Le migliori leggende metropolitane sui brand

Che siano o meno reali, molto spesso alcune “leggende metropolitane” legate ai brand assumono una valenza culturale e vengono investite di significato proprio. Dato il clamore che possono generare e il conseguente incremento di visibilità, molte aziende hanno ben inteso l’importanza del processo di mitizzazione del proprio brand, d’altronde “purchè se ne parli“, no?

E allora sfatiamoli insieme questi falsi miti legati ad alcuni dei brand più popolari al mondo.

Mountain Dew e lo sterminio degli spermatozoi

In realtà non è stato mai scientificamente provato che l’ingrediente incriminato, lo Yellow 5, abbia la capacità di ridurre il numero di spermatozoi.

Coca-Cola e l’anti-islamismo

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Nel 1886, anno della realizzazione del logo ad Atlanta, era davvero poca la conoscenza della lingua araba.

E così quando il logo Coca-Cola fu tradotto, la scritta avrebbe voluto dire “No Mohammad, No Mecca” per una per una “t” di troppo.

Dell Dude e la Marijuana

Il testimonial della Dell, Benjamin Curtis, è vero che fu arrestato per possesso di marijuana ma contrariamente a quanto si pensi, non fu sostituito a causa del suo reato. La messa in onda degli spot fu interrotta per la realizzazione di una nuova campagna.

Scarpe Vans e la stella di David

Effettivamente la suola delle scarpe Vans riporta una stella a sei punte, ma si tratta solo di design e non, come avanzato provocatoriamente da qualcuno, di antisemitismo (perché appunto si calpesta metaforicamente il simbolo dell’ebraismo).

La morte di John Gilchrist per assunzione di Pop Rocks + Coca-Cola

In questo caso è stato necessario realizzare una campagna pubblicitaria internazionale per spiegare che il ragazzo protagonista dello spot Life non fosse morto, e tanto meno, a causa dell’assunzione in contemporanea di Coca-Cola e Pop Rocks.

Si diffuse infatti la notizia che i Pop Rocks ingeriti con la Coca-Cola, si espandessero nello stomaco fino a farlo esplodere (un po’ come le voci e i video che girano da anni circa l’assunzione di Coca-Cola e Mentos).

La falsa notizia ha ispirato niente poco di meno che i Green Day per il pezzo “Poprocks and coke“.

P&G e i legami con il satanismo

 

L’azienda multinazionale avrebbe dovuto fare i conti con l’accusa di essere fautrice e sostenitrice della chiesa satanica a causa del vecchio logo raffigurante un uomo con 13 stelline.

Le 13 stelline rappresentavano le 13 colonie americane, ma nella visione distorta sarebbero state associate ad un versetto satanico e ad esso sarebbero stati associati le combinazioni “666” ritrovate nella barba dell’uomo.

L’accusa sarebbe stata mossa dal competitor Amway citato successivamente in giudizio.

Liz Claiborne e il rifiuto di disegnare abiti per donne di colore

Spike Lee su Esquire diffuse la notizia secondo la quale la stilista Liz Claiborne si sarebbe rifiutata di disegnare un abito per Oprah tra gli anni 80′ e 90′. La smentita non si fece attendere, e arrivò proprio dallo staff di Oprah che affermò che la stilista non avrebbe mai fatto un’affermazione simile.

Snapple e il Ku Klux Klan

Sulla vecchia bottiglia del prodotto ci sarebbero state delle “k” ad indicare l’appartenenza alla categoria Kosher (prodotti che, in seguito a lunghi  processi di controllo,  possono essere consumati anche dagli esponenti delle  comunità ebraiche e musulmane).

Le “malelingue” avrebbero invece diffuso dei rumors circa l’affinità tra la “K” riportata sulla confezione e le tre “K” del Ku Klux Klan per l’appunto. I rumors costrinsero l’azienda a modificare il packaging della bottiglia.

Adidas e il falso acronimo

Leggenda vuole che Adidas anzichè essere la fusione del nome e cognome di uno dei due fratelli Dassler, sarebbe stato in realtà un acronimo il cui significato è: “All day I dream about sex“.

Made in Usa

Una città giapponese avrebbe cambiato il proprio nome in “Usa” in seguito alla Seconda Guerra Mondiale per poter etichettare i propri prodotti Made in Usa. In realtà la truffa non è stata molto convincente visto che i prodotti devono riportare il paese d’origine e non la città.

Heinz e le “57” varietà

 

Il numero sulla confezione di Heinz Ketchup in realtà non starebbe ad indicare le 57 varietà del prodotto, sarebbe bensì nato dall’unione del numero fortunato per il fondatore, il 5, e quello di sua moglie, il 7.

Tommy Hilfiger e il razzismo

Sulla stessa scia degli eventi legati a Liz Claiborne, anche Tommy Hilfiger fu accusato di razzismo. Il motivo sarebbe stato il rifiuto anche qui, di realizzare abiti per personaggi famosi di colore.

Come nel caso precedente, la stessa Oprah Winfrey smentì la notizia e proprio grazie a lei, il marchio Hilfiger ottenne grazie al suo famoso show una nuova visibilità.

Google+ batte Facebook nella soddisfazione del cliente

La ricerca annuale dell’ACSI (The American Customer Satisfaction Index) relativa all’e-business di portali e motori di ricerca, news e informazioni e social media ha dato alcuni risultati interessanti soprattutto nel settore social media, capovolgendone lo statu quo.

Facebook, infatti, ha subito il maggior calo (7,6%) nella soddisfazione del cliente, arrivando ad un punteggio di 61 su 100 e stabilendo così il punteggio più basso non solo nella categoria social media ma in assoluto nell’intero settore e-business.

Se da un lato la piattaforma cade rovinosamente e perde il primato, il rivale tanto bistrattato Google+ conquista il primo posto nella soddisfazione del cliente, a pari merito con Wikipedia, con un punteggio pari a 78 su 100.

Secondo i dati raccolti i punti di forza di Google+ sarebbero l’assenza di pubblicità e le migliori prestazioni delle applicazioni mobile.

Di converso, i plus di G+ risultano i punti deboli di Facebook. Gli utenti, infatti, lamentano la massiccia pubblicità e la preoccupazione per la propria privacy, uniti alle continue modifiche all’interfaccia utente e alla recente introduzione della timeline.

“Facebook e Google+ sono in competizione su due fronti critici: l’esperienza del cliente e la penetrazione del mercato. Google+ vince il primo e Facebook il secondo, per ora”, ha dichiarato Larry Freed, Presidente e CEO di ForeSee – che ha collaborato alla realizzazione della ricerca (ndr).

“Bisogna chiedersi quanta importanza attribuisca Facebook alla customer satisfaction, data la sua ineguagliabile base di 800.000.000+ utenti. Ma mi aspetto di Google sfrutti le sue qualità e i suoi punti di forza nel mobile per attirare gli user rapidamente. Se Facebook non dovesse sentire l’esigenza di migliorare il grado di soddisfazione dei suoi clienti, le cose potrebbero presto cambiare”.

Quest’anno nella categoria social media l’ACSI ha più che raddoppiato il numero delle piattaforme della categoria, aggiungendo Google+, LinkedIn, Pinterest e Twitter.

La bassa soddisfazione dei clienti di alcuni di questi social network unita al ‘declino’ di Facebook hanno portato ad un calo del 1,4% della soddisfazione degli utenti nell’intera categoria con un punteggio medio di 69 su 100, il più basso di tutte e tre le categorie e-business e uno dei più bassi di tutte le industry (solo le compagnie aeree, gli abbonamenti televisivi e i giornali hanno risultati peggiori).

Quale saranno le prossime mosse di Facebook per non perdere il primato? Google+ cosa farà per rafforzare i proprio punti di forza? Diteci la vostra!

Siri e Martin Scorsese, la nuova coppia degli spot Apple [VIDEO]

Samuel L. Jackson usava Siri per cucinare. Zooey Deschanel per consultare il meteo. Il nuovo protagonista dello spot Apple dedicato all’assistente vocale di iPhone, nientemeno che Martin Scorsese, pianifica l’agenda degli appuntamenti seduto in taxi, mentre cerca di aggirare il traffico newyorkese.

Il focus del promo questa volta cade sulla capacità di Siri di aggiornare in tempo reale sulle condizioni della viabilità, organizzare la lista di memo e impegni, così come su una delle ultime novità del dispositivo, la funzionalità “Find my Friend” che permette di localizzare la posizione degli amici.

Il format è oramai conosciuto, ma ciononostante Apple fa la scelta interessante di utilizzare un testimonial insolito quanto prestigioso, creando attorno al regista di “Taxi Driver” l’ironica ambientazione di un taxi, per l’appunto.

Che dite, fra quali andati in onda finora qual’è il vostro preferito?

Aspirante Art Director? Come conquistare (o conservare) il posto di lavoro


Aspiri a diventare un Art Director? Di questi tempi meglio essere attenti. Le opportunità scarseggiano, ma a quelli bravi, quelli veramente bravi, se viene offerta una possibilità riescono a rendersi indispensabili. Se stai leggendo questo post sei probabilmente iscritto a qualche scuola di pubblicità o hai frequentato un istituto che prepara alla professioni creative.

Intendiamoci, le scuole di pubblicità sono sono una benedizione: forniscono un flusso continuo di talenti che trovano il loro ambiente ideale nelle agenzie di pubblicità. Non date retta ai vecchi nostalgici, non è vero che solo ai tempi d’oro dell’advertising ci fossero grandi professionisti e che oggi non ce ne siano più. Oggi ci sono giovani preparatissimi che sanno interfacciarsi senza problemi con i product manager e sono perfettamente in grado di comprendere e parlare la lingua del marketing. Ma c’è un ma.

Gli aspiranti art director che escono dalle scuole di pubblicità hanno un solido patrimonio di conoscenze che permetteranno loro di concettualizzare (sempre troppo) e contestualizzare un’idea o un progetto. Hanno appreso a costruire con tutti i mattoncini indispensabili a non farsi bocciare l’idea dall’account di turno. Ma quanto ad abilità esecutive? Questo è il punto. Caro aspirante Art Director, hai un’ottima cultura da pubblicitario e hai affinato le tue doti di piccolo-grande stratega, ma cosa mi dici dell’aspetto “artistico”? Sarai un Art Director o uno dei tanti Ad Director?

Nelle centinaia di portfolio che ho guardato recentemente ho visto:

1. competente lavoro concettuale

2. sottosviluppate capacità tipografiche

3. sottosviluppate capacità di layout

4. ho visto più il computer che l’art director

5. tanti lavori derivati da altre campagne

Intendiamoci. È un bene che ci sia in giro tanto lavoro concettuale, il concept è fondamentale. Ma non si può e non si deve sottovalutare l’importanza dell’esecuzione.

Facciamo due conti. Immagina di essere il direttore creativo di un’agenzia e di dover assegnare un progetto. Hai un buon copywriter a disposizione e hai bisogno che faccia coppia creativa con qualcuno, ecco le diverse combinazioni che puoi ottenere:

A. Buon copy writer + art director con forti capacità concettuali e buona abilità esecutiva = una buona idea pienamente realizzata

B. Buon copy writer + art director con forti capacità concettuali e scarse abilità esecutive = una buona idea mal realizzata

C. Buon copy writer + graphic designer = una buona idea pienamente realizzata

Sembra complicato, ma non lo è. A e C per il direttore creativo sono scenari felici. E B? B è decisamente poco felice, perché produce idee magari interessanti, ma impresentabili.

Perdite di tempo, infiniti rifacimenti. Ci sarà da rivedere la grafica, si dovrà convocare un visualizer, qualcuno dovrà sospendere ciò che stava facendo e venire in soccorso. Morale: non sottovalutare la tecnica. non pensare di cavartela con le idee bizzarre e con le chiacchiere. Forse per un po’ potranno pararti le chiappe, ma quando il gioco si fa duro (praticamente ogni giorno), non ti serviranno.

Meglio farsi una solida cultura tipografica,meglio conoscere i caratteri da stampa meglio di chiunque altro, meglio conoscere la Creative Suite in ogni dettaglio.

Oggi più che mai servono i “problem solver”, persone in grado di risolvere un problema creativo con la grafica, di realizzare un’illustrazione partendo da quattro segni su un foglio, persone capaci di trovare soluzioni che facciano risparmiare tempo e soldi all’agenzia. Questi sono i professionisti più preziosi, quelli che non storcono il naso se devono fare un piccolo banner, ma all’occorrenza sanno inventarsi una campagna sui social networks.

E hanno voglia di scoprire ogni giorno soluzioni nuove e diverse. Hanno voglia di sperimentare. Ancora. Meglio non smettere mai di sperimentare.

Perché è questo il segreto. Devi coltivare l’arte del saper fare. L’artista che è in te, quello che vuole continuare a scoprire, provocare e fare cose belle deve essere nutrito e sostenuto. Ogni giorno.

 

Le foto utilizzate nel post sono dell’Art Director Robert G Bartholot.

OS X Mountain Lion: disponibile il download

OS X Mountain Lion: disponibile il download

Dopo aver presentato i risultati finanziari dell’ultimo trimestre (iPad +84% e iPhone +28% nelle vendite), Apple rende disponibile per il download Mountain Lion, l’ultima release del sistema operativo.

Più potenza, maggior integrazione con iCloud, miglior sicurezza, centro notifiche, più integrazione con i social network: insomma un bel colpo, visto anche il prezzo di 15,99 € (addirittura gratis per chi ha acquistato un Mac dopo l’11 giugno scorso).

OS X Mountain Lion: disponibile il download

Vediamo le principali novità!

Messaggi

– Invia messaggi dal tuo Mac a chiunque abbia un iPhone, iPad o un altro Mac.
– Con iMessage puoi iniziare una conversazione sul tuo Mac e continuarla sul tuo iPhone o iPad.
– Messaggi supporta anche i servizi di instant messaging tradizionali come AIM, Yahoo! Google Talk e Jabber.

iCloud

– Documenti nella nuvola ti consente di creare e modificare documenti sul tuo Mac, iPhone e iPad.
– La nuova app Promemoria semplifica la gestione dei task. Appunta le tue idee con la nuova app Note. E con iCloud, tieni aggiornati i promemoria e le note su tutti i tuoi dispositivi.

Safari

– Usa il nuovo campo di ricerca intelligente per scrivere gli indirizzi e cercare nel web.
– Pizzica per vedere i pannelli con la visualizzazione a pannelli e scorri per passare da uno all’altro.
– Con i pannelli iCloud gli ultimi siti web che hai visitato sono accessibili dal tuo iPhone, iPad e Mac.

Centro notifiche

– Le nuove notifiche appaiono nell’angolo in alto a destra del tuo schermo.
– Apri Centro notifiche da qualsiasi punto in OS X per vedere le ultime notifiche.
– Configura le tue notifiche per ricevere solo quelle che vuoi.

Condivisione

– Condividi link, foto, video e altri file direttamente dall’app che stai usando.
– Condividi con Mail, Messaggi e AirDrop.
– Esegui una volta il login a Twitter, Flickr e Vimeo, e poi inizia a condividere.
– Twitta direttamente dalle tue app.

Game Center

– Gioca partite live in multiplayer e a turni contro i tuoi amici su iPhone, iPad, iPod touch o Mac.
– Fai il login all’app Game Center per vedere gli amici nel tuo network di gioco.
– Controlla le classifiche e i risultati.
– Guarda a cosa giocano i tuoi amici e tieni traccia dei tuoi progressi.

Altre straordinarie funzioni di Mountain Lion

– Dettatura ti permette di parlare invece di scrivere: non c’è bisogno di training né di configurazione.
– AirPlay Mirroring mostra lo schermo del tuo Mac su un televisore HD via Apple TV.
– Power Nap tiene aggiornato il tuo Mac mentre dorme, così è subito pronto a partire.
– Con Gatekeeper scaricare app da internet è più sicuro perché ti permette di controllare quali app possono essere installate sul tuo Mac.
– Nuove funzioni per gli utenti di lingua cinese.

Il download è disponibile da questo link. Altre informazioni sulle novità si possono trovare sul sito Apple, nella pagina dedicata a Mountain Lion ed alle sue oltre 200 “new features“.

Meet the superhuman: tributo ai campioni paraolimpici [VIDEO]

Per celebrare la sua prima messa in onda delle Paraolimpiadi, Channel 4 sta lanciando la sua più grande campagna di marketing mai realizzata, con uno spot di 90 secondi, trasmesso in 72 diversi canali televisivi del Regno Unito, che narra le capacità e le storie uniche degli atleti paraolimpici più importanti della Gran Bretagna.

Spesso trascurati e messi in ombra dal pubblico stesso, il regista Tom Tagholm insieme al team dell’agenzia 4Creative, si devono esser domandati quale sia lo stato emotivo ed il principio guida che alimenta la devozione di corridori, nuotatori, ciclisti e altri tipi di atleti ferocemente determinati verso la riabilitazione, l’allenamento, e la competizione.

Questo è un classico esempio in cui le immagini parlano da sole e rivelano la risposta, portata alla luce dall’intensità impressionante di questi atleti hardcore, e dalla loro forza di volontà, determinazione e dedizione: è l’essere super-umano, che supera le probabilità genetiche o le lesioni traumatiche, e li spinge ai Giochi Olimpici con sforzi erculei.

Le riprese hanno avuto luogo in 14 giorni, in diversi luoghi del Paese, e sono state realizzate mediante cinque diverse telecamere. La scelta musicale inoltre, Public EnemyHarder Than You Think, il montaggio, ed un software di grafica per simulare la folla allo stadio, sono i puntini sulle i della frase “l’infinito è illimitato”.

MEDIASTARS: la XVII edizione è alle porte! [EVENTO]

MEDIASTARS, uno dei più autorevoli riconoscimenti a livello nazionale, che si propone di individuare e premiare le migliori campagne di Adv, Corporate Design e Comunicazione Multimediale, torna per la sua diciassettesima edizione!

Tutte le aziende, le agenzie, case di produzione e post produzione e i free-lance possono iscrivere i propri lavori, entro e non oltre il 31 luglio, in una delle quattro macro aree tematiche messe a disposizione:
– Area Press & Posters;
– Area Audio & Video;
– Area Corporate, Packaging & Promotions;
– Area Internet & Multimedia.

Ogni macro area è a sua volta suddivisa in Sezioni, a loro volta suddivise in Categorie, quindi avrete davvero una vasta scelta!

Per ogni Sezione del premio MEDIASTARS verrà formata una Giuria indipendente, costituita da Tecnici Professionisti di ogni specifica area di specializzazione e da esperti di Marketing e Comunicazione di primarie Aziende.

Campagne di Advertising e di Comunicazione Multimediale, progetti di Corporate Identity, Tecnica Audiovisiva, Packaging, Promozione e siti Internet possono partecipare purchè siano apparsi per la prima volta sui media nel periodo dal 31 luglio 2011 al 31 luglio 2012.

I migliori lavori riceveranno la consegna della Stella Mediastars, o di Sezione o di Categoria, mentre i Tecnici Professionisti per le singole voci di specializzazione professionale enunciate per ogni Sezionee riceveranno le Special Stars.

Inoltre tutte le campagne vincitrici, l’elenco delle campagne finaliste di ogni sezione, l’albo dei tecnici professionisti premiati con la Special Star e una vasta panoramica di interviste effettuate ai creativi e ai diretti rappresentanti delle agenzie di comunicazione a cui sono stati attribuiti i riconoscimenti verranno presentati nell’Annual Mediastars.

Insomma, un premio tra i più importanti a livello internazionale e che lo diventa sempre più, dimostrandosi sempre più rilevante.

Un ottimo punto di arrivo, per la valorizzazione di una campagna compiuta, ma soprattutto un punto di inizio, quindi iscrivetevi e mandate i vostri lavori entro il 31 luglio per partecipare a questa 17esima edizione!

Trovate il bando con tutte le informazioni e il regolamento completo qui, ora non vi resta che mettervi in gioco e… in bocca al lupo!

Olimpiadi Mobile, un miliardo di connessi ai Giochi di Londra!

Nel 1896 le Olimpiadi “moderne” con il telegrafo senza fili, nel 1924 nasceva il bollettino Olimpico via radio, nel 1960 per la prima volta in diretta mondiale TV.

Non c’era Twitter, non c’erano internet e i social network e non c’erano ovviamente più di duemila anni fa, quando la notizia di podi e medaglie viaggiava senza fili sulle ali dei piccioni viaggiatori.

Nel 1996 (Atlanta) il primo approccio con la rete poi una corsa vertiginosa a Beijing 2008, quando l’esplosione social faceva registrare novanta milioni di account Facebook, più di un milione di tweet al giorno, tredici miliardi di video visualizzati online ogni mese.
(fonte: iProspect via Mashable)

Ma i tablet non esistevano ancora e gli smartphone erano “solo” 19 milioni… cosa ci aspetta quest’anno?

Londra 2012

Con il mercato della tecnologia mobile continuamente in crescita, possiamo aspettarci che almeno un miliardo di persone seguirà le gare e riceverà aggiornamenti direttamente sui device digitali, generando un traffico mobile straordinario, almeno il 200% in più rispetto alle medie attuali.
(fonte: Acme Packet via Mashable)

E se Virgin Media doterà ottanta stazioni della London Tube (la metro londinese) di connessioni WiFi gratuite per tutta la durata dei Giochi, oltre a scatenare l’esperienza digitale nella City bisognerà monitorare gli eccessi di connettività ed evitare interferenze ai servizi di emergenza: gli organizzatori limiteranno l’utilizzo di dispositivi 3G da parte degli spettatori presenti sui siti di gara.

Per la prima volta notizie e commenti “olimpici” saranno scambiati con applicazioni basate su comunicazioni IP come WhatsApp Messenger mentre giornalisti ed emittenti si serviranno di protocolli VOIP per trasmettere le interviste con gli atleti.

Quanto vale un Olimpiade Mobile?

In rete c’è addirittura chi propone i valori economici delle Olimpiadi 2012 in termini prettamente “mobile”:

E tornando a numeri più concreti, i digital marketers di tutto il pianeta potranno contare su un target grandioso:

  • 4,9 miliardi di spettatori (quasi il 70% della popolazione globale!);
  • 1 spettatore su 3 dotato di almeno 3 dispositivi digitali;
  • 5.530 ore di copertura live, più di 300 al giorno.

(fonte:@iProspect e via@Mashable)

Un target numeroso e non solo!

I Giochi Olimpici sono prima di tutto un catalizzatore di emozioni, energia e passione ovvero un vettore ideale per creare e distribuire contenuti virali, lanciare campagne di marketing non-convenzionale e coinvolgere persone da tutto il pianeta.

Nello stesso istante, col medesimo pathos, in un mosaico di sensazioni…

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5 consigli per abbassare la frequenza di rimbalzo di un blog wordpress

come abbassare il bounce rate di un blog Di seguito qualche consiglio su come aumentare il tempo di permanenza di utenti nuovi e vecchi che visitano il nostro blog una volta raggiunto grazie alla ricerca organica o ai social network.

Citiscape, la collezione di cuffie che Philips ha pensato per la vostra estate!

Citiscape, la collezione di cuffie che Philips ha pensato per la vostra estate!

Tra i giovani (e non solo) c’è un prodotto che sta davvero riscuotendo molto successo: le cuffie. Aggiornate nello stile ed alla moda, sono diventate un oggetto quasi di culto immancabile nelle nostre giornate passate tra mezzi per andare a lavoro e traffico.

Citiscape, la collezione di cuffie che Philips ha pensato per la vostra estate!

Photo credits @ Davide Lena (http://www.davidelena.it)

Philips, per l’estate, ha presentato i nuovissimi modelli di cuffie della collezione CitiScape: noi abbiamo provato “Downtown“, ispirato alla città di New York!

Della grande mela riflettono lo “street style” casual ed allo stesso tempo elegante, sorprendendo per la qualità del suono e la capacità di farti “distaccare” dall’ambiente che ti circonda.

Le abbiamo provate insieme ad un’app per iPhone (3D audio illusion) e siamo stati completamente immersi in quella realtà virtuale: inoltre, grazie alla tecnologia MusicSeal (consiste in un doppio strato isolante all’interno del padiglione auricolare che aiuta ad isolare i rumori ambientali e ad attenuare la dispersione sonora) nessuno saprà cosa state ascoltando.

Citiscape, la collezione di cuffie che Philips ha pensato per la vostra estate!

Photo credits @ Davide Lena (http://www.davidelena.it)

Le cuffie della collezione CitiScape hanno il microfono incorporato per passare facilmente dalla musica alle telefonate. Il cavo anti-nodo da 1.2 m evita la formazione di aggrovigliamenti, assicurando un look sempre elegante e alla moda.

Il comfort è assicurato grazie ai “cuscinetti ad effetto memoria” in schiuma flessibile e ultra morbida che avvolgono i contorni delle orecchie in modo comodo e sicuro per un isolamento perfetto.

Citiscape, la collezione di cuffie che Philips ha pensato per la vostra estate!

Photo credits @ Davide Lena (http://www.davidelena.it)

Le cuffie Downtown che abbiamo provato sono disponibili nello store Philips ad un prezzo di 71 € (disponibili in marrone e grigio chiaro).

Le porteremo sicuramente nei nostri viaggi, come fedeli compagne di mille sogni ad occhi chiusi. 🙂