPad e iPod Touch, e l’unico modo per giocare è accedere con l’account di Facebook:

proust download itunes

Ma quali principesse, GoldieBlox ispira futuri ingegneri donne [VIRAL VIDEO]

Solo l’ 11% degli ingegneri di tutto il mondo sono donne. Da questo sconfortante dato GoldieBlox, l’azienda americana leader nella produzione di giocattoli che stimolano l’ingegno, lancia uno spot dedicato alle bambine con l’intento di ‘cercare di interrompere la scia rosa dei soliti giochi per femminucce e ispirare la futura generazione di ingegneri di sesso femminile’.

Nel video dal titolo ‘Pincess Machine’ un trio di ragazzine brillanti e creative racimola giocattoli e articoli ‘casalinghi’ sparsi per la casa e con essi assembla una grande macchina di Rube Goldberg. Partendo da un giradischi e carillon si innesca un effetto domino che coinvolge tutto il vicinato 😀
Il risultato è uno spot sorprendentemente bello, divertente da guardare e che incoraggia davvero a sognare e pretendere sempre il meglio dalla vita.

Uno spot controcorrente, uno spot contro chi identifica le adolescenti giocare esclusivamente con bambolotti, carrozzine, ferri da stiro, phon e cucine e sognare di diventare principesse, mamme, ballerine o mogli di calciatori. GoldieBlox promuove un oramai urgente cambiamento culturale comunicando alle future generazioni che una piccola donna può e deve sognare anche di diventare ingegnere, astronauta, medico, pilota…e tutto ciò che desidera essere da grande!

Curiosità: questa versione è la seconda, modificata dopo il ritiro della prima del 17 novembre che conteneva un pezzo versione parodia del brano ‘Girls’ dei Beastie Boys. Pare che il gruppo inizialmente non abbia gradito questa nuova versione, successivamente la band ha chiarito la posizione affermando di aver gradito il messaggio positivo contro gli stereotipi di genere ma chiarendo anche che, fin dal loro inizio, si erano ripromessi che la loro musica non sarebbe mai stata utilizzata per scopi pubblicitari.

Mi piace concludere citando un passo di ‘Ancora dalla parte delle bambine’ di Loredana Lipperini: “In realtà non esistono qualità ‘maschili’ e qualità ‘femminili’, ma solo ‘qualità umane’. L’operazione da compiere dunque non è di formare le bambine a immagine e somiglianza dei maschi, ma di restituire a ogni individuo che nasce la possibilità di svilupparsi nel modo che gli è più congeniale, indipendentemente dal sesso cui appartiene”.

Credits:
Creative Director: Beau Lewis
Machine Creative Director: Brett Doar
Lyrics/Vocals: Raven
Executive Producer: GoldieBlox Inc.
Production Company: The Academy
Director: Sean Pecknold
Co-Director: Zia Mohajerjasbi
Executive Producer: Harry Calbom

Cultura & Web, parlare con internet in tutte le lingue del mondo

Cultura che vai, web che trovi

Un elefante invisibile. Così viene definita in una famosa teoria socio-psicologica la dimensione culturale.

Elefante perché è qualcosa di ingombrante, che può condizionare tutto ciò che ci circonda; invisibile perché finché non si impara ad accettarla e a sapere in che modo guardarla, la cultura altra, diversa, non viene considerata ai fini delle nostre azioni quotidiane.

Sembra strano ma anche in un mondo così globalizzato e connesso, il web e l’interazione con i suoi spazi virtuali vengono condizionati dalla cultura d’appartenenza degli utenti.

Ne ha parlato lo scorso 21 novembre all’International digital forum di Londra Joe Doveton, direttore dei servizi di conversione da Globalmaxer, in un discorso molto interessante in cui ha definito gli 8 fattori principali da prendere in considerazione nel momento in cui si vuole espandere la propria attività web in paesi culturalmente diversi.

1. La cultura dei colori

Il rosso è indice di fortuna in Cina, e di bellezza in Russia. In Francia è utilizzato per i prezzi.
Tuttavia se un prezzo è rosso in Gran Bretagna, gli utenti tenderanno ad assumere che sia scontato.

Cultura che vai, web che trovi

Il verde nei paesi europei è generalmente interpretato come qualcosa di positivo, in Brasile invece significa morte, perché è associato alle distese misteriose e sconfinate della foresta.

Gli olandesi amano l’arancione, mentre i tedeschi, nonostante siano i colori della loro bandiera, non si trovano a loro agio con il rosso, il nero e l’oro.

2. I metodi di pagamento

Il metodo di pagamento online più utilizzato in Germania è la fattura, anche per le piccole transazioni.

Gli italiani preferiscono il pagamento in contrassegno, per la loro tendenza a controllare direttamente le loro transazioni e a non fidarsi di divulgare i propri dati bancari online.

Cultura che vai, web che trovi

Nei paesi di cultura islamica non si possono addebitare interessi, e bisogna tenere conto dei precetti della Shari’a in ambito finanziario.

3. Il layout del sito

Bisogna essere particolarmente attenti alle popolazioni di cultura araba e asiatica. L’arabo infatti si legge da destra a sinistra, e i siti sono allineati a destra.

Il giapponese, il cinese e il coreano invece sono tradizionalmente scritti in verticale. In alcuni casi tuttavia si è cominciato ad utilizzarli in orizzontale, che è molto meglio nel momento in cui si tratta di leggere una pagina web, piuttosto che una pagina di giornale.

4. I call to action

Tutti i bottoni che incontriamo durante la navigazione di un sito ci “chiamano” all’azione (Procedi, Acquista, Scopri, etc.).

Cultura che vai, web che trovi

Questi elementi molto importanti sono ovviamente influenzati dalla cultura del colore, ma non solo. Determinanti nella loro efficacia sono la forma e il testo utilizzato.

Nella cultura occidentale stiamo abbandonando l’approccio scheumorfico al call to action, mentre gli utenti orientali pare siano più riluttanti a distaccarsi da quel tipo di approccio stilistico.

5. I visi

E’ importante che gli utenti riconoscano visi e fisionomie familiari nelle immagini promozionali, per questo è consigliato utilizzare modelli appropriati dal punto di vista etnico.

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Non bisogna dimenticare di adattare anche il contesto: un esempio di questo tipo di attenzione è la campagna Ikea del 2012 in cui il colosso svedese dell’arredamento ha modificato una foto del catalogo destinato al mercato arabo cancellando una donna che faceva parte di una scena familiare.

6. I testi

Bisogna prestare attenzione alla nascita di quello che Joe Doveton ha definito il “webenese”, un incrocio tra lingue nazionali e termini internazionali diffusi grazie alla rete.

Uno dei casi più clamorosi è proprio legato all’Italia. L’espressione più utilizzata per la ricerca di voli economici, contrariamente a quanto si può pensare, è “voli low cost”, quindi un insieme di una parola italiana, più un termine entrato nel nostro vocabolario grazie alla diffusione del fenomeno del low cost in rete.

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7. La tecnologia

Nonostante possa sembrare un browser obsoleto, in Cina Internet Explorer 6 viene ancora utilizzato dal 24% di utenti. Non si può quindi ignorare ogni caratteristica tecnica del nostro sito che non venga supportata da questo browser.

8. Il contesto

In Giappone c’è una predilezione per tutto ciò che è dolce e tenero. C’è infatti tutta una subcultura che ruota intorno al “carino”: il “kawaii”. Tutto ciò che nella nostra cultura è percepito come melenso o sdolcinato, per loro è più che positivo.

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In Germania invece, più una pagina web è chiara e semplice, più gli utenti la apprezzano e ne captano efficacemente i messaggi.

Per approfondire consulta le slide della presentazione di Joe Doveton.

Photo credits: Thinkstock

PlayStation 4: finalmente disponibile in Italia [VIDEO]

PlayStation 4: finalmente disponibile in Italia

Oggi, 29 Novembre 2013, partono ufficialmente le vendite in Italia (e in Europa) della rivoluzionaria PlayStation 4!

PlayStation 4: finalmente disponibile in Italia

Per festeggiare l’occasione Sony ha organizzato ieri sera a Roma, a Castel Sant’Angelo, una spettacolare anteprima dedicata a tutti gli appassionati italiani.

Evento curato nei minimi particolari com’era possibile immaginare dalle prove di lancio.

PlayStation 4: finalmente disponibile in Italia

Che dire? Una gigantesca operazione di marketing che era stata preceduta dal seguente trailer video europeo su YouTube.

PS4: Specifiche Hardware / caratteristiche tecniche

Delle specifiche tecniche avevamo parlato in questo post dedicato. Possiamo ricordare, tra le altre cose:

– la CPU con otto core su processore X86 AMD Jaguar

– la memoria RAM conta su 8 GB GDDR5

– il drive ottico è un lettore Blu-Ray / Dvd

– DUALSHOCK 4 con touchpad anteriore, tasto “share“, casse e microfoni integrati, Led Light Bar, rilevamento della posizione di gioco

I giochi già disponibili

  • Assassin’s Creed IV: Black Flag
  • Battlefield 4
  • Call of Duty: Ghosts
  • Angry Birds Star Wars
  • Contrast (incluso in PS Plus)
  • DC Universe Online
  •  Escape Plan (cross-Buy PS Vita/PS4)
  •  Escape Plan Collection (cross-Buy PS Vita/PS4)
  •  FIFA 14
  •  Flower (cross-Buy PS3/PS Vita/PS4)
  •  Injustice: Gods Among Us Ultimate Edition
  •  Just Dance
  • Killzone Shadow Fall
  • Knack
  • Lego Marvel Super Heroes
  • Madden NFL 25
  • NBA 2K14
  • NBA LIVE 14
  • Need For Speed Rivals
  • Putty Squad
  • Sound Shapes (cross-Buy PS3/PS Vita/PS4)
  • Super Motherload
  • Trine 2: Complete Story
  • Resogun (incluso in PS Plus)
  • Warframe
  • War Thunder