Societing Summer School: la terza edizione all'insegna dell'economia etica [EVENTO]

Dalla collaborazione di Accademia Mediterranea di Societing, Centro Studi Etnografia Digitale, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Salerno e AOS – Art is Open Source, ritorna la Societing Summer School, con la sua terza edizione dal 19 al 25 agosto.

I temi

Questa nuova edizione che si svolgerà tra Cava de’tirreni, Salerno  e Calvanico (SA), è dedicata in prima linea ai changemakers, cioè a tutti gli imprenditori e gli innovatori sociali che cercano costantemente di unire l’impegno sociale e la cultura manageriale.

Il tema centrale sarà quindi l’Economia Etica e i suoi valori, le sue modalità, poichè, grazie alla centralità dei social media che ci permettono di esprimerci, interagire e incidere, questo è il momento di attuare una vera emancipazione politica.

Sarà una settimana all’insegna della ricerca di una nuova legge sul valore, in cui le nuove forme di produzione, socializzazione e deliberazione dovranno aiutarci a ridefinire l’etica, la politica e l’economia.

I percorsi

Un’edizione ancora più ricca, tant’è che il programma si dividerà in tre percorsi di studio con approfondimenti e ricerche:

– il percorso Glocal Solutions – “Re-impariamo a re-agire”. Un percorso che parla di quanto sia importante recuperare l’economia del passato, un’economia di scambio reale e di valore, non più quindi lo scambio con un qualcosa di simbolico, ma due valori reali che possano generare un processo di sviluppo sostenibile. Un percorso fatto di lavoro vero in quanto i ragazzi, sotto la guida del boscaiolo Italo Erra (aka Lo Scescuo) impareranno a crerare energia dagli scarti del bosco: impareranno a realizzare carbone con la tradizionale tecnica del catuozzo.

– il percorso Social Innovation: il percorso più teorico in cui si cercherà di definire come si sviluppano i nuovi processi di innovazione attraverso i processi bottom-up. Con grandi testimonianze internazionali d’eccellenza si cercherà di capire come e se la social innovation può rappresentare un modello di sviluppo sostenibile soprattutto per le aree del mediterraneo.

– il percorso Augmented Reality – “Knowledge is Natural”. L’unione di natura e tecnologia è possibile. Il mondo analogico e quello digitale si incontrano nell’ambito della realtà aumentata, riuscendo ad essere connessi e sostenibili allo stesso tempo.

Tre percorsi differenti ma che si intersecano, programmi paralleli con interessanti punti di convergenza.

Tra i protagonisti della Societing Summer School ci saranno i quattro direttori scientifici:

Italo Erra, boscaiolo di professione e passione; Adam Arvidsson, professore di Sociologia della Globalizzazione e dei Nuovi Media; Alessandro Giordano, co-fondatore di Ninja Marketing nonchè docente di Netnografia e Brand Reputation e co-direttore del Centro Studi Etnografia Digitale; Art Is Open Source ovvero Salvatore Iaconesi e Oriana Persico media performer che da anni lavorano su teorie e pratiche della società aumentata.

Per Partecipare

Studenti laureandi o laureati, docenti, manager ed operatori di aziende sono tutti invitati.
Sarà necessario però avere un’ottima conoscenza della lingua Inglese e, soprattutto, inviare entro domenica 5 agosto il modulo di iscrizione con allegato il curriculum studiorum/vitae.

Si ci può iscrivere o tramite email, all’indirizzo formazione@societing.org, tramite raccomandata alla Casella Postale 95, 84013 – Cava de’ Tirreni (SA) Amalfi Coast – Italy, oppure tramite il form online.

Sulla base del CV poi ci sarà la possibilità di accreditarsi una delle 20 borse di studio messe a disposizione.

Qui potete scaricare il report della scorsa edizione ne I quaderni del Societing.

Qui, invece, potete scaricare il programma della Summer School 😉

Le 6 "A" per espandere il proprio business nel mercato islamico

Le 6 A per espandere il proprio business nel mercato islamico

La religione ricopre un ruolo di grande importanza nella quotidianità dei fedeli musulmani, i quali devono condurre uno stile di vita shari’a compliant, cioè nel rispetto della legge coranica.

Il comportamento del consumatore musulmano è fortemente influenzato dai dettami del proprio credo, per questo motivo le aziende che decidono di espandere il proprio business in questi paesi devono necessariamente analizzare e comprendere la loro storia e tradizione.

I numeri del mercato islamico

L’islam è la seconda religione più diffusa al mondo, riunendo sotto di sè circa 1,5 miliardi di fedeli, che corrispondono al 25% dell’intera popolazione mondiale.

Le 6 A per espandere il proprio business nel mercato islamico

Distribuzione delle varie religioni per proporzione e numero di aderenti

In Europa sono presenti circa 44 milioni di fedeli islamici, mentre in Italia si contano circa 1,6 milioni di credenti. Queste stime sono destinate a crescere per due ordini di motivi: il primo riguarda gli elevati tassi di natalità dei paesi a maggioranza musulmana, mentre la seconda motivazione è relativa all’obbligo della da’wa, cioè della diffusione della fede.

Secondo quanto riportato da Libertàcivili, un bimestrale di studi e documentazione sui temi dell’immigrazione, nel 2030 i musulmani aumenteranno del 35% con una conseguente crescita del mercato islamico, che aprirà le porte a diverse opportunità di business anche per i brand occidentali.
Nei seguenti schemi sono riportate delle analisi statistiche sulla distribuzione delle varie religioni nel mondo.

Le 6 A per espandere il proprio business nel mercato islamico

Popolazione musulmana per grandi aree territoriali: stime al 2010 e proiezioni al 2030 (valori assoluti in milioni)

Le 6 “A” per espandere il proprio business nel mercato islamico

Acceptability
E’ necessario conoscere e comprendere profondamente la tradizione dei paesi musulmani in quanto, come precedentemente accennato, essa incide fortemente sulle scelte del singolo individuo.

Awareness
Il punto fondamentale nella strategia di espansione verso i mercati islamici sta nel divulgare la conoscenza del proprio brand. Il cliente islamico è molto attento a ciò che acquista e consuma, quindi è necessario informarlo in maniera precisa e dettagliata sulle caretteristiche della propria offerta.

Adequacy
E’ importante mantenere adeguati standard di qualità, questo si trova alla base di qualsiasi rapporto di fiducia. Il consumatore per essere fedele ad un brand deve vedere realizzate le proprie aspettative, in primo luogo relative alla qualità.

Accessability
Assicurare l’accessibilità dei prodotti, garantendne un’ampia distribuzione, è un fattore imprescibile. A questo scopo potrebbe essere utile instaurare degli accordi commerciali e partnership con le GDO.

Attack
In ogni mercato e per qualsiasi azienda è necessario fare attenzione e sapersi difendere dagli attacchi dei concorrenti.

Affinity
L’accettazione del proprio brand da parte dei consumatori musulmani è fortemente legata all’awareness. Il potenziale acquirente accetta un brand solo se esso sia ritenuto halal, termine arabo che indica “cioè che è consentito“, cioè rispettoso della tradizione e della fede islamica. Esistono diverse istituzioni che conferiscono la certificazione di leicità dei prodotti in esame, come la Brunei Halal Brand e la Commissione Halal Italia.

Le 6 A per espandere il proprio business nel mercato islamico

 

Le 6 A per espandere il proprio business nel mercato islamico

STUDIO35Live: il secret concert dei 99Posse [EVENTO]

E dopo la prima puntata di STUDIO35Live che ha visto la presenza dal cantautore Paolo Benvegnù, come vi anticipavamo ieri con un’intervista esclusiva, oggi è la volta dei 99Posse.

Gruppo musicale rap/raggamuffin italiano originario di Napoli, formatosi il 22 settembre 1991 come diretta espressione del “Centro Sociale Occupato AutogestitoOfficina 99.

L’anno successivo, la storia dei 99Posse viene segnata dalla stretta collaborazione con gli Almamegretta e soprattutto con i Bisca, con cui in seguito danno vita al supergruppo Bisca99Posse.

Il gruppo ha una carriera altalenante: si sciolgono, infatti, il 4 gennaio 2005 e si riuniscono il 18 luglio 2009.

I 99Posse sono tornati più carichi che mai.

Dopo una pausa di circa un decennio e l’uscita dal gruppo di Meg, la band napoletana ha di recente pubblicato un nuovo disco, “Cattivi Guagliuni” ed è attualmente impegnata in una serie di concerti in giro per l’Italia.

Luca “‘O Zulù” Persico, Massimo ”JRM” Jovine e Marco “Kaya Pezz8” Messina, sono ora ospiti della seconda puntata del secret concert Studio35Live in quel di Cava De’ Tirreni.

Artisti impegnati e sensibilmente legati al movimento dei centri sociali (come è tipico per le posse), i “novenove” sono i portavoce di ideali e valori del popolo antagonista italiano.

Reputiamo rappresentino in maniera lodevole una parte della musica indipendente ecco perchè vi consigliamo, la seconda puntata di STUDIO35LIVE.

Continuate a seguire la pagina Facebook e canale Youtube STUDIO35Live per scoprire le novità e il resto del programma.  Sul sito del Centro Studi di Etnografia Digitale trovate invece la video intervista integrale fatta ai 99Posse in occasione della registrazione del concerto live presso Studio 35.

Buona musica!

Articolo redatto da Valentina Scannapieco

McDonald’s lancia il menu sotto le 400 calorie

La febbre delle Olimpiadi ha lasciato il segno anche sui prodotti McDonald’s che, essendo tra gli sponsor ufficiali, ha ben pensato di proporre prodotti di non più di 400 calorie per coloro che vogliono stare attenti alla linea senza rinunciare ad un pranzo al fast food.

La campagna “Favorites under 400 calories” è rivolta al mercato americano e  include spot televisivi, creati dalla Omnicom di Chicago, pubblicità a mezzo stampa, radio e digital.

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Heather Oldani, senior director-external communications di McDonald USA ha dichiarato che l’80% del menu della catena è di meno di 400 calorie. Questa iniziativa si propone di evidenziare i prodotti di 400, 300, 200 e 100 calorie, ed è anche la prima volta che la catena offre il conteggio di calorie nel punto vendita.

Sappiamo che abbiamo l’opportunità di aiutare i nostri clienti nella scelta dei prodotti di McDonald’s, ha detto la signora Oldani, aggiungendo che McDonald si propone di essere più chiara, e di offrire ai clienti accesso alle informazioni che vogliono.

L’obiettivo principale della campagna è, naturalmente, migliorare la percezione del brand e rendere le informazioni nutrizionali facilmente accessibili per i clienti.

Oltre ad essere presente il conteggio delle calorie sul menu, sul sito di McDonald’s USA sono indicati altri valori nutrizionali, come contenuto di grassi e di sodio.

Questa iniziativa è realizzata all’ombra delle preoccupazioni di molti critici circa la sponsorizzazione di McDonald’s dei Giochi Olimpici. Diversi esperti del Regno Unito e non solo temono che una catena di fast food non sia adatta per un evento che celebra lo sport.

Questo è solo l’ultimo dei tanti provvedimenti  attuati da McDonald’s per comunicare in maniera trasparente i suoi prodotti, visto che l’azienda cerca spesso di esprimere la  genuinità  del suo menu e di sensibilizzare i consumatori sull’importanza di un’alimentazione sana.

Vape Derm e il marketing in mezzo alla natura

Per la gioia di una povera Ninja costretta a sfidare Scipione, Caronte e Circe sotto le due torri di Bologna, restano in città a farle compagnia solo quelle simpatiche bestiole succhiasangue denominate “zanzare”! L’umidità, che per chi non lo sapesse a Bologna è altissima, attira le peggiori della loro specie: le zanzare “tigre”

Al fastidio procurato dalle suddette, unite lo stress del lavoro davanti al pc mentre gli amici partono per le spiagge e le montagne… Queste le premesse per farvi comprendere con quanto piacere la sottoscritta ha accolto la “sfida” propostale da Vape: testare il loro nuovo prodotto, Vape Derm, l’antizanzare 100% di origine vegetale, direttamente a contatto con la natura!

Un’avventura con Vape Derm

L’agenzia bolognese Hibo ha realizzato infatti una campagna di promozione diretta ai blogger, inviando a 50 di essi – e tra questi, io! – un simpatico pacchetto con due flaconi di Vape Derm e uno Smatbox “Pausa Avventura”: 270 possibilità di esperienze estreme ma anche di relax direttamente a contatto con la natura, tra cui scegliere la preferita, quella che ci incuriosisce di più o quella che avremmo sempre voluto fare senza averne veramente il coraggio!

Dalla passeggiata a cavallo al rafting, dalla lezione di golf al giro sulla Ferrari: in questo pacchetto c’è tanta dose di adrenalina quanto di serotonina, così da soddisfare tutti i gusti e la voglia di emozione dei blogger.

Scopo dell’avventura è testare in situazioni estreme il nostro Vape Derm: e per situazioni estreme si intende soprattutto quei posti dove è  quasi certo l’incontro con le nostre nemiche zanzare!

Perché i blogger?

Mi piacerebbe dire che il motivo è il nostro coraggio, ma molto più logicamente la motivazione reale è che per noi blogger ogni esperienza è “da condividere”: perciò appena ricevuto il pacchetto Vape Derm, io e gli altri blogger ci siamo subito divertiti a testarlo ovunque e abbiamo condiviso sui nostri profili social le nostre “verifiche di efficacia”!

Il social network che mi ha permesso di divertirmi di più in questa esperienza è stato Instagram: del resto sono l’editor della sezione Mobile di Ninja Marketing, non posso non privilegiare un’app anche in questa situazione!

Poi ho condiviso le mie foto su Facebook e su Twitter con l’hashtag #vapederm: il resto è stato vedere la reazione divertita di amici e no agli scatti che trovate qua sotto e rispondere a chi mi chiedeva “Cos’è Vape Derm? Ma funziona davvero?”.

Ho fatto uno scatto divertente delle mie amiche che hanno voluto anche loro testare Vape Derm in un’afosa serata in casa:

Poi sono andata a festeggiare la vittoria degli Azzurri in semifinale degli Europei con Vape Derm ( il centro di Bologna è il posto migliore per incontrare le zanzare!):

Infine ho seguito il concerto di Billy Idol a Piazza Camerini a Piazzola sul Brenta con Vape Derm in borsa ( vista la prossimità di un parco alla zona del concerto, è stata davvero un’ottima scelta!):

 

Vinci uno Smartbox anche tu

 

Se anche voi volete vincere un’avventura come quella che spero di concedermi presto anch’io, avete tempo fino al 31 luglio – pochissimo dunque! – per partecipare all’estrazione di uno Smartbox sul sito vapederm.it: vi basterà accedere al sito e seguire le indicazioni, poi sarà solo fortuna!

Ma la fortuna può essere aiutata: invitate più amici possibili a partecipare al concorso attraverso Facebook e avrete più chance per vincere!

Se qualcuno  di voi dovesse essere fortunato, si potrà divertire a condividere sui propri profili social un’esperienza unica: e con questo caldo, un’avventura all’aria aperta sarà sicuramente invidiatissima da tutti!

Zynga -40%, Facebook -17%: titoli al collasso nel secondo trimestre

Giovedì mattina Zynga annunciava ricavi al di sotto delle previsioni, perdendo il 40% sul prezzo delle azioni. Il giorno dopo toccava a Facebook, dichiarando un crollo in borsa pari a 157 milioni di dollari.

Secondo gli analisti, la caduta del titoli ha una motivazione.

Il problema di Zynga è la dipendenza da Facebook?

Per quanto riguarda il collasso di Zynga, si stimavano entrate pari a 5 centesimi per azione -e si trattava di una precisione di per sé già molto bassa- ma il risultato finale del trimestre è stato disastroso: pari cioè ad un’entrata di 3 centesimi per azione.

Secondo Cowen & Company, alcuni giochi per Facebook come Mafia Wars e FrontierVille, da cui Zynga ricava il 92% del fatturato sul totale, stanno registrando un calo nel numero degli utenti attivi giornalmente.

da Mashable: "Zynga's stock is down 40% after poor earnings. Is this game over?"

Sembra che proprio per questo motivo Mark Pincus, il Ceo, stesse puntando all’acquisizione e allo sviluppo di nuovi prodotti, cercando di realizzare l’indipendenza dai partner attuali, rivolgendosi al mercato del mobile.

In base ai dati sul fatturato forniti da Zynga e alle statistiche di AppData sugli utenti attivi giornalieri, sembra che sia Mafia Wars che FrontierVille abbiano iniziato a perdere utenti e che rischino di scendere definitivamente sotto la soglia dei 3/3,5 milioni di utenti al giorno.

Riteniamo che Zynga dovrà probabilmente aumentare il suo impegno nel mondo mobile, al fine di compensare il momento difficile che si può notare nella sua attività su Facebook, che rappresentava l’85% delle sue entrate nel primo trimestre fiscale del 2012“.

… e il problema di Facebook, allora?

da Mashable: "This is why Facebook's stock is tanking"

Il discorso su Facebook è diverso. Nonostante un incremento del 32% nel secondo trimestre di quest’anno, venerdì le azioni sono crollate dell’11,70%, fermandosi a 23,70 dollari.
Il bilancio finale è che tra maggio e luglio la capitalizzazione della società si è dimezzata da 100 a 50 miliardi di dollari e le azioni hanno perso complessivamente il 38%.

Il loro crollo viene ricondotto alle (non)novità introdotte dai piani di sviluppo dell’azienda, che, in buona sostanza, negli ultimi mesi hanno ridotto la piattaforma ad un miglior sistema di integrazione della pubblicità tra gli aggiornamento delle notizie, come spiega efficacemente l’infografica pubblicata da Mashable.

E in tal senso Mark Zuckerberg si è espresso dichiarando che al momento non ci sono sorprese in arrivo, ma che allo stesso tempo non saranno certo le reazioni della borsa a cambiare definizione al lavoro di Facebook fin qui condotto.

Business model che si tengono sull’advertising

Con la riapertura dei mercati di oggi, la speranza è che le azioni non scendano ulteriormente rispetto al loro attuale valore, in quanto questo comportamento segnerebbe una esplicita diffidenza da parte dei mercati finanziari nei confronti dei prodotti social network.

I segnali della scorsa settimana hanno parlato chiaro: la caduta dell’impero “social” è uno shock per gli investitori che ci hanno creduto fino ad oggi e, dopo una serie di alti e bassi, la borsa oggi non perdona i suoi protagonisti.

Si tratta di un core business che perciò entra in crisi e conviene riflettere su diverse strategie di crescita.

Quali prospettive abbiamo, se non basta dimostrare traction anche con migliaia (se non miliardi, nel caso di Facebook) di utenti, quando il modello di business ruota intorno alla pubblicità?

La morale della favola del secondo trimestre del 2012 è racchiusa tutta in questa domanda.

I 99Posse e le “tarantelle elettroniche” per STUDIO35Live! [ESCLUSIVA]

Dopo il successo della prima puntata di STUDIO35Live – collettivo di artisti, sociologi e produttori appassionati delle possibilità che i nuovi media offrono alla musica oggi – con la diffusione sul web del primo secret concert che ha visto protagonista il cantautore Paolo Benvegnù, domani sarà il turno dei 99Posse!

In attesa del lancio di domani 31 Luglio proprio sul canale ufficiale di Studio35Live, riportiamo questa intervista esclusiva rilasciata dagli ospiti della seconda puntata dell’edizione 2012.

Autori di musica ribelle e tagliente. “Tarantelle elettroniche”: così il gruppo definisce le proprie creature.

Gruppo che fa arte per esigenza, quell’esigenza che ha alti e bassi (ciò si evince dai vari periodi in cui i componenti dei 99Posse hanno preferito, momentaneamente, uscire di scena) come in ogni più comune storia d’amore: questa è la loro storia d’amore con la musica.

Musica impegnata, indice di un impegno non di facciata.

Forse, proprio la loro più sincera voglia di denuncia sociale giustificherebbe la presenza a singhiozzo del gruppo sullo scenario musicale.

I 99Posse nella celebre “Ripetutamente” inneggiano:

“Riappropriamoci degli spazi
Riappropriamoci di ciò che è nostro
Riappropriamoci della nostra vita non lasciamola scorrere così!”

Ci invitano, inoltre, ad evitare un impegno sociale per “moda”, ma a sposare una condotta responsabile sentita e reale, che possa realmente cambiare il futuro.

Questo è solo un estratto dell’intervista del gruppo che ha accompagnato la live session, intervista che potete leggere integralmente  in  allegato a questo post di Centro Studi Etnografia Digitale.

Buona musica!

Testo redatto da Valentina Scannapieco

Sprite: nel nuovo spot la tecnica del camouflage di Liu Bolin

Dalla mimetica per la guerra ai capi di moda sulle passerelle, fino a raggiungere il mondo dell’arte ed in questo caso anche della pubblicità, il camouflage diventa strumento per rinnegare l’omologazione e spingere verso una politica basata sull’essere se stessi.

Sprite infatti, per il suo nuovo spot, prende ispirazione dalla serie camouflage dell’artista Liu Bolin per veicolare un messaggio ben preciso: evadere dalle norme e non fondersi con esse.

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Il termine camouflage letteralmente vuol dire “mimetizzare“, in questo caso Sprite utilizza la tecnica di mimetizzazione per esprimere il concetto opposto: i giovani vengono spronati a liberarsi da tutte le convenzioni e a manifestare a pieno la propria personalità.

Creato da BBH New York e BBH Shanghai lo spot si apre con una serie di scene che mostrano una città vuota, almeno all’apparenza, perché ad uno sguardo più attento lo spettatore si accorge con stupore che la città in realtà è popolata.

Le persone presenti tra le strade e nelle case però, sono completamente un tutt’uno con esse. Infatti i ventidue attori sono stati truccati in maniera tale da ottenere il già citato effetto camouflage, divenendo un’unica cosa con le pareti delle strade di Praga.

Qualcosa cambia solo nel momento in cui un ragazzo beve un sorso della bevanda del gruppo Coca-Cola e si distacca da quella situazione, metafora di indifferenziazione.

È quindi questo gesto che ingloba tutto il significato dello spot e fa sì che l’attore diventi una sorta di “sineddoche”, una sorta di rappresentante di tutti quei giovani che abbracciano la filosofia di Sprite, emergendo da quel contesto di standardizzazione e riuscendo ad esprimere il suo “vero io”.

Si può dunque concludere dicendo che la parola chiave è autenticità, la quale in un mondo sempre più standardizzato dalla moda, dalla chirurgia plastica e dall’utilizzo errato dei nuovi mezzi di comunicazione, dovrebbe avere un’eco ed una risonanza sempre più forte.

Interessante per comprendere in maniera approfondita l’utilizzo della tecnica anche questo video girato “dietro le quinte”, durante la realizzazione dello spot:

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Second Life, alcune suggestioni dal viaggio in un mondo virtuale [GUEST POST]

Credits @ Kicca Igaly

Di Ivonne Citarella – Sociologa e Second Lifer

A volte ho sentito dire – o mi è capitato di leggere – che quello che di artistico c’era da scoprire o da sperimentare in Second Life era già stato scoperto o sperimentato ma a mio avviso, in virtù anche dei risultati dell’indagine che ho condotto, è invece vero il contrario: Second Life ha molto da dire ma, soprattutto, è ancora ignota ai più.

Ma come è possibile trasmettere al lettore diffidente le emozioni di un viaggio in un mondo virtuale, quando la vera bellezza di Second Life consiste nell’entrare nella sua tridimensionalità e viverla, lasciandosi coinvolgere dai giochi di colori e dalle fantastiche riproduzioni allestite dovunque; il posto ideale nel quale la creatività  è libera di articolarsi in forme e immagini infinite senza il rischio di sovrapporsi?

Beneficiando dell’approccio vincente “user to user,  intelligentemente utilizzato dalla Colgate per promuovere una soddisfacente campagna pubblicitaria basata sulla “cattura di un sorriso”, di seguito vi indicherò dei link, dei percorsi che vi condurranno a diversi allestimenti artistici e  gallerie d’arte permettendovi di non sentirvi spersi inworld,  ma di assaporarne, invece, la bellezza del 3D vissuta in prima persona. Quindi, registratevi con un bellissimo nome di fantasia al sito http://secondlife.com/ e…partenza!

“Ogni cosa per me può essere fonte di ispirazione, per cui non mi pongo limiti nell’uso di tecniche diverse, non per artifizi fini a se stessi, quanto piuttosto come mezzo che in quel momento posso usare per dare forma alle mie visioni emozionali. A volte pochi prim, plasmati e assemblati attraverso il mouse, bastano a cogliere quell’attimo fuggente.” (Giovanna Cerise)

“Second Life lo posso chiudere in qualunque momento, e a quello che sto costruendo non succede nulla. Non è lo stesso per il colore, che richiede i suoi tempi di lavorazione. Il mio obiettivo principale è sempre stato quello di catturare il momento magico in cui sono stati colti i soggetti dei miei quadri… passi emozionali.” (Kicca Igally)

“Dal 2010 la mia curiosità ha spostato la mia attenzione dalle creazioni 3D, alla fotografia in Second Life e al morphing, tecnica di fusione tra fotografia di corpi umani e visi di avatar, che mi ha costretta a approfondire l’uso di editor fotografici. Il mio approccio alla fotografia paesaggistica in SL è istintuale come tutte le cose che faccio… uno, due scatti al massimo, per cercare di cogliere quell’emozione fuggente.” (Tani Thor)

“Second Life è un gioco psicologico come gli scacchi, metti in gioco te stesso, è un entrare nella parte piu’ nascosta della nostra persona.” (Daco, qui e qui [usufruibile dopo il 3 agosto])

“Quel torcere, allungare, svuotare per poi riempire  che mi diverte tanto… I legni e i metalli sono fra i materiali che prediligo.  A volte levigati e lucidi, altre corrosi e dai forti  contrasti. Visioni diverse per sensazioni diverse. Col mio figurativo cerco di esprimere  la bellezza, l’energia, la leggerezza, il movimento, la poesia.” (Nessuno Myoo)

“I miei lavori sono composti da due elementi differenti: visioni e tecnica. Alla visione, che dura solo qualche istante, subentra la tecnica che rende reale la visione e  oggetto condivisibile.” (Gleman Jun)

“Raccogliere immagini estratte dagli angoli più disparati della Grid, lavorare su di esse e plasmarle secondo il gusto personale …” (Lookatmy Back)

“Ho iniziato a scattare foto e a mano a mano ho raggiunto ciò che volevo: sottolineare l’irrealtà dei mondi di SL, rendendo le mie foto polverose, vissute e un po’ malinconiche, a volte sfocate e texturizzate come fossero lavori su tela.” (La Baroque)

“La Natura,  l’Essere Umano, la Technologia, l’Architettura,  la Mitologia, la Matematica frattale,  il Processing, la CyberArt, il Futurismo, laPop Art, il Pop Surrealism, la Street Art e il contrasto con le reali atmosfere decadenti romantiche, sono le mie principali fonti di ispirazione.” (Merlino Mayo; per il  momento, in attesa di un suo nuovo allestimento, è possibile ammirare la copiosa produzione di Merlino Mayo o andare sul suo blog)

La schiera di artisti, dotati di grande talento, sia nello scenario artistico italiano che in quello straniero non è sicuramente finita qua! Dopo la pausa estiva riprenderò con altri articoli sul fantastico mondo di Second Life. Nel frattempo, sul mio blog, potrete visionare le biografie degli artisti menzionati in questo articolo dei quali, vi assicuro, vale la pena di scoprirne a fondo le incredibili ed entusiasmanti pecularietà!

 

Ivonne Citarella

6 cose che non sapevi su Londra

Londra ha una colonia di parrocchetti

Si, avete capito benissimo, parrocchetti! Pappagallini originari dell’India e del centro Africa risiedono attualmente a Londra e in tutto il sud del Regno Unito. Ci sono due miti che riguardano le origini di questi uccellini nel regno di Sua Maestà. Il primo: Jimi Hendrix in persona avrebbe liberato i pappagallini nel 1960 per dare un pò di colori psichedelici alla città. Il secondo: i parrocchetti sarebbero scappati dagli studi Shepperton, negli anni ’50, durante le riprese del film “The African Queen”.
Purtroppo la verità è ben diversa, i biologi della Oxford University affermano che c’erano tracce degli uccellini già dal 1855! La loro presenza è dovuta semplicemente a dei proprietari maldestri che avevano dimenticato di chiudere le finestre quando giocavano con i loro amici animali.

Boris Johnson è l’eroe che Londra merita

Boris Jonhson, attuale sindaco di Londra, vigila e difende i suoi cittadini in prima persona. E’ del 2009 la notizia, riportata dal Guardian, che vede coinvolta Franny Armstrong e il sindaco. Mentre andava al lavoro in bicicletta, Johnson, vide una donna minacciata da un gruppo di ragazzi che maneggiavano mazze di ferro. La reazione fu tempestiva, Johnson chiese cosa stesse succedendo e la donna urlò ai malviventi “E’ il sindaco di Londra!”. Il gruppo scappò a gambe levate, ma il sindaco li inseguì senza paura, assicurandoli poi alla giustizia.

Tutte le mappe delle metropolitane del mondo sono basate su quella londinese

Questa è probabilmente la mappa più conosciuta al mondo. Ma sapete la sua storia? Nel 1931, un impiegato della Tube, Harry Beck capì che la mappa con proporzioni realistiche che vigeva in quell’anno non era molto utile e chiara. Nella Tube, l’unica cosa che interessava alle persone era la connessione tra le stazioni. Così Beck creò la mappa a diagramma, utilizzando solo segmenti orizzontali, verticali e inclinati a 45°. Questa soluzione non venne subito accolta con entusiasmo dalla società dei trasporti di Londra, solo nel 1933 la mappa venne distribuita ed ebbe subito un grandissimo successo tra i passeggeri. Oggi questo tipo di mappa a diagramma è il più famoso e il più utilizzato al mondo!

Vi presento i Pearlies, che dedicano la loro vita alla raccolta di fondi per enti caritatevoli

I re e le regine del Pearly erano soliti vendere mele nella Londra vittoriana, indossavano bottoni di perle sui loro poveri vestiti per assomigliare all’alta società. Henry Croft, nato in un ricovero, era il più famoso re dei Pearly, con oltre 60,000 bottoni sulla sua giacca e sul suo cappello. Oggi, questa piccola comunità raccoglie soldi per molti enti caritatevoli di Londra, tra cui il Great Ormond Street Children’s Hospital.

Londra possiede oltre il 10% delle tipologie di semi di piante al mondo… sotto ghiaccio!

La Kew’s Millennium Seed bank a Wakehurst è la più grande banca di semi di piante al mondo. La struttura è a prova di bomba atomica e contiene il 10% dei semi del mondo, tutti rigorosamente sotto ghiaccio. Il loro obiettivo è quello di custodire il 25% dei semi entro il 2020. Attualmente l’organizzazione collabora con 50 paesi e c’è anche la possibilità di adottare un seme per partecipare alla salvaguardia della varietà floreale.

Per le Olimpiadi 2012, la città è stata dotata di missili e migliaia di soldati

Il segretario della difesa Philip Hammond lo chiama “piano multi-protezione di sicurezza”, i londinesi lo chiamano “una grande disfatta per la libertà personale” e “un lagher”. Missili Rapier High Velocity sono stati installati in sei siti attorno alla città, addirittura anche sui tetti di palazzi residenziali! Jet da combattimento alla RAF Northolt ed elicotteri Puma sorvolano costantemente Londra, per non parlare dei mezzi anfibi che circolano nel Tamigi. Escludendo le ditte di sicurezza privata, sono in servizio ben 13.500 militari, 4.000 in più di quelli impiegati in Afghanistan!