Bella novità in casa Klout: il servizio – molto spesso criticato – che misura e migliora l’influenza in rete di più di 100 milioni di utenti cerca sempre più di legarsi alle aziende (avevamo parlato dell’argomento un po’ di tempo fa nel post “Come usare Klout per il proprio brand”, ricordate?) attraverso il lancio dei brand squad. Per la promozione degli spazi, che potremmo definire delle vere e proprie brand page, l’azienda ha scelto Red Bull come partner e tester.
“Una piattaforma di engagement per gli influencer con i brand. Con i brand squad, vedrai una lista dinamica dei top influencer per ogni brand, le conversazioni attivate […], monitorerai le informazioni relative ai recenti sviluppi del brand e guadagnerai l’accesso a perk speciali”
Proprio Klout ci invita poi a dare un’occhiata allo spazio dedicato a Red Bull fornendo i nostri preziosi feedback: cosa gli rispondiamo, ci piace? 😉
Poche cose riescono a creare il furore collettivo generato dalla finale di un campionato o dalla figura di una star dello sport. ESPN lo sa bene, e ha infatti incentrato le sue ultime campagne attorno allo slogan “It’s Not Crazy, It’s Sports!“. Protagonista dell’ultima della serie è Michael Jordan. O meglio, un suo ben più modesto omonimo costretto a sopportare la delusione di chi, al sentirne il nome, si aspetta di trovarsi di fronte il leggendario cestista.
Lo spot è successivo a quello di qualche mese fa, intitolato “Shake on it“, che insisteva invece sulla mania di scommettere su qualsiasi cosa riguardi lo sport, accettando penitenze di ogni genere e grado di umiliazione.
Entrambi i video sono simpatici ed ironici, e assolutamente in linea con quella che può essere la mission di un emittente come ESPN che trasmette sport ininterrottamente, 24 ore su 24. Roba da veri maniaci. But it’s sports, man!
00Elena Silvi MarchiniElena Silvi Marchini2012-04-17 17:30:502016-04-21 16:38:09ESPN ingaggia Michael Jordan. Ma non è quello vero [VIDEO]
Coca Cola è uno dei love brands in assoluto più famosi nel mondo. E le stesse campagne della multinazionale di Atlanta si concentrano molto spesso sui concetti di amore, felicità, condivisione. L’ultima iniziativa, realizzata a Singapore, non fa eccezione: protagonista un distributore automatico che non accetta monete, ma abbracci!
Scenario la National University di Singapore dove, dopo i timidi tentativi dei primi studenti che si sono lasciati stuzzicare dall’invito stampato sulla macchina, i ragazzi si sono lanciati in abbracci collettivi ottenendo tante, tante lattine di Coca Cola.
L’iniziativa, ideata da Ogilvy & Mather e parte della campagna “Open Happiness“, ricalca gli obiettivi di comunicazione e marketing che Coca Cola ha sempre ricercato: diffondere felicità e senso di aggregazione attorno al brand.
Chissà, magari un giorno succederà anche con un Bancomat… 😉
00Elena Silvi MarchiniElena Silvi Marchini2012-04-17 12:30:192012-04-17 12:30:19Coca Cola e il distributore che vuole abbracci [VIDEO]
Ispirato dalla forma sinuosa delle sue bottiglie, ha ideato un nuovo esclusivo packaging, rigorosamente in limited edition. Corsetti, tatuaggi, righe navy…gli elementi che caratterizzano lo stile del couturier vanno ad impreziosire e rendere unico il design dell’esclusiva collezione “Night and day”: Love it light!
00KatsumiKatsumi2012-04-17 12:10:162012-04-17 12:10:16Coca-Cola light: nuovo packaging firmato Jean Paul Gaultier
In città il clima è londinese e per un po’ anche l’America’s Cup si ferma. Incuranti della pioggia, un manipolo di ninja sbarca al TEDxNapoli, l’evento che porta per la prima volta in Campania il collaudato format del TED californiano. Le più brillanti personalità del “pensare” e del “fare” si confrontano in micro-conferenze sul tema Creatività e Crisi, con un unico scopo: diffondere idee che vale la pena diffondere.
Per una sera, Palazzo Marigliano è stato il perfetto luogo d’incontro per imprenditori, docenti, esperti di marketing e ambientalisti, menti creative che hanno saputo affrontare la crisi con la sola forza dell’inventiva. “Abbiamo scelto dodici speakers nazionali e internazionali“, commenta Danilo De Rosa, tra gli organizzatori dell’evento, “da un lato, persone in grado di dare nuove idee per la città di Napoli; dall’altro, napoletani che hanno portato l’innovazione nel mondo“.
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Badge al collo, ci apprestiamo alla prima sessione di interventi. Tra i primi a parlare c’è David Parrish, guru del marketing, consulente aziendale per “imprenditori creativi”, nonché autore di T-Shirts and Suits, A Guide to the Business of Creativity. Il suo intervento è una mini lezione sulla creatività: Parrish afferma che la creatività viene intesa esclusivamente come capacità artistica. Ma per avere successo nel mercato, gli imprenditori moderni devono riconsiderare la creatività in modo ingenuo, reinventare il proprio approccio al mondo a partire dalle lezioni apprese nel passato, ma con semplicità e disincanto: i-creativity vs a-creativity. Un esempio vincente di questa logica viene dal settore discografico brasiliano che ha deciso di lasciar perdere la lotta alla pirateria per accettarla e addirittura lavorarci assieme.
Impostazione marcatamente green per gli interventi immediatamente successivi (tra l’altro, l’evento stesso sposa l’ecosostenibile con l’arredamento in cartone Formaperta): Emiliana Mellone è la giovane fondatrice di CleaNap, mentre Paolo Santalucia ha presentato al pubblico EcoOonda.
CleaNap ed EcoOonda sono due progetti napoletani, nati e cresciuti online per cambiare realmente Napoli. Il primo raccoglie un esercito di volontari per ripulire le piazze cittadine dall’incuria; il secondo, è un percorso a nuoto di 44 km nelle acque non balneabili di Napoli per tentare di restituire alla città il suo patrimonio marittimo. Il carattere interessante di entrambi i progetti è stata la capacità di partire dalla rete per diventare strumenti di aggregazione e mobilitazione offline.
Segue al microfono Claudio Scotto, imprenditore del commercio equo e solidale. Napoletano di nascita, Scotto è approdato in Sierra Leone per lanciare un’impresa di succhi di frutta tropicale. Soprattutto, oltre al successo imprenditoriale, il suo intervento ha confermato che l’apertura mentale e la determinazione sono strumenti necessari perché le buone idee possano vedersi realizzate.
Luca Vannetiello, invece, ha presentato l’Arcipelago SCEC, un sistema economico alternativo fondato sui principi di circolarità dei benefici e di responsabilità dell’individuo. L’Arcipelago nasce con lo scopo di innescare un circuito economico locale e virtuoso, dove lo SCEC, la moneta della community che funziona come un buono locale, è il vero e proprio strumento del cambiamento.
Infine, Roberto Esposito, artista, blogger, ma soprattutto imprenditore di se stesso. Secondo il Guinness World Records, il suo è il post più commentato al mondo su Facebook. Secondo noi, è una delle iniziative di self marketing più interessanti, tant’è che successivamente Greenpeace lo ha coinvolto per una campagna contro lo spreco energetico.
Il TEDxNapoli 2012 è stato tutto questo e molto di più, perché molte altre sono state le voce che hanno trovato espressione durante l’evento (Giovanni Trono, Elio Caccavale, Vincenzo Moretti, Stefano Consiglio, Mischer’Traxler, Sebastian Gutierrez). Esperienze differenti, background opposti, ma uno spirito comune capace di dare ancor più valore ai problemi che alle soluzioni. In fondo, la differenza tra crisi e creatività è solo in base alla prospettiva scelta.
00Kojiro SasakiKojiro Sasaki2012-04-17 11:45:072012-04-17 11:45:07Il Ninja Report del TEDxNapoli 2012: la creatività per superare la crisi
Raccontare è un gesto naturale: ognuno è capace di narrare una storia, soprattutto quella che nasce in un modo o nell’altro dall’esperienza quotidiana.
Ed è proprio lo Storytelling a essere al centro dell’attenzione nello sviluppo delle nuove strategie di marketing e in generale di comunicazione: oggi più che mai è diventato chiaro come “raccontare” sia diverso, oltre che più efficace, dal semplice “dire”. Anche quando l’oggetto delle narrazioni non sono più soltanto storie, ma brand, prodotti o nuove tendenze.
Abbiamo contattato uno dei massimi esperti internazionali sul tema, Max Giovagnoli – scrittore, docente universitario e producer – per farci dare un parere su cosa stia capitando.
Il risultato è un’intervista molto interessante, che fotografa una realtà in evoluzione, tutta da scoprire e da costruire.
Lo storytelling, inteso come approccio metodologico allo sviluppo di sistemi di comunicazione, è entrato prepotentemente negli schemi strategici del marketing già da diverso tempo. Cosa ha fatto scattare questa molla nei professionisti del settore?
Il passaggio dal “marketing delle emozioni” al “marketing del racconto” è un esigenza ciclica nel mercato mondiale, che porta periodicamente la comunicazione brand oriented verso l’entertainment e la narrazione in presenza di contenuti importanti, difficili da metaforizzare o per i quali si chiede, oltre a un forte impatto emotivo, un approfondimento intimo o personale. In altri termini, quando la retorica non basta e l’oratoria non esaurisce la comunicazione, sono l’esperienza e l’interattività le armi più importanti che vengono evocate per ottenere la più alta partecipazione del pubblico. E in questo senso: “la distanza più breve tra due persone, è sempre una storia”!
Ci può dare una definizione attuale di Storytelling Transmediale? E quali sono i medium migliori per elaborare strategie basate su di esso?
Il transmedia storytelling usa tecniche narrative derivanti da discipline molto diverse tra loro, un vero e proprio mélange drammaturgico fatto di informazione (da quella documentaria e reportagistica fino a quella scientifica) e intrattenimento (dall’infoteinment alla narrazione pura e all’enhanced storytelling). I media utilizzati dai franchise transmediali e dai progetti di comunicazione “TM” creano dei bouquet precisi, nei quali i diversi mezzi di comunicazione entrano a far parte di un roll-out virtuoso che raramente predilige un canale rispetto agli altri. La narrazione, e l’esperienza cui sono chiamate le diverse audience, sono al contrario trasversali e interoperative. O non avrebbe senso coinvolgere mezzi e piattaforme così diversi, simultaneamente.
Oggi il web vive una stagione d’oro grazie all’affermarsi nell’economia della comunicazione dei social network: addirittura Facebook si trasforma ponendo al centro della sua Timeline il contenuto e l’approccio narrativo alla condivisione degli stessi. Da quest’evoluzione si tornerà indietro?
Prima dovranno compiersi i processi di “adattamento” del pubblico a questo nuovo ecosistema. Un ecosistema fatto a immagine e somiglianza del nostro modo di ragionare (la timeline associativa) e di comunicare (il “tempo zero” del twittering); non a caso i social network propongono continui aggiornamenti e passaggi di piattaforma, proprio per evitare che il processo di “accomodamento” dell’utente lo riporti al “nomadismo” tipico del primo web 2.0. La vera differenza non la farà la creazione di altre piattaforme, secondo me, ma l’invenzione di nuovi modi di fruizione, sempre più mobili e geolocalizzati. Avete presente il video virale sugli occhiali di Google per la realtà aumentata di qualche giorno fa?
Radio e Televisione sono sempre stati i mezzi per condividere narrazioni. Il web può soppiantarli?
All’ottica del medium che diventa la killer application di tutti quelli precedenti non crede nessuno, io per primo. La chiave di lettura che prediligo, come transmedia producer, tende piuttosto a valorizzare le differenze e a stressare le peculiarità dei linguaggi dei diversi media per creare degli universi narrativi complessi in grado di interagire con le multiple audiences delle ultime generazioni di utenti digitali. Radio e tv non sono certo morti: certo, se mettessimo autori e producer un po’ più “smart” in alcuni di quelli generalisti, per renderli un po’ più vitali (e aggiornati)..
Henry Jenkins parla di transmedialità come di “una comunicazione che, muovendosi attraverso diversi tipi di media, contribuisce ad ogni passaggio con nuove e distinte informazioni all’esperienza dell’utente. Usando diversi formati di media, si contribuisce a creare dei“punti di entrata” attraverso i quali l’utente può immergersi completamente nella narrazione. L’obiettivo di questa immersione è di decentralizzare il rapporto tra autore ed utente.” (cit. Wikipedia). Ci può fare degli esempi in cui questa sinergia ha portato un valore aggiunto?
Il prof. Jenkins è stato tra i primi a parlarne in tutto il mondo, e l’ha fatto in tempi in cui il racconto transmediale era molto orientato verso la promozione e il marketing (soprattutto nel cinema e nei videogame). Oggi c’è stato uno shift verso l’invenzione e il formatting delle storie e dei progetti. Alcuni dei nuovi cantastorie mediali più efficaci sono per paradosso sul piccolo schermo, ad esempio; penso a certa fiction americana di ultima generazione, rigorosamente transmediale nella fruizione e molto potente sul piano drammaturgico (alla Heroes, Wakfu, o Games of Thrones). Ma esistono in giro per il mondo esempi altrettanto efficaci di interaction design, urban game e enhanced press che stanno facendo molto parlare di sé. Non necessariamente blockbuster, anche prodotti indipendenti. Un esempio “personale” può forse essere utile per spiegarmi meglio: il mese scorso ho lanciato il mio ultimo progetto transmediale, salutato in USA come “una lezione che dalla bellissima Italia farà presto il giro del mondo” (J. Gomez). Un transmedia novel (Il messaggio segreto delle stelle cadenti, Newton Compton) che in due mesi di roll out è diventato: un romanzo, un comics, una ipad application, un cortometraggio, un urban game, un book tour e una post-it campaign, coinvolgendo audience di sei media diversi.
La Realtà Aumentata creerà nuove forme di narrazione, secondo lei?
Domanda impegnativa, intrigante, rischiosa. Creerà nuove forme di interoperabilità direi, piuttosto che di narrazione. Non è sul sostantivo “realtà” che bisogna riflettere infatti, ma sull’aggettivo “aumentata”. Banalizzando un po’, prendiamo come esempio un racconto tradizionale, fatto sempre di “semi” da piantare e sviluppare nel corso della narrazione. Nella realtà aumentata le caratteristiche sono esattamente le stesse: quali semi piantare nel corso dell’esperienza, a quale scopo, con quale implicazione sociale e relazionale per l’utente, con quali elementi di gratificazione o di utilità… Sono questi alcuni dei parametri che saranno realmente dirimenti, nei prossimi cinque anni. Per il momento, perfino per i progetti che stiamo seguendo nel sociale (virtual world, sistemi economici e di cash flow “aumentati”) o in campo scientifico (medico, astronomico ecc.), possiamo notare che una componente “ludica” appare spesso presente e necessaria, e verosimilmente lo sarà sempre di più nel prossimo futuro. Le esperienze che davvero faranno al differenza però, saranno quelle che sapranno reinterpretare al meglio la radice primitiva e mitologica del device, la presenza dell’interfaccia e della grafica e la narrazione del tema del racconto alla base dell’esperienza vissuta dall’utente (o dagli utenti)… Insomma, ve l’avevo detto che era complicato da spiegare!
Sta nascendo la figura del Digital Storyteller? E se sì, che caratteristiche deve avere un professionista che aspira a diventare tale?
E nata già da due anni la figura del transmedia producer, e da cinque quella del cross-media editor. Professioni altamente specializzate, che si basano su una formazione interdisciplinare molto serrata e aggiornata. Basta mettere il naso fuori dall’Italia per rendersi conto che è un mercato molto elitario e competitivo, che prevede una componente di sperimentazione davvero alta. Non a caso, al momento siamo meno di cento in tutto il mondo.
00Francesco GavatortaFrancesco Gavatorta2012-04-17 11:00:532012-04-17 11:00:53Storytelling e futuro transmediale: il parere di Max Giovagnoli [INTERVISTA]
Le nuove tecnologie ancora non avevano toccato i biglietti da visita. Tanta carta e sicuramente uno spreco inutile ai nostri giorni. Scoprite con noi come può cambiare la situazione, grazie ad Halo!
Halo è il nuovo concept di biglietto da visita ideato dal designer Fitorio Leksono: zero carta e un display touchscreen che permette, tramite bluetooth, lo scambio dei biglietti.
Ecco alcune caratteristiche:
schermo lcd
sensore bluetooth
slot per SD
pulsante on/off
batteria al litio
A noi piace quest’idea che fa risparmiare sotto tutti i punti di vista. E voi che ne dite?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2012/04/Ecco_i_biglietti_da_visita_del_prossimo_futuro.jpg473670SimosokeSimosoke2012-04-17 10:30:022012-04-17 10:30:02Ecco come saranno i biglietti da visita del prossimo futuro!
City Map – Catania a 5 sensi è un bel progetto, lanciato nel 2006 da Industria01 nell’obiettivo di far conoscere la città a turisti e visitatori. Visti i risultati e gli apprezzamenti ottenuti, gli orizzonti sono stati allargati a tutta la Sicilia, integrando l’edizione cartacea – apprezzatissima e che conta 3 uscite annuali – con il sito web e alcune interessanti presenze sui principali social network. E i risultati non si sono fatti attendere: vittoria al premio Web Italia 2011– sezione turismo! Complimenti al team 😉
In particolare, il sito web – realizzato in collaborazione con +ADD Design – è un vero e proprio portale di informazione turistica composto da una serie di sezioni che permettono al visitatore di conoscere subito cosa succede in città e sul territorio in qualsiasi momento: percorsi, eventi, cultura & much more! Usabile e pratico, un’ottima accoglienza!
Attivissimi anche la pagina Facebook e l’account Twitter: vi basterà diventare fan e seguirli e per essere sempre aggiornati sulle novità di una delle terre più belle d’Italia grazie ad un aggiornamento quotidiano e interattivo! E, visto il tema, non poteva mancare anche Instagram 😉
La presenza su Foursquare, invece, rappresenta probabilmente uno dei migliori esempi in Italia per completezza ed efficacia. Non ci credete? Ecco alcuni numeri:
180+ consigli su location quali monumenti, luoghi di interesse turistico, attività commerciali;
15 liste: shooping, centro storico, utilità quali ospedali, poste, parcheggi, teatri, cinema.
La mappatura dei consigli e delle liste è in Italiano, ma è in corso una traduzione in inglese a completamento.
Concludiamo rinnovando i complimenti agli organizzatori: la presenza web di CityMap Sicilia rappresenta sicuramente una best practice nazionale di turismo 2.0 che punta su immagine e interattività. Seguiteli! 😉
00Alberto MaestriAlberto Maestri2012-04-17 10:02:352012-04-17 10:02:35CityMap racconta Catania e la Sicilia grazie al web 2.0
Ormai siamo agli sgoccioli, domani inizierà ufficialmente l’edizione 2012 del Salone Internazionale del Mobile di Milano.
Il punto di riferimento del settore casa-arredoche dal 1961 è diventato un vero e proprio punto di incontro e confronto per gli addetti ai lavori, designer, trend-setter, architetti e chiunque voglia conoscere le ultime tendenze all’interno di un contesto estremamente ricco di spunti ed idee innovative.
Ma ormai da qualche anno gli occhi non sono puntati solo sulla fiera, aperta al pubblico solo sabato 21 e domenica 22, ma sui tanti eventi collaterali che, in contemporanea, vedono l’intera Milano protagonista.
Stiamo parlando del Fuorisalone!
Dal 17 al 22 Aprile la città subirà veri e propri “attacchi di espressione” che conferiranno le giuste sfumature all’aria internazionale che si respira durante il Salone!
Nulla è regolarizzato, organizzato, standardizzato o segue format precisi, la parola d’ordine è libertà.
Chiunque abbia un contenuto o un installazione da esporre infatti potrà farlo controllando la disponibilità della location messe a disposizione.
Anche quest’annovia Tortona, Zona Lambrate, Brera e Porta Romana, saranno il palcoscenico del Fuorisalone Design Week, guardate qui cosa vi aspetta giorno per giorno perchè eventi speciali, mostre, cocktail party e competition saranno all’ordine del giorno!
Cominciamo con il dire che accanto alle performance spontanee che animeranno Milano, tante saranno le iniziative organizzate che vi faranno perdere il fiato…e anche un po’ il sonno!
Uno su tutti? Fuorisalone Design Party by Hyundai. Venerdì 20 Aprile alle Officine del Volo, in via Mecenate 76, dalle 22.00 alle 2.00 di notte si ballerà nella suggestiva cornice del Mecenate Area Design. Il Dj Set accompagnerà il lancio ufficiale della piattaforma Hyundai Creativ Lab, il laboratorio creativo dedicato al design! (si accede solo con invito scaricabile dal 17 Aprile, info qui)
Ma non è tutto… guardate l’elenco completo degli eventi speciali e provate a non scalpitare aspettando l’ ELITA DESIGN AWARD e il CLOSING PARTY FUORISALONE.IT che andranno in scena il 22 aprile al “Teatro Franco Parenti”, in via Pierlombardo 14.
E ora un pò di sana e stimolante competition: “A designer a day”
La Trentina, azienda che produce e commercializza mele, durante la terza edizione di DEA+Fuoritrentino sostiene e promuove 5 giovani designer (under35) dando spazio alla loro creatività in collaborazione con DesignHUB e il dipartimento INDACO del Politecnico di Milano.
State pensando che le cose da fare e da ricordare sono troppe? Niente paura, scaricate l’app mobile guides per non perdervi nell’infinita offerta di eventi che Milano ospiterà nella settimana del Design.
Non vi resta che armatevi di cartina, caffè e tanto buon umore… la settimana del Design è iniziata!
00VixKirik�VixKirik�2012-04-16 15:38:402012-04-16 15:38:40La settimana del Design, dentro e fuori la fiera del Mobile! [EVENTI]
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