Pinterest cambia già look [BREAKING NEWS]

Pinterest,  uno dei social network più interessanti di questo inizio anno, da qualche ora ha cambiato look, secondo alcuni simile alla timeline Facebook e secondo altri simile in qualche modo a Twitter.  Ecco un confronto tra ‘vecchio’ e ‘nuovo’:

 

Più pulita e ordinata, anche se forse meno caratteristica: e a voi piace la nuova grafica di Pinterest? Date la vostra opinione su Mashable 🙂

Come postare direttamente i tuoi tweet su Google+

Sappiamo che Google+ ha la speranza di scalzare il primato di Facebook nei social network, ma sappiamo anche che non è che ci stia riuscendo proprio bene 😀

Uno degli elementi che ha “infastidito” i social media addicted è l’impossibilità di collegare il proprio account G+ agli altri social network, soprattutto Facebook e Twitter.

Un passo avanti è stato fatto, ora è infatti possibile aggiornare il proprio status di Google+ con i nostri tweet! Come? Con TwooglePlus!

La cosa in sè è “soprendente” visto che Google ha eliminato i contenuti pubblicati su Twitter dai propri risultati di ricerca.

Come fare a twittare direttamente su G+? Basterà effettuare l’accesso a Twitter e aver dato le proprie credenziali di accesso a Google+.

 

Infine si potrà scegliere con quali cerchie condividere i tweet pubblicati sul proprio profilo G+ e salvare le proprie impostazioni.

 

UPDATE: Alcuni hanno avuto problemi con un virus in seguito all’installazione di questa applicazione, attenzione!

Legolize it: autoritratti in versione LEGO!

La raccolta Legolize it di Fabien Bouchard e Mademoiselle Maurice è “un modo per non dimenticare l’infanzia e il fatto che c’è un mattoncino LEGO in ognuno di noi”.

Una serie di autoritratti in cui la testa è sostituita da un mattoncino Lego, senza uso di effetti speciali e ritocchi, con un tocco nostalgico dato dal formato Polaroid:

A che ora inviare le vostre email promozionali? [INFOGRAFICA]

Molte volte ci chiediamo quale sia l’orario migliore per inviare newsletter o email. Per fugare ogni dubbio, ecco un’infografica molto esplicativa direi: le fasce migliori sono dalle 9 alle 10 e dalle 15 alle 17.

Si può giocare ad Hockey in auto? Lo Spot Alfa Romeo girato da iPhone

Per promuovere la Giulietta nel Regno Unito, Alfa Romeo ci regala uno spot veramente mozzafiato. Lo stuntman Paul Swift incontra i campioni britannici di Hockey, i Coventry Blaze, alla Skydrome Arena per una sfida fuori dagli schemi: segnare almeno un punto a bordo della vettura per valorizzare il sistema di trazione D.N.A. che adatta la forza motrice a tutte le condizioni climatiche. Gustiamoci insieme il filmato, che in meno di due mesi ha già ottenuto 500,000 visualizzazioni su youtube:

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=T9Ho0ODf2vY’]

Questo video, oltre ad avere una scenografia eccezionale, presenta una particolarità: gli Apple addicted più attenti avranno notato che il video è stato girato completamente con un iPhone, per la precisione un iPhone 4.

Un mobile device invece di una fotocamera

Una fotocamera professionale avrebbe regalato più dettagli alle riprese di questo spot (si dice che per realizzare il punto ci siano voluti 15 minuti, mentre in totale ci son volute tre ore di lavoro).  Cosa ha condizionato la scelta tecnica di questo spot? Ci siamo fatti un’idea delle ragioni:

  • L’iPhone e la Giulietta sono prodotti di categorie diverse che condividono la stessa connotazione mitica: potenti estensioni dell’uomo, prodotti al top della gamma, che hanno un valore aggiunto a livello emozionale. In quest’ottica, realizzare uno spot con un iPhone (e renderlo noto) ha un suo senso;
  • I mobile device sono più versatili delle fotocamere: a patto di perdere un po’ in qualità, è però possibile montare i device sul casco dello stuntman, sulla fiancata e sulla testata dell’automobile senza intoppi nei movimenti (che, ovviamente, andavano calcolati alla precisione);
  • In ultimo, la ragione più importante: questo spot è stato costruito per essere virale. L’epicità della sfida, dei partecipanti e della location contribuiscono a creare aspettativa ed emozione in linea con il brand ed il prodotto pubblicizzato. Per questa ragione, costruire uno spot con una fotocamera professionale avrebbe dato una resa migliore dei dettagli e dei movimenti, ma avrebbe penalizzato la pretesa di “realismo” dello spot. Si noti, infatti, che Alfa Romeo ha già un suo spot ufficiale nell’area UK, che però ha collezionato solo 230,000 visualizzazioni in 8 mesi.

 

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=nDF4mBsrxoM’]

La nostra conclusione è che l’utilizzo di iPhone per la costruzione di questo spot non è stata una scelta presa in leggerezza o di carattere meramente tecnico: c’è stato un piccolo studio di logica dietro.

Voi come avreste realizzato lo spot? Fateci sapere, e non dimenticate di segnalarci i vostri spot “mobile-oriented” preferiti!

Weevo, il generatore di qr code green

Tra le startup del programma Emilia Romagna Startup, ne troviamo una che ha attirato la nostra attenzione per via dell’importanza che ha dedicato all’ecosostenibilità. Si tratta di Weevo una startup che ha deciso di colorare di verde il suo business model, devolvendo parte del ricavato di ogni singolo contratto per sostenere azioni legate a Wee Green (un accordo siglato fra il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano e l’azienda), per compensare l’inquinamento provocato da Internet e dai suoi utilizzatori.

Secondo alcuni ricercatori americani la quantità di CO2 emessa per attività legate ai servizi ICT è misurabile in circa 0,2 grammi al secondo per una singola ricerca su internet, mentre il peso totale in termini di CO2 derivante dall’Information Technology ammonterebbe a circa 630 milioni di tonnellate all’anno.

Scegliendo i servizi di Weevo, il cliente potrà finanziare indirettamente interventi di ricostruzione della foresta appenninica, compensando le emissioni derivanti dalla propria attività ICT e ricevendo un attestato con i dettagli del contributo e dell’iniziativa supportata, oltre ad arricchire il proprio sito con il logo Wee Green a testimonianza dell’impegno concreto sul tema dell’ambiente.

Alcune tecnologie ICT sono diventate economicamente sostenibili ed accessibili anche per aziende con disponibilità di budget ridotta, evidenziando, dove applicate, risultati incoraggianti nel rapporto tra costi e risultati attesi. La diffusione e l’utilizzo di questi servizi e prodotti ICT, la loro elaborazione e l’implementazione costituiscono l’attività di Weevo.

I suoi prodotti spaziano dal web design, al marketing multipiattaforma, passando anche per i qrcode. Nel caso di questi ultimi Weevo utilizza una piattaforma in grado di aggiungere funzionalità avanzate oltre a quelle classiche.

I qrcode di Weevo, infatti, sono qr code dinamici, cioè che permettono il redirect verso più indirizzi dopo la creazione. Per di più sono geolocalizzati, consentendo così l’analisi della localizzazione al fine di individuare al meglio l’andamento del traffico legato al singolo codice, e riducendo al minimo i limiti di analisi del traffico legati alle campagne condotte attraverso questi codici.

L’impatto dei Social Media sul turismo e l’ospitalità

Una recente ricerca di Mindshift Interactive ha analizzato l’Effetto dei Social Media nel settore Viaggi & Turismo, in particolar modo concentrandosi su 4 categorie principali: compagnie aeree, agenzie di viaggio online, hotel e siti di recensioni di viaggio.

La ricerca riguarda il turismo in India, in quanto negli ultimi anni, grazie anche ad iniziative governative, si è rivelata una delle destinazioni turistiche più popolari, tanto che l’Organizzazione Mondiale del Turismo ha affermato che l’India diventerà leader del turismo nell’Asia del sud con 8.9 milioni di arrivi entro il 2020.

Sono stati esaminati la presenza, le menzioni, la concorrenza e le previsioni del settore Hospitality & Tourism sui social media.

Dai dati è emerso che nell’arco di un mese ci sono state 19.025 menzioni sui vari social media, delle quali il 56% riguarda le compagnie aree e solo l’8% gli hotel.

Twitter, Facebook e i vari forum sono state le principali piattaforme sulle quali si è parlato di ospitalità e turismo e sono state utilizzate principalmente per condividere commenti e recensire prodotti o servizi.

Dato interessante e significativo, gli aggiornamenti ufficiali dei brand stessi per informare i consumatori su avvenimenti, offerte e novità ammontano solo al 7% delle conversazioni generali, il 93% sono interazioni da parte dei consumatori.


Questi dati mostrano un chiaro interesse da parte dei consumatori nel voler affermare la propria opinione sui social media, e potrebbero essere spunto per i brand, come indicato nella ricerca, per la creazione di piattaforme specifiche e di canali volti a monitorare e gestire le controversie. Viene sottolineato, inoltre, che se ambite a diventare dei social influencer ma in altri settori non riuscite ad emergere, nel turismo c’è un grande potenziale di crescita 😆

Il 79% delle interazioni sono state fatte da uomini e solo il 21% da donne, indicando che gli uomini sono attivamente coinvolti nelle decisioni di viaggio (contrariamente a quanto si pensi?) e dando quindi una chiara indicazione alle aziende dell’ospitalità e del turismo sul creare esperienze di utilizzo che coinvolgano anche le donne e le inducano a partecipare e condividere.

Potete scaricare l’intera ricerca gratuitamente compilando questo form, di seguito un breve riassunto dei risultati ottenuti nelle 2 categorie con maggiori interazioni sui social media, le compagnie aree e le agenzie viaggi online.

Compagnie aeree

L’indagine è stata condotta sulle 5 compagnie aeree nazionali principali con una forte presenza sui social: Air India, Jet Airways, Kingfisher Airlines, SpiceJet e Go Air Airlines.

Dai dati è emerso che il 69% delle interazioni avviene su Twitter, mentre gli argomenti discussi sui profili social sono così suddivisi:

L’83% delle interazioni sono effettuate dagli uomini.

La presenza sui social media delle compagnie aree indiane è così riassunta:

Agenzie di viaggio online

L’e-commerce in India è cresciuto in maniera esponenziale nell’ultimo decennio ed è destinato a continuare a crescere. Un contributo importante in questa crescita è dato delle agenzie di viaggio online che, con oltre l’80% delle transazioni nel settore, contribuiscono con una quota importante nella E-Commerce Industry.

MindShift ha condotto uno studio sulle 5 principali agenzie di viaggi online indiane che sono attive sui Social Media, osservando le strategie che attuano sui social media per aumentare il traffico, i contatti e le vendite.

Dai dati emerge che il 61% delle interazioni avviene su Facebook e gli argomenti trattati sui social media sono così suddivisi:

Il 77% delle interazioni sono effettuate dagli uomini.

L’attività sui social media delle agenzie viaggio online indiane è così riassunta:

Tablet e Terza età [CASE STUDY]

@Thomas_EyeDesig

I dati Istat non mentono: grazie all’influenza di vari fattori, l’individuo vive mediamente di più. Ciò significa che la popolazione sta invecchiando!

@Dati Istat

 

Il grafico in basso, in più, mostra che con il passare degli anni, sicuramente questo fenomeno tenderà ad aumentare.

@Nielsen

Per queste ragioni, è impossibile affermare che la tecnologia è una “questione” esclusivamente dedicata ai giovani.

Il mercato nazionale e internazionale è pronto a far fronte alle richieste di un pubblico più adulto?

Per un over 60 il primo ostacolo psicologico che incontra nell’approccio al tablet è il touchscreen, a prescindere se sia già pratico con il computer o meno.

In realtà, Jennifer Colegrove (vice-presidente del reparto tecnologie emergenti della DisplaySearch) smentisce questo luogo comune attraverso un’analisi sul touchscreen, evidenziando la sua intuitività per coloro che sono estranei al mondo informatico.

È, ad ogni modo, difficile che un individuo standard, appartenente a questo target, sia, sin dai primi passi, completamente autonomo. Per queste ragioni, nell’ambito internazionale e nazionale vengono commercializzate interfacce più intuitive e user friendly.

È il caso dell’Associazione Onlus italiana Eldy, la quale ha creato un software per semplificare l’interfaccia dei pc, ponendo particolare attenzione ai tablet.

In quali circostanze l’over 60 sente la necessità di possedere un tablet?

La statistica in basso riporta le motivazioni per le quali viene preferito il tablet al computer. Viene considerato un oggetto comodo da trasportare e semplice da utilizzare, e un valido tramite con il mondo esterno che risolve il problema dell’isolamento telematico – e a volte sociale – che inizia a quell’età.

[/caption] 

Pensiamo all’assistenza sanitaria. A breve, molte strutture si avvarranno di questi dispositivi per permettere ai medici di entrare direttamente nelle cartelle cliniche per consultare comodamente i referti, le radiografie e le risonanze magnetiche, e di rendere quest’ultimi pubblici e di facile accesso anche ai pazienti e ai familiari.

O alla videochat, finestra virtuale sul mondo, per mantenere i contatti con i propri cari.

Ma non bisogna dimenticare il mobile banking per svolgere transazioni bancarie virtuali.

Non sono, inoltre, da sottovalutare le funzioni basic come inviare e-mail, accedere a Internet in ogni momento, poter vedere programmi televisivi da vicino, leggere libri e giornali, segnare gli appuntamenti, scrivere la lista della spesa, e molto altro ancora.

Sono tutte funzioni che semplificano la vita di chiunque, figuratevi dunque quanto possono esser utili con l’avanzare dell’età.

Il fascino del tablet  rimangono le apps!

Quest’ultime, in effetti, permettono di personalizzarlo in base alle proprie esigenze. Ad esempio, date un’occhiata alle classifiche di  Appbrain sulle apps più popolari tra gli over 60, vi sembreranno decisamente chiarificatrici.

Non è perciò un’idea remota quella di regalare un tablet ad un over 60. E’, senz’altro, una strada in salita in continua esplorazione, ma i cambiamenti, si sa, richiedono il loro tempo!

Un nuovo punto di riferimento per le startup: New York

Se siete ancora convinti che tra i grattacieli e i loft della grande mela, boutique griffatissime e avidi banchieri dominino la scena: mi sa che dovrete ricredervi.

Seppur vero che la “always sunny California”, leader indiscusso della scena startup mondiale, ha attratto bizzeffe di startup nel corso degli anni (Facebook, Google, Apple, Microsoft), la molto piu che mondana e scintillante New York City tra le fervernti luci che contraddistinguono il suo skyline al calar del sole, sta diventando, o forse lo è già, una vera e propria Mecca per tutti gli startuppers i cui business hanno forti legami con settori strategici della East Coast, quali: finanza, fashion, media, advertising, retail e servizi location-based.

Qualche migliaio di km più vicini a marchi e vendite al dettaglio

Ryan Kim di gigaom.com ha fatto visita a Sarah Paiji, founder di Snapette, startup tutta rosa che ha realizzato una app per iOS con cui scattare e condividere foto di oggetti del desiderio beccati negli store più fashion.

L’incontro si è basato essenzialmente sulla valutazione dei motivi per cui Sarah e le sue partners abbiano scelto NYC nonostante le tantissime connections create in Silicon Valley e a Boston.
La startuper, a tal proposito, ha rivelato che nonostante la presenza di Facebook e Google nella Bay Area, aveva e ha più senso per una startup come la loro essere piu vicini ai grandi marchi e ai maggiori punti vendita, che, ovviamente, sono per la maggior parte basati a New York.

La stessa Sarah, inoltre, ha aggiunto:

“ Ci occupiamo al 100% di moda e shopping. La nostra mission è guidare la gente nei negozi della zona, per questo facciamo tantissimi meeting con marchi e rivenditori, attualmente vantiamo oltre 30 boutique partner nella sola New York City. Se ci pensate non aveva cosi tanto senso restare a Palo Alto.”

And the winner is?….NY!

La crescita della Grande Mela come hot spot per le startup sembra essere assolutamente esponenziale, infatti, come è emerso da un report stilato da CBInsights, la capitale della East Coast ha allungato il passo sui cugini del Massachussetts per quantita di investimenti fatti da società di Venture Capital in startup tecnologiche.

A partire dalla fine del 2010 NY ha fatto propri gran parte dei capitali destinati a far da combustibile a svariate startup; si badi bene, ciò non esclude il ruolo di Boston quale centro importantissimo per quanto riguarda le società e i progetti con focus sull’energia e le scienze (si pensi al buon caro MIT).

Per corroborare quanto appena detto, qui di sotto alcuni esempi di società abbastanza note che hanno aperto i battenti proprio nella grande mela, e soprattutto di società che nell’ultimo anno hanno aperto uffici qui.
Sono sicuro che con il trend attuale questa lista crescerà e non di poco.

Nate a NYC:

Etsy
Tumblr
Foursquare
Boxee
Gilt Groupe
GroupMe
Meetup.com
Rent the Runway
Thrillist
ZocDoc
Kickstarter
Livestream
OMGPOP
Sharespace

Hanno aperto uffici:

Facebook
Yelp
Twitter
Google

Figura futurorum?

Concludendo mi preme dire che, nonostante il paragone con la Bay Area e la Silicon Valley non sussista ancora, NY sta indubbiamente guadagnando terreno nei confronti della West Coast cosi come testimoniato dalle varie ricerche.

Probabilmente se questa strada continuerà, forse, fra qualche anno sarà possibile – si spera – vedere uno scontro faccia a faccia tra la City e la Valley.