TEDxTransmedia torna a Roma col tema Dangerously Ethical [EVENTO]

Are you ready to be “Dangerously ethical”?

Il TEDxTransmedia 2013 mette in scena un tema dirompente e attuale: l’etica. Villa Farnesina, a Roma, è lo scenario in cui il 27 settembre i partecipanti saranno sfidati a essere “Dangerously ethical”, approfondendo il tema delle responsabilità etiche dei mezzi di informazione e della comunicazione. Se sei in cerca di risposte a questioni attuali e sempre aperte, e se ritieni che le tue idee siano abbastanza eticamente pericolose da poter fare la differenza, probabilmente sei nel posto giusto.

TEDxTransmedia: la genesi

Nato dal fenomeno delle  TED Conference statunitensi dedicate alla diffusione di idee di valore, TEDxTransmedia – dove x sta per evento TED autonomo e indipendente- è stato nel 2010 l’apripista italiano all’innovazione, grazie al fatto di aver introdotto un nuovo modo di confronto che punta su un networking di qualità e sullo storytelling partecipato. Giunto alla quarta edizione, il TEDxTrasmedia è un evento TED-stile, appassionato e ispiratore, che coinvolge esperti provenienti da settori diversi con l’obiettivo di confrontarsi su un tema specifico.

Nicoletta Iacobacci, Head of Media Strategy dell’EBU (European Broadcasting Union), ideatrice e organizzatrice del TEDxTransmedia, porta a Roma per la terza volta l’evento, ricordandoci che “questa nostra avventura vuole prepararci alle rivoluzioni che sono già scritte nel prossimo futuro“. Sì, perché l’obiettivo del prestigioso evento è intraprendere un percorso di immaginazione-azione, dove i partecipanti sono chiamati a “immaginare per costruire” un futuro migliore.

TEDxTransmedia: identikit del TEDx italiano

16 speaker del panorama internazionale avranno a disposizione 18 minuti ciascuno per affrontare il fil rouge  della Conference, sotto l’imperativo della mission del TED “Idea worth spreading” – Idee degne di essere diffuse.  Filosofi, scienziati, musicisti, educatori del panorama internazionale si confronteranno sul tema a partire dalla propria esperienza.16 è anche il numero degli interventi in programma, organizzati in 3 sessioni: Fear, pauraMindfulness, consapevolezza; Hope, speranza.

Tra gli speaker che parteciperanno allo storytelling etico più innovativo dell’anno saranno presenti Dale Herigstad, Media Pioneer  quattro volte vincitore degli Emmy Awards, James Hughes, direttore dell’Institute for Ethics and Emergent Technologies, Francesco Mosconi, ambasciatore in Italia per la Singularity University, il cui obiettivo è quello di dare un impatto positivo nel mondo con la tecnologia, Simon Cohen, pioniere delle relazioni personali etiche ha lavorato con il Dalai Lama e ancora altri illustri nomi tra i “pionieri digitali”.

Perché “etica” è una scelta “pericolosa”?

Dalla guerra informatica al biohacking, dal cambiamento climatico al futuro dell’intelligenza artificiale: i temi al centro del dibattito contemporaneo rappresentano questioni sempre aperte, specie sul piano etico. Ma forse è giunto il momento di rompere le barriere e iniziare a immaginare un mondo nuovo, dove è necessario capire che le scelte etichettate come “pericolosamente etiche” non sono sbagliate, ma rappresentano piuttosto la via da percorrere per insegnarci a praticare una nuova arte del vivere. L’etica intesa come “arte del vivere” è il cuore della quarta edizione del TEDxTransmedia.

E tu sei abbastanza “Dangerously Ethical” da esserci? Consulta il programma completo e registrati sul sito www.tedxtrasmedia.com

L'evoluzione dei brand passa anche dai loghi

I loghi dei vari brand subiscono una lenta ma inarrestabile evoluzione.

Siamo abituati a pensare che un brand si evolva solamente sotto l’aspetto dei prodotti e servizi offerti, ma quello di cui meno ci rendiamo conto è l’evoluzione iconica che subisce il logo.

Si tratta di procedimenti lenti, graduali e fortemente rischiosi, in quanto giocano con l’emotività del consumatore.

Apple, ad esempio, vedeva come primo logotipo una raffigurazione dell’ispirazione di Isaac Newton la quale riportava, sulla cornice, la citazione “Newton..a mind forever voyaging through strange seas of thought…alone”. Questa icona era stata ideata da uno dei fondatori della compagnia Ronald Wayne, ma venne rimpiazzata nel 1977 da qualcosa di completamente diverso: una mela arcobaleno, disegnata da Rob Janoff che mostrava i segni di un morso il quale doveva fare un modo di distinguere la forma da quella di una ciliegia.

Nelle intenzioni di Janoff e Jobs, il quale aveva commissionato il nuovo marchio, il nuovo logotipo serviva a rendere Apple più accattivante ad un target giovane e dinamico arrivando con altri 2 passaggi all’attuale mela argentata.

Vi sono brand che hanno raggiunto l’icona attuale attraverso pochi passi decisi, come Toyota, ed altri che ci hanno dovuto pensare un po’ di più: un esempio è la Warner Bros che è arrivata all’attuale logo attrverso 12 passaggi precedenti, o NBC che ne vanta 11.

Qui sotto, oltre a quelli citati, trovate altre 10 brand-evoluzioni.

A riconoscere alcuni passi precedenti ai loghi attuali, ci si sente vecchi.

 

 

Palazzolo Digital Festival 2013: ti aspettiamo, non fare l'analogico!

Palazzolo Digital Festival 2013: ti aspettiamo, non fare l'analogico! [EVENTO]

Palazzolo Digital Festival 2013: ti aspettiamo, non fare l'analogico!

Dopo il successo della prima edizione, torna il Palazzolo Digital Festival, il primo festival digitale della Franciacorta dedicato alle nuove tecnologie e alla cultura digitale.

28 eventi, 5 giorni e 2 location per la seconda edizione di un evento che si sta confermando un centro del dibattito e dell’innovazione digitale, quest’anno ancora più ricco di contenuti e di partner, con esperti provenienti da tutta Italia.

Internet e le nuove tecnologie si evolvono. E noi? Le frontiere della conoscenza corrono in avanti aprendo scenari inediti e imprevedibili. Il digitale offre straordinari strumenti alla ricerca, all’economia, alla cultura e al lavoro. Non è fantascienza, è realtà. Conoscerla per coglierne le opportunità – o per non farsi travolgere – è un diritto di tutti.

Palazzolo Digital Festival 2013: ti aspettiamo, non fare l'analogico!

PDF013 è una kermesse di eventi per tutti i tipi di pubblici: dalle famiglie alle imprese, dai ragazzi ai professionisti, dagli analogici ai digitali presso le location della scuola Primaria Galignani e della Biblioteca Civica Lanfranchi di Palazzolo sull’Oglio.

Il Festival è promosso da Fondazione Galignani con il patrocinio dalla Regione Lombardia, dalla Provincia di Brescia, del Comune di Palazzolo sull’Oglio, dell’Associazione Industriale Bresciana, della Biblioteca Civica G. U. Lanfranchi, della Rete Bibliotecaria Bresciana e del Digital Experience Festival.

I Ninja sono media partner dell’evento e vi invitano a partecipare numerosi!

Save the date!

Dove: Scuola Primaria G.A. Galignani, Piazzale Mazzini 11 e Biblioteca Civica G.U. Lanfranchi, Lungo Oglio Cesare Battisti 17 (Palazzolo sull’Oglio, Brescia).

Quando: dal 25 al 29 settembre.

Scoprite il programma sul sito ufficiale dell’evento (oppure restate connessi su Facebook e Twitter). L’evento è gratuito!

Canal+: la suspance è una questione importante [VIDEO]

BETC e Canal+ lanciano insieme il nuovo canale dedicato alle più avvincenti serie televisive. Stéphane Xiberras, CCO e Presidente BETC Parigi, svela il segreto che si nasconde dietro lo spot girato a Vancouver questa estate, diretto da Steve Rogers, seguito da una campagna outdoor in tutta la Francia.

L’intera campagna si basa sull’esprimere quella sensazione di coinvolgimento che gli spettatori provano quando guardano una serie televisiva intrigante. Quella dipendenza che si crea prima di scoprire che cosa accadrà, chi sarà il colpevole, o l’assassino, o l’amante segreto o qual è il vero motivo per cui la banda dei clown insegue il ragazzo dal completo firmato.

Ogni serie televisiva accattivante di Canal+ series ha sempre un protagonista fuori dalle righe alla quale lo spettatore si affeziona: un poliziotto serial killer, un mafioso che soffre di depressione, una famiglia di becchini. I nostri clown rappresentano questa stranezza e innescano quel senso di curiosità nelle persone che guardano lo spot fino alla fine, stupendosi della conclusione.

Proprio così… I nostri piccoli protagonisti non sono né delle spie né dei killer spietati, bensì sono degli spettatori incuriositi a loro volta dal finale di un racconto che il ragazzo dal bell’aspetto non ha mai concluso, e cominciano il disperato inseguimento in attesa del classico “The end”.

E voi quante notti avete passato davanti alla televisione per non perdere la vostra serie televisiva preferita o trascorso il week end in folli maratone per riprendere il passo con le puntate precedenti?

Credits:
Agency: BETC Paris
ECD: Stéphane Xiberras
Creatives: Jean-Christophe Royer, Eric Astorgue
Director: Steve Rogers
Production company: Wanda

Cosa si nasconde dietro un CEO di successo

Quando pensiamo allo stereotipo di un CEO con una leadership carismatica è inevitabile pensare al fondatore della Apple: Steve Jobs.
Vi siete mai chiesti perché Steve Jobs incarnasse così bene l’insieme di valori di cui si è sempre fatta portatrice la Apple?
Steve Jobs ha incarnato perfettamente il “way of feeling” dell’utente Apple e non lo ha mai tradito, in alcuni casi anche a dispetto della logica comune. Pensate ad iPhone: come vi spiegate il paradosso di un oggetto di lusso che è diventato alla “portata di tutti” senza modificare le politiche di pricing?

Ora non possiamo pretendere che tutti i Ceo formino un continuum unico con il branding della propria azienda, ma potrebbe essere una chiave di lettura da non trascurare.

Mark Zuckerberg

Prendiamo in considerazione l’ex startupper che ha a disposizione il maggiore numero di utenti finali dopo aver lanciato il suo prodotto/servizio in tutto il mondo: Mark Zuckerberg.
Alzi la mano chi ama visceralmente Facebook! Poche mani.
Chi pensa che Facebook si faccia troppo gli affari nostri e vada utilizzato con più attenzione? Molte mani in più.
Penso che quasi mai nella storia dell’umanità ci sia stato il caso di un prodotto “tanto odiato” ma con un utilizzo così massivo.

Zuckerberg conosceva sin dall’inizio questa singolare peculiarità di Facebook visto che ha avuto modo di testarlo e vederlo crescere in più di un college universitario. Questo ragazzo multimilionario non brilla per leadership carismatica ma somiglia piuttosto ad un novello Machiavelli, con tutti i lati positivi e negativi del caso.

Jeff Bezos

Difficile trovare qualche under 40 che non abbia mai effettuato un acquisto su Amazon.
Altrettanto difficile pare che sia trovare un fan del suo fondatore e padrone assoluto: Jeff Bezos.
Bezos è la summa della potenza commerciale e affaristica dei grossi mercanti che hanno popolato la storia dello sviluppo umano. Se avete Amazon come competitor, significa che avete sbagliato qualcosa nel vostro business plan..

Eppure c’è un lato in comune tra lo Steve Jobs citato ad inizio articolo e Jeff Bezos: non si muove foglia in Amazon che Bezos non voglia. Anche in questo caso non si tratta di una leadership carismatica, ma di sicuro i top manager di Amazon sanno che non potranno nascondersi dietro nessun paravento in un confronto one-to-one con il loro CEO (proprio come capitava e capita tutt’ora in Apple).

Marissa Mayer

Se vi dico Marissa Mayer vi dice qualcosa? Se invece vi dicessi Google Maps, Google Earth e Gmail penso che la risposta sarebbe diversa… Tutti dobbiamo dire grazie a Marissa Mayer se i prodotti sopra citati ci danno una mano a semplificarci la vita tutti i giorni.
Dopo essere stata la prima ingegnere donna assunta da Google è ora l’amministratore delegato di Yahoo e, trascorsi 15 mesi dalla data di inizio incarico, può vantare un aumento del 20% del traffico arrivando a contare 800 milioni di utenti attivi al mese, di cui 350 milioni da mobile.

Elon Musk

Una personalità travolgente che si riflette nella decisione di cambio del logo recentemente ufficializzato: la fa considerare dalla rivista Fortune degna di entrare nella lista delle 50 donne più potenti al mondo e, oltretutto, la più giovane del gruppo.

Elon Musk è probabilmente l’unico CEO che può essere paragonato al Tony Stark della Marvel, alias Iron Man.
Dopo aver co-fondato PayPal ha investito sul progetto SpaceX con l’obiettivo di progettare e costruire lanciatori spaziali a razzo parzialmente riutilizzabili e veicoli spaziali come vettori persone e merci.

E non finisce qui, perché Elon Musk è anche co-fondatore e responsabile del product design di Tesla Motors, azienda che ha investito moltissimo nella produzione di auto a propulsione interamente elettrica.

Se una persona si valuta per ciò che afferma, come poter giudicare un uomo che dice:“una volta che saranno stabiliti voli regolari su Marte, i costi potrebbero abbassarsi fino a mezzo milione di dollari per qualcuno interessato ad andare sul pianeta. Poi, credo ci saranno abbastanza persone che vorrebbero comperare un biglietto del genere, così da poter metter in piedi un vero e proprio business”.
Tutto ciò finalizzato a permettere al genere umano di impiantare una prima colonia di circa 80.000 persone sul Pianeta Rosso.

Marshall McLuhan sosteneva che il medium è il messaggio, alla luce delle precedenti considerazioni possiamo probabilmente sostenere che nelle aziende di successo: il CEO è l’azienda.

Heineken trasforma Instagram in una social caccia al tesoro

Instagram Marketing Case History Heineken

Heineken ha lanciato un social contest per dare ai propri fan la possibilità di vincere dei biglietti per la finale degli US Open di quest’anno. Ma non si tratta del solito foto o video contest su Instagram, in questo caso Heineken ha puntato sull’originalità creando qualcosa di gran lunga più creativo.

In collaborazione con l’agenzia Wieden + Kennedy, il brand ha trasformato il suo feed di Instagram in un gioco che combina la caccia al tesoro e l’inconfondibile stile della simpatica serie Dov’è Wally?.

Per partecipare i fan devono cercare su Instagram l’account @Crack_the_US_Open e seguire le semplici regole del gioco.

Instagram Marketing Case History Heineken

Dall’account @Crack_the_US_Open con il telefono in posizione orizzontale si presenta una vista panoramica molto divertente del pubblico nello stadio, formata da oltre 200 foto per realizzare una sorta di “mosaico-tribuna”.

Instagram Marketing Case History Heineken

Per vincere i biglietti è sufficiente seguire gli indizi pubblicati dall’account ufficale @Heineken_US  e commentare, prima degli altri partecipanti, con la “code-word” indicata la persona giusta tra la folla.

Instagram Marketing Case History Heineken

Questo contest offre il giusto mix tra creatività e semplicità, e per una volta, anche nel mondo dei social “si va un po’ oltre” proponendo un utilizzo meno convenzionale di un mezzo. Il risultato è decisamente positivo e porta i fan ad avvicinarsi al brand in maniera originale aumentando spontaneamente il loro engagement.

Google

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Catch the Star: il contest in realtà aumentata

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Come sfruttare le potenzialità dell’augmented reality per promuovere il proprio business? Catch the Star è l’iniziativa di Autostar SpA, dealer ufficiale in Italia di automobili di fascia alta come Mercedes, Bmw, Smart e Mini che cerca di avvicinare nuovi segmenti di pubblico legando il proprio brand ad un’iniziativa di “Social&Digital engagement”. Le piattaforme alla base dell’iniziativa sono state sviluppate da iVision Made.

Catch the star: il contest

Fino al 15 Ottobre 2013 sarà possibile collezionare le stelle Autostar in tutta Italia ed entrare nella classifica del gioco. Ci sono tre diversi tipi di stelle, che regalano più o meno punti. Esistono due modi per catturare le stelle e guadagnare punti: tramite Facebook game o tramite Mobile app.

E’ possibile giocare a catch the star su Facebook, un giochino di abilità nel quale dovrete catturare il maggior numero di stelle senza prendere ostacoli. Attenzione! Anche i tronchi degli alberi vi faranno perdere la partita. Quanto lontano riuscirete ad arrivare? Questo gioco regala solo stelle gialle, che ai fini della classifica valgono 1 punto.

Scaricando l’app Autostar AR disponibile su Google Play e iTunes il vostro mobile device si trasformerà in un “detector stellare” grazie al quale potrete catturare le stelle Autostar dislocate in tutto il territorio italiano: basterà consultare la mappa per conoscerne la posizione e, una volta raggiunte, inquadrare le stelle con la camera per catturarle. Le stelle rosse valgono 5 punti, mentre quelle argentate 15.

         

Solo chi salirà sui tre gradini del podio riceverà un premio:

  • Al primo classificato andrà un Samsung Galaxy S4 bianco
  • Al secondo classificato verrà regalato un Galaxy tab 10,1 3g+WiFi bianco
  • Al terzo classificato andrà il premio secondo me più bello: Autostar SpA darà il tuo nome ad una stella vera iscrivendola al Global Star Registry!

Le stelle vengono reintrodotte casualmente su tutto il territorio, quindi vale la pena di ricontrollare sempre sulla mappa. Durante l’iniziativa verranno realizzati eventi e battle arena nei quali le stelle catturate varranno più punti: gli eventi sono segnalati sulla pagina Facebook di Autostar SpA.

Se avete uno smartphone Android o iOS, vale la pena di indossare i panni del cacciatore di stelle: la classifica è molto agguerrita, ma i punteggi sono ancora abbastanza bassi!

Scarica Autostar AR per il tuo OS

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9 consigli per scrivere una email perfetta

9 consigli per scrivere una email perfetta

9 consigli per scrivere una email perfetta

Photo Credits: Martinak15 on Flickr

Sono state inventate circa due decenni fa e hanno rivoluzionato il mondo della comunicazione sia sul lavoro che a livello interpersonale. Tutti pensiamo di saperle scrivere eppure non è così. A volte sono troppo corte oppure troppo lunghe. Capita poi di mandarle a tante persone e anche nel momento sbagliato. Stiamo parlando delle email, croce e delizia di molti.

Ambra Rae ha intervistato Sarah Peck, scrittrice, designer e strategist che ha tenuto un workshop con al centro il tema dello sviluppo di capacità comunicative efficaci. Oggetto della chiacchierata tra Ambra e Sarah è stato il giusto utilizzo delle mail.

Vi siete mai chiesti se i vostri messaggi di posta elettronica riescono ad ottenere i risultati desiderati? No?! Sapete in cosa sbagliate?  Per rispondere a queste domande ecco un semplice e comodo elenco dei 9 errori da evitare nella scrittura di una email in maniera tale da renderla “perfetta”.

ERRORE n.1: Inviare i messaggi di posta elettronica solo se serve qualcosa

Mandare una mail solo davanti a una necessità risulta poco carino. I rapporti, di qualunque genere essi siano, si costruiscono anche con messaggi che dimostrano interesse “per la vita” del destinatario e non solo per quello che egli può eventualmente fornirci.

Esempio: “Ehy ciao! Ho letto della grande notizia! Volevo solo dirti che sono molto contento per te, ti seguo con interesse. Ho voluto scriverti di proposito per farti sapere che spero tu stia andando alla grande”.

ERRORE n.2: Dimenticare che c’è una Persona al di là della mail

Inviare messaggi diretti, che vanno subito al sodo, indicando ciò che si vuole è una cosa da non fare. Come non potete andare in casa altrui e comandare a bacchetta i proprietari, così nell’invio di una mail non potete dare solo indicazioni circa la vostra situazione.

È fondamentale utilizzare dei modi che rendono la comunicazione “friendly” sia all’inizio sia alla fine. Si può esordire con un “Ciao”, continuare poi commentando qualche notizia relativa a persone che entrambi conoscete e finire augurando al vostro destinatario il meglio per il lavoro o per quello che più ritenete opportuno.

ERRORE n.3: Utilizzare troppo spesso la prima persona

Io qua, io là, io su, io giù… No, nella composizione di una buona mail la prima persona va usata il meno possibile. L’attenzione deve essere focalizzata sul destinatario dell’epistola digitale, su quello che vuole o che magari vorrebbe sentirsi dire.

Esempio “Io, questa primavera, sto insegnando in un workshop di un nuovo scrittore e vorrei diffondere il programma. Penso che saresti interessato alla cosa”…

Può essere trasformato in…

“Ciao Lesly, qualche tempo fa abbiamo fatto una chiacchierata su come migliorare la scrittura. Sai che è stato lanciato questo laboratorio per creativi? Ho pensato ti potesse interessare. Fammi sapere se è quello che stavi cercando”.

ERRORE n.4: Mandare la mail nel momento sbagliato

Solo perché l’hai scritta ora non significa tu debba mandarla subito. La posticipazione dell’invio è una delle tecniche più potenti e meno usate per l’emailing. È importante quindi programmare le mail e possibilmente prediligere la mattina per l’invio. Tendenzialmente potete organizzare i messaggi “spalmandoli” su 24/48 ore. In questo modo potrete dedicare tempo anche ad altro e abituerete le persone che sono in contatto con voi a un ritmo preciso nella comunicazione. Se poi avete un urgenza potete mandare un messaggio veloce in tarda serata o nel weekend, diventando così un eroe agli occhi del vostro cliente.

ERRORE n.5: L’invio a troppe persone

Avere molti indirizzi tra i destinatari della mail non significa che si avranno altrettante risposte. Anzi! Per rendere efficace il nostro invio è opportuno scegliere accuratamente a chi mandare la mail: le selezione giusta di una nicchia di persone realmente interessate al contenuto del nostro messaggio aumenterà le possibili risposte. Meglio spedire la mail a 3 persone che apprezzano l’argomento che a 15 non tutte interessate, trasformando quindi in spam il nostro messaggio.

ERRORE n.6: Non avere informazioni sul destinatario della mail

Lavorate anche sul destinatario. Se è una persona che conoscete poco, provate a raccogliere informazioni su di lui. Per esempio aggiungendo il plug-in di Gmail, Rapportive, che è come un software di CRM (Customer Relationship Management). Con Rapportive potrete avere la foto della persona con la quale state interagendo e preziose notizie relativamente a titoli, qualifiche, lavoro e social network.

9 consigli per scrivere una email perfetta

ERRORE n.7: Dimenticare di mandare messaggi di aggiornamento o urgenti

Se siete in attesa di una risposta importante il tempo sembra non passare mai. È buona regola mandare una mail per dare aggiornamenti sull’avanzamento del progetto tranquillizzando così l’interlocutore o anche per avvisarlo di un ritardo o un anticipo nella consegna. Quindi potete mandare una mail se pensate di non rispettare le date pattuite o se il cliente sembra “impertinente”.

Esempio: “Ehi, Sarah. Volevo solo mandare un rapido aggiornamento circa la consegna della nostra proposta. Siamo pronti a mandarti qualcosa da venerdì prossimo, ma potremmo avere un paio di giorni di anticipo. Ci sentiamo la prossima settimana! Fatemi sapere se avete domande nel frattempo”.

Esempio: “Ehi, Sarah. Abbiamo realizzato un primo step il mese scorso e ho tardato nel darti riscontro. Sto ancora lavorando alla pila di roba sulla mia scrivania, ma dovrei avere qualcosa nelle prossime 2-3 settimane. Non volevo tenervi in attesa! Ci sentiamo presto.”

ERRORE n.8: Scrivere messaggi troppo lunghi

Più lunga sarà la mail e minore sarà le possibilità che venga letta per intero. I messaggi molto lunghi vengono utilizzati per stilare una strategia o un documento mentre per le email si predilige un linguaggio abbastanza asciutto e snello, essenziale e che si compone di tendenzialmente di quattro periodi. Per la condivisione di elementi più corposi si possono usare Google Docs, Asana o Basecamp.

ERRORE n.9: Utilizzare esclusivamente email

Come dicevamo prima, i rapporti, di qualunque genere essi siano, vanno coltivati ed è essenziale aggiungere umanità alle relazioni. Quindi va bene l’utilizzo della mail che deve essere però integrata con altri strumenti che possono creare maggiore coinvolgimento tra le persone come video, chat e Skype.

A questo punto vi starete chiedendo: “Ma quali sono gli elementi che rendono un mail perfetta?”.

9 consigli per scrivere una email perfetta

Ecco, quando scriviamo una mail dovremmo…

1)  Raccontare storie coinvolgenti.  Tutto acquista più senso se è accompagnato da esempi pratici. Nella mail si possono usare case history o si può stilare un comportamento tipo oltre che raccontare un problema vissuto in prima persona. È importante coinvolgere il nostro destinatario, egli deve ben capire il contesto, l’argomento di cui stiamo parlando e il motivo per il quale scriviamo.

2) Usare 4 periodi e un solo argomento di approfondimento. È fondamentale mantenere la mail in un limite di 4, al massimo 5, frasi e periodi. Questo permette di focalizzare bene il punto critico o il problema di cui ci stiamo occupando. Imponetevi di approfondire solo un elemento e se proprio dovete farlo usate un documento a parte.

3) Essere ricettivi e riflessivi. Nella scrittura di una mail si può prendere spunto anche dal modo in cui gli altri gestiscono la comunicazione, cercando di individuare una “via media” da applicare ai nostri messaggi anche in base allo stile adottato dal destinatario. Per esempio, qualcuno vi manda una mail breve con un linguaggio formale? Rispondete con lo stesso stile.

4) Segnare le mail che apprezziamo con Evernote. Usate le mail che ricevete come fonte di ispirazione. Prendete spunto dai messaggi che più vi piacciono, annotateli, evidenziateli. Inoltre potete creare nella vostra casella di posta una cartella con dei prototipi di email già scritte, messaggi brevi e di ringraziamento, da poter usare nel momento del bisogno.

Forse fino a questo momento non sapevate di essere dei veri e propri scrittori. Eppure è così: le mail sono tra i principali strumenti di comunicazione che oggi usiamo per scambiare informazioni a livello personale e professionale. Saperle scrivere bene è un punto in più per ottenere ciò che si desidera. E questo fa di voi dei veri e propri scrittori! Non trovate?

Le 5 cose che un buon capo proprio non deve dire

In qualsiasi settore, attività, commercio elettronico o meno, non esiste al mondo un  buon capo che abbia voglia né interesse ad abbattere l’entusiasmo e la dedizione di un suo dipendente.

Eppure succede spesso, questo perché le parole di un superiore hanno un peso completamente diverso rispetto a quelle di una conversazione “alla pari”. E tu non vuoi che il tuo fidato collaboratore, solare, ottimista e creativo diventi, giorno dopo giorno una “mummia da ufficio”  borbottante e senza iniziativa, vero?

Prendiamo l’esempio di Mario, appena assunto dalla tua azienda, motivato e con gran voglia di fare, alle prese con il suo primo report settimanale. Ha utilizzato Excel, invece di un semplice file testuale, per permettere la comparazione dei dati e presentare la sua relazione nel modo migliore. Eccitato come uno scolaretto al primo giorno di scuola, corre a presentare il lavoro a Giancarlo, il suo supervisore. Giancarlo da un’occhiata veloce alla relazione e dice “Per queste cose non usiamo excel, consegnamelo in formato .doc

Ahia!

Mario torna sconsolato alla sua scrivania e, sospirando, apre Word. Mentre ricomincia il suo lavoro mugugna sottovoce: “Ma non mi avevano assunto per le mie capacità?”

Forse non te ne rendi conto, ma è sorprendente quanto le tue parole possano alzare o distruggere il morale dei Mario della tua azienda. Quindi, da buon capo, ecco le 5 cose che  non devi assolutamente lasciarti sfuggire!

 

1. Qui non facciamo le cose così

Sicuramente hai procedure standardizzate e sistemi ben funzionanti collaudati da tempo, ma i tuoi impiegati hanno un cervello (li hai assunti per quello, giusto?). Non costringerli a fare tutto secondo un unico schema semplicemente perché funziona o perché hai sempre fatto così, rischi di perdere moltissimo potenziale inespresso di Mario, castrato dalla paura di sentirsi dire, appunto “qui non facciamo le cose in questo modo“.

Ovviamente i collaboratori necessitano di linee guida e non è possibile che ognuno faccia come gli pare e piace, ma te la senti di rinunciare all’enorme vantaggio che le nuove idee possono darti?

2. Mi spiace, non posso aiutarti

E questa è grossa. Piuttosto che far sprofondare Mario nel panico, invitalo a cercare una soluzione differente al suo problema. Potresti suggerirgli, ad esempio: “Parla con Vittorio, qualche tempo fa ha avuto un problema simile e l’ha risolto brillantemente“, oppure “Hai in mente qualche soluzione diversa che potrebbe risolvere la questione?”. In questo modo insegnerai ai dipendenti che un buon capo è anche un’ottima risorsa per la squadra, e che i problemi vanno risolti con elasticità mentale piuttosto che con una richiesta di soccorso.

 

3. Posso aiutarti?

Un attimo… non ti avevo appena detto di essere utile? Allora perché ti consiglio di fare l’esatto opposto? È una questione di semplice buon senso: non esiste aiuto peggiore di quello offerto troppo spesso o troppo presto. Questa frase va usata davvero con molta moderazione,  quello che vuoi è che il tuo team sia in grado di gestirsi e risolvere i problemi autonomamente. Se il tuo aiuto è sempre a disposizione e, addirittura, arriva senza essere richiesto, è probabile che Mario si demoralizzi un po’ e che diventi svogliato e compiacente. Non meravigliarti se poi al nuovo arrivato dirà “Non ci perdere su troppo tempo, tanto poi se la vede il capo“.

Non va affatto bene! Devi essere in grado di delegare e distribuire compiti e mansioni con la sicurezza che i tuoi dipendenti sono in grado di adempiere correttamente alle tue direttive.

4. Ok, seguiamo le direttive ma personalmente non sono d’accordo

Vuoi scatenare una tempesta di confusione in ufficio? Non c’è nulla di meglio di mostrare apertamente ai collaboratori il tuo dissenso verso una decisione dei tuoi superiori o supervisori. Il direttivo è come i genitori: hanno sempre ragione e la loro unità gli permette di remare sempre nella stessa direzione per raggiungere il risultato prefissato. Non si discutono gli ordini dei genitori, giusto? Ecco, il tuo lavoro consiste nel fare in modo che queste decisioni si concretizzino nel raggiungimento dello scopo.

 

5. Fai così perché lo dico io!

Capiterà spesso che i tuoi impiegati, in particolar modo quelli più giovani, ti chiedano spiegazioni sul perché vada fatta una certa cosa o su come mai vada fatta proprio in quel modo. Ti sembra assurdo dargli qualche chiarimento?  È anzi molto probabile che le tue risposte aiutino il nostro sconsolato Mario a comprendere il quadro generale delle operazioni dell’azienda, favorendo la sua crescita professionale e indirizzando meglio i suoi sforzi. Ovviamente dalla tua risposta non può dipendere l’esatto svolgimento della mansione affidata che deve essere svolta con precisione e puntualità.

Bene, quindi ora conosci le 5 cose che non devi assolutamente dire in azienda. E sei obbligato a seguire questi consigli, perché lo dico io. In realtà non sono proprio sicuro che siano tutti affidabili, ma tu dagli un’occasione lo stesso. Per questo voglio aiutarti. Anzi, lascia perdere, sono così occupato che non potrei aiutarti in ogni caso. D’altro canto già lo sai: qui non facciamo le cose in questo modo.

Oscar di Montigny, direttore marketing Mediolanum, e l'importanza del personal branding

Oscar di Montigny, Direttore Marketing di Banca Mediolanum, ci spiega quanto sia importante il branding individuale. Una testimonianza interessante da parte di chi lavora in un settore che ha “inventato” la figura del family banker: un consulente ed un formatore al tempo stesso, responsabile del contatto esperienziale e relazionale con il mercato. Un parere importante sul tema del personal branding e del public speaking così come vengono trattati nel prossimo corso Ninja Academy che si terrà a Milano il 27 e 28 Settembre.

Quanto è importante, per chi lavora in una grande azienda, coltivare e arricchire nel tempo il proprio personal brand?

Coltivare e arricchire il proprio personal brand è oggi un aspetto importante ma non ancora il “più” importante, pur essendo però destinato necessariamente a diventarlo nel prossimo futuro. Il grande pubblico si sta infatti già preparando alla valutazione del personal brand come una delle più rilevanti discriminanti prima di procedere ad un acquisto che sempre più si fonderà sulla fiducia a qualcuno (persone) più che a qualcosa (azienda o prodotti). Il personal brand e’ quindi un tema di grande attualità ma non ancora di assoluta centralità. Lo diventerà comunque presto, quando la maggior parte dei manager avranno a che fare prevalentemente con un pubblico di nativi digitali.

Che rapporto c’è tra soddisfazione dei clienti e personal brand di un marketing manager?

Credo non ci sia ancora un rapporto strettamente diretto tra soddisfazione del cliente (domanda) e personal brand del Marketing Manager (azienda), ma il personal branding rappresenta un aspetto su cui necessariamente investire oggi per potere godere di un vantaggio competitivo enorme domani.

Oggi le persone, indifferentemente da età, sesso e cultura, cercano la maggior parte delle informazioni sui manager a cui dare fiducia sempre più attraverso il web. E questo domani potrebbe valere ancor più per quelle aziende che operano sul mercato proponendosi per la gestione del denaro dei propri clienti. Per le persone più rappresentative di queste aziende sara’ quindi fondamentale essere sul web ed esserci “bene”, governando le informazioni che le riguardano.

Quali top manager italiani o internazionali ti ispirano dal punto di vista professionale?

Finora non ho intercettato manager che siano diventati per me degli ‘assoluti’ punti di riferimento. Piuttosto sono attratto e ispirato prevalentemente dalle diversità fra le modalità di relazione e comunicazione adottate dai manager più attivi su questo fronte.

Il family banker di Mediolanum è una figura che accorpa relazione umana e servizio bancario. Quanta influenza gioca, in termini di performance, il loro personal brand?

La relazione umana ha un’influenza enorme sul personal brand. I social network, ad esempio, possono rappresentare in tal senso uno strumento molto utile per la costruzione della propria credibilità; hanno il potere di ridurre la distanza con i propri interlocutori, aumentando l’intimità e la velocità della relazione, consentendo sia il raggiungimento di risultati importanti in termini di reputation (sia propria che aziendale) oltre che di efficacia commerciale.

Se ti interessa imparare a scegliere le giuste piattaforme per sviscerare il tuo talento, connetterle, attivarle, gestirle e monitorarle… sappi che il prossimo corso Ninja Academy è dedicato proprio al comunicare chi sei e quanto vali. Online ed in pubblico!