The Space We Live In, l’impressionante tour del cosmo [VIDEO]

È lo spazio in cui viviamo, uno straordinario viaggio alla scoperta del cosmo. A realizzarlo è Matthias Muller, giovane tedesco di professione VFX producer, uno dei più creativi produttori di effetti visivi del momento. Al suo attivo progetti per conto di Nokia, Samsung, Nintendo e Vodafone.

Effetti speciali quasi ipnotici realizzati in 3DSmax, e una musica che completa egregiamente l’opera, ovvero Memoirs di Rameses B (Cinematic Version). Da guardare e contemplare in ogni dettaglio, preferibilmente in HD, a schermo intero ed a tutto volume!

Sul sito ufficiale dell’autore sono disponibili diversi materiali che raccontano lo sviluppo del progetto e le parti salienti del suo processo creativo (come questa “mappa“), e diversi wallpapers a pagamento.

Skype, una campagna provocatoria contro i social media

Martedi 3 aprile, Skype  ha lanciato una campagna di marketing da 12 milioni di dollari negli Stati Uniti e nel Regno Unito che sfida i consumatori a pensare alla qualità delle loro comunicazioni personali.

La campagna è stata affidata alla Pereira e O’Dell di San Francisco da Microsoft, che ha acquistato Skype lo scorso anno con un accordo di 8,5 miliardi dollari , ed è impostata sull’headline It’s time for Skype.

La campagna billboard, presente in strada, nelle stazioni della metropolitana e sui bus, si caratterizza per alcuni cartelloni pubblicitari con messaggi provocatori nei confronti dei social media  tra cui “140 caratteri non vuol dire restare in contatto” e “Evolviti da un post in bacheca ad una conversazione di prima classe”.

La campagna digitale, a cui è già dedicato un sito, partirà il 19 aprile con lo stesso tema ma l’impatto provocatorio scenderà di livello per concentrarsi sulle specifiche delle nuove funzionalità. La pianificazione comprende circa 17 siti che si occupano di lifestyle, notizie, affari, intrattenimento, gossip e viaggi, come CNN, BBC, Facebook, Lonely Planet, AOL, Yahoo, Wired, MSN, Mailonline, iVillage, CBS e Hulu.

La campagna sui social-media, che prevede un budget di 2 milioni, comprenderà l’hashtag #timeforskype per Twitter e si concentrerà sui prodotti premium e sul ricordare alle persone che c’è un modo diverso, e migliore, di connettersi agli altri.

Francie Strong, direttore marketing di Skype, ha affermato: “L’obiettivo è quello di diffondere grandi affermazioni audaci per attirare l’attenzione della gente e far pensare loro al modo in cui comunicano”.

Il progetto mira nel complesso a informare l’opinione pubblica su Skype, ad andare oltre le video chiamate per le quali è più noto e far conoscere anche altri prodotti come screen-sharing, video di gruppo, trasferimento file, messaggistica istantanea, chiamate a cellulari e telefoni fissi, trasmettendo l’idea che la combinazione di queste funzionalità permette una conversazione più naturale.

Justin Cox, senior strategic planner-mobile della Pereira ha dichiarato ad Adage: “è stato deprimente e stimolante, è raro che una campagna dia l’opportunità di affrontare questioni culturali estremamente pertinenti.  Skype non risolve i problemi del mondo, ma ha un punto di vista. Questo è più di un semplice messaggio di marketing con titoli provocatori, il nostro il messaggio è quello di aiutare persone a collegarsi veramente in modo genuino”.

Un messaggio così provocatorio nei confronti dei social media big-hitters come Facebook e Twitter risulta strano, soprattutto considerando l’accordo tra Skype e il colosso di Zuckerberg per le videochiamate e il recente annuncio dell’intenzione da parte di Skype di creare un applicazione “humoticon” su Facebook che permetterà agli utenti di creare emoticon sulla base proprio volto.

Ricordiamo inoltre che nell’ottobre 2007 Microsoft ha acquistato una quota dell’ 1,6% di Facebook per circa 240 milioni di dollari, diventando quindi investitore e avviando tra le due aziende una stretta collaborazione.

Non ci resta che attendere se e quando ci sarà una “risposta” da parte delle società di Zuckerberg e Dorsey.

Second Life is not dead, tra opportunità professionali, gioco e formazione [RECENSIONE]

Che fine ha fatto Second Life? La piattaforma social lanciata nel 2003 da Linden Lab, fino a 3-5 anni fa molto diffusa e discussa, sembra oggi in declino. In realtà, essa continua ad appassionare una bella comunità internazionale, aprendo anche possibilità molto interessanti per i suoi utenti a livello professionale e formativo.

Di questo – ma non solo! – ci spiega il manuale Second Life tra Opportunità Professionali, Gioco e Formazione a cura della ricercatrice Ivonne Citarella. Pubblicato da pochi mesi da Scriptaweb, il libro è diviso in tre capitoli che trattano il tema di Second Life da prospettive diverse ma che creano uno stesso discorso.

Nello specifico, il primo capitolo riporta i risultati e l’esperienza della Dott.ssa Citarella sulle opportunità professionali in Second Life, nell’obiettivo di rispondere a tre interessanti domande:

  • Quante professioni esistono in Second Life?
  • Quanti e quali competenze si sviluppano in esso?
  • Quante professioni traghettano da Second Life (SL) alla Real Life (RL) e viceversa?

I risultati (che non vi sveliamo 😉 ) sono davvero sorprendenti, e testimoniano l’utilità della piattaforma per imparare a fare cose nuove, che magari nella realtà non sarebbero state possibili, dando appunto quella ‘seconda possibilità’ da cui poi proviene il nome del progetto e fornendo competenze spendibili anche nella RL.

Il secondo capitolo contiene una riflessione di Andrea Romeo sul passaggio dall’homo ludens all’homo tecno-ludens: partendo dalla storia dei videogiochi e dalla Ludologia (la scienza che li studia), l’autore arriva a definire la nostra nuova identità di homo tecno-ludens, “che gioca esclusivamente con strumenti tecnologicamente avanzati entri i quali inoltre proiettà il proprio sè” (p.106).

A fine capitolo viene infine dedicato un focus proprio su Second Life:

“Sono convinto che chiunque in Second Life abbia una buona storia da raccontare, perché in un mondo di immaginazione non può non essere altrimenti”

L’ultima parte dell’opera dà poi voce ad alcuni utenti attivi su Second Life, che raccontano le proprie storie e le esperienze personali vissute nel mondo virtuale e le ricadute nella Real Life: artisti, formatori, imprenditori, etc.

In definitiva, il lavoro a cura di Ivonne Citarella rappresenta sicuramente un manuale interessante ed efficace da cui partire – o ripartire – per capire se e come entrare in questo mondo virtuale, diverso rispetto a tanti altri progetti 2.0 proprio perché permette di acquisire competenze e conoscenze spendibili anche nella realtà.

Vi abbiamo incuriosito? Questo è il link dove è possibile saperne di piùsappiateci dire 😉

Facebook acquista Instagram per 1 miliardo di dollari [BREAKING NEWS]

Mark Zuckerberg festeggia l’acquisizione forse più importante per il popolare social network, Facebook: con 1 miliardo di dollari, tra contanti e azioni di Facebook, si aggiudica Instagram, l’applicazione mobile che in questi ultimi mesi non smette di far parlare di sé. L’operazione, secondo le consuete condizioni di chiusura di contratto, sarà ufficiale entro questo trimestre.

Dopo l’arrivo dell’app sul mercato di Android, ecco la notizia che sconvolgerà a tal punto i mercati da far già parlare del volo di Facebook verso l’IPO dei record. E’ infatti ufficiale che valendo ormai circa 103 miliardi di dollari, Facebook potrebbe entrare in borsa con una quotazione iniziale da record (fonte Sole24ore)

L’acquisto è fondamentale per Facebook perché significa in sostanza l’acquisizione di minimo 30 milioni di utenti, tanti quanti sono quelli che al momento usano Instagram da iPhone.

Per capire il senso di una notizia del genere, leggiamo cosa lo stesso Zuckerberg ha dichiarato ovviamente proprio dalla sua pagina personale su Facebook:

Sono entusiasta di condividere la notizia che abbiamo deciso di acquisire Instagram e che il loro team di talento si unirà a Facebook.

Per anni ci siamo concentrati sulla costruzione della migliore esperienza per condividere le foto con amici e familiari. Ora saremo in grado di collaborare ancora più strettamente con il team Instagram per offrire anche la migliore esperienza per la condivisione delle foto da cellulare secondo i propri interessi.

Crediamo che queste esperienze diverse si completino a vicenda. Ma per farlo bene, dobbiamo essere consapevoli su come mantenere e rafforzare i punti di forza di Instagram e le sue caratteristiche piuttosto che cercare esclusivamente di integrare il tutto con Facebook.

Ecco perché siamo impegnati a costruire e far crescere Instagram in modo indipendente. Milioni di persone in tutto il mondo amano l’applicazione Instagram e il brand ad esso associato, e il nostro obiettivo è quello di contribuire a diffondere questa applicazione con un numero maggiore di persone.

Pensiamo al fatto che Instagram è collegato ad altri servizi al di fuori di Facebook è una parte importante dell’esperienza. Abbiamo intenzione di mantenere le caratteristiche come la possibilità di inviare ad altri social network, la capacità di non condividere le tue Instagrams su Facebook, se si desidera, e la possibilità di avere followers e seguire le persone separatamente dai tuoi amici su Facebook.

Queste e molte altre caratteristiche sono parti importanti dell’esperienza Instagram e noi lo abbiamo compreso. Cercheremo di imparare dall’esperienza Instagram per costruire caratteristiche simili in altri nostri prodotti. Allo stesso tempo, cercheremo di aiutare Instagram a continuare a crescere con il supporto del team di ingegneria di Facebook e delle sue infrastrutture.

Si tratta di un importante traguardo per Facebook, perché è la prima volta che acquistiamo un prodotto e un’azienda con così tanti utenti. Non abbiamo intenzione di fare di più molti di questi, se non del tutto. Ma fornire la migliore esperienza di condivisione di foto è una delle ragioni per cui così tante persone amano Facebook e sapevamo che valeva la pena di unire queste due società.

Siamo impazienti di lavorare con il team Instagram e per tutte le nuove e grandi esperienze che costruiremo insieme”.

Uova d'artista per una Pasquetta geek & fashion

In cerca di idee last minute per decorare le uova da portare alla tradizionale scampagnata di Pasquetta? O semplicemente volete rifarvi gli occhi con uova decorate da far invidia a Fabergè? In entrambi i casi date un’occhiata alle ispirazioni che vi proponiamo e…buon Lunedì in Albis!

Pantone inspired

Un’idea facile da copiare per stupire i vostri amici: le uova Pantone

Uova da red carpet

Vogue ha selezionato le migliori uova d’autore di stilisti, famosi o emergenti, che hanno usato diversi materiali per realizzare delle uova che farebbero la gioia di ogni fashion victim:

Uova buone davvero

La Pasqua è anche un occasione per fare beneficenza: ecco le uova realizzate dagli artisti del TBWA London il cui ricavato è stato utilizzato per opere di ricostruzione in Giappone.

Dance a luci rosse contro lo sfruttamento sessuale [VIDEO]

De Wallen è il quartiere più famoso e conosciuto di Amsterdam. Non per le sue architetture o per i musei ma perché è il quartiere a luci rosse con veri e propri “negozi del sesso”. Ragazze in vetrina, sexy shop e persino una statua raffigurante una prostituta. Ma qual è la storia dietro ogni ragazza? Come sono arrivate sulle strade o nei bordelli? L’associazione Stop The Traffik ha deciso di sensibilizzare l’opinione pubblica con una performance inaspettata.

Le ragazze in vetrina ammiccano. Poi, all’improvviso, la musica, e le ballerine iniziano gradualmente a eseguire una coreografia che coinvolge subito tutti tra applausi e risate. Alla fine della performance una frase smorza gli animi: “Ogni anno,  a migliaia di donne dell’Est Europa viene promessa una carriera come ballerina. Purtroppo finiscono qui”.

Grazie alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo la schiavitù e la vendita degli esseri umani è illegale in quasi tutto il mondo ma, ad oggi, esistono ancora la vendita di minori, prostituzione forzata, abusi, torture e altre atrocità. Contro questo Stop The Traffik lotta ogni giorno e lo fa insieme a 1.000 organizzazioni affiliate in 50 paesi e decine di migliaia di attivisti in tutto il mondo. When people act, things change.

La tua azienda dovrebbe essere su Pinterest? [INFOGRAFICA]

Tutti parlano di Pinterest, il nuovo social network che permette agli iscritti di attaccare ad una bacheca virtuale immagini che rispecchiano i propri interessi.

Naturalmente,  le aziende si chiedono se e come questo nuovo social network possa essere utile alla propria comunicazione d’impresa.

Questa infografica ideata da Intuit ti aiuta a capire se Pinterest è uno strumento adatto alla tua azienda.

"Il vecchio e il mare" raccontato in stop motion [VIDEO]

Grazie a “Il vecchio e il mareErnest Hemingway vinse un premio Pulitzer e un Nobel. Per farci riviere l’incanto di quest’opera eterna, l’olandese Marcel Schindler ne ha realizzato una particolare versione illustrata in stop motion.

Quattro minuti per riassumere i momenti più intensi del romanzo, attraverso decine di disegni semplici ma assolutamente evocativi. La colonna sonora scelta dall’autore forse non risulta altrettanto d’atmosfera, ma rimane in tema “marinaro”: trattasi del brano “Sail” di Awolnation.

Facebook: l'arrivo del pulsante "Non mi piace" desta qualche perplessità

Sono passati due anni da quando fu introdotto il tasto “I like” e i dati  presentati alla SEC parlano chiaro: un traffico di  2,7 miliardi di Like e commenti  giornalieri, che potrebbero raddoppiare grazie all’introduzione del nuovo pulsante “Hate” o “Dislike”. Ne consegue che la primordiale incertezza di Mr. Zuckerberg a proposito del pollice verso (il basso) si stia trasformando in solida certezza visto anche il giro d’affari postumi al recente sbarco in Borsa.

In attesa di conferme o smentite a tal proposito dai ‘vertici facebookiani’, Dean Terry responsabile del programma  relativo ai media emergenti all’Università di Dallas, coglie l’occasione per lanciare una provocazione con l’applicazione EnemyGraph. Scaricandola, l’utente sarà in grado di  creare liste di nemici o semplicemente di cose che non incontrano il proprio gusto.

Ed ecco che la fitta rete di amicizie diventa ancora più intricata aggiungendo inimicizie e portando di conseguenza il sentimento negativo nei social network. Come se non bastasse, a completare la social dissonance,verrà segnalato tramite notifica quando  qualcuno diventerà amico di un nemico. Inoltre in base ai dislike ricevuti viene redatta una classifica dei 25 Top Enemies.

L’introduzione di EnemyGraph  ha riscosso pareri contrastanti e soprattutto  ha reso esplicito il timore scaturito dal pericolo di bullismo cibernetico. Fa da testimone la bacheca della pagina Facebook che riporto di seguito, in cui è possibile notare che un pioniere della novità, insoddisfatto, abbandona l’uso dell’applicazione.

A tal proposito i fautori  rispondono dicendo che per essere nemici di qualcuno bisogna che “il qualcuno” figuri tra gli amici; citiamo testuali parole “You have to be Facebook friends with someone in order to make them an “enemy.” If you are not friends with them, you can’t be an enemy or make them your enemy. To our knowledge anyone using this function is doing it in jest”. Ora alla luce di quanto dichiarato, penso che sorgano delle domande: prima essere amici per poi essere nemici? 😉

Secondo la mia se pur breve esperienza  una cosa è certa:  le relazioni troppo complicate durano poco, e se lo sono fin dall’inizio ciò comporta l’aver iniziato con il piede sbagliato. Robert Scoble, noto blogger americano, si oppone all’implementazione del pulsante di “odio” ritenendo che nel mondo ce ne sia già abbastanza, mettendosi dalla parte di chi sostiene che si vadano a creare nemici virtuali per non affrontarli poi nel mondo reale. In questo senso come dargli torto? 🙂

Dall’altro canto c’è chi sostiene, nella visione superiore dei social, che il tasto “dislike” possa stimolare la discussione oltre ad essere utile per l’advertising mirato, che andrebbe a colpire il consumatore interessato o meno al prodotto/servizio che si vuole offrire. Altri ancora, i quali ritengono Facebook un mondo a sé stante, fatto solo di apparenze, sono convinti che un’implementazione del genere possa portare a un’attenzione maggiore verso i contenuti che si decide di condividere. Chi legge o semplicemente guarda, infatti, è portato a dare un parere più vicino alla realtà con la possibilità di esprimere anche un  sentimento negativo.

In una fase di cambiamento come quella che sta vivendo Facebook, i dibattiti e le discussioni sono indispensabili, al fine di raggiungere un obiettivo comune in direzione di un’evoluzione sociale. Perciò anziché scegliere un punto troppo fisso per stimolare la mente, vi lascio con una domanda alla quale spero possiate dare risposta: l’introduzione del tasto “dislike” può  davvero essere definita anti-social?

Vileda presenta Matilda, il cane più pigro del web [VIDEO]

Il migliore dell’uomo a volte è un pigrone, e i padroni devono fare faticare e ingegnarsi non poco per riuscire a far muovere i loro cuccioli. Ecco allora l’idea smart per incuriosire il cane, farlo mangiare e…pulire casa nel stesso tempo: Vileda Virobi. Questo video dallo stile amatoriale, progettato dall’agenzia Mosaicoon, è riuscito a catturare l’attenzione di migliaia di utenti grazie alla tenerezza della dolce Matilda.

Al video, che ha in poco tempo raggiunto la soglia delle 200 mila views, sono state accompagnate un’operazione di blogger engagement e un’applicazione ospitata all’interno del minisito dedicato a Virobi. Ai blogger è stato infatti inviato un misterioso “Blogger Relaxing Kit” all’interno del quale hanno trovato un Virobi, una confezione di biscotti e una scatola a sorpresa con un gioco creativo, il tutto corredato da un libretto con le “istruzioni per rilassarsi”. Chi meglio di loro, eternamente affannati davanti al pc, per questa campagna?!

L’app invece, dal nome “Rispolvera i tuoi vecchi amici”, si rivolge ad un pubblico più vasto, e sfida l’utente a riconoscere i nomi dei propri amici di Facebook da alcune foto impolverate, prima che sia Virobi a spolverarle. Al termine, si può poi condividere il punteggio sui propri profili Facebook e Twitter.

Che ne dite, può funzionare anche con il vostro cane?!