Come salvaguardare la durata della batteria dell'iPhone

Questo è il primo appuntamento della sezione Mobile di Ninja Marketing che ospiterà la rubrica Genius Corner di iSpazio! Ogni settimana, i nostri amici di iSpazio ci daranno utili suggerimenti per risolvere dubbi e problemi con i nostri device Apple.

Oggi ci propongono alcuni semplici passaggi attraverso i quali potrete ottimizzare la durata della batteria del vostro iPhone. Ovviamente questi consigli sono applicabili anche ad iPad e iPod Touch.

Luminosità

Il primo fattore su cui si può facilmente intervenire riguarda la luminosità dello schermo. È ovvio che una luminosità molto alta consuma più energia, quindi la nostra batteria durerà di meno. Impostiamo la luminosità (nel menù “Impostazioni” -> “Luminosità”) su un valore medio-basso.


Blocco automatico

Andando in “Impostazioni” -> “Generali” -> “Blocco automatico” potremo impostare lo spegnimento automatico del display. Ovvero, quando il nostro iPhone imarrà inutilizzato per un determinato intervallo di tempo, andrà automaticamente in stand-by, spegnendo lo schermo e disattivando la connessione WiFi. Per ottimizzare la batteria è consigliabile impostare “1 minuto”, ma per avere un pò di libertà in più, può andar bene anche 2-3 minuti massimo.


3G e WiFi

Entrambe le connessioni disponibili sull’iPhone sono molto utili e ci permettono di accedere a molteplici servizi. A volte, però, non è necessario aver attivato la ricerca di connessioni WiFi e della rete 3G, per esempio quando siamo in macchina o in luogo in cui la connessione internet non è disponibile o proprio quando sappiamo a prescindere che non ci servirà.


Geolocalizzazione

E’ un servizio che gira sempre in background ed è utile per inserire tag nelle foto scattate o ad altre applicazione per rilevare la vostra posizione attuale sulla mappa. Se non lo utilizzate spesso, è consigliabile disattivarlo


 

Push

Disattivate i servizi push per le Mail, i contatti, il calendario e i preferiti. Un continuo accesso alla rete per controllare la presenza di nuovi dati, influsce molto sulla batteria.


Multitasking

Un ulteriore aspetto da considerare sono le applicazioni che girano in background. A tal proposito può essere utile chiudere manualmente quelle applicazioni che in un determinato momento della giornata potrebbero non essere utile. Per far ciò è necessario attivare la barra del multitasking (facendo un doppio clic sul tasto home) e, dopo aver premuto qualche instante l’icona di un’applicazione a caso, chiudere le applicazioni (che inizieranno a tremare) in questione facendo un tap sulla piccola icona rossa che trovi in alto a sinistra nel logo di ogni app.


Da 0 a 100

Fate scaricare la batteria completamente, finchè l’iPhone non si spegne del tutto. Dopodichè ricaricatela fino al 100% e ricominciate ad utilizzare il telefono.

Nel caso in cui il tuo dispositivo fosse jailbreakkaecco altri consigli.

  • SSH: valgono gli stessi discorsi fatti per il 3G e il WiFi. Quando non intendiamo collegarci dal nostro PC/Mac in SSH all’iPhone possiamo disattivare questo servizio
  • Winterboard :bisogna prestare attenzione ai temi dinamici, con animazioni, effetti sulle immagini o widget. Gravano pesantemente sulla batteria.
  • Applicazioni Cydia: da installare o da evitare.

Questi rappresentano soltanto alcuni accorgimenti che – se seguiti correttamente e costantemente – possono permettersi di ottenere una migliore performance della tua batteria. Ovviamente si potrebbero fare delle considerazioni più approfondite, ma in tal senso molto dipenderebbe anche dall’utilizzo che, giornalmente, fai del tuo melafonino sia in termini di tempo che di utilizzo di specifiche applicazioni.

(C) Danielo de Danilis - Mauro Moretti

Mauro Moretti: reinventare la creatività dopo 30 anni di esperienza [INTERVISTA]

(C) Danielo de Danilis - Mauro Moretti© Danielo de Danilis

Il matematico Henri Poincarè è l’autore di una tra le definizioni più condivise di creatività: “la capacità di unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili”: che si tratti di design, copywriting o product management, un processo creativo partorisce sempre qualcosa di innovativo (nuovo) e socialmente condiviso (utile). Essendo un utilizzo particolare dell’intelletto, qualsiasi individuo è dotato, in maniera differente, di creatività.

Che cosa accade quando essere creativi non è più solo una passione, ma un lavoro? Oggi abbiamo l’onore di intervistare Mauro Moretti, fumettista e disegnatore italiano, nonché precursore del fotofumetto. Tutti noi abbiamo già visto un’opera di Mauro: egli è stato infatti l’illustratore dell’edizione italiana di Risiko e di molti giochi di ruolo italiani; negli anni’80 ha lavorato con Roberto Vecchioni e Andrea Pazienza per l’album “Hollywood Hollywood”, componendo due video fumetti.

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Da più di 25 anni Mauro collabora con delle agenzie italiane e internazionali componendo storyboard, layout ed illustrazioni, con uno stile eterogeneo e ricercato.

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Uno schizzo di Mauro

Di recente, Mauro ha postato su Facebook un appello nel quale ricerca lavoro. Noi ci uniamo al suo appello e lo intervistiamo per comprendere la posizione di un creativo in tempi di crisi.

– Buongiorno Mauro, ci racconti qualcosa in più di te?

Buongiorno, ho 55 anni e posso dire che disegno da sempre! Ho iniziato da giovanissimo a girare con la mia cartellina dei disegni per case editrici di fumetti: allora era il mestiere che avrei voluto fare, e così con buona volontà e pazienza iniziai il giro delle sette chiese, come si suol dire; un vero pellegrinaggio presso molte case editrici.

Dopo avere collaborato con alcune fanzine di fumetti, finalmente stampai la mia prima storia sul mensile Il mago della Mondadori; da lì piano piano iniziai a lavorare sul serio con collaborazioni sempre nell’editoria con Rizzoli per Il corriere dei piccoli e Il corrier boy, con Tutto musica e spettacolo, mensile di TV Sorrisi e Canzoni.

Contemporaneamente disegnavo copertine per giochi di ruolo per la IT International Team, una casa di produzione italiana, con la quale ebbi una collaborazione abbastanza cospicua. Ad un certo punto della mia carriera entrai nel magico e dorato mondo della pubblicità, disegnando storyboards, Layouts e animatics per moltissime Agenzie .

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Un’illustrazione commissionata da un noto brand

– Abbiamo iniziato questo articolo definendo la creatività come connessione di elementi in modo innovativo e socialmente condivisibile. E’ possibile essere creativi per molto tempo?

Domanda molto difficile, perché è difficile il concetto di creatività. Secondo me è possibile mantenere e accrescere un tipo di creatività fine a se stesso; un altro discorso vale per la creatività al servizio del mercato pubblicitario o editoriale, perché in quel caso intervengono fattori esterni come mode e tendenze che limitano e forse un po’ ostacolano la creatività. In particolare, nel mercato pubblicitario subentra un ulteriore elemento che io chiamo “creatività passiva”, ovvero il gusto e le opinioni del cliente, e allora lì il discorso si fa molto, molto complesso: ad esempio l’uso continuo e indiscriminato di tesi e sondaggi è secondo me un modo per limitare la creatività già dal suo nascere… ma non voglio entrare troppo nell’argomento.

Per quanto mi riguarda cerco di non fermarmi mai e di coltivare costantemente la creatività.

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Una tavola da “La decima carta”, saga a fumetti pubblicata da Mauro a 22 anni

– Nelle arti figurative, più che nelle altre discipline creative, si frequenta una scuola di pensiero, si adottano dei canoni e delle proporzioni, ci si crea uno stile. Come ci si adatta al presente mantenendo il proprio stile?

Personalmente trovo lo stile una cosa che ho sempre cercato di superare. Mi spiego con una metafora musicale: un musicista, ad esempio un pianista bravo, una volta che ha imparato a suonare sa suonare ogni tipo di musica, senza limiti. Egli usa cioè il suo mezzo di comunicazione, il suono, e lo adatta alle opere che deve e vuole suonare.

Io vorrei riuscire a fare questo con il disegno: voglio essere in grado di usare il mezzo “disegno” nel modo più consono a seconda di quello che voglio o che devo comunicare.

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Uno schizzo realizzato per “Vedere la musica”, spettacolo teatrale sperimentale

– Il tuo restyling del Risiko è stato ammirato da molte generazioni, eppure non tutti sanno chi ne è l’autore. Come ci si sente ad aver creato qualcosa ormai conosciuto da tutti?

Per il restyling dell’edizione italiana di Risiko venni contattato direttamente da SAATCHI&SAATCHI, che allora curava con una sua coppia creativa molti prodotti della editrice giochi. All’epoca, ricordo, venne fatto un restyling anche dell’edizione italiana di Scarabeo, alla quale però non collaborai. Risiko è forse il gioco più famoso, ma ho collaborato anche per altre illustrazioni con la IT International Team. Con loro reaizzai molte copertine: Magikon, un gioco cult per gli appassionati, Formula Uno, Mafia, Fief e Touch Down, un gioco di ruolo sul football americano.

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Le tavole di due giochi cult: Magikon e Fief

Si tratta di collaborazioni che risalgono a molto tempo fa: non tutte hanno invaso il mondo di internet, ed inoltre, quando si compone un’illustrazione per un gioco da tavolo, essa diviene parte del gioco stesso e prende il copyright della casa editrice. Devo ammettere però che un briciolo di soddisfazione lo conservo ancora per questo tipo di lavori.

– Hai all’attivo più di 30 anni di esperienze e progetti, ma ho avuto qualche difficoltà a reperire del materiale sui tuoi lavori. Secondo te la tecnologia limita o favorisce la creatività e la professione da creativo? Qual è la tua relazione con la tecnologia?

Non sono mai stato uno che conserva le proprie cose: i disegni fatti per l’editoria sono reperibili sui fumetti stampati. Credo di avere pochissimi miei materiali originali a casa; quelli che vengono fatti per le agenzie normalmente venivano trattenuti e non so che fine abbiano fatto…quello che si può trovare adesso è un parte dei miei disegni da VEDERE LA MUSICA, uno dei miei progetti ai quali tengo di più,dove io realizzo dal vivo disegni a teatro,su tavoletta grafica, realizzando illustrazioni nel tempo di un brano musicale. Questo progetto, che ha già girato alcuni teatri e sale in Italia,mi ha portato a collaborare i uno spettacolo teatrale che ha già diverse repliche al momento, lo spettacolo per me più importante si chiama Kociss ed è stato presentato anche al Teatro Goldoni di Venezia.

Il concept di Kociss

– Infine, che consiglio vorresti dare a chi decide di intraprendere una carriera da disegnatore?

Ai giovani disegnatori consiglio Coraggio e Realismo. Non bisogna mollare o lasciarsi prendere dallo sconforto,ma è necessario anche realizzare che è un momento difficile, per tutti.

Dal punto di vista tecnico, consiglio di iniziare a studiare il disegno nella maniera più classica possibile: matite e gomme; i computer vengono dopo! 🙂

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Mau, personaggio immaginario disegnato da Mauro Moretti

Grazie Mauro, l’intervista è terminata. Ti facciamo i migliori auguri per il futuro, e speriamo di rivederti presto sulle pagine di Ninja Marketing!

Grazie a voi, a presto!

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Tutte le immagini del presente articolo, ad eccezione dell’header e delle scatole dei giochi, sono di proprietà di Mauro Moretti

TED rivela gli innovatori nel Marketing del 2013

TED, l’organizzazione no-profit conosciuta per il motto “vale la pena diffondere idee” attraverso la sua serie di conferenze mondiali, ha annunciato i vincitori del suo annuale Ads Worth Spreading.

La sfida premia i 10 annunci che superano la semplice creatività per stabilire legami significativi con il proprio pubblico.

Al fine di determinare i vincitori, TED ha formato sei squadre di due giudici ciascuna allo scopo di trovare e nominare gli annunci più meritevoli nelle sei seguenti categorie: talk, social good, cultural compass, creative wonder, brand bravery and education. I “giudici” selezionati sono tra i principali esponenti nel mondo della pubblicità, della produzione, e del cinema.

 

“TED crea comunità intorno alle idee, e Ads Worth Spreading non fa eccezione”

ha detto Eliza Esquivel, vice presidente del brand Mondelēz International a livello globale, in un comunicato stampa.

“Lavorare come un giudice di nomina mi ha permesso di assistere alla comunità pubblicitaria riunita per condividere idee. TED da’ alla pubblicità la possibilità di fare questo a livelli completamente diversi rispetto a qualsiasi altro award.”

Hanno meritato il premio i seguenti 10 annunci:

The Guardian: come racconterebbe oggi la storia dei tre porcellini

Se la favola dei “Tre porcellini” avesse luogo oggi, i media e i social media, come racconterebbero la storia? Interpretare con gli strumenti attuali un vecchio e semplice racconto, che tutti, da bambini, abbiamo imparato “alla vecchia maniera”.

“The Guardian” è un quotidiano britannico a diffusione internazionale, attualmente a cura di Alan Rusbridger. La testata è cresciuta molto durante il 19° secolo, passando da giornale nazionale locale a testata multimediale a diffusione internazionale con un ottimo posizionamento in rete.

Bartle Bogle Hegarty è una agenzia di pubblicità inglese, responsabile di alcune importanti campagne pubblicitarie degli ultimi 30 anni. L’azienda è stata fondata da John Bartle, Nigel Bogle e Sir John Hegarty nel 1982.

Dumb Ways To Die, Metro Melbourne

Generalmente le avvertenze per la sicurezza non sono particolarmente sensibili, ne tantomeno simpatiche, ma questo video, un po’ eccentrino, forse infantile, ma certamente divertente, è difficile da dimenticare. Gioca con le fatalità che possono causare la morte, ignorando le norme di sicurezza. Il messaggio è indirizzato al pubblico della metropolitana di Melbourne, in Australia.

Con uffici in oltre 130 paesi, McCann possiede una tra le più grandi reti di agenzie di pubblicità. E come parte di McCann Worldgroup, forniscono una completa offerta di servizi di marketing.

Daily Dose of Drama,for TNT

Una piazza tranquilla, un pulsante rosso, una freccia che chiede di premerlo. Improvvisamente, sirene, caos e azione. Una dose giornaliera di drammaticità, portato in strada da TNT.

Turner Network Television è un canale televisivo via cavo americano creato dal magnate dei media Ted Turner, con particolare attenzione alla programmazione drammatica e d’azione.

Duval Guillaume Modem è un’agenzia di comunicazione Belga, precisamente ha sede ad Anversa.

Meet the Super Humans, Channel 4

Nella vita, tutti noi abbiamo degli ostacoli da superare, ma i campioni delle Paraolimpiadi devono dimostrare di potercela fare prima al mondo e poi a se stessi. Questo spot mette in luce l’incredibile forza di volontà dell’essere umano, oltre i limiti e le condanne della vita.

4 è l’emittente televisiva pubblica Britannica, anche se in gran parte è auto-finanziata con fondi commerciali. E’ in ultima analisi, di proprietà pubblica, gestita da Channel Four Television Corporation.

Creative 4 è la società di comunicazione costituito da Channel 4. Il loro modello si basa su tempi di risposta rapidi e forte creatività, indipendentemente dal mezzo di diffusione.

Meet Annie: The girl who could fly, Dell

Annie vuole volare, o meglio, vuole far credere a tutti di essere in grado di farlo e ci riesce con l’aiuto del suo computer portatile Dell, con la fantasia, l’ingegno e la volontà.

Dell Inc. è una società informatica multinazionale Americana con sede in Texas, che sviluppa, vende, ripara e supporta i computer, con relativi prodotti e servizi.

Y & R (in origine Young & Rubicam) è una società di marketing e comunicazione specializzata in pubblicità, media digitali e social, promozione delle vendite, marketing diretto e brand identity.

Dodge: ‘Farmer’

Un camioncino prodotto dal Gruppo Chrysler, chiamato “The Ram”, l’ariete, per il fregio sul cofano che apparve per la prima volta su veicoli Dodge nel 1933.

Il Gruppo Richards ha sede a Dallas branding e offre servizi di pubblicità con una gamma completa di soluzioni pubblicitarie e di marketing interattivo.

Security cameras, Coca-Cola

Telecamere di sicurezza piazzate in tutto il mondo per catturare alcuni dei momenti più ignobili del comportamento umano, ma anche per catturare scene belle che ci ricordano che la gentilezza, il coraggio e l’amore sono ovunque.

Inutile a questo punto spiegarvi di cosa si occupi Coca-Cola e chi sia Y&R.

Find Your Understanding, Expedia

Expedia, la più grande agenzia di viaggi online del mondo, aiuta più di 30 milioni di viaggiatori al mese a trovare ciò che stanno cercando, un viaggiatore alla volta.

180LA fu fondata ad Amsterdam nel 1998 e hanno aperto la loro seconda sede a Los Angeles nel gennaio del 2007.

Follow the Frog, RAINFOREST ALLIANCE

Vuoi salvare la foresta pluviale? Potresti rinunciare al tuo lavoro, alla tua famiglia, a tutta la tua vita e iniziare un movimento con le tribù locali del Nicaragua. Oppure seguire la rana.

La Rainforest Alliance è una organizzazione che lavora per conservare la biodiversità delle specie e garantire condizioni di vita sostenibili, trasformando le pratiche di uso del suolo, pratiche commerciali di distribuzione e il comportamento dei consumatori.

Wander supporta una serie di lavori nel campo della comunicazione multimediale tra cui spot televisivi, cortometraggi, design(packaging) e contenuti per marchi integrati.

The Crowd GLAXOSMITHKLINE

GlaxoSmithKline entra a pieno ruolo nel contesto delle Olimpiadi come un agente anti-doping. La multinazionale farmaceutica britannica, con sede a Londra, Regno Unito, è la quarta più grande azienda farmaceutica al mondo dal 2009.

TBWA Londra è una agenzia creativa con sede a Londra, unità di Omnicom Group, la più grande agenzia di società di pubblicità.

The Beatles argument, lo sketch musicale sulle note dei fab four [VIDEO]

Unire il fascino del musical al mai sopito amore dei fan verso uno dei gruppi che hanno fatto la storia della musica, i Beatles, sembra una buona premessa per un video di successo. Il collettivo cdza si è rimesso ancora una volta all’opera e realizzato “The Beatles Argument“.

Unendo elementi du sicuro successo come quello dello sketch comico televisivo e il ‘musical-telefilm’ in stile Glee, cdza ha messo in piedi un nuovo filmato in cui una coppia affronta un diverbio sulle note di 17 diversi brani di successo della band di Liverpool.

Di questo gruppo abbiamo già parlato tempo fa, in occasione del musical dedicato a Mark Zuckerberg. Cdza pesca a mani larghe nella cultura pop creando prodotti di qualità, godibili e divertenti che ne hanno decretato il successo su YouTube, dove hanno raggiunto centinaia di migliaia di iscritti e totalizzato milioni di views.

App.Net ha lanciato la versione freemium della piattaforma di microblogging

App.net, inizialmente nato come un servizio in cui gli utenti potevano condividere e mostrare le proprie applicazioni ad altri, ora é un social network e piattaforma di microblogging nato per offrire servizi simili a quelli di Twitter (qua i post hanno un limite di 256 caratteri), ma con due sostanziali differenze: l’assenza di pubblicità e la conseguente non-gratuità del servizio. Per usufruirne, gli utenti devono sottoscrivere un abbonamento al prezzo di 5$ al mese o di 36$ l’anno.

I creatori offrono una piattaforma web, Alpha, ma incoraggiano la fruizione del servizio tramite client di terze parti (al momento Wedge per Mac, Felix per iPhone e NetBot per iPad, fratello di Tweetbot) e lo sviluppo di questi, offrendo abbonamenti Developer per 100$ l’anno contenenti API e quanto necessario agli sviluppatori.

Un’altra risorsa offerta all’utente è la possibilità di condividere file con gli altri; la dimensione è di massimo 100 MB e il limite allo storage è di 10 GB.

Per aprire anche a chi non è disposto a pagare per un social network, o per chi è semplicemente curioso di provarlo, dal 25 febbraio è possibile usufruire del servizio in modalità Freemium. Vale a dire che é possibile creare un account senza versare un obolo, ma con funzionalità limitate: si possono seguire al massimo 40 persone e si hanno a disposizione solo 500 MB per condividere file che devono essere di 10 MB al massimo.

Per poter creare un account gratuitamente, al momento, bisogna essere invitati da un utente a pagamento che ha un numero limitato di inviti. Mixed Media Labs, l’azienda creatrice, ha deciso di osservare la tendenza generata da questa nuova possibilità e di comportarsi di conseguenza, magari aumentando il numero di inviti per utente (come fece Gmail crescendo fino a quando non fu più necessario un invito per creare un nuovo account).

La tendenza, nei casi in cui non si conosca nessun iscritto, é di cercare in giro per la rete qualche link reso pubblico da iscritti che non hanno interesse ad accumularne (e arrivare prima che qualcun altro se lo aggiudichi).

E voi siete interessati a provare questa versione un po’ hipster di Twitter?

App of the Week: News Republic, tutte le news che ti interessano!

App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili che il nostro Kenji Uzumaki scova nei market e testa per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week!

Non sai come orientarti nell’infinita giungla di notizie e articoli? Bene, da oggi c’è News Republic che ti aiuta a trovare la bussola! L’editore leader Mobiles Republic lancia la nuova versione della sua app principale, News Republic, stavolta totalmente ridisegnata per tablet.

News Republic è un’ applicazione con un raffinato design che ti aiuta a selezionare solo i temi che ti stanno più a cuore e che ti interessano maggiormente rispetto a tanti altri. Potrai creare il tuo canale di notizie personalizzato e ricevere notifiche in tempo reale su tutti gli argomenti da te selezionati a monte come i tuoi preferiti.

News Republic non farà altro che navigare fra centinaia di fonti, agenzie di stampa, media e blog locali, e mostrarti solo i titoli di tuo gradimento. Nella tua homepage, quindi, avrai a disposizione articoli, foto e video relativi ad un personaggio politico o di spicco, a vip o notizie economiche, sportive, di cronaca, etc. L’app è costituita da più di 10.000 articoli al giorno provenienti da tantissime fonte internazionali e locali.

Grazie al sistema TagNav potrai navigare facilmente tra tutte le news e trovare rapidamente quelle che più fanno per te. Inoltre, News Republic è disponibile in 8 differenti lingue: americana, inglese, tedesca, italiana, francese, spagnola, latino-americana ed internazionale, così non potrai perdere nessuna notizia importante.

News Republic ti da la possibilità di sfogliare gli articoli in modalità “magazine” o grazie alla più classica lista di titoli per scegliere più velocemente quello da consultare. Infine, potrai facilmente condividere articoli con i tuoi amici tramite e-mail, Facebook o Twitter.

Di seguito, un video che mostra appieno il funzionamento di News Republic.


News Republic è disponibile a titolo gratuito, disponibile per iOS, Android e WIndows 8.

Di seguito il link per iPad su App Store.

 

 

 

Qui invece il link Google Play Store, per i tablet Android.

 

 

 

Infine, l’app per dispositivi con Windows 8.

Rhino Shield: e lo smartphone è al sicuro

Rhino Shield: e lo smartphone è al sicuro!

Rhino Shield: e lo smartphone è al sicuro

Quanti hanno danneggiato almeno una volta il proprio smartphone o il proprio tablet, o vivono nella paura che ciò possa accadere? Questi dispositivi sono spesso costosi e un intervento di riparazione o sostituzione è una seccatura che di questi tempi chiunque preferisce evitare.

Se la struttura di smartphone e tablet si può proteggere facilmente con un esoscheletro, uno dei punti di fragilità irrisolvibile di questi prodotti è senza dubbio lo schermo.

Rhino Shield è stato sviluppato proprio per rendere praticamente infrangibile lo schermo dei dispositivi mobili. Non si tratta di una normale pellicola anti-graffio, ma di un vero e proprio sistema che protegge lo schermo dagli impatti e dalle scheggiature, non solo di lieve entità.

Il sistema non è composto da una sola pellicola, ma da sei strati composti da polimeri speciali, ognuno dei quali ha una precisa funzione.

Il primo è adibito alla protezione dai grassi, dai liquidi e dalle impronte digitali; il secondo serve alla protezione dai graffi; il terzo e il quarto strato sono invece il “cuore” del sistema e sono destinati alla dispersione dell’energia degli impatti.

Gli ultimi due strati sono una pellicola ad alta resistenza ed il classico adesivo, che fa in modo che tutto aderisca allo schermo del dispositivo.

Rhino Shield: e lo smartphone è al sicuro

L’intero spessore del sistema di protezione è molto ridotto: le sei pellicole sono spesse in tutto 0,026 cm e i produttori garantiscono un’esperienza di utilizzo analoga a quello di un dispositivo senza pellicola.

Rhino Shield è un’idea partorita da Evolutive Labs, un gruppo fondato da alcuni studenti dell’Università di Cambridge, attualmente in cerca di finanziatori sulla famosa piattaforma di crowdfunding Kickstarter. Nel momento in cui scrivo, il progetto ha ormai quasi raggiunto l’obiettivo di finanziamento, ma tranquilli: c’è ancora posto per coloro che vogliono assicurarsi una “Rhino Shield” in anteprima.

Annunci stampa e l'evoluzione della realtà aumentata

La realtà aumentata, o AR, è ormai uno dei trend pubblicitari più popolari e viene impiegata in sempre più campagne per creare hype e crescente coinvolgimento dei consumatori.

Specifichiamo che il concetto di realtà aumenta non è una novità. Erano gli anni Novanta quando Tom Caudell ha coniato il termine per descrivere un display digitale usato nell’aeronautica che abbina grafici virtuali ad una realtà fisica. In altre parole, la realtà aumentata combina due dinamiche molto diverse: il mondo digitale e quello fisico, offrendo ai brand l’opportunità di interagire in un modo del tutto nuovo con i consumatori.

In questo post vi mostriamo gli ultimi utilizzi di questa tecnica per gli annunci stampa. Enjoy!

Blend out: le modelle in costume da bagno di Lexus

Immaginate di aprire una rivista e di vedere il classico annuncio stampa su due pagine di un’auto scintillante. Boring! Ma questa pubblicità di Lexus rende le cose più interessanti: basta prendere il proprio smartphone, scansionare il QR code e godersi una bella sfilata di modelle in costume da bagno che sfilano proprio accanto alla Lexus.

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Volkswagen Up: farsi un giro in auto tra gli articoli di un giornale

Dopo il test drive in realtà aumentata su annuncio stampa, Volkswagen ci riprova aumentando la posta in gioco e testando la AR  su un quotidiano. Se i lettori scansionano il QR code stampato sul giornale, vedono la nuova Volkswagen Up guidare nello spazio bianco che c’è tra le colonne del giornale.

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Il risultato poteva essere ancor più interessante e interattivo, ma introdurre un’ innovazione tecnologica su un supporto così tradizionale non era facile.

TaylorMade: prova il driver direttamente dall’iPad

L’azienda che produce articoli da golf offre un esempio di utilizzo di AR rivolto non solo a stupire e divertire il consumatore, ma ad offrirgli la possibilità di interagire con il prodotto. Nell’ultimo annuncio stampa, infatti, è possibile avere un’esperienza di utilizzo della mazza da golf mostrata nella pubblicità.

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Auto elettriche: perchè piacciono a tutti, ma nessuno le compra?

Avete mai pensato di acquistare un’auto elettrica? Se la risposta è si, è probabile che alla fine abbiate desistito, optando per un modello tradizionale, oppure al più ad un’auto ibrida di ultima generazione. La proposizione di valore vi sarà però certamente piaciuta: guidare un’auto non inquinante, e con bassi costi di “rifornimento”, possibilmente dal design futuristico. A parole, sono tutti d’accordo, costruttori in primis. Ed infatti, secondo l’Osservatorio auto 2012 di Findomestic, il 71% degli intervistati è interessato ad un’auto elettrica (in Italia), percentuale che si impenna per altri paesi, fino al 93% della Turchia.

I primo modelli sono ormai in vendita da qualche anno, ma la diffusione è per adesso limitatissima. Nel 2011, i modelli venduti in Italia sono stati poco più di 100, a fronte di circa 1,7 milioni di autoveicoli “convenzionali” immatricolati.

Quali sono i motivi che inibiscono l’esplosione di questo prodotto? In un recente articolo, abbiamo parlato di alcune delle problematiche più evidenti, tra cui l’autonomia particolarmente limitata (tra i 100 ed i 140 chilometri, a seconda della velocità media), oppure dell’incompatibilità con le abitudini di molti consumatori (ad esempio, quello di programmare in anticipo la ricarica).

Conviene o no?

È questo probabilmente il primo punto da chiarire prima di decidere o meno di acquistare un’auto elettrica. Se è vero che l’84% dei consumatori dichiara di essere disposto a pagare di più per un prodotto ecologico (da un questionario della Società di consulenza A.D.Little), c’è un limite oltre il quale anche la coscienza verde più accanita si ferma. L’auto elettrica sembra essere al momento oltre quest’immaginaria linea verde.

Il costo di acquisto di un nuovo veicolo elettrico è paragonabile ad un’auto di lusso, come rilevato da una nostra lettrice. Infatti, i modelli più popolari, poco più che utilitarie nei fatti, hanno prezzi di listino tra i 30 ed i 40 mila euro, contro gli 8-12 mila euro dell’equivalente “convenzionale”. I costi di gestione “ordinaria” sono decisamente più bassi: un pieno di “energia” costa dai 2 ai 3 euro (ricaricando la notte, a prezzi attuali) per un’autonomia media di circa 12o chilometri in città.

Un’utilitaria diesel con un consumo di 6 litri/100 km consumerebbe circa 13 euro di carburante a prezzi attuali per percorrere la stessa distanza. Ne consegue che il “punto di pareggio” tra i due modelli si raggiunge utilizzando l’auto elettrica per almeno 280 mila chilometri. E qui iniziano i dolori: le batterie, decisamente costose (con prezzi di listino anche di 8-10 mila euro) hanno una durata media di circa 100 mila chilometri, aggiungendo ulteriori costi fissi e rendendo il “pareggio” tecnicamente impossibile allo stato attuale.

Oltretutto, percorrenze di quel tipo presupporrebbero un uso su lunghe distanze, che sono certamente superiori ai 120 chilometri, scartando da subito l’idea di fermarsi frequentemente per caricare. A complicare ulteriormente il quadro è il crollo dell’autonomia per velocità superiori a quelle generalmente tenute in città, circostanza probabile sulle strade extraurbane.

Non ci siamo. Ma una recentissima iniziativa statale, ancora in corso (quindi fate in tempo ad approfittare!) mette a disposizione 120 milioni di eoincentivi per le aziende che intendano acquistare o noleggiare a lungo termine automobili ecologiche.

Infrastruttura da adeguare

Si pone poi il problema della ricarica del mezzo elettrico: dove effettuarla? Le colonnine per il rifornimento di energia sono ad oggi quasi inesistenti, eccezion fatta per alcune città del nord Italia, ma principalmente al servizio di piccoli progetti di mobilità urbana come il GuidaMi promosso dall’azienda trasporti milanese ATM. Questo, accoppiato alla scarsa autonomia dei prezzi elettrici, crea ad oggi un ostacolo quasi insormontabile che gli automobilisti non tollerano.

Oltretutto, i tempi di ricarica attuali delle batterie sono lunghi, anche di 5-6 ore, rendendo l’operazione macchinosa e da effettuare possibilmente di notte in un box privato. Ma non tutti in città hanno il privilegio di questi spazi. Si spera un giorno di avere sistemi di ricarica rapida (si parla di 15-30 minuti) e batterie adattate di conseguenza, ma ad oggi la soluzione non è disponibile.

La batteria, panacea di tutti i mali

Componendo i pezzi del mosaico diventa chiaro che il vero problema delle auto elettriche è ad oggi la batteria. È costosa, dura poco e non consente la ricarica in tempi brevi. Una volta sanati questi problemi, le auto elettriche passeranno da caso teorico di mobilità sostenibile a possibilità concreta per sostituire o integrare la mobilità convenzionale. E’ necessario quindi una continua ricerca sull’argomento, per migliorare gradualmente costi e prestazioni del prodotto.

Veramente green?

Siamo infine veramente sicuri che le auto elettriche, come dicono i sostenitori, non “fumano”? Bisognerebbe ad esempio chiedersi com’è stata prodotta l’energia utilizzata dalle auto elettriche. Se, come spesso accade, si tratta di energia ricavata con fonti fossili, non abbiamo concluso molto. Provate ad immaginare la vostra bella auto elettrica collegata per ricarica ad una centrale a carbone con le sue puzzolenti ciminiere di scarico… L’auto elettrica è quindi ecologica nel suo utilizzo, ma non nel senso ampio del termine, a meno che la ricarica avvenga utilizzando energia da fonti rinnovabili.

Serve altro a complicare le vostre idee?

Groupon licenzia il suo leader e fondatore Andrew Mason [BREAKING NEWS]

“Dopo quattro meravigliosi anni di lavoro come amministratore delegato di Groupon, ho deciso di passare un po’ più tempo con la mia famiglia. No, scherzo: sono stato appena licenziato.

Se vi state chiedendo il motivo, vuol dire che non siete stati abbastanza attenti”.

Questo è il messaggio inviato a tutti i dipendenti di Groupon dal suo ormai ex CEO Andrew Mason.

Peccato, perché in effetti inizialmente il giochino avevano funzionato bene: nel 2010 Mason ha ricevuto, e rifiutato, un’offerta di 6 miliardi di dollari da Google. La formula di Mason è sembrata subito semplice e convincente: mettere assieme proposte di sconti per prodotti e servizi. Ne avrebbero guadagnato tutti: i compratori che risparmiavano, i venditori che ampliavano il loro bacino di offerta, e Groupon intascava una percentuale su ogni transazione.

Purtroppo da quando è sbarcata in Borsa nel 2011 Groupon ha chiuso un solo trimestre in utile e i suoi titoli hanno perso il 77% bruciando 800 milioni di valore di mercato.

Sucharita Mulpuru, esperta di e-commerce per Forrester Research, non è molto sorpresa del crollo di Groupon:

“Il problema non è se Groupon fosse appetibile per i compratori: lo è. La questione è come creare un flusso costante di offerte da parte dei commercianti”.

È proprio su quest’aspetto, secondo Mulpuru, che Mason ha fallito.

“Ha sempre pensato che il cliente di Groupon fosse Mario Rossi che compra i coupon. Ma non è così. Il vero cliente è il commerciante. Groupon si è concentrato sulla persona sbagliata”.