Video colloquio di lavoro: come affrontarlo e sopravvivere

Video colloquio di lavoro: come affrontarlo e sopravvivere

Molto tempo fa, in una galassia lontana lontana, un curriculum ben fatto e buoni titoli di studio avrebbero facilmente potuto ottenere un colloquio faccia a faccia con un selezionatore. Oggi, invece, se il curriculum in formato elettronico soddisfa i canoni di ricerca di una società, ci si può trovare a cercare di fare una buona impressione non di persona, ma tramite webcam direttamente dal salotto di casa.

Certo non si tratta di una novità, anche prima della crisi odierna i reclutatori usavano il video colloquio on-line come un modo per accelerare e sistematizzare il processo di assunzione. Ma quello che una volta era visto come gadget alla moda è ormai sempre più visto come uno strumento per tagliare le spese dei selezionatori.

“Riducendo le spese aeree e di hotel, oltre al costo dei reclutatori, è un modo logico per risparmiare denaro”, spiega Colleen Aylward, CEO di InterviewStudio. ” Se il video viene usato correttamente, puoi fare un colloquio senza rinunciare a uno screening di qualità.”

Video colloquio di lavoro: come affrontarlo e sopravvivere

Due formati di base per un video colloquio in webcam

Il primo è il live a due vie, è molto simile a un tradizionale faccia a faccia o una telefonica, dove vi è sempre un intervistatore che pone domande e si deve rispondere in modo libero.

Ma i datori di lavoro stanno utilizzando sempre di più il colloquio ad una via con video-on-demand. Si tratta di accede a un sito Web dove sono presenti una serie di domande a cui rispondere tempo. Oltre a risparmiare denaro, i reclutatori possono fare un’analisi comparativa del comportamento dei candidati per il lavoro. Infatti è possibile visualizzare sei candidati side-by-side sullo schermo, e sfogliare le loro risposte alla stessa domanda.

“Elimina la parte peggiore di un colloquio live, quando non sei in grado di ricordare chi ha detto cosa. Con questo metodo è possibile individuare le differenze esatte” dice  Mark Newman CEO di HireVue .

Video colloquio di lavoro: come affrontarlo e sopravvivere
Di seguito alcuni consigli da Newman e Aylward su come affrontare un colloquio di questo tipo

Investire in strumenti di qualità

La webcam e il microfono in dotazione con un computer portatile vanno bene per registrare la versione karaoke di “Eye of the Tiger“, ma questa è la vita reale. Se il futuro datore di lavoro non fornisce le attrezzature, Aylward consiglia di fare un upgrade e comprare nuovi dispositivi per poter migliorare la qualità del suono e del video.

Video colloquio di lavoro: come affrontarlo e sopravvivere

Creare una buona illuminazione e l’atmosfera

Poca luce è ovviamente male, ma troppo è peggio, soprattutto se si tratta di un riflettore forte che fa apparire come un soggetto sotto interrogatorio piuttosto che un colloquio. Aylward consiglia di utilizzare più lampade diffuse o avvolgere le luci in carta cerata o lievemente colorata. Bisogna assicurarsi di essere ben illuminati nella parte frontale, altrimenti l’intervistatore vedrà un contorno scuro senza i tratti del viso.

Video colloquio di lavoro: come affrontarlo e sopravvivere

Inoltre, è opportuno assicurarsi che le finestre siano chiuse per tenere fuori il rumore del traffico, e che il cane e bambini siano occupati altrove. Anche lo sfondo è importante, una libreria è un bene, il poster di una band non tanto.

Fare pratica prima del video ufficiale

Se si fa un live a due vie o si registra un video-on-demand su un sito Web aziendale, non si possono correggere gli errori e quindi non è un bene arrivare al colloquio senza aver fatto una prova. Aylward e Newman consigliano di fare qualche registrazione per conto proprio, giusto per verificare la posizione di attrezzature, l’illuminazione e la videocamera.
Sarebbe fondamentale qualcuno che provasse a fare alcune domande potenziali e registrasse le risposte in modo da poter provare il tono e i movimenti. Può aiutare molto il preparare dei punti di discussione, ma è importante non memorizzare un testo.
“Alle aziende non piace sentire qualcosa già preparato, vogliono una risposta spontanea.” Consiglia Newman.

Video colloquio di lavoro: come affrontarlo e sopravvivere

Massima esaustività e minime divagazioni

Un video colloquio non è come un faccia a faccia. Durante un colloquio classico si potrebbe tentare di stabilire un rapporto e spendere 10 minuti parlano del pilota di F1 preferito del tuo intervistatore. Un video di risposta può essere guardato più e più volte e analizzato per la sostanza, il selezionatore rimarrà inesorabilmente concentrato e distaccato. Aylward raccomanda di far rientrare le risposte in due minuti al massimo, e suggerisce di concentrarsi sul rispondere al punto principale nei primi 15 secondi.

“Sempre leggere o ascoltare tutta la questione fino in fondo e poi rispondere pienamente”, aggiunge Newman. “Quando si fa un esempio, la risposta va organizzata sempre allo stesso modo : situazione-task-azione-risultati”. Bisogna essere appassionati…ma non troppo pomposi o accademici.

La danza è moda: Vivienne Westwood veste l’English National Ballet

Define Dancing: così recitava il titolo di un brano della colonna sonora di Wall-e, il celebre lungometraggio di animazione Pixar.
Definisci “danza”: che cos’è la danza?
Chi sono i ballerini classici nell’immaginario collettivo?
Graziose ballerine avvolte in leggeri tutù e delicati danzatori sulle punte?
Niente di più fuorviante.

The English National Ballet ha voluto rivoluzionare (finalmente), la visione comune del balletto classico con una campagna di re-branding che ha interamente sconvolto l’immagine tradizionale della più nobile delle danze. Un’iniziativa che è frutto del neuer kurs inaugurato dalla neodirettrice Tamara Rojo, il cui obiettivo è forgiare nuove partnership con artisti provenienti da altre discipline, come fotografi, stilisti e designers.

Per rinnovare la propria immagine, la compagnia si è affidata all’agenzia The Beautiful Meme, che ha ideato la creatività della campagna multisoggetto.
E per i costumi di scena l’ENB si è avvalso nientemeno che della collaborazione di Vivienne Westwood, la regina della moda anticonvenzionale e controcorrente, la divina maîtresse del rinnovamento e dell’eccentricità nello stile. Più precisamente, la Moda in persona.

Una campagna dal forte espressionismo visivo, grafico e cromatico, con atmosfere talvolta anche cupe e inquietanti, da cui emerge l’urgenza di trasmettere quella che è la realtà del balletto classico.

Passione, creatività e arte allo stato puro: questo emerge dai volti, dai corpi, dalle espressioni di coloro che sul palcoscenico trasfigurano la musica in movimento. I ballerini sono ritratti in pose evocative, esprimono una grande personalità e una marcata capacità interpretativa. I ballerini sono la danza.

Gli abiti e i drappeggi sono molto particolari, pieni di grazia ed eleganza ma con molto carattere: ça va sans dire, in puro stile Westwood.

Queste atmosfere sono stemperate dagli headlines, che rovesciano le convenzioni con delicati giochi di parole e un’ironia sottile ma piuttosto “polite” e molto british: “Pretty. Intense“, “Looks like a doll. Dances like a demon“, “Like humans, but more graceful“.
Il copywriting trasforma i ballerini in vere e proprie creature che si muovono nell’arte, vibranti e passionali.

Tom Sharp, il direttore creativo di The Beautiful Meme, si è detto entusiasta del risultato del progetto. “Occorre rispettare la tradizione, ma vogliamo riflettere la sfida del cambiamento e sfidare la visione percepita di questa forma d’arte.”

Oltre alla campagna multisoggetto, il re-branding è stato trasversale con il restyling del sito ma soprattutto con il nuovo logo, che rappresenta due virgolette, stilizzate con la forma tipica delle scarpette da ballo: “Tutti nella compagnia hanno qualcosa da dire“.

Adesso tocca a voi, amici ninja ballerini: definite “danza”

Canone Rai: è possibile non pagarlo sfruttando Internet!

Canone Rai: è possibile non pagarlo sfruttando Internet!

Canone Rai: è possibile non pagarlo sfruttando Internet!

Come ogni inizio anno si riapre la spinosa questione del Canone RAI, una delle tasse che stanno più antipatiche agli italiani.
Negli ultimi anni la querelle ha interessato anche gli utilizzatori di device mobili visto che la fruizione di contenuti della TV di Stato è possibile anche da tablet, smartphone o PC.

Bisogna pagare o no se si fruisce dei canali TV solo da mobile o PC? Non bisogna pagare, perché la televisione viene vista via Internet e non tramite un sintonizzatore come nel caso di un apparecchio televisivo!
Una nota del Ministero dello Sviluppo Economico specifica che soltanto le apparecchiature che utilizzano il segnale in radiodiffusione comportano l’obbligo del pagamento del Canone Rai:

“In seguito all’evoluzione tecnologica degli ultimi anni si rende senza dubbio necessario chiarire quali siano le apparecchiature rientranti nell’ambito di applicazione della norma citata.
Al riguardo, in via preliminare si evidenzia che la normativa in esame si riferisce al servizio di radiodiffusione e, pertanto, non include altre forme di distribuzione del segnale audio/video (p.es. Web Radio, Web TV, IPTV) basate su portanti fisici diversi da quello radio”.

Canone Rai: è possibile non pagarlo sfruttando Internet!

Per questo motivo, chiunque non possieda un televisore e usufruisca dei canali tv tramite un device che riceve le informazioni da Internet, è esonerato dal pagamento.

Canone Rai: è possibile non pagarlo sfruttando Internet!

Come si fa a non pagare? Chi rispetta questi requisiti, ovvero tutti coloro che non hanno televisori o apparati dotati di sintonizzatore di radiofrequenze, deve procedere così:

1) inviare una raccomandata all’Ufficio Sportello SAT dell’Agenzia delle Entrate di Torino;

2) inviare il modulo ricevuto, compilato con una dichiarazione sul motivo per cui il televisore è stato ceduto o rottamato.

Le istruzioni sono pubblicate sul sito dell’Agenzia delle Entrate e una volta completata la procedura, finché le condizioni sono invariate, non occorre rinnovare la disdetta.

Siete pronti a rottamare il vecchio televisore e convertirvi definitivamente alla mobile tv, con il diritto di non pagare il canone?

Benetton: tutti i colori della nuova campagna

Colore, innovazione, passione e di nuovo colore. Questo il credo di United Colors of Benetton, saggiamente declinato nella nuova campagna, primavera estate 2013.

L’azienda veneta ha scelto 9 cittadini del mondo come testimonial, tutti amanti dei colori, tutti a rappresentare le diversità, la multiculturalità, lo spirito cosmopolita e l’impegno sociale.

Tra i volti protagonisti della campagna troviamo Alek Wek, indossatrice attivamente impegnata per richiamare l’attenzione internazionale sul disastro umanitario del suo Paese, il Sudan; Lea T, modella brasiliana transessuale al di là di ogni pregiudizio; Mario Galla, modello tedesco diversamente abile, che calca con successo le passerelle di tutto il mondo;

La campagna, ideata dal centro di ricerca sulla comunicazione Fabrica in collaborazione con Macs Iotti, sarà declinata prossimamente su stampa, affissioni, punti vendita e web.

Proprio sul web si avrà una campagna innovativa dove il colore sarà protagonista di una nuova piattaforma interamente dedicata all’esperienza cromatica, richiamando le nuove vetrine colorate dei punti vendita United Colors of Benetton. Un sito totalmente rinnovato, aggregatore di feed user generated con hashtag #colore – provenienti dai maggiori social network (Instagram, Pinterest, Twitter).

Sarà anche possibile scaricare sul proprio device un’app, che diventerà anch’essa un generatore di contenuti per il sito. Presto sarà on-line anche una community interamente dedicata al colore, insomma sarà un campagna super integrata.

Di seguito le parole del presidente del gruppo Alessandro Benetton:

È un nuovo format che, a partire da questa stagione e con un gruppo di ambasciatori ogni volta diverso, verrà sviluppato per affermare con forza – attraverso il valore iconico del colore, valore fondativo di United Colors of Benetton che oggi trova nuova centralità estetica e di comunicazione – l’identità e l’eccellenza del brand che fa della diversità un valore e dell’unione delle differenze un patrimonio”

Facebook Advertising: ottimizzare le campagne grazie ad AdEspresso

Facebook Advertising offre molte opportunità promozionali. E’ però difficile sfruttarlo appieno e ottimizzare i risultati. Gli Ads devono essere testati, ma questo è un processo lento. Per stimare il ROI è necessario valutare i risultati di diverse campagne, che però non sempre sono comparabili.

Proprio per superare questi problemi è nata la startup italiana Adespresso. Il team, composto da Massimo Chieruzzi (Marketing e Business), Carlo Forghieri e Valerio Morettini (Sviluppo) e Jesus Perez (UX Designer) ha infatti sviluppato una piattaforma digitale al fine di creare ed ottimizzare campagne di Facebook Advertising. Abbiamo quindi chiesto a Massimo di parlarci della loro idea.

Quali sono le funzionalità principali della piattaforma?

AdEspresso è uno strumento estremamente semplice ma potente per gestire ed ottimizzare l’advertising su Facebook. Utilizzando AdEspresso si possono velocemente creare centinaia di annunci pubblicitari Facebook testandone ogni aspetto. Si possono così provare creatività diverse e target diversi e capire quale annuncio è il migliore e quale target è più interessato a diventare nostro fan o acquistare il nostro prodotto.

Si può così capire, molto velocemente, se è meglio mostrare il proprio annuncio agli uomini o alle donne, ai ragazzi o agli adulti, ai fan dello sport o dell’arte e via dicendo.

Dopo la creazione degli annunci si possono analizzare le performance della propria campagna direttamente da AdEspresso attraverso un sistema di Analytics molto chiaro che mostra solo i dati veramente rilevanti e consiglia all’utente i prossimi step da intraprendere per migliorare la propria campagna.

Utilizzando il nostro strumento le aziende possono risparmiare moltissimi soldi, spendendo il loro budget Facebook solo sugli annunci che generano veri risultati ed evitando inutili sprechi per mostrare i banner a persone poco interessate.

Qual è il business model di Ad Espresso?

Il modello di business è il classico Freemium. Chi spende poco in advertising Facebook potrà usare AdEspresso in modo totalmente gratuito. Ma mano che aumenta il budget si potrà invece passare ai vari livelli a pagamento che partiranno da 99$ per arrivare fino a 300$ al mese.

E’ infine disponibile una versione ad hoc per centri media. Questa versione dispone di funzionalità aggiuntive come il white-labeling (la possibilità quindi di far sparire il brand AdEspresso) e la gestione di account multipli per consentire l’accesso ai propri clienti. In questo caso le agenzie pagheranno una piccola percentuale del loro budget Facebook mensile.

Quali sono stati i passi che ne hanno portato la creazione?

Il progetto è nato da esigenze vissute sulla nostra pelle. AdEspresso è uno spinoff di Creative Web, un’agenzia milanese di Web Development.

Stavamo gestendo diverse campagne Facebook per nostri progetti ma ci scontravamo quotidianamente con la difficoltà di gestire l’advertising Facebook, creare molti test per capire il nostro target ideale ed abbassare così i costi di acquisizione di un lead e soprattutto analizzare in modo semplice e rapido i dati di Facebook.

Il primo step è stato riuscire ad avere l’accesso da parte di Facebook US al programma di Facebook Ads API, un programma chiuso e, all’epoca, molto selettivo. Una volta ottenuta la “benedizione” di Facebook abbiamo iniziato a lavorare sul progetto all’inizio del 2012 per poi presentare un primo prototipo a maggio in un roadshow di 10 giorni in Silicon Valley dove abbiamo pitchato a vari eventi locali.

Quali risultati avete ottenuto fin’ora?

I primi riconoscimenti sono arrivati con l’estate. Abbiamo vinto la fiera delle startup organizzata da Startuppami e Sole 24 Ore. A settembre inoltre abbiamo vinto Wind Business Factor che ci ha dato molta visibilità e consentito di tornare negli Stati Uniti per 3 settimane di training a Mind The Bridge.

Ad oggi abbiamo più di 700 aziende di tutto il mondo che hanno richiesto di testare AdEspresso e chi lo sta già usando, nomi importanti come Pirelli e Plasmon, ha ottenuto risultati eccezionali con un miglioramento delle performance dell’advertising Facebook anche del 50%.

Se dunque siete interessati a testare le funzionalità della versione beta, potete provare la piattaforma gratuitamente facendone richiesta sul sito AdEspresso.

The Hunt trova le foto che più ti piacciono

Quante volte vi è capitato di vedere su Instagram la foto di un paio di scarpe favolose o un nuovissimo oggetto di design su Pinterest e chiedervi dove si possa acquistare? Ora le vostre domande hanno un luogo dove essere pubblicate e ricevere risposta: The Hunt.

Il dilagare del foto sharing ci ha portati molto spesso di fronte a questo “problema”: dove trovare quello che sto guardando? Spesso questa domanda finisce con una ricerca su Google che però non porta ai risultati sperati.

Se il nuovo social network Snoox ha ovviato a questo problema permettendo di inserire, oltre alla foto, anche il link al sito su cui acquistare direttamente il prodotto consigliato, sui “vecchi” social come Instagram, Twitter, Pinterest e Tumblr è raro trovare un link dove acquistare il prodotto fotografato.

Su The Hunt potete pubblicare la foto dei vostri desideri e chiedere aiuto alla community per trovare dove acquistarla. Potete pubblicare la foto desiderata collegando i vostri account Tumblr, Instagram e Pinterest e scegliendola tra le foto che avete condiviso su questi social. Oltre alla foto si possono inserire maggiori dettagli di quello che si sta cercando: prezzo, tipologia di prodotto (abbigliamento, accessori, cibo ecc…).

Tim Weingarten, co-fondatore e amministratore delegato di The Hunt, ha dichiarato che la community ha una preponderante partecipazione al femminile, dai 18 ai 34 anni, e che le donne che vi fanno parte sono molto appassionate nell’aiutare gli altri a trovare gli oggetti che stanno cercando. Attualmente, il 20% dei membri risolvere caccia.

Ancora alla ricerca di quelle scarpe? Date inizio alla vostra caccia alla foto! 😉

10 volte business grazie alla creatività: l'eredità del 2012

Fare successo con la creatività: 10 idee di business originali

La crisi o le tecnologie sempre più avanzate stimolano la creatività e innovazione dando così origine ad idee di business innovative, curiose, divertenti e di successo. Gli ambiti interessati sono diversi; si va dall’alimentare ai servizi, all’abbigliamento e perfino la cosmetica. Ecco una panoramica delle 10 idee business innovative.

1. Ploonge:il business in tavola

Nato ad aprile dall’idea di due ragazzi italiani, Ploonge è un nuovo social network che permette ai giovani start upper, universitari e liberi professionisitidi incontrarsi a tavola di fronte a un piatto di pasta, una pizza e confrontarsi, socializzare e magari trovare un socio d’affari.

2. Eliodomestico: l’energia che purifica

Gabriele Diamanti, un designer italiano, ha progettato Eliodomestico, un distillatore ecologico che purifica l’acqua salata usando l’energia solare, destinato ai paesi in via di sviluppo.
Attraverso un sistema di filtri l’acqua viene purificata durante l’arco della giornata, restando comunque fresca nonostante il calore del sole.

3. Fullmake Washable Base: struccarsi non è mai stato così facile

Quante sono le donne che preferiscono non truccarsi per evitare la fatica di struccarsi magari dopo una giornata di lavoro? La Shiseido, nota società cosmetica giapponese, ha presentato Fullmake Washable Base, il primo fondotinta sensibile all’acqua tiepida. Sarà sufficiente sciacquarsi il viso con dell’acqua tiepida (la temperatura media dovrebbe essere di circa 40°) per eliminare il fondotinta e il make up applicato.
Il prodotto sarà disponibile in Giappone a partire da Marzo 2013 ma il successo è assicurato.

4. Puma: quando l’abbigliamento diventa biodegradabile

La nota società di abbigliamento sportivo lancerà nella prossima primavera la prima linea di abbigliamento biodegradabile o riciclabile. Scarpe, borse, giacche a vento e magliette realizzate con materiali a ridotto impatto ambientale e che verranno riutilizzati una volta dismesso il capo di abbigliamento.

5. Pedal to Properties: acquistare casa pedalando

Se il vostro agente immobiliare si presentasse all’appuntamento con delle biciclette? Pensereste che è impazzito? Probabilmente è stata la reazione dei primi clienti di Matt Kold, fondatore dell’agenzia Pedal to Properties nata in Colorado, dove ha ottenuto uno strabiliante successo e pronta a sbarcare in Europa. I potenziali clienti vengono dunque condotti a vedere le case in vendita o in affitto in bicicletta, avendo così l’opportunità di rendersi conto del quartiere, dei servizi che offre e di respirarne l’atmosfera…

6. Exec:servizio a domicilio

Dovresti fare la spesa, ma il capo ti ha incastrata in ufficio. Ti sei dimenticato del compleanno della tua ragazza ma non hai tempo per comprarle quella borsa nel negozio dall’altro capo della città. Hai un mobile IKEA che non riesci a montare. C’è un applicazione per tutto questo: EXEC. Digiti la tua richiesta, entro pochi minuti viene trovato un’EXEC per svolgere il lavoro che potrà essere monitorato attraverso un sistema di geolocalizzazione. Idea con un doppio e nobile fine: offrire un servizio utile e qualche posto di lavoro in più.

7. KLM Meet and Seat: scegli il tuo vicino di volo sui social network

Niente più brutte sorprese sull’aereo. Almeno per i viaggiatori di KLM. La famosa compagnia aerea danese ha introdotto lo scorso anno un nuovo servizio che consente ai passeggeri di scegliere il proprio vicino attraverso il profilo su Facebook e Linkedin. Basta collegare il profilo social al biglietto e selezionare il compagno di viaggio ideale.

8. Robot Restaurant: un ristorante gestito dai robot

Diciotto robot che cucinano, servono a tavola, lavano i piatti svolgendo turni da 5 ore con una pausa – ricarica di due. Non è un film di fantascienza, ma la realtà di un ristorante di Harbin in Cina, aperto l’anno scorso e già molto popolare.

Fare successo con la creatività:10 idee di business innovative

9. Tim Hortons e Gulf news:le notizie a portata di caffè.

L’idea, nata dall’esigenza del noto quotidiano degli Emirati Arabi Gulf News di aumentare la propria visibilità in rete e non solo e supportata dalla catena di cafè Tim Hortons, ha davvero colpito nel segno!
Nel giro di due settimane, i fan Twitter del quotidiano sono moltiplicati. Come? È bastato inserire una breve news sulle tazze del caffè takeaway con un qe per ever il successo assicurato.

10. Le Artigiane: le botteghe del riciclo creativo

Creatività e riciclo sono gli elementi che caratterizzano questo progetto innovativo, ideato e realizzato da due amiche romane che da qualche anno hanno aperto Artigiane, una bottega in Via di torre Argentina. Qui artiste e artigiane di ogni genere possono esporre le loro eco – creazioni tutte realizzate con materiali riciclati e riciclabili.

11 consigli di produttività da persone super produttive

La produttività sul luogo di lavoro è sempre un argomento scottante. Non esiste una formula ufficiale per aumentarla perché dipende strettamente dalla nostra attività mentale, dalla cultura e dalle abitudini lavorative. Sentiamo spesso delle scorciatoie con le quali, dicono, tutti possono ottenere ottimi risultati, ma la verità è che non è così semplice trovare la formula perfetta che ci permetta di non sprecare il nostro tempo. Per aiutarvi a creare la vostra personale ricetta di produttività vi propongo 11 consigli da persone che non possono permettersi di sprecare il loro tempo prezioso:

1. Non rimandare la risposta alle mail

Questo consiglio ci viene dato dall’esperto di produttività Bob Pozen e viene praticato da moltissimi CEO , tra cui Aaron Shapiro di Huge. “ Non dovete mai rimandare la risposta alle mail perché vi porterebbe a perdere ulteriore tempo nella rilettura delle stesse, o peggio, nel ricordavi costantemente di dover ancora rispondere”

2. Dimentica le “To do list”

Roberta Matuson, presidente della Matuson Consulting ci ricorda che “Le cose veramente importanti devono essere segnate sulla propria agenda, e non essere relegate nelle classiche e lunghissime to do list”

3. Seziona il tempo che passi sui Social Media

Ekaterina Walter, global social innovation strategist ad Intel, ci racconta come sia utile dividere le interazioni online durante la giornata lavorativa e come sia meglio cronometrare il tempo che si passa su ogni singolo social per non esagerare e perdere troppo tempo solo su un tipo di piattaforma.

4. Poniti delle priorità


Kaihan Krippendorff, autore di “Outthink the Competition” ci insegna come sia non solo utile, ma necessario avere sempre delle priorità. “Quando svolgo il mio lavoro, anche se difficile, cerco sempre di trovare subito delle priorità per capire da dove iniziare e anche per risolvere subito eventuali problemi”

5. Definisci delle deadline

David Brier, chief executive alla DBD International, crede sia veramente necessario fissare delle deadline per ogni tipo di mansione. “Spesso le mail arrivano a migliaia” dice “quindi bisogna fissare dei tetti temporali massimi di riposta per non risultare maleducati e rovinare la reputazione dell’azienda”

6. Rendi più semplice la condivisione dei tuoi contenuti

Dayna Steele, success Strategist presso la Daily Success LLC, riassume l’essere produttivi in una parola: Dropbox. “Grazie a Dropbox riesco ad essere sempre produttiva e ad inviare file importanti ai miei clienti 24/24 in qualsiasi luogo”

7. Adotta un cane

“Adottare una cane è la cosa più produttiva che abbia mai fatto”, questa la testimonianza di Kevin Purdy, contributing editor di Lifehacker. “Avere un cane richiede organizzazione del tempo e cure. Grazie alle pause- passeggiata con lui sono riuscito a organizzare meglio il mio lavoro e ad essere più produttivo e focalizzato”

8. Prova Clear

Clear è un’app per Iphone che, grazie a una usabilissima to do list “permette di semplificare la tua vita con un semplice tap”–Nik Fletcher, product manager della Clear maker Realmac Software.

9. Applica la regola del 50/10

Amber Rae, career coach ci insegna che “Lavorare per 50 minuti focalizzandosi sugli obiettivi e fare delle pause da 10 minuti ciascuna riusciranno ad aumentare la tua produttività del 50%”

10. Testa i prodotti prima di commercializzarli

Josh Gosfield e Camille Sweeney, entrambi autori del libro “The Art of Doing” hanno ben pensato di testare la copertina del loro libro prima dell’uscita ufficiale. Hanno sottoposto la copertina a migliaia di persone delle quali hanno raccolto e analizzato le impressioni. Questo accorgimento li ha portati a capire che c’erano dei punti deboli nella copertina e di porvi subito rimedio

11. Un pizzico di follia

“Non esiste app o tecnica per migliorare la produttività come una grande sfida e poco tempo per elaborare un progetto vincente” dice John Bioler, CEO di 72andSunny. Grandi aspettative e molto stress possono motivare un team intero a concentrarsi e raggiungere alti livelli di produttività.

E voi? Come fate ad aumentare la vostra produttività? 🙂

8 aziende con una nuova idea di business per il 2013

8 aziende con una nuova idea di business per il 2013

1.L’idea di una lampada alimentata dalla gravità per le nazioni in via di sviluppo

Attualmente è in fase di finanziamento, attraverso una campagna di IndieGoGo, l’idea del GravityLigh. Si tratta di una lampada a buon mercato che funziona su una risorsa completamente rinnovabile. Il dispositivo è collegato ad un peso e quando viene sollevato per alcuni secondi sfrutta la forza di gravità per creare energia sufficiente ad alimentare la luce per 30 minuti. Funzionando senza batterie, la GravityLight non contiene parti deteriorabili e questo vuol dire che i proprietari non hanno bisogno di spendere soldi per garantirne il funzionamento.

8 aziende con una nuova idea di business per il 2013

2.Una bicicletta di cartone che può essere costruita con meno di $ 15

Le biciclette sono probabilmente la forma più eco-friendly del trasporto urbano, ma come possono essere rese ancora più verdi? Questa era la domanda che ha anticipato l’idea dell’ imprenditore israeliano Izhar Gafni. L’imprenditore ha concepito una bici di cartone realmente funzionante, un dispositivo leggero dal costo compreso tra 9 $ e 12 $. Nonostante il materiale principale sia cartone riciclato, la bici può sostenere circa 130 Kg.

8 aziende con una nuova idea di business per il 2013

3. Negli Emirati Arabi Uniti, una catena di caffetterie stampa sul bicchiere le top news del giorno

Un’altra idea che cerca di integrare il web nel mondo offline, è quella della campagna marketing di Y&R Dubai per gli Emirati Arabi Uniti sulla base del Gulf News. Y&R ha creato dei rivestimenti per le tazze di caffè che includono il titolo di un articolo twittato dal giornale nell’ora precedente. L’azienda ha capito che bere il caffè e leggere il giornale vanno di pari passo e ha avuto l’ idea di includere i codici QR per consentire ai clienti di leggere il resto della notizia del giorno sul proprio smartphone.

8 aziende con una nuova idea di business per il 2013

4. Un portafoglio digitale combina le carte di credito degli utenti e seleziona la migliore per un acquisto

Molte società di carte di credito offrono una varietà di offerte collegate all’utilizzo del loro prodotto, il che significa che molte persone si ritrovano con più di un conto aperto per poter sfruttare le diverse offerte. Per aiutare i possessori di carte a tenere traccia di quale scheda sia più adatta per ogni acquisto, l’idea di Wallaby permette di combinate tutti i conti aperti in una singola carta. A seconda di cosa è stato acquistato, a che ora e quanto è caro, la carta Walla.by seleziona il migliore account e lo carica.

8 aziende con una nuova idea di business per il 2013

5. Le confezioni di cartone contengono le istruzioni per riciclarle in qualcosa di nuovo

Gli imballaggi dei prodotti sono una forte causa di mal di testa ambientali per le aziende. Joolz , un’azienda dei paesi bassi, ha deciso di fare qualcosa al riguardo. Considerando che il cartone è un materiale robusto, abbastanza per essere trasformato in una bicicletta, la società ha avuto l’idea di allegare alla confezione del proprio passeggino le istruzioni per consentire ai genitori di creare, con l’imballaggio del prodotto, oggetti casalinghi come sedie e lampade .

8 aziende con una nuova idea di business per il 2013

6. La compagnia aerea permette ai passeggeri di scegliere i vicini di sedile sulla base del loro profilo

Ad indicare quanto i social media stanno diventando una parte importante delle strategie di molte aziende, quest’anno la compagnia aerea olandese KLM ha lanciato il suo programma Meet e Seat. L’idea consiste nel permettere ai viaggiatori di scegliere i loro posti in base ai profili online di coloro che saranno sullo stesso volo. I clienti possono fare il confronto offrendo i loro dati Facebook o LinkedIn, a seconda se sono alla ricerca di una potenziale relazione personale o aziendale.

8 aziende con una nuova idea di business per il 2013

7. Tracker incorporati nell’abbigliamento degli atleti fornisce indicazioni in tempo reale per gli allenatori

Uno dei più tecnologici supporti allo sport è l’adidas miCoach. Si tratta di una suite di prodotti per aiutare i professionisti dello sport e allenatori a capire esattamente come migliorare le prestazioni. Utilizzando sensori posti sulle attrezzature dei giocatori, il miCoach offre metriche di velocità, il ritmo, la frequenza cardiaca e molto altro in tempo reale. Il sistema può anche monitorare interi team allo stesso tempo, dando allenatori la capacità di prendere decisioni intelligenti durante il gioco.

8 aziende con una nuova idea di business per il 2013

8. Un’ App consente all’artista di controllare l’illuminazione e il suono del concerto attraverso gli smartphone del pubblico

Dan Deacon ha collaborato con Wham City Apps per creare un modo di rilevare gli smartphone del pubblico durante un live. Chi partecipa ad uno spettacolo di Dan Deacon, può scaricare l’applicazione che permette al telefono di riconoscere e rispondere a imput sonori, cambiare il colore dello schermo o la riproduzione di suoni in aggiunta a quelli provenienti dal palco. L’applicazione permette una maggiore quantità di interattività tra il musicista e la folla, rendendo l’esperienza più coinvolgente.

Questo post è una libera traduzione dell’articolo “Top 10 business ideas & opportunities for 2013pubblicato su smallbusiness.yahoo.com

Etica sociale e management: una splendida utopia o un connubio possibile?

La progettazione organizzativa e la prassi manageriale sono mutate nel tempo in risposta ai cambiamenti socioculturali.
Ma in che modo si è evoluta l’etica dei manager che guidano le aziende nel corso degli anni?

Inizialmente si era posto l’accento sull’efficienza dell’organizzazione: l’efficienza prima di tutto, un approccio scientifico che sosteneva che le decisioni riguardo le organizzazioni aziendali e l’organizzazione del lavoro dovessero essere basate su studi precisi e scientifici delle singole situazioni.

Questi principi hanno costituito le fondamenta della prassi manageriale e della progettazione organizzativa moderne fino alla fine degli anni ’70.

La rottura con il passato è avvenuta compiutamente solo con gli anni ’80 che hanno favorito nuove culture aziendali basate su valori quali:
–  flessibilità
–  rapidità di risposta nei confronti dei clienti
–  rapporto tra motivazione e produttività dei dipendenti
–  qualità del servizio e dei prodotti

Uno dei fattori che ha promosso il cambiamento è stata la consapevolezza del fatto che trattare tutte le aziende come se fossero uguali, poneva un problema di fondo: nel proprio mercato target di riferimento l’azienda non aveva un suo valore differenziante.

Anche oggi per raggiungere questo risultato la maggior parte delle organizzazioni aziendali si sforza di ottenere un maggiore coordinamento orizzontale delle attività lavorative, utilizzando spesso gruppi di persone appartenenti ad aree funzionali diverse da far cooperare sui progetti, magari anche coadiuvate da consulenti esterni che facciano da collante.

La Responsabilità Sociale d’Impresa

I confini tra le unità organizzative diventano quindi più flessibili e labili ed emerge così l’esigenza di costruire una vision aziendale che possa integrare in modo volontario le logiche di impresa alle istanze sociali ed ecologiche degli stakeholder che sono coinvolti nell’ecosistema aziendale.

Senza voler prendere in considerazione le iniziative di Cause Related Marketing, che per la loro natura di “sponsorizzazione” ricadono in un’ottica più di marketing che di management organizzativo, notiamo che oggi l’elemento chiave di un’organizzazione efficiente e a cui viene riconosciuto un valore sociale non può essere solo uno sterile insieme di policy e procedure.

Un manager “illuminato” all’interno della propria organizzazione dovrebbe far perseguire alle risorse umane a sua disposizione una logica di interazione, condividendo quanto più possibile la mission aziendale.

Una mission che dovrebbe essere valutata in modo coerente con:
– il rapporto con gli stakeholder
– la contingenza economico-finanziaria
– le aspirazioni di dipendenti e management

Alla ricerca della strada (maestra) perduta

Sappiamo che dalla mission aziendale discendono i suoi obiettivi, quindi se Peter Drucker teorizzando i metodi per la definizione degli obiettivi nel suo “Management by Objectives” parlava di missione etica del manager e Konosuke Matsushita, fondatore visionario della Panasonic, sosteneva che “una grande azienda deve dedicarsi al progresso della società e al benessere comune”, allora integrare etica sociale ed affari diventa davvero un’operazione realizzabile.

Qualcuno potrebbe osservare che l’obiettivo di un’azienda è quello di fare utili e che dovrebbe essere compito dello Stato quello dell’inclusione e dello sviluppo sociale.

Vero, ma solo in parte. Negli anni in cui Adriano Olivetti è stato alla guida della sua azienda la sua gestione ha rappresentato una simbiosi perfetta tra gli aspetti interni ed i riflessi esterni di un’organizzazione aziendale, senza per questo pregiudicare il suo obiettivo in quanto azienda: fare utili.

Tirando le somme di questo excursus sul modello di “organizzazione ideale” ci scontriamo chiaramente con la difficoltà di fotografare un soggetto in continuo movimento; tuttavia nell’analisi complessiva possiamo sostenere che si dovrebbe ambire ad un modello flessibile in grado di potersi adattare senza snaturarsi, rapido ed inclusivo nelle risposte, capace di declinare il vecchio alla luce del nuovo.

Come riassumere tutto questo in un unico concetto? Direi che un’organizzazione aziendale per quanto complessa, dovrebbe sempre pensare, reagire e respirare come se fosse una startup. Quale miglior messaggio allora per le aziende di tutto il mondo in questo periodo di crisi e mutamento (crisi viene dal greco “krisis”: separazione, scelta, decisione) se non: Stay Human, Be a Startup!