Team: come creare una squadra vincente

Non esiste una ricetta. L'importante è favorire le dinamiche del gruppo seguendo alcuni step fondamentali

Le imprese devono scontrarsi con un ambiente sempre più instabile. Ne consegue che l’assetto organizzativo necessita di continue modifiche per adattarsi alle spinte esterne, per questo la tendenza a costruire strutture molto flessibili non può trascurare qualità delle risorse impiegate.

Un’ottima soluzione che risponde a queste esigenze è la divisione del lavoro in team.

Come si uniscono competizione e cooperazione in un team

Il gruppo di lavoro è un elemento essenziale per favorire il business, sia che si tratti di avviare una startup, che di lavorare in una grande azienda, perché costituisce un’importante forma di organizzazione dei compiti e dei ruoli e aiuta ad individuare obiettivi e metodo per raggiungerli. Lo conferma il fatto che al 3° posto tra le principali cause di fallimento di una startup si considera proprio questo aspetto.

L’essenza di ogni organizzazione è quella di unire le proprie forze per raggiungere un obiettivo comune, che però non sempre si traduce in un lavoro di squadra. Spesso ci si ritrova a lavorare si in un ambiente unico, ma ognuno percorre la propria strada da solo per diversi motivi. Lavorare in gruppo significa seguire invece un percorso insieme ad altre persone.

In un gruppo non prevalgono le capacità del singolo, poiché ognuna di esse devono trovate il modo di convergere in una nuova entità, appunto il team, che ha uno spirito tutto suo. Il potenziale del team non è dato dalla somma delle caratteristiche dei singoli componenti, ma è l’unione stessa per lavorare ad un intento comune, con una mentalità comune, verso un obiettivo comune, costruendo e favorendo una strategia comune che crea il valore aggiunto, che potremmo identificare come la forza del gruppo di lavoro.

Imparare a fare squadra

Lavorare in gruppo non è sempre facile. Siamo abituati a considerare l’uomo un essere “sociale”, ma non è detto che il meglio di ognuno di noi si esprima secondo le stesse dinamiche relazioni. Anche se può sembrare strano, nella realtà si riscontrano spesso forti caratteri individualisti, che costituiscono la virtù delle persone che ne sono dotate, le stesse che però faticano molto a lavorare sincronicamente con le altre o accettare di non dover competere con chiunque.

E’necessario per l’azienda, quindi, dotarsi di una strategia di selezione e di formazione adeguate che consentano di educare alle dinamiche di gruppo, senza ignorare le premesse che abbiamo appena fatto.

Da anni nei grandi gruppi -e non solo- sono state introdotte attività para-lavorative con lo scopo di favorire le relazioni tra i dipendenti. Attraverso l’aiuto di formatori professionisti si ritiene possibile aiutare i fenomeni di aggregazione che non nascono sempre spontaneamente, ma che sono indispensabli per un buon gruppo di lavoro, quindi occorre eventualmente stimolarli.

Per esempio, il team building comprende attività di qualsiasi tipo sulla scorta di queste considerazioni e organizza giochi di simulazione, rompicapi di logica o qualsiasi altro esercizio che costringe i partecipanti a cercare soluzioni efficaci nel minor tempo possibile, quindi lavorando insieme in maniera metodica.

Non è un caso che questi incontri vengano fatti molto spesso all’interno di palestre o, meglio ancora, in campi sportivi, perchè si ritiene che il gioco di squadra sia uno dei mezzi più efficaci per raggiungere questo scopo. Tra gli sport più scelti ci sono le arti marziali e il Rugby, in coerenza con una similitudine sulla vita aziendale e la competizione nel mondo del lavoro.

Le discipline sportive possono sembrare distanti dal mondo del lavoro. Eppure proprio il principio di disciplina, insieme alla motivazione, al desiderio di avanzamento, al sostegno tra compagni di squadra o all’importanza di un leader, diventa metafora significativa per qualsiasi tipo di team che si voglia formare, perciò non solo nello sport.

Come formare un buon team?

Vi aspettavate di leggere una serie di regole sulla composizione del team ideale?
È impossibile scriverle, perchè ogni idea, ogni azienda, ogni attività ma soprattutto ogni obiettivo, ha bisogno di competenze diverse per realizzarsi completamente.

Non esistendo idee uguali alle altre, persone che pensano a quelle idee allo stesso modo, né background, tendenze ed esperienze uguali, ogni organizzazione che intende raggiungere efficacemente gli obiettivi, si impegna a ricercare persone con skill molto diversi tra loro, capaci di diversificare e completare il gruppo, capaci quindi sia di competere che di cooperare con gli altri membri.

Sicuramente molti di noi conoscono l’esistenza di percorsi di formazione, motivazione e coaching che hanno lo scopo di dare indicazioni sulla ricerca e la valutazione di queste caratteristiche. L’idea di base che intendiamo trasmettere però è legata al buon senso: quando si parla di persone è facile capire che delle regole oggettive ci si può fidare in maniera relativa e, se state riflettendo sul vostro team o intendete formarne uno, meglio tener conto delle soggettività anziché ostinarsi a seguire parametri che non avreste mai pensato di poter prendere in considerazione.

Ci limitiamo allora a segnalarvi con questo schema dei principi da considerare, pochi semplici passaggi che vi aiuteranno a non lasciare nulla al caso:

Adesso tocca a voi riformulare i principi teorici con l’esperienza!

Se vi interessa approfondire gli argomenti sulla gestione del team di lavoro, vi consiglio di leggere Leadership e Corporate Governance, di cui ci parlerà prossimamente Luigi.

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