Studio35Live: ecco il secret concert dei Bisca! [ESCLUSIVA]

Come accennavamo ieri, ecco qui la sesta puntata di STUDIO35Live – collettivo di artisti, sociologi e produttori appassionati delle possibilità che i nuovi media offrono alla musica oggi – che presenta i Bisca.

Dopo personalità quali Paolo Benvegnù, i 99 Posse, i 2Pigeons, Baba Sissoko e i Fluon, ecco la presenza di un altro pezzo della musica italiana.

Nascono a Napoli nei primi anni ‘80, col nome BiSkaper iniziativa di Giancarlo Coretti supportata dalla creatività del sassofonista e cantante Sergio Maglietta.

Ben presto, però, prenderanno il nome definitivo “Bisca” che battezzerà anche il loro primo album.

Gruppo impegnato socialmente crea musica impegnata in collaborazione di altri esponenti della musica indipendente – i quali sono stati anche ospiti di Studio35 nelle scorse settimane o lo saranno nelle prossime – come 99 Posse, 24 Grana e Almamegretta.

Da sempre scrivono memorabili pagine della storia del rock italiano unito a sound raggae, hip hop e jazz. Un meltin pot di differenti realtà sonore, un viaggio che vi consigliamo. Seguite quindi la sesta puntata di STUDIO35LIVE.

Ecco qui il live. Buona musica!

Articolo redatto da Valentina Scannapieco

Poliu: il packaging per pennelli di Simon Laliberte

 

Il designer canadese Simon Lalibertè ha realizzato un packaging molto divertente e funzionale per assemblare dei semplici pennelli: uno grande per le pareti ed uno più piccolo per i ritocchi. L’involucro di cartone raffigura un volto di uomo con tanto di baffi e pizzetto, realizzati con i “peli” dei due pennelli.

Oltre ad una funzione meramente creativa, il packaging di Poliu (in francese “peloso”) risulta utile anche per svolgere alcune fasi della logistica come l’imballaggio e la spedizione.

 

 

 

 

 

 

Google Glass alla settimana della moda di NY

Cosa ci faceva Sergey Brin (co-fondatore di Google, ndr) alla sfilata di Diane von Furstenberg durante la settimana della moda di New York? Perché mai uno dei massimi esponenti di BigG si trovava accanto alla famosa stilista belga domenica scorsa?

Google Glass alla settimana della moda di NY

La risposta sta nel fatto che Google sta finalmente iniziando a sdoganare i suoi Google Project Glass (ormai semplicemente Google Glass) in contesti più vicini al grande pubblico, almeno a livello di buzz.
A livello di potenziali acquirenti, parliamo di un prodotto di fascia alta, che molto probabilmente non costerà meno di 1.500 dollari. Qualcosa di molto meno accessibile rispetto al loro caro motore di ricerca.

Google Glass alla settimana della moda di NY

I Google Glass hanno fatto la loro prima comparsa storica su una passerella, in modelli di vari colori, seguendo la linea della collezione primavera-estate 2013 di Diane von Furstenberg.

Resta ancora un mistero intorno alle funzioni del modello finale. Al momento è dato sapere che questi occhiali fanno video e foto di buona qualità. I Google Glass presenti alla sfilata, infatti, hanno filmato l’intera serata. Anche Sergey Brin, Diane von Furstenberg e Yvan Mispelaere, direttore creativo della maison, ne indossavano un paio.

Google Glass alla settimana della moda di NY

È possibile vedere qualche immagine sulla pagina Google+ di DVF. I video, invece, verranno montati insieme in un cortometraggio intitolato “DVF through Glass”, che verrà pubblicato il 13 settembre.

Google Glass alla settimana della moda di NY

L’accessorio di casa Google (noi di Ninja Marketing ne abbiamo ampiamente parlato) potrà essere integrato agli occhiali da vista. Anche tra chi può permetterseli esisteranno gli ipovedenti, no?

L’attrice Sarah Jessica Parker, presente tra gli ospiti della serata, ha voluto provare il paio di Google Glass indossato dalla stilista.

Un evento molto bello, un ottimo posizionamento e sdoganamento dei Google Glass, non c’è che dire. Adesso trovatemi, però, un blog che parli della nuova collezione di Diane von Furstenberg.

MacGyver è il nuovo testimonial di Mercedes-Benz

Conoscete MacGyver? È l’eroe che riesce a provocare un’esplosione utilizzando solo sodio e acqua e riuscirebbe a salvarsi in qualunque situazione.

Nato come protagonista dell’omonima serie televisiva, andata in onda in America dal 1985 al 1992, è divenuto celebre proprio per la sua innata capacità di districarsi in circostanze di ogni tipo, ricorrendo solo il suo ingegno, le sue conoscenze in campo chimico, fisico e tecnologico, un coltellino svizzero, del nastro adesivo e oggetti trovati qua e là.

Questa sua caratteristica lo ha reso il testimonial ideale per la nuova Mercedes-Benz Citan.
Per promuovere la sua nuova vettura, Mercedes ha realizzato il trailer di MacGyver and the new Citan,  una serie di episodi il cui protagonista è l’ingegnoso MacGyver, interpretato dall’attore Richard Dean Anderson.

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Lo spot si concentra essenzialmente sulla trama e sul protagonista, invecchiato ma pur sempre uomo d’azione, mostrando la nuova Citan come mezzo ideale anche per le situazioni più critiche.
È un trailer ad alta tensione, che lascia lo spettatore con un cliffhanger che si risolverà nei prossimi tre episodi, che saranno rilasciati per il lancio internazionale della Citan.

Una scelta azzeccata quella di Mercedes-Benz, che per l’occasione ha anche dedicato una sezione del proprio sito internet all’iniziativa Citan.

Del resto, se MacGyver ha scelto la Citan, come non fidarsi?

Twitter e Bret Easton Ellis: quando la polemica sta in 140 caratteri

Bret Easton Ellis, o meglio, @BretEastonEllis, su Twitter ha più di 330 mila followers. Un buon numero di attenti e curiosi ammiratori di questo scrittore che ha raggiunto la notorietà grazie a un romanzo particolarmente duro come American Psycho. Avevamo già avuto modo di citare la sua presenza on line nel post Scrittori e Social Media: decalogo per chi “lavora” con lo storytelling, analizzando quali possono essere alcuni accorgimenti strategici per i “narratori” che decidono di essere anche nel mondo dei social network: certo è che non ci aspettavamo di ritrovarlo in una polemica tanto esplosiva.

Lo scorso 6 settembre, Bret Easton Ellis pubblica alcuni tweet particolarmente pungenti nei confronti del defunto autore David Foster Wallace, morto suicida nel 2008.


Un attacco diretto, nello stile dell’autore statunitense che dell’essere politicamente scorretto ha fatto un vero marchio di fabbrica, verso Foster Wallace e i suoi fans. Una serie di tweet infuocati, cui sono seguite decine di risposte “a tono” da parte dei followers di Easton Ellis, cui non è piaciuta la disanima contro l’autore di Infinite Jest.

La “risposta” dello scrittore americano, se così si può chiamare, è stata pubblicata due giorni dopo, l’8 settembre:


Anche in questo caso, solo una serie di post “esplicativi” e d’attacco, senza alcuna risposta agli utenti che hanno commentato e replicato alla prima serie di tweet del 6/09. Una sorta di sasso lanciato nello stagno, cui non sono seguite le risposte che il pubblico chiedeva a gran voce.

Popolo di Twitter, ha ragione Bret Easton Ellis?

Un comportamento azzeccato, quello dell’autore americano?

Su Twitter la comunicazione non può essere a senso unico. Una personalità, soprattutto se appartenente a un mondo come quello della cultura, se decide di comunicare attraverso un canale diretto e semplice come questo dev’essere pronto anche a rispondere a chi lo segue e decide di interagire, aumentando e valorizzando il proprio personal branding.

Bret Easton Ellis però è diverso. Segue pochi utenti, retweetta pochissimo, non risponde. Il contrario di un altro scrittore, anch’egli già conosciuto, Joe Lansdale (o @JoeLansdale).


Un utilizzo diverso, che rispecchia la diversità caratteriale ed artistica dei due autori: il primo chiuso, “politicamente scorretto” e pungente, il secondo socievole, narratore nella quotidianità e non opinionista polemico.

Una scelta insomma differente, frutto della proiezione dei caratteri e dell’arte più che di una reale inconsapevolezza del mezzo e delle sue potenzialità.

Gli scrittori, e in generale gli artisti presenti su Twitter, possono sfruttare anche meno le specificità di uno strumento per far rispecchiare ciò che è la loro visione del mondo: strategie che si differenziano rispetto ai brand e alle personalità che invece, esimendosi dal rispondere ai propri followers, rischiano di passare per “spocchiosi” o poco attenti alle esigenze dei fan/consumatori: per questo, pur essendo i contenuti discutibili e la polemica sterile, la scelta di Bret Easton Ellis di non rispondere agli utenti che lo hanno menzionato chiedendogli lumi sulle sue affermazioni è stata coerente con il suo personaggio.

Una lettura che può sembrare limitata, ma che invece sottolinea come l’utente si identifichi sempre di più con i propri account sociali, e di come possa esservi strategia innovativa anche dietro le scelte più discutibili e difficili da comprendere.

Certo, ci sono casi dove diversificare la comunicazione – soprattutto quando questa privilegia il dialogo – andando anche contro il concetto di identità on line è scelta vincente: in questo specifico caso, forse Bret Easton Ellis avrebbe fatto bene a rispondere alle critiche, snaturandosi anche un po’.

Amici Ninja, voi cosa ne pensate? Avrebbe fatto bene a rispondere oppure la scelta di non cambiare il proprio approccio è la migliore?

GoDaddy down: offline milioni di siti

GoDaddy down: offline milioni di siti

Problemi per GoDaddy: uno dei più grandi Registrar di domini al mondo, nonché hosting di siti Web, è da qualche ora in down. Come segnala anche Mashable, il sito GoDaddy.com è irraggiungibile e con esso tutti i siti Web registrati sulla piattaforma.

GoDaddy down: offline milioni di siti

Su Twitter, il capo della sicurezza di Anonymous si assume la responsabilità dell’attacco:

 

Aspetteremo anche i motivi dell’attacco, visto che le motivazioni sono ancora “vaghe”:

Unistanze e Unistudenti: essere studenti oggi è più facile

Unistanze_e_Unistudenti_essere_studenti_oggi_è_più_facile_4 Prezzi altissimi, affitti in nero e case fatiscenti: sono i principali problemi che affliggono gli studenti universitari in cerca di un alloggio. La ricerca a volte richiede molto tempo, considerando che nel 2010 erano oltre 140 mila i fuori sede presenti nelle sole città di Roma e Milano, quindi è facile intuire quante risorse ogni anno vengano sprecate in questa attività.

Unistanze.it e trovi l’alloggio adatto in pochi click

Unistanze è un portale che si propone come intermediario tra i giovani universitari in cerca di un posto dove vivere e i possessori di appartamenti.

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La logica del sito è molto semplice: basta inserire i dati relativi al tipo di alloggio desiderato e il sito mostrerà le soluzioni più adatte alle richieste, promuovendo gli annunci secondo logiche innovative.

Unistanze infatti non ordina seguendo i soliti criteri legati al prezzo o alla data d’inserimento, ma mostra i risultati tenendo conto sia dell’università di appartenenza, per chi preferisce convivere con studenti della stessa facoltà, che dei feedback degli utenti.

Le novità non finiscono qui. Nel sito è presente una sezione dedicata ai gruppi di affitto: gli utenti possono aggregarsi in base a preferenze comuni, velocizzando non poco il processo di ricerca.
Gli inserzionisti affitteranno in un colpo solo tutto l’appartamento e gli studenti in questo modo trovano più velocemente sia l’alloggio che i coinquilini.

Unistudenti.it: il portale di supporto agli universitari

Unistanze rientra in un progetto più ampio completamente dedicato agli studenti che nei prossimi mesi vedrà alla luce altri servizi dedicati allo stesso target.

Il loro primo prodotto, Unistudenti.it, è un portale di informazione universitaria nato con l’obiettivo di supportare gli studenti nella ricerca di informazioni riguardanti gli atenei di tutto il Paese.

Sul web circolano moltissime informazioni riguardanti le università, ma il problema è che esse sono sparse in modo confuso tra centinaia di siti, Unistudenti raccoglie tutti questi dati proponendo news, bandi, concorsi ed eventi di vario tipo legati al mondo universitario, senza tralasciare notizie di cultura generale che possano essere utili alla “vita” dello studente.

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I punti di forza

Abbiamo tentato di analizzare le strategie che portano al successo di una Startup identificando come le principali cause di fallimento errori legati alla composizione del team e alla scarsa conoscenza del mercato di sbocco.

Il team di Unistudenti ha studiato bene questi aspetti, riuscendo a trasformarli nei suoi punti di forza.

Il gruppo di lavoro è affiatato: capitanato da Davide Lonardi e Andrea Sparisci, non hanno paura di rischiare in un periodo che non incoraggia scelte di tipo imprenditoriale.

“Noi di Unistudenti siamo un team giovane, la media nella nostra società è di 25 anni, ce la mettiamo tutta, abbiamo investito le nostre risorse economiche e fisiche per portare avanti al meglio un progetto in cui crediamo fino al midollo” (Andrea – Fare l’imprenditore a 25 anni).

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Unistudenti e Unistanze sono ancora realtà molto giovani, ma in rapida espansione, seguiteli su facebook e twitter per scoprire le novità che stanno preparando per noi.

Accorgimenti legali da non sottovalutare quando si startuppa

Term of services che non vengono letti. Clienti che non pagano e clienti che denunciano. Sono tra i problemi ed errori in cui è possibile imbattersi quando si crea la propria startup e si avvia la propria attività professionale. Per non commettere nuovamente gli errori che altri hanno già fatto è importante dunque guardare alle esperienze di altri imprenditori, che possono insegnarci molto.
E’ quest’idea ad aver motivato il Young Entrepreneur Council a domandare a 14 imprenditori di successo quali sono state le questioni legati inaspettate che si sono trovati a fronteggiare durante l’avvio della propria attività. Come riportato da Inc., le risposte hanno spaziato dai consigli per salvaguardarsi dai clienti a quelli sulla gestione degli avvocati.

Al riparo dai clienti

Per Kent Healy di The Uncommon Life, quando si offrono servizi di consulenza è necessario fare un’assicurazione speciale per proteggersi dalle denunce dei clienti che possono accusarti di avere distrutto la loro vita. I clienti morosi sono altrettanto pericolosi e numerosi, secondo Alexandra Levit di Inspiration at Work, che suggerisce di redarre contratti in cui sia possibile fare ricorsi legati contro i debitori. Infine è importante limitare la trasparenza tenendo privati i propri contatti personali. In caso contrario quando si scala ci si ritrova a dover rispondere alla telefonate degli utenti e svolgere il ruolo di customer service.

Salvaguardare il marchio

Prima di scegliere il nome di un prodotto o della società, verificate che non ne esistano uguali e quindi proteggete il vostro marchio, per evitare di doverlo cambiare perché qualcuno scopre che state usando una variante di un loro nome.

L’avvocato è importante

Secondo Jordan Guernsey di Molding Box è importante avere un avvocato di fiducia che ci prepari a possibili cause derivate da questioni legali con cui non abbiamo familiarità. Allo stesso tempo però, secondo John Hall di Digital Talent Agents, demandare tutto agli avvocati può diventare molto costoso, per questo in alcuni casi può essere conveniente acquisire personalmente competenze legali che consentano di capire quando rivolgersi ad un avvocato è necessario e quando no.

Terms of Service & Co.

L’importanza dei “Terms of Service” e delle “Privacy Politcy” è invece sottolineata daNick Reese di Elite Health Blends che consiglia di usare Snapterms. Questo servizio mette a disposizione avvocati esperti di legislazione digitale per creare la documentazione essenziale in un portale online.

Infine quando usate le API di un’altra società è importante leggerne i termini di utilizzo, per verificare che non ci siano restrizioni alla commercializzazione.

E voi avevate pensato a queste questioni legali, quando avete avviato la vostra attività? Per altri consigli, guardate tutte le risposte date al Young Entrepreneur Council.

Instant Digital Camera Z2300, la Polaroid diventa super tech!

Molte persone hanno ricordi molti vividi di quando staccavano le pellicole istantanee dalla loro Polaroid, ma altre non hanno potuto assistere a tale magia. Ad ogni modo, tutti hanno sentito parlare di questa famosissima macchina fotografica che all’improvviso sparì dalla circolazione.

Instant Digital Camera Z2300, la Polaroid diventa super tech!

Oggi giorno le foto possono essere viste immediatamente sullo schermo digitale della fotocamera che, nonostante sia un metodo decisamente meno dispendioso, non ha lo stesso fascino della Polaroid. Se questa macchina retrò vi manca possiamo consigliarvi la nuovissima Instant Digital Camera – Z2300 che vi farà riassaporare il gusto del passato, ma sfoggerà un’estetica ed una scheda tecnica attuale.

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All’interno di questa particolare Polaroid troviamo una stampante con tecnologia Zink che permette agli utenti di catturare e di stampare lo scatto a colori della grandezza 2×3”. L’elaborazione avverrà in meno di un minuto, ma prima della stampa potrete visualizzare l’immagine sul display della Z2300 ed effettuare alcune modifiche, come ad esempio ritagliarla e aggiungere effetti.

Ecco la scheda tecnica completa:

  • Fotocamera digitale da 10 MP
  • LCD da 3,0 “a colori
  • Micro SD compatibile, fino a 32GB
  • Batteria ricaricabile
  • Altoparlante / microfono.
  • Stampa con ZINK ®

La fotocamera digitale può essere acquistata dallo store ufficiale Polaroid al prezzo di 159,99 dollari. Che cosa ne pensate, c’è ancora spazio per Polaroid?

Durex presenta le sue norme di sicurezza "in volo" [VIRAL VIDEO]

Quella che viene definita “in flight advertising” è una particolare attività di promozione che, com’è intuibile, viene proposta a bordo di un aereo. Durex Poland se n’è servita per la sua ultima campagna, online da qualche giorno.

Quale momento migliore per catturare l’attenzione dei propri potenziali consumatori se non la partenza per le vacanze, dove divertimento e spensieratezza dominano tra i pensieri dei viaggiatori? Ecco allora che la hostess al posto delle tradizionali norme di sicurezza in volo, illustra ai passeggeri i consigli per indossare ed utilizzare in modo corretto il preservativo.

Le reazioni sono delle più svariate, ma di certo non si può dire che il messaggio possa passare inosservato, in questo modo. In diversi sul web hanno osservato che difficilmente questo spot possa essere reale, dato ad esempio l’alto numero di telecamere ed angolazioni presenti, ma il concept risulta ugualmente efficace e divertente.