Nasce un festival per i video dei gattini: Henry the Cat è il più famoso

In molti sono arrivati all’insofferenza, se non ad una vera e proprio allergia digitale. Ma al Walker Art Museum di Minneapolis i gatti, in particolare i video dove sono protagonisti, vengono celebrati con un festival a loro dedicato.

Si tratta dell’Internet Cat Video Film Festival, la cui prima edizione si è conclusa lo scorso 30 agosto. I migliori video votati dagli utenti, con protagonisti gli animali a quattro zampe, sono stati proiettati in questa particolare retrospettiva.

10mila persone sono accorse per assistere alla proiezione dei 79 video scelti, divisi tra 10 categorie: Comedy, Drama, Foreign, Documentary, Animated, Musical, Art House, Lifetime Achievement, e People’s Choice. Il vincitore assoluto del People’s Choice Award è stato “Henry 2, Paux De Deux“, un gatto francese decisamente misterioso e noir ritratto da Will Braden, che si è portato a casa un Golden Kitty Award.

L’idea del Festival è venuta a Katie Hill, membro associato del museo che ha suggerito il concept come una sorta di scherzo, salvo poi diventare un’iniziativa vera e propria quando i capi ne sono venuti a conoscenza, rendendolo parte dell’iniziativa Open Field del Walker, che prevede proiezioni sperimentali pubbliche, e spesso gratuite, sul prato.

Il festival è stato interessato anche da una notevole attività online, tweets in particolar modo.

Tra questi, quello di maggior spicco è stato sicuramente quello del sindaco di Minneapolis che ha ironizzato sulla sovrapposizione con il discorso di Romney.

Per gli organizzatori si è trattato di un interessante esperimento sociologico a cavallo tra online e offline. Voi che ne pensate?

Niente calcoli con Excel: MisteryGuitarMan ci crea dei video [VIDEO]

Dimenticatevi l’animazione 3D, le tecniche di rendering e tutte quelle computer graphics che ormai non ci stupiscono più. MysteryGuitarMan ha trovato il modo per realizzare un’animazione che davvero si distingue dalle altre. Come? Usando nientemeno che Excel.

Joe Penna, conosciuto online appunto come MysteryGuitarMan, è un chitarrista e film maker brasiliano. Il suo canale Youtube è nato il 16 giugno 2006, e da allora ha raccolto più di due milioni di iscritti.

I video realizzati sono molto numerosi, tutti molto seguiti, dove le sue melodie rivestono un ruolo importante. L’ultima creazione però mette insieme due mondi, come la musica e l’applicativo Excel, che davvero mai avremmo immaginato uno accanto all’altro!

Per prima cosa MysteryGuitarMan si è filmato davanti ad uno schermo verde, e quindi ha sovrapposto in digitale un modello a mosaico ad ognuno dei frame registrati. Il pattern ha dunque creato un effetto “pixelato”, suddividendo visivamente l’immagine in blocchi di colore. Penna ha quindi utilizzato le 730 immagini ottenute come riferimenti in Excel, inserendo manualmente ogni singolo ‘pixel’ nelle celle dei fogli di calcolo. Un lavoro di cinque ore che si è trasformato in questo singolarissimo video.

Un’app all’attivo, milioni di fan sul tubo, 360mila su Facebook e più di 220mila su Twitter. Cos’avrà in serbo per noi MisteryGuitarMan per la sua prossima apparizione?

Growish: Desidera. Condividi. Ricevi. [INTERVISTA]

Secondo quanto riportato da una ricerca per Ebay, solo in Italia il 44% degli oggetti ricevuti (circa 794 milioni di euro) sono indesiderati o doppi e rimangono inutilizzati e relegati negli armadi o nelle cantine.

Altre ci dicono che “circa 12 milioni di italiani si fidano dei social network nei processi di acquisto e 6 milioni scoprono nuovi prodotti tramite i social network” (School of Management del Politecnico di Milano), mentre dagli Stati Uniti “i suggerimenti dei regali desiderati dagli utenti dei social media generano acquisti doppi rispetto a quelli che derivano dal mondo non-social.” Inoltre, a seguito della recente Pinterest-mania, dichiarano che “1 utente su 5 acquista un prodotto che aveva precedentemente pinnato”.

Growish, nuova startup nata sotto l’egida di Digital Magics, ha l’ambizione di presidiare questo “nuovo” scenario facendo ordine tra le vostre infinite liste dei desideri. Ne parliamo con Claudio Cubito, che di Growish è il CEO.

Ciao Claudio. Parlaci di Growish. Come nasce l’idea?

Giugno 2011. Mio 44esimo compleanno. Speravo fosse la volta buona per ricevere la mia tanto desiderata tavola da kitesurf. Sfortunatamente, mia madre aveva paura di sbagliare modello, mia suocera non sapeva dove trovarla e mia cognata – che vive in un’altra città– non sapeva come raccogliere i soldi a distanza.

Alla fine ho ricevo un magnifico portafoglio, un pigiama in filo di scozia e l’ennesima cravatta…

Era ora di mettere fine alla maledizione dei “regali indesiderati”. E’ così che nasce Growish. Dall’esigenza di creare un posto in cui esprimere i propri desideri invitando amici e parenti a realizzarli…(anche) in gruppo.

Ne ho parlato con Edmondo Sparano, direttore del Digital Magics Lab – già a lavoro su un progetto simile – e unendo le forze siamo arrivati all’attuale beta.


Come funziona il servizio?

Tramite un bookmarklet da installare sulla barra dei preferiti del browser, ogni utente può aggiungere il prodotto che desidera alla propria lista dei desideri e/o creare tante liste quante sono le occasioni (compleanno, feste di laurea, nascite, matrimoni, ecc.) che vuole festeggiare.

I prodotti e le wishlist possono essere poi condivise sui social network (Facebook, ecc.) oltre che con i propri amici e cari. Ogni lista dei desideri  può essere consultata e permette di procedere immediatamente all’acquisto con un clic. C’è persino la possibilità di dividere in quote la spesa ed invitare i propri amici a contribuire (nda feature disponibile a breve).

Con altrettanta facilità gli articoli possono essere aggiunti per mezzo del pulsante “+Wish” (tipo il “mi piace” di Facebook) che gli e-commerce partner hanno inserito nelle rispettive pagine prodotto.

Ci dici qualcosa riguardo al modello di business?

Il servizio è gratuito per gli utenti. Il revenue model prevede una fee sulle vendite ricevute dai merchant affiliati. Se il regalo viene selezionato da uno dei merchant partner, anche il pagamento in quota sarà gratuito per gli utenti.

Attualmente abbiamo affiliato oltre 110 merchant partner e con oltre una ventina abbiamo già stretto accordi per inserire il pulsante sulla loro pagina prodotti. Questi merchant saranno i primi ad offrire la possibilità dell’acquisto in quote, per cui stiamo sviluppando apposite API.

Alla luce dell’esperienza Growish, cosa significa fare startup in Italia?

Fare startup in Italia è facile e difficile. Personalmente sono subito riuscito ad avere interesse al mio progetto e attenzione sulle mie competenze, ma ho sofferto la mancanza di uno sviluppatore come co-founder, problema che pare essere molto comune per gli imprenditori che come me non provengono del “digital”.

Anche per questo, l’incubatore di Digital Magics è stato fondamentale: competenze tecnologiche (Digital Magics Lab), di business e uno sterminato network di relazioni. Di fatto, avere un ufficio dove convivono oltre 100 persone, 15 startup (a differenti fasi di vita) e brulicano molte idee non può che stimolare la creatività e facilitare gli scambi di competenze e relazioni oltre a rappresentare un biglietto da visita di un certo prestigio agli occhi dei potenziali investitori.

Ora siamo probabilmente in una delle fasi più complicate. Abbiamo la necessità di trovare investitori per crescere e raggiungere “certe metriche”. Paradossalmente queste metriche sono però le stesse che aprono le porte dei finanziamenti. Cortocircuito abbastanza curioso che conferma quanto – in Italia –  la propensione al rischio degli investitori sia ancora molto bassa. Per questo è difficile vedere investimenti che sostengono le idee sin dai primi mesi di vita di una startup.

Cosa altro bolle in pentola? Ci dai qualche anticipazione?

Il sito è online in fase beta dal mese di maggio. Entro settembre rilasceremo la funzione di pagamento in quota (beta) e delle API annesse e lavoriamo alle applicazioni Facebook e mobile che daranno una spinta alla crescita della community.

I prossimi mesi saranno quindi focalizzati all’acquisizione di utenti tramite partnership mirate come quella con Alfemminile.com (whishlist personalizzate); Blomming.com, Yoodeal.it, Byoutique e (integrazione del pulsante +Wish sulle rispettive piattaforme proprietarie) cui si aggiunge il lavoro di promozione di Zanox e Tradedoubler presso i rispettivi affiliati.

Tra i merchant  che hanno già inserito (stanno inserendo) il pulsante abbiamo EMI StoreClipitWearuniqueEMI StoreRegaliIdeali by Smartbox,  Belnotes, i siti del gruppo Kappa, Faiunregalo.it, VinicioBoutique, Wonderbox e Fashionis. Ringraziamo tutti coloro che ci stanno dando fiducia. Perché se vogliamo fare una rivoluzione dobbiamo farla insieme.

Infine, come ogni start-up digital, ci auguriamo che si sprigioni quella magia – spesso incognita e non programmata – che trasformi Growish in un fenomeno “virale”. Nella nostra lista dei desideri su Growish, abbiamo “aggiunto” questo sogno.

 

Tumblr sperimenta le GIF animate nell'advertising

Il GIF, Graphics Interchange Format, è un formato di file grafico che offre la possibilità di creare immagini animate. Questo tipo di immagine digitale ha celebrato, lo scorso giugno, il suo 25esimo anniversario, e, invece di passare di moda, riscuote sempre più successo nel Web.

Il formato GIF è rinato grazie ai netizens che lo postano su social networks e blogs.
La “cinemagrafia” è tornata di moda, come dimostra anche la nascita dell’applicazione Cinemagram, che trasforma le tue foto in immagini animate.

Questo tipo di file sono molto utilizzati dal popolo di Tumblr, che posta GIF artistiche, divertenti e di scene tratte da film e serie tv. La piattaforma ha così deciso di trarne vantaggio cominciando a proporre banner pubblicitari in formato GIF nella sezione Tumblr Radar.

Questa iniziativa è subito piaciuta agli inserzionisti e negli ultimi due mesi nella sezione Radar sono comparse GIF animate di Calvin Klein, Coca Cola, Puma, American Apparel, MTV, VH1, Adidas, College Humor, e dei film “The Expendables 2,” “Ruby Sparks,” and “Beasts of the Southern Wild”.

Ricordiamo che Tumblr ha aperto le sue porte alla pubblicità solo lo scorso maggio, permettendo agli inserzionisti di pagare per un posto nelle sezioni Radar o Spotlight.

A chi non fosse familiare la piattaforma di tumblelog, la sezione Radar, quella che si trova in basso a destra nella dashboard, è quella che pubblicizza i blog di altri utenti; mentre la sezione Spotlight è curata dagli editors, che scelgono e propongono i migliori blog di Tumblr.

Non è però facile vedere una pubblicità nella sezione Radar, visto che è concepita per mostrare contenuti consigliati in base alle proprie preferenze.

Gli investitori pagano l’accesso al solo 5% del traffico dati, acquistando un pacchetto che offre loro solo una piccola parte di oltre 120 milioni di post in Radar e una posizione privilegiata in Spotlight.

Danielle Strle, Director of Product di Tumblr, spiega:

“Nella sezione Tumblr Radar si può inserire qualsiasi tipo di post, dalle foto ai video fino ad arrivare alle GIF animate”. Lei spinge gli investitori a sperimentare diversi tipi di formati e in particolare il GIF. “Quando le persone dicono di voler utilizzare un video, io li incoraggio ad usare GIF animate”, dice la Strle, “è un formato magico, ha l’immediatezza del video senza la barriera all’entrata del tasto play”.

Uno dei banner pubblicitari animati più popolari è stato quello di Coca Cola, comparso su Tumblr circa due settimane fa. Nelle prime 24 ore ha ricevuto 30mila “notes”, tra likes e reblogs, e dopo due giorni le reazioni sono arrivate a 60mila.

La possibilità di ribloggare l’immagine le ha offerto visibilità, e la Strle afferma che sarebbe sorpresa se gli utenti non continuassero a condividerla anche la prossima estate. I contenuti su Tumblr tendono ad essere evergreen e ad avere un lungo ciclo vitale”, dice.

Le GIF animate sul web sembrano avere un fascino intramontabile e ora siamo curiosi di vedere come Tumblr sfrutterà questo punto di forza e se lo utilizzerà in altri modi. Oggi i banner animati sono presenti solo sul web, ma la Strle rivela che per il futuro sono in progetto anche pubblicità gif su piattaforme mobile.

STUDIO35Live: E' l'ora del secret concert dei Fluon!

Come accennavamo ieri, la quinta puntata di STUDIO35Live – collettivo di artisti, sociologi e produttori appassionati delle possibilità che i nuovi media offrono alla musica oggi – dopo ospiti come Paolo Benvegnù, i 99Posse, i 2Pigeons e Baba Sissoko, ha come protagonisti gli eclettici Fluon.

Gruppo che ha rotto convenzioni e offerto sprazzi di originalita’, nato dall’estro di Andy Fumagalli membro degli ex Bluevertigo, in cui emergeva affiancato dalla presenza artistica di Morgan.

Per Andy l’arte è come una calamita per il ferro: ne è totalmente attratto in ogni sua forma.

Con una formazione presso l’Accademia delle Arti Applicate di Milano e una specializzazione in illustrazione e grafica pubblicitaria, Andy consolida negli anni il suo fortissimo codice pittorico e lo applica non solo nelle tele, ma anche nella decorazione di oggetti di design, stoffe, strumenti musicali collaborando con grandi marchi quali Coveri, Carlsberg, Iceberg, Redbull, Fiat, Nodis, Too Late, Uki e Valtur.

Un vero artista a tutto tondo tutt’ora molto attivo nel mondo della musica come compositore di colonne sonore, produttore di band emergenti, conduttore di programmi musicali sia televisivi che radiofonici.

Riteniamo descriva una interessante realtà della musica indipendente e della più sincera passione per l’arte, ecco perché vi consigliamo, la quinta puntata di STUDIO35LIVE.

Ecco qui il live. Buona musica!

Articolo redatto da Valentina Scannapieco.

Il taccuino Smart di Moleskine: appunti sincronizzati in un click!

Il taccuino Smart di Moleskine: appunti sincronizzati in un click!

Il brand Moleskine si è sempre posizionato come analogico e un po’ vintage, con i suoi taccuini da artisti del novecento e le piccole pagine di carta spessa.
Eppure la casa Moleskine è riuscita a lanciare un vero prodotto per scrittori digital: lo Smart Notebook per trasferire gli appunti da cartacei a digitali.

Il taccuino Smart di Moleskine: appunti sincronizzati in un click!

In partnership con Evernote, l’app per gli organizzare le idee che sincronizza gli appunti fra più device, Moleskine ha creato un taccuino che rende più facile la scansione del testo.
Lo Smart Notebook grazie alle righe sulle pagine aiuta a raddrizzare in automatico le immagini catturate con l’app di Evernote su iPad o iPhone.

Il taccuino Smart di Moleskine: appunti sincronizzati in un click!

Il taccuino è corredato da stickers colorati che possono essere usati per il tagging delle immagini e che lo rendono un’estensione e complemento dello spazio di lavoro digitale.

Il taccuino Smart di Moleskine: appunti sincronizzati in un click!

La collaborazione fra questi due players di mercati verticalmente diversi ( virtual goods vs oggettistica ) è in realtà un ottimo esempio di integrazione orizzontale di  puro commerce: in finale è il servizio ad essere fornito, che sia  basato su un supporto cartaceo o su un’interfaccia grafica.

Guardate nel video alcuni dei potenziali utilizzi dello Smart Notebook:

L’acquisto include anche una subscription gratuita di 3 mesi alla versione premium di Evernote (non male!).
Un vero back up tra analogico e digitale per tutti gli smemorati e appassionati della vecchia carta e penna.

Un inedito Steve Jobs nelle foto di Norman Seeff

Anni ottanta, bianco e nero, i primissimi computer Macintosh. L’intero team della Apple e poi lui: Steve Jobs. Il visionario capace di guardare oltre gli orizzonti, di rendere possibile l’impossibile.

Così Norman Seeff, fotografo statunitense, ricorda il protagonista dei suoi scatti, fino a oggi inediti ma disponibili adesso su Retronaut, insieme alla sua sincera testimonianza.

Nel corso degli anni Norman e Steve svilupparono un rapporto sempre più confidenziale, evoluzione testimoniata dalle innumerevoli fotografie fino a quella più celebre, in cui un giovane Steve Jobs è ritratto perfettamente a suo agio seduto nella posizione del loto con il Mac poggiato sulle ginocchia.

Spontanea e divertente, a tratti nostalgica, questa serie offre sicuramente un tassello in più per ricostruire la storia di un uomo che, tra critiche ed encomi, è oramai diventato una leggenda.

Facebook Studio Edge: la piattaforma di formazione per agenzie pubblicitarie

Facebook Studio EDGE

Lo avevano promesso lo scorso giugno con un annuncio a Cannes durante la cinquantanovesima edizione del Festival Internazionale della Creatività: la creazione di uno strumento educativo dedicato alle agenzie di comunicazione e, più in generale, a tutti i creativi che sentono il bisogno di tenersi in continuo aggiornamento rispetto tutti i prodotti, i servizi e le migliori prassi del social network più utilizzato del mondo.

Perché è esattamente questo che la nuova piattaforma Facebook Studio EDGE promette di fare.
Perfettamente integrata nell’altrettanto recente progetto Facebook Studio, questo promettente strumento formativo consentirà agli utenti di acquisire conoscenze suddivise in tre macro categorie: pagine, applicazioni, annunci pubblicitari. I corsi, interattivi, prevedono un impegno di circa 15 minuti per ciascuna lezione.

Non mancheranno nemmeno i piccoli stratagemmi motivazionali per tenere alta l’attenzione (e, perché no, la competizione) degli utenti, come per esempio un sistema di badge che andranno a premiare gli studenti più meritevoli e coloro che avranno saputo raggiungere determinati achievements. EDGE metterà inoltre a disposizione degli utenti una directory organizzata in modo tale da permettere la ricerca di creativi e di agenzie tra tutte quelle registrate, mostrandone sia il portfolio che tutti gli achievements ottenuti.

Attualmente la piattaforma è accessibile in versione beta, ma è già possibile richiedere un accesso (e attendere pazientemente in lista d’attesa).

Miti 2.0: se i brand che hanno fatto storia rivivono su Facebook

Ogni tanto, parlando di web e social media, ci si imbatte in discorsi che portano a riflessioni più profonde e probabilmente non banali: frasi che sottolineano il cambio di paradigma rispetto al modo tradizionale di fare business e comunicare la propria offerta, case study che mostrano nuove startup high-tech farla da padrona in tutto il mondo & so on

Ma cosa ne è invece delle marche e dei prodotti mitici, che hanno fatto la storia della società dei consumi italiana e internazionale e che ancora oggi sono ricordati come tali (basta una piccola ricerca su Google per ritrovare le mitiche bibite Sanpellegrino e i mitici Jesus Jeans)? Sono stati davvero tutti spazzati via da Facebook e una comunicazione che va a una velocità 100x rispetto al ritmo a cui erano abituati, oppure la situazione non è così semplice e si mostra ben più gloriosa per gli stessi brand/referenze?

I brand mitici su Facebook? Continuano a scrivere la storia!

In effetti, nel DNA di queste marche e di questi prodotti c’è la capacità di appassionare intere generazioni e, se vogliamo, di continuare ad essere altamente virali stimolando l’affetto e il passaparola. Ecco che i social network – Facebook in primis per la sua audience e la spiccata multimedialità – non possono che aiutare questa loro identità e non semplicemente oscurarla. Non ci credete? Ecco una piccola selezione dei 5 casi che ci piacciono di più: un mix di tradizione, innovazione e fit perfetto con un contesto in continuo cambiamento!

#1 Cedrata Tassoni

Imitatissima e inimitabile allo stesso tempo, chi non ha mai assaggiato un sorso dell’inconfondibile Cedrata Tassoni? Bene, guardate la pagina Facebook del brand: perfetta! Tantissime fotografie (‘scattate’ anche con Instragram) colorano lo spazio e presentano il prodotto in vari momenti, dal commerciale all’ironico, e riportano alla luce pubblicità ormai antiche ma che rappresentano la storia di tutti. Il tono del community manager è leggero e spensierato come quello del prodotto e del suo momento di utilizzo, e (finalmente!) c’è anche un uso abbastanza originale delle note. I risultati? 70.000 fan – o meglio brand advocates – pronti a sostenere la loro bibita preferita anche quest’anno!

#2 Effervescente Brioschi

Ci è voluta la dicitura “Effervescente Brioschi – La Pagina Ufficiale” per scansare ogni dubbio rispetto alle tante imitazioni… e i quasi 48.000 fan hanno risposto alla grande 😉 Sulla fanpage sono presentate le scorribande nel mondo del mitico cinghialotto Ernesto, che non manca di fare quiz sistematici ai fedelissimi della pagina. Simpatica anche l’app che permette di caricare la propria foto e avere ‘un cinghiale sullo stomaco’, e bellissima infine la piccola galleria di video che riprendono in varie scene la pubblicità che ormai conoscete tutti benissimo! Anche in questo caso, un’efficace azione di community management completa l’opera.

#3 Prep

La crema dermoprotettiva multiuso Prep… se non ci fosse bisognerebbe inventarla! Se volete entrare in questo mondo con una storia ricca e bella, date un’occhiata anche alla pagina Facebook 😉 Chi lo direbbe che la Prep ci protegge dal 1860? Il community manager della fanpage non perde occasione di rimandare l’utente al bell’account Pinterest del prodotto, proponendo notizie sul tema sole e abbronzatura, consigli, link al sito aziendale Coswell. Interessante anche il contest – appena concluso – per ingaggiare la community a realizzare brevi spot video:

“Coswell ha deciso di rivolgersi alla community creativa di Zooppa, chiedendovi di realizzare degli spot video della durata massima di 60 secondi. I video dovranno rappresentare, in maniera divertente e dissacrante, come la crema Prep sia la soluzione migliore per affrontare episodi irritanti o momenti di rossore: irritazione e arrossamento raccontati tramite situazioni metaforiche, in cui Prep emerge comunque come il rimedio efficace!”

I risultati? 10.000+ fan e circa 50 video prodotti per il concorso. Lunga vita a Prep!

#4 Fabbri

Gli sciroppi Fabbri… avete già l’acquolina, vero? Andate sulla pagina Facebook dell’azienda e ne avrete ancora di più! Interessante in questo caso la scelta dell’editor di rivolgersi anche a chef, baristi e chiunque abbia da preparare delizie, per invogliarli e convincerli del valore aggiunto offerto dal prodotto. Uno stile forse più commerciale e marketing-driven, ma nel complesso azzeccato, efficace e molto elegante. Interessantissima anche la Fabbri TV, una serie di video tutorial sull’arte della buona cucina, e il mondo Fabbri, per scoprire davvero tutto su questa bella realtà. E 10.500 fan l’hanno già scelta! 🙂

#5 Campari

Sembra non finire mai – e anzi accrescere di anno in anno il proprio successo – la storia dell’intramontabile Campari, che sceglie una strategia Facebook ‘a rete di fanpage’ dedicate ai singoli paesi e ramificate dalla pagina internazionale (in inglese): la sua presenza digital italiana vanta circa 24.000 fan, molti dei quali che tentano di scalare la classifica di top fan per vincere i premi in palio! Citiamo anche qui la gestione brillante della pagina, sempre aggiornata e ‘densa’ di rimandi al sito web e alle iniziative del brand. Epic win!

Per concludere

Ecco dunque 5 buoni esempi che fanno capire ancora una volta perché certe marche e certi prodotti riescono a sopravvivere e rinforzarsi nel tempo, rimanendo in sintonia con i cambiamenti del mondo della comunicazione e trovando sempre nuovi modi per ingaggiare i propri fan. Per fare i pignoli, qualcosa che avremmo voluto vedere di più? L’uso dello storytelling e della timeline… di storie ce ne sarebbero da raccontare 😉

E questo è solo un piccolo assaggio… ora, largo a voi! Altri casi virtuosi e di epic win da citare?

Lego Story, la fortunata fiaba dei mattoncini colorati [VIRAL VIDEO]

“Probabilmente avrete visto uno di questi, un mattoncino Lego. Ma vi siete mai chiesti come tutto è cominciato, e perché si chiama Lego?”. Lego e Lani Pixels non potevano pensare ad un’intro più azzeccata per questo corto, semplice ed intenso, che racconta la storia, sconosciuta ai più, di Lego e del suo creatore Ole Kirk Christiansen, costruttore di giochi danese.

Punto di origine della storia è la fabbrica di giocattoli in legno di Ole che con gli anni, passando attraverso difficoltà di ogni tipo come crisi economiche, lutti e incendi, si trasforma nella celebre LEGO, nome noto a tutti ma di cui forse non saprete il significato: “lego” deriva infatti dall’unione delle due parole danesi “Leg Godt“, ovvero “gioca bene”.

Lego per comunicarsi e celebrare la ricorrenza dell’80esimo anniversario punta tutto sullo storytelling e il brand engagement narrativo, e il risultato è senza dubbio efficace: le più di due milioni di views in poco più di tre settimane parlano da sole.

Essere in grado di raccontare storie emozionanti e di valore oggi è una prerogativa fondamentale del marketing, e questo lo sappiamo bene. Ma il successo di questo video, probabilmente, è frutto anche del momento di grande popolarità che il brand vive da mesi, soprattutto nei canali online: ad esempio, avrete visto tantissimi video e concept visual, anche autoprodotti, che hanno per protagonisti gli omini gialli. Tra gli ultimi di cui abbiamo parlato, le copertine di cd fatte di mattoncini, una proposta di matrimonio inscenata con l’aiuto degli omini di plastica, e opere famose ricreate utilizzando i Lego.

Da questa popolarità, dalla fascinazione della storia raccontata (che segue il modello del viaggio dell’eroe, e dove sono presenti fattori purtroppo contemporanei e quindi fortemente empatici come la crisi economica), dall’essere parte della memoria collettiva, personale e ludica di tutti noi, nasce di conseguenza il desiderio di condivisione del video.

Lego pare proiettarsi verso i prossimi 80 anni in grande stile. Voi, che ne pensate?