Nuovo direttore creativo per Coca Cola Light: Jean Paul Gaultier

E’ ormai ufficiale: il nuovo direttore creativo di Coca Cola Light sarà Jean Paul Gaultier. Continua così il connubio tra il colosso delle bibite e l’universo fashion, che aveva già visti coinvolti stilisti del calibro di  Karl Lagerfeld e Roberto Cavalli.

Lo stilista francese si occuperà di progettare il design di lattine e bottiglie (che molto probabilmente assumeranno una forma ancora più sinuosa e femminile), elaborerà i concept di tutte le nuove pubblicità, e darà un tocco glamour all’immagine della bevanda più amata di tutti i tempi.

L’eccentrico fashion designer ha inoltre realizzato 3 cortometraggi che lo vedono impegnato a creare sfavillanti look per le piccole testimonial della Coca Cola Light: Irene, Bernadette ed Eleanor:

L' Enciclopedia Britannica diventa digitale

“Change: It’s Okay. Really.”:  così  Jorge Cauz, presidente dell‘Enciclopedia Britannica, titola l’articolo pubblicato sul blog aziendale in cui spiega l’addio alla carta e segna una nuova era nel digitale.

Dal 1768 l’Enciclopedia Britannica stampava le sue edizioni, rilasciate ogni due anni, composte da 32 corposi volumi rigorosamente rilegati in maniera classica. Da quest’anno non saranno più ristampate altre copie al di fuori delle 4.000 rimaste in giacenza.

Il “vecchio formato” cede il passo al “nuovo formato” digitale disponibile sotto forma di abbonamento al costo di 70$ annui o nella versione mobile con un’app dell’encilopedia tra 1.99 e 4.99 sterline al mese; prezzi decisamente ragionevoli, se si pensa che per la versione cartacea bisognava sborsare ben 1.400 sterline.

L’Enciclopedia è stata e sarà sempre simbolo della conoscenza, nel passaggio dal cartaceo al digitale cambia solo la sua accessibilità sia economica che fisica: avere un’enciclopedia a portata di click è sicuramente più comoda da consultare, più economica e sicuramente più facile da aggiornare rispetto a massicci tomi.

La Britannica, secondo quanto riporta Digital Journal, sarà disponibile quindi solo nella versione online perchè,  spiega Cauz: “Siamo in grado di aggiornare costantemente i contenuti ed espandere ulteriormente il numero di argomenti e la profondità con cui essi vengono trattati senza i vincoli di spazio della stampa tradizionale. Oggi la nostra banca dati digitale è molto più grande di quello che potremmo inserire nell’edizione di carta. Possiamo aggiungere e rivedere le voci in pochi minuti, ogni volta che ce n’è bisogno, e lo facciamo molte volte al giorno”.

“Magari non siamo grandi come Wikipedia, ma abbiamo un approccio accademico, un processo editoriale, e articoli basati sui fatti e scritti bene” continua Cauz. “Crediamo che tutte queste cose siano molto importanti, e creino un’alternativa che vogliamo offrire a più persone possibili. Crediamo che ci siano 1,2-1,5 miliardi di ricerche per le quali abbiamo la risposta migliore”.

Già, Wikipedia: il più grande esempio di conoscenza collettiva. L’enciclopedia fatta dagli utenti, secondo quanto riporta il suo staff, ha più di 20 milioni di voci, 2 miliardi di parole, 250 lingue. Circa 157 articoli postati all’ora.

Sarà stata la grandezza e la diffusione di Wikipedia a spingere la Britannica a dedicarsi al digitale? In verità dalle 120 mila unità cartacee vendute nel 1990, il calo delle vendite è stato costante fino a raggiungere 8 mila unità nel 2010, ma l’eciclopedia vera e propria rappresenta solo circa il 15% del fatturato della Britannica.

Per la Britannica passare al digitale non è una sconfitta, ma la fine di un epoca e l’inizio di una nuova. Voi che ne dite?

La televisione nell'era digitale [INFOGRAFICA]

Il processo di digitalizzazione in atto negli ultimi anni ha completamente invaso la nostra vita, modificando le nostre modalità di fruizione dei contenuti audiovisivi.

Nurun Lab ci propone un’infografica sul gap tra la tv tradizionale e quella online, fornendoci dati sulla fruizione e sull’advertising.

Introducing: quando la gravidanza diventa virale [VIRAL VIDEO]

L’emozione dell’attesa e della nascita, una volta contenuta in colorati album su cui incollare gli scatti più belli, mese dopo mese, oggi comunicata in modo decisamente più originale: un video su YouTube che, in novanta secondi, racconta una dolce attesa di nove mesi.

Una grande gioia, quella della giovane coppia anglosassone, al punto da arrivare a condividerla proprio con tutti! Una serie di scatti fotografici, realizzati durante la gravidanza, montati in sequenza con la tecnica dello stop motion. Risultato: 100% commuovente!

Tra un bacio sulla pancia, una carezza affettuosa, una nuova casa e tanta armonia, finalmente… benvenuta tra noi Amelie!

Al TED un imprevisto creativo con Improv Everywhere [VIDEO]

Momento importantissimo, sei davanti a milioni di persone per presentare la tua idea durante una conferenza. Fai partire la presentazione e il tuo Mac… si blocca. Insisti schiacciando tutti i tasti ma peggiori solo la situazione. Poi all’improvviso entrano in scena degli ombrelli rotanti, parrucche multicolore, uomini in tutine colorate e palloncini che rimbalzano sulla folla. No, non è un sogno ma la conferenza più pazza nella storia del TED.

Ogni due anni, nelle principali città del mondo, si tiene il TED (acronimo di Technology Entertainment Design), conferenza che ha come obiettivo quello di divulgare e promuovere le idee migliori, rivoluzionarie e positive in un ambiente creativo e stimolante. Non c’è da stupirsi, quindi, se una presentazione sull’energia solare si sia trasformata in uno spettacolo unico. Il collettivo Improv Everywhere ha infatti scelto questa occasione per “creare una nuova scena”, trasformando la Spinning Beach Ball of Death (la girandola colorata del Mac) in un momento di creatività, divertimento e coinvolgimento.

La performance vuol comunicare che non bisogna arrendersi alle difficoltà ma saperle reinterpretare con creatività e un sorriso sulle labbra. In fondo, come disse Winston Churchill, “Le difficoltà superate sono opportunità guadagnate”.

Google Project Re:Brief, i classici dell’advertising re-immaginati

Da quasi due decadi l’online advertising si è aggiunto agli strumenti messi a disposizione del pubblicitario, eppure la pubblicità su internet viene ancora spesso utilizzata solo a scopo informativo. Sulla base di questa riflessione, Google ha realizzato il Project Re:Brief, per mostrare come i creativi di oggi debbano sfruttare al massimo le potenzialità che offre loro il mezzo digitale.

Il progetto si basa sulla reinterpretazione di quattro tra le più famose e iconiche pubblicità del passato, da parte dei creativi che le hanno ideate, sfruttando l’online advertising.

A queste cinque grandi menti della pubblicità “vecchia scuola” è stato chiesto di re-immaginare le loro pubblicità per il web, con risultati sorprendenti.
Insomma, cosa farebbero i Mad Men della Sterling Cooper se messi di fronte ad un mezzo a loro così poco conosciuto?

“Hilltop” – Coca Cola -Art Director: Harvey Gabor

Campagna originale 1971:

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Campagna re-immaginata in digital 2012: “Mobile Ad Demo”

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“Drive it like you hate it” – Volvo – Art Director: Amil Gargano

Campagna originale 1962:

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Campagna re-immaginata in digital 2012: “Tablet Ad Demo”

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Usciranno nei prossimi mesi anche le re-interpretazioni in chiave digital dei celebri “I can’t believe I ate the whole thing” (Alka-Seltzer,coppia creativa Howie Cohen e Bob Pasqualina) e “We try harder” (Avis, copywriter Paula Green).

Al progetto è dedicato il sito www.projectrebrief.com , su cui è possibile vedere le fasi di lavoro dei creativi, un canale You Tube, una newsletter e un account su Google+.

Il Project Re:Brief è anche un documentario diretto da Doug Tray, prossimamente in uscita e  presentato in questi giorni al South by Southwest di Austin.

Ecco il video che presenta il progetto.

 

Pinterest: un primo confronto con altri importanti social network [INFOGRAFICA]

Dopo aver recentemente (già) cambiato look, Pinterest continua la sua bella marcia verso il successo, in linea con quanti sostenevano che sarebbe stato il social media del 2012. A proposito ecco un’infografica davvero interessante trovata su Infographipedia, che compara lo stesso Pinterest con altri “big 2.0” (Facebook, Twitter, G+, LinkedIn, etc.).

Come vincere una tech startup competition

Dagli US con l’Elevator Pitch Contest del MIT, all’Europa con LeWeb, fino all’Italia con Il Tour dei Mille, nel 2011 sono state molte le startup competition in cui i partecipanti si sono sfidati a suon di pitch.

Già, l'”elevator pitch”, quella che in un precedente post abbiamo definito “l’arte di comunicare un’idea in modo efficace e in pochi secondi.” A chi? Innanzitutto a possibili investitori, ma, perche no?, anche a potenziali partner e early adopters.

Data la rilevanza del pitch nel successo di una startup (e di uno/a startupper), in molti hanno tentato di definire le regole d’oro di una buona presentazione. C’è chi suggerisce di puntare sulla propria persona, prima ancora che sulla propria idea. Altri sottolineano il fatto che deve essere compreso da chiunque, da mia nonna come da mio nipote:

C’è infine Lindsay Blakely che, per comprendere cosa si aspettano (o non tollerano) gli investitori durante un pitch, li ha intervistati durante il Launch Festival.

Ecco dunque le sei regole che vi consentono di fare colpo sugli investitori:

1. Brevità

Come vincere una tech startup competition Un pitch deve essere breve: si sa. Altrettanto importante è però la prima frase, con la quale dovete descrivere qual è il vostro business nel modo più chiaro possibile.

Secondo Bill Gross, fouder di IdeaLab: “Un investitore giudica come ti comporti e come investi il tuo tempo. Quindi una demo è un indicatore di come gestisci qualunque altra attività come manager.”

2. Esplicitare il problema che si sta risolvendo

E’ molto importante non solo focalizzare il problema che si sta risolvendo, ma anche esplicitare come avete intuito l’esistenza di quel problema e, soprattutto, come avete capito che è sufficientemente rilevante per poter costruirci un business sopra.

3. Non vendere, dialoga!

Durante il pitch non presentatevi come un venditore. Spacciare la propria idea per qualcosa che non è, al solo scopo di riuscire a venderla, è la migliore strategia per perdere credibilità nei confronti del proprio pubblico. Per questo Dave McClure, fondatore dell’acceleratore 500startups, suggerisce: “Sii spontaneo, dialoga con il pubblico”.

4. Mai usare un video durante il pitch

Il pitch è una presentazione live, in cui è importante sfruttare l’opportunità di avere un contatto diretto con il proprio pubblico. Perchè sprecarla per proiettare un video che chiunque può vedere online?

5. Spiega perchè diavolo le persone dovrebbero fidarsi di te

L’esperienza pregressa del team è molto importante per dimostrare al pubblico di essere affidabili.
Come sostiene Ryan Swagar, partner di venture51: “E’ importante mostrare di avere competenze nel proprio ambito per indurre il pubblico a fidarsi. Per questo è utile mostrare delle brevi biografie che dimostrino perché il vostro team è quello giusto per sviluppare la vostra idea.”

6. Spiegare le strategie di crescita

A chi si parla durante un pitch? Ai potenziali clienti o agli investitori? La maggior parte dei pitch spiegano agli utenti perché dovrebbero usare un prodotto o servizio. E’ però altrettando importante illustrare le strategie di crescita del proprio business, altrimenti non si fornisce agli investitori un’informazione essenziale: come guadagneranno dal loro investimento.

Kony, in stato di fermo il co-fondatore di Invisible Children [BREAKING NEWS]

Dopo aver catturato l’attenzione del mondo con Kony 2012, il video che racconta le atrocità del ribelle ugandese, diventato presto il più virale della storia, Invisible Children è finita nell’occhio del ciclone per questioni decisamente meno nobili. Jason Russell, co-fondatore dell’associazione, è stato infatti posto in stato di fermo un paio di giorni fa dalla polizia di San Diego per atti osceni in luogo pubblico.

A quanto pare Russell è stato fermato mentre, nudo e in evidente stato di alterazione, si masturbava per strada e danneggiava qualche auto. Secondo quanto riferito da un’agente l’uomo non è stato arrestato poiché le bizzarre frasi che continuava a pronunciare ne manifestavano l’evidente necessità di essere trasferito in un centro medico.

Ben Keesey, CEO di Invisible Children, ha rilasciato ieri un comunicato stampa:

Jason Russell sfortunatamente è stato ricoverato per esaurimento, disidratazione e malnutrizione. Ora sta ricevendo le necessarie cure mediche e sta cercando di rimettersi. Le ultime due settimane hanno portato forti conseguenze emotive su tutti noi, specialmente su Jason, conseguenze che si sono manifestate in questo sfortunato incidente di ieri. La passione di Jason e il suo lavoro hanno fatto tanto per aiutare tanti, e ci distrugge vederlo a che fare con questo problema di salute. Vorremmo sempre bene e supporteremo sempre Jason, e vi chiediamo di rispettare la privacy della famiglia in questo difficile momento.